First ride Specialized Kenevo S-Works Super Light

24 Mag 2021

Specialized riempie un vuoto che ancora aveva nella gamma E-MTB : arriva anche la Kenevo Super Light . Quindi oggi chi vuole può scegliere tra le due E-MTB con motore “pieno” (4x) e le due E-MTB Super Light con motore piccolo (2x) : la gamma è ora completa . Nessuno sul mercato E-MTB può offrirVi una gamma così completa : è un dato di fatto, brava Specialized !

Ma veniamo subito al nostro first ride che, con una E-MTB complessa come la Kenevo Super Light, è stato effettuato in ben tre diverse uscite su dei trails che ben conosciamo (circa 100 Km con 3200 mt+ e ovviamente di discesa) anche per settare al meglio appoggi e sospensioni . Potrei riassumere il tutto con poche parole : due luci e qualche ombra 🙂

Prima uscita su un trail preparato e scorrevole con la bicicletta assemblata come esce dallo scatolone e l’ aggiunta di pedali, salsicciotti, dischi BCA e l’ immancabile HillBilly 29 x 2.3 all’ anteriore . Il Panda trail ormai lo conosciamo bene e sin dalla prima discesa la Kenevo SL ci permette subito un’ andatura veloce e sicura . Probabilmente è stata pensata per questo genere di discesa su terreno veloce, scorrevole e preparato con appoggi e droppetti dove praticamente fa tutto quasi da sola . Le sospensioni sono troppo morbide , il manubrio non è ancora nella posizione che piace a me, ma la Kenevo mi regala un’ uscita molto divertente e veloce . Il motore è piccolo e spinge quello che serve nei tre livelli d’ assistenza anche se l’ ho usato soprattutto in Turbo sulle tre risalite visto il poco tempo a disposizione e il percorso ad anello che potevo interrompere quando volevo . Sicuramente delle tre uscite quella più divertente e veloce : semaforo verde .

Seconda uscita in valle Brembana : la terza dell’ Avaro per di più fradicia di pioggia del giorno prima e della notte . Iniziano i problemi : sospensioni morbide inadatte ai gradini e alle roccie iniziali a velocità controllata dove lo spostamento di carico e troppo importante con queste tarature . Per di più si scivola parecchio (HillBilly santo subito) e viene a mancare la velocità necessaria in molti punti per un gallegiamento ottimale . Insomma sono più ombre che luci in queste condizioni a velocità controllata ma troppo bassa per godere appieno della bici . Gonfio un pochino forcella e ammo e la situazione sembra migliorare un pochino ma non trovo ancora il giusto feeling con la Kenevo : sono troppo arretrato adesso e tendo a far veleggiare l’ anteriore data la leggerezza dell’ insieme . L’ impressione è che la Kenevo voglia correre veloce ma non riesco a trovare il giusto posizionamento per prendere la necessaria confidenza di guida in sicurezza . Insomma uscita difficile e da metabolizzare per cambiare ancora gli appoggi e la taratura delle sospensioni .

Terza uscita : il giro del tagliere con terreno per lo più asciutto e su un percorso naturale che ben conosciamo . Giro lungo da quasi 40 Km con più di 1200 Mt+ . Il motore aiuta il giusto ma per certo bisogna salire a velocità più basse che con i motori 4x . In discesa il lavoro fatto sulla posizione del manubrio e sulle sospensioni inizia a dare buone sensazioni anche se non ho ancora trovato completamente il feeling con la bici ma siamo sulla buona strada : forse sono troppo stanco data la lunghezza del giro per entrare in sintonia con la Kenevo ma devo dire che mi sono proprio divertito anche se alla fine il motore piccolo l’ ho sentito nelle gambe 🙂

Per queste prime uscite , fatte con i settaggi dell’ angolo di sterzo e del carro come esce dalla scatola (sterzo a 63,9° e carro da 442 mm in posizione High ) , direi che la Kenevo mi ha dato un’ impressione di grande leggerezza e manovrabilità a condizione che ci si muova su trail scorrevoli a buona velocità . Su percorsi molto tecnici e lenti ovviamente il gioco si fa più complicato anche se la leggerezza dell’ insieme è sempre ben percepibile ma la Kenevo sembra voler dire che ha sempre bisogno di correre il più velocemente possibile . Il potenziale sembra essere molto alto e giocoso data la percezione di leggerezza dell’ insieme anche se ci riserviamo di provare setting – soprattutto del carro – diversi . Insomma oserei dire che la Kenevo è una E-Bike che trasmette una sensazione di leggerezza e velocità da purosangue di razza e che forse è ancora più piantata a terra della sorellina Enduro tradizionale .

La nuova sospensione posteriore a 6 punti d’ infulcro è sempre ben attaccata al terreno in ogni condizione e si inibisce veramente molto poco in frenata : una delle migliori sospensioni per utilizzo gravity mai provate al primo impatto . Inoltre Specialized in questa versione della Kenevo è tornata ad usure le due ruote da 29″ , in cui ha sempre creduto , abbandonando fortunatamente la moda commerciale del momento 🙂  Il motore è il “solito” SL con 240 W e 35 Nm molto efficiente (48 v) e leggero anche se ovviamente la spinta non è quella di un motore pieno come già detto . La batteria da 320 WH e il range extender da 160 Wh e 1 solo chilogrammo di peso rendono il sistema comunque molto versatile e con un’ autonomia pressochè infinita dato che in teoria è possibile e anche molto facile inserire altri due range extender in uno zaino o in un marsupio portanto così il wattaggio totale a ben 800 Wh (320+160+160+160) !!!

Per finire devo anche dire che a detta di tutti coloro che l’ hanno potuta ammirare dal vivo è anche molto bella e ben fatta !!! Pota 🙂

 

 

Prova Specialized nuova Levo S-Works GEN3

27 Apr 2021

Nuova Levo GEN3 o 2022 come molti la chiamano : un concentrato di tecnologia e innovazioni che la pongono ai vertici del mercato attuale . Probabilmente la E-MTB più desiderata dagli Italiani in questo momento di particolare euforia per il settore .

Dopo il first ride test (qui il link : https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-levo-s-works-3gen-un-amore-tribolato/ ) non abbiamo assolutamente smesso di provare la nuova Levo proprio perchè la E-MTB in questione necessitava di tempo e chilometri per poter considerare tutte le possibilità di setting e varianti possibile . Abbiamo quindi nel tempo provveduto a testare la Levo in 4 setting diversi (dei 6 disponibili) e Vi assicuriamo che ognuno di essi ha caratteristiche diverse di comportamento della E-MTB che sono facilmente avvertibili . EccoVi l’ elenco dei setting da noi provati in ordine cronologico :

Carro in posizione High e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64,5° (settggio di serie)

Carro in posizione High e calotta sterzo +1° per un angolo sterzo di 63,5°

Carro in posizione Low e calotta sterzo +1° per un angolo sterzo di 63°

Carro in posizione Low e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64°

Passiamo alle valutazioni della E-MTB punto per punto come segue :

Estetica : molto bella e costruita molto bene . Se prima la Levo SL era probabilmente la più bella del mercato oggi con questa nuova Levo – considerando anche i maggiori ingombri del motore e della batteria – è molto difficile fare una scelta definitiva su quale sia la più bella . Comunque sia la nuova Levo è sicuramente bellissima e non passerà inosservata ai più .

Posizione di guida : come su tutte le Specialized, ci si sente subito a proprio agio sulla nuova Levo . Anche in questo caso il posizionamente dei comandi cambio che purtroppo sono accoppiati alle leve del freno Magura MT7 tramite un match maker non permette regolazione alcuna . Quindi per l’ ennesima volta abbiamo dovuto optare per l’ eliminazione del supporto match maker lato cambio e abbiamo messo un braccialetto separato per poter ovviare al problema del posizionamento del comando AXS .

Sospensioni : ammortizzatore Fox X2 Factory e forcella Fox Float 38 Factory con cartuccia Grip2 , con corsa di 150 mm al posteriore e 160 mm all’ anteriore . Due ottime unità ammortizzanti accoppiate al sistema FSR che in questa versione del telaio Levo sono molto sensibili alle scelte dall’ Utente in fatto di lunghezza carro e angoli . Soprattutto per quanto riguarda l’ ammortizzatore che , cambiando ovviamente la leva , risulta sicuramente molto più plush nel setting con carro Low poichè la curva di progressione cambia parecchio nella prima parte dell’ escursione .  Quindi avremo un ammortizzare / carro più controllato in posizione High per un uso più pedalato e molto più morbido nella posizione Low per un uso più discesistico .

Salita scorrevole : il motore Specialized 2.2 , costruito sempre da Brose per Specialized , è più o meno sempre lo stesso usato sulle versioni 2019 /2020 anche se molto migliorato in termini di affidabilità . Ho letto su qualche magazine di un motore silenziosissimo ma all’ atto pratico devo dire che – IMHO – la rumurosità , pur essendo minore che nei motori concorrenti , è pari al vecchio 2.1 : insomma dovete scordarVi la silenziosità dei vecchi motori 1.2 / 1.3 . I parametri d’ assistenza impostati di default sono molto alti e grazie anche allo Shuttle Mode permettono prestazioni ancora al vertice del mercato anche se abbiamo notato un sensibile aumento dei consumi con questo setting . Con lo Shuttle Mode impostato al 100% salirete comunque a velocità sconosciute ad altri come succedeva anche in passato anche se il divario si è molto affievolito .

Salita tecnica : sicuramente un motore e una sospensione posteriore che permettono di salire come poche altre anche se personalmente ritengo che l’ adozione della ruota da 27,5″ al posteriore non permetta una trazione pari alla vecchia Levo con le due ruote da 29″. Avete capito che per il mio modo di guidare le ruote mullet sono più uno svantaggio che un vantaggio dato che non trovo nemmeno un aumento così marcato nella maneggiovelezza della E-MTB …

 Single-track : il peso importante (oltre 23 Kg con i pedali e la gomma anteriore Grid gravity con salsicciotti su ambedue le ruote) non la rende un riferimento assoluto in queste situazioni ma comunque si comporta sempre e comunque molto bene .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : nessun problema soprattutto con il carro in posizione Low : molto rigida e precisa e concede anche molta confidenza .

Discesa tecnica e stretta : il peso non da record e l’ interasse abbastanza lungo non conferiscono alla Levo il primato in queste condizioni anche se l’ ottimo lavoro delle sospensioni e il carro corto – se in posizione High solo 441 mm – permettono alla stessa di comportarsi molto bene . Purtroppo ancora troppo basso il movimento centrale , se in posizione Low , con conseguente facilità di urtare il para motore e/o le pedivelle in molte occasioni .

Frenata : IMHO i freni Magura MT7 con rotori da 203 mm della serie Storm hanno potenza frenante e ergonomia che non soddisfano per nulla le mie esigenze su un prodotto come la Levo . Inoltre personalmente trovo le leve troppo squadrate e quindi fastidiose da usare . Sinceramente esistono impianti frenanti meglio costruiti e soprattutto con più potenza frenante . Basta però sostituire i dischi freno con prodotti più performanti per avere una frenata perlomeno accettabile …

Rigidità : molto migliorata al confronto con la precedente Levo e quindi al vertice della categoria per quanto riguarda le E-MTB da noi provate con questa tipologia di carro .

Dotazione :  il montaggio è sicuramente il massimo che un Utente possa aspettarsi da una trail bike come questa con l’ unica eccezione dei freni come già detto sopra . Trovate la dotazione della nuova Levo al seguente link : https://www.specialized.com/it/it/s-works-turbo-levo/p/188259?color=317292-188259&searchText=95221-0802 . Gruppo Sram XX1 AXS a 12 velocita , ruote con mozzi Roval / DT Swiss ben scorrevoli e cerchi in carbonio Roval SL , sospensioni Fox di cui abbiamo già ampiamente parlato , reggisella telescopico Sram Reverbe AXS , manubrio in carbonio e manopole Deity molto confortevoli . Ottima anche la gomma posteriore Eliminator Grid Trail da 2.6″ .

Finiture : una S-Works è sempre una certezza e in questo caso i tecnici di Specialized hanno posto grandi attenzioni alla realizzazione di tutti i particolari sfruttando le richieste del mercato in questi anni . Ecco quindi apparire le giuste protezioni di carro e telaio, il nuovo sensore velocità posizionato in modo ancor più riparato, il nuovo cavo batteria / motore con spina Rosenberg che è stato reso più impermeabile (ora è dichiarato come IP68) e che prevede uno sportellino di chiusura e protezione .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è uno dei più alti del mercato attuale ma come ben sapete non si può acquistare un Royal Oak (chi non sa di cosa stiamo parlando può sempre usare Google) pretendendo di pagarlo come uno Swatch se ci dovessimo paragonare al mercato degli orologi 🙂

Note finali : posso affermare che in fatto di possibilità di personalizzazione della E-MTB sia attualmente il vero benchmark del mercato poichè la Levo reagisce a ogni variazione del setting in maniera evidente ! Non ho avuto la voglia e il tempo per provare i due setting chiusi (65° e 65,5°) dato che per le mie caratteristiche e necessità d’ utilizzo già il setting iniziale con sterzo a 64,5° era poco comprensibile se non per un uso molto rilassato della Levo stessa . Per certo è uno dei prodotti di riferimento da considerare assolutamente anche in fatto di motore, estetica e finiture. Come ho già scritto nella prima prova non è il riferimento assoluto del mercato E-MTB – come hanno scritto in molti – perchè ritengo che non esista un prodotto in assoluto migliore di tutti gli altri per ogni uso e per tutto il pubblico del mondo dato che ognuno di noi ha sensibilità e caratteristiche di guida ben diverse da altri .

