Long Ride Test Pivot Shuttle

14 Dic 2018

Come molti di Voi sapranno non sono certo un Biker di primo pelo 🙁 e oltre a questo ho la possibilità di poter confrontare molti dei prodotti presenti sul mercato appena essi arrivano sul mercato stesso o poco più avanti nel tempo . Questo breve cappello è doveroso per far comprendere che il mio entusiamo – oserei chiamarlo innamoramento – per la Pivot Shuttle è in qualche modo genuino e giustificato da esperienze di tutti i tipi ! Nessuna altra E-Bike – a mio personalissimo modo di vedere – mi ha mai concesso emozioni e divertimento come questa Shuttle ! Ricordo ancora con la pelle d’ oca quel tornantino sul ripido affrontato spazzolando il sentiero con il posteriore o quella curva in uscita dal Rocul (uno dei sentieri dei Lupi del Cornaggia) percorsa su un binario ad una velocità per me irraggiungibile con altre E-Bike : questo significa innamorarsi / emozionarsi per un prodotto che a livello di divertimento generale secondo il mio parere non ha veramente uguali nel mercato attuale e sino a che non uscirà un prodotto più performante 🙂

Ma ora Vi elencherò le miei impressioni vere e proprie – in maniera più composta – come segue :

Estetica : cara la mia “bimba” è vero che ci sono alcune altre più snelle di Te in giro ma ricordaTi che anche sei hai le t…. scusate … il tubo obliquo leggermente più grosso di alcune altre le Tue forme sono comunque bellissime ed aggraziate 🙂 E poi ricordaTi di tutto ciò che abbiamo fatto insieme e del godimento assoluto che mi concedi quando Ti “cavalco” !!! Per me rimani sempre la più proporzionata e bella del pianeta 🙂 Ovviamente sto parafrasando per ridere un pò … La soluzione di integrare una batteria Shimano esterna nell’ obliquo ha obbligato i tecnici Americani ad ingrossare un filino l’ obliquo stesso nella parte bassa ma il risultato è comunque gradevole e ben disegnato. Insomma non è forse la più bella del pianeta ma poco ci manca e in più potete sempre portarVi una batteria supplementare nello zaino che invece con altre non è così facile da portare 🙂

Posizione di guida : sono un fautore delle biciclette compatte e questa Pivot mi è piaciuta sin dal primo momento anche se il top tube della Medium che ho provato non è propriamente corto dato che misura 62,05 cm . Le sue quote geometriche sono sulla carta particolari ma in ogni caso, sarà per il feeling di guida unico, generato da una perfetta alchimia impossibile da replicare, mi sono trovato a mio agio sin dal primo momento .

Sospensioni : forcella e ammortizzatore Fox Factory con trattamenti Kashima garantiscono un’ affidabilità e una qualita sospensiva da me ben conosciuta . Anche se la corsa è settata rispettivamente a 150 mm sulla 36 all’ anteriore e 140 mm sul carro DW Link® al posteriore non ho sinceramente mai avuto la sensazione di avere necessità di escursioni maggiori ma anzi ho trovato le sospensione particolarmente ben tarate e con una lavoro in sincrono tra anteriore e posteriore veramente invidiabile ! A ri-conferma di quanto sopra le miei ginocchia – abbondantemente malandate dopo un’ usura di ormai più di 55 anni di fuoristrada – quando scendo dalla Shuttle sono ben più “in ordine” che in altre occasioni . Certo all’ inizio erano parecchio legate e poco scorrevoli ma è bastato percorrere un centinaio di Km e intervenire leggermente sulle tarature per avere quello che desideravo : una macchina che inghiotte tutto quello che trova sotto le ruote con una facilità e compostezza sino ad ieri sconosciute !

Salita scorrevole : nulla di particolare da segnalare se non un certo bobbing del carro posteriore che può essere facilmente minimizzato con l’ uso del registro di compressione dell’ ammortizzatore . Anche tutto aperto comunque il carro si lascia pedalare con facilità e il movimento della sospensione è avvertibile solo se si osserva il carro stesso … Insomma si pedala abbastanza bene in ogni condizione .

Salita tecnica : il carro molto corto (436 mm) e l’ inclinazione del tubo sella di 74,25° ne fanno una buona scalatrice senza però eccellere nel superamento di ostacoli di una certa dimensione . Insomma in quest’ ambito ho trovato altre E-Mtb che si comportano meglio .

Single-track : agile, divertente e precisa ! Direi che non si può chiedere di più ad una E-Mtb che forse anche grazie al peso contenuto in soli Kg. 19,900.- si muove sui sentieri con una facilità sconosciuta ad altre E-Bikes !

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : forse anche per l’ angolo sterzo di 65,8° e per la notevole rigidità dell’ insieme per quanto mi riguarda posso veramente dire che si comporta come se fosse su un binario : nessuna altra E-Mtb mi ha dato da subito la stessa confidenza e sicurezza che questa Shuttle mi ha concesso ! A tal proposito ricordaTe l’ uscita dal Rocul che Vi ho raccontato all’ inizio 🙂

Discesa tecnica e stretta : forse il momento che più trasmette una sicurezza ed una facilità sconosciuta alle altre ! Gira in un fazzoletto, copia ogni asperità anche a basse velocita, spazzola le curve come nessun altra ! Insomma divertimento puro sia che si percorrano pietraie o ripidoni con curve strette e tormantini che si affrontano con una facilità disarmante !!!

Frenata : la nota dolente . Premetto che mi piacciono i freni on/off e questi Shimano XT a 4 pistoncini non mi sono proprio piaciuti del tutto . Sarà per i dischi freno (oltretutto dotati di sistema d’ aggancio center lock) o per l’ accoppiamento dei dischi stessi alle pastiglie ma sinceramente la potenza espressa dagli stessi mi è sembrata sottodimensionata alle prestazioni della Shuttle .

Rigidità : a parte le ruote in alluminio di ottima fattura costruite da Dt Swiss che sicuramente non sono rigide come delle ruote in carbonio – ma forse è meglio così – direi che siamo veramente ai massimi livelli di rigidità oggi presenti sul mercato .

Dotazione : motore Shimano Step E-8000 , batteria da 504 Wh , gruppo XT Di2 (elettronico) completo , ruote DT Swiss / Pivot custom EB 1550 , reggisella Fox Transfer da 150 mm e manubrio in carbonio Pivot da 760 mm montati su un telaio full carbon (incluso il carro con sistema DW-Link® su cuscinetti maggiorati) ne fanno una vera E-Mtb top di gamma .

Finiture : ottima verniciatura Blue e Gialla con finitura opaca ben disegnata e con buona resistenza ai graffi . Accoppiamenti delle parti in carbonio molto buoni e integrazione della batteria ne fanno una macchina molto piacevole e ben fatta .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : un’ unico equipaggiamento al top per una macchina esclusiva e il prezzo di € 9999,00.- pur molto elevato è giustificato dal divertimento e dalla qualità di guida che la Shuttle Vi regalerà ad ogni uscita . Certo, sono molti soldi ma il divertimento e le emozioni quotidiane che Vi verranno concessi dalla Shuttle alla fine sono altrettanto esclusivi !

Note finali : ovviamente non si può avere tutto e a parte i freni, come già detto sopra, non potentissimi devo segnalare la rumorosità del motore Shimano che risulta inizialmente fastidiosa sino a che non ci si fa l’ orecchio ma forse la vera pecca nell’ utilizzo è il firmware motore dei tecnici Giapponesi che, non permettendo la personalizzazione del livello ECO, ha consumi più elevati se comparati ad altre unità motrici / batterie di pari Wh . Io stesso e qualche Utente più attento potremmo segnalare che con un tuning il problema è facilmente risolvibile in quattro e quattr’ otto ma sinceramente è incomprensibile questa autocastrazione dei tecnici Giapponesi per il loro miglior motore !!! Da segnalare anche la non del tutto semplice e/o intuitiva sostituzione con una batteria supplementare (bisogna svitare 10 viti e perder circa 5 minuti) che rimane comunque possibile . Tutto ciò è comunque ampiamente compensato dal fatto che come già detto è tra le più belle del mercato , per quanto mi riguarda è la più emozionante e divertente che io abbia mai provato , è tra le più leggere del mercato , ha un’ equipaggiamento da sogno , un motore tra i più piccoli , leggeri, impermeabilizzati e prestanti del mercato ma soprattutto Vi farà sentire un Biker migliore grazie alla sua facilità di conduzione e alle prestazioni eccezionali ! 

Insomma se volete emozionarVi nella guida come non mai e innamorarVi di una E-Bike questa Shuttle potrebbe essere la Vostra compagna preferita per parecchio tempo 🙂  🙂  🙂

Non sempre le cose ovvie sono comprese da tutti …

11 Dic 2018

Questa mattina sono stato sollecitato da un amico a scrivere di cose che ritenevo ovvie e scontate nel mondo E-Bike come ad esempio dello sporco che si accumula nei carter motore – di tutte le Marche nessuna esclusa – o il fatto che un motore per E-Bike sia rumoroso 🙂

I più attenti e riflessivi penseranno che io stia scrivendo cose ovvie, come detto sopra, e che stia perdendo tempo ma nell’ ultimo periodo l’ incompetenza degli Utenti ed anche di alcuni addetti ai lavori ha generato discussioni infinite sui social al riguardo di quanto elencato sopra ed ecco che l’ amico mi ha suggerito questa riflessione su un prodotto, l’ E-Bike appunto, che è ben diverso dalla bicicletta tradizionale e/o da una motocicletta .

Sembra incredibile che alcuni non abbiamo compreso o non vogliano comprendere che un’ E-Bike è mossa da un motore che assiste la pedalata e non dallo Spirito Santo 🙂 Un motore, quale organo meccanico, produce degli attriti – ricordo che lo zero in meccanica non esiste ! – e di conseguenza del calore . A questo punto il dover leggere che un motore è rumoroso oppure che dalle fessure di sfiato dei carter – che ogni E-Bike possiede al fine di smaltire eventuali eccessi di calore – entra della sporcizia sinceramente mi lascia perlomeno perplesso … direi che sono cose normali e ovvie, scusate se mi ripeto ancora una volta !

