First (two) rides Mondraker Crafty RR alu 2022

14 Ott 2021

Tutto quello che avete desiderato ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere !

Questa settimana è arrivata in DSB (ringrazio Davide Bonandrini per l’ opportunità dataci) un esemplare Demo della nuova Crafty RR alu model year 2022 – trovate la descrizione del prodotto qui – dotata del nuovo motore Bosch e della batteria da 750 Wh . La nuova Crafty non differisce moltissimo dal modello della passata stagione se non per il nuovo motore e relativi componenti, la nuova batteria da 750, le nuove ruote Mavic E-Deemax e l’ ammortizzatore Fox Float X Factory .

Purtroppo l’ esemplare che ci è stato consegnato è una versione Demo con firmware dimostrativo e non definitivo, senza Kiox 300 e quindi non personalizzabile tramite APP e con settaggi non a noi conosciuti . Detto questo la valutazione sul nuovo motore non può essere oggetto di giudizio in queste nostre prime due uscite per ovvi motivi e per serietà dello scrivente . Devo però dire che se il buongiorno si vede dal mattino … Veniamo alla prima uscita effettuata sul conosciutissimo “giro del tagliere” a Premeno . Un anello molto vario con tutti i tipi di terreno possibili . Partiamo in salita su asfalto e subito noto che la prima tacca del comando remoto che indica il consumo della batteria inizia prestissimo a lampeggiare di rosa sino a diventare rosa fisso in breve tempo . Immagino indicherà il consumo e ben presto (meno di 400 Mt+) si spegne : sarà per il firmware non definitivo ma sembra consumare questo nuovo Bosch … Verrò poi smentito dai fatti perchè a fine giro , dopo 1030 Mt+ e circa 31 Km si sono poi spente solo due tacche in totale . La bicicletta fa tantissima strada in salita senza apparente sforzo sui pedali anche perchè non risparmio sui livelli delle assistenze e salgo sempre in Tour (fisso e non dinamico), e-mtb o turbo anche se quest’ultima assistenza l’ ho usata veramente pochissimo .

Arrivati a Colle iniziamo a scendere verso Agrano su sentieri non banali e sempre affascinanti , la Crafty conferma tutto quanto di buono avevamo già riscontrato sui modelli precedenti e si guida velocissima e precisa grazie al suo perfetto bilanciamento e alla Forward Geometry ® di ultima generazione . La bicicletta permette un’ ottima andatura forse grazie a mozzi particolarmente scorrevoli o – molto più probabilmente – al magnifico lavoro del carro coaudivato dall’ efficientissimo nuovo ammortizzatore Fox Float X 2022 . Insomma la Crafty mi ha dato una sensazione di maneggievolezza , precisione nonostante le gomme non di mio gradimento e velocità di percorrenza di curva che sinceramente avevo un pochino dimenticato dato che non la usavo più da molto tempo . Grandissima E-MTB e grande divertimento !!!

Seconda uscita nei parchi di Milano per provare l’ assistenza ECO e valutare un pochino i consumi – anche se come detto il firmware demo non permette nessun settaggio e quindi valutazioni coerenti – e ho percorso ben 30,31 Km senza nemmeno aver spento la prima tacca (quindi meno del 20% di utilizzo del totale a disposizione) : fate Voi le considerazioni del caso !

Ancora una volta ho avuto modo di constatare che anche in Eco la Crafty fa comunque tantissima strada e velocità tanto che sulle scalette del ponte che collega il Bosco in Città con il parco delle Cave pensavo di avere la solita velocita e invece , droppando le stesse, mi sono ritrovato un pò lungo scendendo dalle rampette di 6 gradini e arrivando di conseguenza sempre ad atterrare sul piatto con l’ ammortizzatore molto vicino al suo fondo corsa .

Difetti ? Poco o nulla da segnalare : il peso non è contenutissimo dato che parliamo di Kg. 25,520.- senza pedali , ma con una batteria da 750Wh ovviamente non credo si possa fare molto meglio , e le manopole che per le mie abitudini sono molto fini e poco confortevoli .

Insomma penso proprio che la nuova Crafty farà parte del mio parco bici per la prossima stagione !!!

Chiedo scusa sin d’ ora per eventuali errori ortografici o altro ma ho scritto queste poche righe sull’ onda dell’ entusiasmo e non ho ancora avuto il modo di rivederle proprio perchè volevo subito renderVi partecipi della mia soddisfazione per questo nuovo prodotto !!!

Test gravel – Evil Chamois Hagar

28 Set 2021

Il gusto è soggettivo … La qualità no .

di Fabio Paganelli

Quando ho visto per la prima volta la Chamois Hagar ho subito intuito la sua natura : una della poche gravel che sembra ereditare caratteristiche e soluzioni tecniche direttamente dal mondo MTB hardtail rimanendo comunque vicina alla strada .

Ciò che balza immediatamente all’occhio è il marcato angolo sterzo , ben 66.67° cha apre l’avantreno facendola somigliare quasi ad una bicicletta di inizio 900 .

Il passo è di 1154mm nella taglia Medium provata , il drop del movimento centrale di 80mm ed i foderi bassi con un disegno specifico la rendono stabile senza ridurre troppo la luce a terra , permettendo alla Chamois di calcare qualsiasi singletrack senza troppe difficoltà mantenendo un livello di trasmissione molto alto .

L’allestimento da me impiegato prevedeva un telaio ed una forcella in fibra , un impianto frenante Sram Force con dischi da 160mm , una trasmissione monocorona da 38 denti , una cassetta rigorosamente MTB 10-52 a 12 velocità , un deragliatore posteriore AXS X01 Eagle ed un telescopico AXS Reverb con corsa da ben 150 mm .

Nonostante si siano utilizzate anche le ruote di serie, vivamente consigliate per l’ uso fuoristrada (cerchio in alluminio WTB Proterra Light i23 e coperture di serie Wtb Venture 700 x 50) , la prova si è svolta per la maggior parte del tempo con una coppia di preziosissime Enve SES 4,5 AR carbon con profilo da 49mm all’anteriore e 55mm al posteriore e coperture tubeless meno generose da 700 x 37 .

I percorsi scelti sono stati un mix di segmenti stradali ben conosciuti conditi da tratti off-road non estremamente sconnessi in maniera tale si potesse sostenere la prova senza scendere quasi mai di sella .

Impressioni di guida : ciò che stupisce da subito è la facilità con cui si conduce la Chamois , il suo angolo sterzo estremo non si ripercuote nella guida e l’ equilibrio di tutta la ciclistica diviene facilmente intuibile sin dai primi minuti ; la bicicletta è veloce , comoda e divertente ma soprattutto efficace !

Nei primi tratti di trasferimento verso i circuiti da me scelti noto subito una spiccata capacità di trasmissione della graveldi di Evil Bikes che rende la Chamois molto veloce anche sui tratti d’asfalto , facendomi quasi dimenticare di essere su di una bicicletta capace anche di solcare terreni ben più complessi e tortuosi .

Stupisce la velocità con cui si rilancia durante la varie ripartenze ed il peso leggermente superiore ad una bici da corsa (siamo attorno agli 8 Kg.) la rende estremamente performante nei cambi di velocità sopra i 30 orari facendola correre come una vera specialissima !!!

Il punto di “rottura” sui tratti d’ asfalto diviene la copertura che , gonfiata a 4.5 bar , risulta poco rigida per il nastro d’asfalto a vantaggio però di un confort senza eguali .

Giunto sul circuito misto da me scelto ero già divertito da questa ibrida che è tanto modaiola ma sa regalare un piacere di guida non condizionato da continui estenuanti Kom .

Arriviamo quindi nei nostri amati sentieri , scelti per la prova e non particolarmente insidiosi , ed emergono subito le caratteristiche da ruote grasse della Chamois : trasmissione monocorona con un 10-52 da mountain , telescopico con escursione da ben 150mm e manubrio rigorosamente in presa bassa la rendono un piacere portandomi a sorridere divertito senza preoccuparmi di alcun traffico stradale .

In fuoristrada non ho nessuna difficoltà nei tratti di salita dove la ruota posteriore rimane sempre ben attaccata al terreno mentre in discesa è ovvio che l’avantreno privo di forcella ammozrtizzata la penalizza un pochino non per quanto riguarda stabilità e guidabilità ma nel confort trasferendo alle spalle qualche vibrazione in più di una classica MTB .

I tratti di ciottolato e pavè vengono superati egregiamente permettendomi di rientrare divertito da una pedalata non particolarmente lunga ma che per varietà di terreni affrontati sembra ben più prolungata .

Una piccola nota a chi utilizza attacchi SPD ed ha una evasione radiale marcata verso l’ interno da parte dei talloni : la Chamois ha un carro posteriore che allarga verso i 142 mm della battuta mozzo ad un’ altezza tale dove è facile urtare i talloni durante le pedalate più intense … Attenzione ai pedalatori con piedi importanti .

Concludo senza soffermarmi sull’utilità o meno di una gravel ma , in questo caso , Evil Bikes si distingue per un prodotto esclusivo , oculato e coerente nei sui contenuti tecnici il quale vanta ,a mio parere , un’ efficacia invidiabile .

Evil Chamois Hagar … Il gusto è soggettivo , la qualità no !!!

Un assaggio di Yeti 160E

21 Set 2021

Una rondine non fa primavera e quindi non saranno certo 32 Km con 1000 Mt+ (e ovviamente 1000 Mt-) a dover farci scrivere le nostre impressioni finali su questa Yeti 160E ; ma come sapete il tempo è tiranno e di 160E non ce ne sono ancora in Italia . Quindi ben venga il fatto di averla potuta “assaggiare” in anteprima ma, come detto, prendete le mie impressioni dinamiche con le pinze perché tutto potrebbe essere riscritto e rivisto quando faremo un test più completo se arriveranno delle bici …

Un esempio su tutti : rientrato dal giro abbiamo scoperto che l’ ammortizzatore posteriore era in “stuck down” e quindi, una volta ripristinato il corretto funzionamento, l’ ammortizzatore sembrerebbe lavorare in modo diverso tanto che andrebbe rivista tutta la regolazione di compressione e rebound ma come detto non abbiamo la possibilità di poterlo fare … A cosa servirà provare delle biciclette così sofisticate in così breve (oserei dire pochissimo) tempo me lo devono ancora spiegare ma tant’è : oggi il mondo gira così !!! Se poi a questo aggiungiamo che nemmeno ne avremo in vendita, a quanto sembra, capirete con facilità che questo mio scritto non dovrebbe nemmeno essere pubblicato nell’ interesse di tutti : Distributore, Negozianti e Utenti finali … Ma come detto sopra il mondo va così e molti, tra giornalisti e lo stesso Distributore, si sono già cimentati nello scrivere di questa E-MTB .

