SuperMousse : lo stato dell’ arte dei “salsicciotti” ?

29 Ott 2019

In questo periodo dell’ anno – siamo a fine Ottobre – le novità per la prossima stagione si susseguono a ritmo frenetico . In questo momento ho la fortuna e la gioia di poter testare ben 3 diverse E-Bike , una nuova forcella , un nuovissimo sistema sospensivo anteriore , una scheda di gestione motore e ultimo ma non per questo meno importante l’ ultima vera innovazione nel campo degli inserti per pneumatici : la SuperMousse !!! Un inserto per gli pneumatici con due diverse densità del polimero che lo distinguono da tutti gli altri prodotti attualmente sul mercato che io conosco .

Vado subito al sodo : è questo inserto l’ attuale stato dell’ arte nel campo degli inserti da montare tubeless con il lattice ? Si, forse lo è davvero 🙂 Infatti dalle prime uscite fatte con questo inserto ho potuto constatare come la SuperMousse (che verrà presto distribuita da Andreani) raccoglie in se tutti i vantaggi di guidabilità , confort , gallegiamento e quant’ altro ci avevano trasmesso altri prodotti similari usciti precedentemente sul mercato . Quindi quale è l’ ulteriore vantaggio ? Semplicemente che si percepisce – o meglio quasi non si percepisce – ancor meno la presenza dell’ inserto nel pneumatico .

Mi spiego meglio : con gli altri prodotti si percepiva spesso che un “corpo estraneo” era stato inserito tra cerchio e gomma ed inoltre non tutti gli inserti garantivano un supporto della spalla tale da non avere quella fastidiosa deriva della gomma particolarmente avvertibile su asfalto a basse pressioni d’ utilizzzo . Oggi con SuperMousse il fatto di avere due densità diverse del polimero – più duro sotto verso il cerchio (NERO) e più morbido sopra verso la gomma (ROSSO) – garantiscono tutto ciò di buono che già i precedenti inserti ci avevano dato ma in più elimina quasi totalmente la deriva del pneumatico e sembra quasi non ci sia nulla di avvertibile sulla ruota . Tutto ciò aumentando ovviamente la protezione del cerchio ruota e garantendo comunque una guidabilità , un confort , una trazione e un gallegiamento pari se non superiore a altri prodotti da tubeless .

Nelle prime uscite fatte su terreni anche abbastanza umidi e insidiosi con gomme non certo da bagnato ho sinceramente potuto apprezzare la grande confidenza e sicurezza che SuperMousse mi ha trasmesso senza mai percepire la presenza della stessa all’ interno della ruota ! Certo bisogna sottoporsi alla manutenzione del tubeless con il continuo controllo e rabbocco del lattice e magari la trazione dello pneumatico non è pari a mousse di altri Produttori che si montano con camera d’ aria e prive quindi di lattice ma nell’ insieme posso definire la SuperMousse un riferimento nel mercato attuale degli inserti per ruote .

I test comunque continueranno nei prossimi mesi e vedremo se nel frattempo uscirà qualche nuovo prodotto ancor diverso e con performance diverse … Stay tuned 🙂

La Mantide ovvero “In Message we trust”

03 Ott 2019

La Mantide ovvero “In Message we Trust”
Riflessione semiseria , semichic e molto freak di un prodotto stupefacente …
Di Ezio “a.k.a. Freakrider” Baggioli

Se il genere “Homo Pedalantis Luridus” , da non confondere con il più diffuso “Homo Pedalantis Lycratus” che lo potete trovare in branco lungo le sponde dei laghi, seni , golfi e cimette asfaltate del bel paese durante  i fine settimana e non solo , succhiando come vampiri le ruote gli uni agli altri , non vivesse di visioni di alcuni lisergici sperimentatori , sarebbe ancora con le ruote da 26 pollici , le Tioga Farmer John ed i freni cantilever rischiando dei cappottoni epocali ogni infido gradino . Per quelli come me che hanno iniziato a procurarsi escoriazioni nel pleistocene della MTB , ogni innovazione era un momento di confronto , una sfida per portare più in alto l’ asticella … del piacere .

In MTB ci cimentiamo perché ci fa stare bene ci fa sentire dei piccoli o grandi (al di la della statura) esploratori del limite . Quindi freni a disco , gomme , reggisella telescopici , salsicciotti a protezione dei cerchi , geometrie innovative , cambi wireless e sospensioni hanno evoluto il nostro mezzo dando ragione a Darwin , alla faccia dei creazionisti . Ammortizzatori con piattaforme stabili si sono accoppiati con sistemi complessi sospensivi dei carri : si sono generate tipologie più o meno efficaci e più o meno gradite dai Bikers . Ma all’ anteriore chi detta legge é la forcella telescopica di derivazione motociclistica : ottimi prodotti spesso ma non volentieri , che hanno ad oggi sposato i carri posteriori alla ricerca della miglior sintonia , tutto questo fino a qualche mese fa . Tutto é cambiato da quando uno dei grandi pensatori ingegniere meccanico Dave Weagle (padre del DW-Link) ha generato una sistema di sospensione anteriore assai lontana dai quattro tubi che compongono le forcelle telescopiche con tutto il rispetto per il lavoro che svolgono per tutti i cinghialoni che vivono in noi …

I visionari hanno da sempre fatto le innovazioni , in tutti i settori : se smanettiamo su un dispositivo lo dobbiamo in gran parte a persone come Steve Jobs . Ma nel mondo mtb prevale spesso un movimento conservatore , che non riesce ad accettare le innovazioni in modo analitico ma spesso solo dal punto estetico . Quindi il postulato di questa riflessione é : il bello non é bello ma bello é ciò che funziona e per la legge transitiva piace .
Questo é l’ effetto che la Trust Message ha fatto su di me : ho avuto la possibilità di provarla montata su una Ibis Ripley 3 sui sentieri di Finale Ligure . La Message ha 130 mm di escursione , il carro della Ripley offre 120 mm di pura efficienza : una Trail bike a tutti gli effetti molto eclettica e dolcemente reattiva e leggera.

Mi sono trovato immediatamente a mio agio , geometrie perfette e quindi ho chiuso la vena e mi son lanciato giù dai sentieri fidandomi ciecamente del mezzo che mi era stato affidato . Poche volte ho trovato una sintonia così forte con una bicicletta e la sicurezza che la Message mi ha trasmesso all’ avantreno . Ero e rimango affascinato da questo sistema , al di la del discutibile giudizio estetico , nel lato pratico un carro sull’ avantreno , un Giano Bifronte che lavora all’ unisono con il retrotreno . La Message ti porta ad un livello di confidenza con il terreno che nessuna telescopica possa offrire . Il sentiero lo divora , come fosse una Mantide religiosa , che prima lo corteggia e poi lo uccide … Il superamento degli ostacoli in salita é sconosciuto ai sistemi tradizionali , in discesa la velocità con la quale si esce in curva é siderale . Riesce ad arrotondare l’ingresso permettendoti di sfruttare la forza centripeta come quando scii , inanellando linee di pura estetica : questa é la bellezza della velocità …

La sicurezza che trasmette é dovuta al fatto che non cambia mai l’ angolo di sterzo poiché non affonda e di conseguenza il ripido é molto ma molto meno ripido , sembra un ossimoro ma é la pura ed evidente verità : mi ha stampato un sorriso che conservo anche ora . La velocità meccanica con la quale risponde é accompagnata da una precisione che ti fa pensare a quanto passatiste sono le forcelle telescopiche .
In frenata non si scompone , non ha flessioni e ti permette di spingere il tuo limite più avanti , consideriamo che ero con una trail bike su percorsi Enduro ma ha sminuzzato , annichilito ogni asperità . Queste mie riflessioni sono un peana per la Message , ma ovviamente non esiste il prodotto perfetto , visto che é generato dagli umani è non dagli Dei …
Di contro abbiamo un peso leggermente superiore nei confronti delle tradizionali telescopiche , ma non é invalidante e un’ attenzione maggiore per la regolazione delle camere pneumatiche che sono il cuore del sistema avendo una corsa di 35 mm all’ asta che un rateo di 3,72 consente i 130 mm di escursione .

Ma lo scoglio vero é il prezzo di acquisto che é più o meno il doppio di una telescopica di alta gamma .
Considerato che é l’ inizio di una nuova è uno scotto lo dobbiamo pagare , questo divide i detrattori dagli estimatori … Alla fine é questione di “argent de poche” come tutto nel nostro mondo . Come scrisse Oscar Wilde “l’ unica differenza tra un bimbo ed un uomo é solamente il prezzo del giocattolo” .

I visionari innovatori ci consentono di continuare a giocare , sperando che l’industrializzazione renda il sogno alla portata di tutti …
“In Message we trust”

Santa Cruz Megatower CC : la prova completa

31 Lug 2019

Dopo aver aspettato un mese dalla presentazione avvenuta in Aprile finalmente riceviamo la nostra Megatower CC con gruppo Sram AXS e ruote Reserve : quello che praticamente è lo stato dell’ arte dei vari montaggi previsti per questo modello . A maggio iniziamo ad usare la “bimba” come del resto già anticipato nella nostra prima uscita del 24 Maggio 2019 ( https://www.pro-m.com/first-ride-santa-cruz-megatower/ ); oggi dopo circa 150 Km percorsi sui più diversi sentieri siamo a scrivere le nostre impressioni finali come segue .