Tutto questo chiacchericcio che spesso sfocia in veri e autentici flames in internet è veramente necessario ? Non è che forse noi tutti abbiamo perso il senso della misura delle cose e della realtà ? Non spetta ovviamente a me giudicare nessuno ma sinceramente il pretendere da un motore l’ assoluta silenziosità o che sia meno rumoroso di altri mi sembra veramente una cosa poco plausibile : al limite se ritengo che un motore sia troppo rumoroso mi rivolgerò ad un’ altra Azienda che produce motori più silenziosi oppure pedalerò una bella bicicletta tradizionale risolvendo almeno in parte il problema dato che c’ è sempre la rumorosità delle gomme sul terreno da dover supportare 🙂 🙂 🙂

Che dire poi della presunta sporcizia che entra dagli sfiati dei carter ? Semplicemente che dove c’ è un buco, una fessura da li può sempre e comunque entrare dello sporco senza per questo dover gridare al complotto o alla cattiva progettazione del prodotto stesso !

Cosa fare è secondo il mio modesto parere molto semplice : prendere atto che abbiamo scelto di usare / acquistare un giocattolo meraviglioso ma allo stesso tempo diverso da altri che necessita di attenzioni e di manutenzioni dedicate e appunto diverse da altri giocattoli . In cosa si traduce tutto ciò ? Semplicemente nel rispettare alcuni semplici regole come l’ effettuare un accoppiamento degli organi meccanici che compongono l’ E-Bike per almeno 200 / 300 Km e poi valutare con attenzione e l’ assistenza di un tecnico se la rumorosità rientra nei normali parametri del motore oppure il fatto di dover rendersi conto che in presenza di uscite in fuoristrada sarà necessario periodicamente un’ attento smontaggio del motore con relativa pulizia dei carter e del motore stesso meglio se effettuato da personale tecnico competente che nell’ occasione farà anche un tagliando generale alla Vostra E-Bike .

RicordateVI state giocando con una E-Bike e non con una bicicletta tradizionale !

Long Ride Test : Specialized Turbo Levo FSR

23 Ott 2018

Dopo più di un mese dalla sua presentazione e dopo aver percorso circa 300 Km in tutte le condizioni possiamo dire che la nuova Specialized Turbo Levo è veramente una E-MTB da dover considerare come un benchmark nel suo segmento . Abbiamo avuto l’ occasione di provarla su percorsi prettamente Enduro e su percorsi alpini nonchè su sentieri preparati come quelli dell’ alto Vergante Bike Arena . I modelli su cui siamo saliti sono la Expert, la S-Works e la Comp (per un brevissimo test) : ci concentreremo quindi sulla versione S-Works che è quella che attualmente abbiamo ancora tra le mani e che sicuramente rappresenta lo stato dell’ arte della gamma .

Ma veniamo subito al sodo :

Estetica : forse la E-MTB più desiderata dagli Italiani 🙂 Insomma in una sola parola : STUPENDA !!!

Posizione di guida : ancora una  volta sembra di esserci sempre stato sopra sin dal primo minuto ! La taglia Medium per me che sono alto mt. 1,76 è ancora una volta perfetta (del resto ricalca in toto la Stumpjumper) . Vi rimando al precedente testo scritto nel blog per i dettagli : http://www.pro-m.com/first-ride-specialized-turbo-levo-expert-2019/

Sospensioni : la S-Works è equipaggiata con una forcella FOX 36 Factory con cartuccia GRIP2 da 150 mm specifica per E-MTB e da un ammortizzatore Fox Float che però abbiamo sostituito sin dal primo momento con un Ohlins TTX22 a molla da 150 mm . La forcella è il riferimento della gamma Fox e l’ abbiamo trovata ancor migliore – soprattutto nella fase iniziale – grazie all’ inserimento dei polimeri ABS Fork Tune mentre l’ Ohlins posteriore, accoppiato al nuovo carro FSR, è veramente il massimo che un normale Utente, come io sono, possa desiderare oggi : fluido, perfetto nel pedalato, copia anche le foglie e conferisce al carro una capacità di assorbire tutto ciò che passa sotto alle ruote in maniera imbarazzante !

Salita scorrevole : il nuovo motore 2.1 di Specialized – come già avevamo intuito sin dal primo momento – è INCREDIBILE !!! Anche in questo caso abbiamo leggermente ridotto i settaggi di serie per ECO e TRAIL per avere un’ assistenza più adatta alle nostre pur modeste prestazioni fisiche . Il nuovo “shuttle mode” – inseribile da APP e regolabile sino al 100% – ci ha permesso di salire su svariati Km di salite asfaltate e/o sterrate a velocità del tutto inusuali per le altre E-Bike e con un minimo sforzo sia in ECO che in TRAIL per non parlare del TURBO che spesso abbiamo ritenuto inutile usare ! In pratica con lo Shuttle mode al 100% basta scegliere il giusto rapporto del cambio, appoggiare il piede sui pedali a far roteare le gambe senza quasi sforzare nemmeno e Vi ritroverete a percorrere salite asfaltate con pendenze comprese tra 5% e 8% a velocita prossime o superiori ai 20 Kmh !!! !!! !!!

Salita tecnica : come per le salite scorrevoli il motore 2.1 accoppiato allo Shuttle mode Vi permetterà di salire su pendenze impossibili anche usando il solo ECO semplicemento spingendo leggermente sui pedali e concentrandoVi sulla miglior linea da seguire per poter scavalcare ogni cosa ! Il carro posteriore rigido, l’ efficienza del sistema FSR e dell’ ammortizzatore Ohlins non hanno veramente uguali . La velocità sempre molto maggiore a quanto ci si aspetti aiuta poi a superare ostacoli anche importanti avendo però l’ attenzione e la tecnica necessaria per non toccare con le pedivelle e caricando il peso centralmente per non perdere aderenza con la gomma posteriore (in questo caso la Butcher di serie) .

Single-track : le ruote Roval SL in carbonio con gomme da 29″ x 2.60 (gomme Butcher originali) danno alla S-Works una guidabilità molto alta anche se in presenza di tratti con sassi smossi ci siamo trovati più in difficoltà per l’ estrema reattività e precisione dell’ insieme . Come per le altre versioni provate l’ equilibrio generale poi Ti trasmette una sensazione di sicurezza incredibile e in alcuni momenti si percepisce chiaramente che la velocità di percorrenza in discesa – ma anche in salita – aumenta non di poco nei confronti di altre E-MTB . La maneggievolezza è sempre molto alta a condizione che le velocità di percorrenza non siano troppo basse nel qual caso la rigidità dell’ insieme mette addirittura in difficoltà .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) :  un fulmine, precisa e scorrevolissima ! Penso, come già ho avuto modo di dire, che ben poche altre E-MTB possono competere con questa nuova Levo S-Works sul veloce a parità di rider .

Discesa tecnica e stretta : sarà per i cerchi in carbonio, per la forcella o per altro ma sinceramente ho preferito la Expert che comunque vada mi risulta più facile da far girare in condizioni difficili .

Frenata : i freni sono gli Sram Code RSC che ci hanno sempre servito in maniera egregia anche se ad onor del vero abbiamo usato sin dall’ inizio pastiglie Billet e dischi Braking che alzano notevolmente la capacità frenante dell’ impianto stesso .

Rigidità : la rigidità è sempre da riferimento e in questo caso persino eccessiva per noi comuni mortali a causa di ruote e forcella sin troppo performanti per le velocità da noi abitualmente raggiunte … certo che un Biker migliore di noi penso apprezzerebbe non poco 🙂

Dotazione : ineccepibile anche perchè – per nostre esigenze di prova e di avere dei corretti riferimenti – abbiamo sostituito il perfetto Sram XX1 a 11V con un 12V Eagle che all’ atto pratico si è rilevato quasi inutile nell’ uso di tutti i giorni : forse gli ingegneri Specialized la sanno più lunga di noi 🙂 La nuova batteria da 700Wh è veramente infinita per le nostre possibilità e siamo spesso arrivati a fine giro distrutti fisicamente ma con ancora svariate tacche disponibili sul display TCU . Il nuovo motore (-400gr.), il triangolo e il carro full carbon (-800 gr.) permettono di avere una E-MTB dal peso totale di Kg. 20,540.- senza pedali . Insomma una E-MTB come la S-Works è quasi naturale che sia considerata la vera regina delle E-MTB odierne .

Finiture : molto buone e con una speciale verniciatura cangiante (molto fascinosa) che come molte altre vernici speciali è risultata un pochino delicata tanto che abbiamo dovuto sostituire alcune protezioni trasparenti messe da Specialized con del ben più robusto Shelter per non danneggiarla . Comunque bellissima e all’ altezza del prodotto S-Works .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : come già detto nel precedente test la gamma è composta da 5 diversi modelli a partire da € 4499,00.- e quindi ognuno potrà trovare la E-MTB perfetta per le proprie tasche anche se gli € 11.299,00.- della S-Works risultano non allineati al nostro mercato . Come spesso accade la FSR Comp ALU e la Expert risultano probabilmente le più equilibrate .

Note finali : come già detto la cosa forse che più ci ha stupito è la velocità in salita permessa dal sistema software “Shuttle mode” che pochi ad oggi hanno considerato ! Mi ripeto ancora una volta dicendo che Specialized ha veramente alzato l’ asticella in un modo incredibile tanto da aprire – come qualche d’ uno ha detto – una nuova era nel mondo E-MTB . L’ equilibrio generale da riferimento ne fa una E-MTB veramente a 360° come è per la Stumpjumper tradizionale che per noi è anch’ essa un vero benchmark del mercato trail . La rumorosità del motore attuale – sicuramente superiore ai precedenti motori Specialized – è evidente ma anche ampiamente sopportabile considerando e potendo godere delle incredibili prestazioni dello stesso !

Terminerò queste mie considerazioni sulla S-Works con la solita frase : “It’s a Stumpjumper … only faster” !!!

