SuperMousse : lo stato dell’ arte dei “salsicciotti” ?

29 Ott 2019

In questo periodo dell’ anno – siamo a fine Ottobre – le novità per la prossima stagione si susseguono a ritmo frenetico . In questo momento ho la fortuna e la gioia di poter testare ben 3 diverse E-Bike , una nuova forcella , un nuovissimo sistema sospensivo anteriore , una scheda di gestione motore e ultimo ma non per questo meno importante l’ ultima vera innovazione nel campo degli inserti per pneumatici : la SuperMousse !!! Un inserto per gli pneumatici con due diverse densità del polimero che lo distinguono da tutti gli altri prodotti attualmente sul mercato che io conosco .

Vado subito al sodo : è questo inserto l’ attuale stato dell’ arte nel campo degli inserti da montare tubeless con il lattice ? Si, forse lo è davvero 🙂 Infatti dalle prime uscite fatte con questo inserto ho potuto constatare come la SuperMousse (che verrà presto distribuita da Andreani) raccoglie in se tutti i vantaggi di guidabilità , confort , gallegiamento e quant’ altro ci avevano trasmesso altri prodotti similari usciti precedentemente sul mercato . Quindi quale è l’ ulteriore vantaggio ? Semplicemente che si percepisce – o meglio quasi non si percepisce – ancor meno la presenza dell’ inserto nel pneumatico .

Mi spiego meglio : con gli altri prodotti si percepiva spesso che un “corpo estraneo” era stato inserito tra cerchio e gomma ed inoltre non tutti gli inserti garantivano un supporto della spalla tale da non avere quella fastidiosa deriva della gomma particolarmente avvertibile su asfalto a basse pressioni d’ utilizzzo . Oggi con SuperMousse il fatto di avere due densità diverse del polimero – più duro sotto verso il cerchio (NERO) e più morbido sopra verso la gomma (ROSSO) – garantiscono tutto ciò di buono che già i precedenti inserti ci avevano dato ma in più elimina quasi totalmente la deriva del pneumatico e sembra quasi non ci sia nulla di avvertibile sulla ruota . Tutto ciò aumentando ovviamente la protezione del cerchio ruota e garantendo comunque una guidabilità , un confort , una trazione e un gallegiamento pari se non superiore a altri prodotti da tubeless .

Nelle prime uscite fatte su terreni anche abbastanza umidi e insidiosi con gomme non certo da bagnato ho sinceramente potuto apprezzare la grande confidenza e sicurezza che SuperMousse mi ha trasmesso senza mai percepire la presenza della stessa all’ interno della ruota ! Certo bisogna sottoporsi alla manutenzione del tubeless con il continuo controllo e rabbocco del lattice e magari la trazione dello pneumatico non è pari a mousse di altri Produttori che si montano con camera d’ aria e prive quindi di lattice ma nell’ insieme posso definire la SuperMousse un riferimento nel mercato attuale degli inserti per ruote .

I test comunque continueranno nei prossimi mesi e vedremo se nel frattempo uscirà qualche nuovo prodotto ancor diverso e con performance diverse … Stay tuned 🙂

Pro-M Team – IXS Rookies Cup 2019 – Schöneck (GER) round #6

15 Ott 2019

A Schöneck è andata in scena la 6° e ultima prova della Specialized IXS Rookies Cup.
Ci siamo presentati con molti dubbi causa l’ infortunio alla mano DX di Andrea che doveva difendere il terzo posto nella classifica assoluta . Dopo la gara dei primi di Agosto a Serfaus , durante gli allenamenti a Pila , in una caduta si è procurato la frattura del quinto metacarpo della mano DX .
Subito ricoverato all’ospedale di Aosta veniva ingessato con una progniosi di 30/35 gg.
L’infortunio è avvenuto il 14 di Agosto e l’ appuntamento a Schoneck era per il 7 e 8 di Settembre .

Difficile quindi sperare in un recupero totale di Andrea ma nonostante questo il Sabato durante le qualifiche Andrea è riuscito a far segnare un ottimo 5° posto , seguito dal fratello Riccardo che ha ottenuto un sorprendente 6° posto .

La Domenica , una volta accertatisi che la mano teneva se pur con un po’ di dolore , bisognava attaccare e in gara Andrea si è superato ottenendo un 4° posto , che gli ha consentito di confermare il 3° posto del podio nella classifica assoluta del circuito , mentre Riccardo che doveva confermare la posizione nei Top Ten . In gara ha fatto qualche piccolo errore che lo hanno relegato al 12° posto su 98 partecipanti nella categoria Boys U15 . Con questo risultato Riccardo ha comunque guadagnato una posizione nella classifica finale del circuito finendo 9° assoluto di categoria .


BRAVI a entrambi !!! Andrea ha dimostrato tanto carattere dopo l’ infortunio e Riccardo alla sua prima stagione nel Downhill è cresciuto dall’ inizio dell’ anno in maniera importante !

Dalla prossima Domenica saremo impegnati nelle ultime prove del circuito Gravitalia DH .

First ride Specialized Creo EVO SL

14 Ott 2019

Ho sbagliato !!! Quando è stata presentata la Turbo Creo SL , nelle varie versioni oggi disponibili , ho subito pensato che il motore scelto da Specialized fosse sotto-dimensionato (soli 35 Nm di coppia dichiarati e 240 Wh) per le esigenze del pubblico che ritengo possa oggi acquistare questo tipo di prodotti . Ho sbagliato alla grande !!! Ancora una volta gli Ingegneri Specialized mi hanno dimostrato di sapere cosa e come fare a costruire delle E-Bikes che possono veramente tracciare la linea corretta per far crescere un mercato !

Premetto che ho usato prodotti diversi di questo – seppur nuovo – segmento di mercato ad iniziare da una Haibike Race con motore Bosch Performance CX S-Pedalec , una Focus Paralane2 con motore Fazua e una Cannondale Synapse NEO SE con motore Bosch Active Line : detto questo penso che un minimo di esperienza e sensibilità sulla spinta dei diversi motori provati dovrei ormai averla acquisita 🙂 La prima prova della Creo SL – effetuata in blue jeans , maglietta e scarpe da tennis – al Dealers Event Specialized di Borgo Priolo aveva poi accentuato in me questa sensazione di poca potenza del motore scelto da Specialized per la Creo : il poco tempo a disposizione , le salitelle attorno all’ agriturismo , il caldo soffocante di quelle zone mi avevano fatto percepire un motore fiacco come del resto lo avevo erroneamente immaginato leggendo i freddi numeri sulla carta .

Finalmente arrivano le prime Creo SL al Pro-M Store : una S-Works e una EVO . La mia indole da Biker incallito mi fa subito optare per la EVO : la gravel di casa Specialized . Subito prima uscita di rodaggio nei parchi e sulla Montagnetta di San Siro attorno allo Store e le mie prime impressioni inizano da subito a vacillare ! La Creo EVO SL è piacevolissima , scorrevolissima (si pedala oltre i 25 Km/h con grande facilità) e comodissima !!! Nei vari parchi come il “Bosco in città” o il “Parco delle cave” tenere medie superiori ai 25 Km/h non è per nulla impresa impossibile !!! La mia prima convinzione – a cosa serve una E-Bike stradale bloccata a 25 Km/h – è quasi del tutto cancellata o comunque si è ben ridimensionata attraverso una reale percezione che non immaginavo nemmeno lontanamente : si può pedalare , con il giusto sforzo , anche ben oltre i 30 Km/h !!! Arrivo dopo circa 35 Km alla Montagnetta : faccio tutta la salita in asfalto agevolmente con l’ assistenza ECO – la più bassa – e poi provo a salire verso la cima della Montagnetta inserendo dapprima lo SPORT e poi il TURBO . Incredibilmente salgo , nonostante le gomme che scivolano sulla ghiaia della salita nei punti più smossi e ripidi , senza mai dover mettere il piede a terra e senza percepire una fatica eccessiva : sale anche su salite con pendenza superiore al 20% ? Sembrerebbe proprio di si ma bisogna provare bene : è un motore con soli 35 Nm di coppia dichiarati 🙂 Ultima nota : ho percorso 35 Km con circa 200 Mt+ di dislivello e ho consumato solo 2 tacche , delle 10 disponibili , della batteria interna da 320 Wh (esiste poi una borraccietta supplementare da 160 Wh) …

Ovviamente non ricarico la batteria e mi riprometto di provare ancora la Creo SL su strade e salite un pò più impegnative alla prima occasione . Domenica il mio compagno di merende in MTB si risveglia con 38° di febbre e quindi basta sostituire la Kenevo sul furgone con la Creo EVO SL e dirigersi verso Canzo . Trovo una gran fondo Amatori e colgo l’ occasione per prendere un caffè con un amico di zona . Appena posso , finito il passaggio dei granfondisti , salgo in bici e mi dirigo verso Sormano : c’ è il famoso “Muro di Sormano” , con le sue pendenze sino al 25% e media del 17% da affrontare . Parto ancora una volta in ECO e salgo sino all’ attacco del muro con discreta facilità . Foto di rito prima di iniziare a salire sui quasi 1800 mt. del muro e trovo due amici di pedale Milanesi con le loro belle bici da corsa tradizionali . Partiamo insieme e alla domanda se ce la farò a salire sul muro i dubbi mi assalgono di nuovo e rispondo : se non mi trovi fermo per strada vorrà dire che ordinerò i caffè alla colma 🙂 Appena la strada sale metto dapprima lo SPORT e sulla pendenza più importante il TURBO : la Creo sale con grandissima , e per me inaspettata , facilità : sinceramente sono abbastanza basito ! I due amici arrivano in cima senza mai mettere un piede a terra : chapeau !!! Vi offro volentieri una Coca-Cola : Ve la siete meritata !!!