Arrivata questa mattina in Pro-M : controllato e aggiornato il firmware, personalizzati i valori d’ assitenza del Profilo 1 (secondo i dati Standard di un altro Costruttore che io preferisco) regolati i Sag delle due unità ammortizzanti, regolata l’ altezza sella e fatta la presssione degli pneumatici con salsicciotti e si parte . Ovviamente andremo su un percorso ben conosciuto in modo da avere più riferimenti e poter capire da subito (ove sia possibile) la bontà del sistema Sixfinity®, quindi Colazza e Panda trail 🙂 Prime foto di rito e si nota subito la magnifica costruzione del telaio della 160E e la cura dei particolari quali passaggio cavi, realizzazione del carro e link della sospensione anche se le due bielle che comandano il link inferiore nel suo “switchare” sembrano un pochino messe li all’ ultimo momento . Personalmente poi avrei gradito una colorazione più in linea con il family feeling della Casa, in abbinata al classico turchese di Yeti, e un pochino più vivace come un arancio, un giallo o un verde flou già usati da Yeti in passato e magari con la scritta Yeti in turchese sul giallo … Ma come ben sapete l’ estetica è questione di gusti personali .

Prime pedalate : la bicicletta sembra molto rigida e composta anche se non mi da sensazione di estrema leggerezza (infatti non pesa pochissimo fermando la bilancia a Kg. 23,280.- senza pedali e con ruote tubeless e salsicciotti PTN) . Posizione in sella ben centrata pur non avendo avuto il tempo di regolare anche gli appoggi e comunque sembra sin da subito che si pedali molto bene ! Da Colazza inizio a salire verso Nocco (appena sotto Gignese) per poter percorrere qualche volta il Panda trail che considero ormai come il trail da noi più usato per i primi test delle biciclette e quant’ altro . Nelle rampette delle sette sorelle apprezzo sempre più la pedalabilità conferita alla 160E dal sistema Sixfinity® : sembra quasi che la bici accelleri con inaspettata prontezza alle sollecitazioni sui pedali . Accellera come probabilmente nessun altro sistema sospensivo mai usato !!! Mi ritrovo a salire con velocità inusuali e la 160E sembra quasi chiedermi di allungare continuamente i rapporti !!! Ad avvalorare questa mia sensazione la media in movimento a fine giro : 17.700 Km/h contro gli usuali 13 o massimo 15 Km/h rilevati con altri mezzi su questo percorso per me codificato .

Arrivo finalmente all’ inzio del Panda trail ma purtroppo il terreno è abbastanza umido e quindi guido con circospezione anche perché non ho il mio Hillbilly all’ anteriore (sono ormai viziato) e posso solo dire che la bici è ben bilanciata e la forcella lavora già come la voglio io (la taratura fatta ha funzionato, ormai di 38 ne guido diverse) . Nulla da dire riguardo a maneggievolezza e a rigidità dell’ assieme; non è leggera ne bilanciata come altre realizzazioni dato che la batteria da 630 Wh aggiunge peso in alto sulla zona sterzo e a me piacciono molto le bici leggere davanti . Come detto all’ inizio però sono solo impressioni iniziali falsate anche da gomme e quant’ altro non esattamente come vorrei avere io .

Cosa cambierò quando avrò la possibilità di avere un esemplare da provare a lungo ? Sicuramente le gomme, il reggisella con uno Yep Performance perchè l’ AXS è troppo veloce per le mie abitudini, i dischi freno con dei BCA per il maggior mordente e quindi una frenata più pronta e potente e la posizione dell’ ammortizzatore con una progressione più plush per vedere come si comporta in discesa e nel pedalato . La comprerei ? Sicuramente SI e subito, se fosse disponibile, anche perchè ormai il poter provare per bene i miei “giocattoli” è parte integrante del mio essere un addetto ai lavori nel settore biciclette : non amo fare il copia e incolla dei cataloghi ne tanto meno essere allineato a quello che scrivono e dicono più o meno tutti appena lèggono un catalogo … Per me ogni prodotto ha pro e contro e non esiste un prodotto in assoluto che sia meglio di altri in ogni condizioni anche perchè ogni bicicletta purtroppo deve sempre accettare dei compromessi sia commerciali che di progettazione per poter ambire ad un pubblico variegato e di fascia molto ampia . Inoltre, in questo momento particolare, alcune scelte di componentistica o altro possono anche essere dovute alla mancanza di altri componenti e materiali …

Tornando all’ inizio però prendete con le pinze queste mie primissime impressioni perchè … Una rondine non fa primavera 🙂

 

Test ruote in carbonio Enve AM30 Foundation Series

07 Set 2021

In questi ultimi tempi abbiamo avuto modo di provare sulla nostra Santa Cruz Heckler CC una coppia di ruote Enve AM30 Foundation Series .

Prima di venire alla prova vera e propria riteniamo utile fare una distinzione tra le diverse tipologie di ruote in carbonio in due categorie differenti :

  1. Ruote molto leggere (utilizzo primario XC)
  2. Ruote molto rigide e con precisione di guida superiore ma non con questo super leggere

Nella prima categoria l’ Utente ricerca spesso e volentieri semplicemente un abbassamento del peso delle masse rotanti e considera poco importante il livello di rigidità delle stesse proprio perchè spesso l’ utilizzo è limitato al cross country e quindi la guidabilità / rigidità passa in secondo piano rispetto al valore in grammi .

Ovviamente le ruote Enve AM30 non fanno parte di questa categoria e sono dedicate ad un uso più allmountain / trial / enduro dato che il loro peso è di 950 gr. per l’ anteriore e di 1780 gr. per la posteriore nella nostra coppia da 27,5″ . Il canale interno è da 30 mm (esterno 39 mm) e sono consigliate per un uso con gomme sino a 2.6 .

Come detto abbiamo potuto utilizzare la Heckler con queste ruote dopo che l’ avevamo usata con ruote in alluminio e anche con ruote in carbonio di diversa azienda produttrice . Ebbene ciò che risulta subito evidente sin dai primi metri di utilizzo è l’ estrema rigidità laterale delle ruote che conferiscono anche a queste ruote della gamma Enve una guidabilità e precisione senza uguali oggi sul mercato ! Se paragonate alle ben più costose sorelle M7 direi che è ben difficile poter valutare una rigidità e una conduzione meno precisa mentre per contro mi sembrano in pochino più confortevoli data la minor sensazione di rigidità nell’ impatto con il terreno .

Se paragonate invece alle ruote in alluminio o in carbonio di altri la precisione di guida è nettamente superiore e quindi ci sentiamo di consigliarle a chiunque cerchi rigidità ed estrema precisione nella guida !!! Per contro, per chi non è abituato a ruote così rigide e precise, potrebbero addirittura risultare un problema nella guida perchè ovviamente non permettono errori e o imprecisioni di guida : dove metti la ruota lei va !

Quanto sopra detto evidenzia quindi la necessità di un certo periodo di assuefazione al prodotto ma Vi assicuriamo che se cercate una ruota precisa e rigida nulla ad oggi ci ha impressionato positivamente come le ruote della famiglia Enve !

Per finire il prezzo risulta allineato alle produzioni di aziende concorrenti e Vi ricordiamo che è presente la garanzia a vita sul primo proprietario del prodotto senza nessuna limitazione di sorta . Ci sentiamo quindi di consigliare le AM30 per chi cerca super prestazioni dalle proprie ruote in carbonio 🙂

 

Prova Specialized Tarmac SL7 PRO

02 Ago 2021

Specialized Tarmac Pro Axs 1X12 ; la bicicletta da corsa che legge il tuo pensiero.

di Fabio P. – Team Pro-M

 

L’ estrema sincerità ed intuitività di questa bicicletta che traspare fin dalle prime pedalate non può essere che confermata dopo ormai 1500km di asfalto percorsi .

Durante il proseguimento del test sono state apportate piccole correzioni biomeccaniche, aggiustamenti e regolazioni che hanno ottimizzato l’ergonomia della bicicletta rendendola sempre più adatta alla mia posizione ottimale; dalla configurazione di serie in taglia 54 è stato aggiunto il solo attacco manubrio da 110mm con negatività 12*, spessorato di 20mm dalla battuta sterzo .

Nel mio primo “First ride” (https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-tarmac-sl7-pro/) , inerente alle prime impressioni di guida , mi ero soffermato in particolar modo sull’anteriore della bicicletta descrivendolo particolarmente sensibile ad ogni spostamento .

Ciò che inizialmente stupisce quasi negativamente, diviene con il percorrere dei chilometri un punto di forza della Tarmac ; la sua precisione in inserimento curva e la capacità di correggere qualsiasi tipo di traiettoria la rende estremamente precisa,veloce e … sincera !

Percorrendo la vostra discesa preferita , frenando profondamente dentro la curva … al limite , la Tarmac chiude sempre perfettamente la traiettoria scendendo in piega velocemente anticipando persino una vostra manovra ; è per questo che la definisco come “la bicicletta da corsa che legge il tuo pensiero”.

Altra nota interessante riguarda la sua velocità ; il tutto riconducibile agl’ottimi materiali di scorrimento utilizzati e ad una aerodinamica minimal , ma efficace , che permette guadagni velocistici non trascurabili , soprattutto nei tratti di veloce discesa .

Un’ultima considerazione va spesa a questo punto sulla trasmissione Sram Force 1X12 monocorona ; 46 denti all’anteriore ed un pacco pignoni 10-36 a 12 velocità .

Personalmente adotto , per attitudine , un pedalata con frequenze molto alte arrivando in poche situazioni a ricercare un rapporto particolarmente lungo e duro da spingere ; tutto ciò mi ha permesso di digerire facilmente la configurazione monocorona senza incontrare difficoltà o limitazione alcuna sui percorsi da mè affrontati .

