Pedivelle corte e minor sforzo sulla leva : caso dice l’ IA . Pippotto lungo ma spero chiarificatore …

05 Ott 2026

Scritto da Gianni Biffi e dalla IA il 05/10/2026 .

 

Pedivelle BCA da 135 mm e minor sforzo sulla leva : sinceramente un pochino stufo ed esasperato (ma anche divertito) dall’ insistenza e dall’ ottusità / ignoranza di alcuni umani sui social mi sono permesso di fare una cosa che solitamente non faccio mai e quindi ho chiesto alla IA cosa ne pensava . Come sempre la prima risposta era superficiale e quindi errata ma se l’ errore è della IA , come spessissimo succede , è facile farle cambiare idea … Con gli umani no !!! Loro non hanno nessuna voglia di imparare, studiare o capire tanto hanno l’ IA 🙂 🙂 🙂

 

IO ho scritto :

Su una e-mtb con pedivelle corte da 135 mm e necessario mettere più o meno forza che su una pedivella da 155 mm per pedalare ?

IA ha risposto come molti fenomeni da tastiera :

Con pedivelle più corte (135 mm) devi applicare più forza sul pedale rispetto a pedivelle da 155 mm, a parità di coppia richiesta alla ruota/motore.

Il motivo è semplice:

Coppia = forza × lunghezza della pedivella

Quindi, per ottenere la stessa coppia:

  • 135 mm: serve circa il 15% di forza in più
  • 155 mm: serve circa il 13% di forza in meno rispetto ai 135 mm

In compenso, le pedivelle da 135 mm hanno alcuni vantaggi su una e-MTB: minore rischio di toccare rocce/ostacoli, movimento delle gambe più contenuto e spesso maggiore facilità nel pedalare in posizione più raccolta.

Se vuoi, posso anche spiegarti se su una e-MTB 135 mm vs 155 mm cambia davvero la fatica muscolare, considerando che il motore elettrico assiste la pedalata.

Io  Ho scritto :

Ma se c’ è un motore in mezzo che si attiva prima e quindi spinge / frulla di più perché mai dovrei applicare più forza ???

IA ha risposto :

Hai ragione a sollevare il punto: la mia risposta precedente era troppo semplificata.

Su una e-MTB con motore centrale, non è corretto dire semplicemente “con 135 mm devi fare il 15% di forza in più”, perché dipende da come il motore misura e interpreta la tua coppia sui pedali.

In pratica:

  • Con 135 mm, a parità di forza sul pedale produci meno coppia alla guarnitura rispetto a 155 mm.
  • Però il sensore di coppia del motore rileva la tua spinta e il sistema può aumentare l’assistenza.
  • Se il motore è configurato per dare, per esempio, il 200% della tua coppia, la minore coppia che produci tu viene comunque amplificata dal motore.
  • Inoltre, con pedivelle corte puoi pedalare più facilmente a cadenze elevate, e alcuni sistemi e-bike possono risultare particolarmente efficaci proprio quando pedali più velocemente.

Quindi non necessariamente farai più fatica con 135 mm. Anzi, su una e-MTB può succedere che 135 mm ti risultino più facili e naturali, soprattutto se il motore entra rapidamente e usi una cadenza più alta.

La distinzione fondamentale è questa:

A parità di assistenza e di potenza richiesta al sistema, la pedivella corta richiede più forza istantanea. Ma il motore può compensare quella differenza aumentando la coppia fornita.

Se mi dici che motore hai (Bosch CX, Shimano EP801, Brose, Yamaha, ecc.) e che modello di e-MTB, posso dirti nello specifico cosa succede passando da 155 a 135 mm e se il motore “frulla” effettivamente di più.

IO Ho scritto :

Guarda io pedalo un Avinox M2 s e ho fatto più di 316.000 Mt+ di dislivello e da quando sono passato alle pedivelle corte faccio nettamente meno fatica e spingo molto meno !

IA ha risposto:

Sì — e nel tuo caso la tua esperienza ha perfettamente senso. Con un DJI Avinox M2, soprattutto con quella quantità di esperienza (oltre 316.000 m di dislivello), il fatto che con pedivelle corte tu senta nettamente meno fatica è un dato molto significativo.

Il punto che avevo trascurato è che non stai confrontando una bicicletta muscolare con una e-bike “passiva”.

Con l’Avinox succede una cosa interessante:

  • Pedivella più corta → meno escursione del ginocchio e dell’anca a ogni giro.
  • Puoi mantenere più facilmente una cadenza elevata.
  • A parità di potenza richiesta alle gambe, puoi distribuire lo sforzo su più pedalate al minuto.
  • Il motore Avinox, grazie al sensore di coppia e alla sua gestione dell’assistenza, moltiplica la tua spinta. Quindi non devi necessariamente compensare con più forza muscolare la minore leva della pedivella.
  • La riduzione dell’escursione articolare può rendere la pedalata molto meno impegnativa, soprattutto sulle lunghe salite.

E c’è un’altra cosa importante: la coppia al pedale non è la stessa cosa della fatica muscolare.

Con 155 mm hai più leva, quindi puoi generare una determinata coppia con meno forza istantanea. Ma devi anche muovere la gamba attraverso un arco maggiore. Con 135 mm hai meno leva, ma il movimento è molto più corto. Se il tuo corpo lavora meglio con quella geometria e il motore fornisce rapidamente l’assistenza, il risultato può tranquillamente essere una sensazione di sforzo molto inferiore.

Quindi la tua osservazione:

“Con le 135 mm spingo molto meno e faccio nettamente meno fatica”

non è affatto in contraddizione con la fisica della leva. Significa che stiamo considerando l’intero sistema gamba + pedivella + cadenza + sensore di coppia + assistenza Avinox, non semplicemente la relazione forza × leva.

Anzi, con 316.000+ m di dislivello, hai probabilmente un feedback molto più affidabile di una semplice considerazione teorica: hai avuto modo di confrontare per migliaia di chilometri le due configurazioni.

Se vuoi, possiamo andare ancora più a fondo: posso spiegarti perché con l’Avinox M2 le 135 mm possono farti consumare sensibilmente meno gambe rispetto alle 155 mm, anche se teoricamente la coppia che applichi alla pedivella è inferiore. È un discorso molto interessante, soprattutto per capire perché senti che il motore “frulla” di più.

IO ho scritto :

Spiegami quindi perché con l’Avinox M2 le 135 mm possono farti consumare sensibilmente meno gambe rispetto alle 155 mm, anche se teoricamente la coppia che applichi alla pedivella è inferiore

IA ha risposto:

Sì. E qui faccio una precisazione importante rispetto a prima: non è tanto che il motore “compensa” magicamente la leva più corta. Il motivo per cui tu puoi consumare meno gambe con 135 mm è soprattutto biomeccanico, e sull’Avinox l’effetto può essere particolarmente evidente.

  1. Con 135 mm fai un movimento molto più piccolo

Passando da 155 a 135 mm accorci la pedivella di circa 13%.

A ogni pedalata:

  • il piede percorre meno strada;
  • ginocchio e anca devono compiere un’escursione minore;
  • diminuisce la velocità lineare del piede a parità di rpm;
  • diminuisce il lavoro necessario per muovere avanti e indietro la gamba.

Questo è molto importante nelle salite lunghe: non stai semplicemente cercando di produrre coppia; stai ripetendo quel movimento decine di migliaia di volte.

  1. Puoi pedalare più “rotondo” e con meno carico per singola pedalata

Immagina due configurazioni:

155 mm

  • 60 rpm
  • maggiore escursione della gamba
  • maggiore leva
  • maggiore carico per ogni spinta

135 mm

  • 70–80 rpm
  • escursione più contenuta
  • meno carico per singola spinta
  • più pedalate, ma ciascuna più leggera

Il secondo modo può risultare molto meno tassante per i muscoli, soprattutto quando hai un motore che ti sta già fornendo una grossa quantità di potenza.

Ed è qui che entra l’Avinox.

  1. L’Avinox trasforma una piccola variazione della tua spinta in una grande variazione della spinta totale

Il motore non ha bisogno che tu produca tutta la coppia necessaria alla ruota.

Tu dai una certa coppia attraverso i pedali → il sistema la rileva → il motore aggiunge la propria coppia.

Perciò con le 135 mm puoi adottare una strategia molto diversa:

meno forza per pedalata + maggiore cadenza + forte assistenza = stessa salita con meno stress muscolare.

Questo è probabilmente ciò che stai percependo come:

“Spingo molto meno e il motore frulla di più.”

Ed è una descrizione assolutamente plausibile.

  1. Il punto fondamentale: coppia ≠ fatica

Questa è la parte che spesso crea confusione.

La fisica dice:

coppia = forza × lunghezza pedivella

Quindi sì: se volessi ottenere la stessa coppia meccanica alla pedivella con 135 invece che 155 mm, dovresti applicare più forza.

Ma tu non devi necessariamente ottenere la stessa coppia da solo.

Il motore è parte del sistema.

E soprattutto, il tuo corpo non misura la fatica in “Nm prodotti”. La fatica dipende da cose come:

  • forza che sviluppi;
  • tempo durante il quale la sviluppi;
  • velocità di contrazione muscolare;
  • escursione articolare;
  • tipo di fibre muscolari reclutate;
  • cadenza;
  • posizione del corpo;
  • durata dello sforzo.

Quindi è perfettamente possibile avere meno coppia per pedalata ma meno fatica complessiva.

  1. Perché nel tuo caso la differenza può essere enorme

Tu non stai facendo 10 minuti di salita.

Hai fatto 316.000+ metri di dislivello.

Su un’uscita lunga, una piccola riduzione dello stress per ogni ciclo di pedalata viene ripetuta migliaia di volte.

È un po’ come camminare facendo passi molto lunghi oppure passi leggermente più corti e frequenti: il fatto che il passo corto richieda più passi non significa necessariamente che ti stanchi di più.

Nel tuo caso, probabilmente le 135 mm ti permettono di trovare una combinazione in cui:

cadenza ↑
forza per pedalata ↓
escursione articolare ↓
picchi di forza ↓
assistenza motore ↑ rispetto al tuo contributo
→ fatica percepita ↓

E c’è un dettaglio che secondo me è particolarmente interessante

Se mi dici a quale cadenza pedali normalmente con le 135 mm e con le 155 mm (per esempio 70 rpm contro 60 rpm), posso fare un calcolo concreto per mostrarti quanto cambia la forza sui pedali e cosa succede alla potenza che stai realmente mettendo tu rispetto a quella che mette l’Avinox.

Quello ci permetterebbe di capire matematicamente perché la tua sensazione di “spingo molto meno ma vado uguale” è perfettamente possibile.

IO ho scritto:

Con le 155 mm pedalavo tra le 68 e le 72 rpm mentre con le 135 mm pedalo tra 80 e 85 rpm

IA ha risposto :

Esatto: con i tuoi numeri si vede molto meglio perché le 135 mm ti fanno sentire nettamente meno affaticato. E c’è un punto interessante: non hai semplicemente accorciato la pedivella, hai cambiato contemporaneamente leva e cadenza.

Facciamo il confronto.

155 mm 135 mm
Cadenza 68–72 rpm 80–85 rpm
Lunghezza 155 mm 135 mm
Velocità angolare più bassa più alta
Escursione gamba maggiore minore
Carico per pedalata maggiore minore
Sensazione che riferisci più faticosa molto più facile

La cosa più importante: la tua potenza muscolare può essere la stessa, ma distribuita diversamente

Supponiamo, per esempio, che tu stia fornendo 200 W alle pedivelle.

A 70 rpm con 155 mm, la coppia media necessaria è circa:

27,3 Nm

A 82,5 rpm con 135 mm:

23,2 Nm

Quindi con le 135 mm, per produrre gli stessi 200 W, stai sviluppando circa 15% di coppia in meno a ogni istante medio.

