First ride – Rotwild R.X 375 PRO

09 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 9 Marzo 2022 .

 

Poco dopo le vacanze Natalizie e di fine anno 2021 ricevo una telefonata di questo tenore : “Gianni se Ti porto due E-MTB da provare mi puoi dire secondo il Tuo parere quali sono i pregi ed eventuali difetti data la Tua onestà nel giudicare i prodotti in linea generale ?” La mia risposta ovviamente fu positiva visto che sono molto curioso , staccato dalle questioni commerciali e che mi piace moltissimo alimentare la mia passione e le mie conoscenze nel settore del ciclismo come faccio da più di 40 anni 😉 A seguito di questa telefonata durante il mese di Febbraio 2022 mi vengono recapitate in Pro-M una Rotwild R.X 375 PRO di cui a questo scritto ed una Rotwild R.X 750 PRO di cui scriverò nel prossimo futuro . Le due E-MTB , di proprietà di Rotwild stessa , sono quasi nuove con montaggi originali – che potete trovare qui e qui – e quindi in ottime condizioni . Sono i due modelli per uso Trail / All mountain con il prezzo probabilmente più centrato nella gamma della casa Tedesca e rispettano in pieno moltissime delle aspettative che chi conosce il Marchio ben si aspetta di trovare nei loro prodotti .

La R.X 375 PRO è la versione leggera delle due con un peso che si attesta a Kg. 19,490 con la batteria da 375 Wh , il motore Shimano Ep8 a potenza piena e una dotazione di tutto rispetto per una all mountain d’ alta gamma . In pratica la vera concorrente “Germanica” della Levo SL . L’ equipaggiamento prevede un’ ottima forcella Fox 36 Float della serie Performance con cartuccia Fit Grip 3 e corsa di 150 mm mentre al posteriore troviamo un’ ammortizzatore Fox Float DPS della serie Performance con 3 posizioni di idraulica in compressione e corsa alla ruota di 140 mm . L’ ammortizzatore lavora su un carro full carbon con bielle in alluminio e sistema sospensivo a 4 punti d’ infulcro . Il nostro esemplare poi era montato con due ruote DT Swiss HX 1501 con gomme Schwalbe Nobby Nic Evo 29 x 2.4 e gruppo completo Shimano XT . Una chicca finale il reggisella telescopico Eightpins H01 con corsa 180 mm sulla nostra taglia Large ( che comunque è molto piccola e non mi ha messo per nulla in difficoltà) e regolabile all’ altezza di pedalata con un semplice sgancio rapido !

Un paio di uscite in montagna e su sentieri preparati come quelli di Colazza ed eccomi a scrivere le prime impressioni . La R.X 375 si muove con grande agilità nelle sezioni gravity visto il peso contenuto e ha una rigidità generale da riferimento per un carro a 4 punti d’ infulcro ! Il reparto sospensioni è veramente all’ altezza e ancora una volta posso confermare che IMHO la 36 con il nuovo casting dei foderi è praticamente sovrapponibile nell’ uso alla 38 per un’ Utenza normale di cui io faccio sicuramente parte 😉 Difficilmente se bendassi 100 persone potrei trovare chi distingue tra le due forcelle in fatto di assorbimenti e rigidità … In compenso la 36 pesa circa 400 grammi in meno della 38 🙂 Nonostante fossi in presenza di una taglia Large (io di solito uso taglie Medium) la 375 gira con molta facilità ed inoltre è molto stabile sul veloce e piccoli salti dove è molto ben bilanciata e intuitiva anche grazie alla rigidità da riferimento ! Le gomme però non sono all’ altezza per un uso gravity soprattutto in presenza di neve o terreni umidi .

In salita il motore aiuta regolarmente anche se la trazione è penalizzata dalle gomme che sono appena sufficienti per una trail / all mountain . Comunque l’ ottima lavoro e rigidità del carro le garantiscono un’ ottima capacità di arrampicatrice sempre che non Vi molli la gomma posteriore 🙂

Il motore , di cui abbiamo già parlato a lungo in altre occasioni è molto fruibile grazie a un setting abbastanza ben centrato dai tecnici Rotwild e grazie allo sgancio rapido della batteria da 375 Wh (che ha un peso di soli Kg. 1,9) può praticamente essere alimentato da più batterie da 375 Wh facilmente trasportabili dato il basso peso e ingombro della stessa : una vera genialata !!!

Cosa non ci è piaciuto ? L’ estetica è molto “crucca” e sinceramente un buon grafico sarebbe necessario 😉 Inoltre manca un parafanghino posteriore che eviti l’ accumulo di terra e quant’ altro sopra al motore nella parte posteriore del telaio . Se fossi in loro inoltre fornirei la R.X 375 direttamente con un piccolo zainetto contenente una batteria supplementare e lo spazio per un’ eventuale seconda batteria creando così un prodotto ancor più unico e esclusivo 🙂

Comunque continueremo a lavorare su questa E-MTB in attesa di conoscere le novità della gamma 2022 / 2023 e sperando che Rotwild decida presto di distribuire anche in Italia i loro ottimi prodotti 😉

Test sistema di telemetria Mind di Mondraker

07 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 7 Marzo 2022 (Chilometri percorsi circa 50 , periodo di prova circa 120 giorni).

Sin da quando ho ricevuto la prima Mondraker Crafty RR Carbon 2022 a Novembre 2021 , il sistema di telemetria denominato Mind da Mondraker mi aveva molto incuriosito . Per i meno pratici di MTB un sistema di telemetria delle sospensioni è un sistema che rileva il lavoro delle sospensioni in un determinato tratto del percorso e Mondraker ha deciso di montarlo su tutte le sue MTB e E-MTB d’ alta gamma in carbonio .

Il sistema è costituito da un magnete e da un ricevitore che in base allo spostamento verso il basso degli steli forcella e ammortizzatore misura la corsa degli steli stessi (fig. 1) . Al posteriore questo viene rilevato da un inclinometro e , a differenza della forcella dove la corsa dello stelo è pari alla corsa alla ruota essendo la forcella stessa telescopica , il valore letto deve essere moltiplicato per il rapporto di leva della sospensione che è di 2,3 . In pratica se l’ inclinometro rileva una corsa dell’ ammortizzatore di 30 mm significa che la corsa della ruota sarà di 69 mm alla ruota poichè il leveraggio progressivo del sistema Zero® applica appunto questo coefficiente (fig. 2) . Devo dire che all’ inizio era tutto corretto nel rilevare la corsa dell’ ammortizzatore posteriore ma non veniva tenuto in conto questo rapporto di leva . Dopo lunghe , e devo anche dire inutili discussioni grazie all’ intervento anche di D.S.B. , in Mondraker hanno provveduto a sistemare il tutto e ora il nostro Mind rileva la corsa alla ruota in maniera corretta .

I dati rilevati vengono poi trasmessi al nostro telefonino , tramite un’ antenna posta sotto il tubo di sterzo , a l’ interfaccia di un’ APP denominata MY Mondraker e di conseguenza a un cloud di Mondraker dove vengono elaborati e generano quindi mappe del percorso , grafici e quant’ altro necessario . Il sistema è abbastanza intuitivo per chi “smanetta” normalmente tra le varie APP ma potrebbe mettere in difficoltà un neofita ; del resto una telemetria è destinata ad un pubblico già evoluto e questo in Mondraker ben lo sanno 😉 Devo fare notare che per fare partire la registrazione di un tratto è comunque necessario fare il fix dei satelliti tramite il sistema GPS del Vostro telefonino e questo in presenza di alberi in un bosco e/o di cielo nuvoloso non è sempre immediato o addirittura possibile … Non spetta certo a noi valutare l’ utilità o meno di una telemetria delle sospensioni ma sicuramente posso dirVi che è perlomeno interessante e anche divertente l’ utilizzo della stessa !

Per iniziare ad utilizzare correttamente il sistema Mind Vi verrà richiesto di accoppiare la Vostra unità Mind all’ APP tramite bluetooth e una volta effettuato l’ accoppiamento Vi verrà richiesto il Vostro peso in ordine di marcia e a quel punto di effettuare la misura del SAG delle due unità ammortizzanti . Il tutto è molto ben guidato all’ interno dell’ APP My Mondraker stessa e non presenta grosse difficoltà per chi mastica normalmente di queste cose . Il corretto rilevamento del SAG è sicuramente una parte molto importante e comunque una buona base di partenza per utilizzare la Vostra MTB con sospensioni tarate correttamente . In base poi alle Vostre preferenze e capacità di guida (l’ APP Vi permette di scegliere fra 3 diversi livelli) potrete poi proseguire in un setting più fine adatto a Voi proprio in base alle risultante delle misurazione fatte con la telemetria : COOL !!!

Come potete vedere nelle immagini qui sotto (fig. 3 , 4 e 5) il sistema fornisce i seguenti dati :

  • Lunghezza del tratto misurato
  • Tempo attività del sistema (non è il rilevamento cronometrato del percorso poichè da quando parte il sistema a quando lo fermerete riprendendo in mano il Vostro smartphone passa del tempo)
  • Totale dei metri in salita lungo il percorso
  • Velocità media
  • Fondi corsa effettuati (bottom out)
  • Numero dei salti effettuati (da notare che si può facilmente rilevare dove sono sul percorso)
  • Corsa massima fatta dalla forcella e di conseguenza dalla ruota anteriore
  • Corsa massima fatta dalla ruota posteriore
  • Grafico del lavoro delle due sospensioni
  • Velocità sui salti
  • Posizione in cui si trova il salto sul percorso (espressa in metri, chilometri)
  • Corsa della ruota anteriore e posteriore all’ atteraggio del salto
  • Tempo in aria
  • Lunghezza del salto

 

A voi ora sbizzarrirVi nell’ utilizzo dei dati forniti nella maniera che riterrete più appropriata fosse anche solo per misurare il salto più lungo che avete fatto e compararlo con quello dei Vostri amici 😉

Insomma ci siamo divertiti non poco a constatare come il sistema Mind Vi fornisca dati e valori a cui non avevamo nemmeno pensato prima dell’ utilizzo dello stesso e considerando che è incluso nel prezzo della Vostra Mondraker senza nessun sovrapprezzo è un valore aggiunto non da poco per il biker evoluto !

