First ride : Cannondale Moterra1 2020 con nuovo Bosch CX 4 Gen

25 Lug 2019

Venerdì 12 Luglio : si parte presto con destinazione Austria in occasione del meeting Europeo del gruppo Dorel proprietario – tra gli altri – dei marchi Cannondale e GT . Arrivati all’ Hotel ci precipitiamo poi al centro congressi di Alpbach – sede dell’ evento – a registrarci e a prenotare le nostre Moterra in test per la mattina seguente ; siamo veramente curiosi ! Il pomeriggio trascorre tra presentazioni dei nuovi modelli e incontri con tutto lo staff Italiano ed Europeo del gruppo che ci illustra tutte le novità 2020 e il grande cambiamento in atto all’ interno dell’ Azienda .

La mattina dopo fatta colazione e preparato l’ abbigliamento antipioggia, dato che il tempo promette temporali, ci presentiamo presso la zona test per farci settare le nostre due Moterra 1 . Il personale è molto gentile e cordiale e dopo averci montato i nostri pedali e averci settato l’ altezza sella e gli appoggi ci invita a salire da altri Colleghi per la regolazione del SAG : nulla è lasciato al caso !

Finalmente si parte e al momento non piove ; ancora uno sguardo al piccolissimo motore Bosch CX finalmente dotato di una corona anteriore normale, al nuovo tubo obliquo contenente la nuova batteria da 630 Wh e al nuovo computer di Bosch, il Kiox e poi si può partire . I primi metri su asfalto in salita sono utili per provare tutti i vari livelli d’ assistenza che sono Eco, Tour, E-Mtb e Turbo che vengono rappresentati sul Kiox anche con diversi colori della linea di assorbimento potenza del motore . Partiamo in Eco e subito, fatto il paragone con il vecchio livello Eco del vecchio CX, percepiamo una spinta meno invasiva e pensiamo quindi più risparmiosa della batteria se comparata al vecchio : molto bene questo significa che hanno lavorato al meglio e si potranno probabilmente fare più chilometri in Eco 🙂 Il livello Tour non sembra discostarsi molto dal vecchio mentre l’ E-Mtb sembra particolarmente efficiente e preciso (in due parole di tratta quasi di un “cambio automatico) se comparato al vecchio motore . La bicicletta si muove con una spinta sempre naturale e senza strappi permettendo notevoli velocità in salita all’ aumentare della spinta sui pedali !

In breve siamo nel bosco su un single track guidato in falsopiano con strappetti brevi e intensi dove possiamo ancora una volta apprezzare l’ ottimo lavoro del motore con assistenza settata su E-Mtb e l’ estrema rigidità del carro posteriore a 4 punti d’ infulcro che ci stupisce non poco ! La Moterra corre veloce sulle sue ruotone da 29” e si dimostra sin dal primo approccio molto stabile e giocosa … la velocità è mantenuta sempre alta dall’ ottima spinta – anche se mai invasiva – del nuovo motore CX e dall’ assistenza E-Mtb : basta fare più pressione sui pedali e la Moterra accellera con decisione inusuale . Sembra un motore quasi fiacco da quanto è dolce l’ erogazione ma guardando il Kiox si scopre con stupore che la velocità è sempre molto vicina al limite di legge dei 25Kmh anche su questo stretto single track guidato !!!

Io e Oscar ci fermiamo un attimo nel bosco prima di iniziare il tratto in discesa più tecnico del percorso di prova e purtroppo inizia a piovere . Questo limiterà un filino la confidenza in discesa ma fortunatamente il sentiero tecnico è abbastanza breve e ancora asciutto tanto da farci apprezzare le buone doti di maneggevolezza della Moterra e siamo di nuovo su asfalto in salita per tornare alla base . La pioggia aumenta d’ intensità e mettiamo il Turbo per sbrigarci a rientrare ma alla fine scopriamo che la differenza con il settaggio E-Mtb è veramente pochissima : si tratta di circa 1 / 2 Kmh in più a favore del Turbo in salita in base alla forza applicata sui pedali e quindi torniamo al settaggio E-Mtb salendo sulle rampe costantemente a più di 18 / 20 Kmh sino al centro congressi dove arriviamo decisamente umidicci 🙂

Ci guardiamo in faccia sorridenti e tutti e due siamo concordi nel ritenere la Moterra molto divertente e favorevolmente impressionati dalla spinta – mai invasiva ma molto potente – del nuovo motore Bosch CX che, come già detto, riteniamo dia il meglio di se con l’ assistenza E-Mtb inserita . In pratica ci si scorda del motore che comunque da tutto il supporto necessario e tanta velocità e ci si concentra solo sulla guida della Moterra e sul grande divertimento che la stessa trasmette !!!

Con molta probabilità ci lavoreremo sopra per tutto il mese di Agosto ma comunque se il buon giorno si vede dal mattino … direi che siamo già a un ottimo livello !!!

Stay tuned 🙂

Shuttle ululì , CX ululà …

05 Giu 2019

Shuttle ululí, CX ululà …

di Ezio “Freakrider” Baggioli

Quando si esce per una gita che prevede dislivelli importanti, senza conoscere il percorso poiché é la prima volta che la si pianifica (le sorprese son sempre lì che ti attendono gioiose) , il primo pensiero é , per ogni E-pedalatore , lo chiuderemo senza sofferenza ? Per sofferenza intendo la fine della carica della batteria ovviamente, sapendo che la gita ha pendenze medie del 15% .

Premesso che di gamba non manco , ho affrontato una gita in toto esaltante , con paesaggi commoventi , discese su fondo naturale ,  pensate per un  utilizzo pédestre ma che si sposano perfettamente al nostro gioco. Ma le salite nello specifico sono lunghe ed erte , come ho scritto prima , nell’ordine del 15% medio , con tratti da naso sul pneumatico anteriore qb (come il sale nella pasta) e non sapendo come si sarebbe sviluppato il tutto, ho mantenuto un atteggiamento guardingo . Io pedalo una Mondraker E-Crafty con motore Bosch CX . I miei “cumpari” invece si muovevano come libellule a pel d’acqua con due Specialized Levo 2019 .

Dieci per cento il cartello stradale mi sentenzia con fare beffardo , manca solo un sorrisetto di circostanza disegnato a pennarello , loro chiacchierando del più e del meno , che in quel momento ero io , iniziano ad allungare dandomi quei trenta metri che sanno di beffa ma che ti fanno capire che il tuo affidabile CX ormai appartiene al medioevo ed il loro Brose é il rinascimento . Li guardavo salire dove la strada si innerpicava simpaticamente severa, appoggiando i piedi come se fluttuassero  in assenza di gravità . Scatto di cielodurismo, aumento gli RPM  pur di ricucire lo strappo , li raggiungo sempre in modalità Eco sudato come un cencio che ha appena finito di lavare un pavimento , accolto da una laconica esternazione dei due cumparuzzi ” quello che fa la differenza , in salita che sia asfaltata , sterrata , lastricata o se preferisci tecnica é lo shuttle mode” .

Onestamente li ho invidiati … Con molto affetto , mi sentivo un attimo stanco , la temperatura elevata ed il sole a picco che mi ha arrostito il coppino per tutta la salita sicuramente non mi ha aiutato , ma anche loro subivano la stessa tortura , ma erano come se non avessero fatto un passo . Freschi come fiori appena recisi , io sembravo uno di quelli secchi che si mettono trale pagine di un libro . Devo dire ad onor di cronaca che con la scusa di fare fotografie , il percorso é un balcone a strapiombo sull’Ossola , un poco di fiato lo riprendevo … Ma la parte più sostenuta della salita era lì che ci aspettava , come il gatto che gioca con il topo ; dalla pausa caffè all’alpe Lusentino iniziò a graffiare . Ma solamente me medesimo …

Non posso esimermi dal moto di invidia al cartello “pendenza media quindici per cento” poiché hanno allungato il passo ed io per non esser da meno passo in modalità TRAIL , ma loro son sempre avanti trenta metri . “Scusate la curiosità irriverente , ma … Salivate in turbo , vero ?????” Scambio di sguardi , vedo un moto compassionevole nei miei riguardi con un sorriso di chi potrebbe aver adagiato il sacro iliaco su un missile Terra-Terra” siamo in ECO con lo Shuttle mode al cento per cento , ti porta su da sola basta appoggiare i piedi” questo lo vedevo benissimo e guardavo i rapporti che usavano lungo il tratto più impegnativo che sale alla partenza del muro Torcelli , garantisco che se lo chiamano muro , un motivo valido c’ è … Non rimpiagevo la muscolare per certo altrimenti sarebbe un muro del pianto . Dopo una rampa da naso sul manubrio , 42 di default raggiungemmo la partenza della discesa, dove li , lo Shuttle mode non fa la differenza …

Ma a questo punto che cosa vorreste leggere ? Una tremenda verità : lo Shuttle mode é la vera e più importante innovazione del motore Brose Mag S (o Specialized 2.1 se preferite) . Se lo escludete é simile agli altri , CX escluso visto che come ben sapete é un’ espressione medioevale , nonostante sia un mulo per utilizzo , ma un mulo non sarà mai un purosangue da corsa 🙂

Pare , dico pare poiché io non ho una Levo , dia assuefazione … E visto come sta andando con le sostanze stupefacenti , potrebbe anche essere che lo vietino alla Domenica in modo che si allunghino i tempi di salita , cosicché quelli come me che non la possiedono , possano felicemente far conto dello Shuttle legs 🙂

Comunque vada non sono per nulla convintamente no Shuttle … Mi sogno da domenica notte un telaio Mondraker con un motore Specialized 2.1 . Mi sento tanto Dr. Frankenstein !

Shuttle ululí, CX ululà .

First ride motore Shimano Steps E8000 con firmware 4.7.0.

28 Mag 2019

22 Maggio 2019 : dopo circa 18 mesi di mugugni e lamentele da parte della Clientela sul pur ottimo motore Shimano Steps E8000 la casa Giapponese ha rilasciato il nuovo firmware motore 4.7.0. ! Evviva ! Tra le varianti più importanti il nuovo firmware permette ora la personalizzazione anche dell’ assistenza ECO su 3 livelli : Low, Medium e High come era già presente sui livelli Trail e Boost del motore in questione .