Ritengo che il vero limite di utilizzo di questa configurazione sia da imputare all’utilizzatore e non ai percorsi affrontati ; è richiesta infatti una preparazione atletica di base discreta che non permette quindi a chiunque di utilizzare la monocorona senza limitazione alcuna .

Conclusioni :

Anche se la Pro AxS 1X12 non è nella sua configurazione la massima espressione del Tarmac secondo Specialized , la ritengo un’ottima bicicletta da corsa , una vera race-replica , veloce ed intuitiva , adatta ai percorsi più impegnativi , in grado di spostare ogni giorno il vostro limite un pochino più in là …

Ritorno al futuro : Specialized Kenevo FSR Expert

06 Lug 2021

Luglio 2021 : dopo più di 6 mesi senza avere a disposizione una Kenevo con motore 2.1 (motore pieno 4x) ho deciso di avere ancora ancora nella mia disponibilità di E-MTB un esemplare di Expert con tutti i vari upgrade che avevo selezionato lo scorso anno . In pratica un ritorno al futuro 🙂

In questi mesi ho avuto modo di testare diverse E-MTB di molti Marchi e con diversi motori sia pieni che light (2x) trovando tra esse alcune eccellenze e anche alcune delusioni come sempre succede a chi prova i prodotti per pura passione e con onestà intelletuale e non per scopi puramente commerciali . Ieri quando ho pubblicato sulla pagina FB che avrei ri-montato una Kenevo Expert mi aspettavo che qualche hater attento mi dicesse che dopo aver considerato altri prodotti come i migliori per ogni segmento del mercato ora tornavo sui miei passi con questa Kenevo … ma probabilmente anche gli hater sono ormai in vacanza oppure non sono per nulla attenti per loro natura 🙂

Con questa mia riflessione scritta vorrei ancora una volta sottolineare che la bicicletta perfetta NON esiste , si tratta al limite di scegliere il miglior compromesso possibile per l’ uso che ognuno di noi vuole fare della E-MTB . Infatti non rinnego che per il mio modo di condurre preferisco alla Kenevo nell’ uso enduristico un’ altra E-MTB come anche nell’ uso a 360° sceglierei altro ma la Kenevo Expert con forcella doppia piastra anche se lunga, fisicamente impegnativa e non certo maneggevole ha ancora e sempre un grosso vantaggio nei confronti di tutte le altre : il motore Specialized 2.1 che per di più accetta anche la scheda di gestione motore Adamo (anche se a prezzo di invalidare la garanzia della bici come è logico e ovvio che sia) .

Quindi fatte queste considerazioni Vi confermo ancora una volta che IMHO se un Utente vuole un motore che spinga come nessun altro e che grazie alla scheda Adamo risponda alla pedalata in maniera istantanea e con grande coppia anche a bassissime rotazioni oggi (Luglio 2021) non ha alternative plausibili sul mercato e dovrà scegliere un modello Specialized dotato di questo motore !

La Kenevo è lunga ? Si, è vero !

La Kenevo è pesante ? Si, è vero anche se non tanto di più di altre realizzazioni anche di Specialized !

La Kenevo è fisicamente più impegnativa da guidare in discesa di molte altre ? Si, è vero !

La Kenevo con la doppia piastra non gira ? No, è vero solo e soprattutto se le velocità di percorrenza non sono quelle adeguate per la Kenevo 🙂

Insomma non è certo la miglior E-MTB per tutti ma se volete avere una motorizzazione unica che Vi farà salire quasi senza sforzo in ogni dove e Vi permetterà quindi di scendere più freschi fisicamente divertendoVi come pochi forse la Kenevo potrebbe essere ancora oggi una scelta da valutare con attenzione .

Enjoy your ride !!!

Prova nuova Specialized Kenevo SL S-Works

21 Giu 2021

Dopo la Levo GEN3 Specialized presenta la nuova Kenevo SL che completa la gamma di E-MTB della casa di Morgan Hill . Oggi infatti Specialized è l’ unica azienda al mondo a poter offrire alla Clientela ben 2 E-MTB con motore pieno da 36 v (assistenza 4 x) e 2 E-MTB o Light-MTB con motore piccolo da 48 v (assistenza 2x) i cui motori sono progetti completamente differenti e non “accrocchi” fatti partendo da comuni motori con software dedicati come purtroppo altri hanno provato a distribuire sul mercato 😉 Il perchè è facilmente intuibile facendo un paragone in campo motori termici : se uso un motore da 2000 cc e lo depotenzio elettronicamente otterrò un motore che spinge meno ma con consumi molto vicini al motore pieno mentre se uso un motore piccolo da 1000 cc e l’ ottimizzo avrò consumi ben minori con prestazioni magari simili . Insomma si tratta di efficienza migliore sin dalla base di partenza del progetto almeno per quanto riguarda i consumi 😉

Questa nostra affermazione è supportata dal fatto che i due progetti Specialized nascono da basi di partenza diverse e hanno due motori completamente diversi ! Nessun altro può vantare tale completezza di gamma e differenzazione di progetto : E-MTB diverse per usi diversi ! Infatti la Levo GEN3 (trail bike) e la Kenevo GEN2 (enduro) montano il ben conosciuto motore Specialized 2.1 o 2.2 (prodotto da Brose) con 250 W di potenza nominale (oltre 700W di picco) , 90Nm di coppia , assitenza 4 x e con un peso di circa Kg. 2,900 . La Levo SL e la Kenevo SL invece montano il motore Specialized 1.1 (prodotto da Mahle) con 240 W di potenza , 35Nm di coppia , assitenza 2 x e con un peso di circa Kg. 1,900 .

Fatta questa doverosa premessa e dopo il first ride test (qui il link : https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-kenevo-s-works-super-light/) , come per la Levo GEN3 , abbiamo proseguito a provare la Kenevo SL che proprio per le sue molteplici possibilità di settaggio delle quote geometriche e quant’ altro necessitava di test più approfonditi in ogni sua possibilità di setting . EccoVi l’ elenco dei setting da noi provati in ordine cronologico :

Carro in posizione High e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 63,9° (settaggio di serie)

Carro in posizione Low e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 63,5°

Ecco quindi cosa abbiamo rilevato in questa nostra prova  :

Estetica : forse la E-MTB che meno rassomiglia a una E-MTB ! E’ veramente difficile ad uno sguardo non approfondito capire che c’ è un motore tra i due pedali 🙂 La bicicletta è veramente bellissima e , per l’ uso a cui è destinata , anche molto leggera (Kg. 18,480.- con allestimento S-Works e pneumatici di serie tubelessizzati) . Ogni particolare e finitura che il mercato aveva segnalato come poco idoneo sul precedente modello è stato sistemato e migliorato in questa nuova versione SL !

Posizione di guida : è forse la prima volta che salendo su una Specialized incontro qualche perplessità sulla facilità ed immediatezza di guida … Sarà per il peso contenuto o per gli appoggi non regolati alla perfezione per me ma Vi assicuro che in condizioni di scarsa aderenza (terreno fradicio su roccia) ho incontrato non poche difficoltà a fare “velocità di gallegiamento” in una delle prime uscite . Devo però altresi confermarVi che una volta regolato il manubrio come piace a me e una volta settate al meglio le sospensioni questa sensazione , strana per una Specialized , è immediatamente scomparsa .

Sospensioni : ammortizzatore Fox X2 Factory e forcella Fox Float 38 Factory con cartuccia Grip2 , con corsa di 170 mm al posteriore e all’ anteriore . Due unità ammortizzanti molto valide che accoppiate al sistema FSR con sei punti d’ infulcro (di derivazione Demo, Enduro)  producono quello che forse oggi è da considerare uno dei più evoluti sistemi sospensivi per uso gravity . Infatti il carro posteriore passa letteralmente sopra a ogni cosa mantenendo sempre la ruota posteriore incollata al terreno e dando la sensazione di continua spinta in avanti quando incontra gli ostacoli o quando la si rilancia .

Salita scorrevole : con il motore 1.1 bisogna sicuramente spingere parecchio sui pedali se in compagnia di amici con motore pieno oppure ridurre la velocità e salire con più calma se comparata ad una E-MTB tradizionale . Comunque a parte le considerazioni sul motore l’ ottima sospensioni posteriore e le ruote da 29″ garantiscono trazione e velocità di percorrenza su terreni scorrevoli .

Salita tecnica : sicuramente la sospensione posteriore copia tutto mantenendo un’ ottima trazione , se dotati di gambe per far girare il motore sopra le 65 RPM salirete ovunque con discreta velocità . Se invece bisogna ripartire sullo stretto dovrete avere gamaba per spingere i 19Kg della bici perchè come detto il motore non spinge al di sotto delle 65 RPM . Insomma c’ è di meglio per salire su percorsi trialistici sia come geometria ma soprattutto come spinta del motore .

Single-track : il peso di soli 19Kg , il carro corto (442 in High) e l’ ottima resa della sospensione posteriore , che sembra quasi voler accellerare ad ogni uscita di curva , insieme alla geometria gravity fanno della Kenevo SL un’ arma velocissima e divertentissima anche se con ruote grosse da 29″ ! Sicuramente una delle migliori E-MTB usate su percorsi ondulati e/o discesistici con tante curve e rilanci . Si ha subito la sensazione di essere più veloci che con altri prodotti e sembra quasi di avere un qualche d’ uno che Ti spinge a correre di più 🙂

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : molto valida e veloce sia con il carro in posizione High che ancor di più in posizione Low : micidiale !

Discesa tecnica e stretta : il basso peso , l’ ottima forcella Fox 38 ne fanno un’ ottima E-MTB in mano a mani esperte e a condizione che si riesca a mantenere una discreta velocità di “galleggiamento” perchè se la velocità scende , anche complice un’ interasse abbastanza lungo , la bicicletta diventa un pò impacciata .

