It’s a kind of magic : Cannondale Moterra SL1 – Prova completa

17 Giu 2024

Scritto da Gianni Biffi il 17 Giugno 2024 (Chilometri percorsi 476 (in assetto mullet) / 151 (in assetto full 29″) – Periodo di prova 66 giorni) .

 

Nel 1986 i Queen pubblicavano la canzone “A kind of magic” il cui ritornello suonava più o meno come “è una specie di magia” e devo dire che poche altre volte ho potuto cantare questo ritornello durante la prova di una E-MTB . Una di queste è proprio stata durante la prova di questa Moterra SL1 poichè io ho sempre detto e sostenuto che bici o E-MTB così vicine a ciò che io ritengo ottimale per le mie doti di conduzione sono veramente poche e le riconduco ad una specie di magia costruttiva . Infatti se geometrie , bilanciamento , appoggi , amalgama del tutto e quant’ altro fossero tutte cose scontate probabilmente tutte le E-MTB sarebbero ottimali e invece solo pochissime di quelle da noi testate sono così performanti , facili , agili e divertenti da doverle per forza definire una specie di magia !

Ho già scritto nella mia first ride della Moterra SL1 (che potete leggere qui) che l’  attesa di questa E-MTB con peso da SL ma motore full power era veramente tantissima e come detto le attese non sono andate per nulla deluse nonostante le mie perplessità iniziali su questa nuova tipologia di prodotto . Finalmente ci troviamo di fronte a una E-MTB dal peso realmente contenuto e con una batteria da 601 Wh che permette di salire con gli amici dotati di full power come se nulla fosse poiché lo Shimano EP8.01 che equipaggia la nostra SL1 permette di stare allegramente insieme a qualsivoglia amico dotato di qualsivoglia motore full power su una E-MTB .

In questi mesi di test abbiamo percorso più di 600 chilometri con più di 21.000 Mt. +/- con enorme soddisfazione e divertimento di guida come poche altre volte ci è successo in passato . La SL1 è veramente una E-MTB molto facile, leggera e prestante in tutte le situazioni normali di utilizzo e si presta facilmente all’ uso escursionistico di tutti i giorni e anche a situazione più gravity oriented senza per questo essere una bicicletta da downhill . Riguardo l’ equipaggiamento della nostra Moterra SL1 Vi rimandiamo al sito del nostro E-Commerce dove troverete tutti i componenti in dettaglio .

Veniamo quindi alle impressioni punto per punto come potrete leggere qui di seguito :

Estetica : nulla di particolarmente nuovo ma sicuramente la Moterra SL1 è ben disegnata e snella . Linee piacevoli enfatizzate nel caso della colorazione Jade da una verniciatura molto ben riuscita e elegante . La nostra E-MTB in prova ci è stata consegnata in colorazione Raw altrettanto elegante ma molto più sobria e al limite dello scontato . Voto 9 .

Posizione di guida : nessun particolare problema o difetto . Una volta regolati gli appoggi per bene ci si trova subito a proprio agio e anche la quota di angolo sterzo molto distesa di 62,5° non si nota e non impensierisce per nulla nella conduzione .  Voto 9 1/2 .

Sospensioni : ammortizzatore Fox Float X Factory e forcella Fox Float 36 Factory con cartuccia Grip2 e offset da 44 mm , con corsa di 150 mm al posteriore e 160 mm all’ anteriore . Due unità ammortizzanti che rappresentano il top di gamma della casa Californiana perfettamente accordate tra di loro . Da notare come ancora una volta la guida con una forcella con steli da 36 non ci ha mai fatto rimpiangere la pur ottima 38 . Infatti per le nostre velocità di percorrenza , che riteniamo normali , il feeling della 36 è pari a quello della 38 e comunque quel poco di rigidità in più a favore della sorella maggiore è alla fine ben compensato dal minor peso sull’ anteriore della nostra 36 e inoltre la 36 risulta ovviamente un filino meno affaticante della sorellona con steli da 38 mm . Unico limite vero la cinematica del carro che risente della mancanza di un giunto Horst® anche se gli ingegneri di Cannondale sostengono che il loro flex pivot simula lo snodo sul carro ma questo IMHO non è assolutamente vero nella fase di frenata soprattutto in caso di bloccaggio della ruota posteriore . A ruota libera dall’ azione frenante del freno posteriore la sospensione è invece molto progressiva e si comporta molto bene . Voto 8 1/2 .

Salita scorrevole : lo Shimano EP8.01 opportunamente settato non è poi molto inferiore alle altre unità presenti oggi sul mercato , anzi . Si sale quindi agevolmente a condizione di fare qualche rotazione in più di altre unità e manca un livello di assistenza fluido come l’ Auto di Bosch ma alla fine il nostro EP8.01 si comporta benissimo e proporzionalmente consuma anche meno Wh di batteria se paragonato ad altri a condizione di fare un buon settaggio dello stesso . In versione full 29″ diventa ancora più prestante ma diciamo che sullo scorrevole la differenza è quasi innavvertibile se paragonata alla versione mullet . Voto 9 1/2 .

Salita tecnica : viene fornita in assetto mullet e come per tutte le mullet l’ impronta a terra inferiore della ruota posteriore e l’ angolo di attacco sull’ ostacolo meno favorevole di una 29″ non fanno della SL1 un’ arrampicatrice da riferimento . Quando poi il terreno diventa viscido le cose ovviamente peggiorano e quindi non possiamo dire che in configurazione mullet sia un prodotto da riferimento ma c’ è la possibilità tramite un flip chip di farla diventare una full 29″ e qui le cose cambiano radicalmente : miglior angolo d’ attacco sull’ ostacolo e maggiore impronta a terra trasformano la nostra SL1 in un’ ottima arrampicatrice che se avete gamba e capacità interpretativa nel trovare la linea migliore Vi permetteranno di salire praticamente ovunque ! Voto 8 1/2 (mullet) – 9 1/2 (full 29er) .

Single-track : sarà il perfetto bilanciamento , la magia di geometrie perfettamente amalgamate , la leggerezza del prodotto o quant’ altro ma la SL1 è veramente efficace e super divertente con l’ aumentare dell’ andatura . Notevole la velocità nei cambi di direzione e quasi perfetta negli inserimenti in curva . Pochissime le differenze tra assetto mullet e full 29″ per le mie doti di guida . Voto 9 1/2 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : ottima rigidità del tutto, una posizione in sella ineccepibile e l’ ottimo lavoro delle sospensioni uniti ad un peso da riferimento per una full power la rendono facilissima e divertentissima . Certo non è sul veloce che la Moterra SL1 offre il suo meglio data la leggerezza dell’ insieme in versione mullet ma alla fine si difende più che bene . Se si montano invece le due ruote da 29″ anche in questo caso il miglior gallegiamento e la possibilità di mantenere con più facilità la velocità la rendono sicuramente più efficiente . Voto 8 1/2 (mullet) – 9 1/2 (full 29er) .

Discesa tecnica e stretta : l’ angolo di sterzo da 62,5° (che comunque è possibile portare per chi lo desideri sino ad un più tradizionale 63,7° tramite la rotazione della calotta della serie sterzo) , il carro non certo tra i più corti e un interasse abbastanza lunghetto farebbe pensare a una E-MTB molto pigra e difficile da far girare nel tecnico lento e invece il perfetto bilanciamento, il peso molto basso e la magia di geometrie indovinatissime ne fanno un’ ottima E-MTB anche in condizioni particolarmente impegnative . Difficile trovare oggi di meglio tra le full power presenti sul mercato dato che la SL1 è molto più vicina ad una vera SL nel guidato . Innavertibile la differenza tra mullet e full 29″ per me dato che dove metto il piede a terra con la mullet lo metto anche con la full 29″ . Voto 10 e lode .

Frenata : chi è abituato a leggere le nostre prove ben conosce il mio basso gradimento per gli impianti freno Magura MT7 montati di serie e quindi sin dall’ arrivo della SL1 abbiamo provveduto a montare i soliti BCA EL.02 che ci garantiscono equità di giudizio e prestazioni impeccabili avendo sempre un riferimento costante e paritetico con altre situazioni di test . Confermo ancora una volta che si tratta di scelte del tutto personali ma che ci facilitano nella valutazione generale del prodotto essendo il nostro tipo di guida settato su quel tipo di frenata che consideriamo tra le più prestazionali .  Voto 10 e lode con impianti BCA .

Rigidità : ottima in tutte le situazioni . Il carro posteriore senza snodi è sicuramente molto ben costruito e rigido . Il tutto conferisce alla SL1 ottime sensazioni e guidabilità . Voto 10 .

Dotazione :  una dotazione pressoché perfetta se togliamo i freni che personalmente non digerisco proprio . Voto 9 1/2 .

Motore e componenti elettronici : EP8.01 con batteria Darfon da 601 Wh che abbiamo settato con ben 7 livelli d’ assistenza per avere la possibilità di decidere con un click quanto consumare e quanta spinta applicare sui pedali . Il risultato è stato di avere un sistema d’ assistenza che si adatta perfettamente al giro da fare in quella giornata anche in base alla velocità degli amici con cui si condivide il giro stesso . I consumi si adattano di conseguenza al livello d’ assistenza che andremo a scegliere di volta in volta e comunque ci siamo ritrovati molto spesso a consumare proporzionalmente meno di quanto consumino altre unità full power presenti con noi al giro di giornata . Ovviamente il piccolo prezzo da pagare in confronto ad assistenze magari un filo più fluide e performanti é quello di fare più rotazioni e di usare con più attenzione il cambio dei rapporti della nostra E-MTB e le assistenze .  Voto 9 1/2 .

Finiture : molto ben costruita e elegante come già detto . Nulla è fuoriposto o costruito al risparmio !!! Voto 10 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando la tipologia di prodotto quasi unica , il peso totale molto basso , il livello delle finiture e l’ equipaggiamento fornito direi perfettamente allineata al mercato attuale anche se rimane un prezzo non accessibile a tutti . Voto 9 .