First ride Specialized Turbo Levo FSR Comp

16 Ott 2018

First ride Specialized Turbo Levo FSR Comp 🕹️🎸🍺

“Levo comp 2019
Primo giro di confronto con la Levo Comp 2017 (da sempre usata con ruote 29”) .

Remote, TCU, Motore, App tutto bello e/o migliorato. Il motore si sente acusticamente più di prima ma il suono è bello pulito senza risonanze e senza risultare fastidioso: insomma ti ricorda dolcemente perché “you are just faster”, nel caso qualcuno si illudesse…

La cosa assolutamente impressionante è l’handling della bici. Il confronto fatto con stesse gomme (Maxxis DHF 29×2,5+ ProCore), stesso cockpit, pedali, stesso setting del motore è sorprendente ed impensabile. Le sospensioni sono molto sostenute, la rigidità dell’insieme è altissima, la posizione è più centrale. RISULTATI: inserimento in curva fulmineo, grandissima capacità di caricare le gomme generando tenuta e precisione, schizza fuori dalle curve che sembra un front (!!!), si fa pompare con grande efficienza, infine, andando oltre il limite, si fa riprendere all’istante tanto che non fai in tempo a staccare il piede (flat addicted) che è già di nuovo sul binario!!! Nella guida il peso magicamente sparisce, sei libero di fare quello che vuoi, non ti costringe a guidare pulito e lineare!!! Certo ci puoi andare a passeggio, ma non è la sua indole… È una bici da sparo e puoi guidare come nei Film!!!

Amazing!!!

MP “

 

First ride E-BDC : Focus Paralane2 9.7

11 Ott 2018

Finalmente dopo parecchi mesi di attesa è arrivata ! L’ avevano presentata l’ anno scorso con la sigla Project Y e aveva subito suscitato parecchio scalpore e ammirazione per la bellezza delle linee e il peso relativamente basso per quel periodo . Poi è arrivato qualche concorrente con un progetto molto simile con lo stesso motore : il Fazua da 400 watt / 60 Nm e una batteria da 252 Wh .

La scorsa settimana è entrata in Pro-M la prima Paralane2 9.7 e appena possibile mi sono fiondato a fare un giretto che avevo già fatto alcuni anni fa con la Haibike Race e motore Bosch Performance : partendo da Asso sono salito sino alla Colma dal “Muro di Sormano” per poi scendre a Bellagio ed infini risalire sino alla Madonna del Ghisallo e ridiscendere poi di nuovo ad Asso . Il giro si snoda su circa 52 Km con 1350 mt+ e considerando il mio allenamento nullo con la BDC l’ ho affrontato con una certa diffidenza memore anche della precedente uscita fatta con l’ Haibike : non è propriamente una passeggiata nemmeno con una E-BDC !

Ma veniamo alla prova di questa nuova Paralane2 come segue : la sera prima avevo fatto un giretto intorno al monte Stella per verificare che tutto fosse corretto ed avevo subito notato la notevole differenza di spinta del Fazua nei confronti del Bosch Performance o dei motori da E-MTB moderni . Il piccolo e leggero motore Fazua ha un set-up (20 – 38 – 100 %) scelto dai tecnici Focus che è quanto di più simile ci sia ad una BDC tradizionale almeno nei sue primi due livelli d’ assistenza . Arrivo ad Asso, scarico la Paralane2 dal furgone (con 9 tacche disponibili su 10 visto che 1 tacca di batteria me l’ ero giocata la sera prima) e parto subito in salita verso Sormano . Primo livello d’ assistenza, 20% d’ assistenza, e si sale abbastanza bene con un buon passo – circa 11/12 Kmh – poi provo il secondo livello con il 38% d’ assistenza e devo dire che si nota una differenza di spinta ma è ancora tutto abbastanza naturale salvo il leggerissimo ronzio del motore Fazua . In breve raggiungo il bivio per il “Muro di Sormano” e decido di provare a salire sui circa 2 Km. con pendenza media del 17% che mi porteranno in Colma .

Per chi conosce il muro si parte in leggera discesa e passato un ponticello iniziano subito della rampe che raggiunguno anche il 25% !!! Inserisco il terzo livello con il 100% di assistenza motore e la Paralane2 sale con relativa facilità : basta mantenere una cadenza attorno a 40/50 rpm e il motore ci porterà in cima in men che non si dica con uno sforzo comunque abbastanza importante : sto sudando non poco ma la bicicletta sale decisa . Arrivo in cima con ancora 6 tacche sul display : ho consumato circa 3 tacche in soli 2 Km e devo quindi constatare che questo livello si mangia batteria a go-go come del resto tutti i motori elettrici per biciclette a cui si chiede la massima potenza erogabile . Inizia la discesa e spengo ovviamente l’ assistenza mantenendo acceso solo il display a manubrio . Con il motore spento arriverò quindi sino a Bellagio mantenendo velocità in piano sul lungolago abbastanza sostenute – circa 25 / 30 Kmh – grazie alla scorrevolezza della bici e al peso contenuto in circa 13Kg.

A Bellagio mangio un piccolo gelato e riparto quindi in direzione Ghisallo : ho ancora 6 tacche di batteria rimanenti e sulle prime rampe inserisco il secondo livello . Raggiungo Civenna facendo una discreta fatica , le gambe iniziano a risentire dello sforzo e le tacche si riducono a 2 solamente . Entro nell’ ultimo tratto di salita di circa 1,5 Km e si spegne un’ altra tacca ma il problema più grave è che inizio ad avere dei crampi alla gamba destra : mi fermo tento di fare un pò di stretching e spingo la bicicletta per un breve tratto . Risalgo dopo i tornanti e l’ ultima tacca rimasta mi porta alla Madonna del Ghisallo : ormai è fatta ! Ho dolori alle spalle e alle braccia dovuti alla pustura a cui non sono per niente abituato ma le gambe sembrano andar meglio dopo le quasi 2h e 45′ in sella ; faccio qualche foto e proseguo sempre a motore spento verso Asso in discesa . Arrivo al furgone stanco ma felice di aver percorso i 52 Km con sole 8 tacche : la piccola batteria da soli 252 Wh ha fatto il suo dovere !

In conclusione : il motore spinge quanto basta senza essere mai invasivo, la bicicletta è abbastanza leggera e scorrevole, l’ autonomia è sorprendente in relazione al wattaggio di soli 252Wh e considerando il basso peso e le sue ridotte dimensioni è comunque facilmente portabile in uno zaino una seconda batteria . A livello di precisione e guidabilità in discesa mi sono meravigliato di quanto sia facile e precisa la percorrenza delle curve a velocità elevata sempre coadiuvato dagli ottimi freni a disco Shimano Ultegra che non perdono mai in potenza nemmeno dopo ripetute frenate . Per finire il telaio è anche parecchio confortevole e piacevole da condurre . Cosa posso dire di più : è sicuramente la E-BDC che più assomiglia ad una BDC tradizionale ma l’ aiutino Vi permetterà di percorrere percorsi che sino a ieri avevate paura di non riuscire ad affrontare e con due batterie poi il Vostro orizzonte si amplierà così tanto da permetterVi di affrontare avventure sino a ieri sconosciute !

E’ iniziata una nuova era : quella della E-BDC 🙂

First ride : Specialized Turbo Levo Expert 2019 !

26 Set 2018

Presentata al mondo ufficialmente il 18 Settembre è finalmente arrivata in Pro-M Venerdì 21 !!!  Ho subito preso la palla al balzo come si dice e già nel pomeriggio ero a Bergamo con i ragazzi del Team a provare le prove speciali della gara E-Enduro di Domenica . Le aspetttative sulla nuova Levo erano altissime e molti già avevano parlato di una nuova era delle E-MTB … ma andiamo con ordine .

Venerdì circa 30 Km con circa 1000 mt+ , Sabato circa 35 Km con 1200 Mt+ e infine Domenica circa 35 Km con 1000 Mt+

Qui di seguito le nostre prime impressioni (la bicicletta è stata usata da varie persone oltre che da me) :

Estetica : telaio assimmetrico, colorazione avio e rosso da sbavo, linea filante conferita anche da uno standover molto basso ma soprattutto tubo obliquo – che integra la batteria – ancor più piccolo e filante ! Insomma un profano potrebbe tranquillamente scambiarla per una Stumpjumper tradizionale : stupenda !!!

Posizione di guida : come per la Stumpjumper appena ci sali sopra sembra che Ti abbiano cucito la bicicletta addosso . La taglia Medium per me che sono alto mt. 1,76 è ancora una volta perfetta (del resto ricalca in toto la Stumpjumper) . Il “sentire” la ruota da 29″ toccare più volte il fondello sui ripidi – anche per il reggisella con escursione da 160 mm – ha accentuato questa mia sensazione di avere una E-MTB maneggevole come piace a me e l’ equilibrio generale la rende il più vicino possibile alla sorellina tradizionale ! Come sulla Stumpjumper infatti è stato allungato il reach, il carro è più corto che nella precedente versione anche se si sono adottate delle ruote da 29″, l’ angolo sterzo è più aperto e l’ angolo più verticale del tubo sella migliora la pedalata in salita . Infine il Flip Chip, permette di regolare l’altezza del movimento centrale e l’angolo sterzo in un attimo .

Sospensioni : la Expert 29″ è equipaggiata con una forcella Rock Shox Pike RC Debon Air da 150 mm specifica per E-MTB e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Deluxe RT3 da 150 mm con tre posizioni in compressione : open, trail & firm . La forcella è, come già detto per la versione della Stumpjumper, molto migliorata in confronto alle vecchie versioni e dopo aver fatto il SAG e regolato il rebound funzionava già molto bene sin dai primi metri. Come per la Stumpjumper l’ ammortizzatore Deluxe RT3 conferisce al nuovo carro FSR una fluidità e un sostegno in pedalata encomiabile; inoltre è molto meno pigro di altri ammortizzatori consentendo di sfruttare facilmente i 150 mm di travel a chiunque e facendo sembrare la corsa del carro quasi infinita .