 

Focus Jam2 7.0 – Prova completa

01 Mar 2022

Scritto da Gianni Biffi il 1 Marzo 2022 (Chilometri percorsi 332 , periodo di prova 35 giorni).

 

Jam2 il cavallo di battaglia delle E-MTB a pedalata assistita della Focus e di cui potete leggere la nostra First ride qui . Ruote da 29″ , angolo sterzo non troppo aperto ,  corta e raccolta , costruita in maniera molto efficiente per un uso trail / all mountain a 360° e con travel delle sospensioni di 150 mm. all’ anteriore e 140 mm. al posteriore ; insomma la E-MTB che dovrebbe accontentare il 95% dell’ Utenza che si avvicina a questo mondo della pedalata assistita e che anche per Utenti esperti darà grandissima facilità di guida e soddisfazioni sul campo . Arrivo a dire che Vi sembrerà di essere un biker migliore !!! La cosa che più la contraddistingue è sicuramente la facilità di guida in ogni situazione e andare in giro per le nostre montagne diventa quasi un gioco sin troppo facile e divertentissimo . Il peso invece attorno ai 25 Kg. non la pone tra le realizzazioni più leggere ma considerando che , come per la sorella maggiore Sam2 (la matita è sempre la stessa) , appena la si muove il peso scompare come d’ incanto anche questa caratteristica gioca a suo favore tenendo la E-MTB sempre attaccata al terreno .

Estetica : Molto bella e piacevole nella sua livrea azzurra (Bluegreen Glossy) … O verde ?  Anche l’ altro colore , più sobrio e che quindi dovrebbe stancare meno l’ occhio , un bel grigio pastello che tanto va di moda oggi anche nel settore automobilistico fa la sua bella figura in gamma . Le linee , pur non del tutto esili , sono comunque ben proporzionate e piacevoli : un buon passo avanti nei confronti della versione della serie 6 . Voto 9 .

Posizione di guida : La Jam2 è molto corta una volta in sella (mi riferisco sempre alla taglia Medium che normalmente usiamo per le nostre prove) e conferisce sin da subito una confidenza di guida non sempre conosciuta ad altri . Voto 9 .

Sospensioni : Ottimo il nuovo cinematismo F.O.L.D.® di proprietà Focus . Un netto passo avanti con una linearità di funzionamento perfetta nell’ uso trail / all mountain . Il nuovo ammortizzatore Fox Float X Performance poi è la ciliegina sulla torta da tanto bene funziona ! La forcella anteriore Rock Shox ZEB Select + da 29″ e con steli da 38 mm , cartuccia Charger R e sistema DebonAir pur brillando per rigidità non è ancora all’ altezza delle concorrenti di casa Fox o Ohlins . Anche se con pochissima spesa e intervenendo sulla molla ad aria e sugli scorrimenti si possono ottenere risultati quasi impensabili ! Insomma in casa Rock Shox sono comunque sempre molto bravi a far funzionare alla fine il tutto al meglio con quel poco che hanno all’ interno delle loro forcelle 🙂 Però come detto sono necessari degli interventi di messa a punto anche se poco costosi … Voto 7 (9 con upgrade) .

Salita scorrevole : Il motore Shimano Ep8 in questo caso accoppiato ad una batteria di produzione Darfon da ben 720 Wh che permette quindi l’ uso di assistenze più alte senza remora alcuna e l’ ottimo cinematismo della sospensione posteriore ne fanno una divoratrice di chilometri di ottimo livello ! Per l’ uso trail , a cui la realizzazione di Focus è destinata , è veramente un’ ottima scelta . Voto 9 .

Salita tecnica : Come sopra : l’ ottimo sistema F.O.L.D.® al posteriore , il motore – a patto di usare assistemze importanti – e il fatto che la Jam2 sia molto compatta permettono di salire con facilità anche sui percorsi più ostici sempre che si abbia la capacità di gestire il peso non proprio tra i più contenuti . Voto 9 .

Single-track : Divertentissima , ben bilanciata e precisa , gira quasi da sola e da una sicurezza di guida inusuale sino a che le velocità non sono eccessive . Guidarla su un single track con pendenze non esagerate e tanti cambi di direzione è veramente una goduria assoluta e anche chi non è molto allenato o pratico migliorerà enormemente la sua velocità sui trail . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Non si può avere tutto dalla vita 😉 Essendo corta e con angolo sterzo abbastanza chiuso le discese veloci non sono proprio il suo momento migliore anche se l ‘ottimo lavoro delle sospensioni la tiene ben attaccata al terreno . Voto 7 .

Discesa tecnica e stretta : Qui è veramente eccellente . Come detto sopra sembra che giri quasi da sola anche sui passaggi più lenti e tecnici . La forcella con la sua progressione infinita permette di girare in sicurezza anche in presenza di grossi gradoni . Anche sullo smosso si muove bene e sembra poter passare su tutto . Voto 10 .

Frenata : I soliti Code RSC di Sram abbinati a dei dischi freno BCA YoD4 da 203 mm e pastiglie organiche sono più che validi e garantiscono sempre frenate potenti e modulabili . Certo con i dischi di serie e le pastiglie metalliche di Sram sono appena sufficienti . Voto 6 (9 con upgrade) .

Rigidità : Per l’ uso a cui è destinata la definirei una spada . Voto 10 .

Dotazione : Più che buona : abbiamo cambiato solo il reggisella con uno YEP Uptimazer 3.0 da 180 mm. , le gomme con le solite Hillbilly ed Eliminator , dischi e pastiglie freno e aggiunto i soliti salsicciotti . Molto valide le ruote DT Swiss HX1700 e il cambio Sram GX AXS wireless . Voto 8 (9 con upgrade) .

Motore e componenti elettronici : Lo Shimano Ep8 , come più volte detto in altre occasioni , è un ottimo motore come costruzione , peso , impermeabilizzazione e quant’ altro ma IMHO avrebbe bisogno di un aggiornamento firmware da parte degli ingegneri Giapponesi che togliesse quel fastidiosissimo muro alle rotazioni più alte e il famoso errore E010 (anche se con l’ ultima release di Gennaio 2022 sembra che l’ errore non appaia più … Presto comunque per poterne aver certezza) . Un servizio d’ assistenza in Italia più efficiente è altrettanto auspicabile . Ottime invece le percorrenze grazie alla batteria da ben 720 Wh . Voto 7 .

Finiture : Direi che spicca su tutto l’ ottima qualità della verniciatura e in ogni caso la bicicletta è assolutamente ben costruita . Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Per una E-MTB in alluminio il prezzo è sicuramente elevato anche se in presenza dell’ ottimo equipaggiamento . Essendo in ogni caso una limited edition la nostra 7.0 è gia andata sold-out sul nostro mercato e quindi bisogna considerare disponibile solo la sorella 7.9 che invece ha un prezzo ben calibrato in base al più che valido equipaggiamento di serie Voto 6 (8 se si parla della 6.9).

Note finali : Come già scritto sopra la E-MTB che probabilmente potrebbe soddisfare le esigenze del 95% o più degli Utenti ! Una batteria da 720 Wh con un motore che nella sua ultima release di software è diventato un filino meno assetato di corrente uniti ad un’ APP che permette una buona personalizzazione delle assistenze concedono alla Jam2 percorrenze abbastanza importanti anche per i meno allenati . Il flip chip sull’ ammortizzatore permette di variare di 0,5° l’ angolo sterzo rendendo la bicicletta più stabile nella posizione più aperta ma sempre mantenendo una manovrabilità da riferimento . Ci sentiamo di consigliare la Jam2 6.9 a chiunque e siamo certi che Vi darà grandi soddisfazioni di guida e percorrenza  !!!
Voto finale 116 (124 con upgrade) su 140 .

Primi passi con il nuovo Garmin Fenix 7X Sapphire Solar

16 Feb 2022

Scritto da Gianni Biffi il 16 Febbraio, 2022

 

Sono finalmente arrivati in Pro-M i Garmin Fenix della serie 7 : gli smartwatch sportivi che molti Utenti che usano la bicicletta usano giornalmente per avere informazioni e dati sulle loro uscite . In questo breve scritto parleremo del modello Fenix 7X Sapphire Solar che ha un diametro della cassa di ben 51 mm ; non è un orologino da indossare 😉 In ogni caso non ci sono grandi differenze con il Fenix 6X precedente quando lo si ha al polso . Come sempre molto completo e piacevole alla vista il quadrante che , come tutti sanno , ha parecchie possibilità di personalizzazione sia come aspetto sia come completezza di informazioni .

Ma veniamo subito alla domanda che molti di Voi si pongono in questo momento : vale veramente la pena di sostituire un Fenix della serie 5 o 6 con questo nuovo 7X Sapphire Solar ? La risposta è complessa ma forse questa volta gli affinamenti nei vari rilevamenti possibili , il nuovo chip sicuramente più veloce che ottimizza e velocizza tutte le funzioni compreso il fix dei satellitti , la funzione torcia non presente nei modelli serie 5 e 6 , il nuovo touch screen molto comodo e la durata della batteria che può arrivare sino a oltre un mese – se in utilizzo di risparmio batteria – giustificano l’ eventuale upgrade a questo 7X Sapphire Solar .

Le cose più interessanti che abbiamo potuto notare e usare di persona su questo nuovo Fenix 7X sono sicuramente il touch screen , la funzione torcia e la nuova inpostazione di rilevamento dati E-Bike e E-MTB che è comunque presente anche sulle serie precedenti a condizione di aggiornare il firmware dell’ orologio . Insomma un nuovo “giocattolo” che non può mancare al polso del ciclista evoluto e attento alle proprie prestazioni e/o rilevamento dei dati di ogni uscita .

Enjoy your ride with the new Fenix 7 series 😉

First ride – Focus Jam2 7.0 LTD 2022 : non ci credo !

04 Feb 2022

Scritto da Gianni Biffi il 4 Febbraio 2022 .

