
Scritto da Gianni Biffi il 15 Luglio 2026 (Chilometri percorsi 608 – Periodo di prova 90 giorni)
A distanza di circa 15 mesi dalle prime prove della Amflow PL quest’ anno siamo saliti su questa nuova PX Carbon PRO che è praticamente nuova in quasi tutte le sue componenti telaio , carro , motore e batteria inclusi . In pratica un prodotto completamente nuovo e anche nell’ utilizzo ben superiore alla vecchia versione . Abbastanza impressionante la dimensione estremamente contenuta del tubo obliquo che contiene la nuova batteria ad alta densità da 700 Wh : sembra quasi di essere in presenza di una MTB tradizionale senza motore !
Abbiamo ovviamente kittato la nostra PX con il kit BCA completo composto da freni , dischi Hu4c , pastiglie , attacco manubrio e pedivelle da 155 mm all’ inizio e poi da 135 mm quando sono diventate disponibili . Che dire con le 135 mm posso tranquillamente eleggere la PX a miglior scalatrice mai provata : uno “stambecco” inarrestabile !!! Anche le ruote Graf Works Enduro con raggi Berd , cerchi in carbonio We Are One e mozzi I9 Hydra2 sostituite alle originali hanno migliorato e non poco la conduzione sullo scassato in discesa ma di questo abbiamo già parlato ampiamente in una nostra “first ride” delle ruote stesse che avrete già letto sul blog . Per maggior completezza e chiarezza poi potete anche leggere la nostra first ride della PX qui .
Estetica : ancor più snella di ogni altra E-MTB vista sino ad oggi e in colorazione grigio pastello molto elegante mi è piaciuta a prima vista anche se l’ estrema somiglianza con la vecchia versione PL inizialmente non mi aveva fatto gridare la miracolo . Ma alla fine la PX è veramente molto bella e snellissima . Voto 10 .
Posizione di guida : dopo l’ esperienza della PL dello scorso anno in taglia Large quest’ anno ho preferito tornare sulla solita Medium dato che io prediligo le biciclette piccole essendo alto Mt. 1,76 . La prima uscita è stata abbastanza strana dato che , avendo anche un angolo sella molto avanzato , all’inizio mi sembrava di essere sin troppo corto ma sono bastate due uscite per abituarmi e trovarmi quindi a mio agio . Voto 9 .
Sospensioni : Fox Factory 36 all’ anteriore e Fox Float Factory al posteriore unito ad un ottimo carro a quattro punti d’ infulcro (ma purtroppo senza giunto Horst) di ottima fattura e con un buon sostegno della sospensione posteriore stessa . L’ aver alzato il giunto sul fodero basso (ex Horst link) ha dato maggior stabilità in pedalata alla PX ma ha reso il carro completamente rigido – dato che tende ad aprirsi la sospensione – in frenata ! Fastidiosissimo il rumore quasi metallico che arriva dal carro bloccato se si frena decisi in discesa !!! Scelta secondo il mio personale parere estremamente discutibile … Ma ormai nessuno guarda più queste cose purtroppo 🙁 Voto 7 .
Salita scorrevole : il nuovo motore M2s è il re indiscusso delle odierne prestazioni e quindi se si mette in turbo si sale sempre a limitatore di velocità 25 Km/h praticamente ovunque a scapito però di consumi molto elevati . Comunque nessun altro motore può competere con questo ! Voto 10 e lode .
Salita tecnica : qui è ancora più impressionante !!! L’ ottimo carro posteriore unito a una specie di controllo di trazione le conferiscono una capacità di fare velocità sul rotto che nessun altra E-MTB attualmente può avere ! Anche nel tecnico stretto basta saper mantenere le rotazioni a livelli molto bassi e lei ti porta su dappertutto ! Le pedivelle BCA corte da 135 mm sono poi un vero “game changer” in questi frangenti e permettono velocità veramente uniche e impressionanti oltre ad alzare in modo incredibile la maneggevolezza della PX !!! Se fosse possibile dovrei dare 10 lodi alla PX in questo caso ! Voto 10 e lode .
Single-track : sempre grazie alle pedivelle da 135 mm e al peso contenuto (sotto i 21,5 Kg sulla bilancia) è veramente agilissima e divertentissima . Voto 10 .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : abbiamo corretto l’ angolo di sterzo usando una calotta -1° (fornita nel kit accessori di serie) portando lo sterzo a 63° anche se la forcella con steli da 36 non è rigida al confronto con altre forcelle disponibili sul mercato ma direi comunque valida nel 95% delle discese affrontate grazie anche ai raggi tessili Berd delle ruote che le conferiscono miglior assorbimento delle asperità . Certo che con una forcella da 38 potrebbe essere ancora meglio . Voto 8 .
Discesa tecnica e stretta : il peso contenuto e le ottime unità ammortizzanti permettono di fare passaggi tecnici e lenti come con poche altre . Voto 10 .
Frenata : i freni Magura con i dischi originali sono veramente uno dei peggiori impianti mai usati . Noi li abbiamo subito sostituiti con i BCA EL02 completi di dischi BCA Hu4c e penso di non aver mai avuto una E-MTB con prestazioni in frenata come questa PX. Voto 5 (10 e lode con impianti e dischi BCA) .
Rigidità : più che buona considerando il peso e la tipologia di utilizzo trail . Voto 9 .
Dotazione : buona per il tipo di utilizzo e per il prezzo di vendita fatto salvo per i freni Magura . Voto 8 .
Motore e componenti elettronici : solo provandola si può capire come il sistema Avinox M2s sia veramente unico per la fluidità , il controllo , la potenza e la coppia di questo sistema che ha fatto un salto in avanti se comparato al suo predecessore M1 sulla carta incredibilmente alto . Ma non sono i watts o i Nm quelli che impressionano sul campo ma bensì l’ accresciuta fluidità di utilizzo che ora permette di usare la PX anche con assistenze alte (trail e turbo) senza mai essere messi in difficoltà dalla spinta . Basta pedalare regolari e costanti e si viaggia a velocità sconosciute agli altri in totale tranquillità e sicurezza !!! La nuova batteria da 700 Wh consuma un 8-10% meno della vecchia da 800 Wh ma ovviamente le percorrenze sono alla fine simili proprio perché è stata scelta la via di nuove celle più piccole ma con minori watts totali . Voto 10 e lode .
Finiture : tutto è al posto giusto e la costruzione è molto accurata tanto che la PX è anche molto silenziosa e consistente oltre ad essere verniciata in modo impeccabile e resistente alle piccole scheggiature nell’ uso in montagna . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando tecnologia, peso contenuto e dotazione direi allineato al mercato attuale . Voto 9 .
Note finali : sicuramente la migliore E-MTB all mountain / trail del mercato attuale e la miglior scalatrice sui trails di alta montagna dove sinceramente mi sembra giochi in un categoria diversa : nessun altra E-MTB mi hai mai dato queste impressioni di capacità assoluta di scalare ogni sentiero a velocità sconosciute agli altri e con grandissimo divertimento e totale sicurezza !!!
Cosa ci è piaciuto di più :
– Unica ed entusiasmante in salita : mai avuto una E-MTB così valida sul tecnico e sullo stretto .
– Fluidità e controllo della trazione .
– Peso basso per una full power con prestazioni di riferimento assoluto del motore / batteria .
– Autonomia molto buona per una 700Wh .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Freni Magura
– Carro posteriore senza giunto Horst
Voto finale 125 con 4 lodi (130 con dischi freno BCA) su 140 .
Scritto da Gianni Biffi il 6 Luglio 2026 .
Dopo lunga attesa , poiché in Mondraker prima si producono le M/L e poi le M , abbiamo messo le mani su una Zendit RR S in taglia medium e in colorazione verde smeraldo che secondo il mio modesto parere è la colorazione più bella . Come tutti sapranno la Zendit è la prima e nuovissima trail bike / enduro bike di Mondraker equipaggiata con il sistema Avinox M2S e con escursione alla ruota di 170 mm all’ anteriore e di 165 mm a posteriore (trovi tutte le caratteristiche al seguente link) . Il peso totale in taglia Medium e con pneumatici e salsicciotti come piace a noi è appena inferiore ai 23 chilogrammi e abbiamo subito provveduto a montare i dischi BCA Hu4c e le pedivelle , sempre di produzione BCA , da 135 mm che ormai sono diventati prodotti irrinunciabili su tutte le E-MTB che testiamo data l’ enorme differenza di prestazioni e rendimento di questi due prodotti : dei veri GAME CHANGER secondo il nostro modestissimo parere !!!