Frenata : i freni Sram Code SRC con rotore da 220 mm all’ anteriore (concessione alla moda del momento IMHO) e da 203 mm sono stati da noi immediatamente sostituiti con dei ben più performanti dischi BCA Y0d4 da 203 mm su ambedue le ruote . Il risultato è più che eccellente : con pastiglie originali i dischi BCA fanno fare il salto di qualità in ogni condizione e la frenata diviene eccelente anche se maltrattati a lungo e con temperature elevate . I freni Sram , tanto criticati dal mercato , ancora una volta ci hanno confermato che hanno solo bisogno di dischi e/o pastiglie migliori … Certo, c’ è di meglio sul mercato ma considerare i Code delle “emme” come sento dire spesso mi sembra realmente eccessivo 😉

Rigidità : da riferimento nel mondo delle E-Light MTB ! Penso di non avere mai provato una Light E-MTB con questa rigidità e conseguente prestazione .

Dotazione :  il montaggio è di altissimo livello fatta eccezione per i dischi freno come già detto . Trovate la dotazione della nuova Kenevo SL  al seguente link : https://www.specialized.com/it/it/s-works-turbo-kenevo-sl/p/199107?color=318020-199107  . Gruppo Sram XX1 AXS a 12 velocita , ruote con mozzi Roval / DT Swiss ben scorrevoli e cerchi in carbonio Roval SL , sospensioni Fox di cui abbiamo già ampiamente parlato , reggisella telescopico Sram Reverbe AXS , manubrio in carbonio e manopole Deity molto confortevoli . Insomma la solita dotazione d’ altissima gamma . A questo aggiungiamo la possibilità di montare il Range Extender (di serie sulla S-Works) da 160 Wh alla batteria interna da 320 Wh .

Finiture : è una S-Works realizzata con grandissima cura e attenzione . Magnifico il parafanghino posteriore e le protezioni sul carro . Il colore (verde metalizzato) è molto sobrio ma sicuramente affascinante e farà girare la testa a moltissimi Utenti .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è forse il più alto del mercato attuale ma se volete una Kenevo SL S-Works questo è attualmente il prezzo da pagare per avere un’ oggetto bellissimo e con prestazione discesistiche forse ancor migliori dell’ Enduro tradizionale grazie al miglior bilanciamento e all’ abbassamento del baricentro .

Note finali : come per la nuova Levo GEN3 le possibilità di personalizzazione della Kenevo SL sono veramente uniche sul mercato anche se la Kenevo SL , a differenza della Levo , sente meno il braccio di leva spostando il carrro in posizione Low probabilmente per una sospensione già molto efficiente di suo . In pratica la sospensione resta molto efficiente nelle due posizione con una corsa più lineare in posizione Low . La geometria con sterzo a 63.5° è per le mie necessità da preferire e non ho avuto nessuna necessità di aprirla ulteriormente . Sicuramente un prodotto di riferimento nel mondo delle E-Light MTB se si vuole una bicicletta gravity !

Se avesse anche un motore leggermente più potente sarebbe sicuramente la mia E-MTB preferita ma per adesso e per le mie necessità penso che dovrò aspettare ancora per qualche anno 🙂 Del resto l’ attesa per il prodotto migliore è anch’essa una goduria e parte del divertimento per noi appassionati di giocattoli nuovi !!!

Per chi è stata costruita ? Probabilmente , come dice il mio amico Enrico , per chi è poco allenato ed esce con enduristi tradizionali e non per chi è molto allenato e vuole uscire con degli amici con E-MTB normali 🙂 Oppure per chi vuole fare delle belle discese in solitaria salendo con l’ aiutino al suo passo . Condivido pienamente queste affermazioni !

E comunque ¡ pota, se l’è bèla, fija !

First ride Specialized Tarmac SL7 PRO

14 Giu 2021

First Ride Specialized Tarmac SL7 PRO con Sram Force Etap AXS 1x

di Fabio P. – Team Pro-M

Contenuti tecnici :

La Tarmac Pro Sram Force Etap AXS 1x raccoglie a mio parere un equilibrio fantastico tra contenuti tecnici , prezzo e funzionalità e permette di avvicinarci di parecchio al più famoso e blasonato allestimento S-Works .

Il cockpit utilizzato infatti è lo stesso della sorella maggiore , ottima l’ ergonomia del manubrio S-Works Aerofly II , funzionale in ognuna delle sue prese compresa la ormai ”proibita” sfinge .

Il telaio ha le stesse forme e geometrie della S-Works ma in allestimento con carbonio FACT10 r .

Le ruote utilizzate sono le Roval Rapid CL a profilo alto differenziato , ovviamente nella ormai consolidata versione a disco .

La trasmissione , uno dei punti chiave della prova , prevede una soluzione monocorona a 46 denti all’ anteriore ed un pacco pignoni a 12 velocità al posteriore in scala 10-36 denti .

Impressioni di guida :

La bicicletta oggetto della prova , in taglia 54 , prevede un utilizzo standard dell’ allestimento tecnico con la sola aggiunta di pedali e portaborraccia ; un altezza sella di circa 73 cm ed un attacco manubrio da 100mm montato nella configurazione più “bassa” .

La pressione dei pneumatici di serie S-Works Turbo 120 TPI 700X26 è di 8 bar .

Le prime impressioni di guida sono cadute immediatamente sull’ottima sensazione di fluidità e scorrevolezza ; si ha subito la percezione di una bici che scorre senza inutili attriti meccanici .

La capacità della Tarmac Pro di tradurre la propria spinta in velocità la ritengo molto alta ; si ha immediatamente l’ impressione di scaricare a terra ogni singolo watt registrato dal Power MeterSram montato di serie , senza inutili dispersioni .

Dopo i primi minuti di stupore , la mia attenzione cade su un utilizzo quasi giocoso del deragliatore posteriore , divertito dal fatto di avere una trasmissione monocorona ; comincio quindi ad assaggiare frequenze di pedalata e sensazioni muscolari nuove che da li a poco avrei sperimentato su uno dei miei soliti percorsi d’allenamento .

Un ‘altro punto chiave riguarda la guidabilità , nello specifico intendo la parte anteriore della bicicletta : troviamo infatti nella taglia 54 un angolo sterzo da 73° . Le prime impressioni sono di una bicicletta che “cade “ subito in piega quasi ad impostare la curva da sola , sensazione alla quale bisogna essere pronti forse non particolarmente apprezzata dai pedalatori meno sicuri in sella .

La Tarmac Pro , una volta lanciata dimostra la propria anima racing , dando però un ottimo smorzamento proprio all’altezza del bacino/appoggio sella ; in caso di buca infatti o di terreno rovinato le fastidiose vibrazioni provenienti dall’asfalto vengono egregiamente dissipate da tutto il sistema “rimbalzando” sopra le asperità .

Il connubio tra geometrie , materiali e soluzioni tecniche rende la bicicletta , a mio parere , un po’ sensibile al vento ; la sincerità di sterzo abbinata ad una Roval CL da 50mm da si sensazioni di estrema precisione ma rende un po’ nervosa la guida in caso di vento o di un semplice veicolo che ci sorpassi .

Altro punto importante da considerare diviene , a questo punto , la trasmissione monocorona sulla quale i tradizionalisti torceranno il naso .

Ho utilizzato per ora la Tarmac su percorsi non superiori ai 100km , affrontando salite con pendenze massime del 12% ,  arrivando a velocità sostenute nei tratti pianeggianti non superiori ai 50 km/h costanti .

Ritengo che con la corona da 46 denti ed un pacco pignoni 12v 10-36 denti , si abbia la possibilità di coprire parecchie tipologie di percorso , “sfumando” molto bene la cadenza di pedalata durante i cambi di velocità. Trovo questa soluzione estremamente essenziale e funzionale per i percorsi affrontati fino ad ora , non trovandomi mai in mancanza di rapporto .

Ritengo però che la soluzione in essere richieda una discreta preparazione atletica di base , portando forse il neofita a non poter sfruttare a pieno le proprie forze come con una ben più tradizionale soluzione  a doppia corona .

Conclusioni :

Stò utilizzando la Tarmac Pro da ormai una decina di uscite consecutive, ciò mi permette per ora di dare un’opinione positiva del prodotto . Compresa la sua guidabilità , diventa un punto di forza la sensibilità di guida che porta così il ciclista a minimizzare la conduzione della bicicletta accompagnandola in curva quasi con il solo spostamento del capo .

Sicuramente argomento di infinite discussioni sarà la trasmissione monocorona , vi posso garantire però che se non parliamo di situazioni limite di percorso , il suo utilizzo è veramente piacevole , intuitivo ed essenziale .

 

 

First ride Specialized Kenevo S-Works Super Light

24 Mag 2021

Specialized riempie un vuoto che ancora aveva nella gamma E-MTB : arriva anche la Kenevo Super Light . Quindi oggi chi vuole può scegliere tra le due E-MTB con motore “pieno” (4x) e le due E-MTB Super Light con motore piccolo (2x) : la gamma è ora completa . Nessuno sul mercato E-MTB può offrirVi una gamma così completa : è un dato di fatto, brava Specialized !

Ma veniamo subito al nostro first ride che, con una E-MTB complessa come la Kenevo Super Light, è stato effettuato in ben tre diverse uscite su dei trails che ben conosciamo (circa 100 Km con 3200 mt+ e ovviamente di discesa) anche per settare al meglio appoggi e sospensioni . Potrei riassumere il tutto con poche parole : due luci e qualche ombra 🙂

Prima uscita su un trail preparato e scorrevole con la bicicletta assemblata come esce dallo scatolone e l’ aggiunta di pedali, salsicciotti, dischi BCA e l’ immancabile HillBilly 29 x 2.3 all’ anteriore . Il Panda trail ormai lo conosciamo bene e sin dalla prima discesa la Kenevo SL ci permette subito un’ andatura veloce e sicura . Probabilmente è stata pensata per questo genere di discesa su terreno veloce, scorrevole e preparato con appoggi e droppetti dove praticamente fa tutto quasi da sola . Le sospensioni sono troppo morbide , il manubrio non è ancora nella posizione che piace a me, ma la Kenevo mi regala un’ uscita molto divertente e veloce . Il motore è piccolo e spinge quello che serve nei tre livelli d’ assistenza anche se l’ ho usato soprattutto in Turbo sulle tre risalite visto il poco tempo a disposizione e il percorso ad anello che potevo interrompere quando volevo . Sicuramente delle tre uscite quella più divertente e veloce : semaforo verde .