Salita scorrevole : il nuovo motore 2.1 di Specialized è molto più fluido e garantisce sempre una spinta superiore al vecchio con i settaggi di serie tanto che abbiamo dovuto ridurre sia l’ Eco che il Trail per avere un’ assistenza più adatta alle nostre pur modeste prestazioni atletiche . Il nuovo “shuttle mode” – che oltretutto non abbiamo ancora avuto modo di regolare per bene – Vi farà poi volare a velocità sino ad oggi sconosciute ad altri su salite anche abbastanza impegnative .

Salita tecnica : anche in questo caso la fluidità del motore, la notevole spinta a tutti i regimi di rotazione della pedivelle (lo Shuttle mode aiuta tantissimo quando si frulla con rapporti molto corti), il carro posteriore rigido, un equilibrio generale da riferimento, l’ efficienza del sistema FSR e dell’ ammortizzatore ne fanno veramente un riferimento del settore . Non ho mai avuto la sensazione di “perdere” l’ avantreno nemmeno nelle salite più irte e l’ equilibrio generale ricalca se non migliora la sorellina tradizionale: fenomenale !!!

Single-track : le ruote da 29″ x 2.35 (in origine sono da 2.6) hanno conferito alla nuova Levo una precisione e un’ agilità che poche altre E-MTB ci avevano trasmesso . L’ equilibrio generale poi Ti trasmette una sensazione di sicurezza incredibile e in alcuni momenti si percepisce chiaramente che la velocità di percorrenza in discesa – ma anche in salita – aumenta non di poco nei confronti del modello precedente . Per finire la maneggievolezza rimane sempre molto alta .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) :  per essere una Levo sembra quasi una Kenevo 🙂 anche se la forcella Pike anteriore non è così precisa e rigida come una Liryk o una Fox 36 . Sicuramente il modello S-Works con forcella Fox 36 e cerchi in carbonio sarà ancora migliore anche se penso che ben poche altre E-MTB possono competere con questa nuova Levo Expert sul veloce a parità di rider .

Discesa tecnica e stretta : se non fosse perchè sai di essere su una 29″ probabilmente non ci crederesti . Il peso contenuto e l’ equilibrio ne fanno una E-MTB vicina alla perfezione anche in questo caso .

Frenata : i freni sono i soliti Sram Code che non ci hanno dato nessun problema nel normale utilizzo se non una certa rumorosità in una discesa molto ripida e lunga che però penso avrebbe messo in crisi anche altri impianti frenanti .

Rigidità : la rigidità è ai massimi livelli anche se paragonata ad altri sistemi di sospensione dato che qui, essendo in presenza di un sistema FSR, abbiamo più infulcri che in altri casi . Stupefacente !

Dotazione : accettabile per una Expert anche se sono spariti i cerchi in carbonio probabilmente per contenere il prezzo (la Expert è forse quella che ha avuto il minor incremento percentuale di prezzo se paragonata al vecchio modello) . Non dimentichiamo comunque la nuova batteria da 700Wh con le nuove celle 21700 (forse unico modella ad averle nel settore E-MTB ad oggi), il nuovo motore più piccolo e più leggero (- 400gr.), il nuovo triangolo in carbonio più rigido e più leggero (-600 gr.) che permettono di avere una E-MTB dal peso totale di Kg. 21,480.- senza pedali . Il nuovo reggisella da 34,9 mm con travel 160 mm a testa dritta, il nuovo display TCU (Turbo Control Unit), lo Swat nel tubo sterzo veramente comodissimo e l’ incredibile equilibrio generale ne fanno comunque un vero gioiello .

Finiture : non abbiamo incontrato molto fango in questi tre giorni di test e  quindi al momento la vernicitura risulta molto buona e non abbiamo constatato nessun danneggiamento alla stessa . Il nuovo batticatena si conferma un passo avanti incredibile per quanto riguarda la silenziosità della trasmissione che sembra veramente aver fatto scomparire la catena ! Protezioni in plastica adesiva trasparente sono poi presenti in tutte le zone del carro e del telaio soggette a sfregamenti o/a deposito di sporcizia : i tecnici Specialized dimostrano con questo di averci pensato e noi speriamo siano sufficienti queste protezioni anche in presenza di fango o terreni particolarmente difficili .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : la gamma è composta da 5 diversi modelli a partire da € 4399,00.- e quindi ognuno potrà trovare la E-MTB perfetta per le proprie tasche anche se gli € 10999,00.- della versione S-Works risultano non allineati al nostro mercato … ma siamo in Europa . Come spesso accade la FSR Comp ALU e questa Expert risultano probabilmente le più equilibrate .

Note finali : con molta probabilità e buona pace per gli altri penso che Specialized abbia veramente alzato l’ asticella in un modo incredibile tanto da aprire – come qualche d’ uno ha detto – una nuova era nel mondo E-MTB . Nessun altra E-MTB ad oggi offre un’ estetica così integrata e filante pur mantenendo l’ estraibilità della batteria, un’ autonomia incredibile, una spinta vigorosa e sconosciuta ad altri motori di serie (con un tuning le cose possono cambiare anche se non stò parlando di sblocco) ma soprattutto un equilibrio generale che non ha eguali ! Insomma una E-MTB adatta a chiunque e veramente a 360° come è per la Stumpjumper che l’ ha preceduta nelle presentazioni . Certo i prezzi si sono dovuti allineare al mercato Europeo  e sono quindi lievitati in maniera sensibile ma come per tutte le cose del mondo nessuna Azienda produttrice di un prodotto da riferimento nel suo mercato è disposta a vendere un gioello al prezzo di un bijoux 🙂 Unica nota negativa un’ evidente aumento della rumorosità che porta la nuova Levo a livello di altri prodotti dato che sino a ieri era sicuramente la più silenziosa presente sul mercato .

Concludo con una frase cara al marketing di Specialized adattata per l’ occasione : “It’s a Stumpjumper … only faster” !!!

 

I salsicciotti ormai potremmo dividerli in quattro grandi famiglie …

16 Lug 2018

Dopo il mio primo scritto (http://www.pro-m.com/i-salsicciotti-dopo-quasi-10-mesi-di-prove-qualche-cosa-posso-dire/) riguardo i “salsicciotti”, come amo chiamarli io, direi che in questi ultimi 7/8 mesi il mercato si è popolato sempre più di nuovi prodotti confermando la grande utilità di questi inserti da interporre tra cerchio e pneumatico per gli svariati motivi che Vi ho già spiegato .

Visto tutto questo non ho mai interrotto le prove di nuovi materiali e oggi siamo arrivati ad avere, come detto, quattro diverse tipologie di materiale e quindi quattro grandi famiglie di “salsicciotti” .

Partiamo dalla famiglia di quelli costruiti con polietilene espanso a celle chiuse ad alta densità – HDPE -(materiale isolante anche usato per tubazioni o similari / galleggianti) . I Marchi più famosi sono PTN by Pepi e Soulciccia :   VANTAGGI – facilità di montaggio e smontaggio, peso molto contenuto, costo basso e discreta protezione cerchio . SVANTAGGI – Si deteriorano con gli urti in maniera evidente, protezione cerchio non eccezionale, non permettono di viaggiare a andature normali quando si fora . USO : principalmente XC o Granfondo .

Alla seconda famiglia appartengono invece quelli prodotti con polimeri compressi o EPDM . Il Marchio più famoso è Banger (Mr. Wolf) : VANTAGGI : buona protezione del cerchio, facilità di montaggio, percezione di galleggiamento molto buona, miglior guidabilità con pressioni non superiori a 1.8 atm . SVANTAGGI : peso, fragilità se usati in runflat e costo . USO : principalmente Gravity e E-Bike .

La terza famiglia comprende le mousse o semi-mousse (camera d’ aria interna) che usano normalmente della gomma butile stampata . I Marchi più famosi sono SmartMousse (Mr. Wolf) , SpeedyMousse e TechnoMousse : VANTAGGI : quasi un sistema antiforatura, protezione del cerchio, percezione di galleggiamento buona, miglior guidabilità con pressioni non superiori a 1.5 atm e la NON necessità di dover usare lattice o similari che ci tolgono la necessità di dover fare manutenzione al sistema stesso . SVANTAGGI : peso e costo . USO : solo Gravity e E-Bike .

Ultima, ma non per questo peggiore delle altre, la famiglia dei polimeri che per forma e densità vengono prodotti per questa applicazione specifica . I Marchi più famosi sono Air Liner (Vittoria Gomme) e Cush Core : VANTAGGI : ottima protezione del cerchio, facilità di montaggio e smontaggio (SOLO per Air Liner) , percezione di galleggiamento ottima, durata garantita di almeno 2000 ore e miglior guidabilità (anche in runflat) per chi ne faccia un uso agonistico . SVANTAGGI : costo . USO : XC, Granfondo, Gravity e E-Bike .

Una Focus Sam2 equipaggiata con Speedy Mousse per uso All Mountain

In conclusione questi prodotti sono un ulteriore grosso passo avanti al miglioramento della pratica della MTB e spesso Vi salveranno dai problemi dello stallonamento pneumatico, dal bozzare i Vostri cerchi ruota e – solo in alcuni casi – anche dalle forature . Per certo Vi permetteranno di guidare a pressioni più basse con benefici evidenti per i più … e nel malaugurato caso di una foratura / taglio copertura Vi permetteranno di arrivare a casa più facilmente . Spero con questa brevissima sintesi (da profano della produzione e scelta dei materiali impiegati, scusandomi quindi sin d’ ora per eventuali inesattezze nella descrizione dei materiali stessi) di poterVi aiutare a scegliere l’ inserto migliore per l’ utilizzo che andrete a fare del salsicciotto stesso sulla base delle Vostre esigenze reali . RicordateVi sempre che non esiste un prodotto migliore dell’ altro … ma che esiste sempre il prodotto migliore per le Vostre necessità d’ utilizzo prevalenti, il Vostro budget di spesa per questo accessorio e il Vostro stile di guida . Le varianti importanti da considerare – prima di definire con esattezza il prodotto migliore per Voi – sono anche il tipo di pneumatico che andrete ad usare con i salsicciotti, la tenuta / rigidità dei fianchi dello pneumatico stesso e la pressione dell’ aria che userete : la pressione è appunto la variabile più importante nell’ uso pratico degli inserti e ne varia la risposta in maniera importantissima !

