Circuito E-Enduro : emozioni a caldo dopo le vittorie dell’ E-Team Pro-M

17 Ott 2017

E’ finita 🙂

Il circuito E-Enduro, primo circuito al mondo riservato alle E-Mtb, ha calato il sipario della stagione 2017 con la prova finale di Varazze (SV) . Dopo i festeggiamenti per i risultati ottenuti dall’ E-Team Pro-M che Vi elenco come segue :

  • Titolo Italiano Junior con Emanuele Biscaldi
  • Titolo Italiano Womens con Giovanna Bonazzi
  • Titolo Italiano Master 3 con Gianluca Bonanomi
  • Titolo Italiano E-Over 46 con Gianluca Bonanomi
  • Titolo Italiano a squadre

è il momento di terminare con i doverosi festeggiamenti e riflettere su quanto accaduto in positivo e anche in negativo. Una specie di riassunto di quanto accaduto visto dagli occhi di un Team Manager che purtroppo non si accontenta mai e guarda sempre avanti … ecco perchè troverete in queste miei righe più ombre che luci . Ma io penso sempre che per migliorare bisogna prima di tutto porsi 1000 dubbi !

Posso dire con certezza che il supporto fornitoci da Specialized Italia, Vittoria gomme, Endura, Fox Italia, LMPD, PTN by Pepi e Billet Factory è stato al di sopra di ogni immaginabile aspettativa e quindi sicuramente un crescita tecnica e conoscitiva dei prodotti e di sviluppo degli stessi che abbiamo avuto l’ onore di poter condividere con i tecnici delle varie Aziende : GRAZIE 1000 ! Siete stati tutti fantastici !

Vorrei anche far notare come il Team di persone che hanno organizzato le gare, formato da Cristian, Davide e Franco, e ha fatto debuttare questo nuovo circuito e questa nuova categoria ha compiuto uno sforzo economico e organizzativo non da poco e ha fatto tutto quanto era nelle loro possibilità e quindi un sentito grazie è doveroso anche nei loro confronti !

Veniamo ora – in ordine sparso – a ciò che, secondo il mio personalissimo punto di vista, potrebbe essere migliorato o integrato nella prossima edizione :

  • Io ho ancora moltissimo da imparare come Team manager e avrò bisogno di maggiore dotazione di ricambi e materiali ad ogni appuntamento perchè i ragazzi non possono e non devono pensare di perdere una gara o anche una sola posizione per mancanza d’ assistenza : Vi prometto che farò del mio meglio !
  • Il circuito avrebbe bisogno di una maggior visibilità e comunicazione sui vari media specializzati e non ma soprattutto il sito E-Enduro dovrebbe fornire maggiori informazioni e supporto in tempo reale come classifiche, comunicazioni circa i percorsi e altro con immediatezza .
  • I percorsi – secondo me – andrebbero resi più divertenti e magari anche meno impegnativi per poterli aprire anche a chi non ha mai fatto Enduro o discipline gravity in genere ma si è avvicinato da poco alle E-Mtb. Ad esempio si potrebbe pensare ad una categoria Open per i più preparati ed a una categoria Amatori per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di gare con percorsi differenziati o comunque fattibili quasi da un neofita .
  • Il problema più evidente che ho dovuto mio malgrado constatare nelle varie gare del circuito 2017 è stato quello di E-Mtb assolutamente fuori regolamento perchè sbloccate o con motori non conformi alla legge comunitaria (limite di 250 W e limite dei 25 Km/h) . Forse molti di Voi mi daranno del visionario ma Vi assicuro che è così ! Dato che è molto difficile controllare la conformità dei mezzi non è forse meglio lasciare – almeno per un’ eventuale categoria Open – libertà assoluta ai Concorrenti ? Oppure effettuare controlli a sorpresa per chi deve rispettare delle limitazioni ?
  • Che dire poi della piaga del mancato rispetto del regolamento come ad esempio gli aiuti esterni ai concorrenti e i ripetuti tagli di percorso ?
  • In più di un’ occasione abbiamo dovuto constatare problemi con il rilevamento dei tempi nonostante si usassero i chip : perchè non mettere i rilevatori magnetici anche in partenza delle PS oltre che all’ arrivo e magari anche alla partenza effetiiva della gara e ai CO ? Non credo che nessuno avrebbe da ridire se venisse chiesto un contributo d’ iscrizione maggiore per avere un servizio migliore …
  • I tempi dei trasferimenti alle e tra le varie PS sono quasi sempre risultati molto laschi ed io penso invece potrebbero essere anch’ essi, se ben congegnati, una discriminante più utile a fare una classifica che alla fine assomigli sempre meno ad una semplice gara gravity ma apra un nuovo format e quindi una nuova era che poco o nulla abbia a che spartire con le varie gare DH o Super Enduro che tutti conoscono. Sono giocattoli diversi ? Facciamo gare diverse !
  • A tal proposito perchè non pensare a delle gare con più navigazione e magari con meno impegno e costi organizzativi con una PS unica dalla partenza all’ arrivo in stile Dakar ?
  • Ricarica batterie : assolutamente inutile secondo me e complessa per tutti … Si vuole fare una gara oltre i 35/40 Km ? Bene, lasciamo la possibilità ai Concorrenti di portarsi 2 batterie anzichè una sola; oppure facciamo la gara Open più lunga e complessa (2 batterie) e la gara Amatori più breve e più facile (1 sola batteria)

Direi che per ora non trovo altri suggerimenti / idee da fornire a tutti Voi per migliorare il circuito e spero sempre che si possa riflettere, discutere e trovare la forma migliore tutti insieme per fare in modo che questo magnifico circuito possa crescere rapidamente e con soddisfazione per tutti !

Spero che nessuno se la prenda e che queste mie riflessioni siano utili a molti 🙂

Grazie a tutti per questo magnifico inizio !!!

 

CAMPIONI ITALIANI A SQUADRE !!!