Estetica : avevamo chiesto e ricevuto la nostra Megatower in colorazione “FS green” che ci era sembrato il colore più vivace e effettivamente la bicicletta è molto bella e ben curata in ogni particolare . L’ altra colorazione “Blackout” , sicuramente più sobria , è riservata a chi non vuole farsi notare e risulta quindi più elegante ma forse un filino anonima . Comunque sia sono gusti del tutto personali e possiamo confermare che in ogni caso la bicicletta è molto piaciuta sia a noi che a chiunque abbiamo incontrato sui sentieri ! L’ assenza dei cavi del cambio e del reggisella conferisce poi alla bicicletta un aspetto molto pulito e elegantissimo 🙂

Posizione di guida : la bicicletta è costruita seguendo le moderne tendenze geometriche anche se il reach non risulta essere lunghissimo (447 mm dichiarati) e la wheelbase invece supera i 1200 mm (1208 mm per la nostra Medium) con un angolo di sterzo di 64,7° . Abituato a scendere e salire su molteplici modelli di Mtb e di E-Mtb non ho trovato particolari difficoltà nel trovare i giusti appoggi anche se la sensazione di avere una bicicletta corta è stata evidente sin dal primo momento : bene a me piacciono le Mtb corte o che danno questa sensazione 🙂

Sospensioni : forcella Fox 36 Factory e ammortizzatore Rock shox Superdeluxe Coil Ultimate garantiscono 160 mm d’ escursione alle ruote e lavorano in perfetta sincronia . La forcella è sempre uno dei riferimenti del mercato mentre l’ ammortizzatore a molla (comunque bloccabile) garantisce al carro una linearità appunto da molla anche se a discapito di un peso piuttosto elevato e regolazioni non proprio fini .

Salita scorrevole : la situazione dove forse la Megatower risulta essere più impacciata … Infatti, anche per il peso del nostro ammortizzatore a molla , la bicicletta completa di salsicciotti alle ruote con gomme gravity pesa circa Kg. 14,800.- più pedali . Con questo peso è ovvio che non sia una bicicletta facile da pedalare , soprattutto su asfalto , anche bloccando l’ ammortizzatore ; se ne fate un uso Enduro agonistico ben sapete che non è qui dove questa Mtb deve eccellere e quindi non ci farete molto caso mentre se intendete usarla in maniera più amatoriale dovrete fare i conti con una bicicletta che richiede una buona preparazione atletica proprio per il peso non bassissimo anche se allineato a molte delle sue concorrenti . Probabilmente la scelta di un ammortizzatore ad aria in questo caso sarebbe da consigliare 😉

Salita tecnica : il magnifico lavoro del carro e l’ ottima risposta dell’ ammortizzatore qui fanno migliorare non poco le cose con una buona trazione e una buona propensione a salire di slancio sugli ostacoli anche se il peso rimane sempre il limite con cui dover fare i conti .

Single-track : considerando che ci si trova a bordo di una di una Endurona con ruote da 29″ i cambi di direzione sono abbastanza veloci e , caricando a dovere l’ avantreno , la bicicletta corre velocissima e stabilissima . Ovviamente – come per tutte le enduro moderne – è vietato spaventarsi per le velocità raggiunte e scaricare l’ avantreno spostandosi all’ indietro perchè la perdita di controllo dell’ avantreno sarebbe immediata 🙂

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : il suo vero pane ; più la si fa correre e più viene voglia di aumentare il ritmo ! Come detto sopra a condizione di avere una guida molto caricata sull’ avantreno ha veramente poche rivali sul veloce !!! Una vera macchina per gare Enduro 🙂

Discesa tecnica e stretta : anche in questo caso le ruotone non aiutano ma se si riesce a mantenere una velocità appena superiore al solito il telaio e tutto l’ assieme permettono comunque di guidare con sicurezza a velocità inusuali !!!

Frenata : i soliti freni Sram Code – da molti disprezzati – sono per noi un buon impianto che non ci ha mai dato eccessivi problemi . Infatti anche in questo caso non abbiamo dovuto rilevare nessun inconveniente particolare : buona la potenza frenante e la modulabilità . Se qualche d’ uno ritiene che altri freni siano ancor più potenti basterà al limite sostituire le pastiglie con altre più performanti come abbiamo fatto noi alla necessità 🙂

Rigidità : il famoso VPP® e un triangolo / carro molto ben costruiti conferiscono alla Megatower una rigidità da riferimento coaudivata da ruote Reserve con canale da 30 mm anch’ esse rigide senza per questo essere mai “talmente rigide” da mettere eventualmente in difficoltà un neofita come succede in altri casi .

Dotazione : Sram AXS con comandi Wi-Fi che pensiamo essere oggi tra i più veloci e precisi gruppi sul mercato coaudiuvati dal reggisella Reverbe anch’ esso AXS che non ci ha mai traditi e che risulta essere velocissimo nella discesa e nella risalita !!! Sicuramente un riferimento per il mercato attuale 🙂 Che dire poi dei mozzi I9 Hydra scorrevolissimi e anch’ essi super precisi e veloci nell’ aggancio … forse sono la ciliegina sulla torta di un montaggio così raffinato !

Finiture : siamo sicuramente di fronte a una realizzazione con finiture di altissimo livello come poche altre Case sono in grado di offrire !!!

Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è elevato ma la dotazione è regale 🙂

Note finali : come detto più volte e anche in altri casi la Megatower è talmente prestazionale in discesa da essere sin troppo per molti dei normali Utenti (io in testa) e difficilmente un normale Utente sarà in grado di trovare il limite a questa macchina da competizione ! Bellissima, con prestazioni incredibili e il fascino di una Santa Cruz che difficilmente viene eguagliato da altri e che spesso fa scuola anche ad altri !!!

 

Trust Message – La prova completa

04 Lug 2019

Dopo circa 5 mesi di utilizzo in svariate condizioni posso affermare con certezza che il sistema di sospensione anteriore di Trust progettato da Dave Weagle è sicuramente il miglior sistema di sospensione anteriore per uso trail (e magari lo sarà presto anche per uso XC e/o Enduro) che io abbia mai usato !!!

A Marzo 2019 avevo iniziato a prendere confidenza con il sistema Trust sui sentieri del monte Gazzo a Genova in occasione della presentazione del sistema stesso da parte di 4Guimp e degli uomini di Trust (https://www.pro-m.com/trust-message-una-forcella-insolita-first-ride/) . Ieri, 3 Luglio 2019, durante un’ ennesima uscita con un amico che seguendomi è rimasto stupefatto dalle linee che mi permetteva di percorrere il sistema Trust ho definitivamente stabilito che – per il mio tipo di condurre – la Message è il miglior sistema di sospensione che io abbia mai avuto all’ anteriore .

Ma veniamo allo prova vera e propria svoltasi sui più svariati tipi di terreno come segue . L’ impatto estetico è a dir poco “strano” ma passato il primo momento di smarrimento e facendoci un pò di abitudine alla fine risulta anche bella da vedere 🙂 Una volta regolata la pressione nelle due camere d’ aria che compongono il sistema (il riferimento da cui partire è semplicemente il peso del Biker espresso in libbre) non resta che regolare la parte idraulica di compressione (alte e basse) e ritorno presente nella parte destra del sistema . Quest’ ultima regolazione è abbastanza personale ma non complessa se si parte dalle regolazione iniziali contenute nel libretto d’ istruzioni . Inizialmente abbiamo avuto un problema di perdita di pressione aria in una cartuccia ma che è stato prontamente risolto con la sostituzione del core della valvola di gonfiaggio della cartuccia stessa .

Questo piccolo problema iniziale ci ha permesso anche di capire quanto essenziale sia stata la scelta di avere due molle ad aria a destra e a sinistra per poter dare un perfetto bilanciamento del sistema che se dovesse lavorare con una cartuccia sola sarebbe comunque sbilanciato e insufficiente all’ uso . Da questo si evince come sia necessario avere una corretta manutenzione e controllo delle pressioni d’ utilizzo che devono sempre essere identiche nelle due camere.

I 130 mm dichiarati di corsa alla ruota si ottengono con un affondamento delle due aste delle cartuccie di soli 35 mm e questo permette al Rider di percepire un assetto praticamente costante in ogni momento sia esso in salita, in discesa, sul ripido o in frenata ! In pratica non ci sono più affondamenti, impaccamenti e variazioni eclatanti dell’ angolo di sterzo e questo, sin dal primo momento, si traduce in maggior confidenza con il sentiero e maggior sicurezza e velocità di percorrenza a velocità medio alte !!! Impressionante a tal proposito la velocità che si riesce a mantenere su percorsi vallonati e le linee che si riescono a percorrere in totale sicurezza !!! In pratica sembra di guidare una bicicletta piantata su un binario a velocità ben superiori a quelle possibili con una tradizionale forcella telescopica .