Importante sottolineare che attualmente questo aggiornamento firmware è ottenibile solo tramite PC e quindi è necessario recarsi dal proprio Dealer e/o Shimano service center per poter avere l’ installazione del firmware stesso . Questo significa che è utile avere le idee ben chiare sul livello di assitenza ECO che volete avere perchè – allo stato delle cose – per cambiarlo bisogna tornare al service Shimano . L’ applicazione per smartphone si vocifera verrà aggiornata nel mese di Giugno e quindi da quando questo si realizzerà sarà poi possibile variare da Low a Medium o a Boost anche da telefonino .

Il livello di assistenza ECO – che sino a oggi era impostato di default a 60% con 30Nm – da oggi può essere settato a : Low 20% , Medium 40% e High 60% sempre limitato a 30Nm di coppia . Abbiamo subito installato il nuovo firmware sulla nostra Focus Jam2 9.9 con batteria da soli 378 Wh , settato l’ assistenza ECO del motore in Low e siamo andati Domenica scorsa con alcuni amici e motori diversi (anche uno Shimano Steps E8000 con tuning Pro-M) al Motta per un primo giro di prova dell’ ECO Low . Quindi saliti con la fune – non sapevamo ancora come si comportasse l’ ECO Low con i consumi batteria – sino all’ Alpino, abbiamo iniziato a salire verso la cima del Mottarone : sono circa 670 Mt+ su 12 Km con rampette anche oltre il 10% . Ebbene lo sforzo è sicuramente superiore al vecchio ECO di default , e non di poco , ma il motore comunque c’ è e si sente tanto che ho potuto constatare come salissi mediante a un 50% in più di velocità media – e senza mai dover usare l’ ultimo rapporto del pacco pignoni – se paragonato all’ ascesa con una MTB tradizionale su questa salita ben conosciuta .

Il risultato ottenuto dai Tecnici Giapponesi è sicuramente importante ed è quindi un grossissimo passo avanti nella ricerca dell’ ottimizzazione dei consumi di questo motore ! Pensate che ha fine giro ho scoperto di aver percorso circa 42 Km con più di 850 MT+ usando ECO Low nel 95% del percorso, ma non disdegnando l’ uso del Trail e del Boost in alcune brevi rampette molto irte, facendo spegnere una sola tacca su cinque sul display !!!

E’ quindi il motore E8000 divenuto con il nuovo firmware il miglior motore del pianeta oggi sul mercato? No di certo, ogni motore ha caratteristiche diverse e la strada dell’ ottimizzazione delle prestazioni e dei consumi è ancora ben lontana dalla sua fine 🙂

A questo proposito Vi ricordiamo che un buon tuning del motore in questione , ci permetteva in passato , e ci permetterà ancora in futuro una personalizzazione molto meglio cucita adosso alle esigenze di ognuno di noi come fosse un motore su misura per ogni Biker che abbia la conoscenza e la capacità di gestire un tuning motore sempre più sofisticato . Shimano ha dato una possibilità che mancava all’ Utenza di personalizzare anche il livello ECO ma se volete un motore perfetto per Voi dovrete ancora smanettare con livello assistenza, valore di coppia e picchi di potenza massima per un pò sino a che non troverete il motore dei Vostri sogni tramite un tuning motore dedicato 🙂

Buon divertimento 🙂

 

 

Specialized Turbo Levo FSR model year 2019 29″ VS 27,5″ Mid plus

15 Mar 2019

Dal giorno della presentazione della nuova Levo MY 2019 (18 Settembre 2018) con ruote da 29″ ho sempre e solo sentito pareri favorevoli al nuovo formato di ruote adottato da Specialized per la loro E-MTB Trail più venduta che è anche forse la E-MTB più venduta e desiderata in Europa 🙂

Avendo avuto però la possibilità in questi mesi di provare prodotti con ruote 27,5″ x 2.6 mi sono reso spesso conto di come queste altre E-MTB fossero più maneggevoli e facili da girare in condizioni di pietraie, ripidi e tornantini molto stretti nell’ uso prettamente gravity (che forse è anche uno snaturare un pochino l’ uso per cui la Levo è stata immessa sul mercato) . Inoltre se ben ricordate nelle mia prova delle S-Works scrivevo testualmente “sarà per i cerchi in carbonio, per la forcella o per altro ma sinceramente ho preferito la Expert che comunque vada mi risulta più facile da far girare in condizioni difficili” . Forse quella sensazione di difficoltà forse non era data dalla rigidità ma bensì dal formato ruote che non avevo percepito nelle primissime prove della Levo Expert solo perchè testata sulle scorrevoli PS della gara E-Enduro di Bergamo .

Quindi dopo svariati test nelle condizioni più disparate ho avuto la quasi certezza che fossero le ruote da 29″ accoppiate alla diversa geometria della nuova Levo a non adattarsi alle mie esigenze di guida . Sia chiaro sullo scorrevole, nel pedalato veloce e in condizioni non estreme la ruota da 29″ ha la sua valenza e il suo perchè ma quando ne facevo un uso più gravity – forse anche per le mie scarse doti di guida e velocità – ero sempre impacciato in confronto ad altri prodotti con ruote da 27,5″ .

Ed ecco quindi che ho allestito una Levo FSR Comp Carbon con ruote da 27,5″ x 2.6 , forcella Ohlins FXR36 29″ da 160 mm e ammortizzatore Ohlins TTX 22 con flip chip in posizione High . Le geometrie sono variate di pochissimo avendo circa 0,30/0,40 in più di apertura angolo di sterzo e avendo abbassato di soli 3/4 mm l’ altezza del movimento centrale . Però avevo le ruote più piccole pari ad altre E-MTB che avevo usato .

Non restava che la prova sul campo da fare e sinceramente sono bastate poche uscite per capire che avevo fatto bingo in relazione alle mie capacità di guida e alle mie esigenze ! Dopo 4/5 uscite sono andato con degli amici ex-trialisti a fare dei sentieri naturali classicamente Liguri a Sori con parecchi gradini e pietre sia in salita che in discesa e anche con tornantini abbastanza stretti e pendenti .

Ebbene si mi sembrava di avere una Levo più leggera d’ avantreno, più facile da condurre sia in salita che in discesa, meno impegnativa e più giocosa della sorella con le ruote originali 🙂 Il tutto condito dall’ impareggiabile capacità di salire del nuovo motore Specialized 2.1 con Shuttle mode inserito !!!

Insomma forse oggi le nuove geometrie delle 29″/27,5″ Plus o Mid Plus con reach più lungo, angoli di sterzo sempre più aperti, carri più corti e non ultimo un baricentro molto favorevole nelle recentissime e più quotate E-MTB si adattano meglio al mio tipo di utilizzo e conduzione con ruote da 27,5″ Mid plus come la mia nuova Levo Comp Carbon 🙂

 

Questa ovviamente non vuole essere una presa di posizione nei confronti degli ingegneri Specialized che hanno fatto sicuramente un lavoro eccelso sulla Levo in ottica Trail ma semplicemente un piccolo suggerimento per chi magari vuole fare un uso un filino più gravity della stessa bici secondo il mio modestissimo parere !

Insomma ad ognuno la propria Levo con il formato ruote che più si adatta alle sue esigenze 🙂

 

Long Ride Test Pivot Shuttle

14 Dic 2018

Come molti di Voi sapranno non sono certo un Biker di primo pelo 🙁 e oltre a questo ho la possibilità di poter confrontare molti dei prodotti presenti sul mercato appena essi arrivano sul mercato stesso o poco più avanti nel tempo . Questo breve cappello è doveroso per far comprendere che il mio entusiamo – oserei chiamarlo innamoramento – per la Pivot Shuttle è in qualche modo genuino e giustificato da esperienze di tutti i tipi ! Nessuna altra E-Bike – a mio personalissimo modo di vedere – mi ha mai concesso emozioni e divertimento come questa Shuttle ! Ricordo ancora con la pelle d’ oca quel tornantino sul ripido affrontato spazzolando il sentiero con il posteriore o quella curva in uscita dal Rocul (uno dei sentieri dei Lupi del Cornaggia) percorsa su un binario ad una velocità per me irraggiungibile con altre E-Bike : questo significa innamorarsi / emozionarsi per un prodotto che a livello di divertimento generale secondo il mio parere non ha veramente uguali nel mercato attuale e sino a che non uscirà un prodotto più performante 🙂

Ma ora Vi elencherò le miei impressioni vere e proprie – in maniera più composta – come segue :

Estetica : cara la mia “bimba” è vero che ci sono alcune altre più snelle di Te in giro ma ricordaTi che anche sei hai le t…. scusate … il tubo obliquo leggermente più grosso di alcune altre le Tue forme sono comunque bellissime ed aggraziate 🙂 E poi ricordaTi di tutto ciò che abbiamo fatto insieme e del godimento assoluto che mi concedi quando Ti “cavalco” !!! Per me rimani sempre la più proporzionata e bella del pianeta 🙂 Ovviamente sto parafrasando per ridere un pò … La soluzione di integrare una batteria Shimano esterna nell’ obliquo ha obbligato i tecnici Americani ad ingrossare un filino l’ obliquo stesso nella parte bassa ma il risultato è comunque gradevole e ben disegnato. Insomma non è forse la più bella del pianeta ma poco ci manca e in più potete sempre portarVi una batteria supplementare nello zaino che invece con altre non è così facile da portare 🙂

Posizione di guida : sono un fautore delle biciclette compatte e questa Pivot mi è piaciuta sin dal primo momento anche se il top tube della Medium che ho provato non è propriamente corto dato che misura 62,05 cm . Le sue quote geometriche sono sulla carta particolari ma in ogni caso, sarà per il feeling di guida unico, generato da una perfetta alchimia impossibile da replicare, mi sono trovato a mio agio sin dal primo momento .