Long run test Specialized Turbo Kenevo Expert

26 Set 2017

Ebbene dopo circa 250 chilometri di utilizzo nelle più svariate condizioni pensiamo di poterVi dire con buona ragione come va la nuovissima Specialized Kenevo 🙂

Percezione estetica : Come già detto nella prima presa di contatto (http://www.pro-m.com/first-ride-specialized-turbo-kenevo/) tutti coloro che la osservano dal vivo rimangono perlomeno affascinati ! Nella colorazione Pro-M Team replica poi ha fatto veramente innamorare i più 🙂 BELLISSIMA !!!

Posizione di guida : Come spesso accade con i prodotti Specialized ci si sente subito a casa propria. La taglia Medium per me che sono alto 1,76 è come un abito su misura !

Sospensioni : Ohlins posteriore e Rock Shox Lyrik anteriore con corsa di 180 mm ne fanno una vera macchina da guerra ! Non pensate in termini di bicicletta ma bensì di E-Mtb – un mondo completamente diverso – e scoprirete facilità di guida e sicurezza inaudita a tutte le altre E-Mtb sino ad oggi testate; Specialized ha alzato ancora una volta l’ asticella del divertimento assoluto !!!

Motore : Come già detto la silenziosità è la prima cosa che colpisce : insieme a altre Mtb normali nei trasferimenti su asfalto non si percepisce nessuna differenza se non la rumorosità dei copertoni Plus ! La fluidità del motore poi lascia veramente stupiti tanto che con assitenza ECO bassa sembra veramente di pedalare su una MTB tradizionale ! La sensazione di poca potenza apparsa nella prima uscita e magicamente sparita dopo aver “rodato” per bene il motore; posso garantire tempi alla mano che il motore spinge parecchio e più della precedente versione anche se resta sempre molto discreto e mai troppo invasivo. Insomma un motore fatto per far sembrare la Kenevo una E-Mtb e non una moto . Consumi allineati, se non leggermente inferiori alla versione precedente ma aspettiamo venga rilasciato il nuovo firmware che permetterà settaggi ancor più precisi con la possibilità di gestire al meglio i consumi e sono certo che questo accontenterà anche i più scettici .

Salita scorrevole : Pedalabilità da riferimento grazie anche ai due copertoni Butcher da 2.8 molto scorrevoli : in confronto a altre coperture tanto decantate ritengo si possa gudagnare almeno un 10 /15% in termini di scorrevolezza nei trasferimenti su asfalto e tutto ciò senza perdere troppo in tenuta e grip !

Salita tecnica : Copio e incollo dalla mia prima presa di contatto : “Direi perfetta: il movimento più alto unito alle pedivelle corte da 165 mm permettono lo scavalcamento di ostacoli molto meglio della Levo dove ci si trovava spesso a “zappare” il terreno con le pedivelle. Sui tornanti stretti richiede un pò più d’ attenzione se paragonata alla Levo ma sinceramente non ho mai avuto nessun particolare problema … Anzi la maggior escursione e il migliore scavalcamento degli ostacoli facilitano parecchio anche se è necessario un maggior spostamento del peso sull’ avantreno nei tratti più ripidi”

Single-track : Una delle E-Mtb più facili e divertenti che io abbia provato sino ad oggi !

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Rigidità, sopensioni pressochè infinite, coperture (montate con Banger Mr.Wolf) da riferimento per tenuta, grip e scorrevolezza ne fanno un’ arma letale nelle mani di riders esperti ma anche per persone normali alza non di poco il livello di sicurezza e conseguentemente del divertimento !!!

Discesa tecnica e stretta : Una E-Mtb Enduro che gira come altre E-Mtb molto meno votate all’ uitlizzo gravity: insomma dove mettevo il piede a terra con la Levo lo metto anche con la Kenevo … non ho percepito grandi differenze 🙂

Frenata : I nuovi Sram Code si sono rivelati ottimi come già detto. Uniti poi alle pastiglie freno Billet danno una potenza frenante da riferimento !

Rigidità : Una delle E-Mtb più rigide e conseguentemente precise del mercato .

Dotazione : Anche qui copio e incollo dalla mia prima presa di contatto : “Nuovo motore 1.3, batteria da 504 Wh, freni Code, reggisella telescopico WU, cambio con nuovo comando che permette la cambiata di un ingranaggio solo per ogni pressione e che trasforma il cambio Sram GX in un cambio perfetto (finalmente i più capiranno che non era la catena il problema delle Levo ma semplicemente il fatto che sbagliassero le cambiate !) e due ruote Roval in alluminio abbastanza rigide ne fanno una E-Mtb che semplicemente non richiede ulteriori upgrade per la maggioranza degli utilizzatori” Per onore di cronaca ho sostituito solo le manopole con delle EsiGrip in silicone e le camere d’ aria con i Banger Mr.Wolf che mi hanno trasmesso una capacità di conduzione e sicurezza a me sconosciuta sino a ieri !!!

Estetica e finiture : Come già detto più volte : BELLISSIMA ! Finiture degne di Specialized !

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Considerando che avrete in mano una E-Mtb pronta per eventuali competizioni Enduro posso azzardare che costa, alla fine, anche meno della sorellina Levo che in più e più occasioni è stata oggetto di upgrade da parti di molti utilizzatori . Se poi considerate i prezzi della concorrenza …

Note finali : Una E-Mtb che segnerà la storia di questi prodotti con prestazioni sconosciute ad altri prodotti similari e che Vi permetterà di divertirVi come mai Vi era successo in passato ! Non posso che consigliarVi di provarne una e – se avevate delle remore o delle paure sul fatto che una E-Mtb con escursioni delle sospensioni così generose – i Vostri dubbi spariranno come d’ incanto ! Insomma io penso – ovviamente a titolo del tutto personale – che se Specialized dovesse mai fare una E-Mtb con sospensione da 250 mm (sto enfatizzando il concetto) io sarei il primo utilizzatore di questo nuovo prodotto a condizione di avere un bilanciamento pari a questa Kenevo 🙂 Mi azzardo nel dire che ad oggi nessun altra E-Mtb Vi può far divertire come questa !!!

Tutti pazzi per Kenevo 🙂

Prima foto per la Kenevo: fedele compagna della traversata !