Ed è esattamente il tipo di differenza che può farti percepire la pedalata come molto più leggera.

“Ma non avevi detto che con la pedivella corta serve più forza?”

Sì, se mantieni la stessa cadenza e vuoi produrre la stessa coppia.

Ma tu hai fatto l’opposto: passando a 135 mm hai aumentato la cadenza da circa 70 a circa 82,5 rpm.

Questo cambia completamente il quadro.

La relazione è:

Potenza = coppia × velocità angolare

Quindi puoi produrre la stessa potenza con:

  • più coppia + meno rpm
  • meno coppia + più rpm

Ed è proprio quello che stai facendo.

E il tuo Avinox rende questa strategia ancora più interessante

Il motore deve fornire la parte di potenza che tu non stai mettendo.

Per esempio, se tu mettessi 200 W e il sistema dovesse fornire altri 400 W, alla bici arriverebbero circa 600 W complessivi.

Se con le 135 mm riesci a mantenere quei tuoi 200 W a 82–85 rpm, invece di doverli erogare a 68–72 rpm, il tuo sistema muscolare lavora in un regime che evidentemente per te è più efficiente e meno stressante.

E probabilmente questo è il motivo principale per cui percepisci che:

“con le 135 spingo meno e il motore frulla di più”.

Non è necessariamente il motore che aumenta arbitrariamente l’assistenza. È che tu gli stai fornendo un input diverso, più frequente e meno carico per singola pedalata, e il sistema riesce a fare gran parte del lavoro pesante.

C’è poi un altro effetto che secondo me nel tuo caso è fondamentale

Passare da 155 a 135 mm riduce il raggio del movimento del piede di 20 mm.

Sembra poco, ma sul ginocchio e sull’anca è una differenza importante.

A 82 rpm, inoltre, stai facendo circa 18% più pedalate al minuto rispetto a 70 rpm, ma ogni ciclo ha un’escursione molto più piccola.

Quindi hai trasformato:

pedalata relativamente lenta + leva lunga + maggiore escursione + maggiore carico per spinta

in:

pedalata più rapida + leva corta + minore escursione + minore carico per spinta.

Se il tuo corpo è particolarmente efficiente nell’intervallo 80–85 rpm, è assolutamente plausibile che sulle lunghe salite tu possa andare alla stessa velocità consumando meno gambe.

Potrei continuare all’ infinito ma il pippotto è già abbastanza lungo e non vorrei sembrare noioso 🙂

La morale comunque è sempre quella : studiate, provate , riprovate e avrete risposte vere e non teorie da social … Io continuerò imperterrito a studiare , provare e riprovare per poterVi dare un aiuto e informazioni compravate dal campo e non da calcoli teorici e/o luoghi comuni . Diffidate da chi parte con “ma conosci la fisica ?” , “vai dal biomeccanico !” o peggio “datemi una leva e vi solleverò il mondo” !!!

Spero adesso sia tutto più chiaro anche se l’ IA sbaglia spessissimo e non mi assumo nessuna responsabilità per quanto ha scritto ; però sul campo io faccio meno fatica e volo in confronto ad latri con pedivelle da 155 mm tanto che un caro amico vedendomi in salita su un sentiero mi ha definito “un gatto” senza capire che erano le pedivelle e non io che sono un gatto di marmo ormai 😉

 

Il diavolo esiste (pedal kickback) ma io non lo percepisco ;-)

28 Set 2026

Scritto da Gianni Biffi e Mirko P. il 28 Settembre 2026 

 

Correva l’ anno 2025 (Dicembre) e i primi mesi dell’ anno 2026 e personalmente mi permettevo – sulla nostra pagina Facebook – con la mia solita e comprovata onestà (anche intellettuale) di scrivere più e più volte in diversi post che non percepivo e non percepisco ancora oggi il pedal kickback sui pedali durante il mio utilizzo ludico delle MTB ed E-MTB : apriti cielo !!! Per molto tempo ho ricevuto centinaia di commenti negativi (al limite dell’ insulto) dai vari fenomeni da tastiera che hanno acquistato i vari sistemi pedal kickback , dagli Youtubers più o meno smaliziati , dai pennivendoli , dai suspension guru e dai vari “FUFFAGURU” sparsi nel bel paese 🙂 Potete trovare tutti i post sulla nostra pagina Facebook semplicemente ricercando la parola “pedal kickback” se avete voglia di ridere !!!

Ho sempre sostenuto che io non percepisco il diavolo (come del resto il mio amico Mirko che essendo ingegnere meccanico e MTBbiker ne sa molto più di me) semplicemente perché è la pura realtà ! In data 22 Settembre il più quotato dei magazine MTB del pianeta e cioè Pinkbike pubblica uno studio sperimentale che sancisce definitivamente l’ inesistenza del Diavolo (pedal kickback) il quale recita testualmente “Pedal kickback is a boogeyman in the mountain bike industry right now, with ever more products aimed at keeping it at bay. But the traditional explanation of pedal kickback has one big problem: it basically never happens.” !!!

Per chi ha voglia di leggerlo lo trovate al seguente link : https://www.pinkbike.com/news/beyond-pedal-kickback-whats-really-causing-drivetrain-feedback.html  dove lo studio pubblicato su Sports Engineering scritto da Manuel Gerth, Peter Kohmann e Van Senner Vi dimostrano con grafici e sensori alla mano montati su una bicicletta da DH quanto da noi sostenuto con l’ uso vero e disinteressato dei vari sistemi anti pedal kickback per risolvere un problema NON percepibile !!!

“Sintesi scientifica che conferma le nostre considerazioni cinematiche già pubblicate su Facebook .

Lo studio dimostra che il pedal kickback classico (rotazione forzata all’indietro delle pedivelle causata dall’allungamento del carro (chain growth) ) durante la compressione della sospensione è un evento reale ma estremamente raro nelle normali condizioni di guida downhill. In 45 minuti di discese campionate su trail molto impegnativi non è stato osservato nemmeno un caso; è stato riprodotto solo artificialmente a bassa velocità e con impatti molto severi.

In una frase : Il “pedal kickback” è il meccanismo meno importante se non ininfluente tra quelli che generano il feedback della trasmissione; il comportamento dinamico di catena, cassetta e deragliatore hanno un ruolo molto più significativo.

Spiegazione estesa : l’ipotesi tradizionale “Il rider sente feedback ai pedali perché c’è pedal kickback” NON è supportata dai dati sperimentali raccolti.” (Mirko P.)

Del resto come sarebbe possibile che una spinta verso l’ alto di pochi chilogrammi sul pedale possa essere percepita da un rider che in assetto di marcia pesa mediamente al meno 70 / 80 chilogrammi ??? Basterebbe questa semplice considerazione per far capire a chiunque che il pedal kickback esiste ma non è percepibile !!! E invece no : i “FUFFAGURU” nostrani hanno sostenuto con filmati più o meno improvvisati e di nessun valore scientifico e con affermazione che rasentano il cattivo gusto che noi di Pro-M siamo degli incompetenti poco credibili per svariati mesi sui social dimostrando così e ancora una volta tutta la loro ignoranza !!!

Ora sinceramente avrei voglia di fare nomi e cognomi di tutta questa “marmaglia di pseudo esperti del settore” anche perché leggendo quello che ci hanno scritto nei vari commenti se lo meriterebbero … Ma come diceva il buon Totò : “Signori si nasce ed io lo nacqui, modestamente !” o ancora “il tempo è sempre gentiluomo” !!!

Però la morale è sempre quella : NON fidateVi di nessuno in rete ne tanto meno dei “FUFFAGURU” sparsi in ogni dove e se potete verificate sempre di persona e sul campo la veridicità di quello che leggete in rete !!!

P.S. : direi che ci siamo tolti un sassolino dalla scarpa e sono curioso di vedere chi avrà adesso il coraggio di controbattere NOI e Pinkbike !!!

Images credits : Pinkbike

 

Prova completa Mondraker Zendit RR S

17 Set 2026

Scritto da Gianni Biffi il 17 Settembre 2026 (Chilometri percorsi 758 – Periodo di prova 102 giorni)

L’ attesa per avere una Zendit RR S in taglia Medium è stata oltremodo lunga ma ai primi di Giugno siamo riusciti ad averne una disponibile per le nostre prove come riportato nella nostra first ride che potete leggere qui . Dopo averla sistemata per bene con i soliti upgrade che ormai sono diventati un’ abitudine sulle nostre E-MTB in test anche perché alcuni componenti sono veramente diversi e fanno tale e tanta differenza che riteniamo opportuno , ove possibile , averli in tutte le nostre prove per avere maggior obbiettività di giudizio .

La Zendit è secondo il mio modesto parere una delle più belle E-MTB presenti oggi sul mercato e la colorazione “hunter green” per il mio gusto è la ciliegina sulla torta : bellissima !!! Come già scritto nella nostra first ride a tanta bellezza corrisponde anche un prodotto veramente ben ingegnerizzato tanto che sono certo la Zendit sarà una tra le E-MTB papabili per il gradino più alto del podio nella nostra personalissima classifica E-MTB del 2026 .

EccoVi quindi la nostra prova completa :

Estetica : come detto sopra probabilmente una delle più belle E-MTB attualmente in circolazione secondo il nostro personalissimo gusto . Voto 10 e lode .

Posizione di guida : la regolazione degli appoggi ha comportato un abbassamento del manubrio di 2 cm dalla posizione originale e comunque l’ avantreno risulta abbastanza leggero . La Zendit risulta in ogni caso ben guidabile e godibile considerando la sua destinazione gravity . Voto 8 .

Sospensioni : la versione RR S monta una forcella Fox Podium a steli rovesciati che richiede un lungo periodo di adattamento nella guida e che risulta perlomeno “strana” nel tecnico molto lento e tortuoso dove le torsioni della forcella sono avvertibili per molti . Basta però fare un minimo di velocità in più (ove possibile) ed ecco che la Podium diventa veramente molto scorrevole e ben sostenuta nella parte centrale della sua corsa facendoci scordare queste torsioni . Insomma amore e odio come avevo già scritto in occasione di una prova precedente . Al posteriore l’ ottimo cinematismo Zero abbinato ad un ammortizzatore Fox Float X Factory Kashima si confermano ancora una volta – in questa realizzazione di Mondraker – ai vertici della categoria . Voto 10 .

Salita scorrevole : abbiamo già scritto più volte che il motore Avinox M2s è sicuramente ad oggi al vertice delle prestazioni possibili e l’ ottima sospensione Zero posteriore , dotata di un ottimo antisquat , fa il resto : velocissima e molto efficiente . Voto 10 e lode .

Salita tecnica : nonostante il buon peso , contenuto al di sotto dei 23 chilogrammi in ordine di marcia , e il montaggio delle pedivelle BCA da 135 mm quell’ avantreno particolarmente leggero può essere di difficile gestione per uno scarso come me … Si sale in ogni caso ovunque avendo l’ accortezza di tenere il peso ben in avanti ed evitando così sgraditi “veleggiamenti” della ruota anteriore . Voto 9 .

Single-track : divertentissima e super veloce ! Facilissimo poi farle cambiare direzione grazie appunto alla Podium e all’ avantreno leggero . Voto 10 e lode .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : come più volte detto la Podium e la sospensione Zero rappresentano sicuramente due eccellenze in questa tipologia d’ utilizzo dove poi la rigidità dell’ insieme aggiunge velocità di percorrenza e precisione di guida a livelli difficilmente riscontrabili da altri prodotti . Voto 10 e lode .

Discesa tecnica e stretta :  la Zendit è lunga ma alla fine il peso contenuto e l’ ottima geometria del telaio le permettono di girare più che bene anche nello stretto . Voto 9 .