Sospensioni : forcella e ammortizzatore Fox Factory con trattamenti Kashima garantiscono un’ affidabilità e una qualita sospensiva da me ben conosciuta . Anche se la corsa è settata rispettivamente a 150 mm sulla 36 all’ anteriore e 140 mm sul carro DW Link® al posteriore non ho sinceramente mai avuto la sensazione di avere necessità di escursioni maggiori ma anzi ho trovato le sospensione particolarmente ben tarate e con una lavoro in sincrono tra anteriore e posteriore veramente invidiabile ! A ri-conferma di quanto sopra le miei ginocchia – abbondantemente malandate dopo un’ usura di ormai più di 55 anni di fuoristrada – quando scendo dalla Shuttle sono ben più “in ordine” che in altre occasioni . Certo all’ inizio erano parecchio legate e poco scorrevoli ma è bastato percorrere un centinaio di Km e intervenire leggermente sulle tarature per avere quello che desideravo : una macchina che inghiotte tutto quello che trova sotto le ruote con una facilità e compostezza sino ad ieri sconosciute !

Salita scorrevole : nulla di particolare da segnalare se non un certo bobbing del carro posteriore che può essere facilmente minimizzato con l’ uso del registro di compressione dell’ ammortizzatore . Anche tutto aperto comunque il carro si lascia pedalare con facilità e il movimento della sospensione è avvertibile solo se si osserva il carro stesso … Insomma si pedala abbastanza bene in ogni condizione .

Salita tecnica : il carro molto corto (436 mm) e l’ inclinazione del tubo sella di 74,25° ne fanno una buona scalatrice senza però eccellere nel superamento di ostacoli di una certa dimensione . Insomma in quest’ ambito ho trovato altre E-Mtb che si comportano meglio .

Single-track : agile, divertente e precisa ! Direi che non si può chiedere di più ad una E-Mtb che forse anche grazie al peso contenuto in soli Kg. 19,900.- si muove sui sentieri con una facilità sconosciuta ad altre E-Bikes !

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : forse anche per l’ angolo sterzo di 65,8° e per la notevole rigidità dell’ insieme per quanto mi riguarda posso veramente dire che si comporta come se fosse su un binario : nessuna altra E-Mtb mi ha dato da subito la stessa confidenza e sicurezza che questa Shuttle mi ha concesso ! A tal proposito ricordaTe l’ uscita dal Rocul che Vi ho raccontato all’ inizio 🙂

Discesa tecnica e stretta : forse il momento che più trasmette una sicurezza ed una facilità sconosciuta alle altre ! Gira in un fazzoletto, copia ogni asperità anche a basse velocita, spazzola le curve come nessun altra ! Insomma divertimento puro sia che si percorrano pietraie o ripidoni con curve strette e tornantini che si affrontano con una facilità disarmante !!!

Frenata : la nota dolente . Premetto che mi piacciono i freni on/off e questi Shimano XT a 4 pistoncini non mi sono proprio piaciuti del tutto . Sarà per i dischi freno (oltretutto dotati di sistema d’ aggancio center lock) o per l’ accoppiamento dei dischi stessi alle pastiglie ma sinceramente la potenza espressa dagli stessi mi è sembrata sottodimensionata alle prestazioni della Shuttle .

Rigidità : a parte le ruote in alluminio di ottima fattura costruite da Dt Swiss che sicuramente non sono rigide come delle ruote in carbonio – ma forse è meglio così – direi che siamo veramente ai massimi livelli di rigidità oggi presenti sul mercato .

Dotazione : motore Shimano Step E-8000 , batteria da 504 Wh , gruppo XT Di2 (elettronico) completo , ruote DT Swiss / Pivot custom EB 1550 , reggisella Fox Transfer da 150 mm e manubrio in carbonio Pivot da 780 mm montati su un telaio full carbon (incluso il carro con sistema DW-Link® su cuscinetti maggiorati) ne fanno una vera E-Mtb top di gamma .

Finiture : ottima verniciatura Blue e Gialla con finitura opaca ben disegnata e con buona resistenza ai graffi . Accoppiamenti delle parti in carbonio molto buoni e integrazione della batteria ne fanno una macchina molto piacevole e ben fatta .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : un’ unico equipaggiamento al top per una macchina esclusiva e il prezzo di € 9999,00.- pur molto elevato è giustificato dal divertimento e dalla qualità di guida che la Shuttle Vi regalerà ad ogni uscita . Certo, sono molti soldi ma il divertimento e le emozioni quotidiane che Vi verranno concessi dalla Shuttle alla fine sono altrettanto esclusivi !

Note finali : ovviamente non si può avere tutto e a parte i freni, come già detto sopra, non potentissimi devo segnalare la rumorosità del motore Shimano che risulta inizialmente fastidiosa sino a che non ci si fa l’ orecchio ma forse la vera pecca nell’ utilizzo è il firmware motore dei tecnici Giapponesi che, non permettendo la personalizzazione del livello ECO, ha consumi più elevati se comparati ad altre unità motrici / batterie di pari Wh . Io stesso e qualche Utente più attento potremmo segnalare che con un tuning il problema è facilmente risolvibile in quattro e quattr’ otto ma sinceramente è incomprensibile questa autocastrazione dei tecnici Giapponesi per il loro miglior motore !!! Da segnalare anche la non del tutto semplice e/o intuitiva sostituzione con una batteria supplementare (bisogna svitare 10 viti e perder circa 5 minuti) che rimane comunque possibile . Tutto ciò è comunque ampiamente compensato dal fatto che come già detto è tra le più belle del mercato , per quanto mi riguarda è la più emozionante e divertente che io abbia mai provato , è tra le più leggere del mercato , ha un’ equipaggiamento da sogno , un motore tra i più piccoli , leggeri, impermeabilizzati e prestanti del mercato ma soprattutto Vi farà sentire un Biker migliore grazie alla sua facilità di conduzione e alle prestazioni eccezionali ! 

Insomma se volete emozionarVi nella guida come non mai e innamorarVi di una E-Bike questa Shuttle potrebbe essere la Vostra compagna preferita per parecchio tempo 🙂  🙂  🙂

Non sempre le cose ovvie sono comprese da tutti …

11 Dic 2018

Questa mattina sono stato sollecitato da un amico a scrivere di cose che ritenevo ovvie e scontate nel mondo E-Bike come ad esempio dello sporco che si accumula nei carter motore – di tutte le Marche nessuna esclusa – o il fatto che un motore per E-Bike sia rumoroso 🙂

I più attenti e riflessivi penseranno che io stia scrivendo cose ovvie, come detto sopra, e che stia perdendo tempo ma nell’ ultimo periodo l’ incompetenza degli Utenti ed anche di alcuni addetti ai lavori ha generato discussioni infinite sui social al riguardo di quanto elencato sopra ed ecco che l’ amico mi ha suggerito questa riflessione su un prodotto, l’ E-Bike appunto, che è ben diverso dalla bicicletta tradizionale e/o da una motocicletta .

Sembra incredibile che alcuni non abbiamo compreso o non vogliano comprendere che un’ E-Bike è mossa da un motore che assiste la pedalata e non dallo Spirito Santo 🙂 Un motore, quale organo meccanico, produce degli attriti – ricordo che lo zero in meccanica non esiste ! – e di conseguenza del calore . A questo punto il dover leggere che un motore è rumoroso oppure che dalle fessure di sfiato dei carter – che ogni E-Bike possiede al fine di smaltire eventuali eccessi di calore – entra della sporcizia sinceramente mi lascia perlomeno perplesso … direi che sono cose normali e ovvie, scusate se mi ripeto ancora una volta !

Tutto questo chiacchericcio che spesso sfocia in veri e autentici flames in internet è veramente necessario ? Non è che forse noi tutti abbiamo perso il senso della misura delle cose e della realtà ? Non spetta ovviamente a me giudicare nessuno ma sinceramente il pretendere da un motore l’ assoluta silenziosità o che sia meno rumoroso di altri mi sembra veramente una cosa poco plausibile : al limite se ritengo che un motore sia troppo rumoroso mi rivolgerò ad un’ altra Azienda che produce motori più silenziosi oppure pedalerò una bella bicicletta tradizionale risolvendo almeno in parte il problema dato che c’ è sempre la rumorosità delle gomme sul terreno da dover supportare 🙂 🙂 🙂

Che dire poi della presunta sporcizia che entra dagli sfiati dei carter ? Semplicemente che dove c’ è un buco, una fessura da li può sempre e comunque entrare dello sporco senza per questo dover gridare al complotto o alla cattiva progettazione del prodotto stesso !

Cosa fare è secondo il mio modesto parere molto semplice : prendere atto che abbiamo scelto di usare / acquistare un giocattolo meraviglioso ma allo stesso tempo diverso da altri che necessita di attenzioni e di manutenzioni dedicate e appunto diverse da altri giocattoli . In cosa si traduce tutto ciò ? Semplicemente nel rispettare alcuni semplici regole come l’ effettuare un accoppiamento degli organi meccanici che compongono l’ E-Bike per almeno 200 / 300 Km e poi valutare con attenzione e l’ assistenza di un tecnico se la rumorosità rientra nei normali parametri del motore oppure il fatto di dover rendersi conto che in presenza di uscite in fuoristrada sarà necessario periodicamente un’ attento smontaggio del motore con relativa pulizia dei carter e del motore stesso meglio se effettuato da personale tecnico competente che nell’ occasione farà anche un tagliando generale alla Vostra E-Bike .

RicordateVI state giocando con una E-Bike e non con una bicicletta tradizionale !

Long Ride Test : Specialized Turbo Levo FSR

23 Ott 2018

Dopo più di un mese dalla sua presentazione e dopo aver percorso circa 300 Km in tutte le condizioni possiamo dire che la nuova Specialized Turbo Levo è veramente una E-MTB da dover considerare come un benchmark nel suo segmento . Abbiamo avuto l’ occasione di provarla su percorsi prettamente Enduro e su percorsi alpini nonchè su sentieri preparati come quelli dell’ alto Vergante Bike Arena . I modelli su cui siamo saliti sono la Expert, la S-Works e la Comp (per un brevissimo test) : ci concentreremo quindi sulla versione S-Works che è quella che attualmente abbiamo ancora tra le mani e che sicuramente rappresenta lo stato dell’ arte della gamma .