Sulla carta poi , ma fortunatamente anche nel mondo reale , gli ingegneri di Mondraker per la prima volta non hanno veramente sbagliato nulla (adesso comprenderete quel FINALMENTE !!! del titolo) !!! Insomma secondo me questa è la Mondraker più prestante ma anche più facile mai costruita !!! Infatti la Zendit ha tutte le caratteristiche che un Utente “sgamato” e veloce vuole dato il DNA del Marchio ma non per questo mette troppo in difficoltà dei neofiti come succedeva sino a ieri salendo su un prodotto Mondraker sicuramente votato ad essere velocissimo e stabile sul veloce ma molto poco intuitivo e facile sullo stretto probabilmente grazie all’ indole sportiva del Marchio ma anche a un’ altezza dei movimenti centrali forse sin troppo alta e che andava spesso ad inficiare sulla manovrabilità del mezzo alle basse velocità . Oggi con il movimento a 340 mm (con il flip chip posizionato su LOW) e quindi allineato alla normalità del mercato , la Zendit non diventa la E-MTB più facile e maneggevole del mondo ma non è nemmeno più così difficile e impegnativa come altri prodotti immessi sul mercato in passato dal Marchio di Alicante .
FINALMENTE : dopo tantissimi anni dato che sono stato uno dei primi fans di Mondraker , una Mondraker che se la gioca in tutto e per tutto con le migliori E-MTB presenti sul mercato senza dover sempre pensare e dire che sul veloce è una lama come pochissime altre ma sul tecnico / guidato a basse velocità si pagava un prezzo abbastanza evidente e la bicicletta diventava quindi un oggetto riservato a pochi e che richiedeva comunque un adattamento ad una guida sempre molto aggressiva ed impegnativa per uno “scarso” come ritengo essere io . Oggi mi sento di poter consigliare questa Zendit a chiunque abbia un minimo di esperienza di conduzione in fuoristrada senza remora alcuna e dato che io sono uno che dice sempre la verità questo è un valore aggiunto non da poco quando devo parlare ad altri bikers della Zendit !
La mia first ride ad oggi mi ha portato sui sentieri più disparati avendo percorso sino ad ora 385 chilometri con più di 10.000+/- metri di dislivello con grandissimo divertimento e con prestazioni in tutte le situazioni sempre al top delle mie possibilità di guida ! Velocissima e precisa , come tutte le Mondraker , sul veloce e con un buon assorbimento delle due unità ammortizzanti che la fanno letteralmente volare sopra gli ostacoli e nelle pietraie ma non per questo poco maneggevole o impegnativa a velocità più adatte al mio utilizzo escursionistico in alta montagna . Le pedivelle da 135 mm hanno poi conferito alla Zendit una manovrabilità sia in salita che in discesa sconosciuta a moltissime altre E-MTB tanto che – come mi era già successo con un’ altra E-MTB per uso enduro da cui scendevo nei mesi passati – mi è addirittura sembrato che i tornantini in salita che prima affrontavo con timore e incertezze sono diventati delle paraboliche su cui appoggiarsi e girare a velocità sino ad oggi a me del tutto sconosciute !!! Anche in discesa poi con le 135 mm la Zendit è veramente immediata nei cambi di direzione e negli inserimenti in curva : quasi mai una difficoltà soprattutto se si lasciano scorrere le ruote quel tanto che basta per sfruttare la rigidità e la precisione del telaio e il grande sostegno della forcella Fox Podium a steli rovesciati . Ecco se proprio devo trovare un problemino alla Zendit RR S questo è proprio la scelta della forcella anteriore a steli rovesciati che se da un lato ha un carico di stacco iniziale veramente eccezionale e un sostegno a centro corsa veramente degno di nota per le mie capacità di guida non è esattamente ciò che vorrei nel tecnico lento e stretto dove mi sembra che il manubrio giri prima della ruota … Ora è vero che non sono un fan delle forcelle upside-down nel mondo MTB e che se hai delle remore nel tuo cervello circa questi prodotti magari le sensazioni si ingigantiscono facendoti sembrare tutto accentuato e dando così poca fiducia nella conduzione alla forcella ma sinceramente non cambierei una forcella tradizione con questa Podium nel lento stretto anche se devo riconoscere alla stessa una scorrevolezza e un sostegno veramente molto buono come già detto .
Per finire due parole sul lavoro della sospensione Zero posteriore che a differenza di alcune precedenti applicazioni di questo cinematismo è diventata più sostenuta sul fondo corsa e si comporta sempre molto bene sia sul pedalato sia quando in discesa prendi in mano il freno posteriore : insomma uno dei cinematismi più efficienti ad oggi sul mercato . Non posso non esprimere una lode al sistema Avinox di cui abbiamo già ampiamente parlato in altre prove di prodotti con esso equipaggiati ma soprattutto devo sottolineare ancora una volta l’ eccezionalità delle prestazione dei dischi freno BCA Hu4c che se accoppiati con le proprie pastiglie carbo-metalliche trasformano il freno SRAM Maven in uno dei miglior freni mai usati . Certo si può avere ancora di più da freni meno commerciali del Maven ma credetemi che i dischi e le pastiglie BCA trasformano anche un Maven in un’ assoluta eccellenza del mercato !
Il test continuerà durante l ‘estate ; continuate a leggerci !
Scritto da Gianni Biffi il 10/06/2026 .
444,80 chilometri percorsi in questo primo mese di utilizzo : basterebbe questa percorrenza per farVi capire quanto ci sia piaciuta la nuovissima Dreadnought E ! Ma come sempre andiamo con ordine : poco prima del ponte del 1 Maggio ricevo un chiamata dall’ amico Ale che mi informa che il primo container di Forbidden 2026 è finalmente arrivato in Italia . Il tempo di fare il pieno di gasolio e sono già in Tribe Distribution per ritirare i primi pezzi di Druid E e Dreadnought E disponibili per noi . Inutile dire che il 1 Maggio ero già sulla Dreadnought E T1 anche se praticamente in versione originale ma la curiosità era altissima in me !
Le prime uscite in quel lungo weekend di ponte sono servite a regolare gli appoggi , rodare le pastiglie freno originali e sistemare , anche se in modo embrionale , le due unità ammortizzanti ma soprattutto a sostituire i pessimi dischi freno originali con dei ben più performanti BCA Hu4c ! Poi Venerdì 8 Maggio incontro con i Canadesi di Forbidden e alcuni colleghi ancora presso Tribe Distribution con una bellissima giornata di riding sui sentieri attorno al Monte Alpet . Anche in questa divertentissima uscita mi sono reso conto che la forcella anteriore era ancora troppo scarica di molla e quindi appena rientrato a casa ho provveduto a gonfiare ancora la camera aria . Alla fine posso dire che la tabella di setting fornita da Rock Shox è particolarmente bassa : pensate che ad oggi ho trovato il giusto feeling con circa 30 psi in più di quanto indicato per il mio peso . Abbiamo anche provveduto a sostituire le pastiglie metalliche originali (ovviamente con delle BCA carbo-metalliche) che oltre a fare parecchio rumore di sfregamento non hanno potenza frenante sufficiente nemmeno con i dischi freno BCA .
La Dreadnought E così settata mi è piaciuta tantissimo tanto da considerarla già oggi una delle migliori E-MTB mai utilizzate : facile , con una distribuzione di pesi pressoché perfetta tanto da farla sembrare più leggera dei sui 23,500.- chilogrammi reali , ben piantata per terra ma non per questo difficile da far girare nel tecnico stretto, con una forcella che secondo me è attualmente il riferimento assoluto per uso gravity, con freni che in questa configurazione con dischi e pastiglie BCA sono tra i migliori freni mai usati, con un carro estremamente plush ma non per questo poco reattivo sul rotto e infine con il solito sistema di motorizzazione Avinox che è sempre una spanna (uso un eufemismo) sopra a tutti gli altri !!!
Ultima ciliegina sulla torta poi la sostituzione delle pedivelle originali da 155 m con dei prototipi di pedivelle BCA da 135 mm e qui si è aperto un nuovo mondo fatto di sicurezza, facilità di conduzione in salita tecnica e di estrema maneggevolezza in discesa !!! Penso proprio che non userò mai più una E-MTB senza le pedivelle BCA da 135 mm !!! In salita non si zappa praticamente più, sul tecnico la facilità di spinta a bassissime rotazioni e la facilità nelle ripartenze e veramente incredibile e in discesa poi – con grandissimo mio stupore perché non ci avevo mai fatto mente locale – la Dreadnought gira come fosse una bicicletta con angoli meno distesi e con un interasse molto più corto !!! Insomma una vera rivoluzione e una graditissima sorpresa che non avrei mai potuto immaginare se non avessi provato sulla mia pelle questi evidentissimi vantaggi . Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e non fatene uso se usate la E-MTB in piano o lungofiume perché dopo i 25 Km/h la minor leva Vi impedirà ovviamente quasi di pedalare : sino a che c’è il motore tutto ok ma oltre …
Concludo dicendoVi che ovviamente la prova continuerà nei prossimi mesi ma che già da ora considero la Forbidden Dreadnought E una tra le migliori E-MTB che ho la fortuna di poter usare e penso che mi farà compagnia per molto tempo ancora !!!