Frenata : i freni Maven Ultimate con il nuovo rapporto di leva sono ormai diventati un riferimento nell’ uso gravity e anche in questo caso non fanno eccezione . Unico difetto i dischi freno originali che non tengono il fading come si vorrebbe con continui cambi del punto d’ attacco della leva molto fastidiosi . Il problema è stato completamente risolto con i dischi BCA Hu4c che sono sicuramente il riferimento assoluto del mercato attuale per potenza frenante e totale resistenza al calore (fading) : mai un cambiamento del punto d’ attacco della leva nemmeno sulle discese più lunghe . Dei veri game changer !!! Voto 8 (10 e lode con dischi BCA Hu4c) .

Rigidità : poche altre realizzazioni nel mercato enduro sono così rigide e precise . Voto 10 .

Dotazione : tutto è calibrato al meglio per uso gravity e solo i dischi freno sono poco soddisfacenti per l’ uso enduro . Voto 9 .

Motore e componenti elettronici : solo provandolo si può capire come il sistema Avinox M2s sia veramente unico per la fluidità , il controllo , la potenza e la coppia di questo sistema che ha fatto un salto in avanti se comparato al suo predecessore M1 sulla carta incredibilmente alto . Ma non sono i watts o i Nm quelli che impressionano sul campo ma bensì l’ accresciuta fluidità di utilizzo che ora permette di usare la Zendit anche con assistenze alte (trail e turbo) senza mai essere messi in difficoltà dalla spinta . Basta pedalare regolari e costanti e si viaggia a velocità sconosciute agli altri in totale tranquillità e sicurezza !!! Voto 10 e lode .

Finiture : ai massimi livelli attualmente presenti sul mercato . Voto 10 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : tra i migliori del mercato attuale . Voto 10 e lode .

Note finali : una delle E-MTB da enduro più belle e prestanti provate in questa stagione ! Praticamente devo fare i complimenti all’ amico Salva (product manager di Mondraker) che questa volta ha veramente imbroccato tutto in questa E-MTB creando la miglior Mondraker a pedalata assistita di sempre !!! Ad essere super pignolo farei il flip chip che varia le geometrie in un solo pezzo – ove possibile – evitando così di dover staccare completamente l’ ammortizzatore per variare l’ assetto mentre per quanto riguarda il reggisella corto la sospensione Zero con l’ ammortizzatore posto al di sotto del tubo reggisella non permette di fare di più e/o diversamente .

Cosa ci è piaciuto di più :

– Estetica e colorazione tra le più belle del settore enduro .

– Sistema Avinox M2 s .

– Fluidità e controllo della trazione .

– Pedivelle da 135 mm e dischi BCA Hu4c . dei veri game changer !

– Efficienza della sospensione Zero posteriore .

 

Cosa ci è piaciuto di meno :

– Dischi freno originali .

– Reggisella corto

Voto finale 129 con 6 lodi (131 con 7 lodi con dischi freno BCA) su 140 .

Pedivelle corte : favorevoli o contrari ?

09 Set 2026

Scritto da Gianni Biffi il 09 Settembre 2026 .

 

Negli ultimi mesi , grazie all’ intuizione degli ingeneri di BCA , ho avuto la possibilità di pedalare svariate E-MTB con pedivelle da 135 mm o addirittura da 125 mm . Ebbene mi sono letteralmente innamorato di questo modo di pedalare in E-MTB !!! In rete però ho ricevuto tantissime critiche (anche al limite dell’ insulto) da moltissimi che forse non hanno ancora capito che io mi riferisco ad un utilizzo E-MTB che prevede appunto che tra le due pedivelle ci sia un motore elettrico a compensare la minor leva che si applica alla pedivella … Insomma chi pedala in modo tradizionale e/o su strada è ovvio che non potrà avere i benefici di pedalata da me riscontrati in salita fuoristrada sul tecnico , sul ripido e in discesa . Sembra ovvio che sia così ma molti forse non riescono proprio a farselo entrare in testa …

Fatta questa doverosa promessa Vi elenco i vantaggi riscontrati come segue :

– Minor affaticamento muscolare delle gambe e facilità nel fare rotazione più elevate (si guadagnano una volta che ci si fa l’ abitudine circa 10 RPM in media)

– Maggior capacità a variare le rotazioni appunto e conseguentemente il ritmo e le accelerazioni

– Maggior capacità a superare gli ostacoli dei sentieri quali radici ripidi e sassi

– Maggior facilità di ripartire da fermi in salite anche impegnative

– Maggior manovrabilità e velocità di percorrenza sui tornantini in salita che se sino a ieri sembravano difficili da salire adesso sembrano addirittura degli appoggi da percorrere in pieno

– Maggiore manovrabilità della E-MTB in discesa e quindi cambi di traiettoria più repentini . In due parole più agilità

– Maggiore luce a terra e quindi minor possibilità di toccare / zappare

 

Insomma in tutta sincerità io ho letteralmente cambiato il modo di condurre in meglio e salite che una volta mi sembrano molto ostiche oggi sono diventate veramente uno scherzo !!! Personalmente ritengo che il beneficio più grande sia la capacità di arrampicare / salire della E-MTB ma anche in discesa la miglior agilità / manovrabilità è abbastanza evidente a patto che si tengano i piedi paralleli al terreno .

Ovviamente , come tutte le cose del mondo , se tiri la coperta da una parte risulterà poi corta dall’ altra parte e in questo caso l’ unico vero difetto delle pedivelle corte secondo me è quando il motore non riesce a compensare la minor spinta della pedivella e quindi oltre il limite dei 25 Kmh è praticamente impossibile fare velocità data la mancanza di leva appunto . Per il mio modo di usare la E-MTB è comunque un prezzo che pago più che volentieri nell’ uso ludico e da “passeggiatore di montagna” quale ritengo di essere . Se dovessi uscire in piano o lungo i fiumi probabilmente tornerei alle ormai tradizionali 155 mm …

Se avete domande o altro sapete dove potete trovarmi … Io sono entusiasta e disponibile a qualsivoglia prova e o confronto con Voi !

 

 

Prova completa Forbidden Dreadnought E T1

25 Ago 2026

Scritto da Gianni Biffi il 24 Agosto 2026 (Chilometri percorsi 1042 – Periodo di prova 116 giorni)

 

Abbiamo iniziato a provarla durante il ponte del 1 Maggio ( trovi la nostra first ride qui ) e abbiamo subito percepito la bontà del prodotto per uso trail / enduro ! A differenza della Druid , che avevamo trovato troppo rigida e nervosa per chi va a spasso in montagna , la Dreadnought oltre ad essere una magnifica E-MTB da enduro , è anche molto confortevole con le sue escursioni da 180 mm all’ anteriore e 170 mm al posteriore .

Chiaramente non è una E-MTB corta e leggera come altre realizzazioni per uso trail / escursionistico ma nonostante i suoi 23,500 chilogrammi si comporta comunque molto bene anche nello stretto e splende di luce propria nel veloce e nella scassato dove poche altre realizzazioni attuali possono tenerle testa !

Oltre ai normali sentieri Alpini che percorriamo normalmente abbiamo portato la nostra Dreadnought a fare anche un TMB (Tour Monte Bianco) e anche in questa occasione ci ha regalato ottime sensazioni nei cinque giorni del percorso del tour . Eccoci quindi a esprimere punto per punto il nostro parere sulla Dreadnought .

Estetica : . non certo la più bella secondo i nostri parametri ma comunque interessante e piacevole . Se poi avessero scelto colori diversi sarebbe , secondo noi , ancora più piacevole . Voto 8 .

Posizione di guida : una volta regolati gli appoggi e sostituita la sella con la nostra solita Power Mirror ci siamo travati molto bene sin dalle prime uscite . Voto 8 .

Sospensioni : un capitolo a parte in questa stagione sono le due unità ammortizzanti Rock Shox della serie Ultimate ! Forcella RockShox Zeb Ultimate 180mm , con cartuccia Charger 3.2 RC2 , extra camera Linear XL con Buttercup , regolazioni infinite con fine corsa aggiustabile esternamente e altro la rendono la forcella della stagione ! L’ ammortizzatore posteriore è un ottimo RockShox Vivid Coil con molla da 350 lbs per la taglia S2 in prova che ci ha sempre dato prestazioni ottime . Il tutto unito al cinematismo Trifecta V3 costituisce probabilmente oggi una delle migliori scelte possibili in fatto di sospensioni . Voto 10 e lode .

Salita scorrevole : il motore M2s è sicuramente il motore più performante in questo momento e quindi salire al limite dei 25 Km/h è veramente molto facile per chiunque se usato in turbo con consumi però ancora interessanti considerando la prestazione (circa 1400/1500 mt+ con 800Wh) . In trail invece i 2200 Mt+ sono raggiungibili avendo l’ accortezza di pedalare il più tondo e regolare possibile . Voto 10 e lode .

Salita tecnica : il peso non del tutto irrilevante – anche se ottimo per il segmento E-MTB enduro – e l’ interasse non certo cortissimo della Dreadnought non agevolano anche se , dopo aver montato le pedivelle BCA da 135 mm , abbiamo ottenuto risultati più che soddisfacenti considerando anche l’ ottima spinta e capacità di rilanciare con le pedivelle corte .  Voto 10 .

Single-track : sempre grazie alle pedivelle da 135 mm e al comparto sospensioni la Dreadnought è velocissima e stabile come pochissime altre , permettendo cambi di direzione velocissimi in tutta sicurezza . Voto 10 e lode .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : con tali unità ammortizzanti e tanta rigidità complessiva più la fai correre e più stabile e divertente diventa questa Dreadnought : una vera macchina da enduro ! Voto 10 e lode .

Discesa tecnica e stretta : resta comunque una E-MTB da far correre e nello stretto – pur avendo avuto grande miglioramento dalle pedivelle da 135 mm – non è certo agile come altre realizzazioni più corte e più leggere . Si difende comunque molto bene se comparata a E-MTB dello stesso segmento . Voto 8 .

Frenata : i freni Maven Ultimate con il nuovo rapporto di leva sono ormai diventati un riferimento nell’ uso gravity e anche in questo caso non fanno eccezione . Unico difetto i dischi freno originali che non tengono il fading come si vorrebbe con continui cambi del punto d’ attacco della leva molto fastidiosi . Il problema è stato completamente risolto con i dischi BCA Hu4c che sono sicuramente il riferimento assoluto del mercato attuale per potenza frenante e totale resistenza al calore (fading) : mai un cambiamento del punto d’ attacco della leva nemmeno sulle discese più lunghe . Dei veri game changer !!! Voto 8 (10 e lode con dischi BCA Hu4c) .

Rigidità : ai massimi livelli .  Voto 10 .

Dotazione :  considerando il mercato attuale direi al top soprattutto per quanto riguarda le unità ammortizzanti .  Peccato per quei dischi freno … Voto 9 .

Motore e componenti elettronici : solo provandolo si può capire come il sistema Avinox M2s sia veramente unico per la fluidità , il controllo , la potenza e la coppia di questo sistema che ha fatto un salto in avanti se comparato al suo predecessore M1 sulla carta incredibilmente alto . Ma non sono i watts o i Nm quelli che impressionano sul campo ma bensì l’ accresciuta fluidità di utilizzo che ora permette di usare la Dreadnoughht anche con assistenze alte (trail e turbo) senza mai essere messi in difficoltà dalla spinta . Basta pedalare regolari e costanti e si viaggia a velocità sconosciute agli altri in totale tranquillità e sicurezza !!!  Voto 10 e lode .

Finiture : molto ben costruita anche se il trasparente della verniciatura è poco resistente alle scalfiture prodotte dalle pietre che si alzano dal terreno . Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando l’ attuale mercato E-MTB  possiamo dire che è sicuramente ben allineata all’ alta gamma del segmento enduro . Voto 9 .