 

 

First ride : Specialized Turbo Kenevo

11 Set 2017

La scorsa stagione il successo in Europa, e in particolare in Italia, della Specialized FSR Turbo Levo ha positivamente influenzato le vendite di tutto il mercato E-Mtb. Specialized ovviamente non ha dormito sugli allori e sull’ onda dei risultati di vendita della Levo ha pensato fosse giunta l’ ora di presentare anche una Enduro con il motore elettrico ed ecco così la nuova Kenevo ! In pratica un’ Enduro con motore per un uso più gravity di quanto non fosse la Levo ? Dopo la prova di oggi direi proprio di no perchè se è vero che le E-Mtb assomigliano di più ad una classica Mtb che a una moto da enduro è anche vero che sono “giocattoli” completamente diversi per cui bisogna un pochino dimenticarsi dei retaggi mentali legati alle Mtb … Direi che Levo e Kenevo sono due prodotti simili per un’ Utenza evoluta che cerca sempre il meglio a livello di estetica, prestazioni, fruibilità e facilità di guida e rapporto qualità / prezzo . Ma andiamo subito alle prime impressioni ricavate oggi con una breve prova di circa 32 Km e 1050 mt+ dove ho cercato di trovare le condizioni di terreno piu varie possibili anche se umidiccie 🙂

Percezione estetica : I vari commenti che ho letto in internet e di quei pochi che hanno avuto la fortuna di vederla dal vivo sono di per se eplicativi 🙂 Direi magnifica nella colorazione Nero lucido / Nero opaco e bellissima nella colorazione Verde / Azzurro / Nero sfumata !

Posizione di guida : La solita Specialized dove ci si trova subito a casa : poche altre Case produttrici riescono a fare biciclette così intuitive negli appoggi per molti .

Sospensioni : L’ Ohlins posteriore non ha bisogno di essere commentato: un riferimento per il settore per di più con una corsa di 180 mm. La forcella da 180 mm non abbassabile (al contrario di quanto indicato erroneamente nei pdf di presentazione) è una Rock Shox Lyrik che anche questa volta ci ha confermato tutte le ottime caratteristiche riscontrate in altre occasioni: scorrevole, fluida, con buone regolazioni dell’ idraulica e rigida come serve ad una bicicletta da Enduro.

Motore : Fluido e silenzioso come mai avevo riscontrato nelle Levo della serie precedente: sembra quasi non ci sia ! Il promesso incremento di coppia sinceramente non è facile da percepire ma devo anche dire che ultimamente avevo pedalato molto su delle unità motrici di altri Produttori e quindi non è facile il confronto con il motore Specialized by Brose della serie precedente in questa prima uscita. Non ho potuto verificare i consumi in questa prima uscita dove “drogato” dal pulsante a manubrio per variare l’ assistenza mi sono ritrovato ad usare i 3 livelli in base alla necessità.

Salita scorrevole : Molto fluida tanto da sembrare una MTB tradizionale e sempre molto facile e composta grazie anche all’ ottima sospensione FSR e all’ ammortizzatore che – anche in considerazione della corsa e della tipologia – si muove veramente poco nel pedalato in sella.

Salita tecnica : Direi perfetta: il movimento più alto unito alle pedivelle corte da 165 mm permettono lo scavalcamento di ostacoli molto meglio della Levo dove ci si trovava spesso a “zappare” il terreno con le pedivelle. Sui tornanti stretti richiede un pò più d’ attenzione se paragonata alla Levo ma sinceramente non ho mai avuto nessun particolare problema … Anzi la maggior escursione e il migliore scavalcamento degli ostacoli facilitano parecchio anche se è necessario un maggior spostamento del peso sull’ avantreno nei tratti più ripidi.

Single-track : Fantastica e precisissima anche a velocità sostenute.

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Ottime sospensione, corsa di 180 mm e rigidità dell’ assieme molto elevata ne fanno una vera “spada”. Qualche riserva sulle gomme Butcher Grid da 2.8 che – pur essendomi sembrate molto migliori in confronto allle vecchie 3.0 delle Levo – non mi hanno dato troppa confidenza ma sinceramente non le conosco abbastanza.

Discesa tecnica e stretta : Molto maneggevole se consideriamo le geometrie votate ad un uso Enduro e comunque ripeto che poche altre E-Mtb risultano così intuitive e facili.

Frenata : I nuovi freni Sram Code sono veramente da riferimento per potenza e modulabilità: ottimi !

Rigidità : Ottima anche in considerazione del tipo di leveraggio della sospensione posteriore.

Dotazione : Nuovo motore 1.3, batteria da 504 Wh, freni Code, reggisella telescopico WU, cambio con nuovo comando che permette la cambiata di un ingranaggio solo per ogni pressione e che trasforma il cambio Sram GX in un cambio perfetto (finalmente i più capiranno che non era la catena il problema delle Levo ma semplicemente il fatto che sbagliassero le cambiate !) e due ruote Roval in alluminio abbastanza rigide ne fanno una E-Mtb che semplicemente non richiede ulteriori upgrade per la maggioranza degli utilizzatori.

Estetica e finiture : Bella, bella, bella e ben rifinita come normale per la casa Americana.

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Per quello che viene fornito e per il fatto che permetta un divertimento e una sicurezza pressochè infinita per il 90% dei Bikers direi proprio che il prezzo è centrato ed è anche il più basso del mercato Europeo per questo specifico modello.

Note finali : Una solo uscita, per di più su un terreno non ottimale con gomme che non conoscevo, mi hanno subito convinto che questa E-Mtb sarà la mia compagna di molte avventure nella prossima stagione. Come forse chi mi conosce ben sa considero le E-Mtb un giocattolo completamente diverso dalle Mtb tradizionali e che permettonno un divertimento a 360° su quasi tutti i terreni e in quasi ogni escursione (escluse quelle con portage, unico vero limite delle moderne E-Mtb). Quindi questa Kenevo promette ancor più divertimento e sicurezza in tutte le condizioni se paragonata alla sorellina Levo. Sale ovunque – come la Levo – scende come una vera bicicletta Enduro, ha una trazione in salita ottimale grazie ad un motore mai invasivo e molto più fluido che in passato, sospensioni da riferimento, ottimi freni, un reggisella pressochè perfetto e unico al momento e per finire è bella da perderci la testa !!!