Ma veniamo subito al sodo :

Estetica : forse la E-MTB più desiderata dagli Italiani 🙂 Insomma in una sola parola : STUPENDA !!!

Posizione di guida : ancora una  volta sembra di esserci sempre stato sopra sin dal primo minuto ! La taglia Medium per me che sono alto mt. 1,76 è ancora una volta perfetta (del resto ricalca in toto la Stumpjumper) . Vi rimando al precedente testo scritto nel blog per i dettagli : https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-turbo-levo-expert-2019/

Sospensioni : la S-Works è equipaggiata con una forcella FOX 36 Factory con cartuccia GRIP2 da 150 mm specifica per E-MTB e da un ammortizzatore Fox Float che però abbiamo sostituito sin dal primo momento con un Ohlins TTX22 a molla da 150 mm . La forcella è il riferimento della gamma Fox e l’ abbiamo trovata ancor migliore – soprattutto nella fase iniziale – grazie all’ inserimento dei polimeri ABS Fork Tune mentre l’ Ohlins posteriore, accoppiato al nuovo carro FSR, è veramente il massimo che un normale Utente, come io sono, possa desiderare oggi : fluido, perfetto nel pedalato, copia anche le foglie e conferisce al carro una capacità di assorbire tutto ciò che passa sotto alle ruote in maniera imbarazzante !

Salita scorrevole : il nuovo motore 2.1 di Specialized – come già avevamo intuito sin dal primo momento – è INCREDIBILE !!! Anche in questo caso abbiamo leggermente ridotto i settaggi di serie per ECO e TRAIL per avere un’ assistenza più adatta alle nostre pur modeste prestazioni fisiche . Il nuovo “shuttle mode” – inseribile da APP e regolabile sino al 100% – ci ha permesso di salire su svariati Km di salite asfaltate e/o sterrate a velocità del tutto inusuali per le altre E-Bike e con un minimo sforzo sia in ECO che in TRAIL per non parlare del TURBO che spesso abbiamo ritenuto inutile usare ! In pratica con lo Shuttle mode al 100% basta scegliere il giusto rapporto del cambio, appoggiare il piede sui pedali a far roteare le gambe senza quasi sforzare nemmeno e Vi ritroverete a percorrere salite asfaltate con pendenze comprese tra 5% e 8% a velocita prossime o superiori ai 20 Kmh !!! !!! !!!

Salita tecnica : come per le salite scorrevoli il motore 2.1 accoppiato allo Shuttle mode Vi permetterà di salire su pendenze impossibili anche usando il solo ECO semplicemento spingendo leggermente sui pedali e concentrandoVi sulla miglior linea da seguire per poter scavalcare ogni cosa ! Il carro posteriore rigido, l’ efficienza del sistema FSR e dell’ ammortizzatore Ohlins non hanno veramente uguali . La velocità sempre molto maggiore a quanto ci si aspetti aiuta poi a superare ostacoli anche importanti avendo però l’ attenzione e la tecnica necessaria per non toccare con le pedivelle e caricando il peso centralmente per non perdere aderenza con la gomma posteriore (in questo caso la Butcher di serie) .

Single-track : le ruote Roval SL in carbonio con gomme da 29″ x 2.60 (gomme Butcher originali) danno alla S-Works una guidabilità molto alta anche se in presenza di tratti con sassi smossi ci siamo trovati più in difficoltà per l’ estrema reattività e precisione dell’ insieme . Come per le altre versioni provate l’ equilibrio generale poi Ti trasmette una sensazione di sicurezza incredibile e in alcuni momenti si percepisce chiaramente che la velocità di percorrenza in discesa – ma anche in salita – aumenta non di poco nei confronti di altre E-MTB . La maneggievolezza è sempre molto alta a condizione che le velocità di percorrenza non siano troppo basse nel qual caso la rigidità dell’ insieme mette addirittura in difficoltà .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) :  un fulmine, precisa e scorrevolissima ! Penso, come già ho avuto modo di dire, che ben poche altre E-MTB possono competere con questa nuova Levo S-Works sul veloce a parità di rider .

Discesa tecnica e stretta : sarà per i cerchi in carbonio, per la forcella o per altro ma sinceramente ho preferito la Expert che comunque vada mi risulta più facile da far girare in condizioni difficili .

Frenata : i freni sono gli Sram Code RSC che ci hanno sempre servito in maniera egregia anche se ad onor del vero abbiamo usato sin dall’ inizio pastiglie Billet e dischi Braking che alzano notevolmente la capacità frenante dell’ impianto stesso .

Rigidità : la rigidità è sempre da riferimento e in questo caso persino eccessiva per noi comuni mortali a causa di ruote e forcella sin troppo performanti per le velocità da noi abitualmente raggiunte … certo che un Biker migliore di noi penso apprezzerebbe non poco 🙂

Dotazione : ineccepibile anche perchè – per nostre esigenze di prova e di avere dei corretti riferimenti – abbiamo sostituito il perfetto Sram XX1 a 11V con un 12V Eagle che all’ atto pratico si è rilevato quasi inutile nell’ uso di tutti i giorni : forse gli ingegneri Specialized la sanno più lunga di noi 🙂 La nuova batteria da 700Wh è veramente infinita per le nostre possibilità e siamo spesso arrivati a fine giro distrutti fisicamente ma con ancora svariate tacche disponibili sul display TCU . Il nuovo motore (-400gr.), il triangolo e il carro full carbon (-800 gr.) permettono di avere una E-MTB dal peso totale di Kg. 20,540.- senza pedali . Insomma una E-MTB come la S-Works è quasi naturale che sia considerata la vera regina delle E-MTB odierne .

Finiture : molto buone e con una speciale verniciatura cangiante (molto fascinosa) che come molte altre vernici speciali è risultata un pochino delicata tanto che abbiamo dovuto sostituire alcune protezioni trasparenti messe da Specialized con del ben più robusto Shelter per non danneggiarla . Comunque bellissima e all’ altezza del prodotto S-Works .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : come già detto nel precedente test la gamma è composta da 5 diversi modelli a partire da € 4499,00.- e quindi ognuno potrà trovare la E-MTB perfetta per le proprie tasche anche se gli € 11.299,00.- della S-Works risultano non allineati al nostro mercato . Come spesso accade la FSR Comp ALU e la Expert risultano probabilmente le più equilibrate .

Note finali : come già detto la cosa forse che più ci ha stupito è la velocità in salita permessa dal sistema software “Shuttle mode” che pochi ad oggi hanno considerato ! Mi ripeto ancora una volta dicendo che Specialized ha veramente alzato l’ asticella in un modo incredibile tanto da aprire – come qualche d’ uno ha detto – una nuova era nel mondo E-MTB . L’ equilibrio generale da riferimento ne fa una E-MTB veramente a 360° come è per la Stumpjumper tradizionale che per noi è anch’ essa un vero benchmark del mercato trail . La rumorosità del motore attuale – sicuramente superiore ai precedenti motori Specialized – è evidente ma anche ampiamente sopportabile considerando e potendo godere delle incredibili prestazioni dello stesso !

Terminerò queste mie considerazioni sulla S-Works con la solita frase : “It’s a Stumpjumper … only faster” !!!

First ride Specialized Turbo Levo FSR Comp

16 Ott 2018

First ride Specialized Turbo Levo FSR Comp 🕹️🎸🍺

“Levo comp 2019
Primo giro di confronto con la Levo Comp 2017 (da sempre usata con ruote 29”) .

Remote, TCU, Motore, App tutto bello e/o migliorato. Il motore si sente acusticamente più di prima ma il suono è bello pulito senza risonanze e senza risultare fastidioso: insomma ti ricorda dolcemente perché “you are just faster”, nel caso qualcuno si illudesse…

La cosa assolutamente impressionante è l’handling della bici. Il confronto fatto con stesse gomme (Maxxis DHF 29×2,5+ ProCore), stesso cockpit, pedali, stesso setting del motore è sorprendente ed impensabile. Le sospensioni sono molto sostenute, la rigidità dell’insieme è altissima, la posizione è più centrale. RISULTATI: inserimento in curva fulmineo, grandissima capacità di caricare le gomme generando tenuta e precisione, schizza fuori dalle curve che sembra un front (!!!), si fa pompare con grande efficienza, infine, andando oltre il limite, si fa riprendere all’istante tanto che non fai in tempo a staccare il piede (flat addicted) che è già di nuovo sul binario!!! Nella guida il peso magicamente sparisce, sei libero di fare quello che vuoi, non ti costringe a guidare pulito e lineare!!! Certo ci puoi andare a passeggio, ma non è la sua indole… È una bici da sparo e puoi guidare come nei Film!!!

Amazing!!!

MP “

 

First ride E-BDC : Focus Paralane2 9.7

11 Ott 2018

Finalmente dopo parecchi mesi di attesa è arrivata ! L’ avevano presentata l’ anno scorso con la sigla Project Y e aveva subito suscitato parecchio scalpore e ammirazione per la bellezza delle linee e il peso relativamente basso per quel periodo . Poi è arrivato qualche concorrente con un progetto molto simile con lo stesso motore : il Fazua da 400 watt / 60 Nm e una batteria da 252 Wh .

La scorsa settimana è entrata in Pro-M la prima Paralane2 9.7 e appena possibile mi sono fiondato a fare un giretto che avevo già fatto alcuni anni fa con la Haibike Race e motore Bosch Performance : partendo da Asso sono salito sino alla Colma dal “Muro di Sormano” per poi scendre a Bellagio ed infini risalire sino alla Madonna del Ghisallo e ridiscendere poi di nuovo ad Asso . Il giro si snoda su circa 52 Km con 1350 mt+ e considerando il mio allenamento nullo con la BDC l’ ho affrontato con una certa diffidenza memore anche della precedente uscita fatta con l’ Haibike : non è propriamente una passeggiata nemmeno con una E-BDC !