Dopo più di 18 mesi di utilizzo dei vari prodotti il mio PERSONALISSIMO verdetto finale è : Air Liner o PTN per uso XC, Air Liner per uso Gravity agonistico e SpeedyMousse per chi usa la E-MTB in modo ludico e non vuole forare o avere problemi con il lattice 🙂

L’ E-Team Pro-M utilizza Air Liner con gomme Vittoria Martello / Mota nel circuito E-Enduro

In ogni caso come direbbe il Freak : “Hasta el salsicciotto siempre, Comandante” 🙂

Migliorare la propria E-Mtb è possibile e meno difficile di quanto si creda …

25 Giu 2018

Alcuni di Voi ricorderanno che nel mio primo test della Focus Sam2 (http://www.pro-m.com/first-rides-focus-sam2-ltd/) scritto a fine Aprile 2018 avevo puntato il dito su alcuni componenti che non ritenevo all’ altezza del prodotto e fra questi la forcella Rock Shox Yari da 170 mm e i consumi troppo elevati del pur ottimo motore Shimano Step E-8000 . Ebbene in quest’ultimo periodo mi sono adoperato per migliorare questi componenti e grazie al software E+Plus PRO per il motore Shimano e al kit ABS Fork Tune per la Yari ho ottenuto, con una spesa tutto sommato contenuta, un motore e una forcella che oserei dire essere oggi lo stato dell’ arte dei prodotti in commercio 🙂

Ieri infatti, in occasione di una gita al “magico” alpeggio del Devero ho potuto testare tutte le modifiche fatte e devo proprio dire di aver raggiunto l’ obbiettivo che mi ero prefissato . Grazie al tuning del motore Shimano con cui ho potuto settarmi su misura i 3 livelli d’ assistenza (ECO – TRAIL – BOOST) ho potuto percorrere i circa 850 mt di dislivello positivo con 22 Km circa con una sola batteria da 376 Wh arrivando a fine giro con un residuo di carica del 45% !!! Considerando che sono salito sulle rampe che portano all’ alpe Forno inferiore (chi le conosce sa di cosa sto parlando) senza mai mettere il piede a terra potete anche immaginare che ho usato il TRAIL settato quasi come fosse l’ unica assistenza da usare e nei tratti più ripidi e scassati non ho tentennato nel passare al BOOST !!! Insomma il Freakrider con la sua batteria da 504 Wh e motore Bosch CX con ultima release di software – che è notoriamente più parca nei consumi – ha consumato all’ incirca quanto me  : direi INCREDIBILE, ancora una volta, quanto il tuning di un motore elettrico può cambiare le caratteristiche e i consumi dello stesso 🙂

SPETTACOLO !

Ancora più incredibili poi – data la semplicità  del kit stesso – i vantaggi nella guida dati dall’ ABS Fork Tune per Rock Shox Yari 🙂 Ricordo che quando Alessandro mi ha concesso di provare il primo prototipo del kit, ancora allo stato embrionale della sua costruzione, avevo pensato mi prendesse in giro per la semplicità dell’ oggetto stesso ed invece … Il kit di polimeri montato ha trasformato la “gnucca” Yari in una forcella completamente diversa e paragonabile a una forcella di altissima gamma con una progressione e un sostegno a centro e a fine corsa degni di una forcella DH . Infatti diminuendo la pressione d’ esercizio della molla ad aria si ottiene un carico di stacco molto più morbido e la forcella copia anche le foglie togliendo alle Vostre braccia molto affaticamento e rendendo la forcella molto “pastosa” e progressiva . La scala finale in roccia dell’ ultimo tratto, che ricordavo come un tratto molto tecnico e complesso, è diventata ieri un’ autostrada da percorrere a velocità sin troppo sostenuta per il mio “povero corpicino” e questo è merito solo della confidenza indotta dalla Yari “taroccata” by ABS Tune Fork  🙂

1

Per terminare avrete capito che ieri mi sono divertito come poche altre volte e ho avuto l’ ennesima conferma di come sia possibile migliorare moltissimo le prestazione della propria E-Mtb o Mtb tradizionale lavorando con attenzione e competenza nella giusta direzione ! Ovviamente per fare ciò è necessario un approccio molto tranquillo e un bel po di pazienza oltre a delle modeste competenze tecniche su cosa esattamente si vorrebbe ottenere dal componente che si va a settare / modificare . Alla Pro-M questa è comunque la parte più bella, interessante e divertente del nostro impegno lavorativo 🙂

First rides : Mondraker Foxy RR 29″

23 Giu 2018

Un Cliente mi chiede di provare la nuovissima Mondraker Foxy RR 29″ e quindi mi attivo con Davide in DSB per avere l’ unico esemplare attualmente in test . Finalmente la bicicletta arriva in Pro-M e dopo un accurato controllo esco in zona Milano per avere una prima idea di come vada questa “MAGNIFICA” mtb che secondo i tecnici Spagnoli di Mondraker rappresenta un pò la bicicletta tuttofare con ruote da 29″ .

1

Dopo questa prima uscita finalmente riesco ad organizzare la prova con Matteo e decidiamo di trovarci a Colazza per usufruire dei bellissimi e conosciuti trails dell’ Alto Vergante Bike Arena .

Al parcheggio guardiamo e fotografiamo la Foxy  nella sua livrea Giallo / Arancio che lascia veramente a bocca aperta tanto è bella e filante . Direi che sia veramente difficile trovare Bikers a cui questa mtb possa non piacere !!!

La RR ha forcella e ammortizzatore Fox della serie Factory che lavorano sul carro Zero® e su un telaio in carbonio di pregevolissima fattura. Freni Sram Guide R e ruote DT Swiss con pneumatici Maxxis che non aiutano certo la pedalabilità su asfalto data la scorrevolezza ridotta degli stessi .

Appena si sale in sella si percepisce immediatamente di essere su una Mondraker per il tubo orrizzontale molto lungo e l’ attacco manubrio corto che sono le caratteristiche più distintive della Forward Geometry® di Mondraker . In ogni caso la posizione in sella è piacevole e non crea particolari problemi ma anzi ci si trova subito a proprio agio .

In salita la sospensione Zero® tira fuori tutto il buono del cinematismo e permette un’  ottima trazione anche se personalmente la trovo sin troppo controllata e rigida nei tratti più tecnici anche perchè sono abituato a sistemi più morbidi e meno reattivi di questo dual link full floater .

Una volta arrivati in cima abbiamo imboccato una delle traccie conosciute (la Rana ndr) e sinceramente ci siamo stupiti della facilità di conduzione e delle velocità di percorrenza che la Foxy RR 29″ permette : basta tenere l’ avantreno ben caricato e Lei segue la linea impostata con una precisione da riferimento !!! Una “spada” che permette a chi ha manico velocità di percorrenza sconosciute a altre mtb .

Per concludere direi che la Foxy RR 29″ oltre ad essere veramente bellissima permette a chi ha voglia di spingere in discesa velocità imbarazzanti quasi da bicicletta DH sul veloce senza per questo penalizzare la maneggevolezza nello stretto anche se non abbiamo avuto occasione di percorrere sentieri molto tecnici durante questi primi contatti. Le ruote da 29″ la rendono poi ancora più veloce forse meno nervosa della sorella da 27,5″ . Personalmente cambierei magari le gomme con qualche cosa di più scorrevole per una miglior pedalabilità sui trasferimenti in asfalto in particolare ma questo è molto personale e dipende dal tipo di utilizzo che si vorrà fare della eclettica Foxy 🙂

2

 

Ma la gestione elettronica di un motore E-Mtb è così importante ?

22 Mag 2018

Ormai da circa 6 anni utilizzo con piacere, e divertimendomi come raramente mi era capitato in passato, le E-Mtb di moltissimi Marchi come Focus, Haibike, Giant, Mondraker, Rocky Mountain, Specialized e Thok tanto per citarne alcuni che montano motori Bosch, Rocky Mountain, Shimano, Specialized by Brose e Yamaha . Insomma ho avuto la fortuna di poter provare di tutto 🙂

Sin dal primo approccio, essendo anche un appassionato di elettronica e tecnologia in genere, ho sempre considerato un’ ulteriore divertimento la personalizzazione del setting dei motori delle E-Mtb e quindi dal primo Bosch Performance Series che ho potuto connettere ad un computer. Poi sono venute le App di Specialized per prima, le App di terze parti, l’ App di Rocky Mountain, il software e l’ App di Shimano e così via . Insomma per me il divertimento e la ricerca della migliore soluzione per ogni tipologia di uscita in E-Mtb cresceva di mese in mese : bellissimo !!! E non ho ancora finito: sono “gasatissimo” dalla partecipazione al corso che avrò la fortuna di poter fare domani mattina !!!

Elettronica_1

Ma la domanda è : quanto è veramente utile il poter variare il setting di un motore elettrico ? In passato un amico “Maestro” di E-Mtb mi aveva confidato che il software è tutto nella gestione e quindi nelle prestazioni di un motore elettrico ma dato che eravamo ancora agli albori del percorso di personalizzazione dei vari setting motore non avevo dato tanto peso a quell’ affermazione . Oggi a distanza di anni e con tutto lo sviluppo che c’ è stato nel settore Vi posso garantire che l’ affermazione del “Maestro” Franz era ed è l’ assoluta verità ! Con il giusto software o la giusta App oggi è possibile avere 10 tipi di E-Mtb diverse (sullo stesso prodotto) semplicemente cambiando i parametri di percentuale d’ assitenza dei vari livelli, la coppia e la potenza massima erogabile !!! In pratica con la stessa E-Mtb è possibile passare da percorrenze di 30 Km a tutta con 800 Mt+ sino a quasi 100 Km con più di 3000 mt+ con la stessa E-Mtb e la stessa batteria (mettendoci ovviamente molte più gambe) semplicemente variando alcuni valori del setting . Insomma per chi ha voglia di smanettare un divertimento nel divertimento !