Difetti sinceramente faccio fatica a segnalarne anche se un non Milanista probabilmente non gradirà la colorazione … E poi certo un problema grosso esiste : sono già praticamente sold out !!! Stiamo affannosamente cercando di avere qualche fornitura extra per soddisfare le richieste della nostra Clientela : sperem 😉
Scritto da Gianni Biffi il 02 Giugno 2026 .
Verso metà Marzo ricevo un messaggio dall’ amico Riccardo C. che mi propone di provare in anteprima le nuovissime ruote per uso enduro di Graf Works . Ovviamente , dato che tutti Voi sapete quanto sono curioso e assetato di poter testare cose nuove , accetto con entusiasmo ed ecco che il 24 Aprile le ruote sono in Pro-M . Bellissime anche se il peso di circa 1750 gr. è allineato ad altri prodotti ma queste promettono grandissime prestazioni e un comfort di guida superiore ad altre ruote in carbonio .
Le ruote sono così assemblate dai tecnici Graf works :
Mozzi: la parte semplice e più comune delle nuove ruote ma non per questo da sottovalutare. Sono i nuovi Hydra2 di Industry Nine. Rispetto alla generazione precedente hanno notevolmente rinforzato asse, cuscinetti e isolamento degli stessi per andare in contro alle esigenze delle E-MTB di ultima generazione.
Cerchi: sono i nuovi “We Are One – Triad” con tecnologia “convergence” che permette ai nipples di avere l’inclinazione ideale rivolta verso le flange. Inoltre la loro forma consente di aumentare la rigidità torsionale senza diminuire la “radial compliance” ovvero la capacità del cerchio di flettere in maniera radiale per smorzare gli urti. Tutti i cerchi We Are One sono “Made in Canada” e godono di garanzia a vita anche in caso di impatto.
Raggi: i raggi BERD Spokes “Polylight” hanno una costruzione tessile in Dyneema® che ha delle caratteristiche uniche, riassumendo le più interessanti :
Fatta dunque questa doverosa descrizione che è il preambolo alle nostre prove abbiamo montato le ruote sulla nostra Unno Mith PRO e successivamente sulla nuovissima Amflow PX Carbon PRO che stavamo provando in questi mesi e abbiamo usato le ruote stesse praticamente in tutte le condizioni possibili . Siamo partiti dal bike park di Colazza , che molti di Voi conoscono , con sentieri ben puliti e preparati per finire a sentieri di montagna naturali con pietre piantate , gradoni , pietraie con sassi smossi , radici e quant’altro è usuale trovare sui sentieri dell’ arco Alpino .
Prima uscita , sarà per l’ effetto placebo ma effettivamente mi sembra che le ruote Graf Works siano veramente comode , facciano da pre-ammortizzatore e tagliano parecchio le vibrazioni indotte dal terreno … Una sensazione simile , anche se solo nei passaggi con impatti importanti , l’ avevo avuta con i primi inserti degli pneumatici circa 10 anni fa ma queste ruote tolgono anche le vibrazioni dal manubrio : veramente incredibile . Aspettiamo però di usarle in altri ambiti diversi dai sentieri preparati di Colazza e sicuramente più impegnativi per le ruote e per la E-MTB su cui sono montate .
Eccoci quindi in val Brembana dove abbiamo percorso in lungo e in largo sentieri e carrareccie a noi ben conosciuti e nonostante una mano malandata abbiamo sempre potuto apprezzare il comfort e la qualità di conduzione indotta dalle ruote Graf Works grazie soprattutto ai raggi tessili Berd Polylight . Veramente una grandissima sorpresa ! Non sono diventato il campione del mondo DH per certo , ma la qualità di conduzione e anche le mie pur relative velocità di percorrenza sul rotto sono notevolmente cresciute ! E poi cosa non meno importante queste ruote tolgono fatica e quindi permettono di guidare con più attenzione e sicurezza in condizioni di rotto specialmente se affrontato a velocità per me elevate . A tal proposito ricordo ancora una discesa nella parte alta della Via Priula dove sulle petraie mi sembrava letteralmente di “volare” sopra le pietre smosse del tracciato . Insomma una vera libidine in tutta tranquillità e totale sicurezza !
Nulla da eccepire poi riguardo alla rigidità torsionale delle ruote che , pur non raggiungendo la rigidità e conseguente precisione delle ruote con cerchi Enve , risultano perlomeno pari a tutte le altre ruote in carbonio che abbiamo provato in tutti questi anni .
Per finire , considerando l’ esclusività del prodotto , anche il rapporto qualità / prezzo è del tutto accettabile e dato che ogni ruota è costruita a mano e con i materiali che il Cliente desidera assemblare (custom made) Vi invitiamo a contattarci per avere un ‘offerta che soddisfi in toto le Vostre eventuali esigenze .
Il test continua dato che questa prima coppia abbiamo deciso di usarla a lungo 😉
Scritto da Gianni Biffi il 06 Maggio 2026 .
Quando è stata presentata in anteprima a noi Dealers del marchio ho dormito male per più di una notte pensando fosse troppo simile alla precedente PL Carbon PRO dello scorso anno e che comunque il mercato avesse bisogno di qualche cosa di più innovativo e enduristico . In effetti seppur molto, molto bella con il telaio incredibilmente piccolo e raccolto grazie anche al tubo obliquo contenente la nuova batteria da 700Wh con nuove celle ad alta densità e il nuovissimo motore M2 s al top della gamma Avinox la PX non mi convinceva del tutto poiché mi aspettavo un prodotto del tutto nuovo nella linea e molto più votato all’ uso gravity .
Come detto la PX è comunque molto bella e slanciata e tutto sembra essere al posto giusto per una trail bike : leggera il giusto – circa chilogrammi 20,60 – con molte possibilità di aggiustamento delle geometrie grazie ad un flip chip sul carro che può ospitare anche una ruota da 29″ , un flip chip sull’ ammortizzatore e due calotte per aprire / chiudere l’ angolo di sterzo rispettivamente di 0,5 e 1° . Potete trovare tutte le specifiche della PX al seguente link .
Con queste remore mentali quando è arrivata in Pro-M ho iniziato il montaggio della PX con tutti gli accessori BCA quali freni , dischi freno Hu4c , attacco manubrio e pedivelle oltre ad usare la calotta sterzo -1° portando così l’ angolo di sterzo statico a circa 63° . Finalmente il 9 Aprile scadeva l’ embargo imposto da Amflow e potevo iniziare a testare la nuova PX Carbon PRO con ruote mullet in carbonio originali Amflow . Ebbene già dalla prima uscita la sensazione di avere una E-MTB molto diversa dalla precedente PL è stata evidente : il motore , che io normalmente utilizzavo quasi esclusivamente in assistenza AUTO con la PL , qui sembrava leggermente più docile e fiacco tanto da farmi dire in una fase iniziale che era meno veloce in AUTO del precedente ! Puoi trovare le miei prime impressioni sui due motori qui . Inoltre anche la ciclistica della PX è veramente parecchio diversa dalla PL : più rigida , con un avantreno che concede molta più confidenza sul ripido e sullo scassato e comunque sempre molto agile e leggera nella conduzione .
Ad oggi , data in cui scrivo questa first ride , ho percorso circa 450 chilometri con la PX in ogni condizione e devo dire che gli ingegneri Amflow hanno fatto un lavoro veramente incredibile che sfugge all’ occhio di chi guarda la PX con sufficienza considerandola uguale alla PL : si tratta di un’ evoluzione importante sia in termini di assistenza del sistema motore / batteria che della guidabilità conferita dal nuovo telaio /carro .
Ma andiamo con ordine e partiamo dal sistema motore / batteria M2 s che si pone al vertice della gamma Avinox con ben 1500 W di potenza di picco e 150 Nm di coppia . Vorrei farVi notare che questi valori sono ottenibili solo ed esclusivamente con la nuova batteria da 700Wh mentre se si usasse la vecchia da 800Wh i valori scenderebbero a 1300 Wh e a 130 Nm come succede agli altri assemblatori di questo sistema . La nuova batteria da 700 Wh pesa quasi 800 grammi in meno di quella da 800 Wh e grazie alle celle ad alta densità progettate in esclusiva per Avinox ha una resa addirittura superiore a quella da 800W valutabile in circa un 6-8% di maggior efficienza che però poi vengono compensati dai 100 Wh in meno presenti a bordo . Il motore M2 s è sicuramente meno energivoro dello M1 ma il fatto di avere meno Wh lo porta poi ad un’ autonomia pari o leggermente inferiore a quella ottenibile dallo M1 con batteria da 800 Wh . Per contro il motore è molto più fluido e sfruttabile del vecchio M1 (che già si distaccava in questo dalla concorrenza) e , anche se confermo che in AUTO spinge un filino di meno , le assistenze TRAIL e TURBO sono parecchio più usabili e sfruttabili con grande fluidità e facilità di conduzione . In pratica hanno addolcito la gamma dell’ erogazione su tutte le assistenze facendo diventare ancor più facile e fruibile il sistema di quanto non lo fosse già quello dello M1 : FANTASTICO !!!