Ma veniamo alla prova di questa nuova Paralane2 come segue : la sera prima avevo fatto un giretto intorno al monte Stella per verificare che tutto fosse corretto ed avevo subito notato la notevole differenza di spinta del Fazua nei confronti del Bosch Performance o dei motori da E-MTB moderni . Il piccolo e leggero motore Fazua ha un set-up (20 – 38 – 100 %) scelto dai tecnici Focus che è quanto di più simile ci sia ad una BDC tradizionale almeno nei sue primi due livelli d’ assistenza . Arrivo ad Asso, scarico la Paralane2 dal furgone (con 9 tacche disponibili su 10 visto che 1 tacca di batteria me l’ ero giocata la sera prima) e parto subito in salita verso Sormano . Primo livello d’ assistenza, 20% d’ assistenza, e si sale abbastanza bene con un buon passo – circa 11/12 Kmh – poi provo il secondo livello con il 38% d’ assistenza e devo dire che si nota una differenza di spinta ma è ancora tutto abbastanza naturale salvo il leggerissimo ronzio del motore Fazua . In breve raggiungo il bivio per il “Muro di Sormano” e decido di provare a salire sui circa 2 Km. con pendenza media del 17% che mi porteranno in Colma .

Per chi conosce il muro si parte in leggera discesa e passato un ponticello iniziano subito della rampe che raggiunguno anche il 25% !!! Inserisco il terzo livello con il 100% di assistenza motore e la Paralane2 sale con relativa facilità : basta mantenere una cadenza attorno a 40/50 rpm e il motore ci porterà in cima in men che non si dica con uno sforzo comunque abbastanza importante : sto sudando non poco ma la bicicletta sale decisa . Arrivo in cima con ancora 6 tacche sul display : ho consumato circa 3 tacche in soli 2 Km e devo quindi constatare che questo livello si mangia batteria a go-go come del resto tutti i motori elettrici per biciclette a cui si chiede la massima potenza erogabile . Inizia la discesa e spengo ovviamente l’ assistenza mantenendo acceso solo il display a manubrio . Con il motore spento arriverò quindi sino a Bellagio mantenendo velocità in piano sul lungolago abbastanza sostenute – circa 25 / 30 Kmh – grazie alla scorrevolezza della bici e al peso contenuto in circa 13Kg.

A Bellagio mangio un piccolo gelato e riparto quindi in direzione Ghisallo : ho ancora 6 tacche di batteria rimanenti e sulle prime rampe inserisco il secondo livello . Raggiungo Civenna facendo una discreta fatica , le gambe iniziano a risentire dello sforzo e le tacche si riducono a 2 solamente . Entro nell’ ultimo tratto di salita di circa 1,5 Km e si spegne un’ altra tacca ma il problema più grave è che inizio ad avere dei crampi alla gamba destra : mi fermo tento di fare un pò di stretching e spingo la bicicletta per un breve tratto . Risalgo dopo i tornanti e l’ ultima tacca rimasta mi porta alla Madonna del Ghisallo : ormai è fatta ! Ho dolori alle spalle e alle braccia dovuti alla pustura a cui non sono per niente abituato ma le gambe sembrano andar meglio dopo le quasi 2h e 45′ in sella ; faccio qualche foto e proseguo sempre a motore spento verso Asso in discesa . Arrivo al furgone stanco ma felice di aver percorso i 52 Km con sole 8 tacche : la piccola batteria da soli 252 Wh ha fatto il suo dovere !

In conclusione : il motore spinge quanto basta senza essere mai invasivo, la bicicletta è abbastanza leggera e scorrevole, l’ autonomia è sorprendente in relazione al wattaggio di soli 252Wh e considerando il basso peso e le sue ridotte dimensioni è comunque facilmente portabile in uno zaino una seconda batteria . A livello di precisione e guidabilità in discesa mi sono meravigliato di quanto sia facile e precisa la percorrenza delle curve a velocità elevata sempre coadiuvato dagli ottimi freni a disco Shimano Ultegra che non perdono mai in potenza nemmeno dopo ripetute frenate . Per finire il telaio è anche parecchio confortevole e piacevole da condurre . Cosa posso dire di più : è sicuramente la E-BDC che più assomiglia ad una BDC tradizionale ma l’ aiutino Vi permetterà di percorrere percorsi che sino a ieri avevate paura di non riuscire ad affrontare e con due batterie poi il Vostro orizzonte si amplierà così tanto da permetterVi di affrontare avventure sino a ieri sconosciute !

E’ iniziata una nuova era : quella della E-BDC 🙂

First ride : Specialized Turbo Levo Expert 2019 !

26 Set 2018

Presentata al mondo ufficialmente il 18 Settembre è finalmente arrivata in Pro-M Venerdì 21 !!!  Ho subito preso la palla al balzo come si dice e già nel pomeriggio ero a Bergamo con i ragazzi del Team a provare le prove speciali della gara E-Enduro di Domenica . Le aspetttative sulla nuova Levo erano altissime e molti già avevano parlato di una nuova era delle E-MTB … ma andiamo con ordine .

Venerdì circa 30 Km con circa 1000 mt+ , Sabato circa 35 Km con 1200 Mt+ e infine Domenica circa 35 Km con 1000 Mt+

Qui di seguito le nostre prime impressioni (la bicicletta è stata usata da varie persone oltre che da me) :

Estetica : telaio assimmetrico, colorazione avio e rosso da sbavo, linea filante conferita anche da uno standover molto basso ma soprattutto tubo obliquo – che integra la batteria – ancor più piccolo e filante ! Insomma un profano potrebbe tranquillamente scambiarla per una Stumpjumper tradizionale : stupenda !!!

Posizione di guida : come per la Stumpjumper appena ci sali sopra sembra che Ti abbiano cucito la bicicletta addosso . La taglia Medium per me che sono alto mt. 1,76 è ancora una volta perfetta (del resto ricalca in toto la Stumpjumper) . Il “sentire” la ruota da 29″ toccare più volte il fondello sui ripidi – anche per il reggisella con escursione da 160 mm – ha accentuato questa mia sensazione di avere una E-MTB maneggevole come piace a me e l’ equilibrio generale la rende il più vicino possibile alla sorellina tradizionale ! Come sulla Stumpjumper infatti è stato allungato il reach, il carro è più corto che nella precedente versione anche se si sono adottate delle ruote da 29″, l’ angolo sterzo è più aperto e l’ angolo più verticale del tubo sella migliora la pedalata in salita . Infine il Flip Chip, permette di regolare l’altezza del movimento centrale e l’angolo sterzo in un attimo .

Sospensioni : la Expert 29″ è equipaggiata con una forcella Rock Shox Pike RC Debon Air da 150 mm specifica per E-MTB e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Deluxe RT3 da 150 mm con tre posizioni in compressione : open, trail & firm . La forcella è, come già detto per la versione della Stumpjumper, molto migliorata in confronto alle vecchie versioni e dopo aver fatto il SAG e regolato il rebound funzionava già molto bene sin dai primi metri. Come per la Stumpjumper l’ ammortizzatore Deluxe RT3 conferisce al nuovo carro FSR una fluidità e un sostegno in pedalata encomiabile; inoltre è molto meno pigro di altri ammortizzatori consentendo di sfruttare facilmente i 150 mm di travel a chiunque e facendo sembrare la corsa del carro quasi infinita .

Salita scorrevole : il nuovo motore 2.1 di Specialized è molto più fluido e garantisce sempre una spinta superiore al vecchio con i settaggi di serie tanto che abbiamo dovuto ridurre sia l’ Eco che il Trail per avere un’ assistenza più adatta alle nostre pur modeste prestazioni atletiche . Il nuovo “shuttle mode” – che oltretutto non abbiamo ancora avuto modo di regolare per bene – Vi farà poi volare a velocità sino ad oggi sconosciute ad altri su salite anche abbastanza impegnative .

Salita tecnica : anche in questo caso la fluidità del motore, la notevole spinta a tutti i regimi di rotazione della pedivelle (lo Shuttle mode aiuta tantissimo quando si frulla con rapporti molto corti), il carro posteriore rigido, un equilibrio generale da riferimento, l’ efficienza del sistema FSR e dell’ ammortizzatore ne fanno veramente un riferimento del settore . Non ho mai avuto la sensazione di “perdere” l’ avantreno nemmeno nelle salite più irte e l’ equilibrio generale ricalca se non migliora la sorellina tradizionale: fenomenale !!!

Single-track : le ruote da 29″ x 2.35 (in origine sono da 2.6) hanno conferito alla nuova Levo una precisione e un’ agilità che poche altre E-MTB ci avevano trasmesso . L’ equilibrio generale poi Ti trasmette una sensazione di sicurezza incredibile e in alcuni momenti si percepisce chiaramente che la velocità di percorrenza in discesa – ma anche in salita – aumenta non di poco nei confronti del modello precedente . Per finire la maneggievolezza rimane sempre molto alta .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) :  per essere una Levo sembra quasi una Kenevo 🙂 anche se la forcella Pike anteriore non è così precisa e rigida come una Liryk o una Fox 36 . Sicuramente il modello S-Works con forcella Fox 36 e cerchi in carbonio sarà ancora migliore anche se penso che ben poche altre E-MTB possono competere con questa nuova Levo Expert sul veloce a parità di rider .

Discesa tecnica e stretta : se non fosse perchè sai di essere su una 29″ probabilmente non ci crederesti . Il peso contenuto e l’ equilibrio ne fanno una E-MTB vicina alla perfezione anche in questo caso .

Frenata : i freni sono i soliti Sram Code che non ci hanno dato nessun problema nel normale utilizzo se non una certa rumorosità in una discesa molto ripida e lunga che però penso avrebbe messo in crisi anche altri impianti frenanti .

Rigidità : la rigidità è ai massimi livelli anche se paragonata ad altri sistemi di sospensione dato che qui, essendo in presenza di un sistema FSR, abbiamo più infulcri che in altri casi . Stupefacente !