Per finire è ovvio che non tutto il pubblico potrà da subito comprendere le quasi infinite possibilità di regolazione del telaio, del carro e del motore ma fateVi consigliare dal Vostro Rivenditore e scegliete con Lui in base alle Vostre reali necessità e tipo di riding il setting migliore per Voi e inziate a godere della nuova Levo senza remore o problemi . Se poi ne avrete voglia e tempo , con il passare del tempo , potrete affinare sempre di più il Vostro setting sino a che avrete una E-MTB “su misura” per Voi . Ricordate che oggi questa è una caratteristica esclusiva della Levo su tutto il mercato E-MTB mondiale !!!

P.S. : qual’ è il nostro setting telaio e carro preferito ?

Probabilmente l’ ultimo provato : carro in posizione Low e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64° . Ma mi piacerebbe molto avere una calotta + o –  0,5° perchè penso che con un angolo sterzo 63,5° e carro in posizione Low si potrebbe raggiungere la perfezione … Inoltre l’ ultima prova che mi piacerebbe proprio fare è quella di montare una ruota da 29″ al posteriore ma bisognerà verificare se ciò è realmente possibile 😉

First ride Specialized Levo S-Works 3Gen : un amore tribolato

05 Apr 2021

23 Marzo 2021 , Specialized presenta la nuova Levo – giunta alla 3 generazione – e Mike Kazimer del web-magazine Pinkbike scrive :

“… that actual performance of the bike puts it above any other eMTB I’ve ridden. The adjustable geometry, quiet motor, smooth power delivery, and a battery that lasts an incredibly long time put the Levo at the front of the pack in this category…”

Dopo aver letto questo giudizio di Mike che considero un ottimo rider e un tester affidabile la mia voglia di mettere le mani sulla nuova Levo aumenta a dismisura ! Chi mi conosce sa bene che non sono più un agonista ne tanto meno un rider di livello eccelso, non faccio i Kom dato che non uso nemmeno Strava e non sono così veloce, ho parecchi acciacchi fisici ma ho la fortuna di poter testare moltissime MTB / e-MTB e prodotti inerenti alla MTB che è oggi la mia passione primaria . Diciamo che sono un biker mediocre e tutto quanto sopra, unito alle molte ore che ormai passo in sella, mi permette normalmente di avere opinioni sui prodotti che si adattano molto spesso al 90 / 95 % degli Utenti sul mercato dato che di fenomeni veri o di racer da mondiale in giro ne vedo e ne trovo ben pochi 🙂

Finalmente il 31 Marzo riesco a mettere le mani sulla nuova S-Works in taglia S3 : è bellissima nella sua livrea da simpatizzante dell’ Atalanta, del resto sono ormai Bergamasco al 50% ! Nessuna modifica alla bicicletta di serie (quindi angolo sterzo a 64.5° e carro in posizione High) se non il mettere gli immancabili salsicciotti negli pneumatici rigorosamente di serie : Butcher T9 Grid Trail 29″ x 2.6 anteriore e Eliminator T7 Grid Trail al posteriore da 27,5″ x 2.6 . Non mi dilungherò sulle altre caratteristiche e montaggio che se volete potete consultare qui .

Il 1 Aprile eccomi quindi alla mia prima uscita con la nuova S-Works su un sentiero, mai percorso, in stile Bergamasco con molti gradini e roccia piantata molto fisico e parecchio guidato : la sensazione è di avere una e-MTB discretamente bilanciata e unità ammortizzanti che alla prima uscita già lavorano abbastanza bene ma con un motore che con i settaggi di serie (35/35 – 35/100 – 100/100) spinge all’ incirca come altre unità concorrenti ma consuma parecchio di più anche perchè io uso sempre lo Shuttle Mode al 100% dati gli innegabili vantaggi dello stesso . Uscita quindi interlocutoria che non mi ha fatto gridare al miracolo : bisognerà lavorare un pochino sui settaggi motore e sulle tarature di forcella e ammortizzatore mentre sin da subito la mia antipatia verso i freni Magura MT7 è confermata alla grande anche perchè accoppiati a dei dischi veramente economici e con scarsa performance .

2 Aprile : seconda uscita su dei sentieri che conosco a memoria ma con un fondo quasi sabbioso data la siccità del periodo e quindi con grip difficile da trovare sopratutto per il Butcher all’ anteriore che su questo tipo di fondo mi sembra ingestibile : l’ anteriore scivola continuamente, nonostante la pressione a 0,9, e mi sembra di guidare sulle uova ! Scambio la S-Works con un compagno di uscita ma dopo poche centinaia di metri anche Lui mi conferma che trova la Levo poco guidabile e sicura : allora non sono il solo ad avere difficoltà in quelle condizioni ! Torno in officina e, avendo dato la colpa di tutte le mie difficoltà di non sentire l’ anteriore al Butcher, sostituisco lo stesso con il versatile e preferibile Specialized Hillbilly T9 Grid Gravity da 2.3 che conosco come una delle migliori gomme anteriori da me provate . Colgo anche l’ occasione per regolare al meglio gli appoggi e tento di migliorare il punto di attacco e la corsa dei freni e riduco i livelli di assistenza del motore per trovare un compromesso migliore tra spinta e consumi . Inoltre ricontrollo tutti i settaggi dell’ ammortizzatore posteriore in base alle mie esigenze .

3 Aprile : terza uscita su un’ altro sentiero Bergamasco da me ben conosciuto con sassi smossi e foglia presente in ogni dove nel bosco . La sensazione di difficoltà a controllare l’ anteriore è ancora presente ma l’ Hillbilly fa il suo dovere e non scivola come il Butcher però ho la sensazione che lo sterzo mi prenda sotto a basse velocità e non mi sento per nulla a mio agio … Passo la S-Works ad un altro amico ben più giovane e veloce di me e anche Lui mi conferma che non trova il feeling e non si sente a suo agio : forse non è un caso . Imputo la difficoltà di conduzione e lo scarso feeling con l’ anteriore all’ angolo di sterzo e quindi tornato in officina in poco meno di 10 minuti sostituisco la calotta dello sterzo aprendo lo stesso di 1° portandolo quindi a 63.5° . Riduco ancora una volta il valore delle assistenze ECO e TRAIL cercando sempre un migliore compromesso tra spinta e consumi .

4 Aprile : la risurrezione !!! Mi reco nella zona dove due giorni fa ho avuto le difficoltà più grandi e mi riprometto di fare sentieri diversi ma anche di percorrere anche alcuni dei sentieri dove avevo avuto sensazioni di insicurezza maggiore nella conduzione . Il miracolo si avvera : la Levo è diventata molto più sicura e stabile e l’ anteriore è una certezza ! Guido con buona velocità e tanto divertimento e finalmente il mio amore per la Levo è ora vicino alla sua completezza : non è solo bellissima !!!

Considerazioni finali su questo “first ride” che potrei definire “four ride” visto che in totale ho percorso circa 140 Km con più di 4500 Mt+ e quindi anche di discesa sui più svariati tipi di terreno con la “bimba” :

  • La Levo è bellissima, ben rifinita e gli ingegneri di Specialized hanno realizzato un prodotto ben curato e ben fatto seguendo tutte le indicazioni ricevute dal mercato . Il nuovo cavo motore quasi waterproof è protetto ora anche da uno sportellino esterno, le nuove protezioni sul carro e sul telaio, il nuovo posizionamente del sensore di velocità e la nuova TCU Master Mind sono li a dimostrare che il prodotto è stato non solo completamente rinnovato – l’ unica cosa uguale alla vecchia Levo e la batteria da 700 Wh – ma anche curato ed ingegnerizzato come nessun altro sul mercato ! E’ sicuramente migliore della vecchia edizione proprio perchè permette di cucirsela addosso in base alle proprie caratteristiche di guida e/o necessità con pochi e semplici aggiustamenti delle geometrie della Levo stessa .
  • La scelta delle ruote mullet – IMHO – è una scelta dettata più dalle mode del mercato che da una reale utilità dato che i vantaggi (presunta maggior maneggevolezza) sono per me inferiori alla perdita di trazione che una ruota piccola al posteriore inevitabilmente avrà in confronto ad una ruota più grossa . Devo però riconoscere che l’ ottimo lavoro del carro rende la perdita di aderenza in salita molto meno percepibile che in altre realizzazioni con ruote mullet da noi provate . Se poi volete maggior maneggevolezza a tutti i costi le due ruote da 27,5″ sono sicuramente e senza dubbio di smentita la soluzione definitiva anche se ormai non sono più di moda 🙂
  • Il motore denominato 2.2 non ha più tutto il vantaggio che aveva un anno fa sulle unità concorrenti ma mantiene comunque prestazioni di altissimo livello e grazie allo Shuttle Mode permette di fare molta strada velocemente e con minor sforzo al prezzo di consumi che mi sembrano leggermente aumentati . Per quanto riguarda la rumorosità lo considero pari al 2.1 ma comunque ben inferiore alla concorrenza anche se Vi potete scordare ancora una volta la silenziosità del vecchio 1.3 .
  • Il peso della Levo è aumentato ma risulta ben bilanciato e la maggiore rigidità dell’ insieme è facilmente percepibile in confronto alla vecchia Levo . Certo avrei preferito un peso inferiore ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca 🙂
  • La Levo come esce dalla scatola non soddisfa il mio stile di guida ma devo dire che in pochi minuti è facile variare completamente la sua indole facendola passare da un mezzo per tutti e per lunghe passeggiate in montagna a un mezzo quasi discesistico e di questo dobbiamo ringraziare ancora una volta gli ingegneri di Specialized che ci permettono di avere biciclette ben diverse con delle semplici regolazioni : giuro che non dubiterò mai più di Voi 🙂
  • Tralascio i commenti sul prezzo e dico semplicemente che nessuno obbliga nessuno a comprarla ma se volete un prodotto di riferimento la Levo è tra quelle da dover considerare .

Ho ancora moltissimo lavoro e prove da compiere dati gli innumerevoli settaggi permessi su questo prodotto ma sin d’ ora posso dire che la nuova Levo sarà comunque per tutti i diversi stili di guida uno dei benchmark (e non il benchmark assoluto dato che secondo me in ambito biciclette il meglio in ogni situazione non esiste) presenti attualmente sul mercato . Ci risentiamo quando avremo finito di provare tutte le varianti possibili e quando pubblicheremo una prova definitiva fatta da chi guida come tutti gli altri rider del mercato e per questo magari più vicino alla realtà del mercato 😉

Per adesso buone pedalate e buon divertimento a tutti, stay tuned !!!

Gomme anteriori : Michelin DH22 VS Specialized Hillbilly Grid Gravity T9

29 Mar 2021

Gomme anteriori : Michelin DH22 VS Specialized Hillbilly Grid Gravity T9 🙃 🎲 🎯

Non amo le comparative ma per queste due gomme anteriori che considero il benchmark del mercato odierno farò un’ eccezione per far comprendere meglio le differenze tra i due prodotti che hanno utilizzo e valenze diverse 😉
Grip : DH22 : 10 – Hillbilly : 8
Grip su terreni bagnati : DH22 : 7 – Hillbilly : 10
Fango : DH22 : 6 – Hillbilly : 9
Scorrevolezza : DH22 : 4 – Hillbilly : 8
Time attac : DH22 : 10 – Hillbilly : 7
Durata : DH22 : 7 – Hillbilly : 8
Precisione di guida : DH22 : 10 – Hillbilly : 7
Resistenza ai tagli : DH22 : 10 – Hillbilly : 6
Confort (risposta elastica) : DH22 : 5 – Hillbilly 8
Totale : DH22 : 69 – Hillbilly : 71

Come potete ben vedere il punteggio è molto simile ma le due gomme sono ben diverse !
Se cercate prestazione assoluta (sull’ asciutto) e precisione di guida la DH22 è sicuramente da preferire a fronte di un maggior impegno fisico ma state certi che se cercate il tempo il DH22 è la gomma anteriore per Voi !!!

Se invece cercate una gomma molto performante a tutto tondo (anche sul bagnato dato che è una gomma intermedia) e più confortevole la Hillbilly vince a mani basse 😉

Spero che le nostre considerazioni siano utili per una scelta tra due gomme che io personalmente considero tra i riferimenti assoluti per l’ anteriore 🥰

Santa Cruz Heckler 2021 e light E-MTB : riflessioni personali

20 Mar 2021

Dopo lunghissima attesa – anche Santa Cruz ha problemi di consegna per alcuni modelli in questo strano periodo per il mondo intero – finalmente ho potuto ri-provare la Heckler 2021 che altro non è che una Heckler 2020 con il nuovo motore Shimano EP8 . Avevamo già provato in lungo e in largo la Heckler precedente con grandissima soddisfazione (potete leggere la prova qui : https://www.pro-m.com/equilibrio-forma-prova-della-santa-cruz-heckler-cc-xo1/) e quindi non ci è voluto molto per capire che tutto il buono è stato confermato con l’ aggiunta di un motore ben più performante ed efficiente .