 

A circa un mese dalla presentazione arriva in Pro-M , come promessoci , la nostra Jam2 7.0 LTD con un montaggio al top della gamma (che trovate in dettaglio qui) . La Jam2 nella sua colorazione “Bluegreen” è veramente piacevole all’ occhio e ben proporzionata . Tutto sembra essere al posto giusto e quindi non ci resta che sostituire i dischi freno con dei ben più performanti BCA yOd4 da 203 mm al posto dei dischi Sram da 220 mm e le gomme Schwalbe con le solite Specialized Hillbilly Grid Gravity T9 da 2.3 e Eliminator Grid trail T7 da 2.3 data la destinazione Trail della bicicletta . Inoltre essendoci lo spazio necessario nel tubo piantone per ospitare un reggisella con corsa più lunga optiamo per un magnifico Yep Components Uptimizer 3.0 da 180 mm . Infine spostiamo subito il flip chip dell’ ammortizzatore sulla posizione più aperta con angolo sterzo a 65° .

Siamo quindi pronti per la prima uscita su un sentiero in classico stile Bergamasco e quindi abbastanza rotto e pieno di gradoni . Eravamo un pochino spaventati dal fatto che scendevamo da una delle E-MTB più facili da condurre mai avute e quindi pensavamo che la Focus potesse sembrarci ben più impegnativa e difficile da condurre anche memori dei ricordi del modello precedente che era sicuramente meno performante nella parte gravity di questa nuova 7.0 . Appena finita la salita dove grazie alle ruote da 29″ e all’ ottimo lavoro del nuovo sistema F.O.L.D.®la trazione è sempre di ottimo livello ci rendiamo conto che i timori di essere messi in difficoltà da questa Jam2 spariscono sin dai primi metri ! La Jam2 è ottimamente bilanciata e sembra molto piccola e maneggevole mettendoci subito a nostro agio come se l’ avessimo già guidata prima : da non credere !

La prima uscita ci serve inoltre per perfezionare il settaggio delle due unità ammortizzanti : una forcella Rock Shox ZEB 29 Select+ , con rake da 44 mm e 150 mm di corsa e un ammortizzatore Fox Float X Performance 2022 , che ben conosciamo , anch’ esso con 150 mm di corsa alla ruota . Infatti con l’ ammortizzatore ci troviamo subito bene mentre per la forcella ci rendiamo conto che ci sarà da lavorare un pochino sulle tarature per renderla più burrosa e progressiva come piace a noi . Per finire in questa prima uscita stalloniamo la gomma anteriore per ben due volte e solo l’uso dei salsicciotti ci permette di arrivare in fondo al trail interi e sani ! Bisognerà capire cosa è successo e ancora oggi stiamo eliminando le variabili che possono causare questo stallonamento / sgonfiaggio della Hillbilly … Dopo aver eliminato tutte le possibili variabili siamo ora arrivati alla conclusione che probabilmente il canale del cerchio abbia qualche difetto e controlleremo di conseguenza .

A questa prima uscita sono poi seguite altre uscite sui “nostri” trail del lago Maggiore dove la Jam2 ha sempre confermato grande facilità e tantissimo divertimento nella guida : una E-MTB che consiglierei veramente a chiunque oggi !!! Molto facile con sospensioni che lavorano già bene , anche se non ancora tarate alla perfezione , e una stabilità molto buona ne fanno veramente una E-MTB con cui fare un pochino di tutto per ogni tipologia di Rider .

Ma torniamo alla Jam2 : è veramente incredibile la maneggevolezza e la stabilità sul rotto del mezzo ! Ricorda molto la magnifica Sam2 – e infatti sembra che la matita che ha disegnato questa nuova trail di casa Facus sia la stessa – anche se con le dovute proporzioni vista la corsa delle sospensioni e il peso molto minori . Gira veramente con grandissima facilità e inoltre è sempre ben attaccata al terreno !!! Direi proprio che o sono diventato più bravo io oppure gli ingegneri delle varie Aziende oggi riescono a sfornare sempre prodotti migliori, più facili e più divertenti …

Il motore è il solito Shimano EP8 con firmware 4.1.8 che dovrebbe aver azzerato il fastidioso errore E010 presente sino a pochi mesi fa : speriamo vivamente sia così e ci auguriamo di non vedere più tale errore ! La batteria è una batteria di casa Pon da 720Wh che permette percorrenze molto alte nel profilo 2 (quello settato basso) tanto da poter percorrere circa 2000 Mt+ con circa 60 Km usandolo con assistenze alla necessità . Il motore è sicuramente meno rumoroso dei precedenti provati su E-Bike in carbonio forse questo è dovuto anche alla diversa risonanza dell’ alluminio con cui è costruito il telaio della Jam2 . L’ EP8 rimane molto piccolo e leggero oltre ad avere un’ impermeabilizzazione superiore a molti concorrenti e con un display che IMHO ad oggi è ancora il riferimento assoluto del mercato . Certo l’ erogazione non è delle più naturali e tende a “murare” oltre le 115/120 rotazioni … Forse un aggiornamento del firmware con magari livelli dinamici e che permetta l’ utilizzo di cadenze più alte sarebbe proprio auspicabile nel breve periodo : speriamo che qualche d’ uno in Shimano ci legga 😉

La nostra prova comunque continua e presto potrete leggere un prova completa appena sistemeremo definitivamente la ruota anteriore e le sospensioni : stay tuned !!!

 

Rocky Mountain Altitude C70 PowerPlay – Prova completa

31 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 31 Gennaio 2022 .

Rocky Mountain Altitude C70 PowerPlay , l’ enduro elettrica secondo la Factory Canadese . Un progetto particolare che ha come punto di forza , e forse anche di qualche piccola debolezza , il sistema di movimento centrale classico sganciato dal motore che obbliga quindi ad un giro catena con un sensore di spinta elettro-meccanico che sente la tensione della catena . Avevamo già effettuato una prima presa di contatto che Vi consigliamo di leggere qui e che ci aveva parecchio impressionato per la facilità con cui si conduceva questa nuovissima PowerPlay tanto da definirla “ludricous” (ridicola nel senso buono) data appunto la giocosità e l’ estrema sicurezza e facilità con cui si potevano raggiungere prestazioni molto elevate con questa E-MTB . Dopo averne ricevuto un esemplare in versione definitiva abbiamo quindi affrontato la prova completa con grande entusiasmo e ci siamo recati su una varietà di percorsi ben conosciuti e anche nuovi che ci hanno portato alle seguenti conclusioni .

Estetica : la Altitude è abbastanza aggraziata e piace a molti pur senza raggiungere linee così filanti come altre realizzazioni della concorrenza . Infatti il motore , anche se più piccolo e posizionato in maniera più verticale in confronto al vecchio modello è ancora ben visibile e le conferisce un senso d’ ingombro evidenziato anche dai carter di colore nero . Forse una verniciatura nel colore della E-MTB ridurrebbero questo impatto ottico … Voto 8 .

Posizione di guida : scendendo da una E-MTB molto lunga di reach questa Altitude mi è sembrata inizialmente corta ma dopo pochi chilometri ho potuto apprezzare la posizione in sella molto naturale . Se la PowerPlay si guida così facilmente forse è dovuto anche da un posizione in sella ben centrata e corretta . Voto 9 .

Sospensioni : la forcella Fox 38 Float EVOL GRIP Performance Series da 170mm con 44mm di offset è perfettamente accordata con l’ ammortizzatore posteriore Fox Float X2 sempre della serie Performance . Come più volte detto trovo queste unità ammortizzanti della serie Performance più semplici da settare e più burrose delle unità della serie Factory Kashima di casa Fox : anche in questo caso la semplicità di settaggio aiuta a condurre da subito con grande sicurezza e serenità . Voto 9 .

Salita scorrevole : la pedalabilità è più che buona e sullo scorrevole , soprattutto se in posizione chiusa del Ride 4 e con carro in posizione corta è anche molto redditizia . Peccato che nei cambi di pendenza il motore non abbia assistenze dinamiche e anche se risulta molto potente obbliga ad uno sforzo sui pedali più pronunciato . Voto 8 .

Salita tecnica : in questo caso con flip chip del carro in posizione corta la trazione non mi è sembrata eccezionale ma si può migliorare facilmente portando il flip chip in posizione lunga . Anche in questo caso la mancanza di dinamicità dei livelli d’ assistenza si fa sentire in modo negativo . Voto 7 .

Single-track : fantastica e “ludricous” : ridicolmente facile !!! Veramente difficile trovare di meglio considerando maneggievolezza, lavoro delle sospensioni , velocità con cui si impostano i cambi di direzione e la naturalezza della guida . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : forse non la più veloce in assoluto ma comunque molto valida grazie soprattutto al lavoro accordato e sincero delle due sospensioni . Voto 8 .

Discesa tecnica e stretta : il peso abbastanza contenuto (Kg. 23,680 senza pedali) , considerando la batteria da 720 Wh , unita ad una geometria bilanciatissima le conferiscono ottima maneggevolezza e i nospress vengono abbastanza naturali per chi è in grado di effettuarli . Inoltre un brake jack molto pronunciato con la ruota posteriore bloccata aiuta gli inserimenti nelle situazioni più scabrose . Voto 8 .

Frenata : i freni Shimano XT a 4 pistoni con dischi freno BCA #YoD4 hanno una potenza frenate più che sufficiente e sempre ben costante . Purtroppo come detto il brake jack è ben avvertibile anche se solo nelle frenate più potenti . Voto 7 .

Rigidità : più che buona in considerazione del sistema a 4 punti d’ infulcro del carro . Voto 8 .

Dotazione : abbiamo sostituito solo dischi freno e gomme come d’ abitudine . Il reggisella RaceFace ha un gioco laterale forse eccessivo e speriamo sia particolarmente presente solo sull’ esemplare montato sulla nostra Altitude . Voto 7 .