Tutti pazzi per Kenevo 🙂

Kenevo

First ride : Giant Full-E+ 0 SX Pro

07 Set 2017

Come mai un biker di Pro-M ha provato, anche se per una sola uscita, un prodotto che non viene commercializzato da Pro-M stessa ? La risposta è molto semplice: in Pro-M siamo appasionati veri e il fatto di poter provare sul campo le novità anche di altre Aziende arricchisce le nostre competenze sempre e comunque e quindi perchè mai non dovremmo farlo ? I più “integralisti” staranno già pensando che visto che non le vendete userete queste prove per mettere in cattiva luce quei prodotti ed invece grazie alla credibilità acquisita in 20 anni di presenza in questo settore (chi ci conosce di persona ben sa) possiamo confermarVi che non è proprio così: la credibilità si costruisce, anno dopo anno, solo dicendo sempre e comunque la verità ! Questo è quello che probabilmente ha pensato la mente “illuminata” del responsabile Giant Italia, Sig. Andrea Leo, che pubblicamente qui ringraziamo per l’ opportunità e quindi eccoci alle nostre prime impressioni 🙂

Percezione estetica : La Full E+ 0 è – IMHO – un prodotto orientale e quindi per dirla tutta con sincerità non mi piace proprio sia per linea che per colori scelti. Devo anche però sottolineare che quando sono in sella i miei occhi sono sempre puntati sul trail e quindi …

Posizione di guida : Non ho nemmeno avuto il tempo di regolare per bene gli appoggi ma una volta in sella alla Medium in test non ho avuto particolari fastidi (sono alto mt. 1,76) ma semplicemente la sensazione di essere leggermente più lungo che su altre realizzazioni in taglia Medium. Il comando del reggisella posizionato sulla DX – causa un comando remoto del motore piuttosto ingombrante a SX – necessità di un piccolo periodo di assuefazione per chi come me è abituato ad averlo a SX, ma questo è ovvio e si superà dopo pochi azionamenti.

Sospensioni : Ottime : 160 mm di fluidità molto ben controllata ! La forcella Rock Shox Lyrik RC dual position (che non ho mai regolato verso il basso) ancora una volta mi ha dato sensazioni di ottima scorrevolezza, buona curva di progressione e rigidità unita a buona precisione di guida anche se, come tutto il resto dell’ E-Mtb, era alla sua prima uscita. Al posteriore l’ ottimo sistema Maestro® funziona sempre egregiamente e, considerando la pigrizia notata sugli ammortizzatori Rock Shox Super Deluxe, è veramente da encomiare !

Motore : Incredibile ! Da paura ! Questo il pensiero ricorrente quando sulla prima salita in asfalto – ed anche in seguito – del classico “Pro-M test loop” mi sono ritrovato a pedalare (con il secondo livello dei cinque concessi dal motore Yamaha PW-X customizzato dai tecnici Giant) a oltre 24 Km/h e ho staccato di centinaia di metri il mio compagno della prova ! Penso sia in assoluto il motore con erogazione più appuntita che abbia mai testato … Come già detto in altre prove del motore Yamaha PW-X i primi 3 livelli di assitenza sono quelli utili rendendo gli ultimi 2 quasi inutili … qui la cosa è forse ancora più evidente !

Salita scorrevole : Che dire … Vi ritroverete a pedalare – con i soli primi 3 livelli – a velocità inusuali tanto il motore spinge in maniera fluida e l’ ottimo carro Maestro® farà il resto .

Salita tecnica : Ecco qui forse l’ esuberanza del motore uniti ad un manubrio posizionato sin troppo in alto la rendono nervosa e ci ritrova a perdere il controllo dell’ avantreno che tende spesso ad alzarsi; buono magari per superare gradini e roccie ma come detto necessità di attenzione di guida più accentuata per non perdere il controllo del mezzo. Un miglior posizionamento del manubrio verso il basso (spostamento degli spessori presenti) potrebbe ridurre questa sensazione di leggerezza.

Single-track : La bicicletta è molto maneggevole e quindi in questo ambito risulta molto facile e divertente .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Le ottime sospensioni unite ad una buona rigidità dell’ assieme mi sembra di poter dire le conferiscano buone potenzialità … non ho potuto però spingere a fondo (per quanto sia nelle mie misere possibilità) a causa di una scelta perlomeno opinabile della gomma anteriore (una Maxxis Rekon) più adatta ad un uso trail / all mountain leggero che ad un uso enduro .

Discesa tecnica e stretta : Maneggevolezza da riferimento e buon bilanciamento ne fanno un buon prodotto anche in considerazione che i sentieri erano molto rovinati e quindi più impegnativi del solito a causa dei recenti nubifragi nella zona.

Frenata : Come più volte detto i freni Sram Guide RE sono da riferimento per uso E-Mtb e ancora una volta mi hanno soddisfatto per potenza e resistenza al calore. Mai un problema.

Rigidità : Direi più che buona .

Dotazione : Batteria da 500Wh, motore personalizzato, display con ottima visibilità e completezza (manca solo la scaletta che mostra il crescere dell’ assistenza del motore e quindi dei consumi e poi non sono riuscito a trovare il modo di resettare i valori a fine giro), reggisella telescopico propietario di soli 100 mm di travel, il gruppo Sram EX-1 ad otto velocità dedicato all’ utilizzo E-Mtb e un guidacatena MRP unito alle già citate ottime unità ammortizzanti completano la dotazione. La batteria, alla sua prima ricarica, ci ha dato l’ impressione di non avere grande autonomia ma dobbiamo anche dire che l’ abbiamo usata senza risparmiare nulla a livello di assistenza e poi con un motore così dubito che possa essere tra le E-Mtb più parsimoniose ! Come ho più volte detto se spingi sul pedale dell’ acceleratore tutte le auto consumano di più e qui direi che è esattamente la stessa cosa 🙂

Estetica e finiture : Buona realizzazione generale anche se come già detto non riuscitissima dal lato estetico.

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Non costa poco ma la dotazione è ottimale ed inoltre ha un motore custom che le conferisce una spinta quasi esagerata !