Esco dal bar saluto gli amici e controllo la batteria : ho ancora 6 tacche e quindi ho consumato solo 2 tacche ! Decido quindi di scendere verso i Piani del Tivano e verso il lago per poi risalire verso la Colma di Sormano e il tragitto mi fa consumare (uso solo l’ ECO) solo altre 3 tacche per risalire . Mi fermo in Colma per pranzare e quindi procedo speditamente in discesa verso il furgone . Alla fine ho fatto circa 40 Km con 1150 Mt+ E con questo mi sono tolto anche il dubbio che non salisse su pendenze importanti : la Creo SL sale e sale anche bene e con poca fatica se ne avrete la necessità ! Certo non è una E-MTB ma per l’ uso per cui è stata progettata e costruita a Milano usiamo dire “c’ è n’ è che avanza” 🙂

Conclusioni finali , ripetendomi un pò  ma ben sapete che ormai sono anziano 🙂  : la Creo SL è bellissima , piacevolissima , scorrevolissima e comodissima !!! Sinceramente ritengo abbia stabilito il nuovo benchmark in questo nuovissimo segmento e adesso aspettiamo che gli altri si adeguino o la superino mentre per il momento io continuerò a divertirmi pedalandola in svariate situazioni ed in alternativa alla ormai amata E-MTB e alle MTB tradizionali 🙂 La morale della storia è comunque di non giudicare mai i prodotti dai freddi numeri dichiarati ma di essere sempre curiosi e ostinati e di potere provare sul campo e ripetutamente i prodotti per farsi una propria idea che corrisponde a una realtà che , per quanto personale , sia pur sempre una realtà 🙂 Avevo già percepito quanto sopra esaminando le varie geometrie delle MTB che alla fine erano sempre e solo freddi numeri che non davano mai completamente la percezione delle reali potenzialità del prodotto : adesso ho imparato che anche per le E-BDC o E-Gravel vale la stessa identica morale 🙂 L’ uomo si migliora solo attraverso 1000 dubbi (cit) 🙂

 

First ride Specialized Kenevo FSR Expert 2020

07 Ott 2019

Era talmente attesa, e già chiaccherata ancor prima della sua presentazione, che non stavamo più nella pelle pur di effettuare un primo giro di prova con la nuova Kenevo FSR Expert con forcella doppia piastra Rock Shox Boxxer da 180 mm . E’ arrivata questa mattina e subito assemblata al volo per poterci permettere questa prima uscita : posso solo anticiparVi che i Tecnici di Specialized ci hanno preso ancora una volta …  Ma andiamo con ordine . Con buona pace dei soliti critici , che non sono mai contenti e che hanno molto tempo da perdere a scrivere cose più o meno sensate in rete e che si erano già scatenati da mesi ancor prima di vederla , era chiaro che la Kenevo 2020 sarebbe stata ben più spinta verso l’ utilizzo gravity , DH e bike park di quanto non fosse il vecchio modello : e così è stata la scelta finale degli ingegneri di Specialized .

La prima nuova Kenevo , consegnataci in un bel colore verde oliva opaco è agli occhi di un profano molto simile esteticamente alla Levo che ben conosciamo e anche questo ha creato un certo qual malcontento in rete poichè i meno addetti ai lavori si aspettavano una nuova Enduro elettrica senza considerare che ciò era materialmente irrealizzabile se non infulcrando i foderi bassi di un eventuale carro con quel cinematismo direttamente sui carter motore : insomma di sogni se ne possono fare molti ma poi bisogna scontrarsi con la realtà 🙂 Devo anche aggiungere che se la Levo è considerata tra le più riuscite E-MTB dell’ attuale mercato non capisco il perchè di tutta questa delusione che molti fanno trasparire nei commenti : se è bellissima la Levo la Kenevo è solo la sorella maggiore e quindi dovrebbe essere altrettanto bella 🙂 Se poi analizziamo la costruzione e soprattutto le quote geometriche e i dimensionamenti delle tubazioni della Kenevo si comprende chiaramente che la somiglianza è puramente estetica e siamo di fronte a una E-MTB completamente nuova e pensata principalmente – se non esclusivamente – per usi gravity oriented .

Non perderò ulteriore tempo a descriverVi la Kenevo – potete trovare tutte le specifiche comprese le quote geometriche sul sito Specialized Italia all’ indirizzo https://www.specialized.com/it/it/turbo-kenevo  – e andiamo quindi direttamente al sodo : come va questa nuova Kenevo ? Come detto ci hanno preso ancora una volta nel senso che se cercate una bicicletta da DH da usare tutti i momenti che volete in una zona dove non ci sono impianti di risalita o mentre gli impianti sono chiusi la Kenevo è assolutamente la cosa migliore che potete acquistare oggi sul mercato : una downhill bike con motore elettrico !!!

Partiamo subito in salita e il nuovo firmware fa sembrare il motore 2.1 di Specialized ancor più prestante tanto che abbasso subito il livello ECO al 20% , dal 35% originario , perchè anche in ECO su asfalto spinge ancora sin troppo ! Il motore è veramente quanto di più performante in salita si possa avere oggi soprattutto se , come nel mio caso , settate il famoso “Shuttle mode” al 100% !!! Ho provato e continuo a provare ogni nuovo motore che si affaccia sul mercato ma credetemi al confronto nessun altro motore Vi permetterà di salire in ogni dove alle velocità ascensionali permesse da questa unità … anche in ECO !!! Per darVi un’ ulteriore informazione in questa prima uscita su sentieri ben noti attorno a Premeno (VB) non ho nemmeno mai usato la modalità Turbo ! Gli ostici tornatini in salita richiedono un pò più d’ impegno e di scelta della giusta linea : non è permesso sbagliare, ma si fanno lo stesso a patto di non dover chiudere troppo lo sterzo per ovvi motivi 🙂

Una volta in cima al Pizzo d’ Omo iniziamo la prima discesa e non ci stupiamo affatto che la bicicletta passi veramente sopra tutto con facilità disarmante : le sospensioni copiano ogni cosa e il segreto è solo di mollare i freni il più possibile ! Se invece il sentiero diventa stretto e tecnico allora non è tanto la forcella doppia piastra a farsi sentire ma l’ interasse chilometrico che Vi obbligherà a una guida parecchio impegnativa fatta da nose press se ne siete capaci (io no di certo !) o di piede a terra e spostamenti continui del retrotreno : non è certo fatta per sentieri super tecnici . Torniamo in salita e ancora una volta dobbiamo constatare quanto questo motore sia veramente fantastico e veloce : si sale con pochissimo sforzo a velocità incredibili !!! Grazie “Shuttle mode” !!!

Un’ altra discesa abbastanza veloce verso Esino e sinceramente credo che qui non sono mai andato così veloce : qualche cosa di persino esagerato che invita continuamente ad alzare le ruote da terra e che regala adrenalina pura !!! Basta riuscire a stare attaccati al manubrio 🙂 Bellissimo e divertentissimo !!! Ennesimo rientro su asfalto al furgone con il sorriso sulle labbra : la Kenevo è bellissima e divertentissima a patto di essere usata per l’ uso per cui è stata costruita 🙂 Se cercate una E-MTB agile , corta e leggera forse non è la scelta migliore per Voi ma se invece cercate velocità , capacità di assorbimento e stabilità a velocità sconosciute ad altre bici forse è la migliore scelta possibile !!! Per finire Vi dirò anche che il motore così performante permette comunque di salire quasi in ogni dove – per un’ Utenza media – con grande facilità e di scendere in grande sicurezza sul 90% dei sentieri e che la difficoltà di farla girare si presenta solo nel tecnico strettissimo …

Comunque queste sono solo le nostre prime sensazioni , continueremo quindi a provarla e al più presto Vi daremo impressioni più complete : stay tuned !!!

 

La Mantide ovvero “In Message we trust”

03 Ott 2019

La Mantide ovvero “In Message we Trust”
Riflessione semiseria , semichic e molto freak di un prodotto stupefacente …
Di Ezio “a.k.a. Freakrider” Baggioli

Se il genere “Homo Pedalantis Luridus” , da non confondere con il più diffuso “Homo Pedalantis Lycratus” che lo potete trovare in branco lungo le sponde dei laghi, seni , golfi e cimette asfaltate del bel paese durante  i fine settimana e non solo , succhiando come vampiri le ruote gli uni agli altri , non vivesse di visioni di alcuni lisergici sperimentatori , sarebbe ancora con le ruote da 26 pollici , le Tioga Farmer John ed i freni cantilever rischiando dei cappottoni epocali ogni infido gradino . Per quelli come me che hanno iniziato a procurarsi escoriazioni nel pleistocene della MTB , ogni innovazione era un momento di confronto , una sfida per portare più in alto l’ asticella … del piacere .

In MTB ci cimentiamo perché ci fa stare bene ci fa sentire dei piccoli o grandi (al di la della statura) esploratori del limite . Quindi freni a disco , gomme , reggisella telescopici , salsicciotti a protezione dei cerchi , geometrie innovative , cambi wireless e sospensioni hanno evoluto il nostro mezzo dando ragione a Darwin , alla faccia dei creazionisti . Ammortizzatori con piattaforme stabili si sono accoppiati con sistemi complessi sospensivi dei carri : si sono generate tipologie più o meno efficaci e più o meno gradite dai Bikers . Ma all’ anteriore chi detta legge é la forcella telescopica di derivazione motociclistica : ottimi prodotti spesso ma non volentieri , che hanno ad oggi sposato i carri posteriori alla ricerca della miglior sintonia , tutto questo fino a qualche mese fa . Tutto é cambiato da quando uno dei grandi pensatori ingegniere meccanico Dave Weagle (padre del DW-Link) ha generato una sistema di sospensione anteriore assai lontana dai quattro tubi che compongono le forcelle telescopiche con tutto il rispetto per il lavoro che svolgono per tutti i cinghialoni che vivono in noi …

I visionari hanno da sempre fatto le innovazioni , in tutti i settori : se smanettiamo su un dispositivo lo dobbiamo in gran parte a persone come Steve Jobs . Ma nel mondo mtb prevale spesso un movimento conservatore , che non riesce ad accettare le innovazioni in modo analitico ma spesso solo dal punto estetico . Quindi il postulato di questa riflessione é : il bello non é bello ma bello é ciò che funziona e per la legge transitiva piace .
Questo é l’ effetto che la Trust Message ha fatto su di me : ho avuto la possibilità di provarla montata su una Ibis Ripley 3 sui sentieri di Finale Ligure . La Message ha 130 mm di escursione , il carro della Ripley offre 120 mm di pura efficienza : una Trail bike a tutti gli effetti molto eclettica e dolcemente reattiva e leggera.