Note finali : adatta veramente a chiunque è da considerarsi una E-MTB tra le più eclettiche che abbiamo mai testato tanto che é una specie di magia poter constatare che una E-MTB con interasse importante , con carro lungo e angolo di sterzo a 62,5° giri con tale facilità e naturalezza ! Sarà il peso contenuto che la fa assomigliare più a una buona SL nella guida che a una E-MTB full power quale la Moterra SL1 è da considerare , sarà l’ amalgama perfetto di misure sulla carta discutibili , sarà il perfetto bilanciamento dei pesi o altro ma questa Moterra SL1 ci è piaciuta veramente tantissimo tanto che ogni volta che la useremo nel bosco risuonerà forte e chiaro il ritornello “it’s a kind of magic” 🙂 🙂 🙂

Voto finale 131 (mullet) – 133 (full 29er) su 140 (più 2 lodi) .

Freni a disco per MTB questi conosciuti !

21 Mag 2024

Scritto da Gianni Biffi il 20 Maggio 2024 .

 

Ormai da più di tre anni collaboro attivamente e potrei dire settimanalmente, con gli ingegneri dell’ azienda BCA che mi hanno onorato della loro amicizia e fatto quindi partecipe delle loro continue “invenzioni” nel campo dei freni a disco . Vi ricordo , per chi non ne fosse a conoscenza , che l’ ingegnere Cesare Brioschi ha disegnato per primo gli ormai famosi dischi wave o a margherita che dir si voglia dato che , seppur poi brevettati a nome d’altri , i disegni originali riportano ben chiaro il nome dell’ ingegnere Cesare ! Insomma sia Cesare che Andrea hanno una conoscenza di dischi , pastiglie e relativi impianti frenanti che possiamo definire d’ eccellenza e seconda a nessuno in questo campo .

Avendo avuto questo onore e questa possibilità mi sono gettato a capofitto nell’ ascoltare , provare , studiare e comparare dischi , pastiglie per freno e impianti per freno a disco per MTB e E-MTB . Oggi dopo aver studiato e testato sul campo penso il 90% degli impianti freno esistenti sul mercato posso dire senza ombra di smentita che ho acquisito una certa conoscenza e confidenza con i vari impianti e componenti per freno a disco . Detto questo vorrei dire che secondo il mio modestissimo parere non esiste un freno in assoluto migliore degli altri ma che ci sono semplicemente moltissimi impianti , dischi e pastiglie freno che hanno caratteristiche diverse e che quindi se si hanno le opportune conoscenze si può ottenere da ogni impianto il meglio per le proprie esigenze indipendentemente dalla Marca dell’ impianto o tantomeno dal costo dello stesso .

Spesso sento dire che l’ impianto X o Y sono veramente il peggio del mercato e altrettanto spesso scopro che l’ utente usa dischi e/o pastiglie che non sono nemmeno lontanamente adatti e performanti come altri sul mercato ! Infatti solo cambiando il disco del freno con un disco performante l’ impianto tanto bistrattato diventa un impianto più che consono all’ uso che l’ utente ne vuol fare , idem per quanto riguarda le pastiglie .

E’ altrettanto ovvio che ci sono impianti ben più performanti di altri e che il giusto mix tra dischi , pastiglie e impianto non è sempre così semplice da trovare se non attraverso 1000 prove sul campo ma solo così facendo potrete evitare di acquistare materiali non idonei all’ uso che vorreste fare con la Vostra MTB o E-MTB che dir si voglia . Se non avete la possibilità di provare a cambiare continuamente i vari componenti del Vostro impianto Vi consigliamo vivamente di rivolgerVi e consultarVi con il Vostro meccanico di fiducia che solitamente dovrebbe avere più esperienza e quindi conoscenza di impianti per freno a disco .

Personalmente posso dire che uso costantemente dischi freno BCA YOD4 e pastiglie BCA carbo-metalliche su tutti gli impianti che proviamo . Questo per poter avere una costanza di qualità e rendimento dei componenti sopra citati e soprattutto per togliere delle variabili così importanti nel giudizio degli impianti che proviamo . Questo non significa assolutamente che non esistano altri dischi e pastiglie per freno a disco altrettanto validi ma noi siamo convinti che i dischi e le pastiglie BCA possano essere considerati tra i migliori del mercato attuale !

Impianti a due o quattro pistoncini : personalmente sono strenuo sostenitore del motto “tutto ciò che non c’ è non si rompe o da meno problemi” e quindi sia per facilità d’ uso e manutenzione preferisco sempre e comunque un impianto a due pistoni che secondo il mio personale punto di vista sono molto più facili da gestire e hanno un rendimento paritetico se non addirittura superiore ai 4 pistoni che spesso hanno problemi di allineamento e conseguentemente di spinta omogenea dei pistoni stessi . Tenete presente che il rapporto oleodinamico , il diametro del pistone , il diametro della cartuccia , la qualità dei quadriring , la qualità dei tubi freno , il rapporto di leva e quant’ altro sono tutte variabili da considerare nell’ uso e conseguentemente nell’ acquisto di un impianto per freni a disco . Ancora una volta posso dirVi che spesso si tratta di feeling o esigenze di frenata del tutto personali nello scegliere un’ impianto e personalmente quindi considero tra i migliori impianti mai provati i BCA EL.02 , gli Hope Tech 4 V4 e i Trickstuff Maxima in stretto ordine alfabetico .

Quindi quando mi succede , come purtroppo è successo ancora la scorsa settimana , di leggere “fesserie” scritte da persone che nella loro esperienza in MTB hanno usato magari solo 3 impianti per freno e magari di quei 3 almeno 2 li hanno provati nel parcheggio – e che soprattutto non hanno avuto la possibilità di confrontarsi con ingegneri del settore ne tanto meno hanno voluto studiare/capire come funziona un freno a disco – mi viene naturale provare a spiegare che magari non hanno sempre ragione nel dire che la leva è troppo lontana dalla manopola quando è chiaro ed evidente che esiste un registro per regolare la distanza …

Scusatemi se mi sono tolto un sassolino dalla scarpa 🙂 🙂 🙂

 

First ride Mondraker Dune XR

14 Mag 2024

Scritto da Gianni Biffi il 14 Maggio 2024 .

 

E’ stato abbastanza complicato riuscire ad avere la Dune XR in fretta per poter iniziare la prova ma alla fine devo dire che ne valeva proprio la pena ! Arrivata circa una quindicina di giorni fa in Pro-M siamo subito usciti con la Dune XR completamente di serie (freni e gomme inclusi) poiché la voglia di comprendere cosa potessimo aspettarci dal sistema Bosch SX era veramente tanta e le attese non sono andate per nulla deluse !!! Per vostra informazione abbiamo percorso già più di 230 chilometri con circa 8500 Mt+ / Mt- con grandissime soddisfazioni e divertimento .

Il sistema SL o mid power che dir si voglia di Bosch è veramente una spanna sopra a tutti gli altri sistemi mid power ad oggi presenti sul mercato . Vi dico solo che è l’ unica unità motrice con cui chiunque dotato di un filo di allenamento (e forse anche no) può tranquillamente uscire con degli amici dotati di E-MTB con motore full power senza ammazzarsi di fatica !!! Anzi spesso mi sono ritrovato davanti alle full power sia in salita ma soprattutto nei tratti pianeggianti a velocità prossime al limitatore dei 25 Kh/h ! Con l’ aggiunta dell’ extender originale Bosch PowerMore 250 anche i problemi di percorrenza vengono in pratica annullati poiché con i 650 Wh delle 2 piccole batterie dello SX si percorrono all’ incirca i chilometri e i Mt+ che si percorrono con la batteria da 750 Wh delle full power con un’ altro indubbio vantaggio che le due batterie piccole si ricaricano più in fretta di quella grossa da 750 Wh ! Unica cosa da tenere presente è che avendo minore coppia – ma uguale potenza massima di 600W – dovremo usare per bene i rapporti del deragliatore (bisogna cambiare più spesso e bene) e fare un pochino più rotazioni che con il motore full power … Ma in breve ci si abitua .

Detto dell’ eccezionale motore Bosch SX veniamo ora a parlare della Dune XR in prova . La Dune sembra persino più leggera di altre SL e si guida facilmente e con grande piacere ! Se la si lascia scorrere sembra più facile delle sorelle maggiori (Crafty e Level) e invita a spingere sempre di più e a fare sempre più velocità in tutta sicurezza ! Del resto le due unità ammortizzanti Ohlins da 180 mm di corsa all’ anteriore e da 165 mm di corsa al posteriore , coadiuvato dal leveraggio Zero , sono perfettamente accordate : la Dune è veramente una “spada” sul veloce !!! Quando però le velocità scendono e ci si ritrova sul tecnico stretto la Dune torna di colpo ad essere una Mondraker abbastanza difficile da far girare nel lento come un pò tutte le Mondraker . Probabilmente questa volta , essendo la E-MTB molto leggera , è semplicemente una quota del movimento centrale esageratamente alta a renderla pigra nel girare . Infatti l’ altezza del movimento centrale , se confrontata con le E-MTB che solitamente usiamo in questo periodo , risulta essere maggiore da 1 cm. a circa 3 cm. delle altre . Per contro il vantaggio diventa che non toccherete più pedivelle e paramotore nemmeno nei passaggi più alti e tecnici ovviamente 🙂

Vi informiamo inoltre che i nuovi freni Stealth di Sram montati di serie sulla Dune sembrano molto migliorati in confronto alle vecchie versioni anche se avendo da provare dei Trickstuff Maxima abbiamo provveduto dalla nostra seconda uscita a rodare i Maxima appunto . Dei Maxima possiamo dirVi che li consideriamo tra i più prestanti freni a disco mai testati anche se non abbiamo ancora avuto la possibilità di effettuare discese molto lunghe con i freni in mano per poter valutare la resistenza al calore / fading ma ci ripromettiamo di farlo al più presto possibile . Risultano essere sin troppo potenti nella parte centrale di corsa della leva anche se sembrano meno pronti nella pinzata iniziale di altri . Insomma abbastanza diversi da quanto abituato ad usare ma comunque direi abbastanza impressionanti per costruzione – sembrano impianti da gioielleria – e prestazioni in positivo . Stiamo ancora facendoci su la mano ma sono certo ci daranno grandissimi risultati in generale !

Per finire direi che la Dune XR è sicuramente la miglior SL mai provata sino ad oggi e che sbaraglia un pò la concorrenza grazie ad un motore eccezionale , una ciclistica velocissima , sospensioni magnifiche e dei freni al top se consideriamo l’ upgrade : un SL super divertente e veloce come poche altre .