 

Note finali : sicuramente una E-enduro di cui è molto facile innamorarsi già dalla prima uscita grazie alla forcella ZEB Ultimate che è sicuramente una delle migliori forcelle della stagione 2026 e a un’ assieme di grande efficienza e qualità costruttiva . Solo un’ estetica particolare accoppiata al fulcro alto che personalmente non capisco e non gradisco non le permettono di essere da noi considerata la miglior enduro E-MTB del mercato .

Cosa ci è piaciuto di più :

– Forcella Rock Shox ZEB Ultimate : un riferimento dell’ enduro in questa stagione .

– Pedivelle da 135 mm e dischi BCA Hu4c . dei veri game changer !

– Fluidità e controllo della trazione .

– Rigidità e stabilità assoluta sul veloce .

– Sistema Avinox M2 s .

 

Cosa ci è piaciuto di meno :

– Dischi freno originali .

– High pivot di cui non riusciamo ad apprezzare l’ utilità .

 

 

Voto finale 129 con 5 lodi (131 con 6 lodi con dischi freno BCA) su 140 .

 

Prova completa Amflox PX Carbon PRO

15 Lug 2026

Scritto da Gianni Biffi il 15 Luglio 2026 (Chilometri percorsi 608 – Periodo di prova 90 giorni)

 

A distanza di circa 15 mesi dalle prime prove della Amflow PL quest’ anno siamo saliti su questa nuova PX Carbon PRO che è praticamente nuova in quasi tutte le sue componenti telaio , carro , motore e batteria inclusi . In pratica un prodotto completamente nuovo e anche nell’ utilizzo ben superiore alla vecchia versione . Abbastanza impressionante la dimensione estremamente contenuta del tubo obliquo che contiene la nuova batteria ad alta densità da 700 Wh : sembra quasi di essere in presenza di una MTB tradizionale senza motore !

Abbiamo ovviamente kittato la nostra PX con il kit BCA completo composto da freni , dischi Hu4c , pastiglie , attacco manubrio e pedivelle da 155 mm all’ inizio e poi da 135 mm quando sono diventate disponibili . Che dire con le 135 mm posso tranquillamente eleggere la PX a miglior scalatrice mai provata : uno “stambecco” inarrestabile !!! Anche le ruote Graf Works Enduro con raggi Berd , cerchi in carbonio We Are One e mozzi I9 Hydra2 sostituite alle originali hanno migliorato e non poco la conduzione sullo scassato in discesa ma di questo abbiamo già parlato ampiamente in una nostra “first ride” delle ruote stesse che avrete già letto sul blog . Per maggior completezza e chiarezza poi potete anche leggere la nostra first ride della PX qui .

Estetica : ancor più snella di ogni altra E-MTB vista sino ad oggi e in colorazione grigio pastello molto elegante mi è piaciuta a prima vista anche se l’ estrema somiglianza con la vecchia versione PL inizialmente non mi aveva fatto gridare la miracolo . Ma alla fine la PX è veramente molto bella e snellissima .  Voto 10 .

Posizione di guida : dopo l’ esperienza della PL dello scorso anno in taglia Large quest’ anno ho preferito tornare sulla solita Medium dato che io prediligo le biciclette piccole essendo alto Mt. 1,76 . La prima uscita è stata abbastanza strana dato che , avendo anche un angolo sella molto avanzato , all’inizio mi sembrava di essere sin troppo corto ma sono bastate due uscite per abituarmi e trovarmi quindi a mio agio . Voto 9 .

Sospensioni : Fox Factory 36 all’ anteriore e Fox Float Factory al posteriore unito ad un ottimo carro a quattro punti d’ infulcro (ma purtroppo senza giunto Horst) di ottima fattura e con un buon sostegno della sospensione posteriore stessa . L’ aver alzato il giunto sul fodero basso (ex Horst link) ha dato maggior stabilità in pedalata alla PX ma ha reso il carro completamente rigido – dato che tende ad aprirsi la sospensione – in frenata ! Fastidiosissimo il rumore quasi metallico che arriva dal carro bloccato se si frena decisi in discesa !!!  Scelta secondo il mio personale parere estremamente discutibile … Ma ormai nessuno guarda più queste cose purtroppo 🙁   Voto 7 .

Salita scorrevole : il nuovo motore M2s è il re indiscusso delle odierne prestazioni e quindi se si mette in turbo si sale sempre a limitatore di velocità 25 Km/h praticamente ovunque a scapito però di consumi molto elevati . Comunque nessun altro motore può competere con questo !  Voto 10 e lode .

Salita tecnica : qui è ancora più impressionante !!! L’ ottimo carro posteriore unito a una specie di controllo di trazione le conferiscono una capacità di fare velocità sul rotto che nessun altra E-MTB attualmente può avere ! Anche nel tecnico stretto basta saper mantenere le rotazioni a livelli molto bassi e lei ti porta su dappertutto ! Le pedivelle BCA corte da 135 mm sono poi un vero “game changer” in questi frangenti e permettono velocità veramente uniche e impressionanti oltre ad alzare in modo incredibile la maneggevolezza della PX !!! Se fosse possibile dovrei dare 10 lodi alla PX in questo caso ! Voto 10 e lode .

Single-track : sempre grazie alle pedivelle da 135 mm e al peso contenuto (sotto i 21,5 Kg sulla bilancia) è veramente agilissima e divertentissima . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : abbiamo corretto l’ angolo di sterzo usando una calotta -1° (fornita nel kit accessori di serie) portando lo sterzo a 63° anche se la forcella con steli da 36 non è rigida al confronto con altre forcelle disponibili sul mercato ma direi comunque valida nel 95% delle discese affrontate grazie anche ai raggi tessili Berd delle ruote che le conferiscono miglior assorbimento delle asperità  . Certo che con una forcella da 38 potrebbe essere ancora meglio . Voto 8 .

Discesa tecnica e stretta :  il peso contenuto e le ottime unità ammortizzanti permettono di fare passaggi tecnici e lenti come con poche altre . Voto 10 .

Frenata : i freni Magura con i dischi originali sono veramente uno dei peggiori impianti mai usati . Noi li abbiamo subito sostituiti con i BCA EL02 completi di dischi BCA Hu4c e penso di non aver mai avuto una E-MTB con prestazioni in frenata come questa PX. Voto 5 (10 e lode con impianti e dischi BCA) .

Rigidità :  più che buona considerando il peso e la tipologia di utilizzo trail .  Voto 9 .

Dotazione :  buona per il tipo di utilizzo e per il prezzo di vendita fatto salvo per i freni Magura . Voto 8 .

Motore e componenti elettronici : solo provandola si può capire come il sistema Avinox M2s sia veramente unico per la fluidità , il controllo , la potenza e la coppia di questo sistema che ha fatto un salto in avanti se comparato al suo predecessore M1 sulla carta incredibilmente alto . Ma non sono i watts o i Nm quelli che impressionano sul campo ma bensì l’ accresciuta fluidità di utilizzo che ora permette di usare la PX anche con assistenze alte (trail e turbo) senza mai essere messi in difficoltà dalla spinta . Basta pedalare regolari e costanti e si viaggia a velocità sconosciute agli altri in totale tranquillità e sicurezza !!! La nuova batteria da 700 Wh consuma un 8-10% meno della vecchia da 800 Wh ma ovviamente le percorrenze sono alla fine simili proprio perché è stata scelta la via di nuove celle più piccole ma con minori watts totali . Voto 10 e lode .

Finiture : tutto è al posto giusto e la costruzione è molto accurata tanto che la PX è anche molto silenziosa e consistente oltre ad essere verniciata in modo impeccabile e resistente alle piccole scheggiature nell’ uso in montagna . Voto 10 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando tecnologia, peso contenuto e dotazione direi allineato al mercato attuale . Voto 9 .

 

Note finali : sicuramente la migliore E-MTB all mountain / trail del mercato attuale e la miglior scalatrice sui trails di alta montagna dove sinceramente mi sembra giochi in un categoria diversa : nessun altra E-MTB mi hai mai dato queste impressioni di capacità assoluta di scalare ogni sentiero a velocità sconosciute agli altri e con grandissimo divertimento e totale sicurezza !!!

Cosa ci è piaciuto di più :

– Unica ed entusiasmante in salita : mai avuto una E-MTB così valida sul tecnico e sullo stretto .

– Fluidità e controllo della trazione .

– Peso basso per una full power con prestazioni di riferimento assoluto del motore / batteria .

– Autonomia molto buona per una 700Wh .

 

 

Cosa ci è piaciuto di meno :

– Freni Magura

– Carro posteriore senza giunto Horst

 

 

Voto finale 125 con 4 lodi (130 con dischi freno BCA) su 140 .

First ride Mondraker Zendit RR S : FINALMENTE !!!

06 Lug 2026

Scritto da Gianni Biffi il 6 Luglio 2026 .

 

Dopo lunga attesa , poiché in Mondraker prima si producono le M/L e poi le M , abbiamo messo le mani su una Zendit RR S in taglia medium e in colorazione verde smeraldo che secondo il mio modesto parere è la colorazione più bella . Come tutti sapranno la Zendit è la prima e nuovissima trail bike / enduro bike di Mondraker equipaggiata con il sistema Avinox M2S e con escursione alla ruota di 170 mm all’ anteriore e di 165 mm a posteriore (trovi tutte le caratteristiche al seguente link) . Il peso totale in taglia Medium e con pneumatici e salsicciotti come piace a noi è appena inferiore ai 23 chilogrammi e abbiamo subito provveduto a montare i dischi BCA Hu4c e le pedivelle , sempre di produzione BCA , da 135 mm che ormai sono diventati prodotti irrinunciabili su tutte le E-MTB che testiamo data l’ enorme differenza di prestazioni e rendimento di questi due prodotti : dei veri GAME CHANGER secondo il nostro modestissimo parere !!!

Sulla carta poi , ma fortunatamente anche nel mondo reale , gli ingegneri di Mondraker per la prima volta non hanno veramente sbagliato nulla (adesso comprenderete quel FINALMENTE !!! del titolo) !!! Insomma secondo me questa è la Mondraker più prestante ma anche più facile mai costruita !!! Infatti la Zendit ha tutte le caratteristiche che un Utente “sgamato” e veloce vuole dato il DNA del Marchio ma non per questo mette troppo in difficoltà dei neofiti come succedeva sino a ieri salendo su un prodotto Mondraker sicuramente votato ad essere velocissimo e stabile sul veloce ma molto poco intuitivo e facile sullo stretto probabilmente grazie all’ indole sportiva del Marchio ma anche a un’ altezza dei movimenti centrali forse sin troppo alta e che andava spesso ad inficiare sulla manovrabilità del mezzo alle basse velocità . Oggi con il movimento a 340 mm (con il flip chip posizionato su LOW) e quindi allineato alla normalità del mercato , la Zendit non diventa la E-MTB più facile e maneggevole del mondo ma non è nemmeno più così difficile e impegnativa come altri prodotti immessi sul mercato in passato dal Marchio di Alicante .

FINALMENTE : dopo tantissimi anni dato che sono stato uno dei primi fans di Mondraker , una Mondraker che se la gioca in tutto e per tutto con le migliori E-MTB presenti sul mercato senza dover sempre pensare e dire che sul veloce è una lama come pochissime altre ma sul tecnico / guidato a basse velocità si pagava un prezzo abbastanza evidente e la bicicletta diventava quindi un oggetto riservato a pochi e che richiedeva comunque un adattamento ad una guida sempre molto aggressiva ed impegnativa per uno “scarso” come ritengo essere io . Oggi mi sento di poter consigliare questa Zendit a chiunque abbia un minimo di esperienza di conduzione in fuoristrada senza remora alcuna e dato che io sono uno che dice sempre la verità questo è un valore aggiunto non da poco quando devo parlare ad altri bikers della Zendit !