Motore e componenti elettronici : il nuovo motore Dyname 4.0 con la sua batteria da 720 Wh , una coppia dichiarata di ben 108 Nm e un picco di potenza superiore ai 700 W è molto diverso e molto più prestante della vecchia unità della Casa Canadese . Insomma un salto di qualità evidentissimo che conferisce ottima potenza al nuovo motore e una pedalata sempre naturale e fluida . Il sensore di spinta elettro-meccanico che rende il tutto esclusivo e particolare è molto apprezzabile per l’ immediatezza con cui ci permetterà di ripartire anche sulle salite più impegnative (non esiste in pratica il quarto di giro a vuoto sui pedali classici di altre unità) ma ha però il difetto di perdere lo zero della calibrazione con molta facilità soprattutto quando si usano livelli d’ assistenza molto alti . Devo peraltro dire che dopo aver percorso circa 450 Km e aver ripulito per bene tutto il sistema di pulegge e tendicatena questa tendenza a perdere lo zero è molto diminuita ; forse dopo un buon rodaggio e dopo essersi abituati al sistema si percepisce molto meno il classico attacca e stacca del motore che all’ inizio ci dava molto fastidio soprattutto su asfalto . Un’ altra particolarità del nuovo motore è quella di sembrare con spinta molto vigorosa e costante anche nei livelli più bassi d’ assistenza tanto che più di una volta mi sono ritrovato a pensare di essere in ludricous (il Turbo di casa PowerPlay) di fronte a cambi di pendenza importanti e la gamba mi ha invece ricordato che ero semplicemente in Trail 🙂 Ottimo il nuovo comando delle assistenze al manubrio accoppiato al nuovissimo schermo Jumbotron ben inserito nel trave superiore del telaio . Tutte le operazioni di settaggio e altro vengono effettuate dal comando a manubrio con grande immediatezza e facilità ! Voto 8 .

Finiture : purtroppo in questo ambito devo segnalare una verniciatura non certo all’ altezza dato che sono presenti ben 3 diverse tonalità di verde in considerazione del materiale con cui viene realizzato il triangolo anteriore in carbonio , il carro posteriore in alluminio e il coperchio motore in plastica . Ora è chiaro che il fondo o il trasparente possono portare a queste variazioni di tonalità del colore ma vista la tipologia di prodotto d’ alta gamma ritengo che ciò , pur non influendo minimamente sull’ utilizzo della Altitude , dovrebbe essere meglio realizzato . Voto 6 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : allineato all’ attuale mercato delle E-MTB in carbonio e considerando lo sforzo di ricerca e i piccoli numeri di Rocky Mountain direi più che plausibile . Voto 8 .

Note finali : sicuramente una delle E-MTB più facili e divertenti da guidare oggi presenti sul mercato ! La batteria da 720 Wh e un motore che , al contrario della vecchia unità , ha consumi contenuti ne fanno una delle E-MTB più “goduriose” io abbia testato ultimamente . Adatta un pò a tutti i Bikers anche se ritengo che gli agonisti magari potrebbero preferire altro ma ricordateVi sempre che il non fare fatica nella conduzione aiuta anche alla fine ad andare più veloci nell’ arco della competizione … Per finire Vi confermo di aver provato un pò tutti i settaggi del sistema Ride 4 – quattro appunto con angolo di stezo che varia da 63,5° sino a 64,3° – e il carro in posizione corta o lunga in ognuna delle quattro posizioni e alla fine il mio setting preferito è quello chiuso (angolo da 64,3°) con carro lungo che conferisce alla Altitude grande maneggevolezza e miglior trazione in salita 🙂
Voto finale 111 su 140 .

Mondraker Crafty RR Carbon 2022 – Prova completa

10 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 10 Gennaio 2022 .

La bicicletta di cui alla nostra prova è in produzione da circa 2 anni e , nonostante gli ovvi aggiornamenti della versione oggetto di questa prova , ritengo utile farVi presente che abbiamo parlato di questo progetto Crafty qui (test Mondraker Crafty R) , qui (first ride Mondraker Crafty Carbon RR) , qui (first ride Mondraker Crafty RR ALU 2022) ed infine qui (first ride Mondraker Crafty Carbon RR 2022) .

Fatta questa precisazione per completezza dello scritto eccoVi cosa esattamente ho potuto verificare circa questa E-MTB come segue .

Estetica : l’ ho già scritto più volte e mi devo ripetere ancora una volta : molto ma molto bella ! Questa versione inoltre gode di una snellezza sconosciuta ad altre realizzazioni con il nuovo motore Bosch CX Flow e batteria da 750 Wh . La scelta di montare la batteria senza possibilità di essere sganciata dalla bicicletta , anche se limitante nei casi non sia abbiano prese di corrente vicino alla E-MTB , ha contribuito non poco a farne forse la più bella E-MTB in circolazione con questa batteria e motorizzazione . Voto 10 .

Posizione di guida : la “Forward geometry” con il suo top tube lungo, attacco corto e angolo di sterzo aperto , che tanto ha fatto scuola ormai nel mondo MTB , è presente anche in questa Crafty e di primo impatto da la sensazione di avere una taglia in più del necessario ma è solo un’ impressione che svanisce in brevissimo tempo appena ci si muove qualche volta sulla Crafty . Tutto è al punto giusto e ci si ritrova in breve tempo a condurre la Crafty con discreta facilità di guida se paragonata alle realizzazioni Mondraker di soli 5 o 6 anni fa . Voto 8 .

Sospensioni : la forcella Fox 38 29 Float GRIP2 Factory Kashima lavora come sempre molto bene anche se per le mie necessità risulta meno burrosa della sorella minore della serie Performance con cartuccia semplificata e di più semplice taratura . I suoi 160 mm di travel e la sua rigidità consentono anche ai meno smaliziati di condurre in sicurezza caricando l’ avantreno come vuole la geometria della Crafty .  La sospensione Zero® al posteriore è sempre un riferimento che ci meraviglia ogni volta che l’ usiamo e in questa versione l’ aver adottato il nuovo ammortizzatore Fox Float-X LV Factory Kashima ha ancora migliorato la sensazione di grande capacità d’ assorbire qualsivoglia cosa passi sotto le ruote della Crafty . Quasi inavvertibile poi il brake-jack (inibizione del carro in frenata) tanto per me fastidioso su altre realizzazioni che sto testando in questo momento . Voto 9 .

Salita scorrevole : ottima pedalabilità in ogni situazione facilitata dalla spinta del nuovo motore Bosch CX Flow che è diventato veramente molto fluido e che permette velocità di ascesa molto alte . Voto 9 .

Salita tecnica : anche il questo caso i due livelli dinamici del motore Bosch CX Flow – E-Tour+ e EMTB – permettono di salire praticamente in ogni dove concentrandosi sul supermento degli ostacoli e con una reattività alla pedalata sconosciuta ad altre motorizzazioni con erogazione semplice e non dinamica . Voto 9 .

Single-track : sicuramente il suo terreno di riferimento dove la rigidità dell’ assieme le conferiscono una precisione di guida e quindi un divertimento di guida veramente incredibili . Voto 10 .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : più la si fa correre e più si trova a suo agio : veramente una delle migliori E-MTB da Enduro io abbia mai guidato anche se devo dire che ho subito sostituito le ruote originali Mavic E-Deemax 29 che non ritengo sinceramente all’ altezza del prodotto con delle ben più rigide e performanti Enve M7 in carbonio che non poco hanno contribuito alle prestazioni sul veloce . Voto 10 .

Discesa tecnica e stretta : forse il suo tallone d’ Achille poiché tanta rigidità dell’ assieme unita ad un interasse importante non facilitano certo la guida in punta di piedi . Diventa ovviamente tutto molto più facile se si riesce a far correre di più la bicicletta ma per fare ciò necessiterebbero delle capacità di guida molto migliori delle mie 🙂 Voto 7 .

Frenata : i freni  SRAM G2 RSC a 4 pistoncini con i dischi originali non sono certo il massimo presente sul mercato pur rivelandosi degli impianti onesti ma che necessitano di molta manutenzione . Abbiamo quindi montati dei dischi freno BCA #YoD4 migliorando notevolmente la qualità della frenata senza per questo annullare la necessità di manutenzione molto frequente dell’ impianto . Voto 6 .

Rigidità : ai massimi livelli anche grazie alle ruote Enve come già detto sopra : una vera spada ! Voto 10 .

Dotazione : buona in considerazione del prezzo del prodotto comunque allineato al mercato . Le note dolenti sono i freni e le ruote come già detto . Voto 8 .

Motore e componenti elettronici : il nuovo Bosch CX Flow con la sua batteria da 750Wh è sicuramente una delle unità motrici più performanti sul mercato attuale grazie ai sui due livelli dinamici soprattutto e alla fluidità generale nell’ erogazione . La nostra esperienza sui componenti esterni del motore quali il nuovo comando LED control e il display Kiox 300 non è delle migliori dato che il Kiox si è spento definitivamente dopo poco più di 200 Km e il LED control invece ci ha dato spesso problemi di spegnimenti improvvisi del motore . Questo sarebbe poca cosa considerando la giovinezza del nuovo sistema Flow se in presenza di un’ assistenza accettabile ma purtroppo dobbiamo dire che l’ assistenza Bosch al momento risulta parecchio complessa e faraginosa … Il sistema di telemetria MIND di Mondraker invece funziona abbastanza bene – a patto di averne bisogno veramente – ma soffre di un errore di calcolo nei grafici finali di controllo che dopo più di due mesi non siamo ancora stati in grado di far comprendere a Mondraker stessa nonostante l’ impegno profuso da DSB per far correggere l’ errore . Ora se volete far percepire questa telemetria come un valore aggiunto del prodotto penso sia umano e lecito chiedere assistenza e risoluzione dei problemi da parte di chi ha scritto l’ algoritmo di calcolo . Voto 7 . (Il voto sarà sicuramente migliorato quando Bosch in primis e Mondraker avranno la possibilità in concreto di migliorare il prodotto , pur se nuovissimo , con gli opportuni interventi sul servizio assistenza al prodotto stesso)

Finiture : ottime finiture in questa versione carbon che nasconde alcune delle viti del leveraggio carro e con uno sportellino che nasconde la presa di ricarica ben posizionata in alto a sinistra appena dietro al tubo sterzo . Buona protezione inferiore del motore e inserimento di spugnette attorno al link basso della sospensione Zero® indispensabili per non far fermare terra e detriti al di sotto del link stesso . Voto 9 .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : pur se elevato lo ritengo allineato all’ attuale mercato delle E-MTB di alta gamma . Voto 7 .

Note finali : una delle E-MTB che probabilmente utilizzerò nel corso della prossima stagione grazie ad una ciclistica stratosferica , un motore secondo solo allo Specialized 2.1 / 2.2 con scheda di gestione Adamo e per finire ad una bellezza e purezza di linee che poche altre E-MTB con batteria da 750Wh possono vantare .
Voto finale 119 su 140 .

 

 

 

Classifica motori per E-MTB 2021

10 Gen 2022

Scritto da Gianni Biffi il 03 Gennaio 2022 .