Per il momento mi sembra di non aver dimenticato nulla e Vi rimandiamo quindi alla prova completa che andremo a scrivere nei prossimi mesi .

 

First ride Cannondale Moterra SL1: BINGO !!!

15 Apr 2024

Scritto da Gianni Biffi il 15 Aprile 2024 .

 

Dopo lunga attesa sono finalmente arrivati in Pro-M i primissimi esemplari di Moterra SL . L’ attesa era veramente tanta anche perché il marketing a dir poco di difficile credibilità dell’ Azienda stessa aveva sollevato in me moltissimi dubbi . Elencherò ora in breve ciò che secondo il mio modestissimo parere è perlomeno poco preciso / evitabile nella comunicazione iniziale di Cannondale :

– Chiamare la Moterra con l’ acronimo SL che l’ accomuna per il grande pubblico alle mid power è un errore facilmente evitabile con magari un semplice “Moterra Light” ?

– Dichiarare che la SL sia la E-MTB più leggera con batteria tra quelle superiori ai 600Wh e poi montare una batteria da 601 Wh suona un pò di artifizio fatto ad arte .

– Dichiarare che hanno customizzato le assistenze dello Shimano EP8.01 con quattro livelli inserendo il Turbo e mantenendo il Boost (che significano all’ incirca la stessa cosa in due lingue diverse) quando Shimano stessa permette la personalizzazione sino a 15 livelli diversi suona un filino stonato .

– Dichiarare che il “Flex pivot” del carro funge da giunto Horst, creando un vero sistema four-bar, secondo me è del tutto azzardato a livello di funzionamento e soprattutto di bloccaggio in frenata dell’ ammortizzatore con conseguente apertura della sospensione posteriore (anti rise) .

Comunque sia la curiosità per una E-MTB praticamente nuova che unisce le prestazioni di una full power con il peso paragonabile a molte delle SL o mid power che dir si voglia presenti sul mercato era veramente molta e quindi appena giunta in magazzino abbiamo provveduto ad assemblarla, a sostituire i freni Magura – da noi mal digeriti – con i soliti BCA EL.02 completi di dischi e pastiglie BCA, a sostituire le ruote con delle Enve AM30 in carbonio complete di pneumatici Specialized Hillbilly T9 anteriore ed Eliminator T7 al posteriore e a sostituire il reggisella con uno YEP da 180 mm . Tutti questi upgrade , pur non indispensabili per la normale Utenza , ci permettono di togliere delle variabili importanti (freni e pneumatici in primis) nelle nostre prese di contatto e prove delle bici e quindi ci permettono di scrivere più in fretta e con impressioni migliori,  seppur del tutto personali .

Quasi pronti quindi per la prima uscita : personalizziamo per benino le assistenze dell’ EP8.01 scegliendo la nostra usuale customizzazione con 7 livelli di assistenza . Eco leggermente modificato , Boost come mamma Shimano l’ ha fatto e poi 5 livelli di Trail che ci permettono di scegliere quanto consumare e di avere più o meno spinta in base alla tipologia del percorso . Così facendo l’ EP8.01 consuma proporzionalmente meno di un Bosch CX Smart System con batteria da 750 Wh a parità di velocità , anche se necessita di più rotazioni di un Bosch che rimane comunque il nostro motore di riferimento e il più fluido per il nostro modo di pedalare . Comunque sia l’ obbiettivo di avere consumi simili agli amici con il Bosch è stato raggiunto con la batteria da 601 Wh di marca Darfon montata sulla SL1 ! Ad oggi avendo fatto solo 6 ricariche la batteria oltretutto non è ancora al massimo del suo potenziale prestazionale ma siamo già riusciti a percorrere 1556 Mt+ con circa 35 chilometri e con un 12% rimanente di batteria . Un suggerimento : la copertura in gomma della presa di ricarica non è proprio facilmente inseribile nella presa stessa . Consigliamo ogni tanto di spruzzare la gomma con dello spray al silicone per poter avere un miglior inserimento 😉

Prima uscita sopra Varenna (LC) scendendo da Ortanella su un trail molto tecnico e scassato , che in passato ci ha sempre messo in grossissime difficoltà sia tecniche che fisiche , e incredibilmente abbiamo fatti passaggi che nemmeno immaginavamo di poter fare ma cosa più significativa non avevamo le spalle dolenti a fine discesa come succedeva sempre in passato con altre E-MTB !!! Seconda uscita poi sull’ Happytrail a Selvapiana (AL) che è molto scorrevole e veloce al contrario di Ortanella dove è emerso per la prima volta il primo piccolo problema – e forse l’ unico – della nostra SL1 : il carro posteriore si apre parecchio in frenata e quindi la ruota posteriore tende a saltellare non poco se si tiene la leva del freno posteriore tirata . Ovviamente posso comprendere che questa caratteristica possa anche essere un plus per chi guida in maniera molto aggressiva e vuole entrare sugli appoggi veloci con la ruota posteriore che sbandiera ma io sono un biker old school e non ho questa capacità … Dovrò quindi modificare un pochino il mio modo di usare il freno posteriore tentando di lasciar andare la Moterra il più possibile soprattutto nei tratti più scassati sul veloce . Questa caratteristica , dovuta alla mancanza del giunto Horst come detto all’ inizio , è ovviamente molto meno avvertibile sul tecnico e sul lento .

Per tutto il resto direi che siamo in presenza della meglio riuscita Moterra di sempre !!! Facilissima, agilissima e di conseguenza velocissima : sinceramente penso che nessun altra E-MTB – comprese anche le vere SL – ad oggi permetta tali prestazioni generali con così poca fatica percepita e con tale facilità di conduzione !!! Chi avrà la possibilità di usarla si scoprira un biker migliore e più veloce in generale anche se ovviamente non diventerà per certo il campione del Mondo DH 🙂 🙂 🙂

Insomma direi che gli uomini Cannondale questa volta hanno fatto veramente bingo se tralasciamo il marketing 🙂

P.S. : IMHO è anche molto ben proporzionata e molto bella !

 

La vera rivoluzione non sono i cambi interni ma i gruppi Sram T-Type Transmission !!!

27 Mar 2024

Scritto da Gianni Biffi il 27 Marzo 2024 .

 

Il titolo non è provocatorio ma semplicemente una realtà , ma andiamo con ordine . Da più di 20 anni sento parlare di cambi interni al mozzo e oggi interni ai motori che saranno la vera rivoluzione nel ciclismo e nelle E-bikes , ma sino ad oggi il vecchio e buon deragliatore posteriore continua ad equipaggiare il 99,9 % delle MTB ed E-MTB . Nel mondo moderno 20 anni sono un periodo di tempo lunghissimo e se non esistono ancora sistemi interni di cambiata , secondo il mio modesto parere , non è perché gli ingegneri si sono addormentati ma bensì perché i limiti dei sistemi di cambiata interni sono evidenti e pressochè irrisolvibili se paragonati alla classica cambiata con la buona e vecchia catena e il buon vecchio deragliatore su di una biciclettta or E-MTB .

In due parole posso riassumere questi limiti con PESO e ATTRITI . Infatti qualsivoglia sistema interno di cambiata con ingranaggi ad oggi progettato prevede degli ingranaggi in bagno d’ olio che oltre ad aumentare il peso di circa 1 chilogrammo produce attriti nettamente superiori a quelli della classica catena sul pacco pignoni e la corona anteriore . Se mi sbaglio , dato che noi umani siamo tutti portati a sbagliare o a non conoscere tutto il sapere del mondo , Vi prego di segnalarmi dove sbaglio .

Ma oggi esistono sul mercato i nuovi gruppi Sram T-Type Transmission che personalmente uso ormai da quasi un anno e ho percorso quindi con essi sicuramente più di 5.000 chilometri in montagna . Se siete interessati a sapere perché considero i gruppi T-Type Transmission la vera rivoluzione attualmente del settore MTB o E-MTB potete leggere la nostra first ride e i miei primi dubbi sul sistema T-Type Transmission qui e in seguito le mie impressioni dopo averli usati correttamente e per un periodo più lungo ancora qui .

Tralasciando gli indubbi vantaggi nella fluidità di cambiata anche sotto sforzo , che penso di aver ben descritto nelle prove linkate qui sopra , vorrei sottolineare che questi deragliatori posteriori sono dotati di un sistema a frizione (semplifico così per facilità di comprensione che il deragliatore possa rientrare verso l’ interno in caso di caduta e poi riposizionarsi automaticamente dove deveva essere) che elimina quasi totalmente la possibilità di rottura del deragliatore stesso e/o del forcellino del telaio che del resto non esiste nemmeno più con i gruppi Transmission . E anche se dovesse rompersi qualche cosa nel deragliatore sappiate che per la prima volta nella storia del ciclismo vengono forniti tutti i ricambi possibili rendendo così il deragliatore ricostruibile senza la necessità di doverlo cambiare interamente .

Se poi a questo aggiungete che la gamma ormai è abbastanza ampia e probabilmente si amplierà ancora verso la fascia bassa di prezzo , che eliminate guaine e fili perché è con comandi bluetooth , che è preciso nella cambiata come pochi altri (non veloce come scritto nelle prove) direi che ci sono tutti gli ingredienti per non farVi più pensare ai cambi interni .

Qualche difetto comunque dovete pur sempre considerarlo come in tutti i prodotti del mondo : la rumorosità di cambiata c’ è e si sente in alcune occasioni come detto nei test , la batteria va comunque controllata spesso ed eventualmente ricaricata e infine il difetto più grosso forse è che la gabbia del cambio è abbastanza lunga e interferisce più facilmente con eventuali ostacoli del terreno .

Dierei che ho detto più o meno tutto e spero di non averVi annoiato , grazie per l’ attenzione !

 

 

Unno Ikki Factory – Prova completa

19 Feb 2024

Scritto da Gianni Biffi il 19 Febbraio 2024 (Chilometri percorsi 209 – Periodo di prova 35 giorni) .

 

Come già scritto nella prima First ride della Ikki (che potete leggere qui) stiamo parlando di quellla che PERSONALMENTE considerò la più bellla E-MTB mai vista sino ad oggi ! Quando ci fermiamo sui sentieri e la guardo non posso fare a meno di pensare che sia bellissima ! Appartiene alla categoria delle E-MTB SL o mid power che dir si voglia e tutti coloro che hanno avuto il piacere di leggermi sin qui sanno quanto consideri queste E-MTB Light non adatte alla mia tipologia di uscite in montagna specialmente se in compagnia di amici che usano E-MTB full power .