Mi sono trovato immediatamente a mio agio , geometrie perfette e quindi ho chiuso la vena e mi son lanciato giù dai sentieri fidandomi ciecamente del mezzo che mi era stato affidato . Poche volte ho trovato una sintonia così forte con una bicicletta e la sicurezza che la Message mi ha trasmesso all’ avantreno . Ero e rimango affascinato da questo sistema , al di la del discutibile giudizio estetico , nel lato pratico un carro sull’ avantreno , un Giano Bifronte che lavora all’ unisono con il retrotreno . La Message ti porta ad un livello di confidenza con il terreno che nessuna telescopica possa offrire . Il sentiero lo divora , come fosse una Mantide religiosa , che prima lo corteggia e poi lo uccide … Il superamento degli ostacoli in salita é sconosciuto ai sistemi tradizionali , in discesa la velocità con la quale si esce in curva é siderale . Riesce ad arrotondare l’ingresso permettendoti di sfruttare la forza centripeta come quando scii , inanellando linee di pura estetica : questa é la bellezza della velocità …

La sicurezza che trasmette é dovuta al fatto che non cambia mai l’ angolo di sterzo poiché non affonda e di conseguenza il ripido é molto ma molto meno ripido , sembra un ossimoro ma é la pura ed evidente verità : mi ha stampato un sorriso che conservo anche ora . La velocità meccanica con la quale risponde é accompagnata da una precisione che ti fa pensare a quanto passatiste sono le forcelle telescopiche .
In frenata non si scompone , non ha flessioni e ti permette di spingere il tuo limite più avanti , consideriamo che ero con una trail bike su percorsi Enduro ma ha sminuzzato , annichilito ogni asperità . Queste mie riflessioni sono un peana per la Message , ma ovviamente non esiste il prodotto perfetto , visto che é generato dagli umani è non dagli Dei …
Di contro abbiamo un peso leggermente superiore nei confronti delle tradizionali telescopiche , ma non é invalidante e un’ attenzione maggiore per la regolazione delle camere pneumatiche che sono il cuore del sistema avendo una corsa di 35 mm all’ asta che un rateo di 3,72 consente i 130 mm di escursione .

Ma lo scoglio vero é il prezzo di acquisto che é più o meno il doppio di una telescopica di alta gamma .
Considerato che é l’ inizio di una nuova è uno scotto lo dobbiamo pagare , questo divide i detrattori dagli estimatori … Alla fine é questione di “argent de poche” come tutto nel nostro mondo . Come scrisse Oscar Wilde “l’ unica differenza tra un bimbo ed un uomo é solamente il prezzo del giocattolo” .

I visionari innovatori ci consentono di continuare a giocare , sperando che l’industrializzazione renda il sogno alla portata di tutti …
“In Message we trust”

Long ride test Mondraker E-Crafty R

03 Ott 2019

Fine Agosto 2019 : Mondraker inizia le consegne delle nuove E-Crafty completamente ri-disegnate attorno al nuovo motore Bosch CX Gen4 . Quindi nuovo motore, nuovo telaio, nuovo carro ma soprattutto nuova sospensione Zero® completamente ridisegnata e che ora i tecnici della casa Spagnola promettono lavorare esattamente se non meglio della Zero® delle loro MTB tradizionali 🙂 La prima cosa che ovviamente colpisce i nostri occhi è la bellezza dell’ insieme e l’ estrema linearità delle linee della nostra E-Crafty : a mio parere BELLISSIMA come nessun altra !!!

A questo punto dopo aver constatato quanto la nostra “bimba” sia bella la voglia di provare cresce a dismisura e appena caricata completamente la batteria da 625Wh mi precipito sui familiari trail di Colazza per una prima prova con la bicicletta completamente di serie ma con gli immancabili salsicciotti negli pneumatici ; questa volta la scelta cade su un prodotto distribuito anch’ esso da DSB come la Mondraker, i famosissimi PTN by Pepi nella versione Rock Line di colore giallo per uso più gravity oriented .

Eccoci quindi alle nostre impressioni come segue che derivano da più e più prove (circa un mese di utilizzo con più di 200 Km percorsi) sui più svariati sentieri a partire appunto da Colazza, una traversata Appenninica da Castellania (AL) alla Liguria, Finale Ligure e gli immancabili sentieri sopra Verbania che tanto amiamo e conosciamo .

Estetica : mi ripeto ancora una volta : BELLISSIMA come nessun altra !!! Il lavoro svolto dai designer di Mondraker lascia veramente a bocca aperta : ¡cjumbia! direbbe un Milanese oppure in maniera meno dialettale ¡mamma mia! ma quanto bella sei 🙂 Insomma la E-Crafty mi ha veramente fulminato e devo dire che anche chi entra allo Store ha sempre confermato in pieno la mia sensazione di estrema purezza delle linee e di bellezza assoluta : bravi ai ragazzi di Mondraker !

Posizione di guida : la “Forward geometry” con il suo top tube lungo, attacco corto e angolo di sterzo aperto che tanto ha fatto scuola ormai nel mondo MTB è presente anche in questa realizzazione di Mondraker e al primo momento da la sensazione di avere una taglia in più del necessario ma è solo un’ impressione che svanisce in brevissimo tempo appena ci si muove sulla E-Crafty . Tutto è al punto giusto e ci si ritrova subito a condurre la E-Mtb a velocità supersoniche se paragonate a realizzazione di altri Marchi : incredibile !

Sospensioni : dopo le prime prove con l’ ottima forcella Fox 36 Rhythm da 160 mm di serie, che si è dimostrata super plush in questa versione con cartucci dedicata alle E-Bikes, non abbiamo resistito alla voglia di montare il nuovissimo sistema di sospensione Trust “The Shout” che tanto ci aveva entusiasmato nella sua versione “The Message” a corsa ridotta . Un mostro da ben 178 mm di travel alla ruota ma di cui preferiamo scrivere in un secondo tempo sempre su queste pagine . La Rhythm come detto è una Fox 36 in tutto e per tutto con la sua struttura molto rigida e precisa e con scorrimenti davvero eccezionali tanto da farla sembrare persino meglio delle sorelle maggiori in versione Factory anche se le regolazioni dell’ idraulica sono molto meno sofisticate . Per un’ utenza normale comunque la Rhythm è perfetta e semplicissima da tarare : chapeau ! Che dire poi della nuova Zero® al posteriore : magnifica e vicina alla perfezione in discesa dove si comporta come pochi altri cinematismi sul mercato . Copia tutto sin dal primo centimetro della sua corsa, non risulta mai pigra anche su terreni molto sconnessi dove non da mai la sensione di essere impaccata, non risente quasi nulla dell’ azione del freno posteriore . Insomma 150 mm di pura goduria !!! Anche se l’ ammortizzatore Fox Float DPX2 LV EVOL Performance non può essere considerato il top di gamma ma fa comunque il suo sporco lavoro senza mai andare in crisi anche se nel pedalato su terreni lisci il bobbing della sospensione è abbastanza marcato e conviene quindi passare alla posizione chiuso della parte idraulica in compressione . Il nuovo cinematismo poi ritengo sia il vero artefice – insieme al carro più corto delle precedente edizione della E-Crafty – di un miglioramento quasi impensabile delle caratteristiche di guida che se prima erano scorbutiche e riservate sole a Bikers con un’ attitudine spiccata alle alte velocità di percorrenza  e che oggi hanno fatto diventare la E-Crafty una bicicletta facilissima, velocissima e adatta a chiunque !

Salita scorrevole : buona e molto ben pedalabile a condizione di chiudere l’ ammortizzatore posteriore su asfalto come già detto . Grazie al nuovo motore Bosch CX Gen4 che spinge parecchio di più del suo predecessore non ci sono problemi di sorta e – come già detto in altre prove – usando l’ assistenza E-Mtb (rende tra il 140% e il 340% della spinta) o Turbo (rende il 340% della spinta) si raggiungono ben presto velocità di percorrenza sconosciute al vecchio motore ! L’ assistenza Tour (rende il 140% della spinta) è comunque quella più utilizzabile in rapporto alla spinta / consumi in base alla nostra esperienza, mentre l’ assistenza Eco (rende il 60% della spinta) ci è sembrata più debole rispetto al vecchio modello . Insomma più usiamo questo nuovo Bosch e più ci piace !

Salita tecnica : buona la trazione grazie alla Zero® anche se il carro più corto non aiuta ma con un pò di mestiere si riesce a salire comunque in ogni dove . La cosa che più penalizza nei tratti tecnici è forse il peso dell’ assieme (Kg. 24,680.- senza pedali) ma l’ ottima geometria e una maneggevolezza sconosciuta alle precedenti versioni aiutano non poco . Magari con ruote da 27,5″ … ma questo è un discorso commercialmente improponibile oggi per una Enduro / Trail bike come la E-Crafty e comunque il mio modesto parere è che sia una delle 29″ più facili che io abbia mai guidato 🙂

Single-track : un’ alabarda spaziale : questo è veramente il suo terreno preferito !!! Rigida, precisissima e facile nei repentini cambi di direzione !!! Insomma in due parole : divertimento assicurato .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : più si spinge e più sembra che si sia su un binario e, coadiuvati dalle ottime sospensioni, si passa sopra a qualunque ostacolo a velocità sino a prima sconosciute … Un vero bijoux 🙂

Discesa tecnica e stretta : come sopra detto risulta essere tra le più facili 29″ mai usate e si possono fare passaggi quasi trialistici con facilità anche se il peso non aiuta di certo . 3 Kg. in meno e magari delle route da 27,5″ e probabilmente diventerebbe l’ arma totale ma questo non esiste perchè si perderebbe quasi sicuramente la magia dell’ assieme che rende questa E-Bike veramente unica !

