First ride Mondraker Level R

13 Mag 2022

Scritto da Gianni Biffi il 13 Maggio 2022

Mercoledì 4 Maggio 2022 , gli amici organizzano un’ uscita sui “Sentieri dei Gatti” e quindi quale migliore occasione per riprendere in mano la Mondraker Crafty RR Carbon con il nuovo firmware aggiornato del sistema Bosch Flow ? Carico la Crafty in furgone e parto, ritrovo a Gattinara e purtroppo constatiamo che pioviggina . Si parte lo stesso e a fine giro Vi lascio immaginare quanto fango era presente sulla Crafty ! Rientro e Alberto , mio figlio , si lamenta che la bicicletta era molto sporca e che lui l’ avrebbe già venduta e quindi mi propone un lavaggio immediato – subito effettuato – e il cambio della Crafty con una delle Level R appena arrivate in Pro-M . Detto fatto e mi ritrovo su una E-MTB che non era nel planning delle prove di quest’ anno ma come ben sapete io sono curiosissimo e quindi una in più da provare non è mai un problema : dovrò solo uscire in E-MTB qualche volta in più 🙂

Preparo la Level R sistemando appoggi , cambiando ruote , gomme e dischi freno come d’ abitudine perché è per me importante avere sempre e comunque impressioni comparabili : quindi la solita Hillbilly T9 all’ anteriore e la Eliminator T7 al posteriore con dischi BCA Yod4 da 203 mm , tutto il resto è del montaggio originale (che potete trovare qui https://mondraker.com/es/es/2022-level-r  ) compresi i tanto bistrattati freni Sram G2 che però posso confermarVi ancora una volta con uno spurgo ben fatto e i dischi BCA funzionano come tanti altri ben più blasonati 😉 Ah, dimenticavo che abbiamo anche montato uno spider O-Chain che dovrebbe ridurre il pedal kick back , ma di questo parleremo in maniera più approfondita quando avremo terminato le prove di questo O-Chain . Ad oggi ho effettuato 5 uscite per un totale di circa 150 Km con più di 6000 Mt di salite e discese e quindi sono ormai pronto per scrivere queste prime impressioni della Level .

Ovviamente abbiamo percorso sentieri ben conosciuti come le Rive Rosse , il giro del tagliere , Colazza , l’ alpe Cantedoldo e il tanto divertente Bogianchini 1 al Mottarone . Per chi li conosce tutti è facilmente comprensibile la varietà dei percorsi in alcuni casi stretti , naturali e tecnici e in altri molto scorrevoli e divertenti ; quindi un’ approccio a tutto campo . Vi dico subito che la prima impressione , scendendo dalla Crafty RR Carbon , è di avere una E-MTB più lunga e pesante che gira ovviamente con meno facilità ma alla fine queste prime sensazioni sono state poi ridimensionate dai fatti . Certo la Level non è una E-MTB da guidare in punta di piedi ma bensì un “cangurone” con tantissima sospensione (180 mm) da far correre e che passa veramente su tutto : mi ricorda tantissimo la Focus Sam2 6.9 … Il vero punto di forza della Level – IMHO – è la sospensione posteriore coperta da brevetto ZERO Suspension System® che lavora come poche altre coadiuvata da un onesto ammortizzatore a molla Fox DHX2 e forse anche dallo spider O-Chain .

Quindi come detto la Level sul rotto / tecnico è veramente un prodotto da riferimento e permette velocità di percorrenza elevate anche a me che non sono certo un agonista : cosa quindi alla portata di tutti . Il peso è importante (sopra i 26 Kg.) come nel caso della Focus Sam2 6.9 , ma la Level è anche più lunga (1236 mm contro 1270 mm) e la conseguenza ovviamente è che la Level giri un filino peggio della Sam2 sullo stretto . In salita invece il sistema ZERO Suspension System® garantisce una trazione da riferimento e la spinta del nuovo Bosch 750 Flow , che può usufruire di ben due livelli d’ assistenza dinamici (E-Tour+ e E-MTB) , ne fanno un riferimento assoluto nella propria categoria di utilizzo ! Nessun problema o dubbio sulle salite e discese scorrevoli dove la buona spinta del motore e il lavoro eccellente delle due unità ammortizzanti Vi permetteranno velocità e tempi di percorrenza veramente elevati .

Posso inoltre dire che la verniciatura del telaio e carro in alluminio (non sono previste Level in carbonio nel catalogo Mondraker) sono veramente più che buone e il livello dei componenti più che adeguato al tipo di utilizzo . Un’ ultima nota di cui come detto parleremo più avanti in uno scritto dedicato : sarà merito del sistema O-Chain se le mie malandate ginocchia (dopo più di 50 anni di abusi e rotture forse hanno anche ragione 🙂 ) non mi fanno più così male quando scendo dalla Level a fine giro oppure sarà l’ infinita sospensione posteriore ? Tenteremo di appurare anche questo nel prossimo futuro : stay tuned !

 

 

Ten years ago , 10 Maggio 2012 – Pro-M Team in Moab (Utah – U.S.A.)

11 Mag 2022

Scritto da Vittorio Colombo il 10 Maggio 2022

Sono passati già dieci anni !!!
Caspita come vola il tempo
Dieci anni fa Gianni ha avuto la grande intuizione di organizzare una vacanza di una settimana a MOAB negli Stati Uniti nella mecca della MTB .
Un deserto roccioso con tantissimi sentieri di ogni difficoltà per MTB, moto da cross e Jeep .

Era il mese di Ottobre , se non sbaglio quando , in una delle tantissime gite domenicali il Gianni propone di organizzare una “spedizione” negli Stati Uniti .
Nel giro di pochi giorni aveva già trovato numerose adesioni .
Per me era una nuova scoperta, un nuovo mondo e un nuovo modo di intendere la mtb (mia grande passione) .
Era la prima volta per tutti ma la macchina organizzativa si era avviata subito e a Dicembre tutto era pianificato, trasferimenti, equipaggi, alloggi, noleggi mtb e logistica .
Tutto perfetto compreso i percorsi sia da pedalare che quelli mediante utilizzo di navetta .

Grazie Gianni per la magnifica esperienza !
Da circa due anni avevo in mente di proporti una reunion ma causa Covid e adesso guerra in Ucraina questo sogno è un po’ svanito .
Peccato però mi rimangono le foto e i ricordi che sono indelebili e che mi porterò per sempre nel mio cuore .

Road tubeless … Ready or not ready …

09 Mag 2022

Scritto da Fabio Paganelli – 8 Maggio 2022 .

 

Road tubeless … Ready or not ready …

 

Introduzione – Ebbene si, anche noi stradisti siamo ormai di fronte, dopo l’avvento dei tanto discussi freni a disco, all’utilizzo dei famosi copertoncini tubeless. Sparisce quindi la tanto amata camera ad aria per lasciare spazio ad una soluzione ben nota ai nostri cugini biker.

La nascita repentina dei nuovi cerchi hookless, imposti a larga scala dai maggiori costruttori di cerchi in carbonio, spinge inevitabilmente noi pedalatori ad adottare un sistema tubeless senza alternativa alcuna.

Lo scetticismo della maggioranza è ancora alto e le soluzioni sul mercato sono innumerevoli, finalizzate a semplificare l’utilizzo del tubeless.

Descrizione del prodotto – E’ a questo punto che l’azienda Bergamasca Vittoria giunge sul mercato con un prodotto specifico, figlio di un’esperienza pluriennale nel mondo mtb, messo a disposizione di noi stradisti con le dovute particolarità.

Il kit Air Liner Road Vittoria prevede un vero e proprio inserto a sezione esagonale costituito da un polimero estremamente leggero e resistente; il sistema, in abbinamento ad un lattice a base non ammonica, è in grado di assicurare una buona tenuta di pressione, prevenendo eventuali stallonamenti del pneumatico dal cerchio. L’inserto Air Liner Vittoria protegge inoltre il cerchio da impatti esterni garantendoci anche una soluzione simil run-flat assicurandoci un eventuale rientro a casa in sicurezza (quasi indispensabile se volete usare il tubeless !) .

Caratteristiche della prova – La bicicletta utilizzata per la prova è ormai la nostra supercollaudata Tarmac Pro di Specialized, la quale adotta una coppia di cerchi Roval Rapide Cl ad alta sezione, nello specifico 56mm all’anteriore e 64mm al posteriore, entrambi con canale da 21mm.

Smontate le coperture di serie abbiamo immediatamente montato una coppia di Vittoria Corsa Graphene 2.0 tubeless ready 700 X 28 .

In base alla misura del cerchio e del copertoncino abbiamo quindi utilizzato un inserto di misura media del peso di 35 gr. ciascuno, adottando valvole radiali specifiche, attraverso le quali sono stati inseriti 30 ml di liquido sigillante non ammonico per ruota.

Con un peso di 67 Kg. ho percorso i primi 2500 Km ad una pressione ottimale di 6,5 bar; provando a viaggiare a pressioni leggermente più alte, intorno ai 7 bar (limite impresso sul copertoncino) ho riscontrato fastidiosi rimbalzi specialmente nelle discese più veloci e dissestate, dimostrando che aumentando le sezioni dei pneumatici ed i conseguenti volumi interni, non serve troppa pressione per andare forte !

La perdita di pressione ad ogni uscita si è attestata in media intorno al mezzo bar.

Impressioni – Sicuramente si va forte !!! … E’ indiscutibile; scorrevolezza ai massimi livelli, confort aumentato di parecchio senza alcun discapito nei confronti della sensibilità di guida garantendo un grip importante; se hai buon orecchio senti persino il copertoncino che si deforma e aderisce al massimo all’ asfalto !

Nei giorni successivi alle prime uscite sono stato costretto ad aggiungere ancora 15/20 ml di liquido sigillante per ruota affinché il tutto funzionasse al meglio, mantenendo costante la pressione desiderata tra un’uscita e l’altra.