Se a questo aggiungete che l’ offset si riduce durante la corsa del sistema e il trail si amplia capirete facilmente come maneggevolezza e stabilità sul veloce siano ancora migliorati in confronto alle forcelle tradizionali così come la maneggevolezza a velocità meno sostenute . Per i meno “sgamati” Vi informo che questo è l’ unico sistema di sospensione con offset e trail variabili e quindi paragoni con altri sistemi / forcelle – seppur similari all’ occhio – sono da evitare con attenzione 🙂

Per quanto riduarda gli assorbimenti e la capacità di superare gli ostacoli anche in salita siamo veramente ad altissimi livelli nemmeno paragonabili alle forcelle tradizionali le quali ad ogni impatto con un ostacolo subiscono ovviamente un rallentamento mentre qui sembra quasi di accellerare tanta è l’ efficienza del sistema !

Insomma è tutto perfetto ? No, come in ogni cosa del mondo, ci sono sempre pro e contro . Facciamo un brevissimo elenco quindi come segue :

PRO : assetto costante, miglior guidabilità e maneggevolezza, maggior precisione di guida a velocità medio alte, offset e trail variabili, rigidità complessiva, aspetto estetico particolare, cura costruttiva, garanzia a vita su tutti i cuscinetti, intervalli di manutenzione molto lunghi .

CONTRO : peso leggermente superiore a altre forcelle trail, aspetto estetico particolare, prezzo .

A Voi decidere se vale la pena o meno di provarla o se a priori – come purtroppo ho letto più e più volte in rete – è solo un prodotto da ricconi del tutto inutile 🙂

 

 

 

Technomousse Green Constrictor : la prova sul campo

18 Giu 2019

Agli inizi del 2017 ho iniziato a montare e quindi a testare personalmente – e con il Pro-M Team sui campi gara – gli inserti per gli pneumatici che ho affettuosamente definito “i salsicciotti” . Sono passati ormai 2 anni e mezzo e Vi assicuro che tra ABSRoc, AirLiner, Barzotto, Cush Core, Huck Norris, Mr. Wolf, PTN, Soulsiccia, SpeedyMousse, Technomousse (1° release) e quant’ altro ho provato veramente quasi di tutto ! Quindi quando Marco e Fabio di Technomousse al Bike Festival mi hanno proposto di provare il nuovo Green Constrictor ho accettato con entusiasmo rassicurato dalle loro parole che il prodotto era parecchio diverso dalla loro prima release .

Ritiro al Bike Festival

La prima cosa buona me l’ hanno comunicata i ragazzi in officina : è sicuramente il salsicciotto più facile da montare tra il cerchio e il pneumatico ! Se avete un minimo di malizia e di esperienza si montano su ogni tipo di cerchio e pneumatico senza nemmeno usare le leve ! Detto ciò non restava che provare : la prima uscita fatta con coperture non scorrevolissime e camere d’ aria non leggerissime mi ha lasciato un filino perplesso sul peso percepito e sulla scorrevolezza dell’ insieme . Siamo passati quindi a camere d’ aria con peso inferiore ai 100 gr. e a coperture più leggere e scorrevoli (pur sempre delle Minion DHF / Aggressor) per ovviare a queste sensazioni iniziali recuperando circa 250 gr. per ruota e riportando quindi il peso quasi ad un tubeless originale (Vi ricordo che in misura 27,5″ il Green Constrictor pesa circa 340 gr.) .

BINGO !!! In questa configurazione – soprattutto se montate su una E-Bike – le Technomousse Green Constrictor sono quanto di più simile ad una mousse da moto io abbia mai provato !!! I vantaggi più evidenti – chi ha guidato moto da enduro con le mousse ben li conosce – sono ovviamente la quasi totale eliminazione di forature e pizzicature, una trazione a dir poco incredibile e nel caso del Green Constrictor un sostegno a pneumatici con carcasse leggere che elimina quasi completamente la deriva del pneumatico anche a pressioni ben inferiori a 1 Bar !!! Se a questo aggiungete il maggior assorbimento delle vibrazioni, la miglior qualità della risposta elastica e di rimbalzo, il miglior feeeling di guida, la possibilità di rientrare a casa anche in caso (quasi inesistente) di pneumatico forato , tagliato e quant’ altro Vi renderete conto che abbiamo quasi un prodotto perfetto !!!

2° montaggio con componenti più leggeri

Le pressioni d’ utilizzo consigliate da Technomousse sono da 0,6 a 1,5 Bar e ad onor del vero io personalmente (circa 75 Kg. più abbigliamento e nessuna attrezzatura e/o camera) ho trovato il setting ideale – e quindi il giusto compromesso tra rimbalzo, feeling di guida e scorrevolezza – con 1 Bar all’ anteriore e 1,3 / 1,4 Bar al posteriore .

Cosa manca ancora a questi “salsicciotti” ? A voler cercare il pelo nell’ uovo direi un minor peso (so che in Technomousse ci stanno già lavorando) che le renda ancor più universali anche per usi meno gravity oriented e l’ eliminazione dell’ effetto mousse vera e propria che, se da un lato non Vi darà più la stupefacente sensazione di grip e trazione che si percepisce con le Greeen Constrictor montate, dovrebbe garantire una ancora miglior scorrevolezza … Ma ripeto stiamo veramente cercando dei difetti che già oggi all’ atto pratico sono pressoché inesistenti se montate in modo corretto e con i componenti corretti 🙂

Nell’ uso agonistico probabilmente alcuni altri “salsicciotti” sono magari paritetici e/o addirittura preferibili ma qui entriamo nellle sensazioni di feeling di guida del tutto personali e che spesso non vengono nemmeno percepite dal grande pubblico a cui io stesso appartengo . Sono assolutamente convinto di poterle consigliare a tutti gli E-Bikers non agonisti e Bikers escursionisti tradizionali per tutto quanto sopra elencato e anche per il potersi togliere l’ onere della manutenzione / rinnovo del lattice delle versioni tubeless degli pneumatici, oltre a garantire la quasi impossibilità a forature o altro .

Per altre informazioni sul prodotto Vi rimandiamo al link seguente : http://www.technomousse.com/mobile/green-constrictor.php

 

First ride : Santa Cruz Megatower

24 Mag 2019

Santa Cruz : il Marchio Californiano che evoca prodotti principalmente gravity oriented ha appena presentato quella che loro stessi definiscono la macchina da Enduro race più veloce della gamma . Alla presentazione della stessa , avvenuta durante il mese di Aprile , ci avevano promesso la consegna di una Megatower CC con gruppo Sram AXS completo e ruote Reserve in anteprima : il massimo possibile per questo modello o comunque il gruppo più innovativo dato il comando Wi Fi !

Finalmente durante il mese di Maggio la “bimba” è arrivata in Pro-M !!! Iniziamo il montaggio : mancano nel kit adesivi verdi forcella , collarino reggisella , cambio AXS , batterie del cambio e reggisella AXS e i relativi carica batterie … non sono più gli Americani di una volta 🙂 Un pomeriggio di fuoco cannibalizzando tutto quello che avevamo già in casa , scassando i maroni agli uomini AMG (gentilissimi e che ringraziamo) , telefonando al Distributore Italiano che si fa in quattro per accontentarci e la Megatower è montata ! Il maltempo e il fondo fangoso però non ci permettono grandi cose e quindi – incrociando con attenzione le previsioni meteoreologiche di vari siti – individuiamo una giornata adatta e ci rechiamo a Stresa per fare , ancora una volta , un tracciato molto vario che ben conosciamo : la Mega del Pescone . Dalla cima Mottarone a Borca e poi un trasferimento sino a Stresa pedalato (1400 mt. negativi / circa 400 mt. positivi e un totale di 37 Km) .

Questa volta sono solo , soletto e questo mi servirà ancora di più a concentrami sul tracciato e sul prodotto che presenta tante cose nuove tutte insieme . Ovviamente la Megatower è stata montata con ABS fork Tune nella forcella Fox 36 Grip 2 e con i “salsicciotti” Vittoria Airliner nelle gomme Specialized Hillbilly e Eliminator da 2.6 : un insieme che ci dona estrema fiducia nella conduzione anche se il fondo oggi è ben più bagnato e scivoloso che in altre occasioni . Hillbilly pensaci Tu 🙂

Parto sul percorso ben conosciuto ed appena percorso la scorsa settimana con altro mezzo : appena il sentiero scende mi accorgo immediatamente che il top tube corto e il reach contenuto mi caricano sull’ anteriore in maniera inusuale ma la sensazione è di avere un avantreno più stabile e preciso del solito : guida all’ attacco come si usa oggi in maniera quasi naturale 🙂 . Le gomme a pressione più bassa , i salsicciotti e l’ ABS fork Tune poi fanno il resto : in discesa è velocissima e passa veramente su ogni cosa con disinvoltura estrema e sicurezza totale nel controllo dell’ avantreno ! Certo il posteriore si muove molto di più che in altre occasioni ma è piacevole e anche i bunny hop su alcuni ostacoli diventano naturali . Nei drop l’ avantreno risulta un filino pesante ma è anche la prima volta che guido la Megatower e mi ci devo ancora abituare .