Per quanto riguarda invece il telaio con il setting carro corto e ruota da 27,5″ , flip chip dell’ ammortizzatore in LOW e calotta sterzo -1° la PX è parecchio migliorata anche nella parte discesistica e concede molta più precisione e confidenza sul tecnico e sullo scassato oltre ad aver acquisito anche una maggior stabilità sul veloce che potrebbe forse essere ancora migliorata probabilmente con l’ allungamento del carro . Devo anche sottolineare che ho cambiato le ottime ruote originali con ruote dotate di mozzi Industry Nine Hydra 2 , cerchi in carbonio We Are One Traid e soprattutto raggi tessili Berd Polylight che hanno un assorbimento delle vibrazione e degli urti del 200% superiore ad un normale raggio in acciaio . Risultato finale avere una PX ancor più veloce , confortevole e sicura sul rotto : ricordo ancora oggi una fantastica discesa dal passo San Marco sulla prima parte della Via Priula che ho percorso a velocità per me inusuali e con grandissima sicurezza sui tratti con sassi smossi !!! Ma non mi dilungo oltre su queste ruote che saranno oggetto di un’ altro mio scritto al più presto possibile .
Una particolarità negativa per il mio modo di condurre l’ ho trovata in queste prime uscite e si riferisce alla poca presenza dell’ anti rise su questa PX probabilmente dovuta al fatto che si è rinunciato ad un vero e proprio giunto Horst (presente sulla PL precedente) in favore di un giunto posizionato leggermente più in alto rispetto al perno della ruota e che probabilmente favorisce l’ anti squat ma penalizza la PX in frenata aprendo la sospensione e trasformando il lavoro del carro come fosse un monocross … Immagino possa trattarsi di scelte progettuali che personalmente non condivido del tutto .
Insomma per terminare queste mie prime impressione forse sin troppo estese (ma il prodotto lo merita IMHO) devo dire che ho dovuto ricredermi e constatare che la PX è sicuramente molto migliorata se confrontata con la già ottima PL . Vale la pena di cambiare una PL con una PX ? A questa domanda posso rispondere che già la PL era un prodotto che ha cambiato il mondo delle E-MTB sicuramente in meglio e che questa PX alza ancora l’ asticella non tanto per i numeri dichiarati ma per la fruibilità reale della E-MTB in questione . Continueremo comunque a testare la PX nei prossimi mesi e Vi aggiorneremo .
Scritto da Gianni Biffi il 24 Aprile 2026 .
Durante il mio “lavoro” nel fornire indicazioni e informazioni sui social ho avuto modo di esprimere ultimamente le mie impressioni sul nuovo motore Avinox M2 s confrontandolo con il vecchio (si fa per dire) M1 . Al fine di non perdere queste mie prime impressioni ritengo utile raggrupparle come segue qui sul Blog .
Scritto da Gianni Biffi il 24 Febbraio 2026 .
Lunedì 16 Febbraio ore 09:00 ritrovo da Cicli Snoopy a Como per il Dealers test della nuovissima Levo R .
Davanti al negozio sono schierate circa 20 Levo R Expert di colore verde che aspettano solo di essere testate . Ognuno di noi provvede a settare la propria Levo R come meglio preferisce e poi accompagnati dall’ amico Fabio e dai ragazzi di Specialized Italia ci spostiamo nel parco della Spina Verde : praticamente un parco giochi con svariate salite e discese di livello medio che sembrano essere state disegnate per apprezzare le caratteristiche della nuova Levo R . Questa versione della Levo di 4 generazione è praticamente una trail bike da circa 22 chilogrammi di peso (in questa versione Expert Carbon) con escursione 140 anteriore e 130 posteriore dotata di forcella Fox 36 SL e ammortizzatore Fox Float Genie . Completano la dotazione due ruote in carbonio , cambio Sram GX AXS e freni Sram Motive . Angolo di sterzo di 65° regolabile più o meno 1° tramite l’ apposita calotta dello sterzo fornita con la Levo e ruote da 29″ – insisto nel dire che le full 29″ hanno un vantaggio non trascurabile nell’ uso trail in salita – con flip chip per regolare lunghezza del carro e altezza movimento come ci ha ormai abituato Specialized da tempo . Insomma un completamento della gamma Levo 4 orientata al trail riding leggero .
Dopo aver fatto aspettare tutti perché il mio pod di comando cambio non era stato accoppiato al cambio stesso finalmente si parte per un giretto molto divertente che si rivelerà alla fine essere di circa 24 chilometri per circa 800 Mt+/- di dislivello . Come succede sempre per tutte le Specialized la Levo R sembra sia stata cucita addosso a me ed è veramente di una facilità di conduzione e leggerezza di guida quasi oltre il suo peso peraltro non altissimo . Il motore nella sua ultima release con 810 W di potenza massima e 105 Nm di coppia sembra ancora più fluido e veloce della versione precedente e stacca oltre i 25 Km/h in maniera praticamente non avvertibile : bel lavoro svolto dagli ingegneri Specialized . In salita tutto funziona con una leggerezza e una facilità di conduzione che fa sembrare la Levo R praticamente inarrestabile e il limite sono sempre e solo io che la conduco . Sulle discese poi della Spina Verde molto fluide e scorrevoli non si sente la mancanza di corsa delle due sospensione e la Levo è sempre molto facile e giocosa . Rientriamo alla base e personalmente l’ unica nota negativa che ho trovato in questo primo contatto sono i freni che probabilmente hanno bisogno perlomeno di dischi più performanti e la mia 36 SL che purtroppo è andata stuckdown riducendo così la corsa utile a circa 7/8 centimetri dai 14 iniziali 🙁
Rientrati da Cicli Snoopy pranziamo tutti insieme e ci scambiamo le pirmissime impressioni e posso constatare che la Levo R ha fatto una buonissima impressione a tutti noi dealers del brand eccezion fatta appunto per l’ impianto frenante che per molti è risultato migliorabile . Nei giorni successivi ho poi portato la Levo R su percorsi più impegnativi e devo dire che quando i percorsi si fanno di tipologia “Orobica” e quindi con passaggi più tecnici e impegnativi e con rocky garden abbastanza impegnativi e rotti la forcella risulta avere un pò poca corsa e bisogna avere più capacità di conduzione e attenzione dati i continui fondi corsa della stessa con conseguente pericolo di impuntarsi se non si ha il dovuto mestiere e la dovuta attenzione visto anche l’ angolo di sterzo di 65° .
Per finire mi sono poi recato a Colazza dove ho percorso i vari trail preparati dai Lupi del Cornaggia e dove sicuramente ci si può divertire come con poche altre E-MTB a condizione di avere delle velocità di percorrenza dei trail adeguate alle escursioni ridotte . Anche i due pneumatici Specialized Purgatory mostrano un pochino il limite in discesa e se volete appunto giocare su trail preparati Vi consiglio di usare in queste occasioni pneumatici enduro più aggressivi e performanti .
Per finire , dopo circa 120 chilometri percorsi con più di 5000 Mt+/- di dislivello posso solo dire che questa Levo R può essere la E-MTB adatta a chiunque cerchi una E-MTB molto facile e rilassata che permetterà a tutti di divertirsi con facilità e sicurezza su quasi tutti i percorsi di montagna e easy bike park . Se invece cercate una E-MTB più performate per uso più discesistico o enduro la Levo 4 o altri modelli che verranno a completare la gamma Vi aspettano .
Scritto da Gianni Biffi il 08 Gennaio 2026 .
Già a Luglio 2025 avevamo avuto l’ occasione di provare brevemente la Velduro Rogue in anteprima – potete leggere quelle impressioni qui – rimanendo favorevolmente impressionato dalla Rogue prototipo che aveva una sospensione posteriore veramente eccezionale come reattività . Quindi quando Luka mi ha contattato per farci avere una Rogue in prova ho ovviamente accettato con grande entusiasmo . Prima di Natale un Lunedì ecco arrivare in Pro-M Luka e la Rogue che purtroppo mi accorgo subito essere in taglia Large e quindi troppo lunga per me che amo le E-MTB piccole e raccolte 🙁 Luka mi dice che alla fine non è poi così lunga e mi convince comunque a tenerla per un certo periodo per un test durante il periodo della vacanze Natalizie e di fine anno . Ecco quindi che abbiamo percorso quasi 230 chilometri con circa 8000 Mt +/- su questa Rogue .
Devo subito dire che la taglia Large ha influito negativamente sulle mie sensazioni di guida ma alla fine aveva ragione Luka : la Large non è poi così lunga come altre e la conduzione è sempre risultata facile e intuitiva . Insomma fuori taglia sicuramente ma le impressioni non sono state per nulla negative : chissà quando potrò provare una Medium in ordine assemblata e settata come vorrei io !!!