Attenzione non vuol dire che il motore di queste mid power non sia utilizzabile ma semplicemente obbliga qual si voglia Utente a salire con una velocità nettamente inferiore a quanto è possibile con le full power . Quindi se intendete uscire con dei Bikers che usano MTB tradizionali o SL è tranquillamente utilizzabile una SL ma se volete uscire con chi usa una full power state pur certi che Vi girerà intorno in salita senza alcun dubbio anche se siete molto ben allenati e/o con una buona gamba .

Abbiamo percorso con questa Ikki circa 200 chilometri con più di 8.000 Mt. +/- e inoltre nel leggere questa mia prova finale considerate che per la prima volta ci è stato concesso di usare una full power come la Mith (la cui prova potete leggere qui) in alternanza con questa Ikki : le due E-MTB condividono geometrie, cinematica e equipaggiamento e quindi le nostre impressioni sono da considerarsi ancor più precise e non influenzate da geometrie diverse o altro come ci è sempre successo in passato . Infatti alcune delle nostre valutazioni e voti ricalcano esattamente quanto già scritto per la sorella maggiore Mith . Riguardo l’ equipaggiamento della Ikki Vi rimandiamo al sito del nostro E-Commerce dove troverete tutti i componenti in dettaglio .

EccoVi quindi le nostre impressioni punto per punto come segue :

Estetica : Innovativa per certo e personalissima dato che è veramente l’ unica E-MTB che si distacca nettamente dalle solite linee a cui siamo ormai assuefatti . Se a questo aggiungete che l’ integrazione è pressochè totale grazie al piccolissimo e leggerissimo motore TQ HPR50 (foto qui sotto comparata alla Burn tradizionale) comprenderete che siamo di fronte probabilmente alla prima E-MTB che non sembra una E-MTB ! Voto 10 e lode .

Posizione di guida : il primo approccio non è certo così intuitivo . Il buon Cesar ha costruito una vera macchina da guerra con un manubrio quasi sull’ asse dello sterzo che non agevola certo la guida rilassata sin dall’ inizio . Se a questo aggiungete angolo sterzo statico di 64° e un SAG consigliato del 35% capirete che non siamo certo di fronte ad un prodotto allineato agli altri sul mercato . Comunque dopo un periodo d’ adattamento la Ikki risulta alla fine molto piacevole e estremamente redditizia nella guida sportiva senza mai dimenticarsi di assumere una posizione molto centrale e ben caricata sull’ anteriore . Voto 7 .

Sospensioni : ammortizzatore Fox Float X2 Factory e forcella Fox Float 38 Factory con cartuccia Grip2 , con corsa di 160 mm al posteriore e 170 mm all’ anteriore . Il top di gamma della casa Californiana che consentono di sbizzarrirsi a piacimento nei settaggi (forse sin troppo) e che comunque , soprattutto per la sospensione posteriore , hanno una curva di compressione ottimale e votata all’ uso quasi agonistico . Il feeling della Unno e il peso contenuto sono sicuramente da riferimento assoluto nell’ uso gravity spinto a condizione di adottare una guida molto caricata sull’ asse anteriore . Voto 8 1/2.

Salita scorrevole : il motore TQ la penalizza non poco come tutte le SL non permettendo velocità da full power nemmeno se siete degli scalatori incalliti : quelli che sommariamente sostengono che con una SL “basta aver la gamba” non sanno di cosa parlano ! Voto 6 .

Salita tecnica : una delle migliori mullet mai provate ma è pur sempre una mullet bike e contro le leggi della fisica non ci si può opporre . Impronta a terra inferiore e angolo d’ attacco sull’ ostacolo non certo favorevole se paragonato ad una ruota da 29″ ne fanno una buona arrampicatrice ma le full 29″ IMHO sono ancora superiori . Se a questo aggiungete il motore che spinge meno della metà del Bosch della Mith la frittata è fatta 🙁  Voto 5 .

Single-track : sarà il baricentro bassissimo , la leggerezza del prodotto o il perfetto bilanciamento della E-MTB ma è veramente efficace e super divertente con l’ aumentare dell’ andatura . Impressionante la velocità nei cambi di direzione e negli inserimenti in curva . Voto 9 1/2 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : la rigidità dell’ assieme che è da riferimento e la posizione in sella la fanno correre come pochissime altre . Voto 9 1/2 .

Discesa tecnica e stretta : l’ angolo di sterzo molto discesistico e il manubrio estremo come posizione non aiutano quando si guida in punta di piedi ma devo dire che anche grazie alla prontezza e modulabillità degli impianti freno BCA e al peso contenuto la Ikki si rivela un ottimo prodotto forse superiore alla Mith anche in queste condizioni . Sui tratti molto scassati però ricordateVi che la tendenza a impuntarsi è molto più evidente che sulla Mith che risulta comunque meglio attaccata al terreno . Voto 9 .

Frenata : i freni Formula Cura 4 con dischi da 220 mm sono assolutamente adatti all’ uso sia race sia escursionistico della Ikki . Noi per questioni di prova di nuovi componenti abbiamo montato un impianto prototipale BCA EL.02 con i relativi dischi BCA y0d4 da 203 mm – come sulla Mith – e dobbiamo dire che nessun altro freno sul mercato ha prestazioni pari a questo impianto !!! Voto 8 (10 e lode con impianti BCA) .

Rigidità : sicuramente molto rigida e quindi la Unno risulta molto prestazionale di conseguenza . Voto 9 1/2 .

Dotazione :  una dotazione di livello regale e senza uguali sul mercato anche in considerazione del rapporto qualità prezzo allineato alla concorrenza . Voto 10 .

Motore e componenti elettronici : il TQ HPR50 è da considerarsi tra i migliori motori SL dato che è sicuramente il più piccolo, il più leggero e il più silenzioso oggi presente sul mercato . Paragonato ad altri motori SL veri come il Fazua Ride 60 o allo Specialized 1.2 lo considero leggermente inferiore come spinta ad ambedue ma stiamo parlando di differenze che nel mondo reale non sono così importanti . I consumi con la batteria da 360 Wh e l’ eventuale extender aggiuntivo da 160 Wh , con attacco Fidlock magnetico , sono paragonabili a quelli degli altri SL citati nelle assistenze più alte permettendo una percorrenza di circa 1500/1600 MT+ se usato alla necessità e di circa 1200/1300 Mt+ se usato quasi sempre in Turbo . Usato in Eco invece per un uso molto blando i consumi sono nettamente superiori agli altri SL permettendo di fare circa 80 chilometri solamente con dislivello quasi nullo . Secondo la mia opinione è più logico sfruttare i due livelli superiori poichè lo sforzo muscolare necessario in Eco non è minimamente giustificato dai consumi . Sembra che il TQ HPR50 sia praticamente un motore che consuma sempre in maniera molto simile nei 3 livelli d’ assistenza e speriamo che delle nuove release di firmware possano correggere questa caratteristica anche se il particolare movimento a elisse del sistema “Harmonic ping ring” lascia forse poche speranze in merito … Non ho volutamente preso in considerazione lo Shimano EP8 RS / EP801 RS perché non lo considero nemmeno un motore SL per ovvi motivi e nemmeno il nuovissimo Bosch SX perché non abbiamo ancora avuto modo di provarlo . Voto 7 1/2 .

Finiture : un’ ingegnerizzazione pressoché perfetta e un’ attenzione ai dettagli unica sul mercato che non abbiamo mai ad oggi riscontrato in nessuna altra realizzazione nel mondo E-MTB ! Non solo è bellissima ma è anche molto, molto ben costruita !!! Voto 10 e lode .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo , pur essendo elevato in termini assoluti , è tra i più basso del mercato a questo livello di realizzazione . Voto 9 1/2 .

Note finali : come avrete ben compreso non amo le E-MTB mid power ne le mullet ma questa Ikki è sicuramente la migliore SL mullet mai provata ! Oltre tutto con il suo peso di soli Kg. 18,500.- è la E-MTB da enduro più leggera del mercato dato che le altre SL sono quasi esclusivamente delle E-MTB per uso trail  . La Ikki non è certo tra le più facili da condurre a basse andature ma quando la si fa correre è una delle E-MTB più prestanti e veloci mai usate : se siete fisicamente prestanti e tenendo una posizione centrale con l’ avantreno ben caricato otterrete dalle Ikki prestazioni inimmaginabili a patto di pagare il prezzo del maggior tempo da impiegare in salita se paragonato alle full power 🙂 Comunque sia insisto nel dire che una SL è molto più vicina in salita ad una MTB tradizionale che a una E-MTB full power : se questo è ciò che state cercando la Ikki Vi sbalordirà per bellezza , costruzione e prestazioni nell’ uso gravity !!!

Insomma questa è sicuramente la SL che userò in futuro quando pedalerò in solitaria e avrò tanto tempo per salire : grazie Gesù per aver permesso a Cesar di realizzarla !!!

Voto finale 119 (121 con impianto frenante BCA) su 140 (più 3 lodi) .

First ride Unno Ikki Factory

22 Gen 2024

Scritto da Gianni Biffi il 22 Gennaio 2024.

Dopo mesi di attesa, finalmente è giunta in Pro-M la tanto agognata Unno Ikki Factory! Questa E-MTB leggera, appartenente alla categoria “SL”, che si distingue per le sue geometrie e cinematica da enduro identiche alla più potente sorella maggiore Mith (la cui prova potete legger qui) , a differenza di altre SL che, in genere, si limitano ad un utilizzo trail o all mountain con corsa sospensioni intorno ai 150 mm e componenti leggeri poco adatti all’uso gravity o enduro, a eccezione della Specialized Kenevo SL II.

Vediamo ora le prime impressioni sulla Ikki, che ho avuto il privilegio di testare subito dopo la Mith, sperimentando la potenza/coppia tra Full power e Mid power con telaio, geometrie e cinematica identici. Per mantenere uniformi le impressioni rispetto alla Mith, abbiamo optato per il cambio degli pneumatici, l’inserimento dei salsicciotti e la sostituzione completa dell’impianto frenante con gli stessi componenti: gomme Michelin Enduro Race, salsicciotti Air Liner e freni BCA.