Il cambio e il reggisella Wi Fi fanno egregiamente il loro dovere : velocissimi e precisissimi come nessun altro sino a oggi ! Le ruote Reserve sono rigide il giusto e l’ assieme corre velocissimo . Nei brevi strappi in salita però la pedalata diventa macchinosa sia per l’ ammortizzatore a molla che si muove abbastanza ma sopratutto per il peso oltre i 15 Kg. con pedali che per certo non aiutano . Una volta raggiunta Borca chiudiamo quindi l’ idraulica dell’ ammortizzatore posteriore e iniziamo la nostra pedalata su strade bianche e asfalto per rientrare a Stresa . Qui ci accorgiamo dell’ assolutà bontà e scorrevolezza delle gomme scelte : se con altri prodotti si pedala a circa 20/22 Kmh con queste – nonostante la pressione più bassa – si viaggia a 24/25 Kmh a parità di sforzo 🙂

Ancora una volta comunque ho potuto constatare come queste ultime realizzazioni di “Endurone 29″  sono talmente prestanti da essere ben al di sopra delle mie possibilità e innalzano quindi le velocità di percorrenza non poco : basta solo stare più attenti perchè la gravità esiste 🙂 Insomma un mezzo che in discesa ha veramente poche rivali e che paga un filino nel pedalato questa vocazione gravity , ma del resto questa è la vera essenza dell’ Enduro di oggi .

Termino confrontando alcuni dati delle due uscite di queste settimane (senza indicare i modelli in relazione ai dati per par condicio) , sperando siano utili , come segue :

Tempo totale :             2h 18′ 19″             2h 44′ 36″

Tempo pedalato :        2h 06′ 54″             2h 14′ 53”

Media oraria :              17Kmh                  16,2 Kmh

Velocità max :              47,1 Kmh              44,1 Kmh

FC media :                     134 bpm               121 bpm

FC max :                         167 bpm               167 bpm

Kcal consumate :      1024                       937

 

First ride : Pivot Firebird 29″

21 Mag 2019

Come spesso succede i Marchi di nicchia USA finiscono per essere distribuiti da DSB in Italia . Spesso il buon Davide permette alla propria Clientela di provare i prodotti distribuiti ed ecco che un Cliente ci chiede di poter provare la nuova arma da enduro 29″ della Casa di Tempe (AZ) il cui fondatore Chris Cocalis ben conosciamo essendo noi stati distributori del Marchio Titus in passato . In breve organizziamo il test e abbiamo quindi occasione di poter provare su un tracciato a noi familiare – la Mega del Pescone che dal Mottarone scende sino ad Omegna su diversi trails per un totale di ben 1400 mt. negativi / circa 400 mt. positivi e un totale di 37 Km – e quindi che ci permette con facilità di comprendere le caratteristiche salienti dei prodotti.

La Firebird 29″ è montata alla DSB e quindi con ogni ben di Dio : gruppo Sram XX1 Eagle a 12v , freni Hope Tech3 E4 , ruote Industry Nine Hydra con gomme Maxxis Minion DHF da 2.5 , forcella Fox 36 Grip2 da 170mm e ammortizzatore Fox X2 da 162 mm !!! Il colore Beige del telaio con scritte nere ed arancio ha un fascino particolare essendo discreto ma ben individuabile in mezzo alle altre : in due parole la bicicletta “è bellissima” . Una magnifica giornata di sole primaverile poi ci attende a Stresa e si chiacchera amichevolmente salendo con la fune . Una volta lasciata la stazione della funivia facciamo le solite 4 foto di rito e iniziamo a pedalare un brevissimo strappetto asfaltato che ci porterà in cima al Motta .

Ancora qualche foto con il lago d’ Orta sullo sfondo e finalmente inizia la Mega ! Sui primissimi tratti veloci e ben conosciuti apprezziamo subito la rigidità dell’ assieme e la grande scorrevolezza dei mozzi I9 Hydra ; la Firebird scorre velocissima sulle sue ruotone mangiandosi ogni asperità del terreno . Un tratto di singletracks nei pratoni ci permette poi di apprezzare il gran lavoro del carro che sembra letteralmente rimanere attaccato al terreno anche sui brake bumps più importanti . Il tratto seguente che ci porterà all’ Alpe Vermenasca è abbastanza in pendenza a con parecchi sassi smossi e radici dove abbiamo ancor più apprezzato la stabilità della bici e la facilità con cui si muove anche sullo stretto considerando sempre che siamo in presenza di ruote da 29″ .

Dall’ alpe Vermenasca poi tratti sabbiosi e lunghi sterrati ci porteranno sui single tracks sopra alle cascate del Pescone e quindi a proseguire verso Agrano ed infine verso Borca sul lago d’ Orta . In questi tratti abbiamo potuto apprezzare anche il buon lavoro dell’ ottima Fox 36 anteriore e dei freni Hope Tech 3 E4 che abbiamo trovato molto migliorati in confronto alle edizioni più vecchie della stessa Hope. Hanno forse perso qualche cosina in modulabità (che rimane sempre e comunque da riferimento) ma hanno guadagnato quel poco di potenza che forse mancava a precedenti edizioni . In compenso la mancanza dell’ ABS Fork Tune nella forcella ma soprattutto dei “salsicciotti” Vittoria AirLiner nelle gomme tubeless ci obbliga a pressioni d’ utilizzo ben più alte delle nostre abituali e sinceramente ci fa apprezzare ancor di più la bontà del DW-Link e delle geometrie “magiche” della bici . In brevissimo – la bici è sorprendentemente stabile e veloce – arriviamo al lago d’ Orta e non restano che da percorrere i 22Km di strade bianche e asfalto che ci riporteranno a Stresa .

In quest’ ultimo tratto le coperture – che non sono certo tra le nostre preferite – mostrano la loro poca scorrevolezza anche se la pressione più elevata di gonfiaggio aiuta non poco e quindi percorriamo il trasferimento di ritorno con buona lena e in tempi normali . Per certo con coperture più scorrevoli si potrebbe apprezzare meglio l’ ottima pedalabilità della Firebird sempre considerando che siamo in presenza di una MTB da enduro cattivo e non di una front da XC .

Per terminare posso dire che l’ innamoramento delle geometrie e della conseguente guidabilità avuto con la E-Bike di casa Pivot , la Shuttle , è stato del tutto confermato da questa Firebird 29″ !!! Siamo sicuramente in presenza di un prodotto al top delle prestazioni raggiungibili – anzi è persino imbarazzante il margine di sicurezza che il prodotto ci ha trasmesso – da un Utente medio come riteniamo sia buona parte dei Bikers che troviamo in giro sui sentieri e pensiamo che anche i Racers potrebbero ben dire la loro in gare enduro con questa Pivot . Insomma tanta sostanza e una facilità di guida quasi inusuale per una 29″ enduro : gran bel mezzo !!!

 

Trust Message : una forcella insolita :-) First ride

26 Mar 2019

Ciao Gianni, ho bisogni di vederTi . Quando posso venire a trovarTi ? Con questa telefonata Enrico (4Guimp) mi comunicava che aveva una cosa da farmi vedere. In pochi giorni arrivava allo Store con una scatola vuota e una E-Mtb con lo strano oggetto montato : la forcella a parallegramma Trust Message nata dal genio di Dave Weagle ! Una forcella in carbonio da 130 mm con due camere d’ aria (una per stelo) e la parte idraulica con controllo della compressione (alte e basse velocità) e del ritorno in basso nello stelo di destra.

Ovviamente avevo visto la Message a fine anno scorso ed erano almeno 3 mesi che cercavo di mettere le mani su un esemplare di tale forcella e ho subito aderito all’ invito di Enrico per la presentazione della stessa e una prima presa di contatto. Quindi caricata la mia Focus Jam2 9.9 sul furgone sono partito alla volta di Genova, monte Gazzo dove si sarebbe svolta la prova .

Nel frattempo inizio a pensare che essendo ormai più di 50 anni che uso forcelle telescopiche ci vorrà parecchio tempo per cambiare le mie abitudini di guida e non senza un certo timore reverenziale verso il nuovo prodotto mi presento quindi a Genova. In brevissimo tempo la Message è montata sulla Focus e accompagnato dall’ amico Michele (unico con una E-Mtb del gruppo) salgo sulla Jam2 e partiamo.

In salita sinceramente non trovo grandissime differenze sino a che non iniziamo a salire su una breve scalinata dove la forcella sembra masticare a dovere i gradini per la verità non altissimi. Frenando la forcella lavora ma la geometria della bici resta completamente invariata. Una volta in cima iniziamo una discesa abbastanza scorrevole e con una serie di curve anche abbastanza chiuse e qui iniziano a emergere le prime positive sensazioni : sarò mica diventato bravo di colpo a fare le curve ??? Poi arrivano alcuni tratti con sassi piantati e alcune roccette in salita da scavalcare. Essendo io un “feticista” di solito passo a fianco delle rocce se reputo di poter toccare il rock guard della E-Mtb sulla stessa per non rovinarlo ma questa volta pensando che la geometria non varierà provo a fidarmi e incredibilmente mi ritrovo in un attimo a scavalcare l’ ostacolo con estrema facilità : incredibile !

