Prova Specialized Tarmac SL7 PRO

02 Ago 2021

Specialized Tarmac Pro Axs 1X12 ; la bicicletta da corsa che legge il tuo pensiero.

di Fabio P. – Team Pro-M

 

L’ estrema sincerità ed intuitività di questa bicicletta che traspare fin dalle prime pedalate non può essere che confermata dopo ormai 1500km di asfalto percorsi .

Durante il proseguimento del test sono state apportate piccole correzioni biomeccaniche, aggiustamenti e regolazioni che hanno ottimizzato l’ergonomia della bicicletta rendendola sempre più adatta alla mia posizione ottimale; dalla configurazione di serie in taglia 54 è stato aggiunto il solo attacco manubrio da 110mm con negatività 12*, spessorato di 20mm dalla battuta sterzo .

Nel mio primo “First ride” (https://www.pro-m.com/first-ride-specialized-tarmac-sl7-pro/) , inerente alle prime impressioni di guida , mi ero soffermato in particolar modo sull’anteriore della bicicletta descrivendolo particolarmente sensibile ad ogni spostamento .

Ciò che inizialmente stupisce quasi negativamente, diviene con il percorrere dei chilometri un punto di forza della Tarmac ; la sua precisione in inserimento curva e la capacità di correggere qualsiasi tipo di traiettoria la rende estremamente precisa,veloce e … sincera !

Percorrendo la vostra discesa preferita , frenando profondamente dentro la curva … al limite , la Tarmac chiude sempre perfettamente la traiettoria scendendo in piega velocemente anticipando persino una vostra manovra ; è per questo che la definisco come “la bicicletta da corsa che legge il tuo pensiero”.

Altra nota interessante riguarda la sua velocità ; il tutto riconducibile agl’ottimi materiali di scorrimento utilizzati e ad una aerodinamica minimal , ma efficace , che permette guadagni velocistici non trascurabili , soprattutto nei tratti di veloce discesa .

Un’ultima considerazione va spesa a questo punto sulla trasmissione Sram Force 1X12 monocorona ; 46 denti all’anteriore ed un pacco pignoni 10-36 a 12 velocità .

Personalmente adotto , per attitudine , un pedalata con frequenze molto alte arrivando in poche situazioni a ricercare un rapporto particolarmente lungo e duro da spingere ; tutto ciò mi ha permesso di digerire facilmente la configurazione monocorona senza incontrare difficoltà o limitazione alcuna sui percorsi da mè affrontati .

Ritengo che il vero limite di utilizzo di questa configurazione sia da imputare all’utilizzatore e non ai percorsi affrontati ; è richiesta infatti una preparazione atletica di base discreta che non permette quindi a chiunque di utilizzare la monocorona senza limitazione alcuna .

Conclusioni :

Anche se la Pro AxS 1X12 non è nella sua configurazione la massima espressione del Tarmac secondo Specialized , la ritengo un’ottima bicicletta da corsa , una vera race-replica , veloce ed intuitiva , adatta ai percorsi più impegnativi , in grado di spostare ogni giorno il vostro limite un pochino più in là …

First ride Specialized Tarmac SL7 PRO

14 Giu 2021

First Ride Specialized Tarmac SL7 PRO con Sram Force Etap AXS 1x

di Fabio P. – Team Pro-M

Contenuti tecnici :

La Tarmac Pro Sram Force Etap AXS 1x raccoglie a mio parere un equilibrio fantastico tra contenuti tecnici , prezzo e funzionalità e permette di avvicinarci di parecchio al più famoso e blasonato allestimento S-Works .

Il cockpit utilizzato infatti è lo stesso della sorella maggiore , ottima l’ ergonomia del manubrio S-Works Aerofly II , funzionale in ognuna delle sue prese compresa la ormai ”proibita” sfinge .

Il telaio ha le stesse forme e geometrie della S-Works ma in allestimento con carbonio FACT10 r .

Le ruote utilizzate sono le Roval Rapid CL a profilo alto differenziato , ovviamente nella ormai consolidata versione a disco .

La trasmissione , uno dei punti chiave della prova , prevede una soluzione monocorona a 46 denti all’ anteriore ed un pacco pignoni a 12 velocità al posteriore in scala 10-36 denti .

Impressioni di guida :

La bicicletta oggetto della prova , in taglia 54 , prevede un utilizzo standard dell’ allestimento tecnico con la sola aggiunta di pedali e portaborraccia ; un altezza sella di circa 73 cm ed un attacco manubrio da 100mm montato nella configurazione più “bassa” .

La pressione dei pneumatici di serie S-Works Turbo 120 TPI 700X26 è di 8 bar .

Le prime impressioni di guida sono cadute immediatamente sull’ottima sensazione di fluidità e scorrevolezza ; si ha subito la percezione di una bici che scorre senza inutili attriti meccanici .

La capacità della Tarmac Pro di tradurre la propria spinta in velocità la ritengo molto alta ; si ha immediatamente l’ impressione di scaricare a terra ogni singolo watt registrato dal Power MeterSram montato di serie , senza inutili dispersioni .