EccoVi la mia – PERSONALISSIMA – classifica motori 2021 E-MTB (si considerano solo i motori pieni e non quelli del tipo SL) aggiornata a oggi 03/01/2022 visti i continui e migliorativi aggiornamenti firmware e altro
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Come tutti ben sappiamo tutte le E-Bikes (NESSUNA ESCLUSA) hanno problemi di gioventù del prodotto e/o di maggior complessità del prodotto, quindi il gioco si risolve – IMHO – con servizi d’ assistenza sempre più efficienti e con l’ implementazione dei livelli dinamici nella gestione dei motori .
Con l’ attuale classifica si conferma il motore Specialized 2.1 / 2.2 grazie soprattutto alla scheda Adamo e c’ è un grande balzo avanti del Rocky Mountain Dyname 4.0 e del Bosch CX Flow 2022
Crollo dello Shimano EP8 a causa di un firmware ormai vecchio e un’ assistenza al limite dell’ accettabilità (è crollato il servizio anche per noi Premium Services e l’ errore E010 non è ancora stato risolto dopo più di 4 anni) .
Questa mancata assistenza è condivisibile anche dal servizio Bosch che usufruendo di un call center centralizzato in Spagna per trapani, lavatrici, E-bikes e quant’ altro rende questo servizio inutile ed inaccettabile per noi Dealers …
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A. Riguardo alle prestazioni percepite (potenza, coppia e spinta) :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Bosch CX Gen4
5. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
6. Shimano EP8
7. Yamaha PW-X2
8. Rocky Mountain 1.3
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B. Riguardo a naturalezza della spinta :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
3. Bosch CX Flow 2022
4. Rocky Mountain Dyname 4.0
5. Bosch CX Gen4
6. Rocky Mountain 1.3
7. Shimano EP8
8. Yamaha PW-X2
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C. Riguardo a dinamicità dei livelli d’ assistenza (spinta dinamica) :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Bosch CX Gen4
4. Rocky Mountain Dyname 4.0 (non ha livelli dinamici)
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale (non ha livelli dinamici)
4. Shimano EP8 (non ha livelli dinamici)
4. Yamaha PW-X2 (non ha livelli dinamici)
4. Rocky Mountain 1.3 (non ha livelli dinamici)
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D. Riguardo a rendimento in salita a basse rotazioni e con poco sforzo :
1. Specialized 2.1 – 2.2 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
2. Bosch CX Flow 2022
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
5. Bosch CX Gen4
6. Rocky Mountain 1.3
7. Shimano EP8
8. Yamaha PW-X2
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E. Riguardo ad affidabilità del sistema :
1. Bosch CX Gen4
2. Yamaha PW-X2
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Rocky Mountain 1.3
5. Specialized 2.1 by Brose in ogni configurazione
6. Shimano EP8
7. Bosch CX Flow 2022
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F. Riguardo alla qualità e all’ efficienza del servizio assistenza in base alle risultanze della nostra officina :
1. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
2. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
3. Rocky Mountain 1.3 & Dyname 4.0
5. Yamaha PW-X2
6. Shimano EP8
7. Bosch CX in ogni configurazione
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G. Riguardo a consumi con parità di gamba e prestazione :
1. Bosch CX Flow 2022
2. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo
3. Rocky Mountain Dyname 4.0
4. Bosch CX Gen4
5. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale
6. Rocky Mountain 1.3
7. Yamaha PW-X2
8. Shimano EP8
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Classifica finale tenendo conto dei vari punteggi :
1. Specialized 2.1 by Brose con scheda gestione firmware Adamo (50 punti)
2. Rocky Mountain Dyname 4.0 (40 punti)
3. Bosch CX Flow 2022 (38 punti)
4. Specialized 2.1 by Brose con firmware originale (37 punti)
5. Bosch CX Gen 4 (34 punti)
6. Rocky Mountain 1.3 (26 punti)
7. Yamaha PW-X2 (22 punti)
8. Shimano EP8 (19 punti)
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Considerazioni finali : se togliessimo i grandissimi problemi d’ assistenza delle grandi case come Bosch e Shimano la classifica sarebbe parecchio diversa così come se dovessimo non considerare la dinamicità delle assistenze che io personalmente ritengo – grazie a reali prove sul campo – la vera novità in positivo degli ultimi firmware di gestione motori (in pratica un cambio automatico delle modalità d’ assistenza calcolato da un algoritmo in base a potenza applicata dal biker, frequenza di rotazione, rapporto del cambio, velocità e pendenza) .
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Meditate gente, meditate 😉

First ride Rocky Mountain Altitude PowerPlay C70 – Ludicrous toy !!!

20 Dic 2021

Mercoledì pomeriggio , sono in furgone e sto rientrando da un giro nella bassa Bergamasca particolarmente fangoso . Chi mi conosce ben sa quanto io odio “giocare” con il fango … Quindi la voglia di tornare in MTB non è certo al massimo livello ma squilla il telefono : ciao vecchio , vuoi provare la Altitude nel weekend ? Davide DSB mi fa immediatamente tornare la voglia di salire in bici !!! Ok rispondo io, sono già in zona e passo in DSB a ritirala subito : arrivo !

In meno di dieci minuti sono nel cortile della DSB e Alberto è già pronto a spiegarmi come funziona il nuovo sistema di interfaccia che si avvale di un comando remoto a manubrio e del nuovo display Jumbotron . Il sistema è molto facile e intuitivo e in men che non si dica sono “imparato” sin nei più remoti dettagli . Carico la Altitude in furgone e appena arrivo in Pro-M inizio subito a settare la bicicletta come piace a me . Cambio i due dischi freno, piuttosto economici , con dei BCA yod4 e sono praticamente pronto per la prima uscita . Non ho nemmeno la necessità di montare gli inserti poiché la Altitude è fornita dal Costruttore con già degli inserti Cushcore negli pneumatici .

Prime pedalate con il profilo A settato in maniera molto alta e con il livello d’ assitenza più alto a +2 su una scala di 5 punti da -2 a +2 appunto . Il motore Dyname 4.0 con 108 Nm di coppia e un picco di potenza di 700 W dichiarati è molto diverso dal vecchio che sinceramente mi è sempre sembrato molto fiacco se non a una cadenza di rotazione inarrivabile per le mie gambe e i miei polmoni … La cosa strana è che anche sul vecchio venivano dichiarati gli stessi valori di coppia e potenza e quindi qualche cosa non torna : insisto comunque nel dire che è sempre meglio non fidarsi mai delle roboanti dichiarazioni dei cataloghi e valutare questi freddi numeri sul campo . Comunque questo nuovo Dyname 4.0 spinge , e nemmeno poco , senza arrivare ai livelli di Adamo e nemmeno del nuovo Bosch Smart che hanno comunque dalla loro la dinamicità totale o parziale delle assistenze : secondo me in futuro la partita si giocherà proprio sulla dinamicità – o automatismo di cambio asssistenza che dir si voglia – dei vari motori . Oggi solo Bosch la fornisce di serie sui propri motori CX e infatti io considero il Bosch CX probabilmente il miglior motore sul mercato ! Tornando alla Altitude a al Dyname 4.0 Vi confermo comunque che il balzo in avanti nelle prestazioni è veramente notevole anche perchè abbinato alla batteria da 720Wh e ai consumi parecchio migliorati permette l’ utilizzo di assistenze molto alte con percorrenze di almeno 40/45 Km con più di 2000 Mt+ !!!

Seconda uscita sullo stesso percorso con profilo predefinito dal Costruttore e quindi con valori più bassi su tutti e quattro i livelli d’ assistenza e con il livello ridotto al valore 0 anziché +2 . I consumi sono all’ incirca del 10% in meno anche se con l’ assistenza Ludicrous e cioè la più alta (il Turbo tanto per intenderci) la minor potenza si sente nelle gambe senza che le medie in salita ne risentano comunque più di tanto . Teniamo presente che poi esiste la possibilità di risparmiare ancor di più usando il profilo B che normalmente viene settato in maniera più bassa su tutte le quattro assistenze . In pratica avremo un profilo predefinito fisso – che IMHO è quello più logico – settato dagli ingegneri di Rocky e altri due profili personalizzabili come meglio si crede identificati come A e B che normalmente saranno usati come Sport e Eco . Il tutto è facilmente settabile e personalizzabile tramite il Jumbotron e il comando remoto a manubrio : good job Rocky ! Unico se possiamo dire difetto , che è poi il prezzo da pagare per avere il sensore sulla catena e quindi una risposta sulla pedivella immediata che tanto piace quando si deve ripartire in condizioni difficili in salita , è un fastidioso stacca e attacca su asfalto quando si diminuisce la cadenza di pedalata o si applica meno forza sui pedali . Ovviamente questo off-on si avverte principalmente sui livelli d’ assistenza molto alti e diminuisce quindi nell’ uso normale . Per minimizzare la cosa è bene calibrare il sensore spesso con una semplice operazione che si effettua sempre dal comando al manubrio .

Terza uscita invece sui trails del lago Maggiore dove ci siamo concentrati più sulla guidabilità della Altitude che sul motore . Ed è stato subito amore !!! La bicicletta si guida con una facilità e intuitività che forse nessun altra mi ha concesso sino ad oggi !!! Bilanciatissima, con due unità ammortizzanti che lavorano quasi in simbiosi come mi era successo di percepire solo sulla Sam 6.9 , ma come detto soprattutto facile e intuitiva come nessun altra ! Tornando alla forcella Fox 38 Float EVOL GRIP della serie Performance da 170mm (quelle con gli steli neri) devo ancora una volta constatare (è una sensazione che ho sempre avuto) che per le mie necessità risulta ancor più fluida e facile da settare delle sorelle serie Factory con trattamento Kashima . Lo stesso dicasi per l’ ammortizzatore Fox Float X2 Performance dove non trovo differenza con l’ unità Factory anche se in questo caso non avverto ne migliori prestazione ne altro .