Risaliamo e inzio a chiaccherare con Michele del fatto che il mio cervello pensava di metterci più tempo ad assuefarsi alla nuova Message e invece mi trovo già abbastanza a mio agio per di più su sentieri del tutto sconosciuti e con ruote da 29″ che attualmente non sono tra le mie preferite. Michele mi conferma che gli sembra avermi visto fare belle linee molto alte e che guidavo già con una certa fluidità : adulatore 🙂

Seconda discesa un pò più tecnica e rotta e anche qui la sensazione è quella di poter guidare con grande fluidità e sicurezza ! Insomma in circa un’ oretta e mezza ho già una confidenza inusuale con questa nuova forcella : non è cosa da poco !!! Lo scavalcamento di rocce e ostacoli vari diventa quasi una libidine e le linee diventano sempre più dritte andando a cercare passaggi che forse in altri casi avrei magari preferito evitare. La Message anche in questo caso non fa una piega e mi asseconda appieno quasi dicendomi di caricare di più l’ avantreno e di farla correre di più. Siamo però alla prima uscita e preferisco non osare troppo: avrò tempo sui sentieri a me ben conosciuti di provare ad aumentare un pochino il ritmo 🙂

A tavola con l’ uomo Trust – Rob -mi soffermo a complimentarmi per l’ ottimo lavoro di setting fatto e a chiaccherare dell’ ottimo feeling che la forcella mi ha trasmesso e Rob mi conferma che il “Trust effect”, come Lui definisce quello che la forcella trasmette, è realmente molto immediato da percepire. Siamo di fronte ad una rivoluzione nella guida delle MTB ? Questo sinceramente è troppo presto per dirlo dato che ho fatto solo 910 Mt di dislivello però per certo Vi consiglio di provarne una se ne avrete mai l’ occasione senza pregiudizi e il risultato potrebbe essere sconvolgente 🙂

A breve la prova completa, stay tuned !!!

 

 

La miglior MTB del pianeta …

28 Dic 2018

Qual’ è la migliore MTB o E-MTB del pianeta ?

Questa è una delle domande più frequenti che mi viene rivolta quando sono in giro sui sentieri, oppure in rete e/o in bottega . Ebbene questa è la classica domanda a cui per fortuna o per sfortuna di chi lo chiede non esiste una risposta vera o certa 🙂

Il perché non esista una risposta è facilmente intuibile per il fatto che in primo luogo ognuno di noi ha capacità di guida diverse da altri, corporatura diversa,  forza fisica diversa e percorre sentieri diversi ma soprattutto perché le MTB (o E-MTB) moderne hanno ormai raggiunto un livello tecnico e di sviluppo tale da rendere un prodotto buono per un certo stile di guida e/o utilizzo ma non per un’ altro . Le moderne MTB sono in moltissimi casi il frutto di un’ alchimia costruttiva e di assemblaggio che rasenta la magia 😉 Infatti se avessimo l’ occasione di parlare con un disegnatore di sospensioni o di telai in confidenza lo stesso Vi potrebbe spiegare il concetto che quando si parte da un foglio bianco o per meglio dire oggi da un progetto “SolidWorks ®” bisogna mettere giù quelle che sono le idee da cui nascerà poi la futura MTB che non sempre all’ atto pratico si rivelano poi quello che ci si aspettava sul campo … Spesso si tratta di sfruttare le proprie conoscenze ed esperienze in ambito ingegneristico e meccanico ma solo il campo dirà poi se l’ idea era quella giusta al 100% oppure se si rivelerà un flop . Inoltre gli ingegneri che disegnano , assemblano e compongono le nostre amate biciclette da montagna pur essendo dotati di tecnologia per disegnare al meglio il telaio , purtroppo per gli Utenti finali , sono spesso pressati dalle case costruttrici per cui lavorano a immettere sul mercato prodotti ancora acerbi o comunque non testati per il tempo dovuto (in campo E-Bike negli ultimi anni questo è risultato ancor più evidente : business is business 🙂 ) . Risulta quindi facile il comprendere che nemmeno per Case costruttrici di grandi dimensioni – ne tanto meno per le piccole – il risultato finale sia certo ed inequivocabile in partenza: è influenzato da tali e tanti fattori che l’ alchimia giusta alla fine della trafila di progettazione , disegno , prototipazione , test e infine produzione nessuno la può prevedere con assoluta certezza .

Come muoversi quindi all‘ atto della scelta della propria MTB ? Sinceramente in un mondo perfetto sarebbe necessario provare e ri-provare i prodotti a cui si è interessati per un lungo periodo al fine di poter valutare al meglio quello migliore per ognuno di noi ma purtroppo questo mondo perfetto non esiste e quindi bisogna muoversi in altro modo . Le prove denominate pomposamente “tester day” o altro all’ atto pratico si rivelano utili solo alle Aziende poiché un test di pochi minuti non ci permetterà mai di valutare appieno le reali bontà o meno del prodotto ma in compenso ci entusiasmeremo non poco per il giocattolo nuovo – trattandosi di giocattoli e non di prodotti di prima necessità ed essendo noi degli eterni bambini – con il risultato che spesso il nostro giudizio verrà falsato da questo iniziale entusiasmo . Ritengo quindi che la prima cosa da considerare è che non esiste un Marchio di biciclette migliore di altri ma che esistono comunque alcuni Marchi che per dimensioni, storia, tradizione, disponibilità di denaro e conseguentemente attrezzature per la ricerca e la prototipazione possono partire con basi più solide di altre . La seconda cosa molto importante è il valutare con attenzione la tipologia d’ uso che andrete a fare con la Vostra MTB e quindi non lasciarsi mai affascinare dal colore o dalle linee della bicicletta ma definire quale sarà la tipologia di bicicletta adatta al Vostro utilizzo . Per fare un esempio chiaro – estremizzando un po’ il concetto  – è del tutto inutile acquistare una bicicletta da downhill per poi girare nei parchi cittadini e viceversa è addirittura pericoloso usare una MTB front  su piste da discesa .

Ultimo ma non meno importante è l’ aspetto commerciale da considerare all’ atto dell’ acquisto : ovviamente ci sono Marchi che mantengono più di altri il loro valore nel mercato dell’ usato mentre molti altri Marchi, anche se hanno prezzi d’ acquisto iniziale che sembrano di gran lunga migliori, hanno poi il problema che in caso di rivendita sul mercato dell’ usato risultano molto meno appetibili dei Marchi più blasonati come in tutti i settori del commercio e non solo delle biciclette .

Sperando di aver chiarito ad alcuni di Voi molti dei dubbi che ci si pongono al momento dell’ acquisto del Vostro nuovo giocattolo mi auguro che abbiate la fortuna di incontrare la MTB dei Vostri sogni al più presto possibile 🙂

I salsicciotti ormai potremmo dividerli in quattro grandi famiglie …

16 Lug 2018

Dopo il mio primo scritto (https://www.pro-m.com/i-salsicciotti-dopo-quasi-10-mesi-di-prove-qualche-cosa-posso-dire/) riguardo i “salsicciotti”, come amo chiamarli io, direi che in questi ultimi 7/8 mesi il mercato si è popolato sempre più di nuovi prodotti confermando la grande utilità di questi inserti da interporre tra cerchio e pneumatico per gli svariati motivi che Vi ho già spiegato .

Visto tutto questo non ho mai interrotto le prove di nuovi materiali e oggi siamo arrivati ad avere, come detto, quattro diverse tipologie di materiale e quindi quattro grandi famiglie di “salsicciotti” .

Partiamo dalla famiglia di quelli costruiti con polietilene espanso a celle chiuse ad alta densità – HDPE -(materiale isolante anche usato per tubazioni o similari / galleggianti) . I Marchi più famosi sono PTN by Pepi e Soulciccia :   VANTAGGI – facilità di montaggio e smontaggio, peso molto contenuto, costo basso e discreta protezione cerchio . SVANTAGGI – Si deteriorano con gli urti in maniera evidente, protezione cerchio non eccezionale, non permettono di viaggiare a andature normali quando si fora . USO : principalmente XC o Granfondo .

Alla seconda famiglia appartengono invece quelli prodotti con polimeri compressi o EPDM . Il Marchio più famoso è Banger (Mr. Wolf) : VANTAGGI : buona protezione del cerchio, facilità di montaggio, percezione di galleggiamento molto buona, miglior guidabilità con pressioni non superiori a 1.8 atm . SVANTAGGI : peso, fragilità se usati in runflat e costo . USO : principalmente Gravity e E-Bike .

La terza famiglia comprende le mousse o semi-mousse (camera d’ aria interna) che usano normalmente della gomma butile stampata . I Marchi più famosi sono SmartMousse (Mr. Wolf) , SpeedyMousse e TechnoMousse : VANTAGGI : quasi un sistema antiforatura, protezione del cerchio, percezione di galleggiamento buona, miglior guidabilità con pressioni non superiori a 1.5 atm e la NON necessità di dover usare lattice o similari che ci tolgono la necessità di dover fare manutenzione al sistema stesso . SVANTAGGI : peso e costo . USO : solo Gravity e E-Bike .

Ultima, ma non per questo peggiore delle altre, la famiglia dei polimeri che per forma e densità vengono prodotti per questa applicazione specifica . I Marchi più famosi sono Air Liner (Vittoria Gomme) e Cush Core : VANTAGGI : ottima protezione del cerchio, facilità di montaggio e smontaggio (SOLO per Air Liner) , percezione di galleggiamento ottima, durata garantita di almeno 2000 ore e miglior guidabilità (anche in runflat) per chi ne faccia un uso agonistico . SVANTAGGI : costo . USO : XC, Granfondo, Gravity e E-Bike .