Dotazione : accettabile per una Expert anche se sono spariti i cerchi in carbonio probabilmente per contenere il prezzo (la Expert è forse quella che ha avuto il minor incremento percentuale di prezzo se paragonata al vecchio modello) . Non dimentichiamo comunque la nuova batteria da 700Wh con le nuove celle 21700 (forse unico modella ad averle nel settore E-MTB ad oggi), il nuovo motore più piccolo e più leggero (- 400gr.), il nuovo triangolo in carbonio più rigido e più leggero (-600 gr.) che permettono di avere una E-MTB dal peso totale di Kg. 21,480.- senza pedali . Il nuovo reggisella da 34,9 mm con travel 160 mm a testa dritta, il nuovo display TCU (Turbo Control Unit), lo Swat nel tubo sterzo veramente comodissimo e l’ incredibile equilibrio generale ne fanno comunque un vero gioiello .

Finiture : non abbiamo incontrato molto fango in questi tre giorni di test e  quindi al momento la vernicitura risulta molto buona e non abbiamo constatato nessun danneggiamento alla stessa . Il nuovo batticatena si conferma un passo avanti incredibile per quanto riguarda la silenziosità della trasmissione che sembra veramente aver fatto scomparire la catena ! Protezioni in plastica adesiva trasparente sono poi presenti in tutte le zone del carro e del telaio soggette a sfregamenti o/a deposito di sporcizia : i tecnici Specialized dimostrano con questo di averci pensato e noi speriamo siano sufficienti queste protezioni anche in presenza di fango o terreni particolarmente difficili .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : la gamma è composta da 5 diversi modelli a partire da € 4399,00.- e quindi ognuno potrà trovare la E-MTB perfetta per le proprie tasche anche se gli € 10999,00.- della versione S-Works risultano non allineati al nostro mercato … ma siamo in Europa . Come spesso accade la FSR Comp ALU e questa Expert risultano probabilmente le più equilibrate .

Note finali : con molta probabilità e buona pace per gli altri penso che Specialized abbia veramente alzato l’ asticella in un modo incredibile tanto da aprire – come qualche d’ uno ha detto – una nuova era nel mondo E-MTB . Nessun altra E-MTB ad oggi offre un’ estetica così integrata e filante pur mantenendo l’ estraibilità della batteria, un’ autonomia incredibile, una spinta vigorosa e sconosciuta ad altri motori di serie (con un tuning le cose possono cambiare anche se non stò parlando di sblocco) ma soprattutto un equilibrio generale che non ha eguali ! Insomma una E-MTB adatta a chiunque e veramente a 360° come è per la Stumpjumper che l’ ha preceduta nelle presentazioni . Certo i prezzi si sono dovuti allineare al mercato Europeo  e sono quindi lievitati in maniera sensibile ma come per tutte le cose del mondo nessuna Azienda produttrice di un prodotto da riferimento nel suo mercato è disposta a vendere un gioello al prezzo di un bijoux 🙂 Unica nota negativa un’ evidente aumento della rumorosità che porta la nuova Levo a livello di altri prodotti dato che sino a ieri era sicuramente la più silenziosa presente sul mercato .

Concludo con una frase cara al marketing di Specialized adattata per l’ occasione : “It’s a Stumpjumper … only faster” !!!

 

Migliorare la propria E-Mtb è possibile e meno difficile di quanto si creda …

25 Giu 2018

Alcuni di Voi ricorderanno che nel mio primo test della Focus Sam2 (https://www.pro-m.com/first-rides-focus-sam2-ltd/) scritto a fine Aprile 2018 avevo puntato il dito su alcuni componenti che non ritenevo all’ altezza del prodotto e fra questi la forcella Rock Shox Yari da 170 mm e i consumi troppo elevati del pur ottimo motore Shimano Step E-8000 . Ebbene in quest’ultimo periodo mi sono adoperato per migliorare questi componenti e grazie al software E+Plus PRO per il motore Shimano e al kit ABS Fork Tune per la Yari ho ottenuto, con una spesa tutto sommato contenuta, un motore e una forcella che oserei dire essere oggi lo stato dell’ arte dei prodotti in commercio 🙂

Ieri infatti, in occasione di una gita al “magico” alpeggio del Devero ho potuto testare tutte le modifiche fatte e devo proprio dire di aver raggiunto l’ obbiettivo che mi ero prefissato . Grazie al tuning del motore Shimano con cui ho potuto settarmi su misura i 3 livelli d’ assistenza (ECO – TRAIL – BOOST) ho potuto percorrere i circa 850 mt di dislivello positivo con 22 Km circa con una sola batteria da 376 Wh arrivando a fine giro con un residuo di carica del 45% !!! Considerando che sono salito sulle rampe che portano all’ alpe Forno inferiore (chi le conosce sa di cosa sto parlando) senza mai mettere il piede a terra potete anche immaginare che ho usato il TRAIL settato quasi come fosse l’ unica assistenza da usare e nei tratti più ripidi e scassati non ho tentennato nel passare al BOOST !!! Insomma il Freakrider con la sua batteria da 504 Wh e motore Bosch CX con ultima release di software – che è notoriamente più parca nei consumi – ha consumato all’ incirca quanto me  : direi INCREDIBILE, ancora una volta, quanto il tuning di un motore elettrico può cambiare le caratteristiche e i consumi dello stesso 🙂

SPETTACOLO !

Ancora più incredibili poi – data la semplicità  del kit stesso – i vantaggi nella guida dati dall’ ABS Fork Tune per Rock Shox Yari 🙂 Ricordo che quando Alessandro mi ha concesso di provare il primo prototipo del kit, ancora allo stato embrionale della sua costruzione, avevo pensato mi prendesse in giro per la semplicità dell’ oggetto stesso ed invece … Il kit di polimeri montato ha trasformato la “gnucca” Yari in una forcella completamente diversa e paragonabile a una forcella di altissima gamma con una progressione e un sostegno a centro e a fine corsa degni di una forcella DH . Infatti diminuendo la pressione d’ esercizio della molla ad aria si ottiene un carico di stacco molto più morbido e la forcella copia anche le foglie togliendo alle Vostre braccia molto affaticamento e rendendo la forcella molto “pastosa” e progressiva . La scala finale in roccia dell’ ultimo tratto, che ricordavo come un tratto molto tecnico e complesso, è diventata ieri un’ autostrada da percorrere a velocità sin troppo sostenuta per il mio “povero corpicino” e questo è merito solo della confidenza indotta dalla Yari “taroccata” by ABS Tune Fork  🙂

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Per terminare avrete capito che ieri mi sono divertito come poche altre volte e ho avuto l’ ennesima conferma di come sia possibile migliorare moltissimo le prestazione della propria E-Mtb o Mtb tradizionale lavorando con attenzione e competenza nella giusta direzione ! Ovviamente per fare ciò è necessario un approccio molto tranquillo e un bel po di pazienza oltre a delle modeste competenze tecniche su cosa esattamente si vorrebbe ottenere dal componente che si va a settare / modificare . Alla Pro-M questa è comunque la parte più bella, interessante e divertente del nostro impegno lavorativo 🙂

Ma la gestione elettronica di un motore E-Mtb è così importante ?

22 Mag 2018

Ormai da circa 6 anni utilizzo con piacere, e divertimendomi come raramente mi era capitato in passato, le E-Mtb di moltissimi Marchi come Focus, Haibike, Giant, Mondraker, Rocky Mountain, Specialized e Thok tanto per citarne alcuni che montano motori Bosch, Rocky Mountain, Shimano, Specialized by Brose e Yamaha . Insomma ho avuto la fortuna di poter provare di tutto 🙂

Sin dal primo approccio, essendo anche un appassionato di elettronica e tecnologia in genere, ho sempre considerato un’ ulteriore divertimento la personalizzazione del setting dei motori delle E-Mtb e quindi dal primo Bosch Performance Series che ho potuto connettere ad un computer. Poi sono venute le App di Specialized per prima, le App di terze parti, l’ App di Rocky Mountain, il software e l’ App di Shimano e così via . Insomma per me il divertimento e la ricerca della migliore soluzione per ogni tipologia di uscita in E-Mtb cresceva di mese in mese : bellissimo !!! E non ho ancora finito: sono “gasatissimo” dalla partecipazione al corso che avrò la fortuna di poter fare domani mattina !!!

Elettronica_1

Ma la domanda è : quanto è veramente utile il poter variare il setting di un motore elettrico ? In passato un amico “Maestro” di E-Mtb mi aveva confidato che il software è tutto nella gestione e quindi nelle prestazioni di un motore elettrico ma dato che eravamo ancora agli albori del percorso di personalizzazione dei vari setting motore non avevo dato tanto peso a quell’ affermazione . Oggi a distanza di anni e con tutto lo sviluppo che c’ è stato nel settore Vi posso garantire che l’ affermazione del “Maestro” Franz era ed è l’ assoluta verità ! Con il giusto software o la giusta App oggi è possibile avere 10 tipi di E-Mtb diverse (sullo stesso prodotto) semplicemente cambiando i parametri di percentuale d’ assitenza dei vari livelli, la coppia e la potenza massima erogabile !!! In pratica con la stessa E-Mtb è possibile passare da percorrenze di 30 Km a tutta con 800 Mt+ sino a quasi 100 Km con più di 3000 mt+ con la stessa E-Mtb e la stessa batteria (mettendoci ovviamente molte più gambe) semplicemente variando alcuni valori del setting . Insomma per chi ha voglia di smanettare un divertimento nel divertimento !

Elettronica_2

E’ ovvio che chi non ama l’ elettronica troverà tutto abbastanza complicato e poco intuitivo ma Vi assicuro che smanettandoci un pochino scoprirete un mondo sino a ieri inesplorato 🙂 E mi raccomando fate un setting alla volta, uscite in E-Mtb senza toccarlo ogni momento e divertiteVi a più non posso: lo scopo dell’ uscita in E-Mtb è guidare la stessa e non fermarsi tutti i momenti con lo smartphone tra le mani ! Avrete comunque tempo una volta terminata la Vostra uscita di riflettere sulle sensazioni dateVi del setting usato e modificarlo di conseguenza ove lo riteniate necessario 😉

Buon divertimento e buone smanettate !!!