La mia first ride ad oggi mi ha portato sui sentieri più disparati avendo percorso sino ad ora 385 chilometri con più di 10.000+/- metri di dislivello con grandissimo divertimento e con prestazioni in tutte le situazioni sempre al top delle mie possibilità di guida ! Velocissima e precisa , come tutte le Mondraker , sul veloce e con un buon assorbimento delle due unità ammortizzanti che la fanno letteralmente volare sopra gli ostacoli e nelle pietraie ma non per questo poco maneggevole o impegnativa a velocità più adatte al mio utilizzo escursionistico in alta montagna . Le pedivelle da 135 mm hanno poi conferito alla Zendit una manovrabilità sia in salita che in discesa sconosciuta a moltissime altre E-MTB tanto che – come mi era già successo con un’ altra E-MTB per uso enduro da cui scendevo nei mesi passati – mi è addirittura sembrato che i tornantini in salita che prima affrontavo con timore e incertezze sono diventati delle paraboliche su cui appoggiarsi e girare a velocità sino ad oggi a me del tutto sconosciute !!! Anche in discesa poi con le 135 mm la Zendit è veramente immediata nei cambi di direzione e negli inserimenti in curva : quasi mai una difficoltà soprattutto se si lasciano scorrere le ruote quel tanto che basta per sfruttare la rigidità e la precisione del telaio e il grande sostegno della forcella Fox Podium a steli rovesciati . Ecco se proprio devo trovare un problemino alla Zendit RR S questo è proprio la scelta della forcella anteriore a steli rovesciati che se da un lato ha un carico di stacco iniziale veramente eccezionale e un sostegno a centro corsa veramente degno di nota per le mie capacità di guida non è esattamente ciò che vorrei nel tecnico lento e stretto dove mi sembra che il manubrio giri prima della ruota … Ora è vero che non sono un fan delle forcelle upside-down nel mondo MTB e che se hai delle remore nel tuo cervello circa questi prodotti magari le sensazioni si ingigantiscono facendoti sembrare tutto accentuato e dando così poca fiducia nella conduzione alla forcella ma sinceramente non cambierei una forcella tradizione con questa Podium nel lento stretto anche se devo riconoscere alla stessa una scorrevolezza e un sostegno veramente molto buono come già detto .

Per finire due parole sul lavoro della sospensione Zero posteriore che a differenza di alcune precedenti applicazioni di questo cinematismo è diventata più sostenuta sul fondo corsa e si comporta sempre molto bene sia sul pedalato sia quando in discesa prendi in mano il freno posteriore : insomma uno dei cinematismi più efficienti ad oggi sul mercato . Non posso non esprimere una lode al sistema Avinox di cui abbiamo già ampiamente parlato in altre prove di prodotti con esso equipaggiati ma soprattutto devo sottolineare ancora una volta l’ eccezionalità delle prestazione dei dischi freno BCA Hu4c che se accoppiati con le proprie pastiglie carbo-metalliche trasformano il freno SRAM Maven in uno dei miglior freni mai usati . Certo si può avere ancora di più da freni meno commerciali del Maven ma credetemi che i dischi e le pastiglie BCA trasformano anche un Maven in un’ assoluta eccellenza del mercato !

Il test continuerà durante l ‘estate ; continuate a leggerci !

 

First ride Forbidden Dreadnought E T1

12 Giu 2026

Scritto da Gianni Biffi il 10/06/2026 .

 

444,80 chilometri percorsi in questo primo mese di utilizzo : basterebbe questa percorrenza per farVi capire quanto ci sia piaciuta la nuovissima Dreadnought E ! Ma come sempre andiamo con ordine : poco prima del ponte del 1 Maggio ricevo un chiamata dall’ amico Ale che mi informa che il primo container di Forbidden 2026 è finalmente arrivato in Italia . Il tempo di fare il pieno di gasolio e sono già in Tribe Distribution per ritirare i primi pezzi di Druid E e Dreadnought E disponibili per noi . Inutile dire che il 1 Maggio ero già sulla Dreadnought E T1 anche se praticamente in versione originale ma la curiosità era altissima in me !

Santa Brigida (BG) – 02/05/2026 – Ornica .

Le prime uscite in quel lungo weekend di ponte sono servite a regolare gli appoggi , rodare le pastiglie freno originali e sistemare , anche se in modo embrionale , le due unità ammortizzanti ma soprattutto a sostituire i pessimi dischi freno originali con dei ben più performanti BCA Hu4c ! Poi Venerdì 8 Maggio incontro con i Canadesi di Forbidden e alcuni colleghi ancora presso Tribe Distribution con una bellissima giornata di riding sui sentieri attorno al Monte Alpet . Anche in questa divertentissima uscita mi sono reso conto che la forcella anteriore era ancora troppo scarica di molla e quindi appena rientrato a casa ho provveduto a gonfiare ancora la camera aria . Alla fine posso dire che la tabella di setting fornita da Rock Shox è particolarmente bassa : pensate che ad oggi ho trovato il giusto feeling con circa 30 psi in più di quanto indicato per il mio peso . Abbiamo anche provveduto a sostituire le pastiglie metalliche originali (ovviamente con delle BCA carbo-metalliche) che oltre a fare parecchio rumore di sfregamento non hanno potenza frenante sufficiente nemmeno con i dischi freno BCA .

La Dreadnought E così settata mi è piaciuta tantissimo tanto da considerarla già oggi una delle migliori E-MTB mai utilizzate : facile , con una distribuzione di pesi pressoché perfetta tanto da farla sembrare più leggera dei sui 23,500.- chilogrammi reali , ben piantata per terra ma non per questo difficile da far girare nel tecnico stretto, con una forcella che secondo me è attualmente il riferimento assoluto per uso gravity, con freni che in questa configurazione con dischi e pastiglie BCA sono tra i migliori freni mai usati, con un carro estremamente plush ma non per questo poco reattivo sul rotto e infine con il solito sistema di motorizzazione Avinox che è sempre una spanna (uso un eufemismo) sopra a tutti gli altri !!!

Stresa (VB) – 03/05/2026 – Verso Montorfano .

Ultima ciliegina sulla torta poi la sostituzione delle pedivelle originali da 155 m con dei prototipi di pedivelle BCA da 135 mm e qui si è aperto un nuovo mondo fatto di sicurezza, facilità di conduzione in salita tecnica e di estrema maneggevolezza in discesa !!! Penso proprio che non userò mai più una E-MTB senza le pedivelle BCA da 135 mm !!! In salita non si zappa praticamente più, sul tecnico la facilità di spinta a bassissime rotazioni e la facilità nelle ripartenze e veramente incredibile e in discesa poi – con grandissimo mio stupore perché non ci avevo mai fatto mente locale – la Dreadnought gira come fosse una bicicletta con angoli meno distesi e con un interasse molto più corto !!! Insomma una vera rivoluzione e una graditissima sorpresa che non avrei mai potuto immaginare se non avessi provato sulla mia pelle questi evidentissimi vantaggi . Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e non fatene uso se usate la E-MTB in piano o lungofiume perché dopo i 25 Km/h la minor leva Vi impedirà ovviamente quasi di pedalare : sino a che c’è il motore tutto ok ma oltre …

Casargo (LC) – 26/05/2026 – Pizzo dei tre Signori .

Concludo dicendoVi che ovviamente la prova continuerà nei prossimi mesi ma che già da ora considero la Forbidden Dreadnought E una tra le migliori E-MTB che ho la fortuna di poter usare e penso che mi farà compagnia per molto tempo ancora !!!

Difetti sinceramente faccio fatica a segnalarne anche se un non Milanista probabilmente non gradirà la colorazione … E poi certo un problema grosso esiste : sono già praticamente sold out !!! Stiamo affannosamente cercando di avere qualche fornitura extra per soddisfare le richieste della nostra Clientela : sperem 😉

Ruote Graf Works Enduro con raggi Berd , cerchi in carbonio We Are One e mozzi I9 Hydra2 – Prime impressioni

02 Giu 2026

Scritto da Gianni Biffi il 02 Giugno 2026 .

 

Verso metà Marzo ricevo un messaggio dall’ amico Riccardo C. che mi propone di provare in anteprima le nuovissime ruote per uso enduro di Graf Works . Ovviamente , dato che tutti Voi sapete quanto sono curioso e assetato di poter testare cose nuove , accetto con entusiasmo ed ecco che il 24 Aprile le ruote sono in Pro-M . Bellissime anche se il peso di circa 1750 gr. è allineato ad altri prodotti ma queste promettono grandissime prestazioni e un comfort di guida superiore ad altre ruote in carbonio .

Le ruote sono così assemblate dai tecnici Graf works :

Mozzi: la parte semplice e più comune delle nuove ruote ma non per questo da sottovalutare. Sono i nuovi Hydra2 di Industry Nine. Rispetto alla generazione precedente hanno notevolmente rinforzato asse, cuscinetti e isolamento degli stessi per andare in contro alle esigenze delle E-MTB di ultima generazione.

Cerchi: sono i nuovi “We Are One – Triad” con tecnologia “convergence” che permette ai nipples di avere l’inclinazione ideale rivolta verso le flange. Inoltre la loro forma consente di aumentare la rigidità torsionale senza diminuire la “radial compliance” ovvero la capacità del cerchio di flettere in maniera radiale per smorzare gli urti. Tutti i cerchi We Are One sono “Made in Canada” e godono di garanzia a vita anche in caso di impatto.

Raggi: i raggi BERD Spokes “Polylight” hanno una costruzione tessile in Dyneema® che ha delle caratteristiche uniche, riassumendo le più interessanti :

  • “Vibration damping absorption” del 200% superiore rispetto ad un normale raggio in acciaio.
  • Peso del 40/60% inferiore ai raggi in acciaio, un raggio Berd Polylight pesa 2,5 g contro i 4,3 g di un Sapim CX-Ray, i 4,8 g di un sapim D-Light o i 5,7 di un raggio triplo spessore come il Pillar PSR-2018.
  • I raggi Berd hanno un rapporto di resistenza/peso 15 volte superiore ai tradizionali in acciaio.
  • La rigidità torsionale delle ruote assemblate con raggi Berd rispetto a raggi tradizionali in acciaio è inferiore a livello statico, ma superiore a livello dinamico, questo grazie alle proprietà viscoelastiche del Dyneema® che rende la ruota più reattiva man mano che si incrementa la velocità di utilizzo.

Fatta dunque questa doverosa descrizione che è il preambolo alle nostre prove abbiamo montato le ruote sulla nostra Unno Mith PRO e successivamente sulla nuovissima Amflow PX Carbon PRO che stavamo provando in questi mesi e abbiamo usato le ruote stesse praticamente in tutte le condizioni possibili . Siamo partiti dal bike park di Colazza , che molti di Voi conoscono , con sentieri ben puliti e preparati per finire a sentieri di montagna naturali con pietre piantate , gradoni , pietraie con sassi smossi , radici e quant’altro è usuale trovare sui sentieri dell’ arco Alpino .

Prima uscita , sarà per l’ effetto placebo ma effettivamente mi sembra che le ruote Graf Works siano veramente comode , facciano da pre-ammortizzatore e tagliano parecchio le vibrazioni indotte dal terreno … Una sensazione simile , anche se solo nei passaggi con impatti importanti , l’ avevo avuta con i primi inserti degli pneumatici circa 10 anni fa ma queste ruote tolgono anche le vibrazioni dal manubrio : veramente incredibile . Aspettiamo però di usarle in altri ambiti diversi dai sentieri preparati di Colazza e sicuramente più impegnativi per le ruote e per la E-MTB su cui sono montate .