Frenata : i freni Shimano MT520 con pompanti MT 501 e dischi da 203 mm sono adeguati alle prestazioni della bicicletta e non hanno mai mostrato segni di affaticamento eccessivo anche se non raggiungono certo le prestazioni di altre realizzazioni usate recentemente . Direi onesti ed adeguati al livello di assemblaggio della E-Crafty .

Rigidità : avendo usato precedentemente a questa Mondraker la Cannondale Habit 3 che mi aveva dato una sensazione di estrema rigidità questa E-Crafty mi ha veramente lasciato a bocca aperta ! Rigidissima, precisissima e inoltre facile come nessun altra Mondraker mai provata ! Sembra un controsenso ma ormai mi stò abituando a questo tipo di magie …

Dotazione : considerando il prezzo del prodotto, che risulta comunque molto ben allineato a altre realizzazioni nel mercato delle E-Mtb 2020 direi che ci siamo alla grande .  Reggisella telescopico da 125 mm, forcella Fox 36, batteria da 625 Wh, freni Shimano e gruppo Sram SX Eagle a 12 velocità e ruote DT Swiss H1900 . Come detto il rapporto qualità prezzo mi sembra veramente ottimale …

Finiture : tutto molto ben realizzato a partire dall’ ottima verniciatura di carro e telaio che è risultata molto robusta alle piccole scalfiture nell’ uso quotidiano . Un plauso all’ ottima protezione carter motore molto ben realizzata e piacevole alla vista .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : forse una delle realizzazioni più interessanti oggi sul mercato .

Note finali : considerando la mia difficoltà nel condurre le Mondraker delle serie precedenti perchè le trovavo abbastanza impegnative e difficili per le mie scarse capacità di guida e per la mia poca forza fisica nella conduzione delle E-Mtb devo dire ancora una volta che questa E-Crafty mi ha completamente fatto cambiare idea sui prodotti Mondraker . Sarà il carro corto , la nuova sospenzione Zero® , l’ ottima performance della forcella Fox 36 anteriore o la magia dell’ insieme ma questa nuova E-Mtb di Mondraker mi ha veramente impressionato positivamente tanto da essere oggi tra le mie E-Mtb preferite a 360° . Non è tutto perfetto a partire da un peso importante oggi per un’ E-Mtb, che è superiore a molte altre realizzazioni, o al reggisella telescopico con corsa di soli 125 mm (quando ci sia abitua a 150 o 160 mm sembra una corsa corta) o altro ma ripeto la “magia” di questo assieme supera ogni perplessità dovesse nascere !

E’ pur vero che oggi quasi tutte le Mtb o E-Mtb che ho la fortuna di poter provare sono quasi sempre al di sopra delle mie scarse possibilità ma ribadisco ancora una volta che questa E-Crafty mi ha veramente fatto sognare … sarà mica perchè in fondo ero sempre stato un Milanista 🙂 🙂 🙂

Long ride test Cannondale Habit NEO 3 +

04 Set 2019

Dopo la presentazione a metà Luglio al meeting Europeo del gruppo , dove avevamo avuto l’ opportunità di provare la nuova Moterra con il nuovo motore Bosch CX Gen4 , a fine Luglio come ci era stato promesso è arrivata la nuova Habit NEO 3 allo Store . Giusto il tempo di estrarre dallo scatolone la “bimba” e di fare le solite 4 foto di rito e ci ritroviamo subito a pensare che sarà la E-MTB da provare durante le vacanze estive del mese di Agosto 🙂 Penso proprio che saremo i primi al mondo a pubblicare un test completo e spero abbastanza dettagliato del nuovo prodotto di cannondale e del nuovo motore Bosch CX di cui tanto si è parlato 🙂

Iniziamo subito a controllare cosa eventualmente sostituire al pur ottimo primo equipaggiamento di serie e considerando che abbiamo una coppia di freni Braking da provare e una forcella Ohlins RXF 36 da 29″ e 160 mm di escursione decidiamo appunto di sostuire questi due componenti con quello che abbiamo già in casa . Inoltre gli immancabili salsicciotti Vittoria AirLiner e gomme più agressive delle pur ottime Maxxis Rekon andranno a completare l’ upgrade per la nostra Habit NEO 3 della nostra estate . Inoltre vorrei fare presente a chi ci legge che la nostra Habit 3 NEO ha batteria da 500Wh perchè  riteniamo la stessa più leggera e per le nostre percorrenze medie più che sufficiente allo scopo . La bicicletta invece di serie monta la batteria da 625 Wh .

Estetica : un salto epocale se confrontata ai vecchi modelli . Ben disegnata e piacevole . In una parola : bella ! Oggi siamo alla pari o molto vicini alle altre E-MTB sul mercato anche se personalmente avremmo gradito colorazioni magari più vivaci . Ma come ben sapete non a tutti piacciono le bionde … Insomma non si può dire che sia la più brutta come spesso succedeva prima con la Moterra 🙂

Posizione di guida : nulla da eccepire , gli appoggi sono corretti e la bicicletta risulta molto facile e intuitiva . L’ unico piccolo neo è forse il reggisella con corsa di soli 100 mm che nell’ uso su fondi particolarmenti tecnici è abbastanza limitante .

Sospensioni : come già detto abbiamo sostituito la forcella Rock Shox RC35 di serie con una Ohlins RXF 36 29″ e corsa 160 mm . il miglioramento è ovvio ma pensiamo anche che si sarebbe potuto ottenere un risultato simile anche con il kit di polimeri ABS Fork Tune e asta più lunga – se necessario – anche sulla forcella di serie che riteniamo più che onesta . Chiaramente l’ allungamento da 140 mm a 160 mm di corsa ha anche variato l’ angolo di sterzo di circa 0,5/0,6° rendendo la bicicletta un filo meno maneggevole sul tecnico stretto ma più stabile sul veloce . L’ ammortizzatore Rock Shox Deluxe Select R è rimasto quello di serie con 130 mm di travel alla ruota e ha sempre dimostrato di svolgere egregiamente il proprio lavoro anche nel pedalato ove , a condizione di avere una cadenza regolare e di non uscire in fuorisella , il bobbing è praticamente assente anche su asfalto .

Salita scorrevole : ottima e molto ben pedalabile grazie al nuovo motore Bosch CX Gen4 che spinge parecchio di più del suo predecessore . Mai avuto problemi e usando l’ assistenza E-Mtb (rende tra il 140% e il 340% della spinta) o Turbo (rende il 340% della spinta) si raggiungono ben presto velocità di percorrenza sconosciute al vecchio motore ! L’ assistenza Tour (rende il 140% della spinta) è comunque quella più utilizzabile in rapporto alla spinta / consumi in base alla nostra esperienza, mentre l’ assistenza Eco (rende il 60% della spinta) ci è sembrata più debole rispetto al vecchio modello . Questa scelta degli ingeneri Tedeschi garantisce però autonomia / percorrenze migliori se comparate al vecchio modello a parità di batteria 🙂 Bravi !

Salita tecnica : ottima trazione , peso contenuto (Kg. 21,300.-) , ottimo motore molto fruibile e l’ uso degli immancabili “salsicciotti” conferiscono alla Habit una trazione inferiore solo a poche altre E-MTB ma comunque da riferimento . Il fatto poi di avere una batteria più corta e quindi minor peso sull’ avantreno permette alla nostra Habit una capacità di salire curve strettissime con grande agilità . Se fossi uno bravo potrei anche azzardare qualche curvetta con la ruota anteriore in aria 🙂

 Single-track : sui sentieri scorrevoli e con un certo ritmo le ottime sospensioni e le ruotone le conferiscono una velocità e una precisione da riferimento ! Questo grazie anche a un carro – che seppur con 4 punti d’ infulcro – resta sempre molto rigido e preciso . Certo quando il sentiero si fa più tecnico e lento la ruotona non aiuta ma rimane sempre ben più facile e bilanciata di altri prodotti similari 🙂 In due parole : precisa e divertetentissima !!!

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : il suo pane ! La già citata rigidità del carro , l’ ottimo lavoro delle sospensioni (anche se solo da 130 mm il posteriore assomiglia molto a una E-Mtb da Enduro) e le ruotone ne fanno un vero coltello con cui disegnare le curve su ogni sentiero !

Discesa tecnica e stretta : le ruotone da 29″ , gioia e dolore del mondo MTB attuale, non aiutano certo a rendere la Habit super agile anche se in mani esperte gira comunque molto bene . Come già detto il punto più debole in queste condizione è il reggisella con soli 100 mm di travel che in molto situazione è veramente limitante .

Frenata : i freni Magura E-MTB sono stati sostituiti sin da nuovi con un impianto Braking a due pistoni e devo quindi tessere le lodi di un prodotto che però non è di serie sulla Habit . Comunque devo ammettere che non ho mai usato impianti frenati così costanti nel punto d’ attacco delle leve che anche sotto sforzo prolungato non cambia mai : nessun allungamento o spugnosità delle leve nemmeno dopo parecchi chilometri di discesa con i freni sempre sotto pressione !!! Incredibile !!! Potenza frenante più che buona e rumorosità pressochè inesistente anche dopo averli bagnati o strizzati a dovere : veramente ottimi 🙂

Rigidità : uno dei punti di forza della nuova realizzazione di Cannondale : veramente perfetta ! Molto rigida semza per questo mai mettere in difficoltà il rider nella conduzione della Habit . Geometria e bilanciamento quindi perfetti !