Dico questo perché oltre alla taglia troppo grande ho avuto problemi con una forcella che secondo me avrebbe bisogno di una bella revisione e che è sempre risultata troppo “gnucca” e frenata . Con un motore che probabilmente è stato probabilmente affogato con lavaggi ad alta pressione o altro da chi l’ ha usata prima di me e che trascinava in modo esagerato in alcune occasioni soprattutto con il freddo del periodo . Con dei dischi freno non sono certo tra i miei preferiti in confronto a ciò che sono abituato e l’ allungamento degli spazi di frenata ha influito non poco e negativamente nella conduzione . Se per ultimo – ma non meno importante in questo periodo invernale – poi aggiungiamo gli pneumatici troppo morbidi di carcassa e con un posteriore ormai consumato Voi capirete che questa prova è stata falsata da troppe negatività che alla fine hanno condizionato non poco le mie impressioni generali .
Ecco perché ho interrotto il test anzitempo e non sono riuscito ad avere impressioni complete per un test più approfondito . Ciò nonostante devo confermare anche in questo caso il cinematismo della sospensione posteriore lavora in maniera veramente eccezionale con una fluidità , una reattività e una progressione degni veramente di nota . Ottima in pedalata e molto buono l’ anti rise in frenata . Il carro rimane sempre ben attaccato a terra e garantisce trazione e fluidità di funzionamento veramente molto, ma molto buone ! Se a questo aggiungiamo un’ ottima stabilità sul veloce grazie soprattutto al lavoro del carro appunto e una rigidità dell’ assieme più che buona ecco che anche se con tutte le problematiche di misura e di setting questa Velduro Rogue ci ha confermato ancora una volta le ottime impressioni che avevamo percepito nel Luglio scorso .
Per il resto come detto preferisco rimandare il giudizio finale sulla Rogue a quando potremo avere una Medium settata come da nostre preferenze di guida 😉
Insomma dopo più di 300 chilometri di prove in tutte le condizioni non sono ancora soddisfatto dalle sensazioni avute in generale : mi sembra sempre che mi manchi qualche informazione in più per giudicare definitivamente questa Rogue … Ma in ogni caso se il buon giorno si vede dal mattino direi che non dovremmo restare per nulla delusi nel prossimo futuro da questo prodotto 🙂
Ora non resta che aspettare le prime Velduro Medium di produzione finale per completare la prova : stay tuned !
Scritto da Gianni Biffi il 07 Gennaio 2026 (Chilometri percorsi 728 – Periodo di prova 84 giorni)
Quando ho scritto la nostra first ride della Druid – che potete facilmente leggere qui – sono persino stato attaccato da un lettore che manipolando quanto da noi scritto mi ha accusato di capire poco di un carro che secondo lui va benissimo nella versione muscolare pur non avendo lui mai usato la Druid Cor E . Peccato che la versione muscolare usi un cinematismo del carro completamente diverso da quello della versione elettrica che oltretutto noi abbiamo testato per più di 700 chilometri … Inizio questo mio test con questa riflessione perché ritengo perlomeno vergognoso il manipolare i miei scritti e del tutto infantile il tentare di creare flames su un forum mentendo spudoratamente !!! Penso che il nostro amico avesse dormito male quella notte 🙂 🙂 🙂
A questo punto Vi confermo la mia impressione che il carro , pur lavorando molto bene ed essendo molto rigido , ha un high pivot (fulcro alto) sul giro catena che dovrebbe avere la funzione di ridurre il pedal kickback – come è molto di moda oggi – ma che io personalmente non percepisco più di tanto all’ atto pratico se non per l’ eccessiva rumorosità in pedalata … Anche il sistema sospensivo , denominato Trifecta V3 dagli uomini di Forbidden , che nulla ha a che vedere con il Trifecta usato sulle muscolari e che dovrebbe provocare un allungamento del carro durante la corsa della sospensione mi è sembrato altrettanto poco avvertibile per un biker di bassa / media capacità quale ritengo io essere . Inoltre il carro per il mio modo di guidare risulta sempre molto controllato in pedalata e quindi addirittura sin troppo rigido . Ora come detto sopra non è che il carro non funziona ma personalmente mi sembra che siano più evidenziazioni di caratteristiche tecniche che pochi possono percepire e quindi le ritengo semplicemente degli spot pubblicitari e nulla più per la maggior parte dell’ Utenza . Fatto questo preambolo veniamo alle nostre impressioni finali come segue che come potrete leggere sotto sono tutto fuorché impressioni negative :
Estetica : personalmente la trovo piuttosto massiccia nella zona centrale in confronto ad altre realizzazioni con sistema Avinox . Inoltre il colore verdino della parte anteriore non è esattamente di mio gradimento ma devo però ammettere che molti bikers incontrati sui sentieri la trovano molto bella . Voto 8 .
Posizione di guida : nulla da eccepire . Si sale e ci si trova subito a proprio agio a parte un angolo sella molto accentuato come su tutte le E-MTB moderne . Voto 9 .
Sospensioni : la forcella Rock Shox ZEB Ultimate dotata di cartuccia Charger 3.1 RC2 Debonair+ è veramente una forcella facilissima da settare e con prestazioni almeno al pari delle più agguerrite concorrenti presenti sul mercato . Impressiona sin da subito per la sua grande capacità di copiare i piccoli urti e per la corretta progressione verso il fondo corsa : in due parole una delle migliori forcelle con steli da 38mm per uso enduro attualmente disponibili . Purtroppo il discorso non è esattamente lo stesso se parliamo invece dell’ ammortizzatore Rock Shox Vivid Ultimate accoppiato ad un carro a quattro punti infulcro con giunto Horst . Infatti il Vivid ci è stato fornito con l’ IFP completamente scarico , è comunque secondo noi – anche una volta sistemato a dovere – è un ammortizzatore che non ha una fluidità di funzionamento pari ad altri ammortizzatori ad aria top di gamma e risulta sempre e comunque abbastanza pigro . Se poi a questo aggiungiamo che gli ingeneri di Forbidden hanno scelto di avere un carro che è sicuramente molto controllato / fermo la Druid non brilla certo per comfort e predilige una guida molto attiva . Una volta sostituito con un Fox Float X2 factory il rendimento del carro è cambiato in meglio , come sensibilità iniziale e fluidità in generale , ma non tanto da giustificare l’ acquisto dello X2 stesso . Voto 10 per la forcella 8 per l’ ammortizzatore = Media 9 (Media 10 con Fox Float X2) .
Salita scorrevole : il sistema Avinox è , ad oggi , il vero riferimento dell’ attuale mercato e quindi la Druid , molto rigida e prestante , sale molto bene sullo scorrevole anche grazie ad un anti squat molto presente nel sistema sospensivo . Voto 10 .
Salita tecnica : anche in questa situazione il carro lavora molto bene soprattutto con il Fox Float X2 . Nonostante l’ allungamento del carro la ruota da 27,5″ al posteriore non permette certo una trazione da riferimento su terreni con poco grip (viscidi come li avevo definiti) per ovvi motivi di minor impronta a terra . Certo se si potesse montare anche una ruota da 29″ … Voto 8 con Vivid (9 con Fox Float X2) .
Single-track : la perfetta distribuzione dei pesi , la rigidità dell’ assieme uniti ad un movimento centrale abbastanza basso rendono la Druid veramente molto divertente con cambi di direzione sempre molto rapidi e precisi . Voto 10 e lode .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sul veloce , pur avendo un peso totale ancora accettabile e inferiore ai 23 chilogrammi , la Druid si comporta veramente in maniera egregia e copia con grande compostezza anche i terreni più impegnativi senza mai perdere contato con il terreno . Voto 10 .
Discesa tecnica e stretta : considerando che siamo di fronte ad una all mountain con vocazione gravity direi proprio che ci siamo . Gira molto bene nello stretto , grazie anche ad un baricentro basso , e scavalca con facilità ostacoli anche impegnativi . Voto 10 .
Frenata : i freni Maven Ultimate montati di serie sono , come detto più volte , i migliori impianti di serie possibili oggi sul mercato . Se poi hai da testare dei prototipi dei dischi BCA Hu4c ecco che hai un incremento di prestazioni sia in termini di forza frenante che di resistenza al fading che nessun altro disco può avere ! Voto 9 (10 e lode con dischi BCA Hu4c) .
Rigidità : sia il triangolo anteriore che il carro sono molto rigidi . Considerando che per il carro si è scelta la soluzione di avere un 4 punti d’ infulcro con giunto Horst siamo probabilmente di fronte ad uno dei carri più rigidi con questo cinematismo dell’ attuale mercato . Voto 10 e lode .
Dotazione : direi che siamo allineati ai prodotti top di gamma anche se avrei preferito unità ammortizzanti Fox anziché Rock shox con particolare riferimento all’ ammortizzatore posteriore . Una pecca della dotazione di serie sono secondo me sono gli pneumatici con spalla troppo morbida che una volta sostituiti con altri con carcassa discesistica ci hanno letteralmente cambiato il modo di guidare la Druid ! Voto 8 .