Elettronica_2

E’ ovvio che chi non ama l’ elettronica troverà tutto abbastanza complicato e poco intuitivo ma Vi assicuro che smanettandoci un pochino scoprirete un mondo sino a ieri inesplorato 🙂 E mi raccomando fate un setting alla volta, uscite in E-Mtb senza toccarlo ogni momento e divertiteVi a più non posso: lo scopo dell’ uscita in E-Mtb è guidare la stessa e non fermarsi tutti i momenti con lo smartphone tra le mani ! Avrete comunque tempo una volta terminata la Vostra uscita di riflettere sulle sensazioni dateVi del setting usato e modificarlo di conseguenza ove lo riteniate necessario 😉

Buon divertimento e buone smanettate !!!

 

Long run test : Specialized Stumpjumper FSR Expert carbon 29″ (2019)

08 Mag 2018

Aprile 2018 : Specialized presenta la nuova Stumpjumper ! L’ icona della MTB per la casa di Morgan Hill è completamente nuova in ogni sua parte e noi non vediamo l’ ora di poterla provare ! Ordinata, ricevuta in versione Expert ed eccoci in sella alla nuova Regina dei trails ! Ad oggi abbiamo avuto l’ opportunità di guidarla nelle più svariate condizioni per più di 150 Km su tutti i tipi di terreno ed eccoVi le nostre impressioni “vere” poichè – anche se sono un bottegaio – ci tengo a sottolineare che scrivere così bene di una MTB mi mette addirittura in imbarazzo … ma purtroppo non so mentire nel bene o nel male 🙂

4

Estetica : bella, bella e ancora bella ! Sarà il nuovo telaio assimmetrico a colpire ma la nuova Stumpjumper si stacca prepotentemente dal vecchio modello e se proprio vogliamo fare i sofisti magari un colore più vivace in gamma non avrebbe stonato . La versione Expert in prova comunque è sicuramente quella con il colore che ci piace di più !

Posizione di guida : appena ci sali sopra sembra che Ti abbiano cucito la bicicletta addosso come farebbe un buon sarto . Una veloce regolazione degli appoggi e sei subito a casa : tutto è al posto giusto e la taglia Medium in prova perfettamente si adatta alle mie esigenze che amo le MTB non troppo lunghe . Infatti, anche se il Reach è stato allungato di 12 mm (ora è di 425 mm) e l’ orizzontale virtuale di 5 mm (ora è di 590mm) io – che sono alto mt. 1,76 – la trovo ancora bella raccolta ! Il fatto poi di “sentire” la ruota da 29″ toccare più volte il fondello sui ripidi ha accentuato questa mia sensazione di avere una MTB corta e maneggevole … ma forse è merito dell’ equilibrio generale che è al di sopra di ogni aspettativa !!!

Sospensioni : la Expert 29″ è equipaggiata con una forcella Rock Shox Pike RC Debon Air da 150 mm e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Deluxe RT3 da 140 mm con tre posizioni in compressione : open, trail & firm . La forcella mi è sembrata molto migliorata in confronto alle vecchie versioni e sinceramente non ho avvertito la necessità di smanettare troppo sulle regolazioni dopo il setting iniziale: buon segno, vuol dire che funziona già alla grande.  L’ ammortizzatore Deluxe RT3 – al contrario di tutti gli ammortizzatori metrici da noi provati che ci hanno sempre dato l’ impressione di avere un ritorno molto controllato – conferisce al magnifico carro FSR una fluidità e un sostegno in pedalata encomiabile . Se poi usassimo il settaggio firm su asfalto sembrerebbe veramente di non avere bobbing !

Salita scorrevole : come detto sopra su asfalto e sterrati si pedala come poche altre: basta spingere sul pedale e la spinta in avanti che si riceve è incredibile ! Si pedala veramente come nessun altro carro FSR sino ad oggi testato ! STUPEFACENTE 🙂

Salita tecnica : il carro posteriore molto rigido, il magnifico equilibrio generale, la bontà del sistema FSR che qui veramente stupisce per efficienza generale, ne fanno veramente un’ arma letale senza per questo essere mai impegnativa o nervosa . L’ avantreno è del resto molto preciso e permette di superare gli ostacoli con facilità senza obbligare nemmeno a grandi spostamento del peso … direi che l’ equilibrio generale del mezzo è IMPRESSIONANTE 🙂

Single-track : le ruote da 29″ x 2.6, il magnifico lavoro delle sospensioni, l’ equilibrio generale più volte sottolineato  ci hanno dato la certezza di avere tra le mani una delle MTB più divertenti e precise che noi abbiamo mai potuto testare in ambito trail / enduro . Se si abbassano le velocità di percorrenza risulta comunque molto maneggevole e quindi ci si scorda di avere in mano una 29″ con angolo di sterzo di 66,5° : INCREDIBILE 🙂

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : basta scegliere la linea più radicale e la Stumpjumper segue la traccia come fosse su un binario ! Spesso ho pensato di essere su una MTB da enduro: ENTUSIASMANTE 🙂

Discesa tecnica e stretta : da non credere di essere su una 29″ ! Qui la sensazione di bicicletta corta e super maneggevole è apparsa prepotentemente anche se le quote dell’ angolo sterzo e le ruotone avrebbero fatto pensare il contrario … siamo sicuri non sia una 26″ camuffata da 29″ 🙂

Frenata : i freni Sram Guide R equipaggati con dischi da 200 / 180 mm, nella loro ultima release, non danno problemi di sorta nel normale utilizzo e confermano di aver raggiunto un livello di affidabilità sconosciuto alle precedenti versioni . Si potrebbe obbiettare che la potenza potrebbe essere maggiore ma tenete presente che – anche se non sembra – siamo su una trailbike e non su una enduro 🙂

Rigidità : la rigidità percepita – considerando il carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst – è imbarazzante !  Sarà il carro, il triangolo, le ruote in carbonio, o meglio quello che amo definire equilibrio generale ma difficilmente ho avuto la sensazione di avere tra le mani una bicicletta così rigida  ma nello stesso tempo facile e istintiva da condurre ! PERFETTA 🙂

Dotazione : tutto al posto giusto e una nota particolare va alle gomme Butcher e Purgatory 29″ x 2.6 che, avendo una scorrevolezza da riferimento, contribuiscono in maniera evidente alle prestazioni in pedalata senza per questo mancare di grip e tenuta ! Che dire poi del nuovo reggisella da 34,9 mm con travel 160 mm a testa dritta con regolazione micrometrica su 16 posizioni ? Qualche d’ uno potrà magari storcere il naso pensando ad un equipaggiamento troppo “risicato” (pedivelle in alluminio Descente e freni Guide R ad esempio)  per una MTB della gamma Expert della casa di Morgan Hill ma ritorno ancora una volta all’ incredibile equilibrio generale della Stumpjumper e quindi gli Ingegneri di Morgan Hill hanno fatto centro un’ altra volta : ENCOMIABILE 🙂

Finiture : la vernicitura risulta di buona fattura considerando il carbonio Fact11 con cui è costruito il telaio e il carro . Il nuovo batticatena poi conferisce una silenziosità di marcia che non abbiamo mai trovato su nessuna altra MTB ! Che dire poi della linguetta in gomma interposta tra il triangolo e il carro per evitare che sassi e sporcizia si depositino in quella zona causando danni alla verniciatura ? GENIALE 🙂

1

2

Valutazione rapporto qualità/prezzo : la gamma spazia da circa € 2000,00.- per arrivare sino a € 9000,00.- e quindi ognuno potrà trovare la trailbike perfetta per le proprie necessità . La Expert – dopo questa prova – risulta secondo me molto ben equilibrata .

Note finali : ho esaurito gli aggettivi e le lodi per questa MTB ! Sinceramento penso che in questo caso sia stata realizzata la MTB dei sogni di tutti noiIn pratica la MTB a 360° che tutti noi stavamo cercando da anni e che probabilmente nessuno era mai riuscito a realizzare . Il gruppo di sviluppo di Specialized questa volta ci ha proprio stupito per la bontà della nuova trailbike e per l’ attenzione ai moltissimi particolari che possono sembrare insignificanti ma che alla fine hanno fatto di questa MTB la vera Regina dei trails secondo il nostro modestissimo parere !

La Stumpjumper è tornata: lunga vita alla Regina di tutte le MTB !!!

3

First rides : Specialized Stumpjumper FSR Expert Carbon 29″

07 Mag 2018

La prima Specialized Stumpjumper FSR Expert Carbon 29″ è arrivata in Pro-M la scorsa settimana e, come sempre, mi sono concentrato sulla prova della prima novità della stagione 2019 presentata a oggi da Specialized stessa . Sono uscito parecchie volte in settimana e a breve leggerete su questo stesso Blog le impressioni di guida dettagliate . Sinceramente – ed è la prima volta – mi sono trovato su quella che io considero veramente la MTB definitiva per uso trail/enduro : insomma il sogno di tutti noi sembra essere diventato realtà !!!

Fatta questa doverosa premessa ho considerato che, essendo io un bottegaio, le mie impressioni potessero essere fraintese dai più come uno spot pubblicitario per vendere più biciclette … anche se chi mi conosce ben sa che così non è 🙂

1

Ecco quindi l’ idea di far testare anche a un Cliente che considero una persona con buona cultura nel campo MTB e buona sensibilità di guida la nuovissima Stumpjumper ! La scelta è caduta su Max anche perchè ex-possessore – sino al mese scorso – di una Stumpjumper S-Works della serie precedente e quindi ben avvezzo all’ uso dell’ iconica Stumpjumper 🙂

Qui di seguito la sua prova integrale, svoltasi su un bellissimo percorso tagliato e cucito con grande competenza dall’ amico Freak su svariati sentieri intorno al Mottarone per circa 45 Km con 2000 Mt+ (1000 con fune e 1000 pedalati) , come segue :

” Sabato: mi arriva un messaggio da Gianni  “domani vuoi provare la Stumpjumper 2019 ?”. Cavolo, direi proprio di sì !!!

Domenica mattina ci troviamo a Colazza , tempo di un caffè e poi al parcheggio faccio la conoscenza con la nuova trail bike della grande Specialized .

È molto bella con una cura dei dettagli notevole, nulla è lasciato al caso .