Ora visto che io sono un rivoluzionario e dico sempre e solo la verità nel tempo dell’ inganno totale lasciatemi esprimere alcune mie personalissime opinioni su questa E-MTB e sulle E-Light MTB in generale . Sono semplicemente, come detto, riflessioni mie e quindi fatene l’ uso che volete dato che non sono, e mai pretenderei di esserlo, il depositario di nessuna verità ma semplicemente un appassionato che prova moltissime biciclette MTB e tenta di trarre dalle proprie esperienze dei dati il più oggettivi possibile seguendo una logica poco influenzabile da mode e/o colori delle biciclette stesse .

La mia attuale Heckler 2021 con forcella Fox 38, pneumatici gravity, salsicciotti e quant’ altro pesa circa 21 Kg. (Kg. 20,980 per la precisione) e la ritengo adatta ad un uso sia gravity che escursionistico. Ora, tralasciando le E-Light MTB da XC che sono un prodotto per uso completamente diverso, direi che sono pochissimi chilogrammi di differenza in più dalle E-Light MTB presenti sul mercato che alla fine sono solo 3 modelli e che pesano dai 17,5 ai 20 Kg. reali . Se poi dovessi montare sulla Heckler la Fox 36 originale, gomme più leggere per uso Trail senza i salsicciotti in versione tubeless la differenza reale di peso si ridurrebbe a 1 o 2 chilogrammi ma con un motore “pieno” da 85 Nm e con una batteria da 504 Wh ben più capiente delle batteria da 250, 320 o 360 Wh di quelle che vengono montato sulle E-Light MTB !!! Inoltre teniamo ben presente che il nuovo motore Shimano EP8 è completamente personalizzabile e già con il profilo 2 di serie (quello risparmioso) ho potuto constatare di persona che i 2000 Mt+ con 40/45 Km sono facilmente raggiungibili usando ECO, TRAIL e anche un po’ di TURBO nelle rampe più ripide !!!

Tornando al tempo dell’ inganno globale direi che chi ha un poco di attenzione al mercato e al reale utilizzo della E-MTB dovrebbe facilmente comprendere che la vera E-Light MTB del mercato oggi potrebbe essere proprio questa Heckler che permette un utilizzo veramente a 360° che spazia dall’ escursionismo all’ Enduro . In pratica vorrei dirVi di non farVi attirare dalle chimere del mercato o da roboanti promesse di prestazioni ed efficienza che non sono proprio corrispondenti alla realtà ma di considerare la E-MTB che state valutando in base alle Vostre reali necessità e non a fantomatici numeri promessi dai cataloghi che molto spesso non corrispondono alla realtà delle cose .

Certo se doveste pensare ad un uso esclusivamente escursionistico della E-MTB una Levo SL ha minor peso e maggiore efficienza (che si traducono in molti più chilometri) ma su sentieri Enduro paghereste minori prestazioni dovute a geometrie meno spinte e ad un equipaggiamento meno gravity oriented . In ogni caso con questa Heckler non sareste poi così lontani – anche se non potreste mai arrivare a pareggiare le percorrenze possibili della SL – con tarature motore e sospensioni più confacenti all’ uso escursionistico 🙂

Per finire il consiglio generale è di non comprare una E-MTB solo per il colore del telaio o la batteria ma di farVi consigliare al meglio da chi ha l’ opportunità di provare molti prodotti o di provarli Voi stessi e scegliere la E-MTB solo in base allle Vostre reali esigenze e tipologia di utilizzo .

Good riding and enjoy !!!

 

Prova Cannondale Moterra NEO Carbon 1

26 Feb 2021

A più di un anno dalla sua presentazione sul mercato abbiamo deciso di provare per bene la Moterra nella sua versione più prestigiosa : la NEO Carbon 1 . Per la prima volta da quando esiste il nostro blog questa prova è scritta a 4 mani nel senso che sia io che Ezio “Freakrider” Baggioli abbiamo usato per svariate centinaia di chilometri la E-MTB oggetto della nostra prova . Personalmente posso dire che la trovo una bicicletta adatta a chiunque e destinata ad un uso a 360° con vocazione più trail – all mountain che gravity .

Ma eccoVi le impressioni del Freak come segue :

 

Estetica : non mi posso esimere dal sottolineare che il design sia volutamente minimale, esaltato dalla verniciatura grigio Mercury / Nero lucido e dal Marchio quasi dimenticato in prossimità della serie sterzo. La difficoltà nel disegno industriale è dare un tocco di unicità al prodotto giocando soprattutto sui colori e sulle grafiche: vista la lunga militanza del marchio nell’ universo del ciclismo (Joe Montgomery la fondò nel 1971) sicuramente avrebbe meritato un vestito più accattivante anche giocando sui retaggi di un passato glorioso e non dimenticato. Sull’esemplare in prova si è provveduto a giocare graficamente destrutturando il marchio PRO-M sul triangolo principale dando un lampo di visibilità. A mio avviso necessita una rivisitazione estetica che metta in risalto la costruzione ed il disegno del telaio di fatto ben raccordato. La definirei una linea puritana ed austera che bada all’essenziale, del resto quando siete in sella gli occhi li tenete aperti sul sentiero …

Posizione di guida : dal punto di vista ergonomico e di appoggi, fatte le regolazioni del caso, la seduta è corretta. Adattarsi alla posizione della Moterra Neo 1 è immediato:  la bicicletta risulta piacevole nei controlli con tutti i comandi a portata di pollice: quello che non gradisco, ma è un mio modo di intendere il gironzolare in bicicletta, è il sistema Kiox di Bosch . Preferisco di gran lunga il Purion: si posiziona meglio vicino alla leva sinistra del freno e offre le informazioni necessarie e sufficienti per la gestione della bicicletta. La lettura del display del Kiox risulta essere non immediata causa le dimensioni della grafica e il posizionamento sul tappo della serie sterzo non migliora questo aspetto. L’azionamento delle assistenze con i guanto invernali risulta delle volte non immediato e per questo lo trovo fastidioso . Il manubrio da 780 mm è perfetto per l’utilizzo al quale la Moterra è destinata, il mondo All mountain . Sui componenti Fabric nulla da recriminare. Sono ben realizzati, le manopole offrono una presa sincera ed il reggisella telescopico fa il suo lavoro senza problemi di sorta .

Sospensioni : forcella Rock Shox Zeb Ultimate, Charger 2.1 RC2, 160mm, DebonAir, 15×110, 51mm offset ed ammortizzatore RockShox Deluxe Select+ RT, DebonAir sono le scelte di Cannondale per il suo top di gamma per quanto riguarda le sospensioni . La forcella con steli da 38 mm si rivela immediatamente un ottimo prodotto che non ha timori reverenziali nei confronti della concorrenza . Sempre in un ottica di puro piacere estetico anch’essa non brilla per vivacità, fattore non invalidante visto che si comporta benissimo in ogni situazione, esaltando la guida . I registri di ritorno e compressioni sono sensibili al punto giusto in modo che anche il biker non particolarmente avvezzo alle tarature delle sospensioni possa essere in grado di trovare il giusto assetto . L’ammortizzatore posteriore è decisamente pigro per cui necessita un sag accentuato circa il 40% per come sono vezzo a guidare, al fine di fare lavorare il carro a quattro punti di snodo con giunto Horst che sposa al meglio la sua destinazione d’uso, rendendo sicura la guida del mezzo in tutte le situazioni, anche le più estreme che durante la prova non mi sono fatto mancare (altrimenti che prova sarebbe?) .

Salita scorrevole : il motore Bosch CX Gen 4 con l’ ultimo aggiornamento del firmware è una unità motrice sincera ed affidabile: pochi fronzoli e tanta sostanza . Assiste molto bene in salita usando le assistenze Trail o E-MTB (io non uso il Turbo poiché non sento la necessità di utilizzarlo: E-MTB offre un ampio spettro di utilizzo grazie alla sua progressione tanto che si potrebbe utilizzare solo questa modalità  ed il cambio ben spaziato che fa il resto) , senza per questo essere mai molto assetato di corrente . Un buon compromesso di affidabilità e schiena che pur non raggiungendo i picchi di potenza di altre unità motrici ci permette uscite di una sessantina di Km con circa 2000 Mt+ grazie anche alla batteria da 625 Wh. Qui siamo di fronte al top di gamma , quindi il peso intorno ai 23 kg della Moterra Neo 1 è di aiuto nei consumi, considerando il fatto che io sono alto quasi un metro e novanta e peso intorno ai 90 kg in assetto di marcia . La pigrizia dell’ammortizzatore fa si che la sospensione sia molto stabile e la percorrenza in questo frangente ne guadagna nonostante il peso e la scarsa scorrevolezza della gomma posteriore .

Salita tecnica : come già detto il periodo invernale non presenta situazioni facili e per non farmi mancare nulla sono andato a cercarmele . Un fattore determinante è la maneggevolezza che unita alle ruote da 29” dotate di inserti , permette una gestione corretta della Moterra in presenza di terreni scivolosi e / o innevati: si sale con discreta facilità e se avete un poco di tecnica trialistica arriverete là dove altri si debbono fermare . Lo scavalcamento di ostacoli e gradini e garantito a patto di gestire bene il proprio peso sulla sospensione posteriore , tenendola sempre attiva . La trazione spesso viene meno a causa della scelta del pneumatico posteriore di primo montaggio: la Schwalbe Eddy Current non agevola per nulla il lavoro della sospensione , nonostante sia sceso a pressioni degne di una moto da trial non offre un grip adeguato ed in presenza di fango tende a riempirsi senza scaricare  liberando i tasselli , inficiando l’azione .

Single-track : questo è il suo terreno di riferimento. Io la definisco una Trail bike a corsa lunga e in questo ambito trova terreno facile a patto che la si conduca senza calcare la mano. Necessita una guida leggiadra che esalti la sua maneggevolezza , in tal modo vi troverete a percorrere linee rotonde e ben disegnate . I rilanci sono immediati data la sua indole e la forcella vi farà passare oltre ogni asperità con un avantreno giocoso che vi affaticherà poco. Una gestione del percorso quasi da guida autonoma di seconda generazione , giusto per stare in ambito di mobilità elettrica .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : ritorno al concetto espresso qui sopra. Non è una bici gravity , quindi dovete apprezzarla per come vi permette di gestire facilmente i tratti in discesa: si comporta sempre molto sinceramente e grazie all’escursione generosa legata alle ruotone da 29” vi darà molta sicurezza . Anteriore saldo e preciso vi consentirà di togliervi delle soddisfazioni nella percorrenza di curva , gestendo la scarsa presa del pneumatico posteriore … Vi sentirete come un provetto pilota di speedway .

Discesa tecnica e stretta : facile girare questa E-MTB date le quote geometriche , il peso non elevato aiuta nei tratti dove la discesa si fa più rotta e la tecnica sale in cattedra . Nei tratti lenti dove bisogna essere un poco più riflessivi nell’affrontare gli ostacoli , la Moterra si dimostra un fedele cane guida . Ho apprezzato la reattività dimostrata negli inserimenti durante i cambi di direzione trialistici grazie anche al buon bilanciamento generale . Necessita una guida meditativa , qui si va di fioretto non di sciabola , Toni Bou docet.

Frenata : Magura MT7 4-piston hydraulic disc , dischi Magura MDR-P 220/203mm , devo dire che mi hanno fatto ricredere sui prodotti del Marchio Tedesco . Al di là della mia antipatia per le leve in termoplastica ed all’ergonomia indicata per chi ha mani di dimensioni L/XL ( come le mie…) non hanno mai mostrato segni di affaticamento , sono ben modulabili , con ottima potenza frenante: svolgono il lavoro a loro assegnato senza problemi o affaticamenti . Unica nota da segnalare che durante un uscita di 5 ore sotto una pioggia che ricordava il diluvio universale , non erano prontissimi nella risposta . Ritengo sia una condizione nella quale non vi troverete spesso , quindi se amate girare in condizioni limite potrete sempre optare per mescole adeguate , pastiglie più morbide per esempioche farebbero sparire quasi del tutto il fastidioso ritardo di risposta che tanto mette nel panico , in presenza di acqua o neve .

Rigidità : adeguata per il segmento di riferimento . Triangolo anteriore ineccepibile , carro in alluminio ben strutturato considerato il fatto che è un quattro punti di infulcro , non possiamo pretendere rigidità deputate ad altri sistemi sospensivi . La forcella aiuta molto nel dare rigidità all’insieme considerato l’ottimo lavoro che svolge .