Eccoci quindi in val Brembana dove abbiamo percorso in lungo e in largo sentieri e carrareccie a noi ben conosciuti e nonostante una mano malandata abbiamo sempre potuto apprezzare il comfort e la qualità di conduzione indotta dalle ruote Graf Works grazie soprattutto ai raggi tessili Berd Polylight . Veramente una grandissima sorpresa ! Non sono diventato il campione del mondo DH per certo , ma la qualità di conduzione e anche le mie pur relative velocità di percorrenza sul rotto sono notevolmente cresciute ! E poi cosa non meno importante queste ruote tolgono fatica e quindi permettono di guidare con più attenzione e sicurezza in condizioni di rotto specialmente se affrontato a velocità per me elevate . A tal proposito ricordo ancora una discesa nella parte alta della Via Priula dove sulle petraie mi sembrava letteralmente di “volare” sopra le pietre smosse del tracciato . Insomma una vera libidine in tutta tranquillità e totale sicurezza !

Nulla da eccepire poi riguardo alla rigidità torsionale delle ruote che , pur non raggiungendo la rigidità e conseguente precisione delle ruote con cerchi Enve , risultano perlomeno pari a tutte le altre ruote in carbonio che abbiamo provato in tutti questi anni .

Per finire , considerando l’ esclusività del prodotto , anche il rapporto qualità / prezzo è del tutto accettabile e dato che ogni ruota è costruita a mano e con i materiali che il Cliente desidera assemblare (custom made) Vi invitiamo a contattarci per avere un ‘offerta che soddisfi in toto le Vostre eventuali esigenze .

Il test continua dato che questa prima coppia abbiamo deciso di usarla a lungo 😉

 

First ride Amflow PX Carbon PRO

06 Mag 2026

Scritto da Gianni Biffi il 06 Maggio 2026 .

 

Quando è stata presentata in anteprima a noi Dealers del marchio ho dormito male per più di una notte pensando fosse troppo simile alla precedente PL Carbon PRO dello scorso anno e che comunque il mercato avesse bisogno di qualche cosa di più innovativo e enduristico . In effetti seppur molto, molto bella con il telaio incredibilmente piccolo e raccolto grazie anche al tubo obliquo contenente la nuova batteria da 700Wh con nuove celle ad alta densità e il nuovissimo motore M2 s al top della gamma Avinox la PX non mi convinceva del tutto poiché mi aspettavo un prodotto del tutto nuovo nella linea e molto più votato all’ uso gravity .

Come detto la PX è comunque molto bella e slanciata e tutto sembra essere al posto giusto per una trail bike : leggera il giusto – circa chilogrammi 20,60 – con molte possibilità di aggiustamento delle geometrie grazie ad un flip chip sul carro che può ospitare anche una ruota da 29″ , un flip chip sull’ ammortizzatore e due calotte per aprire / chiudere l’ angolo di sterzo rispettivamente di 0,5 e 1° . Potete trovare tutte le specifiche della PX al seguente link .

Con queste remore mentali quando è arrivata in Pro-M ho iniziato il montaggio della PX con tutti gli accessori BCA quali freni , dischi freno Hu4c , attacco manubrio e pedivelle oltre ad usare la calotta sterzo -1° portando così l’ angolo di sterzo statico a circa 63° . Finalmente il 9 Aprile scadeva l’ embargo imposto da Amflow e potevo iniziare a testare la nuova PX Carbon PRO con ruote mullet in carbonio originali Amflow . Ebbene già dalla prima uscita la sensazione di avere una E-MTB molto diversa dalla precedente PL è stata evidente : il motore , che io normalmente utilizzavo quasi esclusivamente in assistenza AUTO con la PL , qui sembrava leggermente più docile e fiacco tanto da farmi dire in una fase iniziale che era meno veloce in AUTO del precedente ! Puoi trovare le miei prime impressioni sui due motori qui . Inoltre anche la ciclistica della PX è veramente parecchio diversa dalla PL : più rigida , con un avantreno che concede molta più confidenza sul ripido e sullo scassato e comunque sempre molto agile e leggera nella conduzione .

Ad oggi , data in cui scrivo questa first ride , ho percorso circa 450 chilometri con la PX in ogni condizione e devo dire che gli ingegneri Amflow hanno fatto un lavoro veramente incredibile che sfugge all’ occhio di chi guarda la PX con sufficienza considerandola uguale alla PL : si tratta di un’ evoluzione importante sia in termini di assistenza del sistema motore / batteria che della guidabilità conferita dal nuovo telaio /carro .

Ma andiamo con ordine e partiamo dal sistema motore / batteria M2 s che si pone al vertice della gamma Avinox con ben 1500 W di potenza di picco e 150 Nm di coppia . Vorrei farVi notare che questi valori sono ottenibili solo ed esclusivamente con la nuova batteria da 700Wh mentre se si usasse la vecchia da 800Wh i valori scenderebbero a 1300 Wh e a 130 Nm come succede agli altri assemblatori di questo sistema . La nuova batteria da 700 Wh pesa quasi 800 grammi in meno di quella da 800 Wh e grazie alle celle ad alta densità progettate in esclusiva per Avinox ha una resa addirittura superiore a quella da 800W valutabile in circa un 6-8% di maggior efficienza che però poi vengono compensati dai 100 Wh in meno presenti a bordo . Il motore M2 s è sicuramente meno energivoro dello M1 ma il fatto di avere meno Wh lo porta poi ad un’ autonomia pari o leggermente inferiore a quella ottenibile dallo M1 con batteria da 800 Wh . Per contro il motore è molto più fluido e sfruttabile del vecchio M1 (che già si distaccava in questo dalla concorrenza) e , anche se confermo che in AUTO spinge un filino di meno , le assistenze TRAIL e TURBO sono parecchio più usabili e sfruttabili con grande fluidità e facilità di conduzione . In pratica hanno addolcito la gamma dell’ erogazione su tutte le assistenze facendo diventare ancor più facile e fruibile il sistema di quanto non lo fosse già quello dello M1 : FANTASTICO !!!

Per quanto riguarda invece il telaio con il setting carro corto e ruota da 27,5″ , flip chip dell’ ammortizzatore in LOW e calotta sterzo -1° la PX è parecchio migliorata anche nella parte discesistica e concede molta più precisione e confidenza sul tecnico e sullo scassato oltre ad aver acquisito anche una maggior stabilità sul veloce che potrebbe forse essere ancora migliorata probabilmente con l’ allungamento del carro . Devo anche sottolineare che ho cambiato le ottime ruote originali con ruote dotate di mozzi Industry Nine Hydra 2 , cerchi in carbonio We Are One Traid e soprattutto raggi tessili Berd Polylight che hanno un assorbimento delle vibrazione e degli urti del 200% superiore ad un normale raggio in acciaio . Risultato finale avere una PX ancor più veloce , confortevole e sicura sul rotto : ricordo ancora oggi una fantastica discesa dal passo San Marco sulla prima parte della Via Priula che ho percorso a velocità per me inusuali e con grandissima sicurezza sui tratti con sassi smossi !!! Ma non mi dilungo oltre su queste ruote che saranno oggetto di un’ altro mio scritto al più presto possibile .

Una particolarità negativa per il mio modo di condurre l’ ho trovata in queste prime uscite e si riferisce alla poca presenza dell’ anti rise su questa PX probabilmente dovuta al fatto che si è rinunciato ad un vero e proprio giunto Horst (presente sulla PL precedente) in favore di un giunto posizionato leggermente più in alto rispetto al perno della ruota e che probabilmente favorisce l’ anti squat ma penalizza la PX in frenata aprendo la sospensione e trasformando il lavoro del carro come fosse un monocross … Immagino possa trattarsi di scelte progettuali che personalmente non condivido del tutto .

Insomma per terminare queste mie prime impressione forse sin troppo estese (ma il prodotto lo merita IMHO) devo dire che ho dovuto ricredermi e constatare che la PX è sicuramente molto migliorata se confrontata con la già ottima PL . Vale la pena di cambiare una PL con una PX ? A questa domanda posso rispondere che già la PL era un prodotto che ha cambiato il mondo delle E-MTB sicuramente in meglio e che questa PX alza ancora l’ asticella non tanto per i numeri dichiarati ma per la fruibilità reale della E-MTB in questione . Continueremo comunque a testare la PX nei prossimi mesi e Vi aggiorneremo .

Avinox M2 s VS M1

24 Apr 2026

Scritto da Gianni Biffi il 24 Aprile 2026 .

Durante il mio “lavoro” nel fornire indicazioni e informazioni sui social ho avuto modo di esprimere ultimamente le mie impressioni sul nuovo motore Avinox M2 s confrontandolo con il vecchio (si fa per dire) M1 . Al fine di non perdere queste mie prime impressioni ritengo utile raggrupparle come segue qui sul Blog .

Non sono né pazzo , né del tutto stupido … (1 pippotto del 12 Aprile 2026)
Sottotitolo : Avinox M2 s VS M1 ✔️
Semplicemente sono una persona onesta e scrivo sempre il vero di ogni prodotto che provo dopo aver macinato parecchi chilometri in diverse condizioni (circa 300 Km con questo sistema) e aver verificato più e più volte le cose  
Dopo l’ abbuffata di lodi sul nuovo M2 s di quasi tutti i pennivendoli del pianeta Vi potrà sembrare strano ma posso dire che – dopo aver fatto anche una comparativa reale sul campo con più ripetizioni e con due diversi rider – in AUTO (con firmware vecchio) M1 spinge meglio – più veloce – dello M2 s (con firmware nuovo)   
Questo significa semplicemente che c’è ancora da lavorare sul firmware e da domani ci adopereremo per far sì che ciò possa avvenire nel più breve tempo possibile ✔️
In compenso posso dire che la PX Pro è molto leggera, si guida con grande facilità, é molto silenziosa e consuma come la vecchia PL anche se con batteria da soli 700 Wh . Quindi é ovvio che a breve sarà meglio della vecchia PL in tutto e per tutto ️
Non sono né pazzo , né del tutto stupido (2 pippotto del 18 Aprile 2026)
Sottotitolo : Avinox M2 s VS M1 ✔️
Leggendo il test di Vojo Magazine ( https://www.vojomag.com/test-nouveaute-avinox-m2s-m2…/ ) che condivido in parte mi sento di fornirvi le seguenti riflessioni personali dopo circa 350 chilometri di utilizzo dello M2 s .
M2 s spinge di più di M1 ?
Probabilmente si dato che ha più coppia e più potenza .
M2 s è più fluido e facile di M1 ?
Sicuramente SI : e infatti le assistenze alte (TRAIL , TURBO e BOOST) sono sicuramente più facili , più fluide e quindi più godibili di quelle dello M1 .
ECO una volta personalizzato a dovere fa il lavoro che serve ai “lungoduristi” e percorrenze con 3000 Mt+ sono alla portata anche di una emme come me
AUTO : io con M1 usavo nei miei giretti da pensionato praticamente questa assistenza nel 95/98 % dei casi .
Oggi con M2 s devo purtroppo constatare che spinge meno e fa meno velocità dello M1 costringendomi ad usare il tasto delle assistenze che prima avevo dimenticato
Insomma hanno forse spalmato la potenza in maniera diversa per renderlo più fluido ma io non riesco a girare a 100 e passa RPM per molto e quindi ad oggi non mi ci sono ancora abituato
Direi che per oggi è sin troppo : magari scriverò una terza puntata domani o più avanti …
Non sono né pazzo , né del tutto stupido (3 e ultimo pippotto del 22 Aprile 2026)
Sottotitolo : Avinox M2 s VS M1 ✔️
Ormai ho capito che al momento non ci sono speranze di avere un firmware diverso dall’ attuale nel breve periodo : i tecnici Amflow sostengono che lo M2 s abbia più coppia dello M1 (cosa c’ entrerà poi la coppia con la velocità in salita con settaggio AUTO lo sanno solo loro …) e quindi stò adattandomi al nuovo firmware M2 s per necessità
Riassunto delle prestazioni nei vari settaggi :
ECO : una volta personalizzato a dovere fa il lavoro che serve ai “lungoduristi” e percorrenze con 3000 Mt+ sono alla portata anche di una emme come me
AUTO : preferivo quello dello M1 e infatti adesso con lo M2 s lo uso solo in condizioni di pianura e salite non oltre il 7/8 % perché per me è troppo lento (nel senso che non fa la velocità ascensionale che mi serve) e il dispendio di energia alla lunga risulta troppo elevato per la emme che sono
TRAIL : con lo M1 lo usavo raramente perché mi sembrava sin troppo scattoso ma con lo M2 s ho scoperto un mondo nuovo ! Il settaggio TRAIL è molto più fluido e la coppia più elevata mi permette di salire a bassissime rotazioni come se fossi uno bravino ☺️ Inoltre usandolo con ratio 9 ho scoperto che su salite non tecniche ma con pendenze sino al 15/18 % consuma meno del vecchio AUTO dello M1 . Quindi oggi utilizzo lo M2 s con 9 o massimo 10 in quasi tutte le condizioni
TURBO : valgono le stesse considerazioni fatte per il TRAIL . Super fluido e finalmente usabile in tutte le condizioni : mi permette di salire a bassissime rotazioni in posti sino a ieri impensabili ! Basta pedalare tondo e non strappare (dopo averlo settatto a dovere specialmente nell’ overrun) e non crederete dove si può arrivare ! Provare per credere : molto diverso da quello dello M1
BOOST : quasi inutilizzato ma anche questo sembrerebbe molto più fluido del precedente …
Per finire alla solita domanda : cambieresti lo M1 per un M2 s … Personalmente e con il firmware attuale direi che come sempre ci sono vantaggi e svantaggi e apprezzavo molto l’ utilizzo dell’ AUTO sullo M1 ma lo M2 s è sicuramente più fluido e quindi si possono ottenere prestazioni forse più elevate sul tecnico se non sei un campione del mondo come me . I consumi dello M2 s con batteria da 700 Wh sono in generale inferiori a quelli dello M1 ma bisogna pedalare molto tondo , non strappando quasi mai e fare i corretti settaggi anche durante l’ uso delle assistenze che prima mi ero letteralmente quasi scordato …
Penso di aver scritto praticamente tutto di questo nuovo motore e quindi Vi rimando alla prossima “First Ride” della Amflow PX carbon PRO che immagino verrà pubblicata a breve sul nostro Blog ☝