Motore e componenti elettronici : inutile ripeterci , Avinox è ad oggi il sistema motore , batteria e sensoristica più evoluto e prestante del mercato . Voto 10 e lode .
Finiture : ottima verniciatura e costruzione accurata . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : non tra le più economiche del mercato la nostra Druid con kit1 si posiziona comunque come prezzo leggermente al di sotto di alcune sue concorrenti dirette . Voto 8 .
Note finali : oggi come oggi con gli opportuni upgrade fatti alla nostra Druid è una delle E-MTB con motorizzazione Avinox più eclettiche perché si colloca esattamente nel mezzo delle attuali E-MTB con tale sistema motore realmente presenti e disponibile sul mercato Italiano . E’ ovvio che essendo in presenza di una all mountain – come dichiarato da Forbidden stessa – se volete una E-MTB da enduro potrete trovare ancora di meglio di questa Druid ma probabilmente perdereste l’ equilibrio generale che la Druid ci ha dimostrato avere … Insomma una vera all rounder che permette di fare di tutto con facilità e in totale sicurezza . Al limite – se vogliamo spaccare il capello in quattro – possiamo dire che non è esattamente quella che noi definiamo una E-MTB confortevole .
Cosa ci è piaciuto di più :
– Motore con potenza , coppia e sensoristica da riferimento .
– Versatilità di guida che permette ottime prestazioni allround .
– Display touch con funzioni molto complete e modificabili anche durante la pedalata .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Pneumatici con carcassa troppo morbida .
– Ammortizzatore Vivid Ultimate che penalizza un poco il lavoro del carro .
– Estrema rigidità dell’ assieme che , pur permettendo prestazioni eccellenti , non brilla per comfort nell’ uso ludico .
– Colore verde non di nostro gradimento .
– Impossibilità di usare una ruota da 29″ al posteriore .
Voto finale 129 con 3 lodi (131 con 4 lodi con dischi BCA Hu4c e Fox Float X2) su 140 .
Era dal 2016 , anno di introduzione delle Specialized Turbo Levo , che non arrivava sul mercato qualche cosa di rivoluzionario e che ha cambiato veramente la percezione di utilizzo di una E-MTB : il sistema AVinox !
EccoVi le nostre classifiche come segue :
A. Riguardo alle prestazioni percepite (potenza, coppia e spinta):
D. Riguardo a rendimento in salita a basse rotazioni e con poco sforzo :
E. Riguardo ad affidabilità del sistema :
F. Riguardo alla qualità e all’ efficienza del servizio assistenza in base alle risultanze della nostra officina :
G. Riguardo a consumi con parità di gamba e prestazione :
H. Riguardo a settaggi possibili / APP :
Classifica finale tenendo conto dei vari punteggi :
Considerazioni finali : Avinox ha sicuramente sparigliato le carte e oggi è un sistema senza uguali sul mercato . Gli altri produttori avranno la forza di reagire ? Personalmente ho moltissimi dubbi che qualche d’ uno possa raggiungere in fretta il livello di Avinox che del resto ha già annunciato un’ evoluzione del suo sistema per i primi mesi del 2026 …
Noi Occidentali per il momento ci godiamo le feste e beviamo champagne o peggio birra 😉
Meditate gente, meditate
Scritto da Gianni Biffi il 31 Dicembre 2025 .
Anche quest’ anno Vi proponiamo la nostra personale classifica che (escludendo le E-MTB delle “First ride”) scaturisce dai freddi numeri delle prove stesse .
A titolo informativo abbiamo provato 14 E-MTB diverse tra prove complete e first ride e alcune di queste E-MTB sono rimaste in uso anche dopo la prova finale per meglio comprendere sfumature ed eventuali plus / difetti dei prodotti .
In confronto allo scorso anno il valore assoluto delle votazioni si é alzato ancora perché come sostengo da tempo immemorabile “la E-MTB migliore é quella che verrà costruita domani” e quindi il livello si è giustamente alzato anche in quest’ ultima stagione nonostante la crisi del mercato in atto in tutti i Paesi .
Ma eccoVi la classifica dettata dai numeri come segue :
1 –Unno Mith Avinox con una valutazione di 135 (138 con upgrade) su 140 . – Link
2 – Amflow PL Carbon PRO con una valutazione di 130,5 (134,5 con upgrade) su 140 . – Link
3 – Specialized Levo GEN4 (in diverse versioni) con una valutazione di 127,5 (128,5 con upgrade) su 140 . – Link
4 – Raymon Trailray 180 Ultra con una valutazione di 116 (117,5 con upgrade) su 140 . – Link
5 – Mondraker Crafty (in diverse versioni) con una valutazione di 111 (112,5 con upgrade) su 140 . – Link
A queste vanno aggiunte le “First ride” della Whyte Elyte EVO Stag Works – Link , la Santa Cruz Bullit 4 – Link , la Focus Sam2 6.9 – Link , la Orbea Wild M-Team – Link , la Velduro Rogue – Link , la Moterra NEO 1 Carbon – Link , la Teewing Turbo Force PRO – Link , La Yeti LTE – Link e la Forbidden Druid Cor E – Link che purtroppo non hanno ricevuto una valutazione completa dato il poco tempo a disposizione per la prova .
Come già più volte ripetuto la classifica rispecchia quanto valutato sul campo e non ha la pretesa di essere nulla di più che un’ opinione personale ma spero possa aiutare ancor meglio qualche Utente nella difficilissima scelta della E-MTB più adatta alle proprie esigenze …
Enjoy !!!
Ormai ci siamo : il Natale e la fine dell’ anno si avvicinano a grandi passi .
Ecco ciò che ci è piaciuto di più nel corso di questo magnifico anno che sta per finire :
– Sistema Avinox per E-MTB
Sicuramente la vera innovazione in campo E-MTB che ha cambiato letteralmente il modo di andare in montagna con la E-MTB . Riassumendo direi il più potente , il più silenzioso , il più facile , il più piccolo , quello con più autonomia e quindi il più divertente mai provato !
– Dischi freno BCA Hu4c
Completamente diversi da ogni altro disco freno con migliore frenata , migliore resistenza al fading , migliore silenziosità e per noi anche i più belli mai visti su una bicicletta !
– E-MTB Unno Mith PRO
Ad oggi la miglior E-MTB mai provata . Leggera , facile , prestante e bellissima !
– Maglia Pro-M / Guide MTB Val Brembana 2026
La più bella maglia che abbiamo mai avuto la possibilità di indossare !
– Colnago Y1Rs
Una delle più belle e prestanti road bike mai atterrate sul pianeta terra !
In Pro-M siamo certi che abbiamo trascorso un 2025 veramente eccezionale sotto ogni punto di vista e ci auguriamo , come auguriamo a tutti Voi , altrettanta fortuna nel 2026 !!!
AUGURI a tutti 😉
Scritto da Gianni Biffi il 15 Dicembre 2025 (Chilometri percorsi 611 – Periodo di prova183 giorni)
Per molti mesi ho guidato altre E-MTB dopo l’ approccio iniziale e avevo dimenticato quanto fosse prestante la Mith oggetto della nostra prova . Dopo uno stop prolungato , dovuto alla necessità di dover testare altri prodotti , sono tornato sulla Mith e Vi devo dire in tutta sincerità che se avesse anche la possibilità di montare una ruota da 29″ dietro sarebbe probabilmente per me la E-MTB perfetta per il mio modo di guidare e divertirmi in giro per le montagne !
Quando ho scritto la first ride , che potete leggere qui , avevo avuto ottime impressioni con una piccola riserva sulle ruote mullet e sinceramente dopo aver utilizzato per parecchio tempo altre biciclette con la stessa motorizzazione (Avinox M1) sia in versione full 29″ che altre in versione mullet questa chiamamola piccola imperfezione è rimasta , ma molto velatamente in confronto all’ inizio . Infatti in discesa ho imparato a guidare un filino più sporco e quindi ad apprezzare la facilità con cui si spazzola con il posteriore e si inserisce più velocemente in curva , mentre purtroppo in salita la trazione – per quanto ottimizzata dalla sensoristica Avinox – rimane sempre e comunque inferiore ad una full 29″ .
Ecco comunque quello che penso della Mith sottolinenado il fatto che mi considero un biker comune , non molto dotato ne di fisico ne di tecnica e quindi non un campione del mondo 😉
Estetica : io la trovo la più bella E-MTB del mercato e spesso questa mia sensazione è stata confermata sul campo da appassionati che sbavavano nel vederla dal vivo . Posso comprendere che , data la particolarità delle linee , possa anche non piacere ma per noi è sicuramente il meglio attualmente disponibile . Voto 10 e lode .
Posizione di guida : sicuramente particolare con il tubo sella avanzato come su tutte le E-MTB da Enduro moderne . Un brevissimo periodo di assuefazione e poi si parte all’ attacco come su tutte le Unno . Voto 9 .