Durante i 2500 Km percorsi ho forato al posteriore una sola volta, a causa di un lungo chiodo, sperimentando forzatamente la funzione run-flat del sistema; gestibile la guida al posteriore a circa 20 / 25 Km orari grazie al peso del ciclista che stabilizza la ruota.

Differente la sensazione sulla ruota anteriore; sgonfiandola un poco l’anteriore risulta un po’ instabile, probabilmente a causa del fatto che la maggior parte del peso grava sull’ asse  posteriore.

Il sistema Air Liner Vittoria diventa utilissimo in caso di stallonamento; impedendo il fenomeno viene preservata l’integrità dei nostri amati cerchi in carbonio e, soprattutto, di noi stessi.

Nessun rumore viene percepito durante l’utilizzo, anche nelle condizioni più critiche.

Importante la sezione del pneumatico; il copertoncino da 28 è la base di partenza, 30 e 32 un arrivo… Altro che i vecchi 21!!!

Conclusioni – Un sistema tubeless comporta ancora una scarsa facilità di montaggio rispetto alla vecchia soluzione a camera; ciò implicherà una maggior resistenza d’ impiego da parte di quegli Utenti non particolarmente abili manualmente.

Inserti e liquidi sigillanti apparterranno ad un futuro molto vicino, figlio di una trasformazione ormai già avvenuta grazie all’avvento dei cerchi hookless i quali non prevedono soluzioni tradizionali utilizzate fino ad ora.

Innegabile è il vantaggio in termini di prestazione / confort nell’utilizzo tubeless ed è qui che il sistema Air Liner di Vittoria si colloca, divenendo un aiuto importante in termini di sicurezza e serenità.

Non mi piacciono le comparative , però in questi ultimi giorni …

13 Apr 2022

Scritto da Gianni Biffi il 13 Aprile 2022 .

 

Come da titolo non amo le comparative ma in questo ultimo periodo compreso tra Marzo e inizio Aprile ho avuto l’ occasione di percorrere più volte la salita diretta da Armeno alla cima del Mottarone e poi di scendere sul sentiero denominato Bogianchini 1 che sembra essere molto gradito a tutti in questi primi mesi del 2022 😉 Un doveroso grazie a Renzo Bogianchini che oltre ad averlo disegnato si occupa della manutenzione di questa zona che va appunto dalla cima del Mottarone verso il lago d’ Orta : un lavoro incredibilmente ben fatto con competenza e passione !!! Grazie 1000 Renzo !!!

Il bello è che ho percorso questi sentieri con 3 delle E-MTB che in questo periodo considero a me più gradite : non dico le migliori perché non esiste un prodotto perfetto ma sicuramente delle E-MTB che incontrano perfettamente il mio stile di guida e le mie necessità . Le tre E-MTB sono in ordine sparso la Rotwild R.X 750 (All mountain / Trail con escursione ant. 150 mm / post. 152 mm) , la Focus Jam2 7.0 (All mountain / Trail con escursione ant. 150 mm / post. 140 mm) e la Rocky Mountain Altitude PowerPlay C70 (Enduro con escursione ant. 170 mm / post. 160 mm) . Lo cosa interessante poi è che tutte e tre le E-MTB montano motori diversi (Brose Mag S per la Rotwild , Shimano Ep8 per la Focus e Dyname 4.0 per la Rocky Mountain) ma con batterie di autonomia molto simile (rispettivamente 750 Wh e 720 Wh per le altre) e quindi si ottiene un confronto completo fatto più e più volte dallo stesso rider sullo stesso percorso abbastanza lungo e divertente (circa 28 Km con 1250 MT+) ! Ovviamente per non avere grandi differenze di scorrevolezza e prestazione abbiamo montato su tutte e 3 le E-MTB gli stessi pneumatici gonfiati alla stessa pressione e con gli stessi inserti . Riguardo l’ autonomia sgombero subito il campo dicendo che in tutte le mie uscite sul tracciato sono ritornato ad Armeno , usando la batteria alla necessità e quindi senza nessun tipo di risparmio , con circa il 40 / 50 % rimanente di carica : in pratica non Vi farete mai venire l’ ansia da consumo e potrete magari fare il giro due volte 🙂

Equipaggiamento : direi che più o meno , le 3 E-MTB si equivalgono con gruppi completi Shimano XT per R.X 750 e Altitude e gruppo Sram GX AXS per la Jam2 . Freni XT e Code che con un buon disco BCA migliorano nettamente le proprie prestazioni di potenza e resistenza al calore . Ruote in alluminio WTB per la Altitude nettamente inferiori in resistenza e scorrevolezza alle DT Swiss montate sulla R.X 750 e sulla Jam2 . Anche a livello reggisella telescopico il Race Face montato sulla Altitude ha mostrato un eccesivo gioco laterale specialmente a sella completamente abbassata .

Unità ammortizzanti : riguardo all’ ammortizzatore posteriore troviamo dei Fox Float X della serie performance sulla R.X 750 e sulla Jam2 ; ambedue ottimi e ben coadiuvati dai leveraggi della sospensione anche se come detto la Jam2 è forse un pò troppo lineare . La Altitude invece usa un Float X2 Performance che come già detto svolge ottimamente la sua funzione e ha una curva di progressione molto progressiva . Riguardo le forcelle la R.X 750 monta un’ ottima forcella Fox Float 36 Performance e la Altitude una Fox Float 38 Performance altrettanto valida : devo ancora una volta sottolineare che non trovo grandissima differenza di rigidità e prestazioni tra le due Fox ai ritmi e alle velocità a cui sono abituato a guidare (non sono certo un PRO) e al limite la differenza più evidente è nel travel delle due forcelle . Discorso un filino diverso per la Rock Shox ZEB che se a livello di rigidità ha poco da invidiare alle due sorelle Fox a livello di idraulica e scorrimenti è sicuramente da sottoporre a qualche piccolo e poco costoso tuning che ovviamente abbiamo effettuato arrivando a fare della ZEB una Fox 🙂  🙂  🙂

Guidabilità : la R.X 750 è una Mullet con ruota ant. da 29″ e post. da 27,5″ , una configurazione che non ho mai digerito più di tanto ma che sicuramente gli ingegneri di Rotwild hanno gestito molto bene e devo dire che su questo percorso sia in salita che in discesa si è sempre comportata alla grande , forse la meglio bilanciata . La Jam2 con le sue ruote da 29″ e una sospensione posteriore sicuramente più lineare delle altre mi ha fatto molto divertire in discesa e in salita non ho mai avuto nessun problema di aderenza o altro : è sicuramente la più facile delle tre anche se non la più veloce . La Altitude infine , anch’ essa con ruote da 29″ , non eccelle in trazione ma è la più veloce in discesa oltre ad avere una sospensione posteriore molto progressiva che mi piace moltissimo .

Efficenza e prestazione dei motori : ho volutamente lasciato in fondo questa valutazione perché i tre motori hanno caratteristiche veramente molto diverse tra loro e quindi ognuno di loro caratterizza l’ uscita in modo molto importante e influisce quindi anche sulla prestazione in discesa perché ovviamente se arrivi in cima più stanco magari potresti avere più difficoltà anche nella conduzione in discesa . Partiamo dal Brose Mag S montato sulla R.X 750 con firmware Rotwild che ci tengo a precisare e molto diverso dal firmware montato sullo stesso motore da Specialized ! Si tratta sicuramente del motore con la maggior velocità ascensionale per il mio modo di pedalare con uno sforzo abbastanza contenuto : in pratica fa tantissima strada con sforzo apparente molto basso (miglior tempo sul tracciato è stato di 2h:04m:12s con battito medio di 103 bpm) . Il migliore a basse rotazioni non ha un allungo possente con l’ aumentare delle stesse ma non mura completamente  se si frulla di più . Lo Shimano EP8 è quello meno veloce ma forse quello che per le sue caratteristiche di spinta solo in un range di rotazioni contenuto – non spinge sotto le 30 rpm e sopra le 120 rpm – obbliga ovviamente ad usare molto di più il cambio e permette quindi un ritmo di pedalata più costante e simile a quello di una MTB tradizionale . Non è il più veloce ma affatica molto poco (miglior tempo sul tracciato è stato di 2h:15m:08s con battito medio di 105 bpm) . Arriviamo infine al Dyname 4.0 della Altitude che è sicuramente il motore più prestazionale ad alte rotazioni e quindi adatto a chi ha gamba e fiato da vendere : probabilmente il miglior motore per un agonista che io certamente non sono 🙂 Il risultato è che per una persona normale come me pur spingendo moltissimo ti porta a pedalare con una certa foga affaticandoti di conseguenza più degli altri e dimostrando un’ ottima capacità di fare velocità ma con un dispendio di energie importante (miglior tempo sul tracciato è stato di 2h:09m:48s con battito medio di 123 bpm) .

Conclusioni finali : dopo averVi annoiato con numeri e le mie impressioni mi chiederete quale sceglierei tra le tre ma ovviamente la risposta è molto personale e quasi impossibile da dare : ecco perché non amo le comparative 😉 Quindi Vi consiglio prima di tutto di valutare con attenzione che uso vorreste fare della E-MTB , poi di valutare con grande onestà intellettuale le Vostre reali capacità fisiche , di guida e di scegliere in base alle reali necessità e aspettative che avete del Vostro nuovo giocattolo . Comunque sia secondo me la Jam2 è la più facile , la Altitude la più prestazionale per uno che spinge forte e per un agonista e la Rotwild non è ancora importata in Italia … A voi , se siete riusciti ad arrivare in fondo alle mie noiose considerazioni , la scelta .

 

Lourdes (FR) – World Cup Downhill #1

28 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 28 Marzo 2022 .