Dotazione : adeguata al prezzo del prodotto e molto completa . Reggisella telescopico, forcella con steli da 35 mm, batteria da 625 Wh, triangolo del telaio in carbonio, freni dedicati all’ uso E-MTB, gruppo Sram NX Eagle a 12 velocità e ruote molto ben fatte e robuste . Non manca nulla anche se ovviamente si tratta di un allestimento medio e non top di gamma .

Finiture : ottime e addiruttura ben superiori a quelle di altre realizzazioni di pari prezzo ! La verniciatura del triangolo in carbonio è perfetta e pressochè inscalfibile mentre dobbiamo segnalare che la verniciatura del carro in alluminio e risultata abbastanza fragile tanto da essere presenti alcuni piccoli segni sulla vernice a causa dell’ urto dei sassolini trasportati dai pneumatici ma essendo la Habit quasi una pre-serie potrebbe essere il caso di una verniciatura mal riuscita …

Valutazione rapporto qualità/prezzo : più che allineato al mercato attule delle E-MTB in considerazione delle finiture del prodotto ma soprattutto all’ ottima guidabilità del mezzo e alle geometrie ben centrate !!!

Note finali : SO MUCH FUN direbbe un mio amico Americano ! Quello che più stupisce di questa Habit è la sua facilità di guida e il divertimento che riesce a trasmettere al rider in quasi tutte le condizioni di utilizzo (non dimentichiamo che è una 29″ e sullo stretto … 🙂 ) ! Leggerissima, con un ottimo motore dalla spinta eccezionale anche ad alte cadenze, ottima autonomia, 4 livelli d’ assitenza con un E-MTB che Ti fa scordare adi avere i tasti per il cambio assistenza, ottime sospensioni, ottimo cinematismo del carro e rigidità da riferimento : cosa volere di più 🙂 Due parole sul motore Bosch CX Gen4 che penso di essere tra i primi al mondo ad aver provato per più di 300 Km fuoristrada : devo ammettere che in Bosch hanno fatto bene i compiti a casa (cit. Franz) 🙂 Piccolissimo, leggerissimo e potentissimo !!! Forse un filino rumoroso ma la pari di altre unità sul mercato attualmente : miglior prestazioni e migliori valori di coppia e picco di potenza massima unite a minor dimensionamento hanno portato a un leggero aumento delle rumorosità senza per questo essere mai fastidiose, almeno per me che ci vedo bene ma sono un filino sordo 🙂 🙂 🙂

Concluderò dicendo che dato che sono un’ insaziabile curiosone e golosone ho appena montato all’ anteriore un sistema sospensivo Trust Message e quindi … stay tuned 🙂

Pro-M Team – IXS Rookies Cup DH – Serfaus-Fiss-Ladis (AUT) round 5 & World Championship

31 Ago 2019

Serfaus – Fiss – Ladis in Austria è una stazione dove il MTB e le discipline gravity sono tenute in grande considerazione ! Piste di tutti i tipi e epr tutti i gusti ed è qui che l’ organizzazione della iXS ha deciso si volga da anni il Festival dei Rookies : l’ evento di DH più importante, perché per un’intera settimana è tutto incentrato sui giovani talenti della downhill .
Più di 350 atleti provenienti da 27 Nazioni avevano annunciato la loro partecipazione alla Specialized Rookies Cup e ai Campionati Internazionali iXS Rookies : un vero e proprio campionato del Mondo giovanile . Ancora una volta, la gara è stata interamente prenotata e quindi non è stato possibile consentire ad altri 70 piloti iscritti nella lista di attesa di accedere alla gara .

Ma torniamo alla prima gara disputata dai nostri “Bonanomi Twins” :  la Specialized Rookies Cup round #5 .Venerdì mattina la pista era bagnata , e dopo l’allenamento è iniziata la qualifica , ma alla fine le condizioni sono diventate talmente proibitive che la sessione di qualificazione ha dovuto essere fermata e le restanti 3 classi U17 , U17 PRO e U19 sono state quindi posticipate a Sabato mattina . Ma le categorie dei più giovani avevano già terminato e offerto un grande spettacolo . Nella classe U15, il duello tra Henri Kiefer (GER – SRAM Young Guns) , Mike Huter (SUI – Bike Corner Baar) e il nostro Andrea Bonanomi (ITA- Team BMX Garlate) era serrattissimo e i 3 Atleti si classificavano rispettivamente primo, secondo e terzo , mentre il nostro Riccardo Bonanomi (ITA- Team BMX Garlate) ha chiuso al ventuduesimo posto su 98 partenti della classe U15 .

Il Sabato è stato un po più affollato del solito, perché dopo un breve tempo concesso per le prove libere si è dovuta completare la qualifica del Venerdì delle classi U17 e U19 per poi finire con la finale della 5 prova della iXS Specialized Rookies Cup . Il meteo era discreto, sebbene la pista fosse ancora piuttosto bagnata e scivolosa .

Vista l’ importanza della gara la stessa è stata trasmessa in diretta e anche su Pinkbike, con i commentatori Si Patton per il canale di lingua Inglese e Guido Heuber per la lingua Tedesca .
Alla fine Andrea chiude al quarto posto a un secondo dal gradino piu’ alto , mentre Riccardo non va oltre un pur ottimo diciottesimo posto .

La Domenica si è corso invece il campionato Mondiale giovanile :  la iXS International Rookies Championships dove si è partiti in base ai risultati ottenuti il giorno prima in gara #5 e/o tramite qualificazioni del Sabato . I Bonanomi Twins hanno fatto valere anche in ambito Mondiale il loro valore e Andrea ha ottenuto un ottimo terzo posto mentre Riccardo ha chiuso con un onorevole ventiseiesimo posto in cat. U15 .

Ora ci aspettano un po’ di ferie per poi preparare l’ ultima prova della Rookis in Germania dove dobbiamo difendere il terzo posto di Andrea e il decimo posto di Riccardo nella classifica generale cat. U15 .

Santa Cruz Megatower CC : la prova completa

31 Lug 2019

Dopo aver aspettato un mese dalla presentazione avvenuta in Aprile finalmente riceviamo la nostra Megatower CC con gruppo Sram AXS e ruote Reserve : quello che praticamente è lo stato dell’ arte dei vari montaggi previsti per questo modello . A maggio iniziamo ad usare la “bimba” come del resto già anticipato nella nostra prima uscita del 24 Maggio 2019 ( https://www.pro-m.com/first-ride-santa-cruz-megatower/ ); oggi dopo circa 150 Km percorsi sui più diversi sentieri siamo a scrivere le nostre impressioni finali come segue .

Estetica : avevamo chiesto e ricevuto la nostra Megatower in colorazione “FS green” che ci era sembrato il colore più vivace e effettivamente la bicicletta è molto bella e ben curata in ogni particolare . L’ altra colorazione “Blackout” , sicuramente più sobria , è riservata a chi non vuole farsi notare e risulta quindi più elegante ma forse un filino anonima . Comunque sia sono gusti del tutto personali e possiamo confermare che in ogni caso la bicicletta è molto piaciuta sia a noi che a chiunque abbiamo incontrato sui sentieri ! L’ assenza dei cavi del cambio e del reggisella conferisce poi alla bicicletta un aspetto molto pulito e elegantissimo 🙂

Posizione di guida : la bicicletta è costruita seguendo le moderne tendenze geometriche anche se il reach non risulta essere lunghissimo (447 mm dichiarati) e la wheelbase invece supera i 1200 mm (1208 mm per la nostra Medium) con un angolo di sterzo di 64,7° . Abituato a scendere e salire su molteplici modelli di Mtb e di E-Mtb non ho trovato particolari difficoltà nel trovare i giusti appoggi anche se la sensazione di avere una bicicletta corta è stata evidente sin dal primo momento : bene a me piacciono le Mtb corte o che danno questa sensazione 🙂

Sospensioni : forcella Fox 36 Factory e ammortizzatore Rock shox Superdeluxe Coil Ultimate garantiscono 160 mm d’ escursione alle ruote e lavorano in perfetta sincronia . La forcella è sempre uno dei riferimenti del mercato mentre l’ ammortizzatore a molla (comunque bloccabile) garantisce al carro una linearità appunto da molla anche se a discapito di un peso piuttosto elevato e regolazioni non proprio fini .

Salita scorrevole : la situazione dove forse la Megatower risulta essere più impacciata … Infatti, anche per il peso del nostro ammortizzatore a molla , la bicicletta completa di salsicciotti alle ruote con gomme gravity pesa circa Kg. 14,800.- più pedali . Con questo peso è ovvio che non sia una bicicletta facile da pedalare , soprattutto su asfalto , anche bloccando l’ ammortizzatore ; se ne fate un uso Enduro agonistico ben sapete che non è qui dove questa Mtb deve eccellere e quindi non ci farete molto caso mentre se intendete usarla in maniera più amatoriale dovrete fare i conti con una bicicletta che richiede una buona preparazione atletica proprio per il peso non bassissimo anche se allineato a molte delle sue concorrenti . Probabilmente la scelta di un ammortizzatore ad aria in questo caso sarebbe da consigliare 😉

Salita tecnica : il magnifico lavoro del carro e l’ ottima risposta dell’ ammortizzatore qui fanno migliorare non poco le cose con una buona trazione e una buona propensione a salire di slancio sugli ostacoli anche se il peso rimane sempre il limite con cui dover fare i conti .