Il modello è la Expert da 29″ ed ha tutto quello che si può volere : cerchi in carbonio, gruppo a 12 velocità, manubrio da 78 cm,  forcella Pike da 150 mm, ammortizzatore posteriore da 140 mm Rock Shox metrico, il tutto cucito su un bellissimo telaio e carro full carbon , molto rigidi .

Posizione di guida : ti siedi e sei a casa , come se l’avessi sempre guidata , tutto al posto giusto , anche se la misura Medium per me , che sono alto mt. 1,79 dovrebbe essere corta .

Salita : ruote da 29″ e gomme da 2.6 danno una trazione infinita ma è il lavoro della sospensione a regalare sorrisi : non si siede, lavora sempre in alto e sostiene veramente bene . In poche parole fantastica .

Discesa : confidenza da vendere ! Stabile, precisa grazie ad un carro granitico . Incassa colpi come non fosse un FSR ed è questo forse il lavoro più grande svolto da Specialized non so se dovuto anche al nuovo ammortizzatore metrico . In discesa tecnica mangia qualsiasi cosa e nello stretto gira molto facilmente e quando la velocità aumenta puoi solo preoccuparti di quale sia la linea più breve da scegliere che al resto pesa a tutto Lei .

In tutto il nostro giro, tra Colazza e il Mottarone, ho sempre usato le sospensioni in modalità aperta: non ho mai sentito il bisogno di chiuderle nemmeno su asfalto !

In conclusione da possessore del modello precedente, i passi in avanti che sono stati fatti con questo nuovo modello sono impressionanti: è completamente un’ altra bici che ispira fiducia e ti permette con estrema  facilità di sembrare un biker migliore !

FANTASTICA . ”

Preferiamo ricordarlo così :-)

Le pietre di Pietra Ligure

26 Apr 2018

Finalmente dopo un mese di sosta, prevalentemente sotto l’acqua, arriva la seconda tappa dell’E-Enduro: Pietra Ligure.

Al venerdì mattina partiamo senza il nostro Presidente, il Bona è molto triste ma l’umore cambierà non appena cominceremo a scendere e io diventerò soggetto di innumerevoli prese in giro visto i casini che combinerò durante tutto il week end . Arrivati in Liguria il sole è la prima bella sorpresa della giornata, anche se il tempo rimarrà incerto per tutto il week end . Partiamo e cominciamo a provare PS 3 e 4, quelle che dovrebbero aver retto meglio alle piogge finite solo in nottata . Non ci sono sostanziali cambiamenti rispetto alle meravigliose PS provate il week end prima, la differenza la fa il passo che il capitano scandisce come un metronomo  . Il suo pendolare tra una curva e l’altra è aggraziato e leggero, la bici scivola controllata e il ritmo è già alto .

2

Il gruppo di soli uomini procede spedito e il divertimento è tanto . Dopo pausa pranzo proviamo PS 1 e 2 e qui cominciano i miei casini: PS 1 è molto viscida per il leggero strato di fango tipico della terra rossa, c’è molto da pedalare e con questo fondo è abbastanza lenta . In un inutile tentativo di imprimere tutta la mia potenza sui pedali in uno dei tanti strappi rocciosi, accarezzo con i miei flat un pietrone . Il povero pedale si trova schiacciato tra la roccia ligure e i miei quasi 90 kg e decide che è troppo, che è giunta l’ora di una vacanza anche per lui . Un buon 30% del corpo del pedale sinistro se ne rimane in terra ligure . E mi girano le balle . Per riuscire a calmarmi, dopo una bella doccia, io e quell’altro fuscello di Fabio ci facciamo antipasto di mare, spaghetti allo scoglio, un pescetto alla griglia, bottiglia di bianco, caffè e limoncello . Tutto rigorosamente consigliato dal nostro preparatore atletico : Antonino Cannavacciuolo .

 

Day 2 : al risveglio il vento è molto forte ma siamo ottimisti e sappiamo che terrà le nuvole lontane e asciugherà i sentieri, quindi siamo contenti anche se per girare in magliettina dovremo aspettare ancora un po’. Le PS sono molto migliorate rispetto alla giornata precedente e il paddock si anima . La Giò è arrivata durante la serata del Venerdì e quindi il Team è al completo . Gianni riesce a staccarsi prima dal negozio e ci raggiunge con un’altra gradita conoscenza: Ezio “Freakrider” Baggioli . La contrapposizione tra il silenzio di Ema e l’ incessante vociare di Ezio è alienante, si perdono considerazioni sulle traiettorie della gara ma in compenso si imparano quelle di ascese sulla Grigna negli anni ’70 . Il divertimento è tanto e giriamo tutti bene, le PS piacciono a tutti e l’ ilarità ci porta a osare un po’ di più . Che per me non è la cosa migliore da fare: saltando due gradoni di roccia a fine PS4 non mi accorgo di un altro pietrone a lato del sentiero e BAM ! Asse del pedale destro piegato . Quantomeno è presto e abbiamo tutto il tempo di lavare le bici, sistemarle con calma, godere del sole ligure e di una birretta prima della solita cena luculliana .

1

La mattina della domenica il cielo è grigio, e non si prevede nulla di buono . Infatti, non appena partono i primi concorrenti comincia a piovere . E poi a piovere sul serio . Il morale cala un po’, la gara è lunga e nessuno di noi ha voglia di passare le prossime ore a inzupparsi . Fortunatamente la nostra partenza è a mattina inoltrata, con il tempo che migliora decisamente . Fabio ed io siamo i primi a salire, questa volta facciamo i trasferimenti insieme e complice il tempo clemente filano via lisci . PS1 è lunga, tortuosa, richiede una guida precisa . E io non ce l’ho, quindi gioco in difesa . Ma non è comunque il mio week end e in un passaggio tra due pietre (ancora pietre Liguri …) che ho sempre fatto, tocco un albero con il manubrio e vado ad abbracciare l’albero successivo . Il mio amore per la natura è tanto ma stiamo esagerando . Le velocità sono basse, quindi niente di che e riparto . Ci troviamo all’arrivo Fabio ed io e con il respiro corto ci dirigiamo verso PS2 . Sorpresa ! Il tratto iniziale in leggera salita in realtà è ancora trasferimento . Grazie del regalo Franco ! Rincuorati da questa notizia partiamo a tutta per una PS divertentissima, con tante curve e bei passaggi . Ma continua a non essere il mio week end e, nell’allargare una traiettoria prima di una curva, un rametto mi si infila nel cambio . Ora, siccome vorrei evitare di essere sempre additato come “Conan il Distruttore” ogni volta che entro in officina, mi fermo e lo tolgo . Il divertimento non ne risente, ma il tempo sì . Ci ricompattiamo e saliamo verso PS3, la mia preferita . Le nostre Kenevo si comportano egregiamente, abbiamo ancora moltissima batteria e quindi saliamo senza stress . In cima ci raggiunge anche Ema, che sta facendo un garone: è regolare, tranquillo e sta guidando molto bene . I risultati gli danno ragione, è secondo di categoria dietro ad un fenomenale Caramellino Jr.  Via, parte PS3 . So che devo recuperare da PS1 ma non voglio strafare, la prima parte è velocissima e su pietra, bucare o cadere qui vorrebbe dire perdere moltissimo tempo . Passa il pezzo peggiore, poi una salitella . Forse pensando che il punto più pericoloso sia passato mi rilasso e nell’ultimo tratto di rocce prima del bosco urto con la mano destra un albero che non avevo nemmeno mai visto . E’ completamente inaspettato, la velocità è alta e il fondo è duro . Picchio qualsiasi cosa e rimango a terra senza fiato . Lascio passare qualche concorrente, urlo a Fabio che sto bene mentre mi sorpassa . Poi con calma riparto . Arriviamo al CO, ricarichiamo le batterie (anche se ne ho ancora metà), raddrizzo il manubrio, mangiamo qualcosa e controllo che costole, clavicola & co non siano rotte . I tempi che ci vengono dati confermano che Bona ha il suo solito passo stellare ed è 1° di categoria e nei primi dell’assoluta, Ema è 2° con ottimi tempi, Fabio sta facendo un’ottima gara, regolare, ed è nei dieci, la Giò sta rimontando posizioni sulle sue avversarie .

Facciamo la salita a PS4 in scioltezza, abbiamo tanta batteria e io mi sento piuttosto sbattuto, quindi voglio risparmiarmi al massimo . Ci aspetta una prova lunga, con una pietraia iniziale resa molto viscida dalla pioggia e tanta salita nella parte centrale . Le sensazioni non sono buone e vengono confermate appena comincia la pietraia: le costole mi fanno molto male, quindi non resta che tirare i remi in barca, sedersi dove si può e essere molto conservativo . Anche respirare in affanno fa male, quindi devo gestirmi sulle salite . Nonostante tutto, stremato, arrivo alla fine . In PS4 ho guidato lento, pedalato poco e non ho fatto errori, ma il tempo non è male . La cosa mi darà molto da riflettere sulla condotta di gara da adottare . Dopo il CO Franco ci fa un altro regalo: il ristoro è fornito dal ristorante in piazza in cui abbiamo sempre mangiato, quindi Fabio ed io assaltiamo le trofie al pesto e l’ottima farinata .

Purtroppo il Bona è scivolato in PS4 e quindi conclude 2° di categoria e 10° assoluto . Giovanna recupera posizioni fino alla 4°, a un passo dal podio . Fabio conclude 10° di categoria, ottimo . Ma la menzione speciale va ad Ema, che fa una gara ragionata e con un passo ottimo, arrivando 2° di categoria . Tutti questi ottimi piazzamenti ci portano al 2° posto come squadra, una posizione in più rispetto ad Alassio . E alla prossima vedremo …

3

E-Diaries : la bici salmone :-)

12 Apr 2018

La bici salmone 🙂

L’organizzazione è stata dura, decine di telefonate, mail, fax, per riuscire a mettere insieme una trasferta di … 3 persone 🙂

Fabio con un aereo da prendere alle 15:00 di Domenica e quindi propone il Sabato . Il Biffi ha un impero da mandare avanti e il sabato sta sulla sua poltrona a controllare che tutto funzioni (o perlomeno che funzioni come vuole Lui) . A me bastava andare in bici, magari non la notte . Quindi optiamo per una partenza il sabato mattina presto, così da rientrare nel primo pomeriggio a Milano .