Dotazione :  trovate la scheda tecnica qui  https://www.cannondale.com/it-it/bikes/electric/e-mountain/moterra-neo/moterra-neo-carbon-1?sku=c65101m10sm . La dotazione è adeguata al tipo di prodotto e il prezzo allineato ai concorrenti: SRAM XX1-Eagle Rainbow , 10-52, 12V, SRAM X01 Eagle deragliatore , manettino SRAM GX Eagle single click , 12V per quanto riguarda la trasmissione , Magura MT7 4-piston hydraulic disc , Magura MDR-P 220/203mm per il reparto frenante: è una E-MTB con una  costruzione di qualità e ben verniciata , nulla da eccepire in linea con il posizionamento al top di gamma . Se desiderate una E-MTB da poser sicuramente non fa per voi , visto il basso profilo delle grafiche e dei colori , ma se cercate la sostanza qui ne troverete . La vera chicca è l’impianto luci: all’anteriore abbiamo in dotazione una Supernova Mini 2 Pro light . Per noi appassionati di giri in notturna è un must che tutte le Emtb dovrebbero avere . Ottimo prodotto potente ed affidabile , collegata alla batteria e comandata dal Kiox per l’accensione: accanto alla manopola di destra si trova il comando per l’intensità su tre livelli . La trovo priva di difetti , il fascio luminoso è quasi da stadio di San Siro .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è in linea con i top di gamma . Se guardiamo la concorrenza lo trovo sicuramente vantaggioso se si analizza l’ equipaggiamento,siamo in un posizionamento alto e difficile quindi dare giudizi di merito .

Sono praticamente d’ accordo su tutto con l’ amico Freak e anch’ io ho dovuto cambiare opinione sulla potenza dei Magura MT7 in versione E-Bike montati sulla Moterra . Ricordo che lo stesso impianto  montato sulla Levo S-Works SL (anche se non in versione E-MTB) mi aveva invece profondamente deluso forse a causa di dischi e pastiglie non adeguati ? Se volete una E-MTB che Vi seguira docilmente, facile, affidabile e sicura per parecchio tempo la Moterra fa sicuramente al caso Vostro 😉

Ormai sono 40 :-)

03 Feb 2021

3 Febbraio 1981 – 3 Febbraio 2021 : ormai sono ben 40 anni che giriamo per sentieri in MTB o E-MTB !!!

Tutto inizio durante un viaggio in California a fine anno 1980 : vidi per la prima volta qualche cosa che assomigliava a una bicicletta MTB con le ruote grasse e portai in Italia una rivista dell’ epoca a testimonianza della visione avuto in terra U. S. A.

Appena giunto a Milano mi precipitai dall’ amico Daniele Marnati che allora costruiva telai da corsa per chiedergli mi costruisse una MTB che vide la luce appunto il 3 Febbraio 1981 . Era in pratica una semplice bicicletta da corsa con i passaggi ruota larghi ma tanto bastava per iniziare a scorazzare prima nei parchi a Milano, poi sui sentieri Bergamaschi intorno a Selvino e poi in giro per tutte le montagne del mondo .

Poi vennero le forcelle, i freni V-Brake, le bi-ammortizzate, i freni a disco, la Pro-M, i reggisella telescopici, le E-MTB e quant’ altro ma la passione e il divertimento di scorazzare per i boschi sono sempre gli stessi anche dopo 40 anni .

Buon anniversario a me e a tutta la famiglia di Pro-M !!!

Gianni Biffi

Prova Focus SAM2 6.9

25 Gen 2021

Sono un biker che dice sempre quello che pensa senza retaggi commerciali o altro e quindi mi sono ritrovato più volte ad esclamare pazzesca, incredibile, fantastica, divertentissima, magica, non ci posso credere e altri aggettivi o espressioni di stupore durante le varie uscite fatte in sella alla SAM2 6.9 !!! E’ vero che sono definito un entusiasta delle novità (guai se non fosse così visto che generalmente i tecnici e gli ingegneri progettano i prodotti perche siano migliori dei precedenti) ma per la prima volta in assoluto, in tutti questi anni di attività (sono ormai 40 anni di MTB e 57 anni di due ruote in totale), questa volta lo posso dire con certezza : la E-MTB più divertente e – per il mio modo di condurre – più performante in discesa che io abbia mai provato !!! Tenete presente che i quantitativi in arrivo della SAM2 sono veramente piccolissimi e commercialmente il mio scritto che state per leggere è quasi un suicidio commerciale e quindi non venitemi a dire che sono di parte o interessato alla vendita dato che comunque vada non mi sarà permessa e se anche lo fosse lo sarà solo in piccolissime quantità ma dovevo trasmetterVi tutta la mia eccitazione 🙁

Solo 170 Km percorsi e sono già a scrivere la prova della Focus SAM2 6.9 : chi mi conosce bene sa quanto io sia appassionato, istintivo e ami giocare con le E-MTB e quindi sono bastate pochissime uscite per convincermi che le prime impressioni erano giuste ! Anzi le sensazioni provate l’ anno scorso nella fisrt ride (link : https://www.pro-m.com/first-ride-nuova-focus-sam2-2021/) sono state amplificate ancor di più in positivo nelle uscite fatte su sentieri ben conosciuti e dove ho tutti i riferimenti necessari (i famosi paletti come amo definirli) !

Estetica : non si può certo dire che sia bellissima con quel suo motore che sembra appeso al telaio e senza un paramotore che avrebbe ingentilito le linee . E’ sicuramente Tedesca e nonostante un piacevole colore beige e la forcella FOX 38 orange che tutti vedono come una cosa bellissima (cosa avrà poi di così bello a parte che non c’ entra nulla con il resto non sono ancora riuscito a capirlo … ma forse fa molto racing machine 🙂 ) io non riesco a vedere un’ estetica da urlo ma a tutti piace tanto e quindi mi allineo al gusto dei Bikers incontrati in giro …

Posizione di guida : non è una Santa Cruz o una Specialized dove ci si trova subito a casa ma a parte un manubrio che si posiziona molto in alto direi che l’ adattamento alla posizione della SAM2 è abbastanza veloce e la bicicletta risulta molto facile e intuitiva con quasi tutti gli appoggi al posto giusto salvo il comando del reggisella FOX Transfer che purtroppo per le miei abitudini è posizionato troppo sotto al manubrio . Il manubrio da 780 mm direi che è perfetto per la mia corporatura e forse avrei gradito un reggisella telescopico con più escursione ma alla fine il divertimento che la SAM2 mi ha concesso mi ha fatto passare sopra a tutte queste piccolissime e soggettive pecche 🙂

Sospensioni : ammortizzatore Fox Van Performance Coil e forcella FOX 38 Float Factory 29 – E-Bike – Grip 2 con rake da 44 mm sono le due unità ammortizzanti con escursione di 170 mm su ambedue le ruote  . Sin dal primo momento è veramente incredibile come l’ ammortizzatore a molla posteriore azionato dal sistema F.O.L.D.® di Focus offra prestazioni del carro che non ho mai riscontrato su altri prodotti simili per tipologia di utilizzo : una specie di tappeto magico che oltra a donare una trazione in salita da riferimento passa ovunque in discesa mantenendo la ruota sempre attaccata al terreno !!! AWESOME !!! Il sitema garantisce un brake jack molto limitato e quasi inavvertibile mentre in pedalata il carro si muove sempre ma in maniera molto limitata e controllata . La forcella fa il suo lavoro senza attriti iniziali palpabili e garantisce sicurezza nella guida come tutte le monopiastra da 36 e 38 della nuova gamma Fox .

Salita scorrevole : il motore Bosch CX Gen4 con l’ ultimo aggiornamente del firmware è una buona unità motrice e spinge molto bene in salita usando le assistenze Trail o E-MTB senza per questo essere mai molto assetato di corrente . Un buon compromesso che pur non raggiungendo i picchi di potenza di altre unità motrici ci permette uscite di una sessantina di Km con circa 2000 Mt+ grazie anche alla batteria da 625 Wh . Nonostante il peso della bicicletta parecchio sostenuto (siamo a Kg. 26.780.- con i pedali montati) si riesce a salire con buone medie grazie anche all’ ottimo e già citato lavoro delle sospensioni e alla scorrevolezza delle ruote che ovviamente sono state montate con Hillbilly e Eliminator da 2.6 e salsicciotti come da protocollo Pro-M .

Salita tecnica : come già detto la sospensione F.O.L.D.® con l’ ammortizzatore a molla garantiscono una trazione sconosciuta alla maggioranza degli altri sistemi sospensivi e quindi anche in presenza di terreni scivolosi e / o di neve si sale con discreta facilità anche dove altri si debbono fermare . Lo scavalcamento di ostacoli e gradini e garantito dalle due sospensioni e dall’ eccelente bilanciamento dei pesi anche se le manovre trialistiche (che io non sono in grado di compiere con facilità) sono penalizzate dal peso. Certo se avessimo anche il motore dove viene montata la scheda di gestione Adamo saremmo al top ma non si può avere tutto in una sola E-MTB che è già così performante .

 Single-track : nonostante il peso da “monster truck” appena la si muove il peso sparisce quasi per magia come spariscono le ruote da 29″ , il carro lungo , il BB alto e tutto il resto che si può leggere sulla carta e quindi ci si ritrova a percorrere sentieri – siano essi flow o rotti – con velocità e facilità inusuali e che mi ha fatto spesso pensare di essere diventato quasi bravo 🙂 AWESOME BIKE !!!

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : una vera spada, sempre attaccata al terreno e che mi ha permesso di raggiungere velocità di percorrenza anche superiori ai 60 Km orari su afalto in discesa con la sensazione di essere su una moto e non su una E-Bike . Sensazione di sicurezza e guidabilità mai provata con altre realizzazioni . Attenzione NON SONO UN FENOMENO , anzi tutt’ alto , ma la facilità e la percezione di sicurezza con cui si guida la SAM2 è imbarazzante tanto è elevata 🙂 AWESOME BIKE !!!

Discesa tecnica e stretta : ho più volte fatto fatica a capire come possa essere così facile girare questa E-MTB date le quote geometriche e il peso elevato eppure più e più volte ho dovuto constatare che la magia si rinnovava ogni volta più le discese si facevano più rotte e tecniche ! L’ importante è crederci a la SAM2 Vi farà fare cose dell’ altro mondo 🙂 AWESOME BIKE !!!

Frenata : vale quanto già detto in altre occasioni, i freni Shimano XT Trail a 4 pistoncini accoppiati ai dischi Shimano Ice-Tech da 203 mm non hanno mai mostrato segni di affaticamento e sono ben modulabili e con discreta potenza frenante svolgendo il loro lavoro in totale sicurezza . Inoltre in questa realizzazione l’ utilizzo di pastiglie più morbide ha fatto sparire quasi del tutto quel fastidioso fischio in presenza di acqua o neve .

Rigidità : una putrella (in tutti i sensi) e quindi rigidità da riferimento assoluto tanto che penso di non montare ruote in carbonio in futuro per evitare di rovinare il magico equilibrio della bicicletta !

Dotazione :  trovate la scheda tecnica qui https://www.focus-bikes.com/it_it/1030554-sam-6-9  . La dotazione è adeguata al tipo di prodotto e il prezzo perfettamente allineato se non addirittura più basso di altri . Gruppo Shimano XT a 12 velocita , freni Shimano come detto sopra , ruote con mozzi scorrevolissimi allacciati a cerchi Race Face , sospensioni da riferimento !!! , reggisella telescopico Fox di ultima generazione forse un filino corto , manubrio Race Face da 35 mm e comando a manubrio Bosch Purion che alla lunga si rivela il più adeguato all’ uso gravity .

Finiture : è una E-MTB teutonica molto massiccia e ben verniciata . Se badate al sodo e al divertimento in discesa le finiture sono di ottimo livello … Se invece volete una E-MTB da esibire al bar c’ è sicuramente in giro qualche realizzazione più “figh@tta” 🙂

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è considerato dai più molto competitivo (sarà per la 38 orange forse 🙂 ) anche se comunque parliamo di una cifra non proprio bassissima . In compenso se si guarda l’ equipaggiamento , ma sopra ogni cosa il divertimento di guida e le prestazioni della SAM2 , è sicuramente valido e competitivo !

Note finali : la migliore E-MTB Enduro io abbia mai usato in questi sette anni di attività con le E-Bike !!! Pesante, e forse questo è uno dei suoi segreti , ma sempre maneggevole e divertentissima . Velocissima in tutte le situazioni ! Sospensione posteriore da riferimento assoluto ! Motore affidabilissimo e onesto nelle prestazioni . Sono diventato , insieme a Lei , un biker sicuramente più veloce e sicuro ma soprattutto mi sono divertito come mai mi era forse capitato !

Sicuramente ci sono realizzazioni più belle , più leggere e magari meno costose ma nessuna di queste Vi permetterà tali prestazioni e tantissimo divertimento come Lei !!! Certo se dovete metterla sul tetto della macchina pesa almeno un paio di chili in più di altre E-MTB, se Vi cadrà sulla schiena come mi ha detto un biker “genio” Vi farà sicuramente male ma nessun’ altra Vi concederà tanto divertimento ed eccitazione come la SAM2 6.9 : penso di essere stato chiaro !!! Vado a mettere in vendita tutte le mie E-MTB da Enduro che ho 🙂

Prova Specialized Levo SL S-Works

30 Dic 2020

Specialized Levo SL : era il 2 e il 3 Febbraio 2020 quando Specialized Italia presentava la Levo SL e io rientrando a Milano per scrivere il primo first ride della SL ero talmente gasato dalla prova che per una mia distrazione sono persino riuscito a demolire il furgone che guidavo per fortuna senza conseguenze fisiche ne per me ne per le “bimbe” – 2 Levo SL – che trasportavo 🙂 Ma veniamo a oggi dopo circa 800 Km percorsi sulle Levo SL S-Works sia in edizione 2020 che 2021 .