Sospensioni : forcella Fox 38 Factory e ammortizzatore Fox X2 Factory uniti ad un carro che mi piace parecchio anche se non ha certo l’ anti rise di un carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst . Il carro inoltre è un filino più seduto se comparato alla versione precedente ma questo aiuta non poco le persone normali che non cercano la prestazione assoluta a tutti i costi come me . Voto 9 .
Salita scorrevole : come più volte detto il sistema Avinox è , ad oggi , il vero riferimento dell’ attuale mercato e la Mith sale molto bene sullo scorrevole anche grazie al peso comunque tra i più contenuti del segmento enduro e ad un buon anti squat . Voto 10 .
Salita tecnica : ottima anche in questo caso grazie sempre al peso contenuto e alla facilità con cui si indirizza l’ avantreno dove si vuole ! Sinceramente è quasi una magia che una E-MTB così prestante in discesa sia anche così efficiente in salita anche se la ruota da 27,5″ la penalizza per certo . Voto 10 .
Single-track : cosa volete che Vi dica . Secondo me numero uno come diceva il coach Dan Peterson !!! Voto 10 e lode .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sarà la geometria azzeccata , saranno le due unità ammortizzanti accoppiate ad un carro vicino alla perfezione , sarà l’ interasse piuttosto lungo per non dire lunghissimo ma anche in questo caso merita il massimo dei voti . Voto 10 .
Discesa tecnica e stretta : con un interasse chilometrico per una taglia S2 (Media) è veramente incedibile come gira nello stretto : una magia ! Voto 10 .
Frenata : sostituiti i freni originali Formula Cura 4 con l’ impianto completo BCA accoppiato ai dischi BCA Hu4c abbiamo ottenuto prestazioni veramente eccezzionali e una resistenza al fading che nessuno altro sistema frenate ci ha mai permesso ! Voto 7 (10 e lode con BCA) .
Rigidità : uno dei prodotti più rigidi e performanti mai provati . Non concediamo la lode perchè ultimamente scendiamo da un’ altra E-MTB che è veramente una rotaia al limite della credibilità . Voto 10 .
Dotazione : ottima come tutti i prodotti top di gamma . Voto 10 .
Motore e componenti elettronici : Avinox ormai è sinonimo del meglio del mercato ! Voto 10 e lode .
Finiture : tutto in ordine con le giuste protezione applicate ai punti più esposti del telaio e del carro . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : nessun altro sul mercato può darvi linea esclusiva , motore al top , guidabilità da riferimento come questa Mith . Voto 10 .
Note finali : siamo di fronte veramente alla E-MTB perfetta ? Sinceramente direi che se fosse possibile montare la ruota posteriore più grande per me lo sarebbe per certo ! Comunque se non è perfetta è sicuramente per me la miglior E-MTB dell’ anno e poi è veramente bellissima e con prestazioni da riferimento : definirla magica non mi sembra azzardato … Chiedetelo a quei pochi fortunati che sono riusciti ad averne un esemplare e che lo stanno usando con immensa soddisfazione e il sorriso stampato in faccia dopo ogni uscita !!!
Cosa ci è piaciuto di più :
– Guidabilità veramente ai massimi livelli di oggi .
– Motore con potenza , coppia e sensoristica da riferimento .
– Linea esclusiva : un’ opera d’ arte su due ruote .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Impossibilità di usare una ruota da 29″ al posteriore .
– Anti rise perfettibile .
– Mancanza di una protezione in spugna antipolvere sulla parte posteriore del triangolo in corrispondenza della zona motore .
Voto finale 135 (138 con upgrade) con 4 lodi su 140 .
Scritto da Gianni Biffi il 10 Novembre 2025 .
Quando finalmente ho saputo che le nuove Druid erano arrivate , essendo io già il valle d’ Aosta per un giro in E-MTB , mi sono precipitato in Tribe Distribution per ritirarle personalmente . Purtroppo non essendo le Druid ancora sdoganate , dopo una lunga chiaccherata con gli uomini di Tribe sono rientrato a Milano con le mani vuote . Il giorno dopo ero invece in Valsassina per un’ altro giro in MTB e , ricevendo la telefonata di Andrea Bruno che le biciclette erano state sdoganate in quel momento , ho finito in fretta e furia il giro e mi sono fiondato di nuovo a Mondovì per il ritiro . Morale della favola circa 1400 chilometri nelle due giornate per ritirare le Druid : la E-MTB che mi ha fatto fare più chilometri in furgone pur di poterla avere e poter iniziare a pedalarla !
Da quanto sopra è evidente che la mia curiosità e l’ aspettativa per questa E-MTB era veramente molto alta e quindi il giorno dopo ero già in sella alla Druid Cor E kit1 il cui equipaggiamento potete trovare al seguente link e , con mio grandissimo stupore , ho subito percepito che l’ ammortizzatore posteriore praticamente non funzionava !!! Rientrato a Milano ho provveduto con l’ amico Oscar a smontare il Vivid Ultimate che risultava “stuck down” e il giorno dopo speravo quindi tutto fosse in ordine ma purtroppo nulla da fare : il Vivid – pur settato con un SAG corretto del 35% e con i registri di compressione e ritorno come suggerito dalla casa madre – risultava ancora poco performante e di conseguenza il carro era ancora troppo pigro , faceva continui fondi corsa e non mi permetteva di condurre la Druid come avrei voluto poiché il posteriore mi risultava sempre troppo basso e poco reattivo . Questa problematica , nonostante i nostri continui interventi sull’ ammortizzatore , non ci ha permesso di guidare la Druid come avrei voluto per almeno 15 giorni sino a che durante una telefonata con Eros T. alla mia risposta alla sua domanda di cosa non mi piaceva nel Vivid Lui mi suggeriva di controllare la pressione dello IFP e , con nostro grande stupore , abbiamo dovuto constatare che lo stesso era completamente scarico di azoto !!! Caricato quindi l’ IFP alla giusta pressione il Vivid di colpo riprendeva vita e , con il suo normale funzionamento , il carro della Druid risultava finalmente funzionante !!!
A questo punto abbiamo tentato di sgombrare il nostro cervello dalle pessime impressioni avute durante i primi 230 chilometri percorsi con l’ ammortizzatore scarico e abbiamo iniziato a provare la Druid perfettamente settata e performante . Sgombriamo subito il campo da una delle leggende metropolitane create sul web : la Druid non è una E-MTB da enduro nel senso stretto del termine ma bensì una all mountain con vocazione gravity , come del resto dichiarato anche da Forbidden stessa , e quindi forse la giusta via di mezzo tra le E-MTB con motore Avinox ad oggi realmente disponibili sul mercato Italiano (4 soli Marchi in totale) . Infatti dei 3 Marchi restanti ad oggi 2 di essi costruiscono E-MTB molto versatili e prestanti anche in discesa ma più orientate all’ all mountain mentre l’ ultimo Marchio costruisce una E-MTB molto votata al gravity / enduro . La Forbidden posso affermare che si colloca esattamente nel mezzo essendo la stessa molto maneggevole , ancora abbastanza leggera – Kg. 22,850.- senza pedali – ma molto ben piantata a terra nelle sezioni gravity veloci forse e soprattutto grazie alla forcella ZEB Ultimate , alle ruote mullet e al peso ben bilanciato .
Il carro posteriore dotato di sistema Trifecta V3 con High pivot funziona veramente molto bene e conferisce all’ assieme una rigidità da riferimento assoluto che se da un lato non risulta così confortevole come altre realizzazioni , dall’ altro le permette precisione di linee da riferimento . L’ high pivot dovrebbe ridurre il pedal kickbak come tutti i giri catena con fulcro alto o come promette anche Ochain ma in in tutta sincerità personalmente non percepisco nessuna differenza plausibile e/o vantaggio con sistemi di trasmissione privi di ciò : sarò io ormai poco sensibile a tali “magheggi” ma come sapete mi piace scrivere sempre quello che realmente percepisco nell’ utilizzo che facciamo del prodotto . La stessa cosa vale per il movimento del carro che , formando un arco all’ indietro nella sua rotazione , si allunga leggermente durante la compressione della sospensione stessa e dovrebbe quindi favorire lo scavalcamento dell’ ostacolo . Personalmente ritengo che la minor trazione che la ruota da 27,5″permette – se comparata ad una ruota da 29″ – soprattutto sul viscido non sia del tutto compensata da questo allungamento . Su queste sensazioni mi sono anche confrontato con altri utilizzatori che mi hanno confermato di non percepire ne l’ assenza del pedal kickbak ne tanto meno l’ allungamento del carro . Tutto ciò non significa che il carro lavori male o peggio di altri , anzi lavora alla grande e sostiene parecchio con un ottimo anti squat ed anti rise ma forse lasciarsi influenzare da ciò che promettono i cataloghi per un utilizzatore medio non è del tutto importante 😉
Insomma siamo di fronte ad un ottimo prodotto con uno dei migliori motori del mercato , con una versatilità d’ utilizzo molto ampia e con una rigidità da riferimento ! La prova continua : presto pubblicheremo la nostra prova completa più dettagliata ma sappiate sin d’ ora che siamo di fronte ad un prodotto che farà molto parlare di se 😉
Scritto da Mirko P. il 20 Ottobre 2025 .