Seconda uscita in valle Brembana : la terza dell’ Avaro per di più fradicia di pioggia del giorno prima e della notte . Iniziano i problemi : sospensioni morbide inadatte ai gradini e alle roccie iniziali a velocità controllata dove lo spostamento di carico e troppo importante con queste tarature . Per di più si scivola parecchio (HillBilly santo subito) e viene a mancare la velocità necessaria in molti punti per un gallegiamento ottimale . Insomma sono più ombre che luci in queste condizioni a velocità controllata ma troppo bassa per godere appieno della bici . Gonfio un pochino forcella e ammo e la situazione sembra migliorare un pochino ma non trovo ancora il giusto feeling con la Kenevo : sono troppo arretrato adesso e tendo a far veleggiare l’ anteriore data la leggerezza dell’ insieme . L’ impressione è che la Kenevo voglia correre veloce ma non riesco a trovare il giusto posizionamento per prendere la necessaria confidenza di guida in sicurezza . Insomma uscita difficile e da metabolizzare per cambiare ancora gli appoggi e la taratura delle sospensioni .

Terza uscita : il giro del tagliere con terreno per lo più asciutto e su un percorso naturale che ben conosciamo . Giro lungo da quasi 40 Km con più di 1200 Mt+ . Il motore aiuta il giusto ma per certo bisogna salire a velocità più basse che con i motori 4x . In discesa il lavoro fatto sulla posizione del manubrio e sulle sospensioni inizia a dare buone sensazioni anche se non ho ancora trovato completamente il feeling con la bici ma siamo sulla buona strada : forse sono troppo stanco data la lunghezza del giro per entrare in sintonia con la Kenevo ma devo dire che mi sono proprio divertito anche se alla fine il motore piccolo l’ ho sentito nelle gambe 🙂

Per queste prime uscite , fatte con i settaggi dell’ angolo di sterzo e del carro come esce dalla scatola (sterzo a 63,9° e carro da 442 mm in posizione High ) , direi che la Kenevo mi ha dato un’ impressione di grande leggerezza e manovrabilità a condizione che ci si muova su trail scorrevoli a buona velocità . Su percorsi molto tecnici e lenti ovviamente il gioco si fa più complicato anche se la leggerezza dell’ insieme è sempre ben percepibile ma la Kenevo sembra voler dire che ha sempre bisogno di correre il più velocemente possibile . Il potenziale sembra essere molto alto e giocoso data la percezione di leggerezza dell’ insieme anche se ci riserviamo di provare setting – soprattutto del carro – diversi . Insomma oserei dire che la Kenevo è una E-Bike che trasmette una sensazione di leggerezza e velocità da purosangue di razza e che forse è ancora più piantata a terra della sorellina Enduro tradizionale .

La nuova sospensione posteriore a 6 punti d’ infulcro è sempre ben attaccata al terreno in ogni condizione e si inibisce veramente molto poco in frenata : una delle migliori sospensioni per utilizzo gravity mai provate al primo impatto . Inoltre Specialized in questa versione della Kenevo è tornata ad usure le due ruote da 29″ , in cui ha sempre creduto , abbandonando fortunatamente la moda commerciale del momento 🙂  Il motore è il “solito” SL con 240 W e 35 Nm molto efficiente (48 v) e leggero anche se ovviamente la spinta non è quella di un motore pieno come già detto . La batteria da 320 WH e il range extender da 160 Wh e 1 solo chilogrammo di peso rendono il sistema comunque molto versatile e con un’ autonomia pressochè infinita dato che in teoria è possibile e anche molto facile inserire altri due range extender in uno zaino o in un marsupio portanto così il wattaggio totale a ben 800 Wh (320+160+160+160) !!!

Per finire devo anche dire che a detta di tutti coloro che l’ hanno potuta ammirare dal vivo è anche molto bella e ben fatta !!! Pota 🙂

 

 

Prova Specialized nuova Levo S-Works GEN3

27 Apr 2021

Nuova Levo GEN3 o 2022 come molti la chiamano : un concentrato di tecnologia e innovazioni che la pongono ai vertici del mercato attuale . Probabilmente la E-MTB più desiderata dagli Italiani in questo momento di particolare euforia per il settore .

Dopo il first ride test (qui il link : https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-levo-s-works-3gen-un-amore-tribolato/ ) non abbiamo assolutamente smesso di provare la nuova Levo proprio perchè la E-MTB in questione necessitava di tempo e chilometri per poter considerare tutte le possibilità di setting e varianti possibile . Abbiamo quindi nel tempo provveduto a testare la Levo in 4 setting diversi (dei 6 disponibili) e Vi assicuriamo che ognuno di essi ha caratteristiche diverse di comportamento della E-MTB che sono facilmente avvertibili . EccoVi l’ elenco dei setting da noi provati in ordine cronologico :

Carro in posizione High e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64,5° (settaggio di serie)

Carro in posizione High e calotta sterzo +1° per un angolo sterzo di 63,5°

Carro in posizione Low e calotta sterzo +1° per un angolo sterzo di 63°

Carro in posizione Low e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64°

Passiamo alle valutazioni della E-MTB punto per punto come segue :

Estetica : molto bella e costruita molto bene . Se prima la Levo SL era probabilmente la più bella del mercato oggi con questa nuova Levo – considerando anche i maggiori ingombri del motore e della batteria – è molto difficile fare una scelta definitiva su quale sia la più bella . Comunque sia la nuova Levo è sicuramente bellissima e non passerà inosservata ai più .

Posizione di guida : come su tutte le Specialized, ci si sente subito a proprio agio sulla nuova Levo . Anche in questo caso il posizionamente dei comandi cambio che purtroppo sono accoppiati alle leve del freno Magura MT7 tramite un match maker non permette regolazione alcuna . Quindi per l’ ennesima volta abbiamo dovuto optare per l’ eliminazione del supporto match maker lato cambio e abbiamo messo un braccialetto separato per poter ovviare al problema del posizionamento del comando AXS .

Sospensioni : ammortizzatore Fox X2 Factory e forcella Fox Float 38 Factory con cartuccia Grip2 , con corsa di 150 mm al posteriore e 160 mm all’ anteriore . Due ottime unità ammortizzanti accoppiate al sistema FSR che in questa versione del telaio Levo sono molto sensibili alle scelte dall’ Utente in fatto di lunghezza carro e angoli . Soprattutto per quanto riguarda l’ ammortizzatore che , cambiando ovviamente la leva , risulta sicuramente molto più plush nel setting con carro Low poichè la curva di progressione cambia parecchio nella prima parte dell’ escursione .  Quindi avremo un ammortizzare / carro più controllato in posizione High per un uso più pedalato e molto più morbido nella posizione Low per un uso più discesistico .

Salita scorrevole : il motore Specialized 2.2 , costruito sempre da Brose per Specialized , è più o meno sempre lo stesso usato sulle versioni 2019 /2020 anche se molto migliorato in termini di affidabilità . Ho letto su qualche magazine di un motore silenziosissimo ma all’ atto pratico devo dire che – IMHO – la rumurosità , pur essendo minore che nei motori concorrenti , è pari al vecchio 2.1 : insomma dovete scordarVi la silenziosità dei vecchi motori 1.2 / 1.3 . I parametri d’ assistenza impostati di default sono molto alti e grazie anche allo Shuttle Mode permettono prestazioni ancora al vertice del mercato anche se abbiamo notato un sensibile aumento dei consumi con questo setting . Con lo Shuttle Mode impostato al 100% salirete comunque a velocità sconosciute ad altri come succedeva anche in passato anche se il divario si è molto affievolito .

Salita tecnica : sicuramente un motore e una sospensione posteriore che permettono di salire come poche altre anche se personalmente ritengo che l’ adozione della ruota da 27,5″ al posteriore non permetta una trazione pari alla vecchia Levo con le due ruote da 29″. Avete capito che per il mio modo di guidare le ruote mullet sono più uno svantaggio che un vantaggio dato che non trovo nemmeno un aumento così marcato nella maneggiovelezza della E-MTB …

Single-track : il peso importante (oltre 23 Kg con i pedali e la gomma anteriore Grid gravity con salsicciotti su ambedue le ruote) non la rende un riferimento assoluto in queste situazioni ma comunque si comporta sempre e comunque molto bene .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : nessun problema soprattutto con il carro in posizione Low : molto rigida e precisa e concede anche molta confidenza .

Discesa tecnica e stretta : il peso non da record e l’ interasse abbastanza lungo non conferiscono alla Levo il primato in queste condizioni anche se l’ ottimo lavoro delle sospensioni e il carro corto – se in posizione High solo 441 mm – permettono alla stessa di comportarsi molto bene . Purtroppo ancora troppo basso il movimento centrale , se in posizione Low , con conseguente facilità di urtare il para motore e/o le pedivelle in molte occasioni .

Frenata : IMHO i freni Magura MT7 con rotori da 203 mm della serie Storm hanno potenza frenante e ergonomia che non soddisfano per nulla le mie esigenze su un prodotto come la Levo . Inoltre personalmente trovo le leve troppo squadrate e quindi fastidiose da usare . Sinceramente esistono impianti frenanti meglio costruiti e soprattutto con più potenza frenante . Basta però sostituire i dischi freno con prodotti più performanti per avere una frenata perlomeno accettabile …

Rigidità : molto migliorata al confronto con la precedente Levo e quindi al vertice della categoria per quanto riguarda le E-MTB da noi provate con questa tipologia di carro .

Dotazione :  il montaggio è sicuramente il massimo che un Utente possa aspettarsi da una trail bike come questa con l’ unica eccezione dei freni come già detto sopra . Trovate la dotazione della nuova Levo al seguente link : https://www.specialized.com/it/it/s-works-turbo-levo/p/188259?color=317292-188259&searchText=95221-0802 . Gruppo Sram XX1 AXS a 12 velocita , ruote con mozzi Roval / DT Swiss ben scorrevoli e cerchi in carbonio Roval SL , sospensioni Fox di cui abbiamo già ampiamente parlato , reggisella telescopico Sram Reverbe AXS , manubrio in carbonio e manopole Deity molto confortevoli . Ottima anche la gomma posteriore Eliminator Grid Trail da 2.6″ .