Dopo i primi minuti di stupore , la mia attenzione cade su un utilizzo quasi giocoso del deragliatore posteriore , divertito dal fatto di avere una trasmissione monocorona ; comincio quindi ad assaggiare frequenze di pedalata e sensazioni muscolari nuove che da li a poco avrei sperimentato su uno dei miei soliti percorsi d’allenamento .

Un ‘altro punto chiave riguarda la guidabilità , nello specifico intendo la parte anteriore della bicicletta : troviamo infatti nella taglia 54 un angolo sterzo da 73° . Le prime impressioni sono di una bicicletta che “cade “ subito in piega quasi ad impostare la curva da sola , sensazione alla quale bisogna essere pronti forse non particolarmente apprezzata dai pedalatori meno sicuri in sella .

La Tarmac Pro , una volta lanciata dimostra la propria anima racing , dando però un ottimo smorzamento proprio all’altezza del bacino/appoggio sella ; in caso di buca infatti o di terreno rovinato le fastidiose vibrazioni provenienti dall’asfalto vengono egregiamente dissipate da tutto il sistema “rimbalzando” sopra le asperità .

Il connubio tra geometrie , materiali e soluzioni tecniche rende la bicicletta , a mio parere , un po’ sensibile al vento ; la sincerità di sterzo abbinata ad una Roval CL da 50mm da si sensazioni di estrema precisione ma rende un po’ nervosa la guida in caso di vento o di un semplice veicolo che ci sorpassi .

Altro punto importante da considerare diviene , a questo punto , la trasmissione monocorona sulla quale i tradizionalisti torceranno il naso .

Ho utilizzato per ora la Tarmac su percorsi non superiori ai 100km , affrontando salite con pendenze massime del 12% ,  arrivando a velocità sostenute nei tratti pianeggianti non superiori ai 50 km/h costanti .

Ritengo che con la corona da 46 denti ed un pacco pignoni 12v 10-36 denti , si abbia la possibilità di coprire parecchie tipologie di percorso , “sfumando” molto bene la cadenza di pedalata durante i cambi di velocità. Trovo questa soluzione estremamente essenziale e funzionale per i percorsi affrontati fino ad ora , non trovandomi mai in mancanza di rapporto .

Ritengo però che la soluzione in essere richieda una discreta preparazione atletica di base , portando forse il neofita a non poter sfruttare a pieno le proprie forze come con una ben più tradizionale soluzione  a doppia corona .

Conclusioni :

Stò utilizzando la Tarmac Pro da ormai una decina di uscite consecutive, ciò mi permette per ora di dare un’opinione positiva del prodotto . Compresa la sua guidabilità , diventa un punto di forza la sensibilità di guida che porta così il ciclista a minimizzare la conduzione della bicicletta accompagnandola in curva quasi con il solo spostamento del capo .

Sicuramente argomento di infinite discussioni sarà la trasmissione monocorona , vi posso garantire però che se non parliamo di situazioni limite di percorso , il suo utilizzo è veramente piacevole , intuitivo ed essenziale .

 

 

First ride Specialized Creo EVO SL

14 Ott 2019

Ho sbagliato !!! Quando è stata presentata la Turbo Creo SL , nelle varie versioni oggi disponibili , ho subito pensato che il motore scelto da Specialized fosse sotto-dimensionato (soli 35 Nm di coppia dichiarati e 240 W) per le esigenze del pubblico che ritengo possa oggi acquistare questo tipo di prodotti . Ho sbagliato alla grande !!! Ancora una volta gli ingegneri Specialized mi hanno dimostrato di sapere cosa e come fare a costruire delle E-Bikes che possono veramente tracciare la linea corretta per far crescere un mercato !

Premetto che ho usato prodotti diversi di questo – seppur nuovo – segmento di mercato ad iniziare da una Haibike Race con motore Bosch Performance CX S-Pedalec , una Focus Paralane2 con motore Fazua e una Cannondale Synapse NEO SE con motore Bosch Active Line : detto questo penso che un minimo di esperienza e sensibilità sulla spinta dei diversi motori provati dovrei ormai averla acquisita 🙂 La prima prova della Creo SL – effetuata in blue jeans , maglietta e scarpe da tennis – al Dealers Event Specialized di Borgo Priolo aveva poi accentuato in me questa sensazione di poca potenza del motore scelto da Specialized per la Creo : il poco tempo a disposizione , le salitelle attorno all’ agriturismo , il caldo soffocante di quelle zone mi avevano fatto percepire un motore fiacco come del resto lo avevo erroneamente immaginato leggendo i freddi numeri sulla carta .