Il motore TQ della Ikki, nonostante la mia limitata conoscenza iniziale, si è rivelato essere il motore più leggero e compatto attualmente disponibile sul mercato. Con uno statore posizionato attorno al perno del movimento centrale e poco altro, la batteria da 360 Wh è alloggiata nel tubo obliquo di dimensioni ridotte. È davvero difficile distinguere se ci si trova di fronte a una E-MTB o a una tradizionale MTB. Senza tema di smentite, posso affermare che è la più bella E-MTB mai prodotta. Le sospensioni da 170 mm all’anteriore e 160 mm al posteriore, con una progressività del carro sempre elevata, restituiscono immediatamente la spinta sui pedali con una sorprendente efficienza. Pochissime altre cinematiche posteriori presentano caratteristiche così ben adatte all’uso agonistico.

La geometria, già lodata per la Mith, rende la guida della Ikki impegnativa, ma in mani esperte si trasforma in una vera “arma letale”. Pochissime altre realizzazioni si dimostrano così prestanti e reattive, con il manubrio in carbonio integrato posizionato praticamente sull’asse di sterzo. In breve, è non solo bellissima, ma offre prestazioni straordinarie, anche se forse non è la scelta più indicata per i principianti.

Nelle discese, rispetto alla sorella maggiore Mith, risulta meno affaticante e decisamente più agile grazie ai 4,5 chilogrammi in meno di peso totale. La velocità nei cambi di direzione è impressionante, tanto da farla sembrare quasi una MTB tradizionale !

Tuttavia non è oro tutto ciò che luccica e in salita il confronto con le full power impone un prezzo significativo da pagare, tipico delle SL. Calcolando con gli amici durante le uscite, abbiamo verificato che, per esempio, salire all’ Avaro da Santa Brigida richiede quasi il doppio del tempo rispetto a una full power, pur restando comunque inferiore del 30% rispetto a una MTB tradizionale. Va anche sottolineato che, pedalando al proprio ritmo e cadenza, la fatica in più non è così rilevante, ma ci si troverà in sella per un tempo quasi doppio rispetto a una full power : in poche parole bisogna andare più lentamente .

Dopo circa 100 chilometri percorsi con un dislivello di circa 4000 metri più e meno, la batteria ha iniziato a mostrare il suo potenziale grazie alle 5 ricariche ormai effettuate. Nella prima uscita, pedalando con una cadenza di 65/70 rpm, si potevano percorrere 80/90 metri positivi per ogni tacca del display (10%), mentre nell’ultima uscita di ieri, pedalando con una cadenza di 80/85 rpm, abbiamo raggiunto circa 110/120 metri positivi per ogni tacca con assistenza sempre sul secondo livello .

Insomma, se provieni da una MTB tradizionale, la Ikki sarà un giocattolo eccezionale che ti assisterà in salita e ti farà divertire in discesa come se non di più della tua vecchia MTB. Ma, come afferma il mio amico Claudio Locatelli, se scendi da una full power potresti trovare qualche difficoltà in salita …

Rimani sintonizzato per la prova completa su questo blog.

Il pagellone delle E-MTB in prova nel 2023

30 Dic 2023

Scritto da Gianni Biffi il 24Dicembre 2023 .

 

Per il secondo anno, da quando abbiamo introdotto una valutazione (voto da 1 a 10) delle E-MTB che proviamo, Vi proproniamo la nostra personale classifica che scaturisce dai freddi numeri delle prove stesse .

A titolo informativo abbiamo provato 12 E-MTB diverse tra prove complete e first ride e alcune di queste E-MTB sono rimaste in uso anche dopo la prova finale per meglio comprendere sfumature ed eventuali plus / difetti dei prodotti tanto da fare poi scaturire in me una ancor più “intima” e personale classifica di cui magari parlerò in futuro …

Ma eccoVi la classifica dettata dai numeri come segue :

  1. Whyte E-180 Works con una valutazione di 128,5 su 140 .
  2. Unno Mith Race con una valutazione di 127 su 140 .
  3. Specialized Turbo Levo G3 Expert (con ruote da 29″) con una valutazione di 125 1/2 su 140 .
  4. Yeti SB 160E (con motore Shimano Ep801) con una valutazione di 125 su 140 .
  5. Corratec E-Power iLink 180 con una valutazione di 122 su 140 .
  6. Focus Sam2 6.9 con una valutazione di 121 su 140 .
  7. Ibis Oso con una valutazione di 112 su 140 .

Come già più volte ripetuto la classifica rispecchia quanto valutato sul campo e non ha la pretesa di essere nulla di più che un’ opinione personale ma spero possa aiutare ancor meglio qualche Utente nella difficilissima scelta della E-MTB più adatta alle proprie esigenze …

Enjoy !!!

 

 

 

Focus Sam2 6.9 con F.O.L.D. 2 – Prova completa

27 Ott 2023

Scritto da Gianni Biffi il 27 Ottobre 2023 (Chilometri percorsi 695  – Periodo di prova 98 giorni) .

 

Questa versione della Sam2 nuova per il 2023 presenta un carro completamente diverso , denominato F.O.L.D. 2 , dal precedente F.O.L.D. che in pratica era un carro monolitico con un leveraggio progressivo . Il nuovo F.O.L.D. 2 ricorda molto da vicino un carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst® . Questa è la più grande differenza che balza subito all’ occhio se confrontiamo la nuova Sam con la vecchia ma gli aggiornamenti non si fermano al solo carro . Il nuovo motore Bosch CX Smart System con batteria da 750 Wh e gestione tramite APP Flow costituiscono poi l’ altra enorme differenza con il vecchio modello .

Come però abbiamo già scritto nella nostra first ride (che potete leggere qui) il carattere della Sam2 è rimasto praticamente invariato e sinceramente Vi devo confessare che sono abbastanza infatuato di questa E-MTB anche se come più volte scritto necessita di buona prestanza atletica per farla girare , specialmente nel lento , a causa dell’ interasse lungo e del peso non proprio contenuto .

Ma veniamo alle valutazioni divise in 14 diversi punti come segue :

Estetica :  la nuova colorazione bi-color è molto più accattivante della vecchia e inoltre la verniciatura è di ottima qualità e resiste molto bene a urti , contatti con scarpe e quant’ altro . Voto 9 .

Posizione di guida :  tutto perfettamente al proprio posto anche se il manubrio da 820 mm di larghezza puo imbarazzare molti Utenti . Voto 9 .

Sospensioni :  le due unità ammortizzanti e cioè la forcella Fox Factory 38 Grip2 da 170MM con E-Tune e l’ ammortizzatore Fox DHX coil lavorano in perfetta sincronia e sono molto ben bilanciati . Apprezzabile poi il miglior sostegno a centro corsa dell’ ammortizzatore e del nuovo F.O.L.D. 2 che permettono una pedalata più efficiente e un miglior gallegiamento sul rotto . Voto 10 .

Salita scorrevole :  molto buona la resa in salita scorrevole grazie anche alle due ruote da 29″ e relativo mantenimento della velocità che viene sempre garantito dal motore in assistenza AUTO . Voto 9 .

Salita tecnica : il peso superiore ai 26 Kg. e la non eccelsa agilità non permettono di salire come con altre realizzazioni anche se il motore CX Smart System aiuta tantissimo a patto di saper ben modulare tra un livello d’ assistenza e l’ altro . Voto 8 .

Single-track : si guida molto bene ma come detto l’ interasse e il peso non permettono cambi di direzione rapidissimi come con altre realizzazioni per uso super enduro .  Voto 8 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : le due unità ammortizzanti Vi permetteranno di passare facilmente sopra ad ogni ostacolo e più la velocità aumenterà più potrete percepire la rigidità dell’ insieme in questo caso ampliata anche dalle ruote Reserve HD in carbonio .  Voto 10 .

Discesa tecnica e stretta : qui ovviamente non eccelle visto il peso e l’ interasse lungo .  Voto 7 .

Frenata : freni Shimano XT a quattro pistoncini accoppiati ai favolosi dischi e pastiglie BCA permettono una frenata potente , silenziosa e modulabile . Voto 8 1/2 .

Rigidità : la rigidità è di buonissimo livello probabilmente grazie anche alle ruote in carbonio Reserve HD . Voto 9 .

Dotazione : posso dire che tutto è improntato alla massima efficienza e qualità senza per questo eccedere con dotazioni più costose e forse inutili per l’ uso a cui è votata la Sam2 .  Le uniche note stonate vengono dalla piastra paramotore (che funge anche da coperchio per il distacco della batteria) la quale si romperà al primo urto con un ostacolo e alla presa di ricarica della batteria che se non verrà usata con grande attenzione – bisogna estrarre il cavo tenendo sempre ben premuta la presa stessa – causerà il distacco della presa stessa dal telaio ! Problematiche facilmente risolvibili con l’ applicazione di un ulteriore paramotore che però rende lo stacco della batteria molto difficoltoso e con l’ attenzione dovuta all’ uso della presa di ricarica ma che dimostrano una progettazione perlomeno poco attenta . Voto 6 .

Motore e componenti elettronici : Bosch ha fatto sicuramente un passo in avanti importantissimo con il nuovo Bosch Smart System con batteria da 750 Wh e non è una novità dire che lo consideriamo la miglior unità di serie del mercato . L’ aggiunta del livello Auto ha fatto fare al sistema un ulteriore salto di qualità in confronto alle altre unità motrici del mercato . Secondo solo alla versione RACE di Bosch stessa . Voto 10 .

Finiture : ottima la verniciatura e le finiture in genere con l’ eccezione della piastra paramotore/batteria e della presa di ricarica come già detto sopra .  Voto 8 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : se volete un prodotto molto divertente ed efficiente a un prezzo competitivo forse un pensierino alla Sam2 dovreste farlo . Voto 9 1/2 .

Note finali : passa sopra a tutto con grande facilità tanto da farVi sentire invincibili in alcuni frangenti , è gradevole esteticamente , non costa una fortuna , è divertente e concede molta sicurezza e quindi è facile innamorarsi della Focus Sam2 anche se , facendo parte delle cosi dette “Big bikes” , non sia muove con grande agilità alle basse velocità . Personalmente poi mi ha sempre affascinato anche se con l’ uscita di nuovi modelli non può più essere considerata una delle migliori E-MTB super enduro del mercato … Il costo non eccessivo gioca però un ruolo importante a suo favore …

 

Voto finale 121 su 140 .