Finiture : una S-Works è sempre una certezza e in questo caso i tecnici di Specialized hanno posto grandi attenzioni alla realizzazione di tutti i particolari sfruttando le richieste del mercato in questi anni . Ecco quindi apparire le giuste protezioni di carro e telaio, il nuovo sensore velocità posizionato in modo ancor più riparato, il nuovo cavo batteria / motore con spina Rosenberg che è stato reso più impermeabile (ora è dichiarato come IP68) e che prevede uno sportellino di chiusura e protezione .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è uno dei più alti del mercato attuale ma come ben sapete non si può acquistare un Royal Oak (chi non sa di cosa stiamo parlando può sempre usare Google) pretendendo di pagarlo come uno Swatch se ci dovessimo paragonare al mercato degli orologi 🙂

Note finali : posso affermare che in fatto di possibilità di personalizzazione della E-MTB sia attualmente il vero benchmark del mercato poichè la Levo reagisce a ogni variazione del setting in maniera evidente ! Non ho avuto la voglia e il tempo per provare i due setting chiusi (65° e 65,5°) dato che per le mie caratteristiche e necessità d’ utilizzo già il setting iniziale con sterzo a 64,5° era poco comprensibile se non per un uso molto rilassato della Levo stessa . Per certo è uno dei prodotti di riferimento da considerare assolutamente anche in fatto di motore, estetica e finiture. Come ho già scritto nella prima prova non è il riferimento assoluto del mercato E-MTB – come hanno scritto in molti – perchè ritengo che non esista un prodotto in assoluto migliore di tutti gli altri per ogni uso e per tutto il pubblico del mondo dato che ognuno di noi ha sensibilità e caratteristiche di guida ben diverse da altri .

Per finire è ovvio che non tutto il pubblico potrà da subito comprendere le quasi infinite possibilità di regolazione del telaio, del carro e del motore ma fateVi consigliare dal Vostro Rivenditore e scegliete con Lui in base alle Vostre reali necessità e tipo di riding il setting migliore per Voi e inziate a godere della nuova Levo senza remore o problemi . Se poi ne avrete voglia e tempo , con il passare del tempo , potrete affinare sempre di più il Vostro setting sino a che avrete una E-MTB “su misura” per Voi . Ricordate che oggi questa è una caratteristica esclusiva della Levo su tutto il mercato E-MTB mondiale !!!

P.S. : qual’ è il nostro setting telaio e carro preferito ?

Probabilmente l’ ultimo provato : carro in posizione Low e calotta sterzo a 0 per un angolo sterzo di 64° . Ma mi piacerebbe molto avere una calotta + o –  0,5° perchè penso che con un angolo sterzo 63,5° e carro in posizione Low si potrebbe raggiungere la perfezione … Inoltre l’ ultima prova che mi piacerebbe proprio fare è quella di montare una ruota da 29″ al posteriore ma bisognerà verificare se ciò è realmente possibile 😉

First ride Specialized Levo S-Works 3Gen : un amore tribolato

05 Apr 2021

23 Marzo 2021 , Specialized presenta la nuova Levo – giunta alla 3 generazione – e Mike Kazimer del web-magazine Pinkbike scrive :

“… that actual performance of the bike puts it above any other eMTB I’ve ridden. The adjustable geometry, quiet motor, smooth power delivery, and a battery that lasts an incredibly long time put the Levo at the front of the pack in this category…”

Dopo aver letto questo giudizio di Mike che considero un ottimo rider e un tester affidabile la mia voglia di mettere le mani sulla nuova Levo aumenta a dismisura ! Chi mi conosce sa bene che non sono più un agonista ne tanto meno un rider di livello eccelso, non faccio i Kom dato che non uso nemmeno Strava e non sono così veloce, ho parecchi acciacchi fisici ma ho la fortuna di poter testare moltissime MTB / e-MTB e prodotti inerenti alla MTB che è oggi la mia passione primaria . Diciamo che sono un biker mediocre e tutto quanto sopra, unito alle molte ore che ormai passo in sella, mi permette normalmente di avere opinioni sui prodotti che si adattano molto spesso al 90 / 95 % degli Utenti sul mercato dato che di fenomeni veri o di racer da mondiale in giro ne vedo e ne trovo ben pochi 🙂

Finalmente il 31 Marzo riesco a mettere le mani sulla nuova S-Works in taglia S3 : è bellissima nella sua livrea da simpatizzante dell’ Atalanta, del resto sono ormai Bergamasco al 50% ! Nessuna modifica alla bicicletta di serie (quindi angolo sterzo a 64.5° e carro in posizione High) se non il mettere gli immancabili salsicciotti negli pneumatici rigorosamente di serie : Butcher T9 Grid Trail 29″ x 2.6 anteriore e Eliminator T7 Grid Trail al posteriore da 27,5″ x 2.6 . Non mi dilungherò sulle altre caratteristiche e montaggio che se volete potete consultare qui .

Il 1 Aprile eccomi quindi alla mia prima uscita con la nuova S-Works su un sentiero, mai percorso, in stile Bergamasco con molti gradini e roccia piantata molto fisico e parecchio guidato : la sensazione è di avere una e-MTB discretamente bilanciata e unità ammortizzanti che alla prima uscita già lavorano abbastanza bene ma con un motore che con i settaggi di serie (35/35 – 35/100 – 100/100) spinge all’ incirca come altre unità concorrenti ma consuma parecchio di più anche perchè io uso sempre lo Shuttle Mode al 100% dati gli innegabili vantaggi dello stesso . Uscita quindi interlocutoria che non mi ha fatto gridare al miracolo : bisognerà lavorare un pochino sui settaggi motore e sulle tarature di forcella e ammortizzatore mentre sin da subito la mia antipatia verso i freni Magura MT7 è confermata alla grande anche perchè accoppiati a dei dischi veramente economici e con scarsa performance .

2 Aprile : seconda uscita su dei sentieri che conosco a memoria ma con un fondo quasi sabbioso data la siccità del periodo e quindi con grip difficile da trovare sopratutto per il Butcher all’ anteriore che su questo tipo di fondo mi sembra ingestibile : l’ anteriore scivola continuamente, nonostante la pressione a 0,9, e mi sembra di guidare sulle uova ! Scambio la S-Works con un compagno di uscita ma dopo poche centinaia di metri anche Lui mi conferma che trova la Levo poco guidabile e sicura : allora non sono il solo ad avere difficoltà in quelle condizioni ! Torno in officina e, avendo dato la colpa di tutte le mie difficoltà di non sentire l’ anteriore al Butcher, sostituisco lo stesso con il versatile e preferibile Specialized Hillbilly T9 Grid Gravity da 2.3 che conosco come una delle migliori gomme anteriori da me provate . Colgo anche l’ occasione per regolare al meglio gli appoggi e tento di migliorare il punto di attacco e la corsa dei freni e riduco i livelli di assistenza del motore per trovare un compromesso migliore tra spinta e consumi . Inoltre ricontrollo tutti i settaggi dell’ ammortizzatore posteriore in base alle mie esigenze .

3 Aprile : terza uscita su un’ altro sentiero Bergamasco da me ben conosciuto con sassi smossi e foglia presente in ogni dove nel bosco . La sensazione di difficoltà a controllare l’ anteriore è ancora presente ma l’ Hillbilly fa il suo dovere e non scivola come il Butcher però ho la sensazione che lo sterzo mi prenda sotto a basse velocità e non mi sento per nulla a mio agio … Passo la S-Works ad un altro amico ben più giovane e veloce di me e anche Lui mi conferma che non trova il feeling e non si sente a suo agio : forse non è un caso . Imputo la difficoltà di conduzione e lo scarso feeling con l’ anteriore all’ angolo di sterzo e quindi tornato in officina in poco meno di 10 minuti sostituisco la calotta dello sterzo aprendo lo stesso di 1° portandolo quindi a 63.5° . Riduco ancora una volta il valore delle assistenze ECO e TRAIL cercando sempre un migliore compromesso tra spinta e consumi .

4 Aprile : la risurrezione !!! Mi reco nella zona dove due giorni fa ho avuto le difficoltà più grandi e mi riprometto di fare sentieri diversi ma anche di percorrere anche alcuni dei sentieri dove avevo avuto sensazioni di insicurezza maggiore nella conduzione . Il miracolo si avvera : la Levo è diventata molto più sicura e stabile e l’ anteriore è una certezza ! Guido con buona velocità e tanto divertimento e finalmente il mio amore per la Levo è ora vicino alla sua completezza : non è solo bellissima !!!

Considerazioni finali su questo “first ride” che potrei definire “four ride” visto che in totale ho percorso circa 140 Km con più di 4500 Mt+ e quindi anche di discesa sui più svariati tipi di terreno con la “bimba” :

  • La Levo è bellissima, ben rifinita e gli ingegneri di Specialized hanno realizzato un prodotto ben curato e ben fatto seguendo tutte le indicazioni ricevute dal mercato . Il nuovo cavo motore quasi waterproof è protetto ora anche da uno sportellino esterno, le nuove protezioni sul carro e sul telaio, il nuovo posizionamente del sensore di velocità e la nuova TCU Master Mind sono li a dimostrare che il prodotto è stato non solo completamente rinnovato – l’ unica cosa uguale alla vecchia Levo e la batteria da 700 Wh – ma anche curato ed ingegnerizzato come nessun altro sul mercato ! E’ sicuramente migliore della vecchia edizione proprio perchè permette di cucirsela addosso in base alle proprie caratteristiche di guida e/o necessità con pochi e semplici aggiustamenti delle geometrie della Levo stessa .
  • La scelta delle ruote mullet – IMHO – è una scelta dettata più dalle mode del mercato che da una reale utilità dato che i vantaggi (presunta maggior maneggevolezza) sono per me inferiori alla perdita di trazione che una ruota piccola al posteriore inevitabilmente avrà in confronto ad una ruota più grossa . Devo però riconoscere che l’ ottimo lavoro del carro rende la perdita di aderenza in salita molto meno percepibile che in altre realizzazioni con ruote mullet da noi provate . Se poi volete maggior maneggevolezza a tutti i costi le due ruote da 27,5″ sono sicuramente e senza dubbio di smentita la soluzione definitiva anche se ormai non sono più di moda 🙂
  • Il motore denominato 2.2 non ha più tutto il vantaggio che aveva un anno fa sulle unità concorrenti ma mantiene comunque prestazioni di altissimo livello e grazie allo Shuttle Mode permette di fare molta strada velocemente e con minor sforzo al prezzo di consumi che mi sembrano leggermente aumentati . Per quanto riguarda la rumorosità lo considero pari al 2.1 ma comunque ben inferiore alla concorrenza anche se Vi potete scordare ancora una volta la silenziosità del vecchio 1.3 .
  • Il peso della Levo è aumentato ma risulta ben bilanciato e la maggiore rigidità dell’ insieme è facilmente percepibile in confronto alla vecchia Levo . Certo avrei preferito un peso inferiore ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca 🙂
  • La Levo come esce dalla scatola non soddisfa il mio stile di guida ma devo dire che in pochi minuti è facile variare completamente la sua indole facendola passare da un mezzo per tutti e per lunghe passeggiate in montagna a un mezzo quasi discesistico e di questo dobbiamo ringraziare ancora una volta gli ingegneri di Specialized che ci permettono di avere biciclette ben diverse con delle semplici regolazioni : giuro che non dubiterò mai più di Voi 🙂
  • Tralascio i commenti sul prezzo e dico semplicemente che nessuno obbliga nessuno a comprarla ma se volete un prodotto di riferimento la Levo è tra quelle da dover considerare .