 

First rides : Focus SAM2 LTD

11 Apr 2018

Quando è stata presentata la prima JAM ho subito pensato fosse una E-Bike poco adatta all’ uso che prediligo ma sicuramente interessante proprio per le caratteristiche di batteria piccola (375 WH) e eventuale batteria supplementare (altri 375 WH per un totale di ben 750WH) per lunghi giri Alpini . Una nicchia del mercato in cui penso Focus sia leader di mercato perchè ha lavorato molto bene in ottica versatilità e estetica . La sorellla maggiore, la SAM2 LTD oggetto di queste prime prese di contatto, è la versione a corsa lunga con ben 170 mm di travel anteriori e posteriori: una macchina molto spostata verso l’ utilizzo E-Enduro . Ma andiamo subito alle prime impressioni dopo un paio di uscite con la SAM2 LTD di circa 70 Km e 2500 mt+  in totale che si sono svolte prima sul tracciato della gara E-Enduro di Pietra Ligure e in seguito su alcuni dei trails dell’ alto Vergante Bike Arena che ben conosciamo .

Percezione estetica : La SAM ricalca in toto le linea della JAM e dobbiamo subito dire che il risultato estetico è molto buono e la colloca tra le E-Bike più piacevoli all’ occhio presenti sul mercato . Certo se si monta la batteria supplementare si torna nella preistoria delle E-Bike e il “barattolo di salsa di pomodoro” (la batteria esterna supplementare n.d.r.) 🙂 è proprio brutto da vedere così come la scelta della colorazione che pur non essendo sgradevole non è certo modernissima … Se i Tedeschi usassero dei collaboratori nella scelta delle grafiche (magari Italiani) provenienti da altri settori si potrebbero sicuramente costruire prodotti più accattivanti 🙂

SAM_1

Posizione di guida : Nessun problema particolare: gli appoggi risultano corretti e intuitivi per una persona come me alta 1,76 mt. con la taglia Medium utilizzata .

Sospensioni : La versione LTD monta una forcella Yari da 170 mm che ha un buon rapporto qualità prezzo ma per me, abituato forse troppo bene con forcelle come Fox 36 o Ohlins RXF 36, risulta sicuramente di un livello ben inferiore a quelle citate. La forcella da una sensazione di legnosità e risulta molto “gnucca” tanto da comportare un maggior affaticamento delle braccia e delle spalle se paragonata appunto ad altre unità ammortizzanti . L’ ammortizzatore posteriore, aiutato anche dall’ ottimo cinematismo della sospensione, è sicuramente più fluido nel suo travel di 170 mm ma non raggiunge il livello di altri ammortizzatori .

Motore : Lo Steps E-8000 di Shimano è fluido e potente quanto basta, piccolo e ben costruito – come del resto tutti i prodotti delle Aziende Giapponesi – risulta sicuramente tra i più piacevoli e moderni da usare nell’ attuale parco motori disponibili sulle E-Bike. Sicuramente non è tra i più silenziosi del mercato … anzi in un bosco risulta persino fastidioso il rumore che produce se paragonato al silenziosissimo Specialized by Brose che in questo senso è ancora un riferimento assoluto per tutto il mercato . Buona ma sicuramente da migliorare la gestione elettronica del motore tramite l’ app E-Tube che permette una personalizzazione degli ultimi due livelli solamente (Boost e Trail) non permettendo però la personalizzazione del livello Eco che risulta essere sin troppo sostenuto per un utilizzo normale . I consumi ovviamente ne risentono non poco anche se bisogna dire che li ritengo allineati alla Concorrenza nell’ uso di tutti i giorni . Certo in un utilizzo “Economy run” il livello Eco così sostenuto penalizza il risultato e non comprendiamo perchè i tecnici Giapponesi non abbiamo ancora risolto un problema che all’ occhio di noi profani utilizzatori sembrerebbe praticamente di facilissima soluzione ! Per finire abbiamo notato una certa quale difficoltà d’ assitenza quando la cadenza aumenta sopra la soglia di 90 / 100 rpm che influisce negativamente sulla pedalata in piano e in discesa con continui stacchi dell’ erogazione da parte del motore .

Salita scorrevole : Molto buona la pedalabilità e la guidabilità della bicicletta anche grazie al peso ridotto (circa 21 Kg.) e alla buona qualità del cinematismo posteriore .

Salita tecnica : Ottima, come detto la bontà del cinematismo e la corretta altezza da terra del movimento centrale aiutano anche nei tratti più sconnessi . Infatti difficilmente capita di “zappare” con le pedivelle anche in presenza di ostacoli importanti .

Single-track : Più che buona e intuitiva nei cambi di direzione proprio perchè aiutata da un peso da riferimento in presenza di tale travel delle sospensioni .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : 170 mm di travel uniti a una geometria indovinata ne fanno un’ ottima E-Bike per uso gravity . Buona la scelta di gomme da 27,5″ x 2.40 Maxxis (anche se noi abbiamo optato per pneumatici Schwalbe da 2.35 più scorrevoli) . La bicicletta risulta sempre precisa e stabile anche se i percorsi effettuati non ci hanno permesso di raggiungere altissime velocità di percorrenza .

Discesa tecnica e stretta : Più che buona la guidabilità consideranto una bicicletta votata all’ uso gravity, anche se a bassissime velocità (e sopratutto da fermo) l’ utilizzo della batteria supplementare piazzata un filino più in alto di quella integrata si percepisce chiaramente . Con l’ aumentare delle andature questo effetto direi che scompare completamente .

Frenata : I freni Magura MT2, abbastanza economici, non sono certo un riferimento ma comunque sufficienti per il normale utilizzo . Fastidioso il fatto che il comando cambio è praticamente integrato con il braccialetto del freno Magura e quindi per sostituire eventualmente i freni alla necessità bisognerà considerare anche la sostituzione del comando cambio .

Rigidità : Più che buona e assolutamente adeguata per un utilizzo gravity oriented .

Dotazione : Adeguata al prezzo di vendita della SAM2 LTD . Certo che una forcella e dei freni migliori non starebbero male … Il motore Shimano, con tutte le possibile migliorie di cui accenato sopra, è comunque uno dei riferimenti del mercato attuale ! Buono il resto della componentistica .

Estetica e finiture : Come detto sopra la biciclettta è molto bellla e colori più azzeccati potrebbero veramente farne un “must have” 🙂

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Considerando il travel da gravity E-Bike direi che risulta essere tra i più bassi del mercato !

Note finali : Due uscite su terreni molto diversi mi permettono di inserire questa E-Bike fra le mie preferite proprio per la versatilità d’ uso della stessa . Uscita da weekend warrior della Domenica mattina a tutta con una sola batteria da 375 WH garantiscono divertimento assicurato per circa 30/35 Km e almeno 1000 Mt+ che sono la media che quasi tuttti noi percorriamo nelle 2/3 ore della mattinata . 750WH con le due batterie invece garantiscono percorrenze e dislivelli che pochissime altre E-Bike possono permettersi ! Tutto questo direi ad un prezzo più che buono e in presenza di una bellissima E-Bike (a patto di non vederla con la seconda batteria) ! Insomma un giocattolo meraviglioso adatto a tutti e a tutte le tasche !

Molto ma molto bene 🙂

SAM_2

 

First ride Specialized Turbo Vado 3.0 : PIACEVOLISSIMA !!!

23 Gen 2018

Oggi abbiamo avuto un PIACEVOLISSIMO approccio con la Specialized Turbo Vado, in versione 3.0, che rappresenta la E-Bike da città della Casa di Morgan Hill . Se mai fosse stato necessario abbiamo avuto – ancora una volta – la conferma che quando si parla di E-Bike gli ingegneri Specialized non sono secondo a nessuno ! Ma veniamo subito a questa nostra prima uscita effettuata nel centro di Milano con una percorrenza di poco inferiore ai 20 Km come segue .

Caricata la batteria per la prima volta abbiamo provveduto a gonfiare le generosisseme gomme (700 x 47 adatte anche a uso Trekking / Gravel / Cicloturismo) a 4.5 bar anteriormente e a 5.0 bar posteriormente. Una volta regolati gli appoggi abbiamo acceso il motore tramite il comodo tasto sulla batteria e il display si è illuminato dandoci la possibilità di leggere le informazioni che servono : indicatore livello d’ assistenza del motore (ce ne sono 3), orologio, velocità istantanea, livello di carica della batteria, Km totali, Km del viaggio, tempo del viaggio. Altro non serve su una E-bike di questo tipo secondo Specialized e sinceramente ci troviamo abbastanza d’ accordo. Settato il motore sul livello d’ assistenza più basso (ECO) diamo il primo colpo di pedale e qui abbiamo la prima sorpresa: ma sto motore c’ è oppure no ? Sembra quasi non ci sia spinta ne rumore ma controllando il display ci rendiamo subito conto che viaggiamo in brevissimo tempo tra i 22 e i 25 chilometri orari senza sforzo evidente : PIACEVOLISSIMO !

O sono diventato un “Rambo” del pedale oppure spinge eccome senza essere per nulla invasivo: sembra una normale city-bike ma molto più scorrevole e veloce ! Ai semafori se vuoi schizzare via basta commutare sull’ assitenza intermedia o meglio sul turbo e sembra di avere un leggerissimo motorino anziché una E-Bike ma sinceramente non ne ho sentito troppo la necessità – se non in accelerazione per fare delle prove – anche perchè Milano è piatta e quindi il livello ECO è stato usato quasi constantemente con il risultato (in proiezione) che i 100 / 120 Km sono alla portata di questa batteria da 460 Wh se usata appunto in piano e con l’ assistenza al minimo; per niente male direi ! Passati i 25 KMH il motore stacca molto dolcemente e la scorrevolezza è tale che in breve ci si ritrova anche a 30 /32 KMH senza apparente difficolta e il tutto avviene in maniera molto dolce: PIACEVOLISSIMO !