Una Focus Sam2 equipaggiata con Speedy Mousse per uso All Mountain

In conclusione questi prodotti sono un ulteriore grosso passo avanti al miglioramento della pratica della MTB e spesso Vi salveranno dai problemi dello stallonamento pneumatico, dal bozzare i Vostri cerchi ruota e – solo in alcuni casi – anche dalle forature . Per certo Vi permetteranno di guidare a pressioni più basse con benefici evidenti per i più … e nel malaugurato caso di una foratura / taglio copertura Vi permetteranno di arrivare a casa più facilmente . Spero con questa brevissima sintesi (da profano della produzione e scelta dei materiali impiegati, scusandomi quindi sin d’ ora per eventuali inesattezze nella descrizione dei materiali stessi) di poterVi aiutare a scegliere l’ inserto migliore per l’ utilizzo che andrete a fare del salsicciotto stesso sulla base delle Vostre esigenze reali . RicordateVi sempre che non esiste un prodotto migliore dell’ altro … ma che esiste sempre il prodotto migliore per le Vostre necessità d’ utilizzo prevalenti, il Vostro budget di spesa per questo accessorio e il Vostro stile di guida . Le varianti importanti da considerare – prima di definire con esattezza il prodotto migliore per Voi – sono anche il tipo di pneumatico che andrete ad usare con i salsicciotti, la tenuta / rigidità dei fianchi dello pneumatico stesso e la pressione dell’ aria che userete : la pressione è appunto la variabile più importante nell’ uso pratico degli inserti e ne varia la risposta in maniera importantissima !

Dopo più di 18 mesi di utilizzo dei vari prodotti il mio PERSONALISSIMO verdetto finale è : Air Liner o PTN per uso XC, Air Liner per uso Gravity agonistico e SpeedyMousse per chi usa la E-MTB in modo ludico e non vuole forare o avere problemi con il lattice 🙂

L’ E-Team Pro-M utilizza Air Liner con gomme Vittoria Martello / Mota nel circuito E-Enduro

In ogni caso come direbbe il Freak : “Hasta el salsicciotto siempre, Comandante” 🙂

First rides : Mondraker Foxy RR 29″

23 Giu 2018

Un Cliente mi chiede di provare la nuovissima Mondraker Foxy RR 29″ e quindi mi attivo con Davide in DSB per avere l’ unico esemplare attualmente in test . Finalmente la bicicletta arriva in Pro-M e dopo un accurato controllo esco in zona Milano per avere una prima idea di come vada questa “MAGNIFICA” mtb che secondo i tecnici Spagnoli di Mondraker rappresenta un pò la bicicletta tuttofare con ruote da 29″ .

Dopo questa prima uscita finalmente riesco ad organizzare la prova con Matteo e decidiamo di trovarci a Colazza per usufruire dei bellissimi e conosciuti trails dell’ Alto Vergante Bike Arena .

Al parcheggio guardiamo e fotografiamo la Foxy  nella sua livrea Giallo / Arancio che lascia veramente a bocca aperta tanto è bella e filante . Direi che sia veramente difficile trovare Bikers a cui questa mtb possa non piacere !!!

La RR ha forcella e ammortizzatore Fox della serie Factory che lavorano sul carro Zero® e su un telaio in carbonio di pregevolissima fattura. Freni Sram Guide R e ruote DT Swiss con pneumatici Maxxis che non aiutano certo la pedalabilità su asfalto data la scorrevolezza ridotta degli stessi .

Appena si sale in sella si percepisce immediatamente di essere su una Mondraker per il tubo orrizzontale molto lungo e l’ attacco manubrio corto che sono le caratteristiche più distintive della Forward Geometry® di Mondraker . In ogni caso la posizione in sella è piacevole e non crea particolari problemi ma anzi ci si trova subito a proprio agio .

In salita la sospensione Zero® tira fuori tutto il buono del cinematismo e permette un’  ottima trazione anche se personalmente la trovo sin troppo controllata e rigida nei tratti più tecnici anche perchè sono abituato a sistemi più morbidi e meno reattivi di questo dual link full floater .

Una volta arrivati in cima abbiamo imboccato una delle traccie conosciute (la Rana ndr) e sinceramente ci siamo stupiti della facilità di conduzione e delle velocità di percorrenza che la Foxy RR 29″ permette : basta tenere l’ avantreno ben caricato e Lei segue la linea impostata con una precisione da riferimento !!! Una “spada” che permette a chi ha manico velocità di percorrenza sconosciute a altre mtb .

Per concludere direi che la Foxy RR 29″ oltre ad essere veramente bellissima permette a chi ha voglia di spingere in discesa velocità imbarazzanti quasi da bicicletta DH sul veloce senza per questo penalizzare la maneggevolezza nello stretto anche se non abbiamo avuto occasione di percorrere sentieri molto tecnici durante questi primi contatti. Le ruote da 29″ la rendono poi ancora più veloce forse meno nervosa della sorella da 27,5″ . Personalmente cambierei magari le gomme con qualche cosa di più scorrevole per una miglior pedalabilità sui trasferimenti in asfalto in particolare ma questo è molto personale e dipende dal tipo di utilizzo che si vorrà fare della eclettica Foxy 🙂

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Long run test : Specialized Stumpjumper FSR Expert carbon 29″ (2019)

08 Mag 2018

Aprile 2018 : Specialized presenta la nuova Stumpjumper ! L’ icona della MTB per la casa di Morgan Hill è completamente nuova in ogni sua parte e noi non vediamo l’ ora di poterla provare ! Ordinata, ricevuta in versione Expert ed eccoci in sella alla nuova Regina dei trails ! Ad oggi abbiamo avuto l’ opportunità di guidarla nelle più svariate condizioni per più di 150 Km su tutti i tipi di terreno ed eccoVi le nostre impressioni “vere” poichè – anche se sono un bottegaio – ci tengo a sottolineare che scrivere così bene di una MTB mi mette addirittura in imbarazzo … ma purtroppo non so mentire nel bene o nel male 🙂

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Estetica : bella, bella e ancora bella ! Sarà il nuovo telaio assimmetrico a colpire ma la nuova Stumpjumper si stacca prepotentemente dal vecchio modello e se proprio vogliamo fare i sofisti magari un colore più vivace in gamma non avrebbe stonato . La versione Expert in prova comunque è sicuramente quella con il colore che ci piace di più !

Posizione di guida : appena ci sali sopra sembra che Ti abbiano cucito la bicicletta addosso come farebbe un buon sarto . Una veloce regolazione degli appoggi e sei subito a casa : tutto è al posto giusto e la taglia Medium in prova perfettamente si adatta alle mie esigenze che amo le MTB non troppo lunghe . Infatti, anche se il Reach è stato allungato di 12 mm (ora è di 425 mm) e l’ orizzontale virtuale di 5 mm (ora è di 590mm) io – che sono alto mt. 1,76 – la trovo ancora bella raccolta ! Il fatto poi di “sentire” la ruota da 29″ toccare più volte il fondello sui ripidi ha accentuato questa mia sensazione di avere una MTB corta e maneggevole … ma forse è merito dell’ equilibrio generale che è al di sopra di ogni aspettativa !!!

Sospensioni : la Expert 29″ è equipaggiata con una forcella Rock Shox Pike RC Debon Air da 150 mm e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Deluxe RT3 da 140 mm con tre posizioni in compressione : open, trail & firm . La forcella mi è sembrata molto migliorata in confronto alle vecchie versioni e sinceramente non ho avvertito la necessità di smanettare troppo sulle regolazioni dopo il setting iniziale: buon segno, vuol dire che funziona già alla grande.  L’ ammortizzatore Deluxe RT3 – al contrario di tutti gli ammortizzatori metrici da noi provati che ci hanno sempre dato l’ impressione di avere un ritorno molto controllato – conferisce al magnifico carro FSR una fluidità e un sostegno in pedalata encomiabile . Se poi usassimo il settaggio firm su asfalto sembrerebbe veramente di non avere bobbing !