Note finali : Avendo percorso solo 35,10 Km con circa 1100 Mt+ non posso certo esprimere un giudizio definitivo … però posso assicurarVi che il motore ha veramente una spinta impressionante … quindi la considero una bicicletta più adatta a chi usa la E-Mtb come fosse una moto e un pochino meno a chi invece cerca un prodotto per pedalare e fare fatica. Si, ho scritto fare fatica perchè c’è anche chi usa l’ E-Mtb per allungare i propri orizzonti / giri facendo la sua sporca fatica magari più spalmata sui Km e nel tempo. Cosa cambierei ? Subito la gomma anteriore magari con una Plus da 2.8 più performante e per cercare il pelo nell’ uovo il reggisella da 100 mm con un 125 mm. Per il resto non ho da segnalare null’ altro che mi abbia creato dubbi o incertezze . Colgo infine l’ occasione per ringraziare ancora il Sig. Andrea Leo di Giant Italia che mi ha permesso di scrivere tutto ciò !

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Long run test Rocky Mountain Altitude 70 PowerPlay

30 Ago 2017

Dopo la prima presa di contatto di metà Maggio 2017 abbiamo avuto una Altitude PowerPlay in test per svariate centinaia di chilometri e devo dire che le prime impressioni sono state ampiamente confermate e rafforzate ! EccoVi il risultato del nostro long run test come segue .

Estetica : La PowerPlay è una bella E-Mtb ben proporzionata e, sia nella colorazione Nero/Grigia (che personalmente preferisco perchè nasconde meglio i carter motore) che nella colorazione Giallo/Verde, fa sempre girare la testa a tutti coloro che incontrerete sui sentieri !

Posizione di guida : Pefetta in taglia Medium (io sono alto mt. 1,76) e con tutti i comandi al posto giusto . Sembra sia stata cucita su misura per me da un sarto .

Sospensioni : Le due unità ammortizzanti Fox – pur appartenendo alla serie Evolution – sono state ottimizzate per uso E-Mtb e in effetti lavorano perfettamente come poche altre volte ci è capitato di provare con sospensioni strettamente di serie : ottime !

Motore : Molto silenzioso e naturale nella spinta con tre livelli di assitenza facilmente personalizzabili tramite app Ebikemotion. La spinta non risulta mai eccessiva e questo unito al particolare sensore di tensione catena che attiva appunto l’ assistenza del motore permette passaggi tecnici quasi impossibili con altri motori e rende la conduzione molto facile e piacevole . Come ormai quasi tutti hanno letto nelle varie presentazioni si percepisce una certa ruvidità e rumorosità dovuta principalmente al tenditore e al guidacatena. Infatti il motore è praticamente applicato ad un telaio Mtb tradizionale e il moto arriva tramite una puleggia che ingaggia la catena al di sopra della corona anteriore.

Salita scorrevole : Pressochè perfetta in tutti i tre livelli d’ asistenza. In nessuno dei tre livelli d’ assistenza il motore risulta mai troppo invasivo e questo trasmette ad un neofita una sensazione di bassa potenza ma poi se prendete in mano un cronometro o Vi confronterete con altre E-Mtb scoprirete che è principalmente un’ impressione e non una realtà .

Salita tecnica : La geometria eccezionale unita ad un’ unità motrice mai troppo invasiva permettono alla PowerPlay di salire con facilità sul tecnico come poche altre E-Mtb !

Single-track : Come detto più volte la PowerPlay è probabilmente la più facile delle E-Mtb provate ad oggi tanto da sembrare quasi una Mtb tradizionale. Il peso, paragonabile a tutte le altre E-Mtb di pari livello, sembra quasi inferiore tanto la bicicletta è bilanciata e naturale !

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Sospensioni funzionali, ottima geometria e bilanciamento la rendono quasi perfetta. Magari a velocità superiori a quelle che normalmente io posso permettermi potrebbe dare l’ impressione di essere sin troppo maneggevole .

Discesa tecnica e stretta : Tra le migliori E-Mtb che abbiamo mai provato. Gira in spazi ristretti come una Mtb tradizionale !

Frenata : I freni Sram Guide RE sono da riferimento per uso E-Mtb e non hanno nulla da invidiare ad impianti ben più considerati .

Rigidità : Buona anche se non pari ad altre realizzazioni in carbonio. Insomma il giusto compromesso per un’ altissima percentuale di Bikers .

Dotazione : C’è tutto quello che serve realmente senza fronzoli. Da segnalare il sistema di regolazione delle geometrie riveduto e corretto Ride 9,  il reggisella telescopico Fox Transfer che non sbaglia mai un colpo, il gruppo Sram EX-1 ad otto velocità dedicato all’ utilizzo E-Mtb e le ottime unità ammortizzanti. La batteria da ben 632 Wh non è estraibile e questo potrebbe essere un problema per alcuni però tenete presente che con un utilizzo sempre in ECO personalizzato al 10/15% i 4000 mt+ di dislivello diventano percorribile anche se a prezzo di uno sforzo maggiore sui pedali ! Il comando remoto al manubrio che permette di controllare l’ assitenza motore non sembra di ottima fattura e potrebbe essere migliorato sia come egonomicità che come visibilità dei led .

Estetica e finiture : Come già detto la Altitude è molto bella e ben rifinita.

Valutazione rapporto qualità/prezzo : Allineato alla concorrenza con telai in carbonio e pari dotazioni. Manca un primo prezzo entry level ma data l’ esigua capacità produttiva (è assemblata in Canadà da Rocky Mountain stessa) è perlomeno comprensibile.

Note finali : Dopo aver praticamente elogiato la Altitude in tutti gli aspetti e aver detto che è probabilmente la E-Mtb che più assomiglia nella conduzione ad una Mtb tradizionale veniamo alle note negative in parte già espresse tra le righe : elevata rumorosità del giro catena e vari tenditori/ingranaggi, batteria non estraibile (anche se è più un problema psicologico per molti anzichè reale), telecomando a manubrio migliorabile, app che mostra ancora pecche di gioventù (però i tecnici Rocky Mountain sono molto reattivi alle segnalazioni e quindi sarà presto definitivamente ottimizzata). A fronte di queste problematiche potrete però godere di un vero benchmark del mercato E-Mtb e godere di un divertimento difficilmente riscontrabile con tante altre E-Mtb ! Insomma sicuramente una E-Mtb che non Vi pentirete di aver acquistato mai !!!