Ho ancora moltissimo lavoro e prove da compiere dati gli innumerevoli settaggi permessi su questo prodotto ma sin d’ ora posso dire che la nuova Levo sarà comunque per tutti i diversi stili di guida uno dei benchmark (e non il benchmark assoluto dato che secondo me in ambito biciclette il meglio in ogni situazione non esiste) presenti attualmente sul mercato . Ci risentiamo quando avremo finito di provare tutte le varianti possibili e quando pubblicheremo una prova definitiva fatta da chi guida come tutti gli altri rider del mercato e per questo magari più vicino alla realtà del mercato 😉

Per adesso buone pedalate e buon divertimento a tutti, stay tuned !!!

Gomme anteriori : Michelin DH22 VS Specialized Hillbilly Grid Gravity T9

29 Mar 2021

Gomme anteriori : Michelin DH22 VS Specialized Hillbilly Grid Gravity T9 🙃 🎲 🎯

Non amo le comparative ma per queste due gomme anteriori che considero il benchmark del mercato odierno farò un’ eccezione per far comprendere meglio le differenze tra i due prodotti che hanno utilizzo e valenze diverse 😉
Grip : DH22 : 10 – Hillbilly : 8
Grip su terreni bagnati : DH22 : 7 – Hillbilly : 10
Fango : DH22 : 6 – Hillbilly : 9
Scorrevolezza : DH22 : 4 – Hillbilly : 8
Time attac : DH22 : 10 – Hillbilly : 7
Durata : DH22 : 7 – Hillbilly : 8
Precisione di guida : DH22 : 10 – Hillbilly : 7
Resistenza ai tagli : DH22 : 10 – Hillbilly : 6
Confort (risposta elastica) : DH22 : 5 – Hillbilly 8
Totale : DH22 : 69 – Hillbilly : 71

Come potete ben vedere il punteggio è molto simile ma le due gomme sono ben diverse !
Se cercate prestazione assoluta (sull’ asciutto) e precisione di guida la DH22 è sicuramente da preferire a fronte di un maggior impegno fisico ma state certi che se cercate il tempo il DH22 è la gomma anteriore per Voi !!!

Se invece cercate una gomma molto performante a tutto tondo (anche sul bagnato dato che è una gomma intermedia) e più confortevole la Hillbilly vince a mani basse 😉

Spero che le nostre considerazioni siano utili per una scelta tra due gomme che io personalmente considero tra i riferimenti assoluti per l’ anteriore 🥰

Santa Cruz Heckler 2021 e light E-MTB : riflessioni personali

20 Mar 2021

Dopo lunghissima attesa – anche Santa Cruz ha problemi di consegna per alcuni modelli in questo strano periodo per il mondo intero – finalmente ho potuto ri-provare la Heckler 2021 che altro non è che una Heckler 2020 con il nuovo motore Shimano EP8 . Avevamo già provato in lungo e in largo la Heckler precedente con grandissima soddisfazione (potete leggere la prova qui : https://www.pro-m.com/equilibrio-forma-prova-della-santa-cruz-heckler-cc-xo1/) e quindi non ci è voluto molto per capire che tutto il buono è stato confermato con l’ aggiunta di un motore ben più performante ed efficiente .

Ora visto che io sono un rivoluzionario e dico sempre e solo la verità nel tempo dell’ inganno totale lasciatemi esprimere alcune mie personalissime opinioni su questa E-MTB e sulle E-Light MTB in generale . Sono semplicemente, come detto, riflessioni mie e quindi fatene l’ uso che volete dato che non sono, e mai pretenderei di esserlo, il depositario di nessuna verità ma semplicemente un appassionato che prova moltissime biciclette MTB e tenta di trarre dalle proprie esperienze dei dati il più oggettivi possibile seguendo una logica poco influenzabile da mode e/o colori delle biciclette stesse .

La mia attuale Heckler 2021 con forcella Fox 38, pneumatici gravity, salsicciotti e quant’ altro pesa circa 21 Kg. (Kg. 20,980 per la precisione) e la ritengo adatta ad un uso sia gravity che escursionistico. Ora, tralasciando le E-Light MTB da XC che sono un prodotto per uso completamente diverso, direi che sono pochissimi chilogrammi di differenza in più dalle E-Light MTB presenti sul mercato che alla fine sono solo 3 modelli e che pesano dai 17,5 ai 20 Kg. reali . Se poi dovessi montare sulla Heckler la Fox 36 originale, gomme più leggere per uso Trail senza i salsicciotti in versione tubeless la differenza reale di peso si ridurrebbe a 1 o 2 chilogrammi ma con un motore “pieno” da 85 Nm e con una batteria da 504 Wh ben più capiente delle batteria da 250, 320 o 360 Wh di quelle che vengono montato sulle E-Light MTB !!! Inoltre teniamo ben presente che il nuovo motore Shimano EP8 è completamente personalizzabile e già con il profilo 2 di serie (quello risparmioso) ho potuto constatare di persona che i 2000 Mt+ con 40/45 Km sono facilmente raggiungibili usando ECO, TRAIL e anche un po’ di TURBO nelle rampe più ripide !!!

Tornando al tempo dell’ inganno globale direi che chi ha un poco di attenzione al mercato e al reale utilizzo della E-MTB dovrebbe facilmente comprendere che la vera E-Light MTB del mercato oggi potrebbe essere proprio questa Heckler che permette un utilizzo veramente a 360° che spazia dall’ escursionismo all’ Enduro . In pratica vorrei dirVi di non farVi attirare dalle chimere del mercato o da roboanti promesse di prestazioni ed efficienza che non sono proprio corrispondenti alla realtà ma di considerare la E-MTB che state valutando in base alle Vostre reali necessità e non a fantomatici numeri promessi dai cataloghi che molto spesso non corrispondono alla realtà delle cose .

Certo se doveste pensare ad un uso esclusivamente escursionistico della E-MTB una Levo SL ha minor peso e maggiore efficienza (che si traducono in molti più chilometri) ma su sentieri Enduro paghereste minori prestazioni dovute a geometrie meno spinte e ad un equipaggiamento meno gravity oriented . In ogni caso con questa Heckler non sareste poi così lontani – anche se non potreste mai arrivare a pareggiare le percorrenze possibili della SL – con tarature motore e sospensioni più confacenti all’ uso escursionistico 🙂

Per finire il consiglio generale è di non comprare una E-MTB solo per il colore del telaio o la batteria ma di farVi consigliare al meglio da chi ha l’ opportunità di provare molti prodotti o di provarli Voi stessi e scegliere la E-MTB solo in base allle Vostre reali esigenze e tipologia di utilizzo .

Good riding and enjoy !!!

 

Prova Cannondale Moterra NEO Carbon 1

26 Feb 2021

A più di un anno dalla sua presentazione sul mercato abbiamo deciso di provare per bene la Moterra nella sua versione più prestigiosa : la NEO Carbon 1 . Per la prima volta da quando esiste il nostro blog questa prova è scritta a 4 mani nel senso che sia io che Ezio “Freakrider” Baggioli abbiamo usato per svariate centinaia di chilometri la E-MTB oggetto della nostra prova . Personalmente posso dire che la trovo una bicicletta adatta a chiunque e destinata ad un uso a 360° con vocazione più trail – all mountain che gravity .

Ma eccoVi le impressioni del Freak come segue :

 

Estetica : non mi posso esimere dal sottolineare che il design sia volutamente minimale, esaltato dalla verniciatura grigio Mercury / Nero lucido e dal Marchio quasi dimenticato in prossimità della serie sterzo. La difficoltà nel disegno industriale è dare un tocco di unicità al prodotto giocando soprattutto sui colori e sulle grafiche: vista la lunga militanza del marchio nell’ universo del ciclismo (Joe Montgomery la fondò nel 1971) sicuramente avrebbe meritato un vestito più accattivante anche giocando sui retaggi di un passato glorioso e non dimenticato. Sull’esemplare in prova si è provveduto a giocare graficamente destrutturando il marchio PRO-M sul triangolo principale dando un lampo di visibilità. A mio avviso necessita una rivisitazione estetica che metta in risalto la costruzione ed il disegno del telaio di fatto ben raccordato. La definirei una linea puritana ed austera che bada all’essenziale, del resto quando siete in sella gli occhi li tenete aperti sul sentiero …

Posizione di guida : dal punto di vista ergonomico e di appoggi, fatte le regolazioni del caso, la seduta è corretta. Adattarsi alla posizione della Moterra Neo 1 è immediato:  la bicicletta risulta piacevole nei controlli con tutti i comandi a portata di pollice: quello che non gradisco, ma è un mio modo di intendere il gironzolare in bicicletta, è il sistema Kiox di Bosch . Preferisco di gran lunga il Purion: si posiziona meglio vicino alla leva sinistra del freno e offre le informazioni necessarie e sufficienti per la gestione della bicicletta. La lettura del display del Kiox risulta essere non immediata causa le dimensioni della grafica e il posizionamento sul tappo della serie sterzo non migliora questo aspetto. L’azionamento delle assistenze con i guanto invernali risulta delle volte non immediato e per questo lo trovo fastidioso . Il manubrio da 780 mm è perfetto per l’utilizzo al quale la Moterra è destinata, il mondo All mountain . Sui componenti Fabric nulla da recriminare. Sono ben realizzati, le manopole offrono una presa sincera ed il reggisella telescopico fa il suo lavoro senza problemi di sorta .