Salita scorrevole : come detto sopra su asfalto e sterrati si pedala come poche altre: basta spingere sul pedale e la spinta in avanti che si riceve è incredibile ! Si pedala veramente come nessun altro carro FSR sino ad oggi testato ! STUPEFACENTE 🙂

Salita tecnica : il carro posteriore molto rigido, il magnifico equilibrio generale, la bontà del sistema FSR che qui veramente stupisce per efficienza generale, ne fanno veramente un’ arma letale senza per questo essere mai impegnativa o nervosa . L’ avantreno è del resto molto preciso e permette di superare gli ostacoli con facilità senza obbligare nemmeno a grandi spostamento del peso … direi che l’ equilibrio generale del mezzo è IMPRESSIONANTE 🙂

Single-track : le ruote da 29″ x 2.6, il magnifico lavoro delle sospensioni, l’ equilibrio generale più volte sottolineato  ci hanno dato la certezza di avere tra le mani una delle MTB più divertenti e precise che noi abbiamo mai potuto testare in ambito trail / enduro . Se si abbassano le velocità di percorrenza risulta comunque molto maneggevole e quindi ci si scorda di avere in mano una 29″ con angolo di sterzo di 66,5° : INCREDIBILE 🙂

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : basta scegliere la linea più radicale e la Stumpjumper segue la traccia come fosse su un binario ! Spesso ho pensato di essere su una MTB da enduro: ENTUSIASMANTE 🙂

Discesa tecnica e stretta : da non credere di essere su una 29″ ! Qui la sensazione di bicicletta corta e super maneggevole è apparsa prepotentemente anche se le quote dell’ angolo sterzo e le ruotone avrebbero fatto pensare il contrario … siamo sicuri non sia una 26″ camuffata da 29″ 🙂

Frenata : i freni Sram Guide R equipaggati con dischi da 200 / 180 mm, nella loro ultima release, non danno problemi di sorta nel normale utilizzo e confermano di aver raggiunto un livello di affidabilità sconosciuto alle precedenti versioni . Si potrebbe obbiettare che la potenza potrebbe essere maggiore ma tenete presente che – anche se non sembra – siamo su una trailbike e non su una enduro 🙂

Rigidità : la rigidità percepita – considerando il carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst – è imbarazzante !  Sarà il carro, il triangolo, le ruote in carbonio, o meglio quello che amo definire equilibrio generale ma difficilmente ho avuto la sensazione di avere tra le mani una bicicletta così rigida  ma nello stesso tempo facile e istintiva da condurre ! PERFETTA 🙂

Dotazione : tutto al posto giusto e una nota particolare va alle gomme Butcher e Purgatory 29″ x 2.6 che, avendo una scorrevolezza da riferimento, contribuiscono in maniera evidente alle prestazioni in pedalata senza per questo mancare di grip e tenuta ! Che dire poi del nuovo reggisella da 34,9 mm con travel 160 mm a testa dritta con regolazione micrometrica su 16 posizioni ? Qualche d’ uno potrà magari storcere il naso pensando ad un equipaggiamento troppo “risicato” (pedivelle in alluminio Descente e freni Guide R ad esempio)  per una MTB della gamma Expert della casa di Morgan Hill ma ritorno ancora una volta all’ incredibile equilibrio generale della Stumpjumper e quindi gli Ingegneri di Morgan Hill hanno fatto centro un’ altra volta : ENCOMIABILE 🙂

Finiture : la vernicitura risulta di buona fattura considerando il carbonio Fact11 con cui è costruito il telaio e il carro . Il nuovo batticatena poi conferisce una silenziosità di marcia che non abbiamo mai trovato su nessuna altra MTB ! Che dire poi della linguetta in gomma interposta tra il triangolo e il carro per evitare che sassi e sporcizia si depositino in quella zona causando danni alla verniciatura ? GENIALE 🙂

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Valutazione rapporto qualità/prezzo : la gamma spazia da circa € 2000,00.- per arrivare sino a € 9000,00.- e quindi ognuno potrà trovare la trailbike perfetta per le proprie necessità . La Expert – dopo questa prova – risulta secondo me molto ben equilibrata .

Note finali : ho esaurito gli aggettivi e le lodi per questa MTB ! Sinceramento penso che in questo caso sia stata realizzata la MTB dei sogni di tutti noiIn pratica la MTB a 360° che tutti noi stavamo cercando da anni e che probabilmente nessuno era mai riuscito a realizzare . Il gruppo di sviluppo di Specialized questa volta ci ha proprio stupito per la bontà della nuova trailbike e per l’ attenzione ai moltissimi particolari che possono sembrare insignificanti ma che alla fine hanno fatto di questa MTB la vera Regina dei trails secondo il nostro modestissimo parere !

La Stumpjumper è tornata: lunga vita alla Regina di tutte le MTB !!!

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First rides : Specialized Stumpjumper FSR Expert Carbon 29″

07 Mag 2018

La prima Specialized Stumpjumper FSR Expert Carbon 29″ è arrivata in Pro-M la scorsa settimana e, come sempre, mi sono concentrato sulla prova della prima novità della stagione 2019 presentata a oggi da Specialized stessa . Sono uscito parecchie volte in settimana e a breve leggerete su questo stesso Blog le impressioni di guida dettagliate . Sinceramente – ed è la prima volta – mi sono trovato su quella che io considero veramente la MTB definitiva per uso trail/enduro : insomma il sogno di tutti noi sembra essere diventato realtà !!!

Fatta questa doverosa premessa ho considerato che, essendo io un bottegaio, le mie impressioni potessero essere fraintese dai più come uno spot pubblicitario per vendere più biciclette … anche se chi mi conosce ben sa che così non è 🙂

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Ecco quindi l’ idea di far testare anche a un Cliente che considero una persona con buona cultura nel campo MTB e buona sensibilità di guida la nuovissima Stumpjumper ! La scelta è caduta su Max anche perchè ex-possessore – sino al mese scorso – di una Stumpjumper S-Works della serie precedente e quindi ben avvezzo all’ uso dell’ iconica Stumpjumper 🙂

Qui di seguito la sua prova integrale, svoltasi su un bellissimo percorso tagliato e cucito con grande competenza dall’ amico Freak su svariati sentieri intorno al Mottarone per circa 45 Km con 2000 Mt+ (1000 con fune e 1000 pedalati) , come segue :

” Sabato: mi arriva un messaggio da Gianni  “domani vuoi provare la Stumpjumper 2019 ?”. Cavolo, direi proprio di sì !!!

Domenica mattina ci troviamo a Colazza , tempo di un caffè e poi al parcheggio faccio la conoscenza con la nuova trail bike della grande Specialized .

È molto bella con una cura dei dettagli notevole, nulla è lasciato al caso .

Il modello è la Expert da 29″ ed ha tutto quello che si può volere : cerchi in carbonio, gruppo a 12 velocità, manubrio da 78 cm,  forcella Pike da 150 mm, ammortizzatore posteriore da 140 mm Rock Shox metrico, il tutto cucito su un bellissimo telaio e carro full carbon , molto rigidi .

Posizione di guida : ti siedi e sei a casa , come se l’avessi sempre guidata , tutto al posto giusto , anche se la misura Medium per me , che sono alto mt. 1,79 dovrebbe essere corta .

Salita : ruote da 29″ e gomme da 2.6 danno una trazione infinita ma è il lavoro della sospensione a regalare sorrisi : non si siede, lavora sempre in alto e sostiene veramente bene . In poche parole fantastica .

Discesa : confidenza da vendere ! Stabile, precisa grazie ad un carro granitico . Incassa colpi come non fosse un FSR ed è questo forse il lavoro più grande svolto da Specialized non so se dovuto anche al nuovo ammortizzatore metrico . In discesa tecnica mangia qualsiasi cosa e nello stretto gira molto facilmente e quando la velocità aumenta puoi solo preoccuparti di quale sia la linea più breve da scegliere che al resto pesa a tutto Lei .

In tutto il nostro giro, tra Colazza e il Mottarone, ho sempre usato le sospensioni in modalità aperta: non ho mai sentito il bisogno di chiuderle nemmeno su asfalto !

In conclusione da possessore del modello precedente, i passi in avanti che sono stati fatti con questo nuovo modello sono impressionanti: è completamente un’ altra bici che ispira fiducia e ti permette con estrema  facilità di sembrare un biker migliore !

FANTASTICA . ”

Preferiamo ricordarlo così :-)

I salsicciotti : dopo quasi 10 mesi di prove qualche cosa posso dire …

25 Dic 2017

Da parecchio tempo ormai mi sono abituato a guidare tutte le MTB o E-MTB che provo e utilizzo con quei sistemi di anti stallonamento e protezione cerchio che permettono di scendere ulteriormente con le pressioni di gonfiaggio del pneumatico e quindi di avere sensazioni di guida diverse oltre appunto ad evitare lo stallonamento dei pneumatici e a proteggere il cerchio ruota . Ovviamente la pressione più bassa agevola la trazione in salita e anche permette di guidare con maggior appoggio e sicurezza in discesa anche se a discapito della precisione di guida. Sono scelte personali e ricordiamoci che non esiste il prodotto perfetto che risolve ogni problema: c’ è sempre un vantaggio e uno svantaggio e si tratta quindi di trovare il compromesso migliore per ognuno di noi . La scelta delle gomme, dei salsicciotti, delle pressioni d’ utilizzo, del liquido anti-foratura può dare sensazioni e risultati pratici diversi per ognuno di noi e quindi la giusta scelta dei materiali e il giusto setting è un lavoro lungo e da fare con un protocollo ben preciso in mente: il variare più parametri contemporaneante potrebbe portare a non ottenere mai il risultato cercato . Lavorate su questi aspetti con metodo e con molta calma : non basta una prova di qualche chilometro o una sola uscita per valutare al meglio un prodotto o per fare un setting corretto in base alle proprie necessità !

Fatto questo doveroso cappello vorrei poi dire che questi prodotti NON SONO PRODOTTI ANTI FORATURA come molti – anche addetti ai lavori (sigh) – vogliono far credere ! Tutti i prodotti che elencheremo qui di seguito vanno montati con aggiunta di lattice e di aria . I soli prodotti anti foratura (nel senso stretto della parola) che mi vengono in mente adesso sono il lattice – nelle sue mille varianti – e le fasce in kevlar da interporre tra la camera e la ruota . Se non siete d’ accordo con me oppure se mi sono dimenticato di qualche cosa segnalatemelo : non sono certo io il depositario della verità assoluta ! In ogni caso la miglior guidabilità, maggior sicurezza e miglior rendimento dei pneumatici in trazione e tenuta mi hanno ormai convinto da parecchio tempo che sono pur sempre un prodotto eccezionale e per me irrinunciabile tanto quanto il reggisella telescopico !!!