 

Lourdes val bene una gara ! Parafrasando il famoso detto io e Gianluca Bonanomi il Giovedì mattina siamo partiti alla volta di Lourdes . Una decina di ore di macchina e siamo nel paddock dove Lorenzo e Andrea ci aspettavano essendo arrivati il Mercoledì di prima mattina con tutta l’ attrezzatura . Andrea e Lorenzo il Mercoledì pomeriggio hanno potuto effettuare il primo track walk : prima presa di contatto con la pista che sin da subito è risultata ai loro occhi ben più impegnativa di quante percorse in questi ultimi anni dai nostri Bonanomi Twins ! Il Giovedì la telemetria è già montata sulla Summum di Andrea e quindi ci avviamo in hotel per una doccia e poi a cena . Tutti a nanna presto : domani sarà lunga con le prime prove libere nel circuito di Coppa del Mondo downhill per Andrea Bonanomi alla sua prima stagione in categoria Junior !

Venerdì mattina quindi colazione al volo e alle 08:00 siamo già pronti per le prime prove . Purtroppo dobbiamo da subito constatare che la risalita al Pic du Jur con la cremagliera è molto lenta e la coda è molto lunga . Risultato da un minimo di un’ ora e venti minuti alle due ore per poter fare una discesa ! Per fortuna i tempi delle prove libere vengono allungati più volte e Andrea riesce a compiere tre run di prova , meglio di niente . Scarichiamo ad ogni run i dati della telemetria e nel pomeriggio , non avendo altre possibilità di provare se non a piedi il tracciato , si corregge il setting della bicicletta che era del resto già abbastanza buono viste le prove fatte nello scorso weekend a Talamello . Gianluca e Andrea si avviano per un’ ultima ricognizione a piedi del tracciato e quindi verso le 19:30 la giornata volge al termine e ci avviamo verso cena . Finalmente domani nel primo pomeriggio si userà il cronometro e ci auguriamo che Andrea possa rientrare nei 25 posti a disposizione per la finale : i partenti della manche di qualificazione saranno circa 60 e quindi non sarà facilissimo !

Sabato mattina alle 07:30 Andrea è già in fila davanti alla stazione a valle della cremagliera e riuscirà quindi a percorrere altre 3 run di prove libere . Purtroppo nella seconda risalita caricando la bicicletta viene danneggiata l’ asta anteriore sulla forcella della telemetria e quindi , una volta acquisiti i dati , dobbiamo smontarla . Poco male : ormai la bicicletta è ben bilanciata e settata ! Nel primo pomeriggio partono i primi 15 piloti del seeding mondiale in ordine inverso e a seguire tutti gli altri . Andrea ha il numero 47 e partirà poco prima delle 14:00 . Ci prepariamo al momento della manche di qualificazione prendendo posto nelle tribune di fronte all’ arrivo . Da qui sul maxi schermo potremo vedere alcuni tratti del tracciato e soprattutto i tempi all’ arrivo . Andrea parte bene e noi speriamo che tutto fili via liscio ma purtroppo una caduto dopo quasi un minuto di percorrenza ci toglie la possibilità di avere un confronto con i tempi degli altri 🙁

Molto rammarico per la caduta ma in queste gare è così : un errore e sei fuori dalla finale . Andrea arriva alla fine della sua prova abbastanza deluso ma dopo pochi minuti appare sereno e ben conscio che non sarà certo la sua ultima gara e quindi avrà tutto il tempo per riprovarci ! Il pomeriggio trascorre veloce tra smontare le tende e caricare il furgone poiché Lorenzo ha deciso di rientrare subito con tutto il materiale mentre noi ci dedichiamo a guardare le altre manche di qualificazione degli Elite che comprendono tutti gli attuali campioni di questa affascinante disciplina . Uno spettacolo non da poco ! Un’ altro rapido giro nel paddock cercando di imparare il più possibile da ogni cosa vediamo fare ad atleti e meccanici e poi rientriamo in Hotel .

Domenica mattina ci rimettiamo in macchina per il lungo viaggio di ritorno certi che la prossima volta , Domenica prossima saremo in Croazia per la prima gara di Europeo , andrà meglio !!!

First ride – Rotwild R.X 750 PRO

16 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 16 Marzo 2022 .

 

Come già scritto nella prima presa di contatto della sorellina R.X 375 da Febbraio 2022 abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima sul mercato Italiano , dato che Rotwild non è distribuita in Italia , anche la R.X 750 PRO . La E-MTB in questione è montata in maniera più che soddisfacente per l ‘uso a cui è destinata (potete trovare i dettagli qui) che corrisponde ad un all mountain che strizza l’ occhio all’ Enduro ,  la R.X 750 aveva percorso solo una 15 di chilometri . Come per la sorellina minore il livello qualitativo e l’ ingegnerizzazione del prodotto sono sempre di alto livello e la R.X 750 risulta anche massiccia al primo impatto visivo e conferisce una sensazione di robustezza e di grande affidabilità .

L’ equipaggiamento prevede un’ ottima forcella Fox 36 Float della serie Performance con cartuccia Fit Grip 3 e corsa di 150 mm mentre al posteriore troviamo un’ ammortizzatore Fox Float X della serie Performance con 2 posizioni di idraulica in compressione e corsa alla ruota di 152 mm . L’ ammortizzatore lavora su un carro full carbon con bielle in alluminio e sistema sospensivo a 4 punti d’ infulcro . Il nostro esemplare poi era montato con due ruote DT Swiss HX 1501 con gomme Schwalbe Magic Mary 29 x 2.4 all’ anteriore e Hans Dampf Evo 27.5 x 2.60 : purtroppo per il nostro modo di condurre si tratta di una mullet bike 🙁  Il gruppo completo Shimano XT il magnifico reggisella telescopico Eightpins H01 con corsa 160 mm sono montati sulla nostra taglia Medium in prova .

Nonostante la nostra avversione per le mullet la R.X 750 ha una posizione in sella che non esito a definire la migliore mai provata su E-MTB con ruote differenziate : la sensazione di essere appesi al manubrio provata più e più volte su altre realizzazioni qui non è presente grazie probabilmente a un tubo sterzo molto basso , un attacco manubrio che rasenta la negatività e un manubrio con rise appena accennato . Questo ancora una volta conferma la grande attenzione al prodotto degli ingeneri Tedeschi e unito a un sistema di sgancio rapido della batteria e al bellissimo reggisella telescopico Eightpins fanno della R.X un prodotto esclusivo e molto ben costruito . Se avesse anche un’ estetica / grafica più piacevole …

Prima uscita in val Brembana con l’ amico Claudio Locatelli delle Guide MTB Val Brembana e un altro amico : giornata freddina e percorso con parecchia neve appena caduta sopra agli 800 metri e quindi ci avviamo tranquilli sfruttando il ben conosciuto Brose Mag S , lo stesso motore che equipaggia buona parte delle E-MTB di casa Specialized , ma con una batteria da 750 Wh e un firmware diverso da quello Specialized . Ad un primo esame la cosa che subito balza all’ occhio è che il Brose di Rotwild ha 4 livelli d’ assistenza contro i 3 livelli di Specialized e che il comando remoto a manubrio , anch’ esso di produzione Brose , è ergonomicamente poco intuitivo ne facile da usare con i guanti invernali . A dispetto di un peso non certo contenutissimo , anche se allineato alla concorrenza , che si attesta a circa 24 Kg la Rotwild risulta anche abbastanza maneggevole sui primi tornantini del sentiero che percorriamo . Comunque sin dalle prime rampe in salita , in valle non esiste la possibilità di partire in piano , spicca sin da subito la grande capacità di fare velocità ascensionale ben superiore allo stesso motore montato sulle Specialized : la R.X 750 sale veramente con poco sforzo e grande velocità sui primi tratti in asfalto ! Poi arriva la neve e nonostante l’ ottimo lavoro e rigidità del carro la ruota posteriore da 27,5″ mostra tutti i propri limiti in trazione se comparata ad una ruota da 29″ anche se , grazie al corretto assetto sopra menzionato , si comporta un poco meglio di altre mulet … Inizia poi la discesa su neve e terreno umido e , per me abituato a una Hillbilly , vengono fuori tutti i limiti della gomma anteriore .

A seguire , dopo pochi giorni , portiamo la R.X 750 sulla discesa per antonomasia per noi che è la Terza dell’ Avaro ! Ottimo lavoro delle sospensioni e , anche grazie a un telaio molto compatto , la Rotwild risulta molto ben bilanciata e maneggevole ! La confidenza che ci concede sin da queste prime uscite è veramente molto alta ! Nelle successive uscite abbiamo ancor più conferma della bontà di spinta e fluidità del motore Brose tanto che amici con Adamo montato faticano non poco a tenere la nostra ruota in salita anche se dotati di più “gamba” di noi !!!

Anche in questo caso siamo arrivati a che cosa vorremmo avere di più o che non è proprio conforme alle nostre aspettative e dobbiamo ancora un avolta riscontrare che estetica / grafica non incontrano il nostro gusto anche se alcuni Clienti in negozio hanno mostrato comunque apprezzamento per la stessa . Anche qui manca un parafanghino posteriore che eviti l’ accumulo di terra e quant’ altro sopra al motore nella parte posteriore del telaio . Forse il difetto maggiore riguarda , come già detto sopra , l’ ergonomia del comando a manubrio delle assistenze veramente piccolo e minimalista . Alla fine direi che comunque sono piccole mancanze del tutto soggettive e non rilevanti sulla qualità costruttiva e facilità di conduzione che il prodotto sicuramente dimostra !

Se siete alla ricerca di una E-MTB tuttofare , molto ben costruita , facile da guidare e con ruote mullet dovreste prendere in seria considerazione questa Rotwild sempre che qualche d’ uno decida prima o poi di importarla anche nel nostro Paese 🙂

MTB – E-MTB – E-MTB super light : quale scegliere ?

13 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 13/03/2022 .

 

Questa 10° settimana del 2022 ci ha permesso di usare in rapida sequenza tutte le tipologie di MTB oggi disponibili sul mercato : la stessa faccia dello stesso divertimento ?