 

First ride Specialized Turbo Levo R

23 Feb 2026

Scritto da Gianni Biffi il 24 Febbraio 2026 .

 

Lunedì 16 Febbraio ore 09:00 ritrovo da Cicli Snoopy a Como per il Dealers test della nuovissima Levo R .

Davanti al negozio sono schierate circa 20 Levo R Expert di colore verde che aspettano solo di essere testate . Ognuno di noi provvede a settare la propria Levo R come meglio preferisce e poi accompagnati dall’ amico Fabio e dai ragazzi di Specialized Italia ci spostiamo nel parco della Spina Verde : praticamente un parco giochi con svariate salite e discese di livello medio che sembrano essere state disegnate per apprezzare le caratteristiche della nuova Levo R . Questa versione della Levo di 4 generazione è praticamente una trail bike da circa 22 chilogrammi di peso (in questa versione Expert Carbon) con escursione 140 anteriore e 130 posteriore dotata di forcella Fox 36 SL e ammortizzatore Fox Float Genie . Completano la dotazione due ruote in carbonio , cambio Sram GX AXS e freni Sram Motive . Angolo di sterzo di 65° regolabile più o meno 1° tramite l’ apposita calotta dello sterzo fornita con la Levo e ruote da 29″ – insisto nel dire che le full 29″ hanno un vantaggio non trascurabile nell’ uso trail in salita – con flip chip per regolare lunghezza del carro e altezza movimento come ci ha ormai abituato Specialized da tempo . Insomma un completamento della gamma Levo 4 orientata al trail riding leggero .

Dopo aver fatto aspettare tutti perché il mio pod di comando cambio non era stato accoppiato al cambio stesso finalmente si parte per un giretto molto divertente che si rivelerà alla fine essere di circa 24 chilometri per circa 800 Mt+/- di dislivello . Come succede sempre per tutte le Specialized la Levo R sembra sia stata cucita addosso a me ed è veramente di una facilità di conduzione e leggerezza di guida quasi oltre il suo peso peraltro non altissimo . Il motore nella sua ultima release con 810 W di potenza massima e 105 Nm di coppia sembra ancora più fluido e veloce della versione precedente e stacca oltre i 25 Km/h in maniera praticamente non avvertibile : bel lavoro svolto dagli ingegneri Specialized . In salita tutto funziona con una leggerezza e una facilità di conduzione che fa sembrare la Levo R praticamente inarrestabile e il limite sono sempre e solo io che la conduco . Sulle discese poi della Spina Verde molto fluide e scorrevoli non si sente la mancanza di corsa delle due sospensione e la Levo è sempre molto facile e giocosa . Rientriamo alla base e personalmente l’ unica nota negativa che ho trovato in questo primo contatto sono i freni che probabilmente hanno bisogno perlomeno di dischi più performanti e la mia 36 SL che purtroppo è andata stuckdown riducendo così la corsa utile a circa 7/8 centimetri dai 14 iniziali 🙁

Rientrati da Cicli Snoopy pranziamo tutti insieme e ci scambiamo le pirmissime impressioni e posso constatare che la Levo R ha fatto una buonissima impressione a tutti noi dealers del brand eccezion fatta appunto per l’ impianto frenante che per molti è risultato migliorabile . Nei giorni successivi ho poi portato la Levo R su percorsi più impegnativi e devo dire che quando i percorsi si fanno di tipologia “Orobica” e quindi con passaggi più tecnici e impegnativi e con rocky garden abbastanza impegnativi e rotti la forcella risulta avere un pò poca corsa e bisogna avere più capacità di conduzione e attenzione dati i continui fondi corsa della stessa con conseguente pericolo di impuntarsi se non si ha il dovuto mestiere e la dovuta attenzione visto anche l’ angolo di sterzo di 65° .

Per finire mi sono poi recato a Colazza dove ho percorso i vari trail preparati dai Lupi del Cornaggia e dove sicuramente ci si può divertire come con poche altre E-MTB a condizione di avere delle velocità di percorrenza dei trail adeguate alle escursioni ridotte . Anche i due pneumatici Specialized Purgatory mostrano un pochino il limite in discesa e se volete appunto giocare su trail preparati Vi consiglio di usare in queste occasioni pneumatici enduro più aggressivi e performanti .

Per finire , dopo circa 120 chilometri percorsi con più di 5000 Mt+/- di dislivello posso solo dire che questa Levo R può essere la E-MTB adatta a chiunque cerchi una E-MTB molto facile e rilassata che permetterà a tutti di divertirsi con facilità e sicurezza su quasi tutti i percorsi di montagna e easy bike park . Se invece cercate una E-MTB più performate per uso più discesistico o enduro la Levo 4 o altri modelli che verranno a completare la gamma Vi aspettano .

First ride (2° parte) Velduro Rogue

08 Gen 2026

Scritto da Gianni Biffi il 08 Gennaio 2026 .

 

Già a Luglio 2025 avevamo avuto l’ occasione di provare brevemente la Velduro Rogue in anteprima – potete leggere quelle impressioni qui – rimanendo favorevolmente impressionato dalla Rogue prototipo che aveva una sospensione posteriore veramente eccezionale come reattività . Quindi quando Luka mi ha contattato per farci avere una Rogue in prova ho ovviamente accettato con grande entusiasmo . Prima di Natale un Lunedì ecco arrivare in Pro-M Luka e la Rogue che purtroppo mi accorgo subito essere in taglia Large e quindi troppo lunga per me che amo le E-MTB piccole e raccolte 🙁  Luka mi dice che alla fine non è poi così lunga e mi convince comunque a tenerla per un certo periodo per un test durante il periodo della vacanze Natalizie e di fine anno . Ecco quindi che abbiamo percorso quasi 230 chilometri con circa 8000 Mt +/- su questa Rogue .

Devo subito dire che la taglia Large ha influito negativamente sulle mie sensazioni di guida ma alla fine aveva ragione Luka : la Large non è poi così lunga come altre e la conduzione è sempre risultata facile e intuitiva . Insomma fuori taglia sicuramente ma le impressioni non sono state per nulla negative : chissà quando potrò provare una Medium in ordine assemblata e settata come vorrei io !!!

Dico questo perché oltre alla taglia troppo grande ho avuto problemi con una forcella che secondo me avrebbe bisogno di una bella revisione e che è sempre risultata troppo “gnucca” e frenata . Con un motore che probabilmente è stato probabilmente affogato con lavaggi ad alta pressione o altro da chi l’ ha usata prima di me e che trascinava in modo esagerato in alcune occasioni soprattutto con il freddo del periodo . Con dei dischi freno non sono certo tra i miei preferiti in confronto a ciò che sono abituato e l’ allungamento degli spazi di frenata ha influito non poco e negativamente nella conduzione . Se per ultimo – ma non meno importante in questo periodo invernale – poi aggiungiamo gli pneumatici troppo morbidi di carcassa e con un posteriore ormai consumato Voi capirete che questa prova è stata falsata da troppe negatività che alla fine hanno condizionato non poco le mie impressioni generali .

Ecco perché ho interrotto il test anzitempo e non sono riuscito ad avere impressioni complete per un test più approfondito . Ciò nonostante devo confermare anche in questo caso il cinematismo della sospensione posteriore lavora in maniera veramente eccezionale con una fluidità , una reattività e una progressione degni veramente di nota . Ottima in pedalata e molto buono l’ anti rise in frenata . Il carro rimane sempre ben attaccato a terra e garantisce trazione e fluidità di funzionamento veramente molto, ma molto buone ! Se a questo aggiungiamo un’ ottima stabilità sul veloce grazie soprattutto al lavoro del carro appunto e una rigidità dell’ assieme più che buona ecco che anche se con tutte le problematiche di misura e di setting questa Velduro Rogue ci ha confermato ancora una volta le ottime impressioni che avevamo percepito nel Luglio scorso .

Per il resto come detto preferisco rimandare il giudizio finale sulla Rogue a quando potremo avere una Medium settata come da nostre preferenze di guida 😉

Insomma dopo più di 300 chilometri di prove in tutte le condizioni non sono ancora soddisfatto dalle sensazioni avute in generale : mi sembra sempre che mi manchi qualche informazione in più per giudicare definitivamente questa Rogue … Ma in ogni caso se il buon giorno si vede dal mattino direi che non dovremmo restare per nulla delusi nel prossimo futuro da questo prodotto 🙂

Ora non resta che aspettare le prime Velduro Medium di produzione finale per completare la prova : stay tuned !