Appena arrivata la prima Levo SL S-Works in versione 2020 provvediamo a tubelessizzare le ruote e a metterla in bilancia : verdetto incredibile !!! Kg. 16,640.- in taglia Medium !!! E poi dopo averla provata alla presentazione (qui il link : https://www.pro-m.com/il-trait-d-union-tra-le-mtb-tradizionali-e-le-e-mtb-la-specialized-levo-sl/) partiamo per i primi giri in montagna con la SL S-works 2020 . Il perchè è passato così tanto tempo per scrivere una prova definitinita è semplicemente dato dal fatto che aspettavamo di avere tra le mani anche la versione 2021 che differisce principalmente per le due unità ammortizzanti sicuramente oggi più performanti con forcella e ammortizzatore più dimensionati . Dopo aver percorso qualche centinaio di chilometri anche con versione 2021 eccoVi quindi le nostre impressioni sulla light E-MTB più leggera e performante del pianeta !

Estetica : forse la più bella E-Bike presente oggi sul mercato ! Se la versione 2020 era bella e guardata da tutti come un riferimento nel settore E-Bike , tanto che molti la scambiavano per una bicicletta tradizionale, la versione 2021 è ancora più sexy grazie al sapiente uso delle finiture di colore bronzo accoppiate al carbionio naturale . Insomma bella da far girar la testa a chiunque incontrerete sui sentieri !

Posizione di guida : la bicicletta è molto compatta e, come su tutte le Specialized, ci si sente subito a casa . L’ unico problema l’ abbiamo incontrato con il posizionamente dei comandi cambio che purtroppo sono accoppiati alle leve del freno tramite un match maker che non permette regolazione alcuna . Alla fine abbiamo dovuto optare per l’ eliminazione del supporto match maker lato cambio e mettere un braccialetto separato per poter ovviare al problema perlomeno per quanto riguarda il comando cambio AXS .

Sospensioni : ammortizzatore Fox Float DPX2 Factory e forcella Fox Float 36 Factory con cartuccia Grip2 , ambedue con corsa di 150 mm che dopo un setting accurato ci hanno permesso di godere di un’ ottima resa su tutti i terreni . Il sistema FSR accoppiato a queste due unità ammortizzanti è quanto di meglio oggi si possa volere su una trail bike di questa categoria e permette di togliersi ottime soddisfazioni anche nella parte gravity .  Se paragonate alle vecchie unità del 2020 il passo avanti è nettamente evidente e il miglioramento sia in guidabilità che in assorbimento degli urti è apprezzabile . L’ ammortizzatore posteriore poi è molto ben controllato in fase di pedalata soprattutto se si chiude l’ idraulica con un ammortizzatore che comunque resta sempre ben attivo in assorbimento degli urti .

Salita scorrevole : il motore SL 1.1 , costruito per Specialized in esclusiva da Mahle, è molto piccolo e leggero (il più leggero del mercato ad oggi) : Kg. 1,900.- e permette alla nostra SL di salire in ogni dove a condizione di avere un passo inferiore alle E-MTB tradizionali dato che il fattore d’ assistenza è solo di 2x contro il 4x del motore Specialized 2.1 by Brose . Inoltre non dimentichiamo che essendo un motore a 48v ha un’ efficienza unica nel panorama dei motori elettrici da E-Bike che si traduce in consumi molto contenuti e innarrivabili per tutti gli attuali motori elettrici da E-Bike più famosi . Insomma per concludere se avete gambe e fiato Vi toglierete delle grandissime soddisfazioni !

Salita tecnica : anche in questo caso il peso contenuto , l’ equilibrio generale e l’ ottima trazione conferitagli dalla sospensione FSR Vi faranno salire come poche altre volte a condizione di avere gamba e rotazioni sufficenti a mantenere una buona spinta del motore stesso : non dimentichiamo che a basse rotazioni il motore è molto fiacco … L’ uso del giusto rapporto del cambio è una necessità per poter salire al meglio in ogni dove . Insomma uno stile di guida ma soprattutto di cambiata molto simile a quella che usereste con una MTB tradizionale .

 Single-track : la SL , ricalcando le geometrie della Stumpjumper e molto facile e intuitiva . Agile come poche altre E-MTB grazie anche al peso molto contenuto è veramente divertentissima sia in salita che in discesa con un equilibrio e un bilanciamento sconosciuto ad altre trial bike con motore elettrico .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : in discesa il cambio di unità sospensive con la Fox 36 all’ anteriore , ha conferito alla versione 2021 capacità discesistiche notevolemente migliorate e tra le light E-MTB penso si tratti di un riferimento assoluto in questo ambito .

Discesa tecnica e stretta : anche in questo caso il peso contenuto e il buon bilanciamento generale le conferiscono capacità eccezionali . Ovviamente non è una “schiacciasassi” come la Kenevo o altre super enduro elettriche ma si difende comunque molto bene e oltretutto ha un movimento centrale ben posizionato che non Vi farà “zappare” continuamente con le pedivelle sul terreno conferendole quindi una fluidità e facilità di guida veramente divertenti .

Frenata : il vero punto debole della SL – IMHO – dato che nella versione 2021 sono stati montati dei freni Magura MT7 con rotori da 203 mm che oltre al già citato problema del match maker non regolabile hanno potenza frenante e ergonomia che non soddisfano per nulla le mie esigenze per un mezzo di questo tipo . Inoltre personalmente trovo le leve troppo squadrate e quindi fastidiose da usare . Sinceramente esistono impianti frenanti meglio costruiti e soprattutto con più potenza frenante . Non sono in grado di valutare la resistenza la calore perchè la stagione non permette di raggiungere temperature d’ esercizio elevate e quindi non ho rilevato fenomeni di fading ma ho dovuto constatare la notevole rumorosità dei freni stessi in presenza di umidità o bagnato .

Rigidità : per un prodotto trail con peso inferiore ai 17 Kg. la rigidità è più che buona e mi sembra che il carro della versione 2021 sia più rigido della versione 2020 forse anche grazie all’ utilizzo dell’ ammortizzatore Fox Float DPX2 . Comunque per l’ uso trail il tutto risulta ancora una volta un vero e proprio riferimento nel mercato specifico !

Dotazione :  il montaggio è sicuramente il massimo che un Utente possa aspettarsi da una trail bike come questa con l’ unica eccezione dei freni come già detto sopra . Trovate la dotazione della SL 2021 al seguente link : https://www.specialized.com/it/it/s-works-turbo-levo-sl/p/175105?color=293231-175105&searchText=96821-0002 . Gruppo Sram XX1 AXS a 12 velocita , ruote con mozzi Roval / DT Swiss ben scorrevoli e cerchi in carbonio Roval SL , sospensioni Fox di cui abbiamo già ampiamente parlato , reggisella telescopico Sram Reverbe AXS , manubrio in carbonio e manopole Deity ben confortevoli e leggere .

Finiture : si tratta di una S-Works e come già detto la cromia è veramente molto bella come la qualità delle finiture e del telaio in carbonio a vista nella versione FACT 11 M, il top del carbonio attualmente usato da Specialized  . Insomma potremmo definirla lo stato dell’ arte della gamma SL e non solo !

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è molto alto anche il considerazione dell’ esclusività del prodotto e pur considerando la situazione di aumento di prezzi generalizzata che si è venuta a creare a causa della pandemia in corso è sicuramente un prodotto elitario .

Note finali : se volete una light E-MTB con peso e consumi da riferimento del settore e un’ estetica da urlo la S-Works SL 2021 è sicuramente da tenere in considerazione ! Inoltre come già detto la SL ha il motore centrale più leggero esistente sul mercato , solo Kg.1,900.- , un’ efficienza unica conferitagli dal motore a 48 v e una batteria da 320 Wh interna oltre ad un un range extender a forma di borraccia da 160 Wh che Vi permetteranno di percorrere anche 4000 Mt+ di dislivello se usata utilizzando assistenze basse . La potenza di 240 W con una coppia di 35 Nm come detto Vi permetteranno di affrontare , al giusto ritmo , ogni tipo di salita grazie anche ad una trazione da riferimento . Non dimentichiamo infine la possibilità di personalizzare il motore come pochi altri tramite la semplice e pratica APP denominata Mission Control di Specialized che è anch’ essa divenuta un benchmark nel mercato attuale .

Da segnalare anche che il range extender originale da 160 Wh pesa solo 1 Kg. e le sue piccole dimensioni (equivale alle dimensioni di una borraccia come detto) può essere facilmente portato , anche in più unità se necessarie , nello zaino e Vi permetteranno di stare in montagna senza necessità di ricariche per un tempo difficilmente eguagliabile oggi da altre unità elettriche .

Prova Santa Cruz Bullit 2021

18 Dic 2020

Il Covid 19 e il conseguente lockdown ci ha comunque permesso di usare la nostra Bullit CC XT in colorazione “lavander” inizialmente solo nei parchi cittadini attorno a MIlano . Ciò nonostante abbiamo avuto sin dal primo momento l’ impressione che il lavoro fatto dagli ingegneri di Shimano sul nuovo firmware del motore EP8 fosse veramente un balzo in avanti notevolissimo in confronto a quanto provato con la versione precedente sempre del motore EP8 a Settembre e infatti non mi ero sbagliato !

Ma andiamo con ordine : presentazione della nuova Bullit – la E-Bike da Enduro di casa Santa Cruz – un mattino presto con gli amici di Focus Italia Group che ormai mi devono sopportare ad ogni presentazione 🙂 Grazie 1000 a tutti Voi per la pazienza e la competenza nel mostrarci tutte le novità !!! Praticamente in meno di 48 ore dalla presentazione la Bullit è in Pro-M ! Provvediamo subito all’ assemblaggio sostituendo le gomme di serie con delle Hillbilly e Butcher provviste dei soliti, e indispensabili ormai, salsicciotti / inserti e siamo pronti per il primo giretto . A questo primo giro ne sono poi seguiti molti altri nelle condizioni più disparate e su tutti i terreni anche se in prevalenza – dato il periodo invernale – in condizioni spesso fangose o addirittura con la neve dove abbiamo avuto anche l’ occasione di provare un Hillbilly con mescola T9 che è risultato a dir poco FANTASMAGORICO !

EccoVi quindi le nostre impressioni dopo quasi 300 Km di sentieri di tutti i generi .

Estetica : come per tutte le Santa Cruz anche la Bullit è bellissima e ben proporzionata considerando anche la batteria da 630 Wh un pochino più voluminosa di quella da 504 Wh montata sulla sorellina Heckler . Il colore “lavander” (lavanda in Italiano , non è ne viola ne lilla) poi è, secondo il mio personale gusto, bellissimo e le scritte in giallo flou le danno quel tocco di “bimbominkya” style che solo Santa Cruz può avere e permettersi : MAGNIFICA !!! Questo mio infatuamento per il colore è stato più volte confermato da altri bikers che incrociavo e che si giravano – quasi fosse una bella donna – urlandomi che bella bici e che bel colore !!!

Posizione di guida : nulla da eccepire, come su tutte le Santa Cruz sembra quasi di avere un vestito su misura e gli appoggi sono quelli che ognuno di noi ha sempre conosciuto anche se il manubrio è forse esagerato per la mia corporatura e spesso tra gli alberi bisogna prestare la giusta attenzione alla larghezza di 800 mm .

Sospensioni : ammortizzatore Rock Shox Super Deluxe Select+ e forcella Fox 38 Float Performance Elite E-Tune, ambedue con corsa da 170 mm che dopo un periodo di rodaggio hanno iniziato a lavorare al meglio e ci hanno permesso di passare su ogni cosa come ormai succede a molte E-Bike di questa categoria . Pur non essendo mai stato un fan del sistema VPP devo riconoscere che le ultime produzioni con l’ ammortizzatore basso lo hanno molto migliorato anche se l’ effetto di apertura della sospensione in frenata (brake jack) è ancora ben avvertibile .

Salita scorrevole : il nuovo Shimano EP8 come detto è veramente un gran motore che oggi è secondo solo ad un’ altra unità gestita da una scheda software opzionale e, oltre ad essere dotato di una spinta da riferimento, è molto fluido ed efficiente . Infatti anche i consumi sono molto bassi se comparati ad altre unità sul mercato a parità di prestazioni e di gamba del biker . In confronto alla vecchia unità sembra che siano passati secoli tanto da far sembrare il vecchio e onesto E-8000 come archeologia delle E-MTB . L’ utilizzo della modalità Trail permette di affrontare quasi il 100% dei percorsi in salita nell’ uso tranquillo e il livello Boost risulta praticamente inutile nell’ uso escursionistico . Sia in Eco che in Trail si sale veramente fluidi e veloci con uno sforzo non eccessivo .

Salita tecnica : forse il momento in cui la Bullit soffre di più … Che sia la ruota piccola da 27,5″ al posteriore (ricordiamoci che la Bullit è una mix con ruote da 29″ ant. e 27,5″ post.) o il motore che a bassissime rotazioni non ha la spinta di altri – e probabilmente mai potrà averla visto che a furia di alleggerire e rimpicciolire lo statore è più piccolo di altri – o l’ angolo di sterzo più aperto o il bilanciamento generale ma comunque stà di fatto che sul tecnico non sale come la sorellina Heckler o altre realizzazioni di altri Marchi .