Veniamo ora ad elencare e a parlare dei salsicciotti – molti li chiamano erroneamente mousse – presenti ad oggi sul mercato . Li elenco in ordine strettamente alfabetico come segue : AbsRoc , Banger (Mr. Wolf) , Cush Core , Huck Norris , PTN by Pepi e Soulciccia . Ora per ognuno di questi prodotti tenterò di darVi le mie personalissime impressioni .

AbsRoc

Costruito in un materiale simile alla schiuma EVA appartiene alla categoria dei prodotti che oltre a proteggere il cerchio e ad evitare lo stallonamento della gomma Vi cambieranno moltissimo la sensazione di galleggiamento e assorbimento delle vibrazioni e degli urti come pochi altri salsicciotti . Abbastanza facile da inserire nelle coperture protegge in maniera eccezionale il cerchio e Vi permetterà di rientrare a casa dopo una foratura quasi come non aveste forato. Inoltre può anche essere personalizzato con facilità . VANTAGGI : ottima protezione, facilità di montaggio, percezione di gallegiamento buona, durata garantita di almeno 2000 ore e miglior guidabilità anche per chi ne faccia un uso agonistico . SVANTAGGI : peso e costo .

Banger (Mr. Wolf)

Costruito con un polimero molto simile a quello delle mousse per moto anch’ esso appartiene alla categoria dei prodotti che oltre a proteggere il cerchio e ad evitare lo stallonamento della gomma Vi cambieranno moltissimo la sensazione di galleggiamento e assorbimento delle vibrazioni e degli urti . Facile da inserire nelle coperture protegge in maniera molto buona il cerchio e Vi permetterà di rientrare a casa anche dopo aver forato . VANTAGGI : buona protezione, facilità di montaggio, percezione di gallegiamento molto buona, miglior guidabilità con pressioni non superiori a 1.8 atm . SVANTAGGI : peso e costo .

Cush Core

Premetto che non l’ abbiamo ancora ricevuto e quindi non abbiamo ancora potuto testarlo ! Quello che segue e quanto ricavato da svariate recensioni trovate in rete : non vogliatemene se quando lo potremo provare cambierò idea . VANTAGGI : forse il migliore a livello di anti stallonamento e protezione cerchio . SVANTAGGI : difficoltà di montaggio e soprattutto di smontaggio, peso e costo .

Huck Norris

Il primo che abbiamo avuto modo di usare anche in gara (Team E-Enduro Pro-M) è un nastro sagomato in varie dimensioni che galleggia tra la gomma e il cerchio e spingendo sui fianchi del pneumatico svolge la sua funzione di anti stallonamento con buoni risultati . VANTAGGI : facilità di montaggio e smontaggio, peso contenuto, costo accettabile e discreta protezione cerchio . SVANTAGGI : Assorbe il liquido antiforatura, protezione cerchio non eccezionale, non permette di viaggiare quando si fora se non per brevi tratti .

PTN by Pepi

Forse il più conosciuto e il più chiaccherato 🙂 Lo abbiamo usato anche in gara con buoni risultati anche se riteniamo sia più adatto ad un uso XC e trail . Pesa veramente pochissimo e svolge pefettamente la sua funzione di anti stallonamento : si riesce a finire una PS dopo una foratura anche se la conduzione in run flat non è ottimale . VANTAGGI : facilità di montaggio e smontaggio, peso molto contenuto, costo basso e discreta protezione cerchio . SVANTAGGI : Si deteriora con gli urti in maniera evidente, protezione cerchio non eccezionale, non permette di viaggiare forte quando si fora .

Soulciccia

Provato per un brevissimo tratto . Direi che vale quanto scritto per i PTN by Pepi dato che la costruzione non si discosta molto . Mi riservo di correggermi se avrò l’ occasione di testarlo meglio .

In conclusione anche questi prodotti sono un ulteriore grosso passo al miglioramento della pratica della MTB e spesso Vi salveranno dai problemi dello stallonamento pneumatico e dal bozzare i Vostri cerchi ruota anche se come detto non sono la soluzione definitiva alle forature o altro. Per certo Vi permetteranno di guidare a pressioni più basse con benefici evidenti per i più .

Insomma come direbbe il Freak : “Hasta el salsicciotto siempre, Comandante” 🙂

Salsicciotto

 

Le 7 meraviglie della MTB sono diventate 8 !

15 Nov 2017

Come ho già avuto modo di scrivere e di raccontare a molti le cose che veramente mi hanno cambiato il modo di condurre la nostra amata MTB nel corso dei miei 36 anni di attività in giro per i monti non sono tantissime tanto da riassumerle in quelle che io amo chiamare le 7 meraviglie della MTB 🙂

Oggi queste meraviglie sono diventate 8 😉 Qual’ è l’ ultima arrivata (sempre secondo il mio modesto parere) ? Le gomme 27,5″ – con i propri pregi ed i propri difetti – avevano aperto la strada ad un livello di sicurezza e di facilità di conduzione sconosciuto ai più; oggi l’ arrivo di quelli che molti definiscono “salsicciotti” ha ancora dato un ulteriore impulso a questa sicurezza e facilità di conduzione con tutti i formati di pneumatico disponibili sul mercato e in tutte le svariate disclipline della MTB ! L’ ottava meraviglia della MTB sono quindi – IMHO – i “salsicciotti” .

Attualmente sul mercato Italiano sono disponibili 6 tipi diversi di questi accessori che elenco in ordine sparso : Banger by Mr.Wolf – Suasiccia – AbsRock (disponibile da Dicembre 2017) – PTN by Pepi – Huck Norris – CushCore (disponibile da Gennaio 2018) . Al momento siamo riusciti a provarne in svariate misure, situazioni  e configurazioni 5 modelli dei 6 elencati e appena terminati i nostri test e comparative Vi daremo le nostre impressioni. Sin d’ ora possiamo solo dire che il cambio di guidabilità e sicurezza percepita con questi prodotti all’ interno della ruota sono veramente incredibili !

Non per niente sono l’ ottava meraviglia della MTB 🙂

Una volta arrivati gli ultimi ritocchi: Bona monta i PTN .

Per i più pigri allego qui sotto il vecchio scritto pubblicato a Febbraio di quest’ anno :

Da quando pratico lo sport della MTB – e ormai sono per fortuna parecchi anni – sono veramente poche le innovazioni in questo mondo che hanno sostanzialmente cambiato il mio modo di condurre una MTB per andare a divertirmi nei boschi . Parlo di quelle innovazioni che non sono dei semplici piccoli upgrade ma di cose che veramente mi hanno cambiato il modo di andare in MTB !

In ordine cronologico direi che si possono riassumere come segue :

  1. La forcella ammortizzata : chi non ricorda la prima forcella ammortizzata Rock Shox … quando ebbi la fortuna di possederne una mi sentii immediatamente come John Tomac 🙂
  2. Il carro posteriore ammortizzato : logica conseguenza che ancora oggi è in continua evoluzione .
  3. I freni a disco : dismessi i “tappini” direi che il mio modo di scendere è notevolmente cambiato !
  4. La ruota da 29” : maggior impronta a terra, maggior scavalcamento dell’ ostacolo, baricentro più favorevole e quindi maggior sicurezza e divertimento. Quando poi si sono evolute le geometrie … libidine !
  5. Il reggisella telescopico : per me “feticista” il fatto di non dover rovinare il Thomson facendolo scorrere nel telaio e soprattutto il fatto di poter abbassare la sella con grande facilità dal comando remoto mi hanno cambiato la vita !
  6. Le nuove geometrie dei telai : sviluppate in concomitanza con l’ avvento delle ruote da 27,5” – di per se non le considero un grande cambiamento o una grande innovazione – che hanno portato a biciclette sempre più prestanti e più reattive, anche se magari più specialistiche e complesse da condurre .
  7. Le e-bikes o e-mtb : un giocattolo nuovo che mi permette ancora oggi dopo più di 50 anni di onorato servizio sulle due ruote (motociclette e MTB) di divertirmi come avessi 8 anni 🙂 Usate con il giusto approccio sono divertimento totale ! Questo non esclude l’ uso della MTB tradizionale ma anzi lo integra e migliora le capacità di guida del Biker in generale permettendo un utilizzo più intenso delle due ruote nella pratica MTB . Chi perde tempo e ritarda una prova della e-mtb perde solo la possibilità di divertirsi e migliorarsi 🙂

Come molti di Voi avrete intuito sono un praticante “Gravity oriented” – anche se in passato non ho disdegnato la pratica dello XC e delle granfondo – perché essendo un “senza fisico” ed un mediocre ho sempre privilegiato il divertimento all’ agonismo puro . Tutto ciò è quindi semplicemente quanto da me provato sul campo negli anni : cosa ne pensate Voi ? Ho dimenticato qualche cosa ?