Quindi in ordine temporale prima uscita con le E-MTB super light , un segmento ancora poco conosciuto del mondo E-MTB . Poi a seguire una Enduro tradizionale (muscolare per i più) come la nuova Cannondale Jekyll : una creatura meravigliosa e per finire le ben più conosciute e oggi diffuse E-MTB a motore pieno con peso altrettanto pieno .

Per rispondere alla domanda iniziale posso sicuramente confermarVi che – IMHO – è proprio così : per chi ama la montagna su due ruote sia essa con l’ aiuto o senza il divertimento è sempre lo stesso ! Bellissimi boschi , panorami incredibili , discese più o meno tecniche dove mettere alla prova se stessi e il mezzo e salite più o meno dure da fare in sella o meno . Quindi Vi domanderete perché scegliere una , l’ altra o l’ altra ancora . La risposta è abbastanza semplice ma solo Voi stessi sarete in grado di risponderVi perché la risposta è soprattutto nel Vostro approccio con il tempo da impiegare , la Vostra voglia di divertirsi e in che modo !

Ma andiamo con ordine : E-MTB SL (super light) . Esistono diverse tipologie anche di SL dato che l’ industria oggi fa di tutto per soddisfare ogni nicchia pur di vendere qualche pezzo in più 😉 La prima è stata la Levo SL che ha creato questo segmento con un motore leggerissimo , molto efficiente nei consumi ma con potenza e coppia più limitati di altri e con una batteria da soli 320 Wh dati i bassissimi consumi . Poi esistono prodotti con motore normale ma cassato nella coppia (senza senso secondo me perché si può ottenere lo stesso risultato usando l’ APP del motore) e infine prodotti con motore normale ma a potenza piena e batteria più piccola delle sorelle maggiori che in ambedue i casi consumano comunque sempre e più della SL in base ai settaggi delle assistenze che si imposteranno . E’ una scelta azzeccata ? Forse per chi non è allenato e deve uscire con degli Enduristi tradizionali è la scelta migliore … Non credo sia così per chi invece dice “ce la faccio ancora” ma un aiutino per uscire con gli amici con la MTB elettrica piena sarebbe utile : ricordateVi sempre che Vi gireranno comunque intorno in salita date le maggiori potenze e/o capacità della batteria quando e come vorranno ! In discesa poi il peso – compreso tra i 17 e i 20 Kg. – non Vi darà mai un vantaggio tale da farVi dimenticare l’ agilità della All mountain / Enduro tradizionale .

MTB tradizionale da Enduro : se userete questa tipologia di bicicletta – a condizione di usare un prodotto di recente costruzione – in discesa avrete sicuramente tanta maneggevolezza e grandissimo divertimento quanto e più di una E-MTB che comunque sia risulta più pesante e impacciata nelle manovre anche se anch’ essa divertente . Ma la grande differenza sarà nei tratti in salita dove a parità di allenamento impiegherete quasi il doppio del tempo per salire e in alcuni tratti sarete addirittura costretti a spingere o a rinunciare a salire dove invece salireste con delle E-MTB ! Inoltre non dimenticate il fatto che un motore Vi darà una tranquillità psicologica di poter comunque salire e arrivare in cima meno stanchi e quindi divertirVi di più in discesa 😉 Chi userà quindi queste MTB ? Gli atleti amatori o agonisti che siano , chi ama principalmente il fare fatica oppure chi predilige i bike park e/o le risalite meccanizzate : in questi casi è la scelta sicuramente preferibile .

E-MTB a motore pieno e peso pieno : si parla di E-MTB con un peso dai 20 ai 28 Kg. con batterie di grandi capacità – si può arrivare sino a circa 1000 Wh – che hanno conquistato una vastissima schiera di Riders in questi ultimi anni . Si sale in fretta facendo lo sforzo che si decide di voler fare , dato che ricordateVi sempre che bisogna comunque pedalare e spingere almeno un pochino per azionare l’ assistenza del motore , e poi si scende divertendoVi come sapete fare . Come detto non sono maneggevoli e prestanti come una Enduro tradizionale di ultima generazione ma permettono comunque un grande divertimento anch’ esse . Sono oggi la scelta più diffusa perché ovviamente permettono a chiunque abbia un minimo di capacità di guida , di conoscenza della montagna e del mezzo di fare percorsi adatti al proprio livello di capacità e divertimento con una fatica controllata .

Come detto sopra concludo con la risposta più ovvia : solo Voi stessi sapete cosa volete fare , quanto e come avete voglia di fare fatica e come amate di più divertirVi ! Quindi decidete autonomamente su cosa sia meglio usare / acquistare e andate in montagna a divertirVi !!!

 

First ride – Rotwild R.X 375 PRO

09 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 9 Marzo 2022 .

 

Poco dopo le vacanze Natalizie e di fine anno 2021 ricevo una telefonata di questo tenore : “Gianni se Ti porto due E-MTB da provare mi puoi dire secondo il Tuo parere quali sono i pregi ed eventuali difetti data la Tua onestà nel giudicare i prodotti in linea generale ?” La mia risposta ovviamente fu positiva visto che sono molto curioso , staccato dalle questioni commerciali e che mi piace moltissimo alimentare la mia passione e le mie conoscenze nel settore del ciclismo come faccio da più di 40 anni 😉 A seguito di questa telefonata durante il mese di Febbraio 2022 mi vengono recapitate in Pro-M una Rotwild R.X 375 PRO di cui a questo scritto ed una Rotwild R.X 750 PRO di cui scriverò nel prossimo futuro . Le due E-MTB , di proprietà di Rotwild stessa , sono quasi nuove con montaggi originali – che potete trovare qui e qui – e quindi in ottime condizioni . Sono i due modelli per uso Trail / All mountain con il prezzo probabilmente più centrato nella gamma della casa Tedesca e rispettano in pieno moltissime delle aspettative che chi conosce il Marchio ben si aspetta di trovare nei loro prodotti .

La R.X 375 PRO è la versione leggera delle due con un peso che si attesta a Kg. 19,490 con la batteria da 375 Wh , il motore Shimano Ep8 a potenza piena e una dotazione di tutto rispetto per una all mountain d’ alta gamma . In pratica la vera concorrente “Germanica” della Levo SL . L’ equipaggiamento prevede un’ ottima forcella Fox 36 Float della serie Performance con cartuccia Fit Grip 3 e corsa di 150 mm mentre al posteriore troviamo un’ ammortizzatore Fox Float DPS della serie Performance con 3 posizioni di idraulica in compressione e corsa alla ruota di 140 mm . L’ ammortizzatore lavora su un carro full carbon con bielle in alluminio e sistema sospensivo a 4 punti d’ infulcro . Il nostro esemplare poi era montato con due ruote DT Swiss HX 1501 con gomme Schwalbe Nobby Nic Evo 29 x 2.4 e gruppo completo Shimano XT . Una chicca finale il reggisella telescopico Eightpins H01 con corsa 180 mm sulla nostra taglia Large ( che comunque è molto piccola e non mi ha messo per nulla in difficoltà) e regolabile all’ altezza di pedalata con un semplice sgancio rapido !

Un paio di uscite in montagna e su sentieri preparati come quelli di Colazza ed eccomi a scrivere le prime impressioni . La R.X 375 si muove con grande agilità nelle sezioni gravity visto il peso contenuto e ha una rigidità generale da riferimento per un carro a 4 punti d’ infulcro ! Il reparto sospensioni è veramente all’ altezza e ancora una volta posso confermare che IMHO la 36 con il nuovo casting dei foderi è praticamente sovrapponibile nell’ uso alla 38 per un’ Utenza normale di cui io faccio sicuramente parte 😉 Difficilmente se bendassi 100 persone potrei trovare chi distingue tra le due forcelle in fatto di assorbimenti e rigidità … In compenso la 36 pesa circa 400 grammi in meno della 38 🙂 Nonostante fossi in presenza di una taglia Large (io di solito uso taglie Medium) la 375 gira con molta facilità ed inoltre è molto stabile sul veloce e piccoli salti dove è molto ben bilanciata e intuitiva anche grazie alla rigidità da riferimento ! Le gomme però non sono all’ altezza per un uso gravity soprattutto in presenza di neve o terreni umidi .

In salita il motore aiuta regolarmente anche se la trazione è penalizzata dalle gomme che sono appena sufficienti per una trail / all mountain . Comunque l’ ottima lavoro e rigidità del carro le garantiscono un’ ottima capacità di arrampicatrice sempre che non Vi molli la gomma posteriore 🙂

Il motore , di cui abbiamo già parlato a lungo in altre occasioni è molto fruibile grazie a un setting abbastanza ben centrato dai tecnici Rotwild e grazie allo sgancio rapido della batteria da 375 Wh (che ha un peso di soli Kg. 1,9) può praticamente essere alimentato da più batterie da 375 Wh facilmente trasportabili dato il basso peso e ingombro della stessa : una vera genialata !!!

Cosa non ci è piaciuto ? L’ estetica è molto “crucca” e sinceramente un buon grafico sarebbe necessario 😉 Inoltre manca un parafanghino posteriore che eviti l’ accumulo di terra e quant’ altro sopra al motore nella parte posteriore del telaio . Se fossi in loro inoltre fornirei la R.X 375 direttamente con un piccolo zainetto contenente una batteria supplementare e lo spazio per un’ eventuale seconda batteria creando così un prodotto ancor più unico e esclusivo 🙂

Comunque continueremo a lavorare su questa E-MTB in attesa di conoscere le novità della gamma 2022 / 2023 e sperando che Rotwild decida presto di distribuire anche in Italia i loro ottimi prodotti 😉

Test sistema di telemetria Mind di Mondraker

07 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 7 Marzo 2022 (Chilometri percorsi circa 50 , periodo di prova circa 120 giorni).

Sin da quando ho ricevuto la prima Mondraker Crafty RR Carbon 2022 a Novembre 2021 , il sistema di telemetria denominato Mind da Mondraker mi aveva molto incuriosito . Per i meno pratici di MTB un sistema di telemetria delle sospensioni è un sistema che rileva il lavoro delle sospensioni in un determinato tratto del percorso e Mondraker ha deciso di montarlo su tutte le sue MTB e E-MTB d’ alta gamma in carbonio .