First ride Pivot Shuttle AM – Pro XO Eagle Transmission

13 Set 2023

Scritto da Gianni Biffi il 13 Settembre 2023 .

 

Martedì 5 Settembre squilla il cellulare e Davide Bonandrini mi comunica che la Pivot Shuttle AM in test è finalmente pellicolata e pronta per essere provata . Non è il modello Team XX con motore Bosch RACE e cerchi in carbonio che avrei voluto , poiché non sono ancora disponibili , ma comunque vale la pena di mandarla a prendere in DSB e testarla immediatamente data l’ enfasi e le ottime recensioni ottenute dai pochi credibili giornalisti in giro per il mondo che ho potuto leggere e che hanno avuto la possibilità di usarla per qualche ora alla presentazione della stessa . Mercoledì per un fraintendimento la Shuttle AM resta in DSB ma Giovedì pomeriggio finalmente è in Pro-M : una rapida aggiustata agli appoggi e una taratura standard delle due unità ammortizzanti e Venerdì si comincia il brevissimo test di soli 5 giorni dato che Davide mi ha già comunicato che entro Mercoledì 13 (oggi ndr) la AM deve per forza rientrare in DSB .

Non mi soffermerò sulla componentistica della Shuttle AM Pro XO che comunque potete trovare qui e ovviamente , essendo l’ esemplare test di DSB , non ho potuto cambiare gli pneumatici o i dischi freno e quant’ altro come d’ abitudine … Il peso rilevato della AM in bilancia è comunque di Kg. 22,250.- e quindi è facile e corretto pensare che la versione Team XX possa pesare attorno ai Kg. 21 !!!

Prima uscita sui sentieri dei Lupi del Cornaggia e sull’ alto Vergante , a me ben conosciuti , per rodare ammortizzatore e forcella e per verificare che tutto sia in ordine . La prima ottima sensazione è che la Shuttle AM sia molto leggera ma forse sin troppo sulla parte anteriore ! Infatti sul rotto veloce è addirittura troppo nervosa tanto da mettermi più volte in grosse difficoltà ! Teniamo però presente che si tratta della prima uscita e che scendevo da E-MTB ben più pesanti e con escursioni alla ruota maggiori per un uso superenduro e non delle all mountain … Rientrato in officina provvedo a ritoccare le tarature della Fox 36 Factory e del Fox Float X Factory e rifaccio la pressione degli pneumatici a cui purtroppo non sono per nulla abituato e che anche in questa prima presa di contatto non mi danno la confidenza degli pneumatici con cui sono abituato ad uscire .

Seconda uscita sui sentieri della Valsassina e le sospensioni lavorano molto meglio con un supporto maggiore soprattutto sul posteriore che ha una curva di progressione meno lineare e sicuramente più progressiva della sorella maggiore Shuttle LT ( la cui First ride potete leggere qui ) e che sinceramente io preferisco anche per ovvi motivi di maggior facilità di setting . Nonostante una ulteriore rotazione in avanti del manubrio trovo ancora l’ anteriore troppo leggero e quindi mi sforzo di stare più centrale e di caricare maggiormente la ruota anteriore ma sul veloce scassato la trovo ancora troppo nervosa . Questa sera in officina provvederò ad abbassare al minimo il manubrio spostando gli spessori sopra all’ attacco manubrio e recuperando quindi altri 2 centimetri .

Terza, quarta e quinta uscita su sentieri conosciuti o meno e finalmente ho trovato l’ assetto che mi piace e caricando la ruota anteriore la AM diventa molto più gestibile anche se come detto non è una macchina da superenduro ma il risultato ottenuto e l’ equilibrio tra maneggevolezza e stabilità sul veloce è veramente ottimo ora !!! Dovendo concentrarmi molto meno sul carico della ruota anteriore la AM Pro XO diventa un magnifico e intuitivo giocattolo con un ottimo motore , anche se non è il RACE , e con una guida leggera e precisa . Impressionante la facilità con cui si riesce a spostare la ruota posteriore sui tornantini stretti !!! Ottime le due unità ammortizzanti Fox della serie Factory e ancora una volta devo dire che per il mio modo di condurre e le velocità (non certo da PRO) che io posso permettermi la forcella della serie 36 non mi fa per nulla rimpiangere la tanto osannata 38 .

La AM Pro XO inoltre e molto bella , nelle sue due colorazioni che rendono molto di più in presenza che da fotografia web , e ben costruita con un’ ottima verniciatura e particolari come la protezione in gomma del carro e i passaggi cavo molto ben realizzati e posizionati . Insomma tutto è molto ben fatto e al posto giusto ! Inoltre la AM è montata con il nuovo sistema cambio di Sram T Transmission che cambia veramente in maniera eccezionale anche sotto sforzo e facilita non di poco la guida in salita tecnica dove è possibile spingere sui pedali mentre il sistema si occupa della cambiata !

Difetti evidenti non ne ho proprio trovati , nonostante sia il mio mestiere trovare eventuali problemi sui prodotti , e questa Shuttle AM può essere considerata la all mountain perfetta che tutti noi spesso cerchiamo e oltre tutto è talmente leggera e ben bilanciata da non far certo rimpiangere le realizzazioni SL che spesso sono molto vicine come peso a questa AM ( ivi inclusa anche la stessa Pivot Shuttle SL la cui prova potete leggere qui ) .

Volendo poi spaccare il capello in quattro posso dire che non avrei usato un mozzo posteriore con battuta 158 mm su una all mountain anche se è facile comprendere la ragione che ha indotto i tecnici di Pivot a fare ciò … Inoltre il comando remoto a manubrio è secondo il mio parere troppo sensibile tanto da essermi più volte ritrovato a cambiare assistenza senza volerlo o a cambiare due step in un solo colpo . La sensibilità estrema del comando bluetooth è confermata anche dal fatto che per ben due volte ho impallato il sistema con luce arancione sul display e ho dovuto resettarlo . Per finire , avendo scelto di non montare il Kiox , trovo il posizionamento del led display toppo arretrato tanto che su percorsi esposti e tecnici , specialmente in discesa ma anche in salita , il dover abbassare lo sguardo per poter sapere quale livello d’ assistenza stavo usando diventava un filino pericoloso .

Termino questo mi scritto ringraziando ancora una volta Davide Bonandrini di DSB per averci concesso questa first ride in anteprima : in cinque uscite abbiamo percorso 172 chilometri con circa 6500 Mt+/- che spero possano darVi un’ idea ben precisa circa questa E-MTB che personalmente ritengo una delle meglio riuscite e testate in questa stagione !

 

 

Corratec E-Power iLink 180 Race – Prova completa

04 Set 2023

Scritto da Gianni Biffi il 04 Settembre 2023 (Chilometri percorsi 495  – Periodo di prova 95 giorni) .

 

Dopo la first ride , che potete trovare qui , abbiamo proseguito ad usare la iLink Race con amici e Clienti dato che abbiamo avuto la possibilità di avere una taglia 42 e una taglia 48 in prova permanente . Se volete quindi provare una E-MTB Corratec con motore Bosch CX Smart System RACE siete sempre i benvenuti negli Stores Pro-M a Milano e/o a Pedrengo (BG) : Vi aspettiamo !

La versione in taglia 42 che è appunto una Race è stata nel frattempo upgradata con un impianto freni BCA che non era presente durante le prime uscite , mentre la taglia 48 è una versione Pro equipaggiata in maniera leggermente differente . Ambedue le E-MTB provate sono per il resto equipaggiate con il montaggio di serie a cui Vi rimandiamo per eventuali necessità e che potrete trovare sulla pagina del sito ufficiale .

Estetica : sicuramente di gusto molto Tedesco non incontra le mie preferenze anche se a furia di usarla mi sono ricordato che quando guidi guardi avanti e quindi l’ estetica passa in secondo ordine soprattutto quando le prestazioni sono più che buone . Non mi sento comunque di dire che mi piace anche se come già constatato sul campo i gusti sono sempre molto personali e a molti non dispiace affatto . Voto 6 1/2 .

Posizione di guida :   E’ una mullet ma di quelle ben progettate dove non ci si sente molto appesi al manubrio e quindi anche per me più che buona . Tutto correttamente posizionato al suo posto . Voto 8 .

Sospensioni :  Ottima la cinematica iLink e di buon livello le due unità ammortizzanti che coprono le esigenze del 95% dei possibili utilizzatori . Ovviamente la forcella in particolar modo non ha la progressione e il supporto delle forcelle top di gamma ma , come detto , si comporta comunque molto bene e sinceramente non ho trovato la necessità di sostituirla con altro anche dopo questo lungo periodo di prova .  La sospensione posteriore gode poi del cinematismo iLink che è molto efficiente e stabile nel pedalato ; inoltre la corsa di 180 mm alle ruote su ambedue le ruote la fa passare facilmente su tutto !  Voto 8 .

Salita scorrevole :  La magnifica cinematica e il peso contenuto della iLink 180 , considerando che è una E-MTB da superenduro con escursione di 180 mm è veramente da riferimento !  Voto 10 .

Salita tecnica :  Come sopra, l’ ottimo cinematismo iLink unito a una corsa alla ruota della sospensione posteriore molto lunga e all’ eccezionale motore Bosch Race ne fanno un’ arrampicatrice eccezionale . Voto 9 .

Single-track :  La taglia 42 in prova è molto agile e precisa e quindi rasenta la perfezione . Solo il sostegno centrale della forcella anteriore non eccezionale le tolgono il massimo dei voti . Voto 8 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) :  Ottima in tutto e per tutto grazie alla rigidità generale . Il fatto che sia un filino corta la limita leggermente ma l’ abbondante corsa delle 2 sospensioni le permette comunque prestazioni al di sopra della media .  Voto 8 .

Discesa tecnica e stretta :  E’ forse dove eccelle dato il suo interasse corto . Anche il peso non elevatissimo e molto ben bilanciato aiutano non poco .  Voto 10 .

Frenata :  Gli Sram Guide originali con dischi originali non raggiungono la sufficienza . Cambiando l’ impianto con quello BCA completo si arriva invece a livelli di eccellenza totale ! Voto 5 con impianto originale – Voto 10 e lode con impianto BCA .

Rigidità :  Veramente molto rigida e precisa . Voto 9 .