Il viaggio fila via liscio, c’è il sole dopo giorni di grigio e non vediamo l’ora di arrivare . Sommerso dalle critiche per il tempo che faccio perdere, nel parcheggio torno al mio vecchio amore e monto i flat . Non so se sia la decisione migliore della giornata, ma il divertimento ne guadagna .

La prima parte di salita è morbida, poi cominciano degli strappi su ciottolato e dei passaggi molto tecnici su rocce . E già qui comincia il godimento . Attraversiamo paesini e piazze fantastiche, la vista sul mare è mozzafiato e, udite, udite mi diverto anche in salita ! Certi passaggi su roccia sono impegnativi e gustosi da fare in sella, e la bici salmone ti fa divertire anche contro la mia corrente naturale, che va solo in giù . Fare una gara in cui ci si diverta per 4 ore, e non solo nel tempo delle PS, non è poca cosa, ma il buon Franco Monchiero ci è riuscito .

Skywalker : perchè l' E-Bike è una bici salmone :-)

Però poi arrivano le PS e che PS: una goduria !

PS 1 è lunga, con molti saliscendi nella parte iniziale, tante pietre piantate e molte curve strette attorno agli alberi . Ne ho presi 3 …

PS 2 ha fatto lanciare a Fabio e me urla di godimento, la seconda parte è piena di appoggi naturali, compressioni, doppietti . Un parco giochi .

A fine PS 3 ho chiesto a Biffi se potessi rimanere li tutto il giorno . Al via tratti veloci si alternano ad alcune curve in cui il fondo insidioso ti fa sempre rischiare di uscire . Poi un tratto velocissimo in pietraia, di quelli che come dicono gli Amerikkani  “separates the men from the boys” e poi ci si butta in un bosco di sugheri secolari . Un continuo di curve su un misto di sabbia e sughero sbriciolato, la sagra del drift, un paradiso per chi ama la guida sporca . Meravigliosa !

A questo punto si torna in piazza e in gara si ricaricherà, prima di una lunga salita che porta a PS 4 , che parte come una pista da DH . Sassi e rocce ovunque, di quelle dove devi saper galleggiare, doppiare da un lastrone all’ altro, usarle per mantenere la velocità . Per le braccia è massacrante . Poi si sbuca su una strada asfaltata e si pensa che sia finita, perché tu sei finito . Ma no, Franco ha altri programmi . Tipo una salita supertecnica, sassosa, sdrucciolevole seguita dal tratto finale, in discesa, su terra .

A questo punto sei sfinito, ma che percorso . Che panorami . Un ottimo pranzo ci fa riprendere dalle fatiche della giornata mentre il sole ci scalda nei tavolini della piazza .

Una giornata da incorniciare !!!

Il meritato riposo dopo la fatica .

First rides : Focus SAM2 LTD

11 Apr 2018

Quando è stata presentata la prima JAM ho subito pensato fosse una E-Bike poco adatta all’ uso che prediligo ma sicuramente interessante proprio per le caratteristiche di batteria piccola (375 WH) e eventuale batteria supplementare (altri 375 WH per un totale di ben 750WH) per lunghi giri Alpini . Una nicchia del mercato in cui penso Focus sia leader di mercato perchè ha lavorato molto bene in ottica versatilità e estetica . La sorellla maggiore, la SAM2 LTD oggetto di queste prime prese di contatto, è la versione a corsa lunga con ben 170 mm di travel anteriori e posteriori: una macchina molto spostata verso l’ utilizzo E-Enduro . Ma andiamo subito alle prime impressioni dopo un paio di uscite con la SAM2 LTD di circa 70 Km e 2500 mt+  in totale che si sono svolte prima sul tracciato della gara E-Enduro di Pietra Ligure e in seguito su alcuni dei trails dell’ alto Vergante Bike Arena che ben conosciamo .

Percezione estetica : La SAM ricalca in toto le linea della JAM e dobbiamo subito dire che il risultato estetico è molto buono e la colloca tra le E-Bike più piacevoli all’ occhio presenti sul mercato . Certo se si monta la batteria supplementare si torna nella preistoria delle E-Bike e il “barattolo di salsa di pomodoro” (la batteria esterna supplementare n.d.r.) 🙂 è proprio brutto da vedere così come la scelta della colorazione che pur non essendo sgradevole non è certo modernissima … Se i Tedeschi usassero dei collaboratori nella scelta delle grafiche (magari Italiani) provenienti da altri settori si potrebbero sicuramente costruire prodotti più accattivanti 🙂

SAM_1

Posizione di guida : Nessun problema particolare: gli appoggi risultano corretti e intuitivi per una persona come me alta 1,76 mt. con la taglia Medium utilizzata .

Sospensioni : La versione LTD monta una forcella Yari da 170 mm che ha un buon rapporto qualità prezzo ma per me, abituato forse troppo bene con forcelle come Fox 36 o Ohlins RXF 36, risulta sicuramente di un livello ben inferiore a quelle citate. La forcella da una sensazione di legnosità e risulta molto “gnucca” tanto da comportare un maggior affaticamento delle braccia e delle spalle se paragonata appunto ad altre unità ammortizzanti . L’ ammortizzatore posteriore, aiutato anche dall’ ottimo cinematismo della sospensione, è sicuramente più fluido nel suo travel di 170 mm ma non raggiunge il livello di altri ammortizzatori .

Motore : Lo Steps E-8000 di Shimano è fluido e potente quanto basta, piccolo e ben costruito – come del resto tutti i prodotti delle Aziende Giapponesi – risulta sicuramente tra i più piacevoli e moderni da usare nell’ attuale parco motori disponibili sulle E-Bike. Sicuramente non è tra i più silenziosi del mercato … anzi in un bosco risulta persino fastidioso il rumore che produce se paragonato al silenziosissimo Specialized by Brose che in questo senso è ancora un riferimento assoluto per tutto il mercato . Buona ma sicuramente da migliorare la gestione elettronica del motore tramite l’ app E-Tube che permette una personalizzazione degli ultimi due livelli solamente (Boost e Trail) non permettendo però la personalizzazione del livello Eco che risulta essere sin troppo sostenuto per un utilizzo normale . I consumi ovviamente ne risentono non poco anche se bisogna dire che li ritengo allineati alla Concorrenza nell’ uso di tutti i giorni . Certo in un utilizzo “Economy run” il livello Eco così sostenuto penalizza il risultato e non comprendiamo perchè i tecnici Giapponesi non abbiamo ancora risolto un problema che all’ occhio di noi profani utilizzatori sembrerebbe praticamente di facilissima soluzione ! Per finire abbiamo notato una certa quale difficoltà d’ assitenza quando la cadenza aumenta sopra la soglia di 90 / 100 rpm che influisce negativamente sulla pedalata in piano e in discesa con continui stacchi dell’ erogazione da parte del motore .

Salita scorrevole : Molto buona la pedalabilità e la guidabilità della bicicletta anche grazie al peso ridotto (circa 21 Kg.) e alla buona qualità del cinematismo posteriore .

Salita tecnica : Ottima, come detto la bontà del cinematismo e la corretta altezza da terra del movimento centrale aiutano anche nei tratti più sconnessi . Infatti difficilmente capita di “zappare” con le pedivelle anche in presenza di ostacoli importanti .

Single-track : Più che buona e intuitiva nei cambi di direzione proprio perchè aiutata da un peso da riferimento in presenza di tale travel delle sospensioni .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : 170 mm di travel uniti a una geometria indovinata ne fanno un’ ottima E-Bike per uso gravity . Buona la scelta di gomme da 27,5″ x 2.40 Maxxis (anche se noi abbiamo optato per pneumatici Schwalbe da 2.35 più scorrevoli) . La bicicletta risulta sempre precisa e stabile anche se i percorsi effettuati non ci hanno permesso di raggiungere altissime velocità di percorrenza .

Discesa tecnica e stretta : Più che buona la guidabilità consideranto una bicicletta votata all’ uso gravity, anche se a bassissime velocità (e sopratutto da fermo) l’ utilizzo della batteria supplementare piazzata un filino più in alto di quella integrata si percepisce chiaramente . Con l’ aumentare delle andature questo effetto direi che scompare completamente .

Frenata : I freni Magura MT2, abbastanza economici, non sono certo un riferimento ma comunque sufficienti per il normale utilizzo . Fastidioso il fatto che il comando cambio è praticamente integrato con il braccialetto del freno Magura e quindi per sostituire eventualmente i freni alla necessità bisognerà considerare anche la sostituzione del comando cambio .

Rigidità : Più che buona e assolutamente adeguata per un utilizzo gravity oriented .

Dotazione : Adeguata al prezzo di vendita della SAM2 LTD . Certo che una forcella e dei freni migliori non starebbero male … Il motore Shimano, con tutte le possibile migliorie di cui accenato sopra, è comunque uno dei riferimenti del mercato attuale ! Buono il resto della componentistica .

Estetica e finiture : Come detto sopra la biciclettta è molto bellla e colori più azzeccati potrebbero veramente farne un “must have” 🙂

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Considerando il travel da gravity E-Bike direi che risulta essere tra i più bassi del mercato !

Note finali : Due uscite su terreni molto diversi mi permettono di inserire questa E-Bike fra le mie preferite proprio per la versatilità d’ uso della stessa . Uscita da weekend warrior della Domenica mattina a tutta con una sola batteria da 375 WH garantiscono divertimento assicurato per circa 30/35 Km e almeno 1000 Mt+ che sono la media che quasi tuttti noi percorriamo nelle 2/3 ore della mattinata . 750WH con le due batterie invece garantiscono percorrenze e dislivelli che pochissime altre E-Bike possono permettersi ! Tutto questo direi ad un prezzo più che buono e in presenza di una bellissima E-Bike (a patto di non vederla con la seconda batteria) ! Insomma un giocattolo meraviglioso adatto a tutti e a tutte le tasche !

Molto ma molto bene 🙂

SAM_2