Il sistema è costituito da un magnete e da un ricevitore che in base allo spostamento verso il basso degli steli forcella e ammortizzatore misura la corsa degli steli stessi (fig. 1) . Al posteriore questo viene rilevato da un inclinometro e , a differenza della forcella dove la corsa dello stelo è pari alla corsa alla ruota essendo la forcella stessa telescopica , il valore letto deve essere moltiplicato per il rapporto di leva della sospensione che è di 2,3 . In pratica se l’ inclinometro rileva una corsa dell’ ammortizzatore di 30 mm significa che la corsa della ruota sarà di 69 mm alla ruota poichè il leveraggio progressivo del sistema Zero® applica appunto questo coefficiente (fig. 2) . Devo dire che all’ inizio era tutto corretto nel rilevare la corsa dell’ ammortizzatore posteriore ma non veniva tenuto in conto questo rapporto di leva . Dopo lunghe , e devo anche dire inutili discussioni grazie all’ intervento anche di D.S.B. , in Mondraker hanno provveduto a sistemare il tutto e ora il nostro Mind rileva la corsa alla ruota in maniera corretta .

I dati rilevati vengono poi trasmessi al nostro telefonino , tramite un’ antenna posta sotto il tubo di sterzo , a l’ interfaccia di un’ APP denominata MY Mondraker e di conseguenza a un cloud di Mondraker dove vengono elaborati e generano quindi mappe del percorso , grafici e quant’ altro necessario . Il sistema è abbastanza intuitivo per chi “smanetta” normalmente tra le varie APP ma potrebbe mettere in difficoltà un neofita ; del resto una telemetria è destinata ad un pubblico già evoluto e questo in Mondraker ben lo sanno 😉 Devo fare notare che per fare partire la registrazione di un tratto è comunque necessario fare il fix dei satelliti tramite il sistema GPS del Vostro telefonino e questo in presenza di alberi in un bosco e/o di cielo nuvoloso non è sempre immediato o addirittura possibile … Non spetta certo a noi valutare l’ utilità o meno di una telemetria delle sospensioni ma sicuramente posso dirVi che è perlomeno interessante e anche divertente l’ utilizzo della stessa !

Per iniziare ad utilizzare correttamente il sistema Mind Vi verrà richiesto di accoppiare la Vostra unità Mind all’ APP tramite bluetooth e una volta effettuato l’ accoppiamento Vi verrà richiesto il Vostro peso in ordine di marcia e a quel punto di effettuare la misura del SAG delle due unità ammortizzanti . Il tutto è molto ben guidato all’ interno dell’ APP My Mondraker stessa e non presenta grosse difficoltà per chi mastica normalmente di queste cose . Il corretto rilevamento del SAG è sicuramente una parte molto importante e comunque una buona base di partenza per utilizzare la Vostra MTB con sospensioni tarate correttamente . In base poi alle Vostre preferenze e capacità di guida (l’ APP Vi permette di scegliere fra 3 diversi livelli) potrete poi proseguire in un setting più fine adatto a Voi proprio in base alle risultante delle misurazione fatte con la telemetria : COOL !!!

Come potete vedere nelle immagini qui sotto (fig. 3 , 4 e 5) il sistema fornisce i seguenti dati :

  • Lunghezza del tratto misurato
  • Tempo attività del sistema (non è il rilevamento cronometrato del percorso poichè da quando parte il sistema a quando lo fermerete riprendendo in mano il Vostro smartphone passa del tempo)
  • Totale dei metri in salita lungo il percorso
  • Velocità media
  • Fondi corsa effettuati (bottom out)
  • Numero dei salti effettuati (da notare che si può facilmente rilevare dove sono sul percorso)
  • Corsa massima fatta dalla forcella e di conseguenza dalla ruota anteriore
  • Corsa massima fatta dalla ruota posteriore
  • Grafico del lavoro delle due sospensioni
  • Velocità sui salti
  • Posizione in cui si trova il salto sul percorso (espressa in metri, chilometri)
  • Corsa della ruota anteriore e posteriore all’ atteraggio del salto
  • Tempo in aria
  • Lunghezza del salto

 

A voi ora sbizzarrirVi nell’ utilizzo dei dati forniti nella maniera che riterrete più appropriata fosse anche solo per misurare il salto più lungo che avete fatto e compararlo con quello dei Vostri amici 😉

Insomma ci siamo divertiti non poco a constatare come il sistema Mind Vi fornisca dati e valori a cui non avevamo nemmeno pensato prima dell’ utilizzo dello stesso e considerando che è incluso nel prezzo della Vostra Mondraker senza nessun sovrapprezzo è un valore aggiunto non da poco per il biker evoluto !

 

Focus Jam2 7.0 – Prova completa

01 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 1 Marzo 2022 (Chilometri percorsi 332 , periodo di prova 35 giorni).

 

Jam2 il cavallo di battaglia delle E-MTB a pedalata assistita della Focus e di cui potete leggere la nostra First ride qui . Ruote da 29″ , angolo sterzo non troppo aperto ,  corta e raccolta , costruita in maniera molto efficiente per un uso trail / all mountain a 360° e con travel delle sospensioni di 150 mm. all’ anteriore e 140 mm. al posteriore ; insomma la E-MTB che dovrebbe accontentare il 95% dell’ Utenza che si avvicina a questo mondo della pedalata assistita e che anche per Utenti esperti darà grandissima facilità di guida e soddisfazioni sul campo . Arrivo a dire che Vi sembrerà di essere un biker migliore !!! La cosa che più la contraddistingue è sicuramente la facilità di guida in ogni situazione e andare in giro per le nostre montagne diventa quasi un gioco sin troppo facile e divertentissimo . Il peso invece attorno ai 25 Kg. non la pone tra le realizzazioni più leggere ma considerando che , come per la sorella maggiore Sam2 (la matita è sempre la stessa) , appena la si muove il peso scompare come d’ incanto anche questa caratteristica gioca a suo favore tenendo la E-MTB sempre attaccata al terreno .

Estetica : Molto bella e piacevole nella sua livrea azzurra (Bluegreen Glossy) … O verde ?  Anche l’ altro colore , più sobrio e che quindi dovrebbe stancare meno l’ occhio , un bel grigio pastello che tanto va di moda oggi anche nel settore automobilistico fa la sua bella figura in gamma . Le linee , pur non del tutto esili , sono comunque ben proporzionate e piacevoli : un buon passo avanti nei confronti della versione della serie 6 . Voto 9 .

Posizione di guida : La Jam2 è molto corta una volta in sella (mi riferisco sempre alla taglia Medium che normalmente usiamo per le nostre prove) e conferisce sin da subito una confidenza di guida non sempre conosciuta ad altri . Voto 9 .

Sospensioni : Ottimo il nuovo cinematismo F.O.L.D.® di proprietà Focus . Un netto passo avanti con una linearità di funzionamento perfetta nell’ uso trail / all mountain . Il nuovo ammortizzatore Fox Float X Performance poi è la ciliegina sulla torta da tanto bene funziona ! La forcella anteriore Rock Shox ZEB Select + da 29″ e con steli da 38 mm , cartuccia Charger R e sistema DebonAir pur brillando per rigidità non è ancora all’ altezza delle concorrenti di casa Fox o Ohlins . Anche se con pochissima spesa e intervenendo sulla molla ad aria e sugli scorrimenti si possono ottenere risultati quasi impensabili ! Insomma in casa Rock Shox sono comunque sempre molto bravi a far funzionare alla fine il tutto al meglio con quel poco che hanno all’ interno delle loro forcelle 🙂 Però come detto sono necessari degli interventi di messa a punto anche se poco costosi … Voto 7 (9 con upgrade) .

Salita scorrevole : Il motore Shimano Ep8 in questo caso accoppiato ad una batteria di produzione Darfon da ben 720 Wh che permette quindi l’ uso di assistenze più alte senza remora alcuna e l’ ottimo cinematismo della sospensione posteriore ne fanno una divoratrice di chilometri di ottimo livello ! Per l’ uso trail , a cui la realizzazione di Focus è destinata , è veramente un’ ottima scelta . Voto 9 .

Salita tecnica : Come sopra : l’ ottimo sistema F.O.L.D.® al posteriore , il motore – a patto di usare assistemze importanti – e il fatto che la Jam2 sia molto compatta permettono di salire con facilità anche sui percorsi più ostici sempre che si abbia la capacità di gestire il peso non proprio tra i più contenuti . Voto 9 .

Single-track : Divertentissima , ben bilanciata e precisa , gira quasi da sola e da una sicurezza di guida inusuale sino a che le velocità non sono eccessive . Guidarla su un single track con pendenze non esagerate e tanti cambi di direzione è veramente una goduria assoluta e anche chi non è molto allenato o pratico migliorerà enormemente la sua velocità sui trail . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Non si può avere tutto dalla vita 😉 Essendo corta e con angolo sterzo abbastanza chiuso le discese veloci non sono proprio il suo momento migliore anche se l ‘ottimo lavoro delle sospensioni la tiene ben attaccata al terreno . Voto 7 .

Discesa tecnica e stretta : Qui è veramente eccellente . Come detto sopra sembra che giri quasi da sola anche sui passaggi più lenti e tecnici . La forcella con la sua progressione infinita permette di girare in sicurezza anche in presenza di grossi gradoni . Anche sullo smosso si muove bene e sembra poter passare su tutto . Voto 10 .

Frenata : I soliti Code RSC di Sram abbinati a dei dischi freno BCA YoD4 da 203 mm e pastiglie organiche sono più che validi e garantiscono sempre frenate potenti e modulabili . Certo con i dischi di serie e le pastiglie metalliche di Sram sono appena sufficienti . Voto 6 (9 con upgrade) .

Rigidità : Per l’ uso a cui è destinata la definirei una spada . Voto 10 .