Il primo approccio ha anche evidenziato un buon livello di tutte le parti e i componenti quali la forcella (con travel di 5 cm) che è ben dimensionata e di ottima fattura per una city-bike, così come gli ottimi e modulabili freni Shimano completati da cambio e comando Deore 1 x 10 con rapportatura 40D sulla corona e cassetta 11 – 13 – 15 – 18 – 21 – 24- 28 – 32 – 37 – 42. A Milano io ho usato sempre e solo il rapporto 40 x 18 ma sono certo che per città più ondulate la scelta della rapportatura sia persino eccessiva. Il telaio sembra molto rigido e reattivo e conferisce alla E-Bike una maneggevolezza incredibile. Forse con pneumatici meno gonfi avrei avuto un maggior confort: proveremo 🙂

Insomma dopo più di un’ ora in giro per la città devo dire che mi è persino dispiaciuto dover scendere dalla Vado per tornare in ufficio !

In una parola direi che è stata un’ esperienza PIACEVOLISSIMA !!!

E’ già Vado-Mania !!!

Vado

 

Long run test Mondraker E-Crafty R

02 Gen 2018

Testo di Ezio “Freakrider” Baggioli 🙂

 

Avendo ricevuto la E-Crafty R due giorni prima di Natale, ho saltato cene e pranzi preferendo uno sportivo e laico Natale pedalando ad oggi circa 250 chilometri: considerato il periodo invernale, sono riuscito a testarla nelle più svariate condizioni; neve, ghiaccio nel freddo Piemonte, salvo l’isola fortunata delle Rive Rosse, miti climi liguri con pellegrinaggi sulle PS conosciute e itinerari misconosciuti a Levante, ma altrettanto coinvolgenti per impegno e difficoltà. Ritengo di poterVi dire “Cum Magno Gaudio” come si comporta la nuovissima Mondraker E-Crafty R .

Percezione estetica : Decisamente ben disegnata e proporzionata, ad oggi la considero la miglior proposta nel campo E-Bike con motore Bosch e batteria integrata. L’ azzurro vintage in contrasto con le scritte rosso fuoco anticipano il carattere di questa bicicletta: dal vivo le forme aggraziate mi hanno rapito…sembra quasi non essere una E-Bike tanto fini son le linee 😍 BELLISSIMA (più della Nike di Samotracia. Filippo Tommaso Marinetti cit.) !!!

Posizione di guida: Mondraker ha come segno distintivo sui suoi prodotti la Forward geometry, soluzione che ha in questi anni scombinato gli equilibri progettuali nel mondo off-road. Come tutte le innovazioni, abbiamo bisogno di tempo per apprezzarle, ma a livello di posizione in sella l’ equilibrio degli appoggi è perfetto. La taglia Large per me che sono alto 189 cm è come una camicia fatto da un camiciaio esperto… confortevole come un pisello nel baccello (grazie ad Oliver Hardy) .

Sospensioni : RockShox Superdeluxe R Debonair metrico al posteriore e RockShox Yari con corsa di 160 mm. Grazie al sistema ammortizzante Zero Suspension System® da 140 mm ed all’ottima geometria offerta, rendono la E-Crafty una compagna di giochi molto intrigante. È come quando ballate un tango con una partner affiatata, sapete dove volete andare e non serve a nulla guardarsi negli occhi, i piedi non ve li pestate, anzi vi esibite in virtuosismi… in termini di guida la E-Crafty R è un mezzo che necessita un periodo di affiatamento per poter ottenere il massimo: ama piloti di polso, la centralità nella conduzione è determinante. Ha un avantreno e rigidità globale da riferimento: 140 mm vi sembreranno pochi, ma grazie al l’efficienza della Zero® i percepiti sono molti, molti di più. Personalmente mi sono trovato assai bene sin dai primi km, vuoi per la posizione in sella a me naturale e soprattutto per il mio stile di guida. Considerando che la forcella e l’ ammortizzatore hanno regolazioni basiche: di primo acchito il Debonair sembra pigro, ma fatto il giusto precarico e regolato il ritorno si comporta molto molto onestamente. Molto brevemente: più le velocità si alzano e più l’ asticella del divertimento assoluto si eleva e di conseguenza aumenta in esponenziale la precisione di guida… provare per credere (Guido Angeli cit.) .

Motore : Bosch Performance Line CX system w/Intube batteria PowerTube 500Wh . Comando Bosch Purion computer al manubrio dal quale si accede alle assistenze, trip, tachimetro, range; facile ed intuitivo nell’ uso ha anche una dimensione che permette facilità di lettura ed immediatezza di tocco sui comandi, presente anche il sempre benaccetto tasto Walk, che quando si è in momenti difficili aiuta la spinta pedestre. Il Bosch Performance Line CX è un unità collaudata che ha fatto la storia recente dell’ E-Bike e ora avendo integrato la batteria ha decisamente migliorato il colpo d’ occhio sul mezzo. La silenziosità non è la prima cosa che colpisce : in ogni step di utilizzo (qui abbiamo quattro livelli di assistenza: eco, tour, E-mtb e Turbo) le demoltipliche presenti all’ interno del motore vi allietano l’ utilizzo… ricordandovi la propria presenza. La fluidità del motore è un punto di forza di questa unità. Il plus è il livello E-mtb: molto semplicemente è un cambio automatico che in base allo sforzo che voi postate sui pedali, vi da l’ assistenza di motore che ritiene corretta. Io giro abitualmente con assistenza ECO e con la E-Crafty mi sembra pedalare una MTB tradizionale, bisogna mantenere una cadenza di 65/70 RPM per ottimizzare lo sforzo. Quando i giochi iniziano a farsi più intensi e le salite tecnicamente impervie, utilizzo l’assistenza E-mtb. Avendolo testato a lungo su neve, ghiaccio, terreni smossi ed ostacoli trialistici, la sensazione è di un aiuto discreto che non vi mette mai in crisi di trazione e che vi permette salite su ostacoli fino a pochi giorni prima impossibili. Quindi un’ unità sempre molto presente e mai troppo invasiva: se utilizzata con la corretta cadenza ha consumi non eccessivi. I consumi sono allineati, se non leggermente inferiori alle altre unità sul mercato con batterie 500 Wh. Ovvio che i consumi sono sempre legati al proprio stile di guida ed ahimè al peso del pilota…

Salita scorrevole : Pedalabilità discreta, i due copertoni Maxxis Minion DHF ed High Roller da 2.8 non brillano per scorrevolezza, ma qui siamo in sella ad un mezzo che guarda senza indugi al Gravity per cui non mi sento di contestare la scelta… tutt’ altro. Que viva siempre Maxxis.

Salita tecnica : La E-Crafty si rivela un vero camoscio. Il movimento centrale posizionato bene, la centralità della seduta, l’ efficacia della sospensione ed il passo di 1296 mm permettono lo scavalcamento di ostacoli molto ostici senza grossi patemi d’ animo. Il matrimonio perfetto con gli AbsRoc (i famosi salsicciotti) all’ interno dei pneumatici anteriormente e posteriormente, amplificano queste mie sensazioni. Nei tornanti stretti richiede un poco più d’ attenzione se paragonata ad altre bici ma la solidità dell’ avantreno mi ha sinceramente aiutato… non ho mai avuto nessun particolare problema anche sui fondi scivolosi. Ad oggi non ho mai toccato pedali o pedivelle… Don’ t stop me.

Single-track : Una delle E-Mtb più intriganti e divertenti che io abbia provato sino ad oggi ! La sento stabile e reattiva, sempre che la velocità sia adeguata… non ama lo slow motion.

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Rigidità, sopensioni pressochè infinite, coperture (montate con Banger AbsRoc) da riferimento per tenuta e grip un poco meno per scorrevolezza ne fanno un’ arma letale nelle mani di riders esperti. Ripeto quando sarete in perfetta simbiosi con lei il divertimento non vi verrà mai a mancare. Un F-22A Raptor su due ruote plus… per sfrecciare disegnando traiettorie perfette… adrenalina ad ettolitri.

Discesa tecnica e stretta : Una E-Mtb (Enduro) che per girare ha bisogno di polso e decisione. Io trovo fantastica la rapidità con la quale gira, sempre che si mantenga una velocità di esecuzione elevata. Altrimenti diventa impegnativa, rischiando di subirla inficiando la conduzione e di conseguenza il divertimento.

Frenata : Qui ho montato i Cura di Formula: si sono rivelati ottimi per la potenza a disposizione visto il peso del mezzo (24,5 kg in taglia Large ed ai miei 93 kg), non hanno dato segni di cedimento o di affaticamento, abbinati poi alle pastiglie freno Billet danno una potenza frenante da Moto GP . Promossi con 110 e lode e bacio accademico .

Rigidità: Una delle E-Mtb più rigide e conseguentemente precise del mercato, una vera macchina sportiva a tutto tondo come una Ariel Atom V8…

Dotazione : Il cambio Sram GX lavora decisamente bene, migliorando l’ unità dello scorso anno e abbinato ad un pacco pignoni 10V 11-42 che basta ed avanza. Le ruote con canale da 35 mm in alluminio rigide grazie al montaggio disassato, un ottimo reggisella telescopico che pur marchiato OnOff mi rammenta un Fox per dolcezza di utilizzo e costruzione, sella comoda in tutte le situazioni di guida, ne fanno una E-Mtb che non richiede ulteriori upgrade per la maggioranza dei riders; ho sostituito solo le manopole con delle EsiGrip in silicone e le camere d’ aria con gli AbsRoc, che mi hanno trasmesso una capacità di conduzione e sicurezza a me sconosciuta sino a pochi giorni fa… Hasta el salsicciotto siempre , Comandante .

Estetica e finiture: Dannatamente bella ed accattivante, splendidamente come un abito di Issey Miyake… Raffinata.

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Considerando che avrete in mano una E-Mtb pronta per eventuali competizioni Enduro posso azzardare che costa il giusto… e poi al cuore non si comanda .

Note finali: Una E-Mtb che una volta conosciuta intimamente vi darà tantissimo. Io non riesco a staccarmi da lei, la definirei una femme fatale… dona sensazioni che le altre faticano a concedere… Vi permetterà di fare cose come mai vi era successo in passato. Concludo consigliandovi di farci un pensierino se volete una compagna divertente per le vostre avventure. Che ogni giorno vi farà scoprire un suo pregio e vi spingerete sempre più avanti nel farla danzare sui vostri trails preferiti, sapendo dove volete arrivare. Buone e consapevoli pedalate a tutti.

Freak