 Single-track : la bicicletta è molto facile e intuitiva anche se , come detto , meno agile della Heckler ma anche meno fisica e impegnativa di altre Enduro E-Bikes e quindi la considero un compromesso ideale per tutti che Vi farà sicuramente sembrare un biker migliore !

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : il suo terreno ideale dove la granitica forcella da 38 mm e il bilanciamento generale invitano veramente a mollare tutto con grande sicurezza e con velocità di percorrenza sconosciute a molte altre realizzazioni .

Discesa tecnica e stretta : piacevolissima conduzione sullo stretto, molto facile e poco impegnativa fisicamente se paragonata alla Kenevo ad esempio . Il movimento centrale è ben posizionato e non si tocca quasi mai per terra . Il peso di soli 22,480.- per certo aiuta parecchio ma è sicuramente il buon bilanciamento generale (come per la Heckler) che la fa sembrare così facile e performante .

Frenata : i freni Shimano XT Trail a 4 pistoncini accoppiati ai dischi Shimano Ice-Tech da 203 mm non hanno mai mostrato segni di affaticamento e sono ben modulabili e con discreta potenza frenante svolgendo il loro lavoro in totale sicurezza . L’ unico neo al limite potremmo trovarlo nell’ eccessiva durezza delle pastiglie metalliche originali che generano un rumore metallico appunto e fischiano parecchio in presenza di acqua e / o neve sul percorso .

Rigidità : come per la Heckler direi che anche in questo caso la rigidità è più che buona anche se l’ utilizzo di ruote in carbonio potrebbe migliorare ancora la sensazione di precisione di guida e di rigidità generale .

Dotazione :  se volete verificare il montaggio e quant’altro Vi rimandiamo alla scheda tecnica del sito USA : (https://www.santacruzbicycles.com/en-CA/bikes/bullit) . La dotazione è sicuramente adeguata al prodotto e mai abbiamo pensato di dover sostituire un componente per l’ uso fatto della bicicletta in questo primo mese di utilizzo (salvo gli pneumatici) . Gruppo Shimano XT a 12 velocita , freni Shimano come detto sopra , ruote con mozzi DT Swiss molto scorrevoli e cerchi Race Face , sospensioni adeguate , reggisella telescopico Fox di ultima generazione , manubrio in carbonio e il magnifico nuovo display Shimano completano la dotazione .

Finiture : come sempre di grandissimo livello !!! Non credo che oggi esista nessun altro prodotto così ben realizzato e rifinito ! L’ unico incoveniente rilevato è stato lo stretto passaggio tra il carro e la “cruna” del triangolo dove alloggia l’ ammortizzatore che , grazie all’ inserimento di un ramo o di un sasso tra le due parti ha leggermente rovinato la magnifica colorazione lavanda del telaio 🙁

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è allineato alle altri realizzazioni sul mercato delle E-Mtb di alta gamma full-carbon attualmente disponibili in Italia e considerando la situazione di aumento di prezzi dovuta alla bassa produzione causa Covid e all’ aumento generalizzato di prezzi dei componenti e dei trasporti per fare un esempio è ancora tra i più centrati del mercato anche se ovviamento stiamo parlando di giocattoli costosissimi per i più .

Note finali : nuovo motore EP8 con batteria da 630 Wh , consumi contenuti con conseguente autonomia quasi infinita per le mie gambe e necessità (mi stanco sempre prima io della batteria) , guidabilità da riferimento , possibilità di settare il motore ed addirittura la coppia come si desidera (mi fanno sorridere coloro che hanno depotenziato / indebolito questo motore a 60Nm quando io lo posso fare in pochissimi secondi da APP originale E-Tube ma mantenendo però la possibilità di tornare a 85 Nm che loro non avranno più) , la possibilità di settare due diversi profili che si possono cambiare da display a proprio piacimento senza usare il telefono , delle unità ammortizzanti molto performanti e infine il colore lavanda che fa girar la testa a molti 🙂 sono quanto di meglio un biker possa oggi desiderare in questo segmento enduro .

Probabilmente avendo a disposizione una Heckler 8.1 che pesa due chili e mezzo in meno e una Kenevo Expert che pesa due chili e mezzo in più non acquisterei questa Bullit ma se dovessi scegliere una E-MTB unica da usare in tutte le condizione sarebbe probabilmente la mia scelta preferita .

Sistemi sospensivi in breve

11 Dic 2020

Visto l’ importante riscontro / gradimento avuto sui canali social di Pro-M abbiamo deciso di riassumere qui sul blog quanto scritto sui sistemi sospensivi in breve secondo quanto da noi riscontrato in tutti questi nostri anni di attività MTB . Sono ovviamente opinioni d’ uso del tutto PERSONALI dove non esiste un sistema / cinematismo che vince a mani basse sugli altri ma bensì delle semplici impressioni con PRO e CONTRO rilevati in tutti questi anni sul campo, in officina e dai nostri Amici / Utenti . Del resto siamo di fronte al meglio dei sistemi esistenti …
Non abbiamo citato il monocross o single pivot e l’ URT perchè ormai fanno parte del passato e altri sistemi sospensivi come Split Pivot, Maestro e altri poichè non abbiamo un’ esperienza sufficiente per poterli giudicare .

Non vuole essere e non è un trattato tecnico scientifico ma bensì un qualche cosa espresso con le parole più semplici possibili … EccoVi quindi quanto scritto in stretto ordine alfabetico :

  • Delta Suspension System di proprietà Evil Bikes . Acronimo di Dave’s Extra Legitimate Travel Apparatus dal nome del proprietario del brevetto : Dave Weagle .

PRO : sospensione pressoché infinita che da il meglio di se nelle situazioni più gravity . Supporto iniziale molto morbido con grande sostegno a centro corsa .
CONTRO : pulizia e manutenzione elevata del sistema

  • DWLink acronimo di Dave Weagle Link brevettato da Dave appunto . Fa parte della famiglia dei dual link e fu concesso in licenza e sviluppato con tre produttori di telai : Ibis, Pivot e Turner . Oggi sono rimasti solo i primi due anche se personalmente ho sempre preferito il Turner
PRO : molto stabile in pedalata e con una corsa che sembra molto di più di quanto in effetti sia
CONTRO : in frenata il carro si inibisce un pochino

  • F.O.L.D. Suspension System di proprietà Focus . Acronimo di Focus Optimized Linkage Design è realizzato con due bielle che danno una diversa progressione nella prima fase di corsa della sospensione (30%) e nella successiva (70%) .
PRO : carro monolitico rigidissimo e grande capacità di trazione in salita .
CONTRO : necessità di controllare la coppia di serraggio delle viti del sistema spesso

  • FSR di Specialized (brevetto originale di Horst Leitner) e cioè carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst
PRO: estremamente sensibile anche ai piccoli urti, molto attivo e svincola la sospensione in frenata
CONTRO : sistema più complesso e con più snodi sul carro che potrebbe essere meno rigido e più pesante di altre realizzazioni con carro senza snodi inoltre si muove più di molti altri in pedalata

  • Switch Infinity un altro Dual Link ma con in più il sistema Switch . Disegnato da Dave Earle e poi venduto a Yeti con il nome di Switch Link aveva prima un eccentrico che garantiva una regressività della sospensione nella prima parte di corsa per poi diventare progressiva nell’ ultima parte della corsa per evitare il bottone out . L’ eccentrico è poi stato sostituito dall’ attuale cursore prendendo il nome di Switch Infinity appunto .
PRO : estremamente reattivo in pedalata e con un’ ottima capacità di assorbire di tutto
CONTRO : difficile trovarne all’ atto pratico . Forse la manutenzione annuale dello Switch …

  • VPP acronimo di Virtual Pivot Point (brevetto originale di Outland Bicycle) ora detenuto da Santa Cruz . Fa parte della lunga serie dei Dual link dove il carro, con due link che lo collegano al triangolo, fa fare alla ruota una traiettoria ad arco .
PRO : carro molto rigido e reattivo alla pedalata
CONTRO : non così sensibile e attivo, la frenata inibisce il lavoro della sospensione (Brake jack)

  • ZERO Suspension System, appartiene alla famiglia dei Dual Link ma ha una particolarità quasi esclusiva : è un Dual Link Full Floater e cioè l’ ammortizzatore è spinto da tutti e due i link e non da uno solo ! Brevetto di proprietà della Spagnola Mondraker sviluppato con la collaborazione di Fabien Barel e Cesar Rojo .
    PRO : forse tra i migliori cinematismi per MTB insieme a Switch Infinity . Ottima pedalabilità, pochissimo Brake Jack e sensazione di corsa infinita
    CONTRO : nelle vecchie versioni era complicata e frequente la manutenzione del sistema di snodi dei link ma oggi tutto ciò è stato notevolmente migliorato

First ride Santa Cruz Bullit

23 Nov 2020

Lilla, viola o lavanda ? Lavanda, “orka pupazza” è lavanda ! Del resto se gli Americani definiscono il colore con la dicitura lavander direi che non ci possono essere dubbi 🙂

E’ arrivata in Pro-M in settimana e quindi, nonostante il lockdown ci impedisse di uscire da Milano, abbiamo passato il weekend in sella alla nuovissima E-Bike di Santa Cruz : la Bullit . Una endurona da 170 mm di corsa sia al posteriore che all’ anteriore, full carbon di un colore per noi magnifico : lavanda appunto !!! Non mi dilungherò troppo sugli aspetti tecnici e sull’ equipaggiamento della E-Mtb (che se volete potete leggere qui : https://www.pro-mstore.com/bici-santa-cruz-bullit-cc-xt-85730219) se non per dire che la nostra Bullit CC era equipaggiata con il kit Shimano XT e che la costruzione generale è, come per tutte le Santa, di ottimo livello .

Veniamo subito alle prime impressioni sulla nuovissima enduro di Santa Cruz : la Bullit è in tutto e per tutto una Heckler al testosterone ! Si guida molto bene, anche se il peso in più della batteria posizionato in alto e in avanti, la rende meno giocosa della sorellina minore . Il peso totale di soli Kg. 22,460.- in taglia Medium penso la renda la E-Mtb enduro più leggera del mercato . Il bilanciamento generale è più che buono, la bicicletta dona buona confidenza sin da subito e l’ avantreno più caricato la rende un’ ottima macchina da enduro appunto . Ovviamente questa è solo un’ impressione data da un contatto avvenuto non in montagna ma bensì in montagnetta per ovvi motivi 🙂

Ultima nota positiva di rilievo : il tubo reggisella e lo standover sono sempre molto bassi permettendo così l’ uso di reggisella telescopici sino a 200 mm di escursione su tutte le taglie !

Cosa ci è piaciuto di più oltre al colore lavanda ? Sicuramente il nuovo motore Shimano EP8 con la nuovissima release di firmware che l’ ha molto migliorato in confronto alla versione precedente di pre-serie che avevamo provato in passato . Potentissimo e parco nei consumi ! Mi spiego meglio come segue : il nuovo EP8 ha la possibilità si settare 2 diversi profili d’ utilizzo personalizzabili a piacere con l’ APP di Shimano E-Tube . Il profilo 1 è quello full power mentre il profilo 2 è più parco nei consumi e spinge un pochino meno anche se è il mio preferito e ci potete fare praticamente tutto . Inoltre è possibile personalizzare in toto i due profili in ognuno dei 3 livelli d’ assitenza (Eco, Trail e Boost) su assitenza, coppia e reattività alla spinta sul pedale. Non ho avuto il tempo di personalizzare i 2 profili e mi sono affidato ai settaggi di serie . Posso dirVi però che con il profilo 2, quello parsimonioso, ho percorso quasi 40 Km con 1050 Mt.+, quasi sempre in Trail e Boost sulle ripide salite della montagnetta, consumando solo il 62% della batteria da 630 Wh alla sua prima ricarica e con temperature vicine allo zero !!! Se avessi ridotto l’ assistenza e la coppia a 60Nm tanto per non fare paragoni con chi sostiene che con una batteria da 360Wh può percorrere sino a 4000 Mt+ cosa avrei potuto fare con la batteria da 630 Wh ? Lascio a Voi immaginare : 4000, 5000, 6000, 7000 Mt+ … ma forse e anche no visto che mi sarebbe girata sicuramente la testa a furia di fare il criceto in montagnetta 🙂 🙂 🙂

Come detto la potenza del motore è veramente tantissima e si avvicina allo Specialized 2.1 e la sensazione è di avere una specie di “Shuttle mode” perenne oltre ad avere una sensazione di fluidità e costanza di spinta molto dolce e naturale veramente encomiabile . Insomma chapeau Shimano : very nice job !!! In profilo 1 poi la sensazione di spinta cresce ancora pur mantenendo una fluidità da riferimento . Con l’ assistenza impostata su Trail si può fare praticamente tutto senza mai toccare il comando remoto : una specie di E-MTB se vogliamo paragonarlo a Bosch . Il rumore che è presente, come ormai in tutte le unità motore moderne,  è però molto basso e non aumenta di molto con l’ aumentare delle rotazioni risultando così al mio orecchio (sono un pochino sordo) molto basso e poco fastidioso .