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E-Bike : solo quando non ce la farò più …

21 Ago 2017

Oggi giornata di riposo dopo la fatica fatta ieri a salire al M.te Legnoncino con una E-Mtb. Si, avete letto bene: ho scritto “la fatica” perché anche se ancora oggi molti credono che andare in E-Bike o peggio E-Mtb sia come andare con un motorino… si fa fatica !!! E anche parecchia se si vuole 🙂

Ma veniamo ad oggi: questa mattina leggendo una rivista di ciclismo su strada ho letto una presentazione del progetto Focus Project Y – che altro non è che una E-bike per uso escursionistico, gravel o corsa con un motore elettrico ed una batteria armonicamente inserite in un telaio da bici da strada dal peso totale di circa 12 Kg – il cui titolo recitava “Il futuro della bici da corsa? Speriamo di no” . L’ articolo era firmato, come gli altri, dalla redazione tecnica della rivista e non dal’ autore ma visto che si tratta di opinioni personali e non di presentazione prodotti o prove prodotti mi ha lasciato alquanto perplesso… ma tant’è : forse il giornalista non era certo di quello che scriveva oppure sono io che – pur facendo il bottegaio – non ho mai paura di firmare le mie opinioni ed il mio pensiero anche a costo d darmi la zappa sui piedi 🙂 Un amico poi, sempre questa mattina, mi segnala un articolo della ben più autorevole rivista Americana Road Bike Action che prova e in qualche modo accetta, presentandone i pregi ed i difetti, una E-Bike di tipo bici da corsa. Chi dei due giornalisti ha ragione ? Forse nessuno o tutti e due ma proprio perché mi piace credere che nulla avvenga per caso ho concatenato questi due articoli con una piccola discussione udita oggi davanti ad un bar tra una giovane biker ed un signore più attempiato seduto appunto fuori dal bar. I due discutevano di E-Bike e la giovane signora diceva appunto in stretto dialetto Valsassinese “sulament quand ghe la farò pu” e quindi traduco per i non Lombardi in “solo quando non ce la farò più” . Ho ascoltato i due per alcuni minuti e compreso tutte le solite argomentazioni di chi ama fare fatica in bicicletta o in altri sport e che spesso – come la signora in questione ammetteva – non ha mai provato a fondo una E-Bike ma ovviamente mi sono astenuto, per educazione e per mancanza di proprietà di linguaggio, dall’ intervenire 🙂

Ora la mia riflessione sull’ argomento, anche conscio della fatica fatta solo ieri con una E-Mtb, è: ma chi mai ha detto che in E-Bike non si fa fatica !!! Per esperienza personale ricordo sempre una gita famosa che ai vecchi tempi (vado in MTB da più di 36 anni) era considerata un pochino il punto d’ arrivo della stagione e quindi da fare solo se ben allenati e al massimo una o due volte l’ anno : la dorsale del triangolo Lariano e cioè il sentiero #1 da Como a Bellagio. Si tratta di una gita di circa 75 Km con circa 2000 Mt+ di rara bellezza paesaggistica e abbastanza divertente eccezione fatta per gli ultimi 30 Km in asfalto del rientro da Bellagio a Como. Ora come detto negli anni in cui ero abbastanza allenato – anche se non sono mai stato un fenomeno – era fattibile al massimo 1 o 2 volte a stagione e gli ultimi 30 Km d’ asfalto erano un vero calvario per chiunque ! Bene questa stagione ho già percorso questo tragitto almeno 5 o 6 volte con una E-Mtb e, arrivando a Bellagio quasi sempre con più del 50% di batteria rimanente, i 30 Km d’ asfalto sono diventati persino divertenti da percorrere a tutta ! Quindi pur facendo una discreta fatica – chi l’ha fatto con me quest’ anno mi è testimone – questa gita sarà probabilmente ripercorsa ancora prima della fine della stagione con fatica, divertimento e soddisfazione.

Insomma è meglio fare 75 Km in Mtb oppure farne in E-Mtb circa 450 Km con maggior fatica diluita nel tempo divertendosi e godendo di bellissimi luoghi e paesaggi con gli amici o peggio rimanere seduti su un divano a guardare la televisione ? Secondo me siamo di fronte alla nascita di un nuovo sport : l’ E-Mtb o E-Bike che dir si voglia nel prossimo futuro, con buona pace del giornalista che, inneggiando alla fatica come la intende Lui, sentenziava “speriamo di no” 🙂

Bene, detto tutto quanto sopra non venitemi adesso a dire che devo difendere il mio orticello – come sono certo molti di quelli che dicono “solo quando non ce la farò più” hanno già pensato più volte 🙂 – perché ad oggi le vendite di Pro-M, numericamente parlando, sono ancora sbilanciate a favore delle biciclette tradizionali e quindi sarei un folle se scrivessi quello che scrivo solo per presunto interesse e comunque se siete appena, appena attenti potete facilmente comprendere che per un presunto bottegaio – quale io sono del resto – vendere mele o pere fa veramente poca differenza ! Un’ ultimissima cosa quando incontro un biker con Mtb tradizionale non lo prendo in giro mai ma anzi lo incito e, se sono in E-Mtb, dichiaro subito di esserlo per evitare che si senta preso in giro… se tutti si astenessero dal giudicare il divertimento altrui ma anzi lo apprezzassero forse il mondo della bici sarebbe migliore …

Gianni Biffi – Pro-M – Milano

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E-Mtb, la durata delle batterie attuali : un problema o una paura ingiustificata ?