Per la prima volta forse , da quando provo nuovi prodotti per un breve periodo , mi dispiace tantissimo di dover rendere la PowerPlay a DSB tanto sono stati divertenti e entusiasmanti questi quasi 100 Km percorsi nelle tre uscite !!! Non vedo l’ ora di ricevere la mia Altitude PowerPlay C70 per potermi divertire ancora con grande facilità di guida e sicurezza che solo Lei mi ha concesso !!! Davide stai preoccupato che il vecchio inizierà a perseguitarTi da Gennaio 2022 … Auguri e buon Natale 🙂

Termino questa mia breve presa di contatto con la Rocky dicendoVi che un amico che l’ ha provata con me in questi giorni non l’ ha trovata così veloce come altre ma io vado in bici per divertirmi e non per fare il tempo su Strava o altro e la sicurezza di conduzione e la facilità che mi ha trasmesso la PowerPlay è tantissima roba !!! E’ anche vero che magari un diverso settaggio delle sospensioni e una diversa regolazione della geometria tramite il sistema Ride 4 avrebbero fatto cambiare idea all’ amico più veloce di me ma in ogni caso non sempre un prodotto nasce per fare il miglior tempo possibile ma magari solo per essere facile e intuitivo. La Altitude ha una fluidità di guida e un livello di sicurezza che non dimenticherò tanto facilmente … Abbinate ora ad un motore che comunque spinge tanto pur non arrivando al top oggi sul mercato .

First ride Mondraker Crafty Carbon RR 2022

25 Nov 2021

Dopo l’ assaggio avuto con la versione in alluminio della Crafty RR (anche se in versione demo e che trovate qui) che tanto ci aveva entusiasmato siamo riusciti a mettere le mani sul primo esemplare in carbonio e definitivamente in vendita di questa E-MTB . La Crafty è realizzata in maniera impeccabile e le sue linee sono veramente accattivanti anche se il rosso ciliegia non incontra i miei gusti personali ma ho constatato sul campo che sono io diverso perchè a tutti piace moltissimo 🙂 . Il peso della bicicletta di serie e senza pedali si attesta a Kg. 23,890 che riteniamo un valore ottimo in considerazione della batteria da 750Wh montata sulla E-MTB e che non si discosta di molto dal valore dello scorso anno grazie al risparmio di peso ottenuto con alcuni componenti e dal fatto che la batteria non è estraibile e quindi si risparmiano circa 380 grammi del meccanismo di sgancio della stessa .

Sistemiamo il SAG delle due unità ammortizzanti e utilizzando il sistema di telemetria “Mind” di serie su tutte le Crafty in carbonio abbiamo la conferma che abbiamo settato il tutto correttamente . Regoliamo gli appoggi, montiamo delle ruote in carbonio Enve M7 con salsicciotti e coperture Hillbilly all’ anteriore e Eliminator al posteriore in sezione 2.6 e , una volta fatte le corrette pressioni , siamo quasi pronti per salire in sella . Prima però ci concentriamo sul nuovo firmware Flow del motore Bosch CX GEN4 BS3 con cui è equipaggiata la nostra Crafty . Utilizzando la nuova diagnostica dedicata appunto al sistema Flow , e parecchio più intuitiva e semplice della vecchia , iniziamo a verificare che tutto il sistema è correttamente aggiornato . La cosa più interessante della nuova diagnostica è che adesso si possono scegliere , sia come quantità (si possono avere da 1 ai soliti 4 livelli di assistenza) che come tipologia di assistenza (fisse o dinamiche) , le assistenze appunto del motore . Scegliamo la configurazione fornita dagli ingegneri di Bosch e Mondraker che prevede i 4 livelli d’ assistenza come segue : ECO (fissa) , E-TOUR+ (dinamica) , E-MTB (dinamica) e TURBO (fissa) . Accoppiamo quindi tramite Bluetooth la nostra APP Bosch Flow del telefonino e l’ APP MyMondraker che gestisce invece la telemetria delle sospensione denominata Mind di cui parleremo più avanti . L’ APP Flow di Bosch permette quindi facilmente di settare i livelli d’ assistenza fissi del motore come capacità d’ assistenza , accelerazione , coppia massima e velocità . Ovviamente i livelli dinamici non sono invece personalizzabili dato che sono appunto regolati dinamicante dall’ ottimo algoritmo fornitoci dagli ingegneri di Bosch .

Finalmente caricate tutte le batterie , per fortuna solo 3 in questo caso (1 principale del sistema Bosch e 2 per la telemetria Mind) ci prepariamo per la prima uscita . La Crafty ci conferma ancora una volta tutto il buono che tanto ci aveva entusiasmato nelle prime uscite ! Geometria perfetta , sospensione Zero ® posteriore che , coadiuvata dal magnifico Fox Flat X 2022 , si può considerare in questo momento un riferimento assoluto ma soprattutto un motore che spinge con una fluidità inusitata in questa unità e che fa tantissima strada , senza apparente sforzo , usando i due livelli dinamici ! Unico neo , che forse verrà corretto da una prossima release Bosch , è che come abbiamo potuto notare il primo 20 – 30 % di carica della batteria sembra come consumarsi in brevissimo tempo per poi stabilizzarsi per la restante carica della batteria stessa . Insomma non date troppo peso allo spegnersi dei primi led sul comando remoto e allo scorrere veloce della percentuale di batteria rimanente sul Kiox perchè sembra che l’ algoritmo di calcolo del consumo sia ancora da sistemare secondo la mia personalissima opinione .

Inoltre a differenza dei primi esemplari di Forward Geometry che avevamo avuto il piacere di provare con il Bona già nel lontano 2012 e che erano parecchio difficili da condurre, oggi le Mondraker sono diventate anche facili e intuitive al primo approccio : gran mezzi !!!

Ad oggi abbiamo percorso circa 180 Km con più di 6000 Mt. di dislivello con la Crafty e devo dire che è proprio difficile trovarle dei difetti (tralasciando per me il colore ciliegia 🙂 ) !!! Sicuramente tutto funziona in maniera pressoché perfetta ma insisto nel dire che ciò che più impressiona è la fluidità e la spinta dei livelli dinamici del Bosch CX Gen4 BS3 !!! Insomma sembra quasi di pedalare un “Adamino” e chi mi conosce bene sa quanto valga questa affermazione per chi come me adora l’ assistenza sempre dinamica  e immediata di Adamo !!!

Discorso a parte per la telemetria chiamata Mind da Mondraker : funziona parecchio bene e fornisce dati sul settaggio corretto delle due sospensioni che faranno felici coloro ai quali piace giocare con la tecnologia . Ma sinceramente per coloro i quali sono abbastanza smaliziati con il setting delle unità ammortizzanti e non sono dei racers non riesco a convincermi dell’ utilità pratica della telemetria stessa oltre all’ aggravio di dover caricare due batterie separate e di dover continuamente fermarsi per far partire la stessa . Io vado in MTB o E-MTB semplicemente per divertirmi e godermi le montagne e trovo questo proliferare di tecnologia un po’ ridondante per usare un eufemismo . La cosa positiva è che per questa telemetria non è stato richiesto da parte di Mondraker nessun aumento di prezzo finale e quindi è un plus gratuito sui modelli di alta gamma che fara comunque felici i più . Per finire abbiamo notato un errore sul grafico sottostante dove la forcella è indicata correttamente con corsa di 160 mm , che ovviamente corrisponde anche alla corsa della ruota essendo in presenza di una forcella telescopica , ma per l’ ammortizzatore posteriore si indica una scala che si riferisce all’ escursione alla ruota mentre il valore indicato si riferisce alla corsa lineare dell’ ammortizzatore stesso senza quindi considerare il rapporto di leva del leveraggio progressivo . Abbiamo già provveduto a segnalare la cosa a Davide e quindi a Mondraker affinché venga corretto il grafico ma la prima risposta di Mondraker è stata di ricontrollare il SAG … Fatto di nuovo anche questo e per nostra fortuna era corretto sia con il calibro che con la loro Mind … Ci riserviamo comunque di ricontrollare il tutto al più presto e aspettiamo eventuali altre risposte da Alicante .

Vorrei concludere affermando che la Crafty sarà sicuramente una delle mie “bimbe” da portare in giro nella prossima stagione con grande divertimento e soddisfazione di avere una E-MTB bellissima e performante come poche altre sempre che tra qualche mese non arrivi sul mercato qualche altra novità che ridimensioni le prestazioni delle attuali E-MTB 🙂 Insomma tutti gli ingegneri del mondo lavorano costantemente per migliorare i prodotti e , salvo rarissime eccezioni , ci riescono molto bene e quindi ben venga l’ innovazione e/o il perfezionamento dei prodotti attuali come è sicuramente evidente per questa nostra nuova Crafty .

 

First (five) rides Yeti SB 160E

03 Nov 2021

Grazie a Davide Bonandrini (DSB Semplicemente bici) abbiamo avuto ancora la possibilità di usare la 160E per un altro breve periodo , l’ avevamo già usata per un paio d’ ore in passato e potete leggere le mie primissime sensazioni qui . Quindi memore della mia prima esperienza negativa (ammortizzatore in stuck down) , questa volta abbiamo controllato tutto per benino in maniera da poter avere delle prime sensazioni il più corrette possibili : Ve lo scrivo sin da subito la 160E è una gran E-MTB !!!

Quindi ri-tarate per bene le sospensioni , regolati gli appoggi , fatta la corretta pressione gomme con aggiunta di lattice e via sui sentieri e quant’ altro percorrendo un totale di quasi 170 Km con circa 5500 Mt di dislivello . Vi anticipiamo subito che avremmo voluto avere la 160E per più tempo per fare una prova definitiva e completa , ma come già più volte detto il tempo è tiranno e di Yeti elettriche non ce ne sono ancora e quindi comprendo bene il desiderio di Davide di farla provare a più persone possibili .

