Il M.te Guglielmo 15 anni dopo

28 Mag 2017

Circa 15 anni fa mi avevano invitato ad una gita al M.te Guglielmo, ovviamente in Mtb, ed avevo accettato con gioia poichè ero ancora giovane e curioso di vedere nuove mete e nuove montagne. Ricordo ancora oggi che una volta entrato – completamente stravolto – al rifugio Almici mi sono letteralmente sdraiato su un tavolo per riprendere fiato e in quel momento giurai a me stesso che non sarei mai più risalito a quel rifugio tanta era stata la fatica fatta in quell’ occasione.

Gli amici che erano con me ricordano con allegria la mia faccia stravoltissima all’ arrivo e quindi hanno provato a invitarmi di nuovo per una salita al Guglielmo . Detto fatto: oggi posso permettermi di salire anche tre volte al Guglielmo ho risposto tanto ho la E-Mtb !

Organizzata la gita per oggi, Domenica 28 Maggio 2017, ci siamo ritrovati a Zone (BS) al parcheggio delle piramidi di terra e con buon passo siamo risaliti ancora una volta al M.te Guglielmo per pranzare al rifugio Almici. E’ stata una bellissima giornata coronata da un buon pranzo ma sopra ogni cosa da amici con cui non pedalavo da tempo !!!

Grazie a Paola, Angelo e Babi per avermi riportato indietro nel tempo : Vi voglio bene !

E grazie alla mia “badante” Tedesca di nome Bosch che mi ha permesso tutto ciò 🙂

Guglielmo

Prova marsupio Source Hipster

25 Mag 2017

Da ormai parecchio tempo (in pratica da quando uso le E-Mtb) sono sempre alla ricerca di avere meno cose possibili da portare con me nelle uscite E-Mtb. Infatti spesso e volentieri l’ uscita E-Mtb è molto più veloce e rapida di una normale uscita Mtb e quindi anche il materiale da usare eventualmente è psicologicamente meno utile .

In questa ricerca dell’ oggetto – zaino o altro – più comodo e utile dove contenere la camera d’ aria, la pompa, il multitool e il portafoglio mi è capitata l’ occasione di provare l’ ennesimo marsupio e per di più completo di sacca idrica (i maggiori concorrenti non hanno la sacca compresa nel prezzo). Di cosa parlo : dell’ Hipster di Source !

Posso sicuramente affermare dopo la prova che è l’ oggetto che meno ho percepito avere con me in tutti questi anni di Mtb ! E’ abbastanza leggero, non si percepisce la sua presenza perchè grazie alla bretella fornita in dotazione non si muove minimamente, è della giusta dimensione e contiene – nell’ apposita sacca idrica – 1,5 litri di liquidi . Oltre a questo la sacca è costruita in un materiale che è quanto di più simile al vetro e quindi ha caratteristiche veramente uniche di praticità e pulizia !

Posso solo consigliarlo vivamente a tutti coloro sono in cerca di un prodotto piccolo e funzionale per brevi uscite . Per onestà intellettuale devo confermare che vendiamo anche marsupi di altre Marche …

Hipster Hipster_sacca

 

PTN : questo sconosciuto

20 Mag 2017

Oggi abbiamo avuto modo di provare per la prima volta il PTN (Pepi tyres noodles) che altro non è che un salsicciotto di colore rosso da posizionare tra il cerchio e la gomma con funzione di anti stallonamento e protezione del cerchio da eventuali urti .

Il PTN va montato con valvola tubeless (fornita in dotazione nel kit) opportunamente modificata per permettere di gonfiare poi la gomma ed inserire il lattice nel quantitativo che riterrete più opportuno .

Siamo partiti con la gomma anteriore (Vittoria Martello 29″ 4c – prototipo) gonfiata a 1,5 bar e la posteriore (Vittoria Goma 29″ 4c) a 1,8 bar . Il primo tratto su asfalto ci ha fatto apprezzare la scorrevolezza delle gomme e non abbiamo avvertito nessuna reale differenza con una gomma dotata di camera d’ aria. Quando siamo arrivati su strade bianche e sentieri abbiamo invece subito avuto l’ impressione di un grip ottimale e di una conduzione parecchio precisa senza per questo avvertire perdite di aderenza sulle pietre e sulle radici rese viscide dalla tempesta notturna (parecchia grandine era ancora accumulata ai lati dei sentieri) .

Arrivati all’ alpe Terrabiotta, il punto più alto della dorsale del Triangolo Lariano, abbiamo sgonfiato la gomma anteriore a 1,3 bar e la posetriore a 1,5 bar . Immediata la maggior sensazione di maggior assorbimento degli urti e di migliore conduzione (non che prima scivolassero queste gomme Vittoria) : insomma direi che sembra di avere una ruota 27,5″ Plus ma con la conduzione di una gomma stretta di quelle che funzionano in DH !

Anche nella fanghiglia e sulle roccie piantate dei sentieri che conducono a Bellaggio abbiamo sempre guidato con tanta sicurezza e precisione tanto da pensare che forse questa sia la soluzione attualmente più prestazionale che abbiamo mai provato …

Per fortuna – o purtroppo – non abbiamo bucato o altro e quindi non siamo in grado di dirVi come si sarebbe comportato il PTN in quell’ eventualità . Le prossime uscite ci diranno di più : per adesso direi che il prodotto vale perlomeno tutti i soldi che costa 🙂

PTN 1

Enduro, DH e ruote da 29″

26 Apr 2017

Lo scorso weekend – 22 e 23 Aprile – si sono svolti a Tavernerio (CO) i Campionati Italiani Enduro 2017 e Lorenzo Suding ha vinto la classifica assoluta con una Santa Cruz Hightower . In teoria non ci sarebbe nulla di strano che un professionista come Lorenzo vinca un campionato Italiano Enduro se non che la Santa Cruz Hightower che ha usato aveva ruote da 29” e, se non vado errato, è la prima volta che una 29” vince un campionato Italiano di una disciplina fuoristrada gravity come l’ Enduro.