Single-track : considerando che ci si trova a bordo di una di una Endurona con ruote da 29″ i cambi di direzione sono abbastanza veloci e , caricando a dovere l’ avantreno , la bicicletta corre velocissima e stabilissima . Ovviamente – come per tutte le enduro moderne – è vietato spaventarsi per le velocità raggiunte e scaricare l’ avantreno spostandosi all’ indietro perchè la perdita di controllo dell’ avantreno sarebbe immediata 🙂

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : il suo vero pane ; più la si fa correre e più viene voglia di aumentare il ritmo ! Come detto sopra a condizione di avere una guida molto caricata sull’ avantreno ha veramente poche rivali sul veloce !!! Una vera macchina per gare Enduro 🙂

Discesa tecnica e stretta : anche in questo caso le ruotone non aiutano ma se si riesce a mantenere una velocità appena superiore al solito il telaio e tutto l’ assieme permettono comunque di guidare con sicurezza a velocità inusuali !!!

Frenata : i soliti freni Sram Code – da molti disprezzati – sono per noi un buon impianto che non ci ha mai dato eccessivi problemi . Infatti anche in questo caso non abbiamo dovuto rilevare nessun inconveniente particolare : buona la potenza frenante e la modulabilità . Se qualche d’ uno ritiene che altri freni siano ancor più potenti basterà al limite sostituire le pastiglie con altre più performanti come abbiamo fatto noi alla necessità 🙂

Rigidità : il famoso VPP® e un triangolo / carro molto ben costruiti conferiscono alla Megatower una rigidità da riferimento coaudivata da ruote Reserve con canale da 30 mm anch’ esse rigide senza per questo essere mai “talmente rigide” da mettere eventualmente in difficoltà un neofita come succede in altri casi .

Dotazione : Sram AXS con comandi Wi-Fi che pensiamo essere oggi tra i più veloci e precisi gruppi sul mercato coaudiuvati dal reggisella Reverbe anch’ esso AXS che non ci ha mai traditi e che risulta essere velocissimo nella discesa e nella risalita !!! Sicuramente un riferimento per il mercato attuale 🙂 Che dire poi dei mozzi I9 Hydra scorrevolissimi e anch’ essi super precisi e veloci nell’ aggancio … forse sono la ciliegina sulla torta di un montaggio così raffinato !

Finiture : siamo sicuramente di fronte a una realizzazione con finiture di altissimo livello come poche altre Case sono in grado di offrire !!!

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è elevato ma la dotazione è regale 🙂

Note finali : come detto più volte e anche in altri casi la Megatower è talmente prestazionale in discesa da essere sin troppo per molti dei normali Utenti (io in testa) e difficilmente un normale Utente sarà in grado di trovare il limite a questa macchina da competizione ! Bellissima, con prestazioni incredibili e il fascino di una Santa Cruz che difficilmente viene eguagliato da altri e che spesso fa scuola anche ad altri !!!

 

First ride : Cannondale Moterra1 2020 con nuovo Bosch CX 4 Gen

25 Lug 2019

Venerdì 12 Luglio : si parte presto con destinazione Austria in occasione del meeting Europeo del gruppo Dorel proprietario – tra gli altri – dei marchi Cannondale e GT . Arrivati all’ Hotel ci precipitiamo poi al centro congressi di Alpbach – sede dell’ evento – a registrarci e a prenotare le nostre Moterra in test per la mattina seguente ; siamo veramente curiosi ! Il pomeriggio trascorre tra presentazioni dei nuovi modelli e incontri con tutto lo staff Italiano ed Europeo del gruppo che ci illustra tutte le novità 2020 e il grande cambiamento in atto all’ interno dell’ Azienda .

La mattina dopo fatta colazione e preparato l’ abbigliamento antipioggia, dato che il tempo promette temporali, ci presentiamo presso la zona test per farci settare le nostre due Moterra 1 . Il personale è molto gentile e cordiale e dopo averci montato i nostri pedali e averci settato l’ altezza sella e gli appoggi ci invita a salire da altri Colleghi per la regolazione del SAG : nulla è lasciato al caso !

Finalmente si parte e al momento non piove ; ancora uno sguardo al piccolissimo motore Bosch CX finalmente dotato di una corona anteriore normale, al nuovo tubo obliquo contenente la nuova batteria da 625 Wh e al nuovo computer di Bosch, il Kiox e poi si può partire . I primi metri su asfalto in salita sono utili per provare tutti i vari livelli d’ assistenza che sono Eco, Tour, E-Mtb e Turbo che vengono rappresentati sul Kiox anche con diversi colori della linea di assorbimento potenza del motore . Partiamo in Eco e subito, fatto il paragone con il vecchio livello Eco del vecchio CX, percepiamo una spinta meno invasiva e pensiamo quindi più risparmiosa della batteria se comparata al vecchio : molto bene questo significa che hanno lavorato al meglio e si potranno probabilmente fare più chilometri in Eco 🙂 Il livello Tour non sembra discostarsi molto dal vecchio mentre l’ E-Mtb sembra particolarmente efficiente e preciso (in due parole di tratta quasi di un “cambio automatico) se comparato al vecchio motore . La bicicletta si muove con una spinta sempre naturale e senza strappi permettendo notevoli velocità in salita all’ aumentare della spinta sui pedali !

In breve siamo nel bosco su un single track guidato in falsopiano con strappetti brevi e intensi dove possiamo ancora una volta apprezzare l’ ottimo lavoro del motore con assistenza settata su E-Mtb e l’ estrema rigidità del carro posteriore a 4 punti d’ infulcro che ci stupisce non poco ! La Moterra corre veloce sulle sue ruotone da 29” e si dimostra sin dal primo approccio molto stabile e giocosa … la velocità è mantenuta sempre alta dall’ ottima spinta – anche se mai invasiva – del nuovo motore CX e dall’ assistenza E-Mtb : basta fare più pressione sui pedali e la Moterra accellera con decisione inusuale . Sembra un motore quasi fiacco da quanto è dolce l’ erogazione ma guardando il Kiox si scopre con stupore che la velocità è sempre molto vicina al limite di legge dei 25Kmh anche su questo stretto single track guidato !!!

Io e Oscar ci fermiamo un attimo nel bosco prima di iniziare il tratto in discesa più tecnico del percorso di prova e purtroppo inizia a piovere . Questo limiterà un filino la confidenza in discesa ma fortunatamente il sentiero tecnico è abbastanza breve e ancora asciutto tanto da farci apprezzare le buone doti di maneggevolezza della Moterra e siamo di nuovo su asfalto in salita per tornare alla base . La pioggia aumenta d’ intensità e mettiamo il Turbo per sbrigarci a rientrare ma alla fine scopriamo che la differenza con il settaggio E-Mtb è veramente pochissima : si tratta di circa 1 / 2 Kmh in più a favore del Turbo in salita in base alla forza applicata sui pedali e quindi torniamo al settaggio E-Mtb salendo sulle rampe costantemente a più di 18 / 20 Kmh sino al centro congressi dove arriviamo decisamente umidicci 🙂

Ci guardiamo in faccia sorridenti e tutti e due siamo concordi nel ritenere la Moterra molto divertente e favorevolmente impressionati dalla spinta – mai invasiva ma molto potente – del nuovo motore Bosch CX che, come già detto, riteniamo dia il meglio di se con l’ assistenza E-Mtb inserita . In pratica ci si scorda del motore che comunque da tutto il supporto necessario e tanta velocità e ci si concentra solo sulla guida della Moterra e sul grande divertimento che la stessa trasmette !!!

Con molta probabilità ci lavoreremo sopra per tutto il mese di Agosto ma comunque se il buon giorno si vede dal mattino … direi che siamo già a un ottimo livello !!!

Stay tuned 🙂

Pro-M Team – IXS Rookies Cup DH – Saalbach (AUT) & San Cassiano (IT) round 3 & 4

17 Lug 2019

Per una volta inizio dalla fine : Andrea Bonanomi ha vinto a San Cassiano (IT) la sua prima gara IXS Rookies Cup DH U15 – il campionato Europeo giovanile di downhill – e Riccardo Bonanomi ha ottenuto un ottimo 9° posto entrando ancora una volta nei primi dieci di categoria U15 alla sua prima stagione di gare !!!

Ma andiamo con ordine : due gare e due trasferte in due weekend sono state abbastanza impegnative per il Team . La trasferta a Saalbach è stata lunga e io e il “Comandante” abbiamo sbagliato i tempi per impegni lavorativi : siamo arrivati in Hotel alle 01:00 del Sabato e i ragazzi hanno avuto quindi pochissimo tempo per provare il percorso prima delle qualifiche . Il risultato in qualifica e poi in gara non è andato oltre un pur ottimo 6° posto per Andrea e un 12° per Riccardo . Atleti che normalmante non impensieriscono i nostri Twins questa volta sono riusciti meritatamente a sopravanzare i nostri ragazzi .

Comunque bellissima location e il festival con tanto di gara sloopstyle che prevedeva ben due rampe che salivano su due diverse balconate degli Hotel del centro ! Degna di nota poi la presenza di Fabio WIbmer con la sua fiammante Specialized Demo 29″ che ha poi realizzato il miglior tempo in gara nella categoria Open Men . La pista della gara invece era abbastanza lunga e il fatto che i partecipanti al Festival più gli atleti fossero tutti in fila per salire sull’ impianto non ha permesso ai Twins di provare granchè il Sabato e nemmeno la Domenica mattina . Si doveva partire magari con almeno un giorno d’ anticipo ma siamo alla prima stagione e la nostra esperienza e conoscenza delle cose aumenterà di gara in gara 🙂

Domenica poco prima della gara un violento acquazzone obbliga il Comandante a cambiare gomme ma incredibilmente e in brevissimo tempo la pista si asciuga e quindi si torna alla scelta di gomme normali con super lavoro extra per Gianluca . Finalmente parte Riccardo e poco dopo Andrea e alla fine otterranno un ottimo 6° e 12° posto come già detto . Abbiamo passato un ottimo weekend e imparato moltissime cose e tra le altre che il livello di attenzione anche ai piccoli dettagli è essenziale a livello Europeo anche se parliamo di un campionato giovanile !