Ma veniamo alle impressioni come segue : Vi confermo che a livello di pedalabilità su terreni scorrevoli la sospensione di Yeti , la Sixfinity ® ha veramente pochi uguali !!! Come già scritto , anche con l’ ammortizzatore che ora lavora per benino , sembra quasi di avere un carro rigido tanto è evidente l’ accelerazione e le velocità di ascesa che si possono raggiungere . Veramente un carro che in questo ambito probabilmente ha pochi uguali . Un macchina spiccatamente Race se settata al 30% di progressione e rapporto di leva (STD position) che permette rilanci e quant’ altro in maniera veramente impressionante . Se vogliamo trovare il pelo nell’ uovo in questo setting , e ancor di più nel setting al 25% con una progressione ancor più supportata , è che la trazione su passaggi tecnici e sui terreni scivolosi è da biker molto esperto e in qualche caso ci siamo ritrovati a dover constatare la perdita di aderenza e trazione della ruota posteriore . Per fortuna però gli Ingegneri di Golden (COL) ci hanno dotato del flip chip con la possibilità di avere la progressione anche al 35% e qui si apre veramente un altro mondo !!! E’ incredibile come in quest’ ultimo setting la bicicletta cambi in maniera evidente la sua indole corsaiola trasformandosi in una polivalente enduro / trail alla portata di tutti : insomma più facile in discesa , con maggior trazione alla ruota e con una minima perdita di prestazione nel pedalato scorrevole . Inutile dirVi che io preferisco di gran lunga questo setting per l’ uso di tutti i giorni 🙂

Cosa dire ancora dopo queste primissime uscite ? La 160E è realizzata in maniera impeccabile e a riprova di questo la sospensione posteriore e i passaggi cavo molto ben ingegnerizzati le conferiscono una silenziosità di funzionamento del carro molto superiore alle realizzazioni di altri Marchi . La Yeti è una Yeti a tutti gli effetti e quindi direi non facile e intuitiva sin dal primo approccio come altre ma usandola un pò si instaura un feeling con la stessa unico e affascinante . Certo non è per me bellissima nelle colorazioni proposte , che ritengo abbastanza anonime , ma le soddisfazioni di conduzione e precisione di guida che otterrete nel tempo hanno veramente pochi uguali : tanta roba !!!

La maneggevolezza è molto buona per una 29″ anche se realizzazioni con ruote da 27,5″ ovviamente sono più agili ma meno veloci e stabili di questa Yeti . Prezzo elevato come per tutte le realizzazione esoteriche del mondo MTB ma comunque allineato se non inferiore alla concorrenza . Finiture da sogno come detto e un sistema di sospensione veramente e oggettivamente unico al mondo ! Il motore Shimano EP8 nell’ attuale versione di firmware è rimasto un pochino indietro alla concorrenza sul mercato ma comunque si difende ancora benino . Cosa volere di più ? Un Lucano 🙂

Spero vivamente di poter avere per più tempo una 160E per poter così concludere una prova definita del prodotto ma ho paura che ci vorrà parecchio tempo prima di vederne qualche d’ una disponibile e non già prenotata e venduta .

First (two) rides Mondraker Crafty RR alu 2022

14 Ott 2021

Tutto quello che avete desiderato ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere !

Questa settimana è arrivata in DSB (ringrazio Davide Bonandrini per l’ opportunità dataci) un esemplare Demo della nuova Crafty RR alu model year 2022 – trovate la descrizione del prodotto qui – dotata del nuovo motore Bosch e della batteria da 750 Wh . La nuova Crafty non differisce moltissimo dal modello della passata stagione se non per il nuovo motore e relativi componenti, la nuova batteria da 750, le nuove ruote Mavic E-Deemax e l’ ammortizzatore Fox Float X Factory .

Purtroppo l’ esemplare che ci è stato consegnato è una versione Demo con firmware dimostrativo e non definitivo, senza Kiox 300 e quindi non personalizzabile tramite APP e con settaggi non a noi conosciuti . Detto questo la valutazione sul nuovo motore non può essere oggetto di giudizio in queste nostre prime due uscite per ovvi motivi e per serietà dello scrivente . Devo però dire che se il buongiorno si vede dal mattino … Veniamo alla prima uscita effettuata sul conosciutissimo “giro del tagliere” a Premeno . Un anello molto vario con tutti i tipi di terreno possibili . Partiamo in salita su asfalto e subito noto che la prima tacca del comando remoto che indica il consumo della batteria inizia prestissimo a lampeggiare di rosa sino a diventare rosa fisso in breve tempo . Immagino indicherà il consumo e ben presto (meno di 400 Mt+) si spegne : sarà per il firmware non definitivo ma sembra consumare questo nuovo Bosch … Verrò poi smentito dai fatti perchè a fine giro , dopo 1030 Mt+ e circa 31 Km si sono poi spente solo due tacche in totale . La bicicletta fa tantissima strada in salita senza apparente sforzo sui pedali anche perchè non risparmio sui livelli delle assistenze e salgo sempre in Tour (fisso e non dinamico), e-mtb o turbo anche se quest’ultima assistenza l’ ho usata veramente pochissimo .

Arrivati a Colle iniziamo a scendere verso Agrano su sentieri non banali e sempre affascinanti , la Crafty conferma tutto quanto di buono avevamo già riscontrato sui modelli precedenti e si guida velocissima e precisa grazie al suo perfetto bilanciamento e alla Forward Geometry ® di ultima generazione . La bicicletta permette un’ ottima andatura forse grazie a mozzi particolarmente scorrevoli o – molto più probabilmente – al magnifico lavoro del carro coaudivato dall’ efficientissimo nuovo ammortizzatore Fox Float X 2022 . Insomma la Crafty mi ha dato una sensazione di maneggievolezza , precisione nonostante le gomme non di mio gradimento e velocità di percorrenza di curva che sinceramente avevo un pochino dimenticato dato che non la usavo più da molto tempo . Grandissima E-MTB e grande divertimento !!!

Seconda uscita nei parchi di Milano per provare l’ assistenza ECO e valutare un pochino i consumi – anche se come detto il firmware demo non permette nessun settaggio e quindi valutazioni coerenti – e ho percorso ben 30,31 Km senza nemmeno aver spento la prima tacca (quindi meno del 20% di utilizzo del totale a disposizione) : fate Voi le considerazioni del caso !

Ancora una volta ho avuto modo di constatare che anche in Eco la Crafty fa comunque tantissima strada e velocità tanto che sulle scalette del ponte che collega il Bosco in Città con il parco delle Cave pensavo di avere la solita velocita e invece , droppando le stesse, mi sono ritrovato un pò lungo scendendo dalle rampette di 6 gradini e arrivando di conseguenza sempre ad atterrare sul piatto con l’ ammortizzatore molto vicino al suo fondo corsa .

Difetti ? Poco o nulla da segnalare : il peso non è contenutissimo dato che parliamo di Kg. 25,520.- senza pedali , ma con una batteria da 750Wh ovviamente non credo si possa fare molto meglio , e le manopole che per le mie abitudini sono molto fini e poco confortevoli .

Insomma penso proprio che la nuova Crafty farà parte del mio parco bici per la prossima stagione !!!

Chiedo scusa sin d’ ora per eventuali errori ortografici o altro ma ho scritto queste poche righe sull’ onda dell’ entusiasmo e non ho ancora avuto il modo di rivederle proprio perchè volevo subito renderVi partecipi della mia soddisfazione per questo nuovo prodotto !!!

Test gravel – Evil Chamois Hagar

28 Set 2021

Il gusto è soggettivo … La qualità no .

di Fabio Paganelli

Quando ho visto per la prima volta la Chamois Hagar ho subito intuito la sua natura : una della poche gravel che sembra ereditare caratteristiche e soluzioni tecniche direttamente dal mondo MTB hardtail rimanendo comunque vicina alla strada .

Ciò che balza immediatamente all’occhio è il marcato angolo sterzo , ben 66.67° cha apre l’avantreno facendola somigliare quasi ad una bicicletta di inizio 900 .

Il passo è di 1154mm nella taglia Medium provata , il drop del movimento centrale di 80mm ed i foderi bassi con un disegno specifico la rendono stabile senza ridurre troppo la luce a terra , permettendo alla Chamois di calcare qualsiasi singletrack senza troppe difficoltà mantenendo un livello di trasmissione molto alto .

L’allestimento da me impiegato prevedeva un telaio ed una forcella in fibra , un impianto frenante Sram Force con dischi da 160mm , una trasmissione monocorona da 38 denti , una cassetta rigorosamente MTB 10-52 a 12 velocità , un deragliatore posteriore AXS X01 Eagle ed un telescopico AXS Reverb con corsa da ben 150 mm .

Nonostante si siano utilizzate anche le ruote di serie, vivamente consigliate per l’ uso fuoristrada (cerchio in alluminio WTB Proterra Light i23 e coperture di serie Wtb Venture 700 x 50) , la prova si è svolta per la maggior parte del tempo con una coppia di preziosissime Enve SES 4,5 AR carbon con profilo da 49mm all’anteriore e 55mm al posteriore e coperture tubeless meno generose da 700 x 37 .

I percorsi scelti sono stati un mix di segmenti stradali ben conosciuti conditi da tratti off-road non estremamente sconnessi in maniera tale si potesse sostenere la prova senza scendere quasi mai di sella .

Impressioni di guida : ciò che stupisce da subito è la facilità con cui si conduce la Chamois , il suo angolo sterzo estremo non si ripercuote nella guida e l’ equilibrio di tutta la ciclistica diviene facilmente intuibile sin dai primi minuti ; la bicicletta è veloce , comoda e divertente ma soprattutto efficace !

Nei primi tratti di trasferimento verso i circuiti da me scelti noto subito una spiccata capacità di trasmissione della graveldi di Evil Bikes che rende la Chamois molto veloce anche sui tratti d’asfalto , facendomi quasi dimenticare di essere su di una bicicletta capace anche di solcare terreni ben più complessi e tortuosi .

Stupisce la velocità con cui si rilancia durante la varie ripartenze ed il peso leggermente superiore ad una bici da corsa (siamo attorno agli 8 Kg.) la rende estremamente performante nei cambi di velocità sopra i 30 orari facendola correre come una vera specialissima !!!

Il punto di “rottura” sui tratti d’ asfalto diviene la copertura che , gonfiata a 4.5 bar , risulta poco rigida per il nastro d’asfalto a vantaggio però di un confort senza eguali .

Giunto sul circuito misto da me scelto ero già divertito da questa ibrida che è tanto modaiola ma sa regalare un piacere di guida non condizionato da continui estenuanti Kom .

Arriviamo quindi nei nostri amati sentieri , scelti per la prova e non particolarmente insidiosi , ed emergono subito le caratteristiche da ruote grasse della Chamois : trasmissione monocorona con un 10-52 da mountain , telescopico con escursione da ben 150mm e manubrio rigorosamente in presa bassa la rendono un piacere portandomi a sorridere divertito senza preoccuparmi di alcun traffico stradale .