Dotazione : Dotazione normale e di buon livello generale ma con un motore che non mi stancherò di considerare oggi come il migliore del mercato .  Voto 7 1/2 .

Motore e componenti elettronici : Il migliore del mercato allo stato attuale delle cose ! Voto 10 e lode .

Finiture :  Molto ben realizzata e con ottima e robustissima verniciatura .  Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo :  Tra le più economiche del mercato con motore Bosch Race ! Voto 9 .

Note finali :  Una E-MTB da superenduro con il motore Bosch Race a questo livello di prezzo è oggi non facile da trovare sul nostro mercato ! Se a questo aggiungete che si tratta di una Corratec , Marchio molto ben considerato sul mercato Tedesco dove si guarda più alla sostanza che all’ estetica , dire che il gioco è fatto . Certo non avrete la E-MTB più bella del mercato IMHO ma una con il rapporto qualità / prezzo più favorevole !

 

Voto finale 117 su 140 con freni originali (più 1 lode) / 122 su 140 con freni BCA (più 2 lodi) .

First ride Focus Sam2 6.9 2023

31 Lug 2023

Scritto da Gianni Biffi il 31 Luglio 2023 .

 

Avevamo provato il vecchio modello quasi tre anni fa con impressioni entusiastiche (trovate la nostra first ride qui e la prova completa qui) e devo dire che il nuovo modello ha confermato le vecchie impressioni ma la realtà è che 2 o 3 anni nel mondo delle E-MTB sono veramente un periodo significativo , pur se breve , che ha portato cambiamenti importantissimi e miglioramenti del prodotto veramente tangibili in questo settore .

Non mi soffermerò più di tanto sulla componentistica della Sam2 in allestimento 6.9 che in ogni caso potete trovare qui ma bensì sul fatto che la nuova Sam2 è stata completamente ridisegnata e rinnovata nel sistema di sospensione posteriore che è passato dal vecchio F.O.L.D.® al nuovo F.O.L.D. 2 che è praticamente un carro a quattro punti d’ infulcro con giunto Horst .

Cambiati i due dischi originali con i soliti BCA Y0d4 , inseriti i salsicciotti e sostituiti gli pneumatici con dei Michelin Wild Enduro e siamo pronti per la prima uscita a cui ne sono seguite molte altre per un totale di 293 chilometri con circa 9000 metri di dislivello +/- . Devo dire sin da subito che personalmente la Sam2 mi piace moltissimo ma ormai il progetto è diventato un filino obsoleto se confrontato con nuove realizzazioni presenti oggi sul mercato E-MTB Enduro .

La Sam2 2023 è migliorata molto sia come sistema motore , il nuovo Bosch CX Gen4 Smart System con batteria da 750 Wh , che come sospensione posteriore , molto più sostenuta nella parte centrale del suo travel , ma ha mantenuto inalterate le sue caratteristiche di peso elevato (siamo sopra ai 26 chilogrammi senza pedali) e di interasse molto lungo . Questo si traduce oggi in una bassa manovrabilità a basse velocità anche perché oggi esistono E-MTB Enduro ben più leggere e manovrabili .

Invece sul veloce e nei tratti scassati ha mantenuto un’ ottima guidabilità e stabilità come era nella vecchia versione . Appena la Sam2 prende un minimo di velocità diventa maneggevole e velocissima a patto di non dover guidare in maniera trialistica dove come detto il peso e l’ interasse generoso non l’ avvantaggiano in confronto a altre realizzazioni . Le due unità ammortizzanti lavorano benissimo e copiano di tutto così come i freni Shimano XT a quattro pistoncini accoppiati con gli ottimi dischi BCA .

Il motore Bosch CX Gen4 Smart System è ormai da noi considerato un riferimento del settore E-MTB e grazie alla batteria da 750 Wh consente percorrenze di circa 1800 / 2000 Mt+ con circa 50 / 60 chilometri usando quasi esclusivamente l’ assistenza AUTO che permette ottime velocità d’ ascesa con il minimo sforzo .

Insomma posso dire che la Sam2 non delude mai e che il rapporto qualità / prezzo è sempre molto buono e di conseguenza la trovo un ottimo investimento per un uso Enduro ma anche per un uso escursionistico in montagna . In molti mi hanno chiesto perché mi piace così così tanto la Sam2 e la risposta è sempre la stessa : facile da condurre in quasi tutte le situazioni e per di più concede grande confidenza sul veloce specialmente se molto smosso uniti in quest’ ultima versione anche a un sistema motore / batteria da riferimento .

Esteticamente trovo la nuova colorazione bi-color molto più accattivante della vecchia anche se il posizionamento dell’ unità motrice orientata verso l’ alto la rende un pochino troppo massiccia nella zona del motore e pedivelle appunto . Una considerazione particolare merita il sistema di sgancio della batteria che si ottiene tramite un paramotore / parabatteria che si sgancia in avanti e verso il basso senza nessun attrezzo e che permette appunto di estrarre la batteria in un batter d’ occhio . La nota negativa è l’ estrema fragilità di questo paracolpi che con buona probabilità si romperà al primo urto sostenuto che andrete a sperimentare sul gradino di un sentiero .

Come detto oggi non la posso più considerare il riferimento assoluto nell’ Enduro , viste le nuove realizzazioni di altre Case , ma comunque sia si difende ancora benissimo anche di fronte a realizzazioni ben più costose presenti nel settore . Insomma un’ ottima E-MTB che come avrete capito mi ha sempre un pochino stregato per la sue prestazioni e per la sua versatilità !

Yeti SB 160E – Prova completa

25 Lug 2023

Scritto da Gianni Biffi il 25 Luglio 2023 (Chilometri percorsi 461  – Periodo di prova 36 giorni) .

 

L’ avevamo già provata lo scorso anno in più occasioni (potete leggere la first ride qui e il primo assaggio qui) ma probabilmente l’ ammortizzatore posteriore dell’ esemplare in prova non era mai stato definitivamente a posto come l’ avremmo voluto avere . In questi ultimi tempi invece abbiamo avuto modo di apprezzare più volte la bontà del carro con sistema Sixfinity® con un ammortizzatore che lavora correttamente e molte delle difficoltà trovate in passato , soprattutto in discesa ,  sono magicamente sparite . Sia chiaro la SB 160E rimane secondo me una E-MTB particolare , come tutte le Yeti , e necessita di un buon periodo di affiatamento del rider con la stessa ma se a posto e a velocità normali diventa veramente molto divertente e con prestazioni in salita sicuramente da riferimento assoluto . Inoltre tenete presente che la versione di colorazione nera di cui parliamo in questa nostra prova è già la versione con il nuovo motore Shimano EP8.01 e quindi una versione 2024 in tutto e per tutto .

Fatta la doverosa introduzione sul prodotto 2024 eccoVi le solite valutazioni divise in 14 diversi punti come segue :

Estetica :  tutta nera con il marchio Yeti in bianco : bella ma non bellissima . Se non fosse per il marchio Yeti molti forse storcerebbero il naso anche se le due “bretelle” in alluminio che muovono il link basso del sistema Sixfinity® si notano meno che in altre colorazione per ovvio motivo . Voto 8 .

Posizione di guida :  nulla da eccepire : tutto è al posto giusto e si entra subito in sintonia con la SB 160E dopo un breve periodo di rodaggio . Voto 9 .

Sospensioni :  le due unità ammortizzanti top di gamma e cioè la forcella Fox Factory 38 Grip2 da 170MM con E-Tune e l’ ammortizzatore Fox Factory Float X2 lavorano veramente molto bene grazie anche al sistema Sixfinity® del carro che risulta perfettamente sincronizzato con il lavoro dell’ anteriore . Voto 9 1/2 .

Salita scorrevole :  l’ abbiamo già scritto e non ci stanchiamo di ripeterlo : forse il miglior sistema di sospensione posteriore mai provato su una E-Bike ! E’ pur vero che una E-MTB si pedala principalmente grazie al motore e alla disponibilità di Watt della batteria ma avere una sospensione così efficiente è comunque un plus non da poco !  Voto 10 e lode .

Salita tecnica : come sopra , la sospensione Sixfinity® permette di salire veramente ovunque a patto di avere le gambe e la tecnica necessaria ! Il limite in questo caso sarete sempre e solo Voi come è capitato più volte a me ma mai il mezzo o la trazione dello stesso . Voto 10 e lode .

Single-track : sicuramente divertentissima e veloce ma io non sono riuscito a sfruttarla al meglio … In alcuni momenti velocissima ma in altri mi sembrava di essere un neofita – soprattutto se il trial è molto smosso – e quindi ritengo sia più colpa mia che del mezzo .  Voto 8 1/2 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : le due sospensioni incassano veramente tutto e se si ha del pelo e la si lascia scorrere regala soddisfazioni e risulta abbastanza precisa .  Voto 9 .

Discesa tecnica e stretta : il momento in cui ho avuto più difficoltà in assoluto . Sinceramente non saprei dirVi il perché ma comunque sia non gira sicuramente come vorrei e come sono abituato con altre realizzazioni . In una parola : difficile , ovviamente per il mio livello di conduzione .  Voto 7 1/2 .

Frenata : non abbiamo nemmeno cambiato i dischi poiché la SB 160E non era di nostra proprietà . Sicuramente con dischi BCA il voto sarebbe migliore dato che i Code RSC sono più che onesti ma i dischi … Voto 8 .

Rigidità : la rigidità è a buonissimo livello ma ho provato altre E-MTB ancor più rigide e precise . Voto 9 .

Dotazione : come dice Davide Bonandrini – patron di DSB che colgo l’ occasione di ringraziare – una dotazione faraonica ! Voto 10 .

Motore e componenti elettronici : il nuovo Ep8.01 con il suo nuovo firmware, sistema di comunicazione e modalità di settaggio “Fine Tune” è molto migliorato avvicinandosi moltissimo ai motori al top del mercato . Un filino da nerd il sistema di settaggio con la possibilità di usare sino a 15 livelli d’ assistenza ma prestazioni parecchio incrementate e consumi diminuiti . Da notare che sono stati eliminati completamente i tagli d’ assistenza a alte rotazione (cosa già presente anche sugli ultimi firmware dell’ EP8) ma soprattutto a bassisime rotazioni ! Voto 9 1/2 .