Dotazione : Più che buona : abbiamo cambiato solo il reggisella con uno YEP Uptimazer 3.0 da 180 mm. , le gomme con le solite Hillbilly ed Eliminator , dischi e pastiglie freno e aggiunto i soliti salsicciotti . Molto valide le ruote DT Swiss HX1700 e il cambio Sram GX AXS wireless . Voto 8 (9 con upgrade) .

Motore e componenti elettronici : Lo Shimano Ep8 , come più volte detto in altre occasioni , è un ottimo motore come costruzione , peso , impermeabilizzazione e quant’ altro ma IMHO avrebbe bisogno di un aggiornamento firmware da parte degli ingegneri Giapponesi che togliesse quel fastidiosissimo muro alle rotazioni più alte e il famoso errore E010 (anche se con l’ ultima release di Gennaio 2022 sembra che l’ errore non appaia più … Presto comunque per poterne aver certezza) . Un servizio d’ assistenza in Italia più efficiente è altrettanto auspicabile . Ottime invece le percorrenze grazie alla batteria da ben 720 Wh . Voto 7 .

Finiture : Direi che spicca su tutto l’ ottima qualità della verniciatura e in ogni caso la bicicletta è assolutamente ben costruita . Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Per una E-MTB in alluminio il prezzo è sicuramente elevato anche se in presenza dell’ ottimo equipaggiamento . Essendo in ogni caso una limited edition la nostra 7.0 è gia andata sold-out sul nostro mercato e quindi bisogna considerare disponibile solo la sorella 7.9 che invece ha un prezzo ben calibrato in base al più che valido equipaggiamento di serie Voto 6 (8 se si parla della 6.9).

Note finali : Come già scritto sopra la E-MTB che probabilmente potrebbe soddisfare le esigenze del 95% o più degli Utenti ! Una batteria da 720 Wh con un motore che nella sua ultima release di software è diventato un filino meno assetato di corrente uniti ad un’ APP che permette una buona personalizzazione delle assistenze concedono alla Jam2 percorrenze abbastanza importanti anche per i meno allenati . Il flip chip sull’ ammortizzatore permette di variare di 0,5° l’ angolo sterzo rendendo la bicicletta più stabile nella posizione più aperta ma sempre mantenendo una manovrabilità da riferimento . Ci sentiamo di consigliare la Jam2 6.9 a chiunque e siamo certi che Vi darà grandi soddisfazioni di guida e percorrenza  !!!
Voto finale 116 (124 con upgrade) su 140 .

Primi passi con il nuovo Garmin Fenix 7X Sapphire Solar

16 Feb 2022

Scritto da Gianni Biffi il 16 Febbraio, 2022

 

Sono finalmente arrivati in Pro-M i Garmin Fenix della serie 7 : gli smartwatch sportivi che molti Utenti che usano la bicicletta usano giornalmente per avere informazioni e dati sulle loro uscite . In questo breve scritto parleremo del modello Fenix 7X Sapphire Solar che ha un diametro della cassa di ben 51 mm ; non è un orologino da indossare 😉 In ogni caso non ci sono grandi differenze con il Fenix 6X precedente quando lo si ha al polso . Come sempre molto completo e piacevole alla vista il quadrante che , come tutti sanno , ha parecchie possibilità di personalizzazione sia come aspetto sia come completezza di informazioni .

Ma veniamo subito alla domanda che molti di Voi si pongono in questo momento : vale veramente la pena di sostituire un Fenix della serie 5 o 6 con questo nuovo 7X Sapphire Solar ? La risposta è complessa ma forse questa volta gli affinamenti nei vari rilevamenti possibili , il nuovo chip sicuramente più veloce che ottimizza e velocizza tutte le funzioni compreso il fix dei satellitti , la funzione torcia non presente nei modelli serie 5 e 6 , il nuovo touch screen molto comodo e la durata della batteria che può arrivare sino a oltre un mese – se in utilizzo di risparmio batteria – giustificano l’ eventuale upgrade a questo 7X Sapphire Solar .

Le cose più interessanti che abbiamo potuto notare e usare di persona su questo nuovo Fenix 7X sono sicuramente il touch screen , la funzione torcia e la nuova inpostazione di rilevamento dati E-Bike e E-MTB che è comunque presente anche sulle serie precedenti a condizione di aggiornare il firmware dell’ orologio . Insomma un nuovo “giocattolo” che non può mancare al polso del ciclista evoluto e attento alle proprie prestazioni e/o rilevamento dei dati di ogni uscita .

Enjoy your ride with the new Fenix 7 series 😉

First ride – Focus Jam2 7.0 LTD 2022 : non ci credo !

04 Feb 2022

Scritto da Gianni Biffi il 4 Febbraio 2022 .

 

A circa un mese dalla presentazione arriva in Pro-M , come promessoci , la nostra Jam2 7.0 LTD con un montaggio al top della gamma (che trovate in dettaglio qui) . La Jam2 nella sua colorazione “Bluegreen” è veramente piacevole all’ occhio e ben proporzionata . Tutto sembra essere al posto giusto e quindi non ci resta che sostituire i dischi freno con dei ben più performanti BCA yOd4 da 203 mm al posto dei dischi Sram da 220 mm e le gomme Schwalbe con le solite Specialized Hillbilly Grid Gravity T9 da 2.3 e Eliminator Grid trail T7 da 2.3 data la destinazione Trail della bicicletta . Inoltre essendoci lo spazio necessario nel tubo piantone per ospitare un reggisella con corsa più lunga optiamo per un magnifico Yep Components Uptimizer 3.0 da 180 mm . Infine spostiamo subito il flip chip dell’ ammortizzatore sulla posizione più aperta con angolo sterzo a 65° .

Siamo quindi pronti per la prima uscita su un sentiero in classico stile Bergamasco e quindi abbastanza rotto e pieno di gradoni . Eravamo un pochino spaventati dal fatto che scendevamo da una delle E-MTB più facili da condurre mai avute e quindi pensavamo che la Focus potesse sembrarci ben più impegnativa e difficile da condurre anche memori dei ricordi del modello precedente che era sicuramente meno performante nella parte gravity di questa nuova 7.0 . Appena finita la salita dove grazie alle ruote da 29″ e all’ ottimo lavoro del nuovo sistema F.O.L.D.®la trazione è sempre di ottimo livello ci rendiamo conto che i timori di essere messi in difficoltà da questa Jam2 spariscono sin dai primi metri ! La Jam2 è ottimamente bilanciata e sembra molto piccola e maneggevole mettendoci subito a nostro agio come se l’ avessimo già guidata prima : da non credere !

La prima uscita ci serve inoltre per perfezionare il settaggio delle due unità ammortizzanti : una forcella Rock Shox ZEB 29 Select+ , con rake da 44 mm e 150 mm di corsa e un ammortizzatore Fox Float X Performance 2022 , che ben conosciamo , anch’ esso con 150 mm di corsa alla ruota . Infatti con l’ ammortizzatore ci troviamo subito bene mentre per la forcella ci rendiamo conto che ci sarà da lavorare un pochino sulle tarature per renderla più burrosa e progressiva come piace a noi . Per finire in questa prima uscita stalloniamo la gomma anteriore per ben due volte e solo l’uso dei salsicciotti ci permette di arrivare in fondo al trail interi e sani ! Bisognerà capire cosa è successo e ancora oggi stiamo eliminando le variabili che possono causare questo stallonamento / sgonfiaggio della Hillbilly … Dopo aver eliminato tutte le possibili variabili siamo ora arrivati alla conclusione che probabilmente il canale del cerchio abbia qualche difetto e controlleremo di conseguenza .

A questa prima uscita sono poi seguite altre uscite sui “nostri” trail del lago Maggiore dove la Jam2 ha sempre confermato grande facilità e tantissimo divertimento nella guida : una E-MTB che consiglierei veramente a chiunque oggi !!! Molto facile con sospensioni che lavorano già bene , anche se non ancora tarate alla perfezione , e una stabilità molto buona ne fanno veramente una E-MTB con cui fare un pochino di tutto per ogni tipologia di Rider .

Ma torniamo alla Jam2 : è veramente incredibile la maneggevolezza e la stabilità sul rotto del mezzo ! Ricorda molto la magnifica Sam2 – e infatti sembra che la matita che ha disegnato questa nuova trail di casa Facus sia la stessa – anche se con le dovute proporzioni vista la corsa delle sospensioni e il peso molto minori . Gira veramente con grandissima facilità e inoltre è sempre ben attaccata al terreno !!! Direi proprio che o sono diventato più bravo io oppure gli ingegneri delle varie Aziende oggi riescono a sfornare sempre prodotti migliori, più facili e più divertenti …

Il motore è il solito Shimano EP8 con firmware 4.1.8 che dovrebbe aver azzerato il fastidioso errore E010 presente sino a pochi mesi fa : speriamo vivamente sia così e ci auguriamo di non vedere più tale errore ! La batteria è una batteria di casa Pon da 720Wh che permette percorrenze molto alte nel profilo 2 (quello settato basso) tanto da poter percorrere circa 2000 Mt+ con circa 60 Km usandolo con assistenze alla necessità . Il motore è sicuramente meno rumoroso dei precedenti provati su E-Bike in carbonio forse questo è dovuto anche alla diversa risonanza dell’ alluminio con cui è costruito il telaio della Jam2 . L’ EP8 rimane molto piccolo e leggero oltre ad avere un’ impermeabilizzazione superiore a molti concorrenti e con un display che IMHO ad oggi è ancora il riferimento assoluto del mercato . Certo l’ erogazione non è delle più naturali e tende a “murare” oltre le 115/120 rotazioni … Forse un aggiornamento del firmware con magari livelli dinamici e che permetta l’ utilizzo di cadenze più alte sarebbe proprio auspicabile nel breve periodo : speriamo che qualche d’ uno in Shimano ci legga 😉

La nostra prova comunque continua e presto potrete leggere un prova completa appena sistemeremo definitivamente la ruota anteriore e le sospensioni : stay tuned !!!