Grazie ad un allineamento eccezionale dei pianeti 😂, Gianni mi ha messo a disposizione la sua PERSONALE PL PRO: chi lo conosce sa cosa e soprattutto quanto questo significhi… se poi ti dice: “vedi di non distruggermi i cerchi in carbonio”… il senso di responsabilità è alle stelle 😱. Tipo proteggere la bimba a tutti i costi sdraiandocisi sotto in caso di caduta 😂😂😂 .
Allestimento bling-bling, peso incredibilmente basso con gomme gravity. Taglia Large che ricalca la mia Levo S4 Gen3 : normalmente giro in set-up mullet per puro divertimento ma non ho dubbi sulle maggiori performance del set-up full 29. L’attacco BCA reach 14 e rise 63,5 mi incuriosisce perché adoro la risposta diretta e su questa Amflow dovrebbe compensare lo stack anteriore relativamente basso. Posizione al primo contatto positiva e nel range M-L dei vari costruttori per corporature 175-180cm.
L’estetica è estremamente snella facendo pensare ad una certa “elasticità” che comunque non riscontro dalle prime prove “da parcheggio”. Anche la linea con top tube relativamente orizzontale le dona sembianze trail-bike: non mi da sensazione di aggressività nonostante ritengo la bici molto bella e facilmente confrontabile con una SL.
Setting motore in AUTO per concentrarsi sul capire la bici. Inizi a pedalare e noti subito le notevoli differenze, talmente chiaramente che pensi che così debbano comportarsi tutti i motori. La spinta c’è ed è poderosa ma il significato di naturalezza va riscritto: si comporta effettivamente come moltiplicatore della tua forza in maniera così sincronizzata alle tue gambe che non sembra di avere il motore. Se vi sembra un paradosso provatelo.
Risponde in questa maniera partendo da fermo con rapporto sbagliato, a cadenze bassissime, a frequenze altissime ; l’ho spinto da 10 a 140 pedalate al minuto senza un minimo vuoto o strappo o sfasamento tra la mia spinta e la sua. Da provare, gli altri motori sembrano oggetti artigianali che si impegnano per aiutarti al meglio, ne siamo tutti contenti e funzionano, ma qui siamo oggettivamente ad un altro livello.
Quelli meccanicamente sensibili ed attenti a trattare con delicatezza catena, cambio e cassetta rimarranno piacevolmente sollevati dall’efficacia dell’accoppiamento software tra cambio elettronico e motore con riduzione automatica della coppia in cambiata. Veloce e silenziosissimo, non ci pensi più in nessuna situazione. Anni di vita risparmiati 😋.
Se passi a situazioni più impegnative hai ulteriori conferme. In passaggi tecnici tra scale e rock garden in salita appare evidente che la trazione è impareggiabile: mai uno slittamento anche quando sbagli ed alleggerisci la ruota posteriore sul dente del gradino o in piedi sui pedali tra le rocce bagnate mentre cerchi lo spazio per girare. Il software di gestione unito alla sensoristica sofisticata realizzano qualcosa che è difficile spiegare. Di nuovo, sembra una muscolare con te super-dopato.
Concludo la parte sul motore semplicemente dicendo che nonostante la sua spinta elevatissima è il motore più facile e meno “pericoloso” che abbia mai provato. Con gli altri, nei passaggi tecnici, ho spesso usato il freno posteriore anche preventivamente “appoggiato”, qui basta dosare le gambe, esattamente come una muscolare e la bici non “scappa” mai avanti… Qualsiasi speculazione o polemica politicizzata (se ne solo scritte e lette molte) non è basata su fatti, ne su prestazioni, ne su comportamenti: tutto peraltro facilmente verificabile con una semplice prova, quindi in molti ci fanno una gran brutta figura mostrando il “non rispetto per gli utenti”. Se sono troppo diretto meglio addolcire con l’AI… 🤗
Passiamo alla parte che più mi interessava, scoprire il comportamento in discesa. La Terza dell’Avaro non la conosco bene quindi guido praticamente a vista, ma racchiude comunque moltissime situazioni che sono ideali per capire il DNA di una bici. Si va dal triallistico, al veloce passando per il “croccante” (devo tradurre?), in questa occasione molto asciutto con foglie: tipo FBL (traduco: Fá Balá Löch) o slippery when extra-dry. Specifico che dover guidare a vista aumenta l’intensità del test in quanto la sintonia è messa continuamente alla prova da continui “imprevisti”.
Iniziamo con ripido stretto e nose-press per affrontare tornanti che si affacciano nel vuoto. Il peso aiuta moltissimo ma il bilanciamento ed il carro ben sostenuto fanno il resto. Un gioco da ragazzi dove la rigidità dell’insieme appare già ottima.
Passiamo quindi al “croccante”: rocce e radici ovunque e di dimensioni ragguardevoli. Due strategie possibili, rotolarci sopra o saltare. Il full 29 ovviamente aiuta a scavalcare ed addolcire qualsiasi cosa, il carro funziona bene e non scalcia, non è uno schiaccia sassi ma scorre bene con ottima capacità di assorbimento. Sdoppiare con bunny-hop o semplicemente droppare i gradini è fantastico anche a velocità bassa o media la bici è super reattiva e facilita enormemente una conduzione leggera e saltellante. Amore !!!
La 36 all’anteriore funziona bene (escursione 170) e la definirei assolutamente adeguata. L’attacco manubrio fa quello che mi aspettavo, super diretto e porta il manubrio alla giusta altezza, forse sperimenterei un +10 o +20mm… tuning comunque secondo gusti personali. Solo nella guida “salterina” direi che una forcella più strutturata, 38 o ZEB, aumenterebbe la confidenza negli atterraggi infestati da rocce e radici. Indirettamente aumenterebbe anche un pò la quota di stack, quindi penso possa essere un buon upgrade per uso spinto decisamente verso l’enduro.
Passiamo al veloce, qualche salto, sponde, canali, rock garden a fuoco, foglie e terreno friabile, canali, contro pendenze, what else ?
Ottimo il comportamento, carro ben sostenuto anche senza token nel mono, assorbente sulle piccole sconnessioni, ottima capacità di scavalcare gli ostacoli, ben sostenuto a metà corsa ed ottima resistenza ai fondo corsa (che non ho mai raggiunto. Gianni stai tranquillo… 😅). La rigidità d’ insieme è la cosa che mi ha positivamente impressionato, non le manca nulla. Che si tratti di contro pendenze o inserimenti in curva da film (senza distruggere i cerchi in carbonio del Gianni) o perdite di aderenza improvvise non ho riscontrato reazioni elastiche. La bici è sicuramente scattante ma non è assolutamente “nervosa”. Inoltre (…e la cosa mi è piaciuta moltissimo) é sempre bilanciata e sensibile allo spostamento del peso consentendo correzioni fulminee, tutto coadiuvato da una grande capacità di tramettere al rider cosa sta succedento. Direi quindi grande sensibilità e sincerità nel trasmettere feedbacks, ma mai nervosamente o con vibrazioni fastidiose. Facilissimo fare bunny-hop con altezze importanti per una e-bike. Grazie all’insieme, coadiuvato dai pedali liberi, ho intimamente interagito con bici e terreno. Mi ripeto, ma voglio essere sicuro che venga capito, è super reattiva e sensibile. Se arrivate da uno schiaccia sassi letargico oltre i 25 chili probabilmente la considererete erroneamente nervosa, ma attenzione alla semantica… é un gran bel giocattolo “poppy”.
Entusiasmante rilanciare la velocità in piedi sui pedali: sia per il carro sostenuto che non affonda, che per la rigidezza d’insieme, Gggggaaaassss!!!
Super freni…bellissime pedivelle: passando da 160 (le mie abituali) a 155 qui montate, la differenza in discesa si sente tanto, rendendo tutto più naturale. Il piacere e la facilità di guida sono di altissimo livello.
Tuning tips: forcella se vi serve (ma siate sinceri… 😉), appoggi secondo i gusti come su qualsiasi bici ma qui direi che serve alzare più del consueto il manubrio.
Per concludere, leggera, rigida, reattiva e scattante, super motore. Per me una riscoperta del piacere di guida che non provavo da tempo con mezzi sempre più “pesanti“. Sottolineo l’estrema facilità di conduzione ed il pochissimo sforzo anche in discesa. Ruote in aria… sempre !!! Full fun per intenditori !!!
Gianni… GRAZIE ancora per il divertimento. Però devo per forza fare prova comparativa con Unno Mith