Finiture : basta controllare la bontà dei passaggi cavo per capire che siamo di fronte a una realizzazione che ha veramente pochi uguali ! In marcia poi la silenziosità del tutto conferma quanto si può vedere da fermo .  Voto 10 e lode .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : se volete il massimo dell’ equipaggiamento e una realizzazione pressoché perfetta il prezzo da pagare è molto alto ma … è una Yeti 😉 Voto 7 .

Note finali : come detto nell’ introduzione avevo un ricordo abbastanza negativo di questa SB 160E ma con l’ ammortizzatore perfettamente in ordine di quest’ ultimo esemplare in prova le cose sono parecchio migliorate . La bicicletta è divenuta sufficientemente facile da condurre e si pedala in maniera regale ! Solo se si vogliono ottenere prestazioni da atleta diventa un pochino più ostica da condurre e richiede un discreto impegno fisico . E’ costruita in maniera eccellente e sembra veramente di essere sopra un cuscino d’ aria tanto è silenziosa e priva di rumorosità in discesa . Il motore è veramente molto migliorato e ha prestazioni ormai paragonabili alle migliori unità sul mercato !

 

Voto finale 125 su 140 (più 3 lodi) .

 

Gruppo Sram XO Transmission – Impressioni dopo parecchi Km di utilizzo in E-MTB

12 Lug 2023

Scritto da Gianni Biffi il 12 Luglio 2023 

 

Dopo la prima presa di contatto di Aprile che potete leggere qui e che ci aveva lasciati leggermente perplessi abbiamo proseguito a usare il sistema Sram Transmission o T-type su altre E-MTB che ci sono capitate in test in questi mesi .

Dobbiamo dire che i primi test di fine Aprile erano stati effettuati utilizzando una corona anteriore normale e non del sistema Transmission poiché le corone stesse e i gruppi per E-MTB non erano ancora disponibili e ad oggi la situazione in Sram purtroppo è ancora molto difficile a livello di disponibilità . Il responsabile dei nuovi gruppi Transmission di Sram mi aveva comunque inviato una e-mail informandomi appunto del fatto che se tutti i componenti del gruppo non fossero stati allineati si sarebbero potuti creare dei malfunzionamenti e sinceramente non pensavo che la solo corona anteriore avesse potuto causare questo ma ho dovuto poi ricredermi con l’ utilizzo del gruppo completo : l’ uomo si migliora solo attraverso mille dubbi (cit.) 😉

Infatti mi è ora chiaro che se la catena non entra perfettamente nei denti della corona e del pacco pignoni il sistema non riesce a riconoscere perfettamente il momento di cambiata perché dovete sapere che la cambiata avviene sempre e solo quando il sistema si trova in una certa posizione della catena sul pacco pignoni e se la catena non entra perfettamente nei denti della corona il sistema non riconosce esattamente in punto in cui deve avvenire la cambiata . Spero di aver chiarito con parole il più semplici possibili a tutti Voi il perché l’ utilizzo di corona, pacco pignoni catena e comando Transmission siano indispensabili per il buon funzionamento del gruppo .

Chiarito questo nostro errore iniziale e l’ importanza di avere tutti i componenti allineati veniamo ora alle nostre impressioni dopo un utilizzo abbastanza intenso del gruppo in questione . Possiamo tranquillamente confermare che la cambiata e soprattutto le cambiate multiple sulle E-MTB – possibili solo schiacciando più volte il comando – sono più lente che con un gruppo AXS non Transmission dato appunto che è il sistema stesso a gestire i tempi della cambiata in base a dove si trova posizionata la catena sulla dentatura del pacco pignoni ma sinceramente ciò non ci ha mai causato alcun problema per il nostro uso ludico della E-MTB .

Riguardo invece la possibilità di cambiata sotto sforzo dobbiamo ricrederci nel senso che la cambiata mentre si è in spinta sui pedali è sicuramente possibile e quasi sempre questo avviene velocemente e senza particolari rumorosità . Solo in alcuni saltuari casi si ha una rumorosità leggermente superiore al normale , solitamente a basse rotazioni e velocità , ma la sensazione di fluidità di cambiata anche sotto sforzo rimane comunque ben presente .

Il comando a manubrio wireless che all’ inizio lascia perplessi per il suo posizionamento , diverso da quanto a cui noi tutti siamo abituati , è invece estremamente facile e funzionale da usare e dopo poche cambiate diventa realmente intuitivo e pratico .

Ho avuto anche occasione di urtare la gabbia del cambio Transmission e ho chiaramente avvertito lo spostamento verso l’ interno del cambio stesso e il suo ri-posizionamento quasi immediato sulla corona corretta come Sram ha comunicato a tutti noi e questo immagino salverà il cambio in caso di urto e ancor di più di cadute !

A questo punto , con la presentazione del GX Transmission di ieri e il completamento quindi della gamma verso il basso , personalmente vorrei avere un gruppo Transmission su ogni mia futura bicicletta sia essa tradizionale che E-MTB 🙂

 

 

First Ride Corratec E-Power iLink 180 Race

24 Giu 2023

Scritto da Gianni Biffi il 24 Giugno 2023 .

 

Quando a Novembre 2022 l’ amico Sergio mi comunicava che sarebbe diventato il country manager per l ‘Italia del marchio Tedesco Corratec gli avevo subito domandato del perché di questa scelta per un marchio dallo stile e design strettamente “Germanico” che forse in Italia non ha moltissimo gradimento a livello estetico . Sergio mi spiegava che comunque sia la qualità che il gradimento del marchio in Germania era da considerare altissimo e da qui la sua scelta per questa sua nuova sfida . Sin dall’ inizio mi era stato richiesto di provare , appena possibile , la E-MTB del marchio e avevo accettato di buon grado vista l’ amicizia che mi lega a Sergio . E finalmente nel mese di Maggio arrivava in Pro-M uno scatolone contenente questa E-Power iLink 180 Race subito assemblata per una first ride come promesso .

Sgombriamo subito il campo dai dubbi : Pro-M al momento non è un rivenditore Corratec anche se in futuro magari … Comunque la Race è la versione base delle tre E-MTB top di gamma del marchio con motore Bosch CX Smart System RACE : il miglior motore attualmente sul mercato E-MTB , le altre sono in ordine la Pro e la Factory . Trovate tutte le informazioni sulla E-MTB in test a questo link . Cosa ha di positivo questa E-MTB ? Prima di tutto il motore Bosch RACE ad un prezzo d’ ingresso per le E-MTB equipaggiate con questo motore che è tra i più bassi del mercato , in seconda analisi la sospensione iLink proprietaria che come poterete leggere più avanti funziona bene e inoltre è ben assemblata come nella tradizione dei Tedeschi che trattano l’ alta gamma . Per contro devo dire che l’ estetica non è certo tra le mie preferite (eufemismo per dire che non mi piace per nulla a livello estetico e grafico) ma ho dovuto constatare che a molti non sembra poi così brutta … Anzi la trovano molto massiccia e quindi la percepiscono come molto robusta ed efficiente come del resto sembra proprio essere .

Eccoci quindi in sella per la prima uscita con la E-Power iLink 180 Race completamente di serie a cui ne seguiranno almeno altre 8 per un totale di 230 chilometri percorsi con circa 9000 metri di dislivello +/- , quasi una prova completa ! Per prima cosa i dischi freno Sram dei Code T sono veramente pessimi ! La frenata è lunga e non hai mai la certezza di fermarti dove e quando ti serve . Appena rientrato in Pro-M verranno sostituiti con i soliti BCA Y0D4 che garantiranno da quel momento in poi una frenata onesta ma soprattutto certa e prevedibile . Sicuramente i Code non sono freni con prestazioni eccezionali ma con il cambio dei dischi diventano simili ad altri prodotti sul mercato ben più blasonati e considerati . A parte questo la Race in test è ancora oggi completamente di serie senza nemmeno gli amati inserti nelle gomme Michelin E-Wild per altro molto valide e robuste per uso E-MTB a 360° .

La Race si comporta benissimo in pedalata su terreni lisci , grazie al sistema iLink posteriore che veramente non si muove in pedalata e garantisce ottime velocità di percorrenza e risposta allo scatto , e grazie anche all’ angolo sella di 77° . Per contro in discesa questo sistema sembra pigro inizialmente ma il travel di 180 mm alla ruota gli permette in ogni caso di assorbire ogni urto e di tenere la ruota sembra ben attaccata al terreno . La forcella Rock Shox Yari RC da 29″ con 180 mm di travel – la Race è una mullet – è molto buona per un uso trail / escursionistico senza però raggiungere le prestazioni di scorrevolezza e capacità di assorbimento della sorella maggiore ZEB Ultimate o delle concorrenti con steli da 38 di casa Fox e Ohlins . La rigidità della Yari è più che sufficiente comunque per l’ uso a cui è destinata e per le mie velocità di percorrenza 😉 Oltre ad assorbire molto bene tutto ciò che incontra in velocità sul terreno rendendola quindi parecchio stabile la 180 Race gira veramente molto bene anche sul tecnico stretto probabilmente anche perché è una taglia 42 . In effetti le taglie proposte – solo tre – sono 42 , 48 e 52 con il risultato che la 42 è all’ atto pratico una Small molto lunga o una Medium piccolina come piace a me ; un problema probabilmente per le persone di bassa statura che non troveranno la taglia esatta per loro .

Detto ciò di motore , sospensioni e freni veniamo al resto della componentistica che risulta ben allineata al prezzo di vendita e in cui spiccano per scorrevolezza le ruote ZZYZX Cross Attack e gli pneumatici Michelin E-Wild 29″ x 2.6 anteriore e 27,5″ x 2.8 al posteriore .

Per terminare posso sicuramente dire che chi vuole avere il miglior motore attualmente disponibile – senza se e senza ma – può considerare questa Corratec come un’ ottima enduro con sospensioni da 180 mm che risulta poi all’ atto pratico anche molto ben costruita e con ottime caratteristiche di conduzione . Se poi l’ equipaggiamento della Race Vi sembrarà poco adatto a Voi potrete sempre optare per le versioni Pro o Factory anche se il prezzo lieviterà allineandosi alle altre E-MTB con motore Bosch RACE presenti sul mercato … Comunque Vi possiamo assicurare che la Race da noi provata è molto più di quello che un biker normale possa necessitare . Insomma il mezzo giusto al prezzo giusto considerando appunto il “grey power” presente tra le pedivelle 😉