Domenica prossima poi inizierà la Coppa del Mondo DH a Lourdes (FR) e molti dei top Team hanno annunciato almeno un prototipo 29” da downhill all’ interno dei propri Team. Vedremo il prossimo weekend se questo accadrà o meno … (proprio in queste ore Santa Cruz ha annunciato la sua V10 29″ 🙂 NDR)

Tutto questo per confermare che lo sviluppo delle 29” nelle discipline gravity del fuoristrada è cosa ormai matura e necessaria (nel lontano 2006 / 2007 quando lo dicevamo noi siamo stati insultati e presi per dei pazzi visionari 🙂 ) se vogliamo che questi sport possono progredire . Le ruote grosse sono una parte dello sviluppo di questi sport. Sembrerebbe una progressione naturale per le biciclette gravity di poter essere sviluppate dall’ industria con ruote da 29” . Una bicicletta con ruote da 29” in ambito gravity ha maggior grip, può mantenere più alta la velocità tra le rocce e nei passaggi più sconnessi, ha maggiore stabilità e inoltre può allungare la distanza nei salti mantenendo sempre molta più velocità . L’ incremento della velocità in generale è facilmente palpabile. Questo dovrebbe essere una buona cosa per le discipline gravity .

Insomma in linea generale tutti dovrebbero essere felici di questo ulteriore sviluppo tecnologico delle nostre MTB gravity e invece molti si oppongono all’ innovazione come se fosse la fine delle discipline gravity . Normalmente sono bikers che mai hanno provato o voluto provare una 29” gravity per preconcetti iniziali e diffidenza verso l’ innovazione ma purtroppo per loro dovranno adattarsi o cambiare sport poiché, come in tutti i settori, l’ innovazione non si può fermare !

Concludo con una provocazione : e se domani dovessimo trovare anche delle ruote con gomme 27,5” plus sulle biciclette dei top riders in gare Enduro o DH 🙂 Ma Vi ripeto – IMHO – questa vuole essere solo una provocazione perchè allo stato attuale le 27,5″ Plus (high volume – lower pressure) servono solo ai “fermoni” come me, i top riders non possono guidare con pressioni così basse e avere vantaggi perchè le gomme sono troppo poco precise 😉

Ma lo sviluppo e la conseguente innovazione non possono e non devono fermarsi !

Hightower Suding

Lorenzo Suding – Santa Cruz Hightower 29″ (photo MTBcult.it)

Le 7 meraviglie della MTB

24 Feb 2017

Da quando pratico lo sport della MTB – e ormai sono per fortuna parecchi anni – sono veramente poche le innovazioni in questo mondo che hanno sostanzialmente cambiato il mio modo di condurre una MTB per andare a divertirmi nei boschi . Parlo di quelle innovazioni che non sono dei semplici piccoli upgrade ma di cose che veramente mi hanno cambiato il modo di andare in MTB !

In ordine cronologico direi che si possono riassumere come segue :

  1. La forcella ammortizzata : chi non ricorda la prima forcella ammortizzata Rock Shox … quando ebbi la fortuna di possederne una mi sentii immediatamente come John Tomac 🙂
  2. Il carro posteriore ammortizzato : logica conseguenza che ancora oggi è in continua evoluzione .
  3. I freni a disco : dismessi i “tappini” direi che il mio modo di scendere è notevolmente cambiato !
  4. La ruota da 29” : maggior impronta a terra, maggior scavalcamento dell’ ostacolo, baricentro più favorevole e quindi maggior sicurezza e divertimento. Quando poi si sono evolute le geometrie … libidine !
  5. Il reggisella telescopico : per me “feticista” il fatto di non dover rovinare il Thomson facendolo scorrere nel telaio e soprattutto il fatto di poter abbassare la sella con grande facilità dal comando remoto mi hanno cambiato la vita !
  6. Le nuove geometrie dei telai : sviluppate in concomitanza con l’ avvento delle ruote da 27,5” – di per se non le considero un grande cambiamento o una grande innovazione – che hanno portato a biciclette sempre più prestanti e più reattive, anche se magari più specialistiche e complesse da condurre .
  7. Le e-bikes o e-mtb : un giocattolo nuovo che mi permette ancora oggi dopo più di 50 anni di onorato servizio sulle due ruote (motociclette e MTB) di divertirmi come avessi 8 anni 🙂 Usate con il giusto approccio sono divertimento totale ! Questo non esclude l’ uso della MTB tradizionale ma anzi lo integra e migliora le capacità di guida del Biker in generale permettendo un utilizzo più intenso delle due ruote nella pratica MTB . Chi perde tempo e ritarda una prova della e-mtb perde solo la possibilità di divertirsi e migliorarsi 🙂

Come molti di Voi avrete intuito sono un praticante “Gravity oriented” – anche se in passato non ho disdegnato la pratica dello XC e delle granfondo – perché essendo un “senza fisico” ed un mediocre ho sempre privilegiato il divertimento all’ agonismo puro . Tutto ciò è quindi semplicemente quanto da me provato sul campo negli anni : cosa ne pensate Voi ? Ho dimenticato qualche cosa ?

RockShox_Rs1_1989