 

Rocky Mountain Altitude C70 PowerPlay – Prova completa

31 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 31 Gennaio 2022 .

Rocky Mountain Altitude C70 PowerPlay , l’ enduro elettrica secondo la Factory Canadese . Un progetto particolare che ha come punto di forza , e forse anche di qualche piccola debolezza , il sistema di movimento centrale classico sganciato dal motore che obbliga quindi ad un giro catena con un sensore di spinta elettro-meccanico che sente la tensione della catena . Avevamo già effettuato una prima presa di contatto che Vi consigliamo di leggere qui e che ci aveva parecchio impressionato per la facilità con cui si conduceva questa nuovissima PowerPlay tanto da definirla “ludricous” (ridicola nel senso buono) data appunto la giocosità e l’ estrema sicurezza e facilità con cui si potevano raggiungere prestazioni molto elevate con questa E-MTB . Dopo averne ricevuto un esemplare in versione definitiva abbiamo quindi affrontato la prova completa con grande entusiasmo e ci siamo recati su una varietà di percorsi ben conosciuti e anche nuovi che ci hanno portato alle seguenti conclusioni .

Estetica : la Altitude è abbastanza aggraziata e piace a molti pur senza raggiungere linee così filanti come altre realizzazioni della concorrenza . Infatti il motore , anche se più piccolo e posizionato in maniera più verticale in confronto al vecchio modello è ancora ben visibile e le conferisce un senso d’ ingombro evidenziato anche dai carter di colore nero . Forse una verniciatura nel colore della E-MTB ridurrebbero questo impatto ottico … Voto 8 .

Posizione di guida : scendendo da una E-MTB molto lunga di reach questa Altitude mi è sembrata inizialmente corta ma dopo pochi chilometri ho potuto apprezzare la posizione in sella molto naturale . Se la PowerPlay si guida così facilmente forse è dovuto anche da un posizione in sella ben centrata e corretta . Voto 9 .

Sospensioni : la forcella Fox 38 Float EVOL GRIP Performance Series da 170mm con 44mm di offset è perfettamente accordata con l’ ammortizzatore posteriore Fox Float X2 sempre della serie Performance . Come più volte detto trovo queste unità ammortizzanti della serie Performance più semplici da settare e più burrose delle unità della serie Factory Kashima di casa Fox : anche in questo caso la semplicità di settaggio aiuta a condurre da subito con grande sicurezza e serenità . Voto 9 .

Salita scorrevole : la pedalabilità è più che buona e sullo scorrevole , soprattutto se in posizione chiusa del Ride 4 e con carro in posizione corta è anche molto redditizia . Peccato che nei cambi di pendenza il motore non abbia assistenze dinamiche e anche se risulta molto potente obbliga ad uno sforzo sui pedali più pronunciato . Voto 8 .

Salita tecnica : in questo caso con flip chip del carro in posizione corta la trazione non mi è sembrata eccezionale ma si può migliorare facilmente portando il flip chip in posizione lunga . Anche in questo caso la mancanza di dinamicità dei livelli d’ assistenza si fa sentire in modo negativo . Voto 7 .

Single-track : fantastica e “ludricous” : ridicolmente facile !!! Veramente difficile trovare di meglio considerando maneggievolezza, lavoro delle sospensioni , velocità con cui si impostano i cambi di direzione e la naturalezza della guida . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : forse non la più veloce in assoluto ma comunque molto valida grazie soprattutto al lavoro accordato e sincero delle due sospensioni . Voto 8 .

Discesa tecnica e stretta : il peso abbastanza contenuto (Kg. 23,680 senza pedali) , considerando la batteria da 720 Wh , unita ad una geometria bilanciatissima le conferiscono ottima maneggevolezza e i nospress vengono abbastanza naturali per chi è in grado di effettuarli . Inoltre un brake jack molto pronunciato con la ruota posteriore bloccata aiuta gli inserimenti nelle situazioni più scabrose . Voto 8 .

Frenata : i freni Shimano XT a 4 pistoni con dischi freno BCA #YoD4 hanno una potenza frenate più che sufficiente e sempre ben costante . Purtroppo come detto il brake jack è ben avvertibile anche se solo nelle frenate più potenti . Voto 7 .

Rigidità : più che buona in considerazione del sistema a 4 punti d’ infulcro del carro . Voto 8 .

Dotazione : abbiamo sostituito solo dischi freno e gomme come d’ abitudine . Il reggisella RaceFace ha un gioco laterale forse eccessivo e speriamo sia particolarmente presente solo sull’ esemplare montato sulla nostra Altitude . Voto 7 .

Motore e componenti elettronici : il nuovo motore Dyname 4.0 con la sua batteria da 720 Wh , una coppia dichiarata di ben 108 Nm e un picco di potenza superiore ai 700 W è molto diverso e molto più prestante della vecchia unità della Casa Canadese . Insomma un salto di qualità evidentissimo che conferisce ottima potenza al nuovo motore e una pedalata sempre naturale e fluida . Il sensore di spinta elettro-meccanico che rende il tutto esclusivo e particolare è molto apprezzabile per l’ immediatezza con cui ci permetterà di ripartire anche sulle salite più impegnative (non esiste in pratica il quarto di giro a vuoto sui pedali classici di altre unità) ma ha però il difetto di perdere lo zero della calibrazione con molta facilità soprattutto quando si usano livelli d’ assistenza molto alti . Devo peraltro dire che dopo aver percorso circa 450 Km e aver ripulito per bene tutto il sistema di pulegge e tendicatena questa tendenza a perdere lo zero è molto diminuita ; forse dopo un buon rodaggio e dopo essersi abituati al sistema si percepisce molto meno il classico attacca e stacca del motore che all’ inizio ci dava molto fastidio soprattutto su asfalto . Un’ altra particolarità del nuovo motore è quella di sembrare con spinta molto vigorosa e costante anche nei livelli più bassi d’ assistenza tanto che più di una volta mi sono ritrovato a pensare di essere in ludricous (il Turbo di casa PowerPlay) di fronte a cambi di pendenza importanti e la gamba mi ha invece ricordato che ero semplicemente in Trail 🙂 Ottimo il nuovo comando delle assistenze al manubrio accoppiato al nuovissimo schermo Jumbotron ben inserito nel trave superiore del telaio . Tutte le operazioni di settaggio e altro vengono effettuate dal comando a manubrio con grande immediatezza e facilità ! Voto 8 .

Finiture : purtroppo in questo ambito devo segnalare una verniciatura non certo all’ altezza dato che sono presenti ben 3 diverse tonalità di verde in considerazione del materiale con cui viene realizzato il triangolo anteriore in carbonio , il carro posteriore in alluminio e il coperchio motore in plastica . Ora è chiaro che il fondo o il trasparente possono portare a queste variazioni di tonalità del colore ma vista la tipologia di prodotto d’ alta gamma ritengo che ciò , pur non influendo minimamente sull’ utilizzo della Altitude , dovrebbe essere meglio realizzato . Voto 6 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : allineato all’ attuale mercato delle E-MTB in carbonio e considerando lo sforzo di ricerca e i piccoli numeri di Rocky Mountain direi più che plausibile . Voto 8 .

Note finali : sicuramente una delle E-MTB più facili e divertenti da guidare oggi presenti sul mercato ! La batteria da 720 Wh e un motore che , al contrario della vecchia unità , ha consumi contenuti ne fanno una delle E-MTB più “goduriose” io abbia testato ultimamente . Adatta un pò a tutti i Bikers anche se ritengo che gli agonisti magari potrebbero preferire altro ma ricordateVi sempre che il non fare fatica nella conduzione aiuta anche alla fine ad andare più veloci nell’ arco della competizione … Per finire Vi confermo di aver provato un pò tutti i settaggi del sistema Ride 4 – quattro appunto con angolo di stezo che varia da 63,5° sino a 64,3° – e il carro in posizione corta o lunga in ognuna delle quattro posizioni e alla fine il mio setting preferito è quello chiuso (angolo da 64,3°) con carro lungo che conferisce alla Altitude grande maneggevolezza e miglior trazione in salita 🙂
Voto finale 111 su 140 .

Mondraker Crafty RR Carbon 2022 – Prova completa

10 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 10 Gennaio 2022 .

La bicicletta di cui alla nostra prova è in produzione da circa 2 anni e , nonostante gli ovvi aggiornamenti della versione oggetto di questa prova , ritengo utile farVi presente che abbiamo parlato di questo progetto Crafty qui (test Mondraker Crafty R) , qui (first ride Mondraker Crafty Carbon RR) , qui (first ride Mondraker Crafty RR ALU 2022) ed infine qui (first ride Mondraker Crafty Carbon RR 2022) .

Fatta questa precisazione per completezza dello scritto eccoVi cosa esattamente ho potuto verificare circa questa E-MTB come segue .

Estetica : l’ ho già scritto più volte e mi devo ripetere ancora una volta : molto ma molto bella ! Questa versione inoltre gode di una snellezza sconosciuta ad altre realizzazioni con il nuovo motore Bosch CX Flow e batteria da 750 Wh . La scelta di montare la batteria senza possibilità di essere sganciata dalla bicicletta , anche se limitante nei casi non sia abbiano prese di corrente vicino alla E-MTB , ha contribuito non poco a farne forse la più bella E-MTB in circolazione con questa batteria e motorizzazione . Voto 10 .

Posizione di guida : la “Forward geometry” con il suo top tube lungo, attacco corto e angolo di sterzo aperto , che tanto ha fatto scuola ormai nel mondo MTB , è presente anche in questa Crafty e di primo impatto da la sensazione di avere una taglia in più del necessario ma è solo un’ impressione che svanisce in brevissimo tempo appena ci si muove qualche volta sulla Crafty . Tutto è al punto giusto e ci si ritrova in breve tempo a condurre la Crafty con discreta facilità di guida se paragonata alle realizzazioni Mondraker di soli 5 o 6 anni fa . Voto 8 .