19 Ago 2017


Leggo spesso in rete di percorrenze troppo brevi e di scarsa durata delle batterie delle attuali E-Mtb. Voglio subito esprimere la mia personalissima opinione sulla questione come segue: è un falso problema … di solito mi stanco prima io della batteria 🙂

Premetto che uso le E-Mtb da ormai cinque anni e la mia esperienza di lavoro (siamo concessionari Haibike, Mondraker, Rocky Mountain, Specialized e Thok) mi ha portato ad utilizzare motori Bosch, Rocky Mountain, Shimano, Specialized by Brose e Yamaha con tutte le rispettive batterie nelle diverse configurazioni. Nonostante questo mi capita spesso quando comunico le percorrenze fatte durante un’ uscita – supportate nella grande maggioranza dei casi da foto del risultato rilevato da GPS e foto della batteria rimanente – di essere considerato poco attendibile o addirittura un bugiardo da molti Utenti che con molta probabilità hanno un’ esperienza limitata. A supporto di quanto sopra ho constatato nelle varie discussioni in rete e durante le uscite in montagna che esistono due diverse famiglie di utilizzatori delle E-Mtb: quelli che vogliono usare la E-Mtb come una motocicletta e quelli che invece vogliono usarla come una normale Mtb con un aiuto più o meno importante. A questo poi dobbiamo aggiungere che, come con tutti i mezzi a motore, la variante del peso del Biker, del tipo di gomma, della pressione delle gomme stesse, della tipologia di fondo e altri fattori come il freddo influenzano notevolmente i consumi e/o la durata di una batteria anche a parità di utilizzo della stessa. È chiaro poi che chi vuole utilizzare la E-Mtb ”a tuono” avrà un maggior consumo di batteria e quindi minori percorrenze con una sola batteria ma questo non vuole dire che non si possano ottenere percorrenze maggiori con un’ assistenza inferiore ed alcuni semplici accorgimenti.

Fatte queste doverose premesse vorrei spiegare che non tutti i motori consumano batteria nello stesso modo e quindi alcuni di essi permettono percorrenze molto più ampie se usati diciamo in condizioni di ”economy run” per usare un termine molto usato dalle Case produttrici di automobili sui loro depliant informativi. Quando si passa poi a livelli di assistenza più alti le percorrenze si livellano parecchio tra le varie unità motrici secondo la mia esperienza sul campo. Ora Vi chiederete quali sono gli accorgimenti per avere una percorrenza maggiore su una E-Mtb: usare sempre il motore nel settaggio più basso possibile in considerazione del proprio livello di allenamento, scegliere percorsi e/o linee le più scorrevoli possibile, avere una cadenza di pedalata (le famose RPM) molto tonda e compresa tra le 60 rpm e le 80 rpm. Così facendo anche i più restii a credere di certe percorrenze avranno gradite sorprese sempre che non facciano parte di quelli sempre ‘a tuono’ per cui non c’è speranza alcuna 🙂

A questo punto se Vi interessa questa è, secondo la mia esperienza, la graduatoria dei motori/batterie più parsimoniose nei consumi in condizioni di ”economy run” :

1) Yamaha con batteria da 504Wh > percorrenze sino a 3800 mt+ con anche 150 Km (NON ha possibilità di personalizzare l’ output motore ne sensori di forza – erogazione piatta – e forse proprio per questo consuma meno di altri 🙂 )

2) Rocky Mountain con batteria da 632 Wh > percorrenze sino a 4000 mt+ con anche 130 Km (output motore personalizzabile tramite app)

3) Specialized by Brose V. 1.2 – 2017 con batteria da 504Wh > percorrenze sino a 3600 mt+ con anche 120 Km (output motore personalizzabile tramite app) – La versione 1.3 – 2018 promette consumi inferiori ma non abbiamo ancora avuto il tempo di verificare la veridicità di quanto comunicato.

4) Shimano Step E-8000 con batteria da 504 Wh > percorrenze sino a 3000 mt+ con anche 100 Km (output motore personalizzabile tramite app che doveva già essere rilasciata qualche giorno fa, ma sembra non nell’ assistenza ECO e quindi – se così fosse realmente – non sarà possibile fare meglio di così in nessun caso)

5) Bosch Performance CX con batteria da 504 Wh > percorrenze sino a 2200 mt+ con anche 100 Km (output motore non personalizzabile nemmeno con Nyon a livello di consumo). Non abbiamo ancora verificato se il nuovo modo di assistenza E-Mtb rilasciato a da Bosch a Luglio 2017 ha portato a una riduzione dei consumi anche se per ovvi motivi riteniamo non possa fare meglio del livello ECO.

Chi non si è annoiato nel leggermi e ha prestato la dovuta attenzione a quanto scritto avrà ovviamente capito che tutti i dati esposti – da me verificati sul campo – sono sicuramente molto variabili da 1000 diversi fattori come già detto e quindi non voletemene se farete meglio o peggio di quanto esposto … per favore però non datemi del bugiardo quando pubblico immagini dei dati ottenuti durante un’ uscita perché Vi assicuro che la E-Mtb a spinta in salita non la uso mai per fare più percorrenza come qualche d’ uno si è permesso dì insinuare pur di sostenere la sua tesi 🙂

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Long run test Haibike SDuro NDuro 7.0 con motore Yamaha PW-X

16 Ago 2017

A Luglio 2016, durante la presentazione Habike dei modelli 2017, mi era stato promesso in prova il nuovo motore Yamaha PW-X che rappresentava allora la più grossa novità Haibike per la stagione in corso. Il cambiamento dei vertici dirigenziali di Haibike durante i primi mesi del 2017 ha poi ritardato non poco la consegna della E-Mtb oggetto della nostra prova e siamo entrati in possesso della NDuro 7.0 solo nell’ estate 2017 . La SDuro NDuro 7.0 è una Enduro con corsa 180 mm su ambedue le sospensioni per un uso Enduro o All Mountain con vocazione gravity equipaggiata appunto dall’ ultima versione del motore Yamaha . Ad oggi abbiamo avuto l’ opportunità di guidarla nelle più svariate condizioni per più di 300 Km su tutti i tipi di terreno ed eccoVi le nostre impressioni come segue .

Estetica : come tutte le Haibike equipaggiate con motore Yamaha il motore abbastanza piccolo (il PW-X è ancora più piccolo del normale PW) si integra perfettamente nel telaio e l’ unica cosa che si nota è la batteria esterna anche se piacevolmente integrata nell’ insieme. Bella la colorazione grigia con fregi verdi secondo il nostro gusto estetico .