In fuoristrada non ho nessuna difficoltà nei tratti di salita dove la ruota posteriore rimane sempre ben attaccata al terreno mentre in discesa è ovvio che l’avantreno privo di forcella ammozrtizzata la penalizza un pochino non per quanto riguarda stabilità e guidabilità ma nel confort trasferendo alle spalle qualche vibrazione in più di una classica MTB .

I tratti di ciottolato e pavè vengono superati egregiamente permettendomi di rientrare divertito da una pedalata non particolarmente lunga ma che per varietà di terreni affrontati sembra ben più prolungata .

Una piccola nota a chi utilizza attacchi SPD ed ha una evasione radiale marcata verso l’ interno da parte dei talloni : la Chamois ha un carro posteriore che allarga verso i 142 mm della battuta mozzo ad un’ altezza tale dove è facile urtare i talloni durante le pedalate più intense … Attenzione ai pedalatori con piedi importanti .

Concludo senza soffermarmi sull’utilità o meno di una gravel ma , in questo caso , Evil Bikes si distingue per un prodotto esclusivo , oculato e coerente nei sui contenuti tecnici il quale vanta ,a mio parere , un’ efficacia invidiabile .

Evil Chamois Hagar … Il gusto è soggettivo , la qualità no !!!

Un assaggio di Yeti 160E

21 Set 2021

Una rondine non fa primavera e quindi non saranno certo 32 Km con 1000 Mt+ (e ovviamente 1000 Mt-) a dover farci scrivere le nostre impressioni finali su questa Yeti 160E ; ma come sapete il tempo è tiranno e di 160E non ce ne sono ancora in Italia . Quindi ben venga il fatto di averla potuta “assaggiare” in anteprima ma, come detto, prendete le mie impressioni dinamiche con le pinze perché tutto potrebbe essere riscritto e rivisto quando faremo un test più completo se arriveranno delle bici …

Un esempio su tutti : rientrato dal giro abbiamo scoperto che l’ ammortizzatore posteriore era in “stuck down” e quindi, una volta ripristinato il corretto funzionamento, l’ ammortizzatore sembrerebbe lavorare in modo diverso tanto che andrebbe rivista tutta la regolazione di compressione e rebound ma come detto non abbiamo la possibilità di poterlo fare … A cosa servirà provare delle biciclette così sofisticate in così breve (oserei dire pochissimo) tempo me lo devono ancora spiegare ma tant’è : oggi il mondo gira così !!! Se poi a questo aggiungiamo che nemmeno ne avremo in vendita, a quanto sembra, capirete con facilità che questo mio scritto non dovrebbe nemmeno essere pubblicato nell’ interesse di tutti : Distributore, Negozianti e Utenti finali … Ma come detto sopra il mondo va così e molti, tra giornalisti e lo stesso Distributore, si sono già cimentati nello scrivere di questa E-MTB .

Arrivata questa mattina in Pro-M : controllato e aggiornato il firmware, personalizzati i valori d’ assitenza del Profilo 1 (secondo i dati Standard di un altro Costruttore che io preferisco) regolati i Sag delle due unità ammortizzanti, regolata l’ altezza sella e fatta la presssione degli pneumatici con salsicciotti e si parte . Ovviamente andremo su un percorso ben conosciuto in modo da avere più riferimenti e poter capire da subito (ove sia possibile) la bontà del sistema Sixfinity®, quindi Colazza e Panda trail 🙂 Prime foto di rito e si nota subito la magnifica costruzione del telaio della 160E e la cura dei particolari quali passaggio cavi, realizzazione del carro e link della sospensione anche se le due bielle che comandano il link inferiore nel suo “switchare” sembrano un pochino messe li all’ ultimo momento . Personalmente poi avrei gradito una colorazione più in linea con il family feeling della Casa, in abbinata al classico turchese di Yeti, e un pochino più vivace come un arancio, un giallo o un verde flou già usati da Yeti in passato e magari con la scritta Yeti in turchese sul giallo … Ma come ben sapete l’ estetica è questione di gusti personali .

Prime pedalate : la bicicletta sembra molto rigida e composta anche se non mi da sensazione di estrema leggerezza (infatti non pesa pochissimo fermando la bilancia a Kg. 23,280.- senza pedali e con ruote tubeless e salsicciotti PTN) . Posizione in sella ben centrata pur non avendo avuto il tempo di regolare anche gli appoggi e comunque sembra sin da subito che si pedali molto bene ! Da Colazza inizio a salire verso Nocco (appena sotto Gignese) per poter percorrere qualche volta il Panda trail che considero ormai come il trail da noi più usato per i primi test delle biciclette e quant’ altro . Nelle rampette delle sette sorelle apprezzo sempre più la pedalabilità conferita alla 160E dal sistema Sixfinity® : sembra quasi che la bici accelleri con inaspettata prontezza alle sollecitazioni sui pedali . Accellera come probabilmente nessun altro sistema sospensivo mai usato !!! Mi ritrovo a salire con velocità inusuali e la 160E sembra quasi chiedermi di allungare continuamente i rapporti !!! Ad avvalorare questa mia sensazione la media in movimento a fine giro : 17.700 Km/h contro gli usuali 13 o massimo 15 Km/h rilevati con altri mezzi su questo percorso per me codificato .

Arrivo finalmente all’ inzio del Panda trail ma purtroppo il terreno è abbastanza umido e quindi guido con circospezione anche perché non ho il mio Hillbilly all’ anteriore (sono ormai viziato) e posso solo dire che la bici è ben bilanciata e la forcella lavora già come la voglio io (la taratura fatta ha funzionato, ormai di 38 ne guido diverse) . Nulla da dire riguardo a maneggievolezza e a rigidità dell’ assieme; non è leggera ne bilanciata come altre realizzazioni dato che la batteria da 630 Wh aggiunge peso in alto sulla zona sterzo e a me piacciono molto le bici leggere davanti . Come detto all’ inizio però sono solo impressioni iniziali falsate anche da gomme e quant’ altro non esattamente come vorrei avere io .

Cosa cambierò quando avrò la possibilità di avere un esemplare da provare a lungo ? Sicuramente le gomme, il reggisella con uno Yep Performance perchè l’ AXS è troppo veloce per le mie abitudini, i dischi freno con dei BCA per il maggior mordente e quindi una frenata più pronta e potente e la posizione dell’ ammortizzatore con una progressione più plush per vedere come si comporta in discesa e nel pedalato . La comprerei ? Sicuramente SI e subito, se fosse disponibile, anche perchè ormai il poter provare per bene i miei “giocattoli” è parte integrante del mio essere un addetto ai lavori nel settore biciclette : non amo fare il copia e incolla dei cataloghi ne tanto meno essere allineato a quello che scrivono e dicono più o meno tutti appena leggono un catalogo … Per me ogni prodotto ha pro e contro e non esiste un prodotto in assoluto che sia meglio di altri in ogni condizioni anche perchè ogni bicicletta purtroppo deve sempre accettare dei compromessi sia commerciali che di progettazione per poter ambire ad un pubblico variegato e di fascia molto ampia . Inoltre, in questo momento particolare, alcune scelte di componentistica o altro possono anche essere dovute alla mancanza di altri componenti e materiali …

Tornando all’ inizio però prendete con le pinze queste mie primissime impressioni perchè … Una rondine non fa primavera 🙂

 

Test ruote in carbonio Enve AM30 Foundation Series

07 Set 2021

In questi ultimi tempi abbiamo avuto modo di provare sulla nostra Santa Cruz Heckler CC una coppia di ruote Enve AM30 Foundation Series .

Prima di venire alla prova vera e propria riteniamo utile fare una distinzione tra le diverse tipologie di ruote in carbonio in due categorie differenti :

  1. Ruote molto leggere (utilizzo primario XC)
  2. Ruote molto rigide e con precisione di guida superiore ma non con questo super leggere

Nella prima categoria l’ Utente ricerca spesso e volentieri semplicemente un abbassamento del peso delle masse rotanti e considera poco importante il livello di rigidità delle stesse proprio perchè spesso l’ utilizzo è limitato al cross country e quindi la guidabilità / rigidità passa in secondo piano rispetto al valore in grammi .

Ovviamente le ruote Enve AM30 non fanno parte di questa categoria e sono dedicate ad un uso più allmountain / trial / enduro dato che il loro peso è di 950 gr. per l’ anteriore e di 1780 gr. per la posteriore nella nostra coppia da 27,5″ . Il canale interno è da 30 mm (esterno 39 mm) e sono consigliate per un uso con gomme sino a 2.6 .

Come detto abbiamo potuto utilizzare la Heckler con queste ruote dopo che l’ avevamo usata con ruote in alluminio e anche con ruote in carbonio di diversa azienda produttrice . Ebbene ciò che risulta subito evidente sin dai primi metri di utilizzo è l’ estrema rigidità laterale delle ruote che conferiscono anche a queste ruote della gamma Enve una guidabilità e precisione senza uguali oggi sul mercato ! Se paragonate alle ben più costose sorelle M7 direi che è ben difficile poter valutare una rigidità e una conduzione meno precisa mentre per contro mi sembrano in pochino più confortevoli data la minor sensazione di rigidità nell’ impatto con il terreno .

Se paragonate invece alle ruote in alluminio o in carbonio di altri la precisione di guida è nettamente superiore e quindi ci sentiamo di consigliarle a chiunque cerchi rigidità ed estrema precisione nella guida !!! Per contro, per chi non è abituato a ruote così rigide e precise, potrebbero addirittura risultare un problema nella guida perchè ovviamente non permettono errori e o imprecisioni di guida : dove metti la ruota lei va !

Quanto sopra detto evidenzia quindi la necessità di un certo periodo di assuefazione al prodotto ma Vi assicuriamo che se cercate una ruota precisa e rigida nulla ad oggi ci ha impressionato positivamente come le ruote della famiglia Enve !

Per finire il prezzo risulta allineato alle produzioni di aziende concorrenti e Vi ricordiamo che è presente la garanzia a vita sul primo proprietario del prodotto senza nessuna limitazione di sorta . Ci sentiamo quindi di consigliare le AM30 per chi cerca super prestazioni dalle proprie ruote in carbonio 🙂