Sospensioni : la forcella Fox 38 29 Float GRIP2 Factory Kashima lavora come sempre molto bene anche se per le mie necessità risulta meno burrosa della sorella minore della serie Performance con cartuccia semplificata e di più semplice taratura . I suoi 160 mm di travel e la sua rigidità consentono anche ai meno smaliziati di condurre in sicurezza caricando l’ avantreno come vuole la geometria della Crafty .  La sospensione Zero® al posteriore è sempre un riferimento che ci meraviglia ogni volta che l’ usiamo e in questa versione l’ aver adottato il nuovo ammortizzatore Fox Float-X LV Factory Kashima ha ancora migliorato la sensazione di grande capacità d’ assorbire qualsivoglia cosa passi sotto le ruote della Crafty . Quasi inavvertibile poi il brake-jack (inibizione del carro in frenata) tanto per me fastidioso su altre realizzazioni che sto testando in questo momento . Voto 9 .

Salita scorrevole : ottima pedalabilità in ogni situazione facilitata dalla spinta del nuovo motore Bosch CX Flow che è diventato veramente molto fluido e che permette velocità di ascesa molto alte . Voto 9 .

Salita tecnica : anche il questo caso i due livelli dinamici del motore Bosch CX Flow – E-Tour+ e EMTB – permettono di salire praticamente in ogni dove concentrandosi sul supermento degli ostacoli e con una reattività alla pedalata sconosciuta ad altre motorizzazioni con erogazione semplice e non dinamica . Voto 9 .

Single-track : sicuramente il suo terreno di riferimento dove la rigidità dell’ assieme le conferiscono una precisione di guida e quindi un divertimento di guida veramente incredibili . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : più la si fa correre e più si trova a suo agio : veramente una delle migliori E-MTB da Enduro io abbia mai guidato anche se devo dire che ho subito sostituito le ruote originali Mavic E-Deemax 29 che non ritengo sinceramente all’ altezza del prodotto con delle ben più rigide e performanti Enve M7 in carbonio che non poco hanno contribuito alle prestazioni sul veloce . Voto 10 .

Discesa tecnica e stretta : forse il suo tallone d’ Achille poiché tanta rigidità dell’ assieme unita ad un interasse importante non facilitano certo la guida in punta di piedi . Diventa ovviamente tutto molto più facile se si riesce a far correre di più la bicicletta ma per fare ciò necessiterebbero delle capacità di guida molto migliori delle mie 🙂 Voto 7 .

Frenata : i freni  SRAM G2 RSC a 4 pistoncini con i dischi originali non sono certo il massimo presente sul mercato pur rivelandosi degli impianti onesti ma che necessitano di molta manutenzione . Abbiamo quindi montati dei dischi freno BCA #YoD4 migliorando notevolmente la qualità della frenata senza per questo annullare la necessità di manutenzione molto frequente dell’ impianto . Voto 6 .

Rigidità : ai massimi livelli anche grazie alle ruote Enve come già detto sopra : una vera spada ! Voto 10 .

Dotazione : buona in considerazione del prezzo del prodotto comunque allineato al mercato . Le note dolenti sono i freni e le ruote come già detto . Voto 8 .

Motore e componenti elettronici : il nuovo Bosch CX Flow con la sua batteria da 750Wh è sicuramente una delle unità motrici più performanti sul mercato attuale grazie ai sui due livelli dinamici soprattutto e alla fluidità generale nell’ erogazione . La nostra esperienza sui componenti esterni del motore quali il nuovo comando LED control e il display Kiox 300 non è delle migliori dato che il Kiox si è spento definitivamente dopo poco più di 200 Km e il LED control invece ci ha dato spesso problemi di spegnimenti improvvisi del motore . Questo sarebbe poca cosa considerando la giovinezza del nuovo sistema Flow se in presenza di un’ assistenza accettabile ma purtroppo dobbiamo dire che l’ assistenza Bosch al momento risulta parecchio complessa e faraginosa … Il sistema di telemetria MIND di Mondraker invece funziona abbastanza bene – a patto di averne bisogno veramente – ma soffre di un errore di calcolo nei grafici finali di controllo che dopo più di due mesi non siamo ancora stati in grado di far comprendere a Mondraker stessa nonostante l’ impegno profuso da DSB per far correggere l’ errore . Ora se volete far percepire questa telemetria come un valore aggiunto del prodotto penso sia umano e lecito chiedere assistenza e risoluzione dei problemi da parte di chi ha scritto l’ algoritmo di calcolo . Voto 7 . (Il voto sarà sicuramente migliorato quando Bosch in primis e Mondraker avranno la possibilità in concreto di migliorare il prodotto , pur se nuovissimo , con gli opportuni interventi sul servizio assistenza al prodotto stesso)

Finiture : ottime finiture in questa versione carbon che nasconde alcune delle viti del leveraggio carro e con uno sportellino che nasconde la presa di ricarica ben posizionata in alto a sinistra appena dietro al tubo sterzo . Buona protezione inferiore del motore e inserimento di spugnette attorno al link basso della sospensione Zero® indispensabili per non far fermare terra e detriti al di sotto del link stesso . Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : pur se elevato lo ritengo allineato all’ attuale mercato delle E-MTB di alta gamma . Voto 7 .

Note finali : una delle E-MTB che probabilmente utilizzerò nel corso della prossima stagione grazie ad una ciclistica stratosferica , un motore secondo solo allo Specialized 2.1 / 2.2 con scheda di gestione Adamo e per finire ad una bellezza e purezza di linee che poche altre E-MTB con batteria da 750Wh possono vantare .
Voto finale 119 su 140 .

 

 

 

Classifica motori per E-MTB 2021

10 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 03 Gennaio 2022 .

EccoVi la mia – PERSONALISSIMA – classifica motori 2021 E-MTB (si considerano solo i motori pieni e non quelli del tipo SL) aggiornata a oggi 03/01/2022 visti i continui e migliorativi aggiornamenti firmware e altro
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Come tutti ben sappiamo tutte le E-Bikes (NESSUNA ESCLUSA) hanno problemi di gioventù del prodotto e/o di maggior complessità del prodotto, quindi il gioco si risolve – IMHO – con servizi d’ assistenza sempre più efficienti e con l’ implementazione dei livelli dinamici nella gestione dei motori .
Con l’ attuale classifica si conferma il motore Specialized 2.1 / 2.2 grazie soprattutto alla scheda Adamo e c’ è un grande balzo avanti del Rocky Mountain Dyname 4.0 e del Bosch CX Flow 2022
Crollo dello Shimano EP8 a causa di un firmware ormai vecchio e un’ assistenza al limite dell’ accettabilità (è crollato il servizio anche per noi Premium Services e l’ errore E010 non è ancora stato risolto dopo più di 4 anni) .
Questa mancata assistenza è condivisibile anche dal servizio Bosch che usufruendo di un call center centralizzato in Spagna per trapani, lavatrici, E-bikes e quant’ altro rende questo servizio inutile ed inaccettabile per noi Dealers …
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A. Riguardo alle prestazioni percepite (potenza, coppia e spinta) :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Bosch CX Gen4
5. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
6. Shimano EP8
7. Yamaha PW-X2
8. Rocky Mountain 1.3
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B. Riguardo a naturalezza della spinta :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
3. Bosch CX Flow 2022
4. Rocky Mountain Dyname 4.0
5. Bosch CX Gen4
6. Rocky Mountain 1.3
7. Shimano EP8
8. Yamaha PW-X2
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C. Riguardo a dinamicità dei livelli d’ assistenza (spinta dinamica) :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Bosch CX Gen4
4. Rocky Mountain Dyname 4.0 (non ha livelli dinamici)
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale (non ha livelli dinamici)
4. Shimano EP8 (non ha livelli dinamici)
4. Yamaha PW-X2 (non ha livelli dinamici)
4. Rocky Mountain 1.3 (non ha livelli dinamici)
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D. Riguardo a rendimento in salita a basse rotazioni e con poco sforzo :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
5. Bosch CX Gen4
6. Rocky Mountain 1.3
7. Shimano EP8
8. Yamaha PW-X2
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E. Riguardo ad affidabilità del sistema :
1. Bosch CX Gen4
2. Yamaha PW-X2
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Rocky Mountain 1.3
5. Specialized 2.1 by Brose in ogni configurazione
6. Shimano EP8
7. Bosch CX Flow 2022
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F. Riguardo alla qualità e all’ efficienza del servizio assistenza in base alle risultanze della nostra officina :
1. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
2. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
3. Rocky Mountain 1.3 & Dyname 4.0
5. Yamaha PW-X2
6. Shimano EP8
7. Bosch CX in ogni configurazione
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G. Riguardo a consumi con parità di gamba e prestazione :
1. Bosch CX Flow 2022
2. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Bosch CX Gen4
5. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
6. Rocky Mountain 1.3
7. Yamaha PW-X2
8. Shimano EP8
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Classifica finale tenendo conto dei vari punteggi :
1. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo (50 punti)
2. Rocky Mountain Dyname 4.0 (40 punti)
3. Bosch CX Flow 2022 (38 punti)
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale (37 punti)
5. Bosch CX Gen 4 (34 punti)
6. Rocky Mountain 1.3 (26 punti)
7. Yamaha PW-X2 (22 punti)
8. Shimano EP8 (19 punti)
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Considerazioni finali : se togliessimo i grandissimi problemi d’ assistenza delle grandi case come Bosch e Shimano la classifica sarebbe parecchio diversa così come se dovessimo non considerare la dinamicità delle assistenze che io personalmente ritengo – grazie a reali prove sul campo – la vera novità in positivo degli ultimi firmware di gestione motori (in pratica un cambio automatico delle modalità d’ assistenza calcolato da un algoritmo in base a potenza applicata dal biker, frequenza di rotazione, rapporto del cambio, velocità e pendenza) .
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Meditate gente, meditate 😉