Finalmente arrivano le prime Creo SL al Pro-M Store : una S-Works e una EVO . La mia indole da biker incallito mi fa subito optare per la EVO : la gravel di casa Specialized . Subito prima uscita di rodaggio nei parchi e sulla Montagnetta di San Siro attorno allo Store e le mie prime impressioni inizano da subito a vacillare ! La Creo EVO SL è piacevolissima , scorrevolissima (si pedala oltre i 25 Km/h con grande facilità) e comodissima !!! Nei vari parchi come il “Bosco in città” o il “Parco delle cave” tenere medie superiori ai 25 Km/h non è per nulla impresa impossibile !!! La mia prima convinzione – a cosa serve una E-Bike stradale bloccata a 25 Km/h – è quasi del tutto cancellata o comunque si è ben ridimensionata attraverso una reale percezione che non immaginavo nemmeno lontanamente : si può pedalare , con il giusto sforzo , anche ben oltre i 30 Km/h !!! Arrivo dopo circa 35 Km alla Montagnetta : faccio tutta la salita in asfalto agevolmente con l’ assistenza ECO – la più bassa – e poi provo a salire verso la cima della Montagnetta inserendo dapprima lo SPORT e poi il TURBO . Incredibilmente salgo , nonostante le gomme che scivolano sulla ghiaia della salita nei punti più smossi e ripidi , senza mai dover mettere il piede a terra e senza percepire una fatica eccessiva : sale anche su salite con pendenza superiore al 20% ? Sembrerebbe proprio di si ma bisogna provare bene : è un motore con soli 35 Nm di coppia dichiarati 🙂 Ultima nota : ho percorso 35 Km con circa 200 Mt+ di dislivello e ho consumato solo 2 tacche , delle 10 disponibili , della batteria interna da 320 Wh (esiste poi una borraccietta supplementare da 160 Wh) …

Ovviamente non ricarico la batteria e mi riprometto di provare ancora la Creo SL su strade e salite un pò più impegnative alla prima occasione . Domenica il mio compagno di merende in MTB si risveglia con 38° di febbre e quindi basta sostituire la Kenevo sul furgone con la Creo EVO SL e dirigersi verso Canzo . Trovo una gran fondo Amatori e colgo l’ occasione per prendere un caffè con un amico di zona . Appena posso , finito il passaggio dei granfondisti , salgo in bici e mi dirigo verso Sormano : c’ è il famoso “Muro di Sormano” , con le sue pendenze sino al 25% e media del 17% da affrontare . Parto ancora una volta in ECO e salgo sino all’ attacco del muro con discreta facilità . Foto di rito prima di iniziare a salire sui quasi 1800 mt. del muro e trovo due amici di pedale Milanesi con le loro belle bici da corsa tradizionali . Partiamo insieme e alla domanda se ce la farò a salire sul muro i dubbi mi assalgono di nuovo e rispondo : se non mi trovi fermo per strada vorrà dire che ordinerò i caffè alla Colma 🙂 Appena la strada sale metto dapprima lo SPORT e sulla pendenza più importante il TURBO : la Creo sale con grandissima , e per me inaspettata , facilità : sinceramente sono abbastanza basito ! I due amici arrivano in cima senza mai mettere un piede a terra : chapeau !!! Vi offro volentieri una Coca-Cola : Ve la siete meritata !!!

Esco dal bar saluto gli amici e controllo la batteria : ho ancora 6 tacche e quindi ho consumato solo 2 tacche ! Decido quindi di scendere verso i Piani del Tivano e verso il lago per poi risalire verso la Colma di Sormano e il tragitto mi fa consumare (uso solo l’ ECO) solo altre 3 tacche per risalire . Mi fermo in Colma per pranzare e quindi procedo speditamente in discesa verso il furgone . Alla fine ho fatto circa 40 Km con 1150 Mt+ E con questo mi sono tolto anche il dubbio che non salisse su pendenze importanti : la Creo SL sale e sale anche bene e con poca fatica se ne avrete la necessità ! Certo non è una E-MTB ma per l’ uso per cui è stata progettata e costruita a Milano usiamo dire “c’ è n’ è che avanza” 🙂

Conclusioni finali , ripetendomi un pò  ma ben sapete che ormai sono anziano 🙂  : la Creo SL è bellissima , piacevolissima , scorrevolissima e comodissima !!! Sinceramente ritengo abbia stabilito il nuovo benchmark in questo nuovissimo segmento e adesso aspettiamo che gli altri si adeguino o la superino mentre per il momento io continuerò a divertirmi pedalandola in svariate situazioni ed in alternativa alla ormai amata E-MTB e alle MTB tradizionali 🙂 La morale della storia è comunque di non giudicare mai i prodotti dai freddi numeri dichiarati ma di essere sempre curiosi e ostinati e di potere provare sul campo e ripetutamente i prodotti per farsi una propria idea che corrisponde a una realtà che , per quanto personale , sia pur sempre una realtà 🙂 Avevo già percepito quanto sopra esaminando le varie geometrie delle MTB che alla fine erano sempre e solo freddi numeri che non davano mai completamente la percezione delle reali potenzialità del prodotto : adesso ho imparato che anche per le E-BDC o E-Gravel vale la stessa identica morale 🙂 L’ uomo si migliora solo attraverso 1000 dubbi (cit) 🙂