La settimana successiva i Bonanomi Twins, fatta l’ esperienza il weekend precedente, si presentano sulla pista di San Cassiano in alta Badia già il Venerdì per provare il percorso che risulta essere lungo e molto scorrevole ma con tantissime curve da memorizzare . Girano tutto il Venerdì con loro Mondraker Dune da enduro e poi il Sabato si fa sul serio con le Summum da DH . Andrea ottiene già il Sabato il 1° tempo in qualificazione mentre Riccardo è 10° . Importante soprattutto l’ ottimo tempo ottenuto da Andrea che con 6’00” è tra i primi 10 tempi assoluti ! La Domenica dopo le prove libere finalmente la prima vittoria in Europa !!! Andrea scende sotto i 6′ e vince la categoria U15 mentre Riccardo lima quasi 3” e si classifica al 9° posto di categoria !!! Che emozione !!! La prima vittoria di Andrea a livello Europeo è ancora più importante se consideriamo che ha realizzato anche il 9° tempo assoluto tra tutte le categorie !!! Siamo sulla strada giusta e sono felicissimo per tutta la Bonanomy family che merita questi risultati : grandi tutti 🙂

Grazie Bonanomi Twins per le grandissime emozione che ci date !!!

Trust Message – La prova completa

04 Lug 2019

Dopo circa 5 mesi di utilizzo in svariate condizioni posso affermare con certezza che il sistema di sospensione anteriore di Trust progettato da Dave Weagle è sicuramente il miglior sistema di sospensione anteriore per uso trail (e magari lo sarà presto anche per uso XC e/o Enduro) che io abbia mai usato !!!

A Marzo 2019 avevo iniziato a prendere confidenza con il sistema Trust sui sentieri del monte Gazzo a Genova in occasione della presentazione del sistema stesso da parte di 4Guimp e degli uomini di Trust (https://www.pro-m.com/trust-message-una-forcella-insolita-first-ride/) . Ieri, 3 Luglio 2019, durante un’ ennesima uscita con un amico che seguendomi è rimasto stupefatto dalle linee che mi permetteva di percorrere il sistema Trust ho definitivamente stabilito che – per il mio tipo di condurre – la Message è il miglior sistema di sospensione che io abbia mai avuto all’ anteriore .

Ma veniamo allo prova vera e propria svoltasi sui più svariati tipi di terreno come segue . L’ impatto estetico è a dir poco “strano” ma passato il primo momento di smarrimento e facendoci un pò di abitudine alla fine risulta anche bella da vedere 🙂 Una volta regolata la pressione nelle due camere d’ aria che compongono il sistema (il riferimento da cui partire è semplicemente il peso del Biker espresso in libbre) non resta che regolare la parte idraulica di compressione (alte e basse) e ritorno presente nella parte destra del sistema . Quest’ ultima regolazione è abbastanza personale ma non complessa se si parte dalle regolazione iniziali contenute nel libretto d’ istruzioni . Inizialmente abbiamo avuto un problema di perdita di pressione aria in una cartuccia ma che è stato prontamente risolto con la sostituzione del core della valvola di gonfiaggio della cartuccia stessa .

Questo piccolo problema iniziale ci ha permesso anche di capire quanto essenziale sia stata la scelta di avere due molle ad aria a destra e a sinistra per poter dare un perfetto bilanciamento del sistema che se dovesse lavorare con una cartuccia sola sarebbe comunque sbilanciato e insufficiente all’ uso . Da questo si evince come sia necessario avere una corretta manutenzione e controllo delle pressioni d’ utilizzo che devono sempre essere identiche nelle due camere.

I 130 mm dichiarati di corsa alla ruota si ottengono con un affondamento delle due aste delle cartuccie di soli 35 mm e questo permette al Rider di percepire un assetto praticamente costante in ogni momento sia esso in salita, in discesa, sul ripido o in frenata ! In pratica non ci sono più affondamenti, impaccamenti e variazioni eclatanti dell’ angolo di sterzo e questo, sin dal primo momento, si traduce in maggior confidenza con il sentiero e maggior sicurezza e velocità di percorrenza a velocità medio alte !!! Impressionante a tal proposito la velocità che si riesce a mantenere su percorsi vallonati e le linee che si riescono a percorrere in totale sicurezza !!! In pratica sembra di guidare una bicicletta piantata su un binario a velocità ben superiori a quelle possibili con una tradizionale forcella telescopica .

Se a questo aggiungete che l’ offset si riduce durante la corsa del sistema e il trail si amplia capirete facilmente come maneggevolezza e stabilità sul veloce siano ancora migliorati in confronto alle forcelle tradizionali così come la maneggevolezza a velocità meno sostenute . Per i meno “sgamati” Vi informo che questo è l’ unico sistema di sospensione con offset e trail variabili e quindi paragoni con altri sistemi / forcelle – seppur similari all’ occhio – sono da evitare con attenzione 🙂

Per quanto riduarda gli assorbimenti e la capacità di superare gli ostacoli anche in salita siamo veramente ad altissimi livelli nemmeno paragonabili alle forcelle tradizionali le quali ad ogni impatto con un ostacolo subiscono ovviamente un rallentamento mentre qui sembra quasi di accellerare tanta è l’ efficienza del sistema !

Insomma è tutto perfetto ? No, come in ogni cosa del mondo, ci sono sempre pro e contro . Facciamo un brevissimo elenco quindi come segue :

PRO : assetto costante, miglior guidabilità e maneggevolezza, maggior precisione di guida a velocità medio alte, offset e trail variabili, rigidità complessiva, aspetto estetico particolare, cura costruttiva, garanzia a vita su tutti i cuscinetti, intervalli di manutenzione molto lunghi .

CONTRO : peso leggermente superiore a altre forcelle trail, aspetto estetico particolare, prezzo .

A Voi decidere se vale la pena o meno di provarla o se a priori – come purtroppo ho letto più e più volte in rete – è solo un prodotto da ricconi del tutto inutile 🙂

 

 

 

Technomousse Green Constrictor : la prova sul campo

18 Giu 2019

Agli inizi del 2017 ho iniziato a montare e quindi a testare personalmente – e con il Pro-M Team sui campi gara – gli inserti per gli pneumatici che ho affettuosamente definito “i salsicciotti” . Sono passati ormai 2 anni e mezzo e Vi assicuro che tra ABSRoc, AirLiner, Barzotto, Cush Core, Huck Norris, Mr. Wolf, PTN, Soulsiccia, SpeedyMousse, Technomousse (1° release) e quant’ altro ho provato veramente quasi di tutto ! Quindi quando Marco e Fabio di Technomousse al Bike Festival mi hanno proposto di provare il nuovo Green Constrictor ho accettato con entusiasmo rassicurato dalle loro parole che il prodotto era parecchio diverso dalla loro prima release .

Ritiro al Bike Festival

La prima cosa buona me l’ hanno comunicata i ragazzi in officina : è sicuramente il salsicciotto più facile da montare tra il cerchio e il pneumatico ! Se avete un minimo di malizia e di esperienza si montano su ogni tipo di cerchio e pneumatico senza nemmeno usare le leve ! Detto ciò non restava che provare : la prima uscita fatta con coperture non scorrevolissime e camere d’ aria non leggerissime mi ha lasciato un filino perplesso sul peso percepito e sulla scorrevolezza dell’ insieme . Siamo passati quindi a camere d’ aria con peso inferiore ai 100 gr. e a coperture più leggere e scorrevoli (pur sempre delle Minion DHF / Aggressor) per ovviare a queste sensazioni iniziali recuperando circa 250 gr. per ruota e riportando quindi il peso quasi ad un tubeless originale (Vi ricordo che in misura 27,5″ il Green Constrictor pesa circa 340 gr.) .

BINGO !!! In questa configurazione – soprattutto se montate su una E-Bike – le Technomousse Green Constrictor sono quanto di più simile ad una mousse da moto io abbia mai provato !!! I vantaggi più evidenti – chi ha guidato moto da enduro con le mousse ben li conosce – sono ovviamente la quasi totale eliminazione di forature e pizzicature, una trazione a dir poco incredibile e nel caso del Green Constrictor un sostegno a pneumatici con carcasse leggere che elimina quasi completamente la deriva del pneumatico anche a pressioni ben inferiori a 1 Bar !!! Se a questo aggiungete il maggior assorbimento delle vibrazioni, la miglior qualità della risposta elastica e di rimbalzo, il miglior feeeling di guida, la possibilità di rientrare a casa anche in caso (quasi inesistente) di pneumatico forato , tagliato e quant’ altro Vi renderete conto che abbiamo quasi un prodotto perfetto !!!

2° montaggio con componenti più leggeri

Le pressioni d’ utilizzo consigliate da Technomousse sono da 0,6 a 1,5 Bar e ad onor del vero io personalmente (circa 75 Kg. più abbigliamento e nessuna attrezzatura e/o camera) ho trovato il setting ideale – e quindi il giusto compromesso tra rimbalzo, feeling di guida e scorrevolezza – con 1 Bar all’ anteriore e 1,3 / 1,4 Bar al posteriore .