A prima vista l’ unica implementazione che vorrei è la possibilità di passare tra i 2 profili d’ utilizzo on fly e cioè durante la pedalata perchè il doversi fermare per entrare nel menù opzioni del display equivale praticamente a tirare fuori di tasca uno smartphone come succede ad esempio con Specialized e vanifica in parte l’ ottimo lavoro fatto dai tecnici Shimano .

Quello che invece ci è piaciuto di meno sono le ruote mix (27,5″ & 29″) che riteniamo comunque inutili per l’ uso di noi persone normali e le due unità ammortizzanti che però avrebbero bisogno di un setting e di un rodaggio delle stesse ben diversi da quello fatto in fretta e furia in questi due giorni di test . A questo aggiungete che le unità ad aria sono fortemente influenzate dalle basse temperature di questo weekend e quindi ne riparleremo più avanti nel tempo .

Per finire direi bellissima (anche se ciò è del tutto soggettivo) , con un motore che probabilmente è il riferimento attuale e con finiture da perderci la testa !!!

In poche parole : Santa è sempre Santa !!!

 

Le light E-Mtb rivoluzione o innovazione ?

26 Ott 2020

Le light E-Mtb rivoluzione o innovazione ?

di Nicola Pellegrino

Il mercato E-Bike nei tempi recenti sta vivendo un periodo di fermento con sviluppi che si susseguono a ritmo serrato ed in pratica il biker moderno si trova a dover valutare nuovi prodotti ogni anno e l’obsolescenza che porta ad avere il timore che la bici che si ha sia “superata” è sempre in agguato, fondamentale perciò è saper valutare l’acquisto, analizzare il mercato sapersi far consigliare da gente esperta e soprattutto scegliere la bici adatta alle proprie esigenze, queste sono le basi per non sbagliare e soprattutto per trarre il massimo da ciò che poi andremo ad acquistare, quindi mai andare d’istinto ma ponderare il più possibile la scelta .

Sul mercato E-Bike attuale ci sono varie sottocategorie, quella delle Light E-Mtb verrà trattata in questo articolo, le bici in esame saranno (in ordine strettamente alfabetico) :

Lapierre Zesty AM, Orbea Rise , Rotwild RE375 e Specialized Levo SL

LAPIERRE ZESTY :

La prima bici è la Lapierre, una bici intesa prevalentemente come “shuttle bike” quindi di indole differente dalle altre ma la scelta è del tutto comprensibile poiché è stata la prima di un genere che da essa poi si è sviluppato ed ha virato più verso il trail biking puro come vedremo con le altre bici prese in esame .

La bici si presenta con un’escursione 160/150, le quote geometriche in taglia M (peso rilevato 18,2 Kg in taglia L) 430mm di piantone, 606mm di orizzontale, 445mm di reach, 607mm di stack, angolo sterzo 65,5°, angolo sella 75°, con carro da 435mm. Quindi una bici con quote adatte ad un utilizzo enduro considerando le sospensioni (FOX36 da 160mm e FOX DPS da 150mm). Il reach è nella norma per bici del genere mentre l’ angolo sterzo e sella sono ancora “contenuti” considerando poi le tendenze in divenire sul “long and slack” quindi sterzo aperto e piantone verticale .

Il motore è un FAZUA EVATION 1.0, il peso del corpo motore è 2.0kg la batteria da 252wh pesa 1.5kg e fornisce un supporto di 60Nm . Il voltaggio è 36v, il corpo batteria-motore è un tutt’ uno che può, all’occorrenza, venire separato e qualora si volesse il rider può scegliere di utilizzare la bici senza batteria (quindi senza assistenza)  ed avere in pratica una normale bici da enduro. L’autonomia è il tallone d’Achille della Zesty, il peso non proprio contenuto e soprattutto il motore-batteria con coppia espressa medio/alta e capacità batteria di soli 250Wh consentono di percorrere poco dislivello, in test (fonte EMTB-NEWS.DE) la bici con supporto massimo ha percorso 26.14 Km in 1.26 h e un dislivello di soli 498 metri, la nota positiva è la portabilità di un’eventuale batteria di riserva che porterebbe l’ autonomia ad estendersi ulteriormente .

Complessivamente una bici adatta a brevi giri enduro che per rapporto autonomia-peso si pone al di sotto delle concorrenti in esame ma è anche la prima uscita cronologicamente parlando .

SPECIALIZED LEVO SL:

La casa Californiana ha introdotto la versione SL della sua E-Mtb nel 2020 ma lo sviluppo del concetto è nato nel  2016 e sviluppato poi in seguito a numerosi test di durata e chilometri percorsi per ottenere il giusto compromesso tra peso ed autonomia . La piattaforma bici è quella consolidata della Levo, quindi ruote da 29 ed escursione da 150mm su entrambe le ruote, le geometrie sono per la taglia M: (peso rilevato 16.7 Kg in taglia L) 410mm di piantone, 597mm di orizzontale, 66° angolo sterzo, 75° angolo piantone, 435mm di reach, 606mm di stack, il carro da 437mm. I valori rispetto alla Lapierre sono più contenuti mettendo appunto in evidenza l’indole trail della bici che la rende adatta a chi, venendo dalla mtb non assistita, vuole avvicinarsi al mondo E-Bike optando per una bici che mantiene caratteristiche di bilanciamento pesi e guida simili ad una bici tradizionale . Il peso di Kg 16.7 consente di avere una dinamica di comportamento “accogliente”, che faccia sentire a proprio agio il biker in situazioni che su una E-Mtb più pesante possono risultare difficili da gestire se non si è abituati .  Spazi di frenata, comportamento dinamico e “giocoso” e agilità complessiva sono molto diversi da una Levo tradizionale – non per altro la differenza di peso è notevole  – ed infatti le due E-Mtb sono destinate a due utilizzi differenti .

Motore Mahle: Specialized distingue Turbo Levo e Levo SL in “quattro volte te” e “due volte te” per evidenziare l’indole delle due bici differente e su misura per l’esigenza dell’ Utente finale .

Il motore sviluppato con Mahle ha un peso estremamente contenuto 1.9kg il più leggero tra le bici prese in esame . La coppia espressa è di 35Nm con 240W e l’efficienza è di 48 volt il che lo rende estremamente contenuto nei consumi riuscendo ad ottimizzare l’assorbimento dell’energia dalla batteria di 320wh . Un range extender del peso di 1kg alloggiabile nel supporto borraccia consente di portare l’autonomia complessiva a 480Wh, sufficienti per un utilizzo trail su percorsi articolati su alto chilometraggio/dislivello . La batteria non è removibile, al fine di contenere i pesi il più possibile, e questo a mio avviso ne limita la praticità qualora la si volesse caricare in casa. L’autonomia espressa della Levo SL (fonte E-MTB-NEWS.DE) con range extender, quindi con batteria complessiva da 480wh è stata di 57km 1136mt di dislivello in 2h 30 in un circuito percorso al massimo dell’assistenza, quindi una resa più che sufficiente qualora, usandola con assistenze minori, si voglia percorrere un itinerario che prevede maggiore kilometraggio/dislivello .

Complessivamente la Levo SL è una trail bike pura che incarna i valori della Stumpjumper originale della casa Californiana, solo portati ad un upgrade “non invasivo” per chi dovesse ritenere l’assistenza di un motore esuberante come può essere quello della Turbo Levo, una bici che si pone appunto tra Stumpjumper e Turbo Levo e prende da entrambe caratteristiche mirate per soddisfare il trail biker puro che vuole provare qualcosa di nuovo .

ROTWILD RE375 e ORBEA RISE

Le ultime due bici preferisco prenderle in esame insieme, perché hanno elementi in comune utilizzati in maniera differente con risultati differenti.

La Rotwild RE375 è una bici estremamente raffinata e come soluzioni tecniche e chi conosce il marchio Tedesco sa bene quanto siano alti i loro standard qualitativi, hanno introdotto la serie light con bici appunto dal peso contenuto e rivolte ad un utilizzo prevalentemente trail, quindi mirato alla percorrenza di itinerari con alto kilometraggio/dislivello.

Per la Rotwild le geometrie sono le più “moderne” se vogliamo considerare le ultime tendenze in materia, anche se il piantone da 440mm in taglia M è l’elemento più conservativo, considerando poi il reach da 460mm, l’angolo piantone da 77° e soprattutto l’angolo sterzo da 63,5° .

La Rise di Orbea invece ha 419mm di piantone con 77° di angolo, 66° di angolo sterzo  e 450mm di reach quindi generalmente meno spinta della Rotwild ma con piantone più corto (nota a mio avviso positiva per avere una distribuzione del peso più basso e di conseguenza un migliore bilanciamento in curva) .

Orbea vs Rotwild caratteristiche tecniche generali :

Entrambe le bici in taglia L pesano 18 kg, entrambe le bici hanno una batteria dalla capacità simile 375Wh per la Rotwild, 360Wh per la Orbea .Sul motore le differenze si fanno particolarmente interessanti ed è per questo motivo che ho preso in esame le due bici insieme e non ciascuna separatamente, il motore è il nuovo EP8 Shimano in versione “standard” su Rotwild e in versione “RS” su Orbea. Strutturalmente i motori sono identici come pesi ingombri, la differenza sostanziale è nella coppia espressa, 85Nm nella versione base 60Nm nella versione RS . Le configurazioni tramite APP sono personalizzate in base alle esigenze di Orbea ed i firmware sono specifici per quel motore, inoltre non è possibile convertire a 85 Nm il motore RS . Scelta condivisibile da parte di Orbea ? Non saprei, il discorso sul quale vertono le E-Mtb light è il range mantenendo bassi i pesi del mezzo e diminuendo gli attriti il più possibile, con l’ Orbea in parte ci riescono ma a mio avviso togliendo coppia al motore ne hanno limitato l’ elasticità di utilizzo e quindi la versatilità, su un motore che già nella versione base (che potrebbe comunque essere “castrato” a 60 Nm tramite APP Shimano originale) ha dimostrato di spingere a sufficienza rispetto alla concorrenza (Bosch CX Gen4, Brose  e Yamaha) ma anche in prove comparative di consumare di più .

Maggiore coppia quindi non significa obbligatoriamente maggiori consumi, la dimostrazione è la prova comparativa (fonte EMTB-MAGAZINE.DE) tra Rotwild e Orbea là dove la prima percorre 37km con 721 Mt+, sempre alla massima assistenza, mentre la Orbea ne percorre 34.28 con 610 Mt+ ! Quindi minore chilometraggio e minore dislivello con pesi simili e batterie con capacità simile . Questi  dati comparativi dovrebbe far riflettere sul perché Orbea semplicemente non ha impostato una modalità a 85nm con settaggi custom ma usando sempre un motore con configurazione originale . I risultati non giocano a favore di questa scelta, se poi vogliamo dirla tutta, lo Shimano non è il motore più adatto allo scopo poiché alla fine il confronto con la Levo SL è purtroppo imbarazzante (57 km 1136 dislivello) anche se effettuato con 2 batterieper un totale di 480Wh (batteria interna più range extender) . Certamente la coppia sul motore della SL è minore ma il consumo dato dall’ assorbimento energetico quindi l’efficienza del motore sulla SL è sicuramente migliore 48v vs 36v. Un motore sviluppato ad hoc per un utilizzo purtroppo non può mai venire superato in efficienza da un altro destinato ad altro ed adattato . In questo caso Specialized propone la bici più adatta per l’utilizzo trail puro e dimostra di avere il know-how necessario per essere la Factory di riferimento in tal senso con la sua LEVO SL .

IN CONCLUSIONE …

Le light E-Mtb sono innovazione o rivoluzione ? Rivoluzione sicuramente no, innovazione ed evoluzione si . Il mondo E-Bike è in continuo sviluppo e le tipologie di Utenti sono sempre più variegate, chi ha bisogno del “feeling” di una mtb tradizionale vede nelle light E-Mtb la giusta strada, una bici leggera esteticamente familiare nelle proporzioni a una mtb e non invasiva nell’azione del motore . Io non credo il mercato si svilupperà solo in tal senso, anche le power E-Mtb si evolveranno diminuendo pesi ed ingombri e ci si troverà ad un punto di incontro tra le due tipologie di bici che porterà a stabilire il compromesso ideale tra peso e capacità della batteria, ma ora è ancora troppo presto anche se quello a mio avviso è l’ obbiettivo .

Tra le bici prese in esame a mio avviso la Specialized LEVO SL è stata la più convincente, la casa Californiana ha dimostrato di saper far valere le sue idee e renderle uno standard sul mercato contribuendo in tanti casi all’ evoluzione di tutto il mondo bici e non solo nel settore E-Bike, dove in pratica con la LEVO ha stabilito un’eccellenza alla quale tutti prendono riferimento . La capacità progettuale in base alla quale un telaio, un motore e una batteria vengono ottimizzati per ottenere il miglior compromesso tra peso ingombro ed efficienza è un risultato al quale solo Specialized è riuscita ad oggi ad arrivare e, bisogna dargliene atto, è solo un’ Azienda con quel “potere”  (fatturato, investimenti e ricerca) che ha la possibilità di concretizzare certi progetti e renderli reali .