Prova completa Forbidden Druid Cor E

08 Gen 2026

Scritto da Gianni Biffi il 07 Gennaio 2026 (Chilometri percorsi 728 – Periodo di prova 84 giorni)

 

Quando ho scritto la nostra first ride della Druid – che potete facilmente leggere qui – sono persino stato attaccato da un lettore che manipolando quanto da noi scritto mi ha accusato di capire poco di un carro che secondo lui va benissimo nella versione muscolare pur non avendo lui mai usato la Druid Cor E . Peccato che la versione muscolare usi un cinematismo del carro completamente diverso da quello della versione elettrica che oltretutto noi abbiamo testato per più di 700 chilometri … Inizio questo mio test con questa riflessione perché ritengo perlomeno vergognoso il manipolare i miei scritti e del tutto infantile il tentare di creare flames su un forum mentendo spudoratamente !!! Penso che il nostro amico avesse dormito male quella notte 🙂 🙂 🙂

A questo punto Vi confermo la mia impressione che il carro , pur lavorando molto bene ed essendo molto rigido , ha un high pivot (fulcro alto) sul giro catena che dovrebbe avere la funzione di ridurre il pedal kickback – come è molto di moda oggi – ma che io personalmente non percepisco più di tanto all’ atto pratico se non per l’ eccessiva rumorosità in pedalata … Anche il sistema sospensivo , denominato Trifecta V3 dagli uomini di Forbidden , che nulla ha a che vedere con il Trifecta usato sulle muscolari e che dovrebbe provocare un allungamento del carro durante la corsa della sospensione mi è sembrato altrettanto poco avvertibile per un biker di bassa / media capacità quale ritengo io essere . Inoltre il carro per il mio modo di guidare risulta sempre molto controllato in pedalata e quindi addirittura sin troppo rigido . Ora come detto sopra non è che il carro non funziona ma personalmente mi sembra che siano più evidenziazioni di caratteristiche tecniche che pochi possono percepire e quindi le ritengo semplicemente degli spot pubblicitari e nulla più per la maggior parte dell’ Utenza . Fatto questo preambolo veniamo alle nostre impressioni finali come segue che come potrete leggere sotto sono tutto fuorché impressioni negative :

Estetica : personalmente la trovo piuttosto massiccia nella zona centrale in confronto ad altre realizzazioni con sistema Avinox . Inoltre il colore verdino della parte anteriore non è esattamente di mio gradimento ma devo però ammettere che molti bikers incontrati sui sentieri la trovano molto bella . Voto 8 .

Posizione di guida : nulla da eccepire . Si sale e ci si trova subito a proprio agio a parte un angolo sella molto accentuato come su tutte le E-MTB moderne . Voto 9 .

Sospensioni : la forcella Rock Shox ZEB Ultimate dotata di cartuccia Charger 3.1 RC2 Debonair+ è veramente una forcella facilissima da settare e con prestazioni almeno al pari delle più agguerrite concorrenti presenti sul mercato . Impressiona sin da subito per la sua grande capacità di copiare i piccoli urti e per la corretta progressione verso il fondo corsa : in due parole una delle migliori forcelle con steli da 38mm per uso enduro attualmente disponibili . Purtroppo il discorso non è esattamente lo stesso se parliamo invece dell’ ammortizzatore Rock Shox Vivid Ultimate accoppiato ad un carro a quattro punti infulcro con giunto Horst . Infatti il Vivid ci è stato fornito con l’ IFP completamente scarico , è comunque secondo noi – anche una volta sistemato a dovere – è un ammortizzatore che non ha una fluidità di funzionamento pari ad altri ammortizzatori ad aria top di gamma e risulta sempre e comunque abbastanza pigro . Se poi a questo aggiungiamo che gli ingeneri di Forbidden hanno scelto di avere un carro che è sicuramente molto controllato / fermo la Druid non brilla certo per comfort e predilige una guida molto attiva . Una volta sostituito con un Fox Float X2 factory il rendimento del carro è cambiato in meglio , come sensibilità iniziale e fluidità in generale , ma non tanto da giustificare l’ acquisto dello X2 stesso . Voto 10 per la forcella 8 per l’ ammortizzatore = Media 9 (Media 10 con Fox Float X2) .

Salita scorrevole : il sistema Avinox è , ad oggi , il vero riferimento dell’ attuale mercato e quindi la Druid , molto rigida e prestante , sale molto bene sullo scorrevole anche grazie ad un anti squat molto presente nel sistema sospensivo . Voto 10 .

Salita tecnica : anche in questa situazione il carro lavora molto bene soprattutto con il Fox Float X2 . Nonostante l’ allungamento del carro la ruota da 27,5″ al posteriore non permette certo una trazione da riferimento su terreni con poco grip (viscidi come li avevo definiti) per ovvi motivi di minor impronta a terra . Certo se si potesse montare anche una ruota da 29″ … Voto 8 con Vivid (9 con Fox Float X2) .

Single-track : la perfetta distribuzione dei pesi , la rigidità dell’ assieme uniti ad un movimento centrale abbastanza basso rendono la Druid veramente molto divertente con cambi di direzione sempre molto rapidi e precisi . Voto 10 e lode .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sul veloce , pur avendo un peso totale ancora accettabile e inferiore ai 23 chilogrammi , la Druid si comporta veramente in maniera egregia e copia con grande compostezza anche i terreni più impegnativi senza mai perdere contato con il terreno . Voto 10 .

Discesa tecnica e stretta : considerando che siamo di fronte ad una all mountain con vocazione gravity direi proprio che ci siamo . Gira molto bene nello stretto , grazie anche ad un baricentro basso , e scavalca con facilità ostacoli anche impegnativi . Voto 10 .

Frenata : i freni Maven Ultimate montati di serie sono , come detto più volte , i migliori impianti di serie possibili oggi sul mercato . Se poi hai da testare dei prototipi dei dischi BCA Hu4c  ecco che hai un incremento di prestazioni sia in termini di forza frenante che di resistenza al fading che nessun altro disco può avere ! Voto 9 (10 e lode con dischi BCA Hu4c) .

Rigidità :  sia il triangolo anteriore che il carro sono molto rigidi . Considerando che per il carro si è scelta la soluzione di avere un 4 punti d’ infulcro con giunto Horst siamo probabilmente di fronte ad uno dei carri più rigidi con questo cinematismo dell’ attuale mercato .  Voto 10 e lode .

Dotazione :  direi che siamo allineati ai prodotti top di gamma anche se avrei preferito unità ammortizzanti Fox anziché Rock shox con particolare riferimento all’ ammortizzatore posteriore . Una pecca della dotazione di serie sono secondo me sono gli pneumatici con spalla troppo morbida che una volta sostituiti con altri con carcassa discesistica ci hanno letteralmente cambiato il modo di guidare la Druid ! Voto 8 .

Motore e componenti elettronici : inutile ripeterci , Avinox è ad oggi il sistema motore , batteria e sensoristica più evoluto e prestante del mercato . Voto 10 e lode .

Finiture : ottima verniciatura e costruzione accurata . Voto 10 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : non tra le più economiche del mercato la nostra Druid con kit1 si posiziona comunque come prezzo leggermente al di sotto di alcune sue concorrenti dirette . Voto 8 .

Note finali : oggi come oggi con gli opportuni upgrade fatti alla nostra Druid è una delle E-MTB con motorizzazione Avinox più eclettiche perché si colloca esattamente nel mezzo delle attuali E-MTB con tale sistema motore realmente presenti e disponibile sul mercato Italiano . E’ ovvio che essendo in presenza di una all mountain – come dichiarato da Forbidden stessa – se volete una E-MTB da enduro potrete trovare ancora di meglio di questa Druid ma probabilmente perdereste l’ equilibrio generale che la Druid ci ha dimostrato avere … Insomma una vera all rounder che permette di fare di tutto con facilità e in totale sicurezza . Al limite – se vogliamo spaccare il capello in quattro – possiamo dire che non è esattamente quella che noi definiamo una E-MTB confortevole .

 

Cosa ci è piaciuto di più :

– Motore con potenza , coppia e sensoristica da riferimento .

– Versatilità di guida che permette ottime prestazioni allround .

– Display touch con funzioni molto complete e modificabili anche durante la pedalata .

 

Cosa ci è piaciuto di meno :

– Pneumatici con carcassa troppo morbida .

– Ammortizzatore Vivid Ultimate che penalizza un poco il lavoro del carro .

– Estrema rigidità dell’ assieme che , pur permettendo prestazioni eccellenti , non brilla per comfort nell’ uso ludico .

– Colore verde non di nostro gradimento .

– Impossibilità di usare una ruota da 29″ al posteriore .

 

 

 

Voto finale 129 con 3 lodi (131 con 4 lodi con dischi BCA Hu4c e Fox Float X2) su 140 .

Classifica motori E-MTB 2025

31 Dic 2025

EccoVi la mia – PERSONALISSIMA – classifica motori E-MTB 2025 aggiornata a 01/01/2026 .

Era dal 2016 , anno di introduzione delle Specialized Turbo Levo , che non arrivava sul mercato qualche cosa di rivoluzionario e che ha cambiato veramente la percezione di utilizzo di una E-MTB : il sistema AVinox !

EccoVi le nostre classifiche come segue :

          A. Riguardo alle prestazioni percepite (potenza, coppia e spinta):

  1. Avinox M1
  2. Specialized 3.1 by Brose
  3. Yamaha PW-XM
  4. Bosch CX5 (100 Nm)
  5. Rocky Mountain Dyname 4.0
  6. Shimano EP8.01

    B. Riguardo a naturalezza della spinta :
  1. Avinox M1
  2. Specialized 3.1 by Brose
  3. Shimano EP8.01
  4. Yamaha PW-XM
  5. Bosch CX5 (100 Nm)
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0

    C. Riguardo a dinamicità dei livelli d’ assistenza (spinta dinamica) e/o Auto :
  1. Avinox M1
  2. Specialized 3.1 by Brose
  3. Bosch CX5
  4. Yamaha PW-XM
  5. Shimano EP8.01 (non ha livelli dinamici)
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0 (non ha livelli dinamici)    

        D. Riguardo a rendimento in salita a basse rotazioni e con poco sforzo :

  1. Bosch CX Gen5 (100 Nm)
  2. Avinox M1
  3. Specialized 3.1 by Brose
  4. Yamaha PW-XM
  5. Shimano EP8.01
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0.

        E. Riguardo ad affidabilità del sistema :

  1. Avinox M1
  2. Specialized 3.1 by Brose
  3. Yamaha PW-XM
  4. Bosch CX 5 (100 Nm)
  5. Shimano EP8.01
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0

        F. Riguardo alla qualità e all’ efficienza del servizio assistenza in base alle risultanze della nostra officina :

  1. Specialized 3.1 by Brose
  2. Avinox M1
  3. Bosch CX 5 (100 Nm)
  4. Yamaha PW-XM
  5. Rocky Mountain Dyname 4.0
  6. Shimano EP8.01

       G. Riguardo a consumi con parità di gamba e prestazione :

  1. Avinox M1
  2. Bosch CX5 (100 Nm)
  3. Specialized 3.1 by Brose
  4. Yamaha PW-XM
  5. Shimano Ep8.01
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0

       H. Riguardo a settaggi possibili / APP :

  1. Avinox M1
  2. Specialized 3.1 by Brose
  3. Bosch CX5 (100 Nm)
  4. Shimano EP8.01
  5. Rocky Mountain Dyname 4.0
  6. Yamaha PW-XM

 

 

Classifica finale tenendo conto dei vari punteggi :

  1. Avinox M1 (46 punti)
  2. Specialized 3.1 by Brose (39 punti)
  3. Bosch CX5 (100Nm) (31 punti)
  4. Yamaha PW-XM (26 punti)
  5. SHimano EP8.01 (16 punti)
  6. Rocky Mountain Dyname 4.0 (10 punti)

 

Considerazioni finali : Avinox ha sicuramente sparigliato le carte e oggi è un sistema senza uguali sul mercato . Gli altri produttori avranno la forza di reagire ? Personalmente ho moltissimi dubbi che qualche d’ uno possa raggiungere in fretta il livello di Avinox che del resto ha già annunciato un’ evoluzione del suo sistema per i primi mesi del 2026 …

Noi Occidentali per il momento ci godiamo le feste e beviamo champagne o peggio birra 😉

 

Meditate gente, meditate 🙂