Sospensioni : forcella Rock Shox Zeb Ultimate, Charger 2.1 RC2, 160mm, DebonAir, 15×110, 51mm offset ed ammortizzatore RockShox Deluxe Select+ RT, DebonAir sono le scelte di Cannondale per il suo top di gamma per quanto riguarda le sospensioni . La forcella con steli da 38 mm si rivela immediatamente un ottimo prodotto che non ha timori reverenziali nei confronti della concorrenza . Sempre in un ottica di puro piacere estetico anch’essa non brilla per vivacità, fattore non invalidante visto che si comporta benissimo in ogni situazione, esaltando la guida . I registri di ritorno e compressioni sono sensibili al punto giusto in modo che anche il biker non particolarmente avvezzo alle tarature delle sospensioni possa essere in grado di trovare il giusto assetto . L’ammortizzatore posteriore è decisamente pigro per cui necessita un sag accentuato circa il 40% per come sono vezzo a guidare, al fine di fare lavorare il carro a quattro punti di snodo con giunto Horst che sposa al meglio la sua destinazione d’uso, rendendo sicura la guida del mezzo in tutte le situazioni, anche le più estreme che durante la prova non mi sono fatto mancare (altrimenti che prova sarebbe?) .

Salita scorrevole : il motore Bosch CX Gen 4 con l’ ultimo aggiornamento del firmware è una unità motrice sincera ed affidabile: pochi fronzoli e tanta sostanza . Assiste molto bene in salita usando le assistenze Trail o E-MTB (io non uso il Turbo poiché non sento la necessità di utilizzarlo: E-MTB offre un ampio spettro di utilizzo grazie alla sua progressione tanto che si potrebbe utilizzare solo questa modalità  ed il cambio ben spaziato che fa il resto) , senza per questo essere mai molto assetato di corrente . Un buon compromesso di affidabilità e schiena che pur non raggiungendo i picchi di potenza di altre unità motrici ci permette uscite di una sessantina di Km con circa 2000 Mt+ grazie anche alla batteria da 625 Wh. Qui siamo di fronte al top di gamma , quindi il peso intorno ai 23 kg della Moterra Neo 1 è di aiuto nei consumi, considerando il fatto che io sono alto quasi un metro e novanta e peso intorno ai 90 kg in assetto di marcia . La pigrizia dell’ammortizzatore fa si che la sospensione sia molto stabile e la percorrenza in questo frangente ne guadagna nonostante il peso e la scarsa scorrevolezza della gomma posteriore .

Salita tecnica : come già detto il periodo invernale non presenta situazioni facili e per non farmi mancare nulla sono andato a cercarmele . Un fattore determinante è la maneggevolezza che unita alle ruote da 29” dotate di inserti , permette una gestione corretta della Moterra in presenza di terreni scivolosi e / o innevati: si sale con discreta facilità e se avete un poco di tecnica trialistica arriverete là dove altri si debbono fermare . Lo scavalcamento di ostacoli e gradini e garantito a patto di gestire bene il proprio peso sulla sospensione posteriore , tenendola sempre attiva . La trazione spesso viene meno a causa della scelta del pneumatico posteriore di primo montaggio: la Schwalbe Eddy Current non agevola per nulla il lavoro della sospensione , nonostante sia sceso a pressioni degne di una moto da trial non offre un grip adeguato ed in presenza di fango tende a riempirsi senza scaricare  liberando i tasselli , inficiando l’azione .

Single-track : questo è il suo terreno di riferimento. Io la definisco una Trail bike a corsa lunga e in questo ambito trova terreno facile a patto che la si conduca senza calcare la mano. Necessita una guida leggiadra che esalti la sua maneggevolezza , in tal modo vi troverete a percorrere linee rotonde e ben disegnate . I rilanci sono immediati data la sua indole e la forcella vi farà passare oltre ogni asperità con un avantreno giocoso che vi affaticherà poco. Una gestione del percorso quasi da guida autonoma di seconda generazione , giusto per stare in ambito di mobilità elettrica .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : ritorno al concetto espresso qui sopra. Non è una bici gravity , quindi dovete apprezzarla per come vi permette di gestire facilmente i tratti in discesa: si comporta sempre molto sinceramente e grazie all’escursione generosa legata alle ruotone da 29” vi darà molta sicurezza . Anteriore saldo e preciso vi consentirà di togliervi delle soddisfazioni nella percorrenza di curva , gestendo la scarsa presa del pneumatico posteriore … Vi sentirete come un provetto pilota di speedway .

Discesa tecnica e stretta : facile girare questa E-MTB date le quote geometriche , il peso non elevato aiuta nei tratti dove la discesa si fa più rotta e la tecnica sale in cattedra . Nei tratti lenti dove bisogna essere un poco più riflessivi nell’affrontare gli ostacoli , la Moterra si dimostra un fedele cane guida . Ho apprezzato la reattività dimostrata negli inserimenti durante i cambi di direzione trialistici grazie anche al buon bilanciamento generale . Necessita una guida meditativa , qui si va di fioretto non di sciabola , Toni Bou docet.

Frenata : Magura MT7 4-piston hydraulic disc , dischi Magura MDR-P 220/203mm , devo dire che mi hanno fatto ricredere sui prodotti del Marchio Tedesco . Al di là della mia antipatia per le leve in termoplastica ed all’ergonomia indicata per chi ha mani di dimensioni L/XL ( come le mie…) non hanno mai mostrato segni di affaticamento , sono ben modulabili , con ottima potenza frenante: svolgono il lavoro a loro assegnato senza problemi o affaticamenti . Unica nota da segnalare che durante un uscita di 5 ore sotto una pioggia che ricordava il diluvio universale , non erano prontissimi nella risposta . Ritengo sia una condizione nella quale non vi troverete spesso , quindi se amate girare in condizioni limite potrete sempre optare per mescole adeguate , pastiglie più morbide per esempioche farebbero sparire quasi del tutto il fastidioso ritardo di risposta che tanto mette nel panico , in presenza di acqua o neve .

Rigidità : adeguata per il segmento di riferimento . Triangolo anteriore ineccepibile , carro in alluminio ben strutturato considerato il fatto che è un quattro punti di infulcro , non possiamo pretendere rigidità deputate ad altri sistemi sospensivi . La forcella aiuta molto nel dare rigidità all’insieme considerato l’ottimo lavoro che svolge .

Dotazione :  trovate la scheda tecnica qui  https://www.cannondale.com/it-it/bikes/electric/e-mountain/moterra-neo/moterra-neo-carbon-1?sku=c65101m10sm . La dotazione è adeguata al tipo di prodotto e il prezzo allineato ai concorrenti: SRAM XX1-Eagle Rainbow , 10-52, 12V, SRAM X01 Eagle deragliatore , manettino SRAM GX Eagle single click , 12V per quanto riguarda la trasmissione , Magura MT7 4-piston hydraulic disc , Magura MDR-P 220/203mm per il reparto frenante: è una E-MTB con una  costruzione di qualità e ben verniciata , nulla da eccepire in linea con il posizionamento al top di gamma . Se desiderate una E-MTB da poser sicuramente non fa per voi , visto il basso profilo delle grafiche e dei colori , ma se cercate la sostanza qui ne troverete . La vera chicca è l’impianto luci: all’anteriore abbiamo in dotazione una Supernova Mini 2 Pro light . Per noi appassionati di giri in notturna è un must che tutte le Emtb dovrebbero avere . Ottimo prodotto potente ed affidabile , collegata alla batteria e comandata dal Kiox per l’accensione: accanto alla manopola di destra si trova il comando per l’intensità su tre livelli . La trovo priva di difetti , il fascio luminoso è quasi da stadio di San Siro .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è in linea con i top di gamma . Se guardiamo la concorrenza lo trovo sicuramente vantaggioso se si analizza l’ equipaggiamento,siamo in un posizionamento alto e difficile quindi dare giudizi di merito .

Sono praticamente d’ accordo su tutto con l’ amico Freak e anch’ io ho dovuto cambiare opinione sulla potenza dei Magura MT7 in versione E-Bike montati sulla Moterra . Ricordo che lo stesso impianto  montato sulla Levo S-Works SL (anche se non in versione E-MTB) mi aveva invece profondamente deluso forse a causa di dischi e pastiglie non adeguati ? Se volete una E-MTB che Vi seguira docilmente, facile, affidabile e sicura per parecchio tempo la Moterra fa sicuramente al caso Vostro 😉

Ormai sono 40 :-)

03 Feb 2021

3 Febbraio 1981 – 3 Febbraio 2021 : ormai sono ben 40 anni che giriamo per sentieri in MTB o E-MTB !!!

Tutto inizio durante un viaggio in California a fine anno 1980 : vidi per la prima volta qualche cosa che assomigliava a una bicicletta MTB con le ruote grasse e portai in Italia una rivista dell’ epoca a testimonianza della visione avuto in terra U. S. A.

Appena giunto a Milano mi precipitai dall’ amico Daniele Marnati che allora costruiva telai da corsa per chiedergli mi costruisse una MTB che vide la luce appunto il 3 Febbraio 1981 . Era in pratica una semplice bicicletta da corsa con i passaggi ruota larghi ma tanto bastava per iniziare a scorazzare prima nei parchi a Milano, poi sui sentieri Bergamaschi intorno a Selvino e poi in giro per tutte le montagne del mondo .

Poi vennero le forcelle, i freni V-Brake, le bi-ammortizzate, i freni a disco, la Pro-M, i reggisella telescopici, le E-MTB e quant’ altro ma la passione e il divertimento di scorazzare per i boschi sono sempre gli stessi anche dopo 40 anni .

Buon anniversario a me e a tutta la famiglia di Pro-M !!!

Gianni Biffi