First ride nuova Focus Sam2 2021

10 Set 2020

Circa 10 giorni fa ricevo una mail dagli amici di Focus Italia in cui vengo invitato a una e-ride a Mezzana (TN) nella magnifica Val di Sole denominata eMtb Luxury Experience. Ovviamente , dato il poco tempo a mia disposizione in questo periodo di super lavoro, contatto subito l’ amico Lele per sapere di cosa si tratta . Mi viene confermato che potrò provare la nuova Sam2 e quindi decido subito di partecipare all’ evento ! A questo proposito vorrei ringraziare tutto lo staff Focus Italia per la realizzazione di questo magnifico evento e in particolar modo Enrico che ha sopportato tutte le mie richieste con infinita pazienza, Riccardo per la perfetta messa a punto della mia Sam2, John la nostra guida per averci preparato un magnifico percorso e infine il buon Lele e tutto lo staff Focus che mi hanno badato ed accudito per ben 2 giorni 🙂

Quindi Mercoledì mattina carico la mia borsa con tutta l’ attrezzatura necessaria nel baule della 595 e parto alla volta di Mezzana . Il viaggio è sempre adrenalinico con la 595 che ritengo sia uno dei giocattoli più divertenti della mia lunga storia di guida di autovetture di tutti i tipi : in meno di 3 ore sono a Mezzana . Arrivo e la vedo subito : la Sam2 nella sua discreta ma bellissima livrea beige è già li ad aspettare i partecipanti all’ evento . I dati geometrici mi lasciano un pò perplesso e alzando la “bimba” mi viene un coccolone : ma quanto pesa questa E-Mtb ? Penso e ritengo che siamo sopra i 25 Kg. – non ho con me una bilancia – e quindi rimango un pò perplesso ma ho imparato a mie spese nel tempo a non giudicare mai sulla carta o semplicemente guardando una bicicletta a trarre conclusioni affrettate perchè ho spesso commesso errori, così facendo, dovendo poi ricredermi e chiedere scusa all’ atto della prova dinamica . La serata poi trascorre in piacevole compagnia tra racconti e condivisioni delle proprie esperienze con gli altri partecipanti all’ experience .

Giovedì mattina ritrovo alle ore 10:00 presso il centro Promescaiol di Mezzana in attesa del trasferimento in elicottero al campo base situato a circa 1600 mt. di quota dove troveremo le “bimbe” ad attenderci . Veniamo presto organizzati in gruppi da 5 persone e con una divertente rotazione di circa 5 minuti raggiungiamo il campo base . Ultime settaggi e preparativi della Sam2 e in breve sono in sella .

Partiamo in salita su strade bianche e saliamo per circa 700 mt. Il motore Bosch CX Gen4 della Sam2 da me ben conosciuto spinge fluido e con buona potenza e conoscendolo sin troppo bene decido di usare assistenze alte (E-Mtb in particolare) che mi permettono di tenere il passo allegro del gruppo con facilità insieme all’ amico Francesco e all’ amico Davide che dice di essere alla sua prima esperienza in Mtb in un bosco . In meno di un’ ora di pedalata siamo all’ inizio dei trails veri e propri. Ancora un tratto in leggera salita con alcuni passaggi tecnici semplici su roccie da scavalcare che mi permettono sin da subito di valutare la bontà del sistema F.O.L.D. ® di Focus coadiuvato dall’ ammortizzatore Fox Van a molla della mia Sam2 6.9 : lavora veramente alla grande ! Il primo singletrack in discesa poi su un fondo bellissimo da sottobosco mi fa subito ricredere sul peso percepito ieri della Sam2 : in movimento sembra quasi magicamente sparire e la Fox 38 Factory all’ anteriore con l’ ammortizzatore a molla posteriore creano un vero overcraft che passa su ogni cosa !!!

La prova prosegue poi su sentieri con forti pendenze, tornatini in contropendenza, prati dove scegliere la linea a piacimento, scale e quant’ altro che mi regalano circa due ore di grandissimo divertimento . La Sam2 è impeccabile e nonostante le ruotone da 29″ gira anche sullo stretto con grande facilità grazie ad un insieme ben bilanciato e a dispetto del suo peso comunque rilevante : magia della scelta dei componenti sospensivi e dell’ equilibrio generale della bicicletta . Insomma grandissima sicurezza e divertimento assicurato per chiunque a patto di tenere le ruote attaccate al terreno poichè nella ricerca di eventuali manovre aeree il peso è avvertibile come del resto per tutte le realizzazioni sul mercato per E-Mtb di qesta fascia che, allo stato attuale ritengo siano la Specialized Kenevo, la Mondraker Level e questa nuova Sam2 . Abbiamo quindi trovato una seria alternativa alle concorrenti sul mercato ? Io personalmente ritengo proprio di si anche se ovviamente mi riservo di provare ancora la mia Sam2 sui miei sentieri dove è per me molto più facile avere impressioni reali vista la grande quantità di riferimenti che ho sui “miei trails” 🙂

Per finire le versioni della Sam2 sono solamente due con colorazione unica : la versone denominata 6.9 che è montata con sospensioni Fox 38 Factory anteriore e ammortizzatore Van a molla, gruppo Shimano XT con freni a 4 pistoncini, ruote con mozzi Novatec e cerchi RaceFace AR30, reggisella Fox Transfer Kashima e attacco manubrio C.I.S. con passaggio integrato dei cavi . La versione 6.8 invece utilizza sospensioni Rock Shox Zeb all’ anteriore e ammortizzatore Super Deluxe Select ad aria, gruppo Sram GX con freni Sram Code, ruote con mozzi Novatec e cerchi Focus, reggisella Kindshock Rage-i e anch’ essa attacco manubrio C.I.S. integrato . Ultima particolarità, ma non per questo meno importante, il flip chip posizionato nel carro che permette di variare le geometrie e di usare quindi formati di ruote 29″ (nativo), 27,5″ oppure mix (29″ ant. e 27,5″ post.) . Per tutti i dettagli tecnici completi e i prezzi, che io ritengo molto competitivi, Vi rimando ovviamente alla pagina ufficiale di Focus Italia .

A questo punto, entusiasta della prima uscita con questa bellissima e divertentissima Sam2 – non vedo l’ ora di averne un esemplare tutto mio ma spero di non dover attendere molto vero Lele 🙂 – non mi resta che ricaricare la borsa sulla 595 e rientrare in tempo record a Milano per scrivere quanto sopra . Grandissima esperienza e grandissimo divertimento : grazie Focus Italia !!!

 

 

 

Equilibrio & Forma – Prova della Santa Cruz Heckler CC XO1

05 Giu 2020

Equilibrio & Forma
Prova della Santa Cruz Heckler CC XO1 di Ezio Freakrider Baggioli

Nonostante si cerchi attraverso la progettazione e le conseguenti simulazioni tridimensionali di raggiungere lo scopo previsto, quasi fosse un miracolo della creazione, il risultato va ben oltre le aspettative, il che mi fa credere nella casualità. Ho avuto negli anni fulgidi esempi in disparati campi, dallo sci alle motociclette passando per la meccanica pura e la Santa Cruz Heckler CC rientra in questa casistica. Indubbiamente i machinatores che le hanno dato vita di passione ne misero a secchiate in fase di studio: il risultato è una E-bike di raro equilibrio, in termini di design e sopra ogni mia aspettativa nel compendio che più mi interessa, la guida.

Oggi Gianni mi ha concesso una giornata di prova ed ho provato la Heckler CC in un ambiente a me familiare dove mi salutano anche i sassi messi a termine dei boschi. Scrivo poco sopra di design: qui siamo di fronte ad un prodotto di alta gamma, dove il Family Feeling è il filo conduttore nella scelta stilistica. La cura costruttiva è evidente nelle finiture e nella scelta dei componenti, dominati da un manubrio quasi flat da 800 mm in carbonio che risulterà essere la barra perfetta nei cambi di direzione; plauso alla sella WTB con logo Santa Cruz che oltre che ben disegnata si è rivelata alquanto comoda. Personalmente apprezzo la sobrietà nelle linee e nella colorazione a bassa visibilità, un bel nero che nero non è la rende assai piacevole ricordandoci che è la sorella sotto estrogeni della Bronson. Dopo aver espletato le operazioni di rito, taratura delle sospensioni, altezza sella, montaggio pedali ed essendo un bastian contrario girato i freni, ho acceso l’unità Shimano E 8000. Apprezzabilissimo il display multifunzione che rimane una chicca in termini di informazioni e per nulla invasivo, ben protetto da eventuali urti a lato destro dell’attacco manubrio. Le impostazioni di assistenza sono medium per ECO e TRAIL mentre per il BOOST è settato in high, si riveleranno perfette per il mio stile di guida tanto che non ho quasi mai usato la funzione BOOST, per quanto non mi sia risparmiato salite molto impegnative sia per il fondo sia per il dislivello non ne ho sentito la necessità grazie alla fluidità dell’erogazione del motore. Fatti i primi metri devo essere chiaro in questo, mi sembrava di essere stato in sella da sempre sulla Heckler: gli appoggi perfetti, il giusto carico sul manubrio mi ha dato quella confidenza che si sarebbe espressa immediata appena messe le ruote sul sentiero. Sono stato un fiero sostenitore delle ruote da 29 pollici da quando ebbi la prima Ellsworth Evolve, ma sono molto felice di pedalare bici con ruote da 27,5, nonostante il mercato spinga sulle 29, perché offrono con le moderne geometrie una maneggevolezza invidiabile, complici di una coppia di pneumatici Maxxis DHR II assai sinceri nelle reazioni sulla nostra Heckler. Altro dettaglio non da sottovalutare il peso: 21kg, cosa che la rende di una reattività da invidia, siamo sotto di 4 kg rispetto alle altre concorrenti che a fine giornata si sentono tutti. Prima sorpresa: l’efficienza della sospensione posteriore che in salita copia anche quegli ostacoli che ti intimidiscono, premesso che pur avendo gli inserti nei pneumatici volevo evitare qualsiasi problema di sorta con forature, sono stato su pressioni sostenute quindi i pneumatici non si spalmavano per niente, eppure la perfetta simbiosi delle sospensioni ha fatto il suo dovere. Per essere chiari, la prova di oggi è stata su terreni difficili dato la pioggia della notte e se amate il viscido, ne avevo da regalare a piene mani. Equilibrio in tutto, le sospensioni e le geometrie unite al miglior VPP che ricordi ti costringono al sorriso in ogni situazione: nelle curve e controcurve, salita e discesa tecnica, cambi di direzione improvvisi si rivela una macchina perfetta. La Fox 36 Performance di serie gode di una fluidità di scorrimento da riferimento con un idraulica molto sensibile e con regolazioni altrettanto precise. Dubbi ne avevo? Certo che sì. Maneggevolezza estrema, guidabilità inimmaginabile nello stretto prevedevo una certa instabilità nel veloce, avendo spulciato i dettagli tecnici delle geometrie. Come da chiosa iniziale qui il caso, le intuizioni degli ingegneri o entrambe le cose hanno fatto sì che mi sono trovato tra le gambe una macchina perfetta. Con i dovuti distinguo, di fatto il motore c’è, mi sembrava di avere una muscolare: anche i bistrattati freni SRAM CODE mi hanno regalato un’ottima sensazione di potenza e presenza nelle staccate più violente e i cerchi in carbonio quel gradino in più nel determinare la linea e la conduzione della stessa. Il cambio uno SRAM XO1 Eagle a 12 rapporti sempre preciso e spaziato giusto, non sono mai andato oltre il 42 anche nei tratti che avevo inserito nel giro prova dove il ribaltamento ti attende dietro ogni curva. Essendo un E-Bike devo evidenziare i consumi: non sono un fuscello, sono alto un metro e novanta e in assetto da Biker sono più vicino ai 100 che ai 90 kg. Quindi avendo percorso 30 Km con circa un ottocento metri di dislivello, tornare con più del quaranta per cento di batteria che ha 504 Wh di capacità ritengo che sia ottimo. Onestamente non sento la necessità di averne di più, in tal modo i pesi si abbassano ed il divertimento si impenna. La Heckler si è dimostrata una perfetta All mountain, confortevole, precisa e graziata da un equilibrio inusuale alle altre. Sono sempre stato scettico nei riguardi dei prodotti Santa Cruz, non ho mai apprezzato il sistema VPP e qui mi sono ricreduto, mi cospargerò il capo di cenere dopo aver goduto della sua efficienza. Il motore Shimano E 8000 a parte una certa rumorosità che accompagna il funzionamento si conferma affidabile e generoso. Più spingi cercando il limite e lo stato di gioia aumenta: diventare un tutt’uno con lei è immediato. La ritengo una delle doti per la quale un Biker dovrebbe sceglierla visto che quello che cerchiamo è il divertimento: pagare per soffrire mi sembra degno solo di Leopold Von Sacher-Masoch a cui dobbiamo la ricerca del piacere attraverso il dolore. Io sono epicureo… certo il prezzo è un dettaglio non indifferente, siamo in un ambito di alta gamma e la concorrenza offre prodotti equivalenti ad un costo spesso più elevato. Sinceramente non provo della sana invidia per chi può permettersi la Heckler CC: sono solo felice perché continuerà a sorridere come mi è successo oggi.