Cosa manca ancora a questi “salsicciotti” ? A voler cercare il pelo nell’ uovo direi un minor peso (so che in Technomousse ci stanno già lavorando) che le renda ancor più universali anche per usi meno gravity oriented e l’ eliminazione dell’ effetto mousse vera e propria che, se da un lato non Vi darà più la stupefacente sensazione di grip e trazione che si percepisce con le Greeen Constrictor montate, dovrebbe garantire una ancora miglior scorrevolezza … Ma ripeto stiamo veramente cercando dei difetti che già oggi all’ atto pratico sono pressoché inesistenti se montate in modo corretto e con i componenti corretti 🙂

Nell’ uso agonistico probabilmente alcuni altri “salsicciotti” sono magari paritetici e/o addirittura preferibili ma qui entriamo nellle sensazioni di feeling di guida del tutto personali e che spesso non vengono nemmeno percepite dal grande pubblico a cui io stesso appartengo . Sono assolutamente convinto di poterle consigliare a tutti gli E-Bikers non agonisti e Bikers escursionisti tradizionali per tutto quanto sopra elencato e anche per il potersi togliere l’ onere della manutenzione / rinnovo del lattice delle versioni tubeless degli pneumatici, oltre a garantire la quasi impossibilità a forature o altro .

Per altre informazioni sul prodotto Vi rimandiamo al link seguente : http://www.technomousse.com/mobile/green-constrictor.php

 

Pro-M Team – IXS Rookies Cup 2019 – Steinach (GER) round #2

17 Giu 2019

Seconda trasferta in Germania e questa volta andiamo a Steinach . Peccato che di località con il nome Steinach in Germania ce ne siano almeno una decina 🙂 Il Comandante si occupa della prenotazione Hotel e sbaglia località : fortunatamente ce ne accorgiamo per tempo ma la prenotazione non è cancellabile . Comunque riusciamo a prenotare nel posto giusto un altro Hotel e finalmente Sabato mattina ci troviamo a Lecco e partiamo . Il navigatore ci indica 732 Km che percorriamo abbastanza velocemente se non consideriamo l’ attraversamento della Svizzera e un rallentamento che ci obbliga ad una deviazione su strade secondarie facendoci perdere almeno mezzora .

Arrivati a destinazione Gianluca mi indica l’ indirizzo dell’ hotel e aggiornando il navigatore compaiono 459 Km a destinazione !!! Panico : il Comandante sbianca, ma ben presto si rende conto di avermi suggerito l’ indirizzo dell’ hotel prenotato precedentemente per errore 🙂 Pericolo scampato, non resta che andare sul percorso di gara per il consueto track walk . Dopo di che cena in hotel con la solita Schnitzel e poi a nanna : domani si prova e si parteciperà alla manche di qualificazione .

Domenica mattina alle 08:00 siamo già sulla pista , ultimi aggiustamenti e i Twins iniziano a provare . La pista è molto veloce e poco tecnica cosa che non avvantaggia di certi i nostri pesi piuma ma questo è il nuovo corso della downhill e quindi non lamentiamoci ma anzi godiamoci il divertimento ! I Twins non si fanno certo pregare e iniziano ad inanellare giri su giri . Cambiano set di gomme più volte per trovare il feeling migliore e il pomeriggio alle 14:30 parte il primo concorrente per le qualificazioni .

Arriva il turno di Riccardo che con una discreta prestazione si qualifica in 12 posizione : qualche errore di troppo dato dalla foga e da qualche problemino in staccata ma è felice e sereno . Scende anche Andrea e purtroppo colleziona ben due cadute – cosa strana che non gli capita spesso – e si piazza quindi in 13 posizione a ridosso del fratello . Tutti super sereni e contenti : la gara sarà domani .

Lunedì mattina di nuovo a provare la pista dato che nella notte ha piovuto e quindi il fondo è leggermente diverso : meno polvere e più grip, basta scegliere gli pneumatici giusti 🙂 Riccardo e Andrea girano bene e con estrema facilità , sarà una bella lotta . Arriva finalmente il momento della gara : alle 11:30 parte il primo concorrente . E’ il turno di Andrea che stacca il primo tempo al di sotto dei 2′ 20″ ed è primo . Segue Riccardo che scende di parecchio e si piazza secondo a ridosso del fratello . Mancano solo 11 concorrenti e alla fine i Twins risultano essere 3° e 5° categoria U15 !!! Grandissima prestazione !!!

Solo dopo qualche ora scopriamo però che un Marshall ha ostacolato un concorrente Tedesco – a cui viene quindi permesso di ripetere la prova – che nella ripetizione infligge un distacco di 4 decimi al nostro Andrea che perde così la possibilità di salire sul terzo gradino del podio : non cambia nulla, queste sono le gare ed è giusto che sia così 🙂 Chiudiamo quindi con un 4° e 6° posto finali e i nostri Twins sono al settimo cielo !!! Bellissima gara e bellissima esperienza ; siamo certi di essere sulla strada giusta 🙂

Non tutti i mali vengono poi per nuocere e non dovendo attendere la premiazione possiamo incamminarci verso casa con almeno un’ oretta di anticipo ! Il viaggio scorre con facilità sotto le ruote del nostro mezzo e alle 21.30 siamo già a Lecco . Solito trasbordo di materiali e si prosegue verso il meritato riposo . Ci risentiamo per la prossima gara in Austria che si svolgerà la prima settimana di Luglio ; nel frattempo ci aspettano gli Assoluti Italiani DH a Sestola dove speriamo di fare bene 🙂

Bravi tutti e grandissimi Bonanomi Twins : avanti a tutta !!!

Shuttle ululì , CX ululà …

05 Giu 2019

Shuttle ululí, CX ululà …

di Ezio “Freakrider” Baggioli

Quando si esce per una gita che prevede dislivelli importanti, senza conoscere il percorso poiché é la prima volta che la si pianifica (le sorprese son sempre lì che ti attendono gioiose) , il primo pensiero é , per ogni E-pedalatore , lo chiuderemo senza sofferenza ? Per sofferenza intendo la fine della carica della batteria ovviamente, sapendo che la gita ha pendenze medie del 15% .

Premesso che di gamba non manco , ho affrontato una gita in toto esaltante , con paesaggi commoventi , discese su fondo naturale ,  pensate per un  utilizzo pédestre ma che si sposano perfettamente al nostro gioco. Ma le salite nello specifico sono lunghe ed erte , come ho scritto prima , nell’ordine del 15% medio , con tratti da naso sul pneumatico anteriore qb (come il sale nella pasta) e non sapendo come si sarebbe sviluppato il tutto, ho mantenuto un atteggiamento guardingo . Io pedalo una Mondraker E-Crafty con motore Bosch CX . I miei “cumpari” invece si muovevano come libellule a pel d’acqua con due Specialized Levo 2019 .

Dieci per cento il cartello stradale mi sentenzia con fare beffardo , manca solo un sorrisetto di circostanza disegnato a pennarello , loro chiacchierando del più e del meno , che in quel momento ero io , iniziano ad allungare dandomi quei trenta metri che sanno di beffa ma che ti fanno capire che il tuo affidabile CX ormai appartiene al medioevo ed il loro Brose é il rinascimento . Li guardavo salire dove la strada si innerpicava simpaticamente severa, appoggiando i piedi come se fluttuassero  in assenza di gravità . Scatto di cielodurismo, aumento gli RPM  pur di ricucire lo strappo , li raggiungo sempre in modalità Eco sudato come un cencio che ha appena finito di lavare un pavimento , accolto da una laconica esternazione dei due cumparuzzi ” quello che fa la differenza , in salita che sia asfaltata , sterrata , lastricata o se preferisci tecnica é lo shuttle mode” .

Onestamente li ho invidiati … Con molto affetto , mi sentivo un attimo stanco , la temperatura elevata ed il sole a picco che mi ha arrostito il coppino per tutta la salita sicuramente non mi ha aiutato , ma anche loro subivano la stessa tortura , ma erano come se non avessero fatto un passo . Freschi come fiori appena recisi , io sembravo uno di quelli secchi che si mettono trale pagine di un libro . Devo dire ad onor di cronaca che con la scusa di fare fotografie , il percorso é un balcone a strapiombo sull’Ossola , un poco di fiato lo riprendevo … Ma la parte più sostenuta della salita era lì che ci aspettava , come il gatto che gioca con il topo ; dalla pausa caffè all’alpe Lusentino iniziò a graffiare . Ma solamente me medesimo …

Non posso esimermi dal moto di invidia al cartello “pendenza media quindici per cento” poiché hanno allungato il passo ed io per non esser da meno passo in modalità TRAIL , ma loro son sempre avanti trenta metri . “Scusate la curiosità irriverente , ma … Salivate in turbo , vero ?????” Scambio di sguardi , vedo un moto compassionevole nei miei riguardi con un sorriso di chi potrebbe aver adagiato il sacro iliaco su un missile Terra-Terra” siamo in ECO con lo Shuttle mode al cento per cento , ti porta su da sola basta appoggiare i piedi” questo lo vedevo benissimo e guardavo i rapporti che usavano lungo il tratto più impegnativo che sale alla partenza del muro Torcelli , garantisco che se lo chiamano muro , un motivo valido c’ è … Non rimpiagevo la muscolare per certo altrimenti sarebbe un muro del pianto . Dopo una rampa da naso sul manubrio , 42 di default raggiungemmo la partenza della discesa, dove li , lo Shuttle mode non fa la differenza …

Ma a questo punto che cosa vorreste leggere ? Una tremenda verità : lo Shuttle mode é la vera e più importante innovazione del motore Brose Mag S (o Specialized 2.1 se preferite) . Se lo escludete é simile agli altri , CX escluso visto che come ben sapete é un’ espressione medioevale , nonostante sia un mulo per utilizzo , ma un mulo non sarà mai un purosangue da corsa 🙂

Pare , dico pare poiché io non ho una Levo , dia assuefazione … E visto come sta andando con le sostanze stupefacenti , potrebbe anche essere che lo vietino alla Domenica in modo che si allunghino i tempi di salita , cosicché quelli come me che non la possiedono , possano felicemente far conto dello Shuttle legs 🙂

Comunque vada non sono per nulla convintamente no Shuttle … Mi sogno da domenica notte un telaio Mondraker con un motore Specialized 2.1 . Mi sento tanto Dr. Frankenstein !

Shuttle ululí, CX ululà .