Posizione di guida : nulla di nuovo e tutto posizionato come nella tradizione Haibike ad eccezione del display integrato nell’ attacco manubrio che proprio bello o funzionale non sembra essere (nelle versioni 2018 sarà infatti eliminato) e che obbliga ad avere un attacco manubrio perlomeno strano. La posizione di guida non ne risente ma l’ effetto estetico non è certo dei migliori . Per il resto segnalo il comando del reggisella telescopico a destra che mi ha obbligato ad un brevissimo perido di adattamento essendo io abituato ad averlo sul lato sinistro del manubrio ma qui non è possibile per la presenza del telecomando motore e del comando del deragliatore anteriore .

Sospensioni : la nostra Haibike è equipaggiata con una forcella Rock Shox Yari da 180 mm e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Super Deluxe anch’ esso con corsa alla ruota di 180 mm. La forcella mi è parsa particolarmente “legnosa” e quindi di difficile settaggio; siamo intevenuti più volte sulle pressioni e sulle regolazione dell’ idraulica per ottenere un funzionamento più scorrevole e fluido ma non siamo mai riusciti ad ottenere un settaggio ottimale tanto da dover pensare, avendo provato altre forcelle Yari su altre realizzazioni anche di Haibike, ad una unità ammortizzante con dei dei problemi di assemblaggio o altro. L’ ammortizzatore Super Deluxe invece è una buona unità anche se avremmo preferito un settaggio in estensione più libero … ma tutti gli ammortizzatori di questo tipo da noi provati sappiamo avere un ritorno molto controllato che gli conferisce un’ ottima controllo del bobbing anche nella posizione tutto aperto.

Motore : il nuovo motore Yamaha PW-X ha beneficiato di un aggiornamento verso l’ alto della cadenza supportata che è arrivata ora a 120 rpm contro i 90 rpm del PW. Questo ha tolto quasi totalmente quella sensazione di “muro” che ha il PW quando si raggiunge la cadenza massima supportata e anche grazie all’ ottima spaziatura dell’ assistenza motore nei primi 3 livelli non abbliga ad un uso intenso del cambio come avveniva in passato a favore di una guida più semplice e meno impegnativa. Le modalità di assistenza a disposizione di dita con il telecomando sono ben 5 : ECO+ , ECO, STD, HIGH e EXPM. Le prime tre sono ben spaziate e permettono di usare la E-Mtb nello 80% delle condizioni di utilizzo con percorrenze che in ECO+ sono in assoluto tra le più alte del panorama attuale: si possono raggiungere con facilità – su percorsi scorrevoli con cadenza costante tra le 60 e le 70 rpm – oltre 3500 mt+ con ben più di 100 Km !!! Le ultime due modalità HIGH e EXPM sono invece talmente potenti tanto da risultare molto simili e quasi inutili in moltissimi casi come già detto per un Biker con un allenamento medio.

Salita scorrevole : la SDuro si comporta molto bene ben assistita dal potente motore Yamaha PW-X e dalle sospensioni sin troppo rigide e poco inclini al bobbing sul posteriore. Usando il motore in modalità STD si sale praticamente ovunque e i livelli d’ assitenza HIGH ma soprattutto EXPM – una specie di Super Turbo – sembrano persino superflui .

Salita tecnica : la sospensione posteriore molto rigida e controllata va fatta lavorare anticipando un pochino l’ ostacolo ma il carro abbastanza lungo e la potenza del motore permettono lo scavalcamento di ostacoli anche importanti con ottima sicurezza. L’ avantreno risulta molto preciso e leggero e permette di superare gli ostacoli con facilità senza obbligare a spostamenti del peso evidenti. Insomma la guida risulta abbastanza semplice ed intuitiva in confronto ad altre E-Mtb più maneggevoli ma proprio per questo più nervose sullo sconnesso. Con sospensioni meglio tarate siamo certi che questa NDuro sarebbe veramente inarrestabile su salite tecniche!

Single-track : sul veloce la bicicletta è molto divertente e precisa e permette velocità di percorrenza molto alte e cambi di direzione precisi. Con l’ abbassarsi delle velocità non è tra le E-Mtb più maneggevoli del panorama attuale e obbliga quindi ad una guida un pochino più faticosa.

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : pensiamo sia il terreno dove meglio si esprime anche se le sospensioni dell’ esemplare a noi consegnato non sono risultate fluide come avremmo voluto.

Discesa tecnica e stretta : l’ interasse ed il carro non fra i più contenuti non la fanno certo brillare in queste condizioni per maneggevolezza e/o facilità di guida.

Frenata : equipaggiata con i nuovi Sram Guide RE la frenata risulta sempre all’ altezza della situazione con potenza e progressività della leva da riferimento. Mai rumorosità eccessiva e ottima mdulabilità della frenata danno la sensazione di avere sempre una riserva di potenza frenante sconosciuta ai vecchi Guide R.

Rigidità : il carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst è comunque molto rigido e non si avvertono flessioni nella guida e anche le sospensioni molto controllate la fanno sembrare una bicicletta con corsa inferiore ai suoi 180 mm. Nell’ insieme direi che risulta come rigidità percepita un prodotto di riferimento nella sua categoria.

Dotazione : la NDuro 7.0 ha una dotazione di tutto rispetto ed inoltre è equipaggiata con una corona anteriore doppia 44/32 e relativo deragliatore. Questa scelta secondo me su una bicicletta molto votata all’ uso gravity è oggi anacronistica ma ben sappiamo quanti Utenti desiderino avere ancora la doppia anche su una E-Bike. Altre versioni della gamma NDuro sono comunque disponibili in versione mono corona anteriore. Cambio Shimano XT, reggisella telescopico XLC, freni Code RE specifici per E-Mtb, ruote in alluminio proprietarie di buon fattura e gomme Schwalbe Magic Mary & Hans Dampf completano la dotazione di ottimo livello.

Finiture : la piacevole vernicitura risulta molto resistente e duratura e la linea è quella a cui Haibike ci ha abituato con le sue tubazioni idroformate. Molto ben fatto ed efficente lo skinplate sotto il motore a protezione dello stesso e forse l’ unica nota negativa è da segnalare nell’ attacco manubrio con display integrato il cui vetro si sporca molto facilmente in presenza di pioggia obbligando allo smontaggio dello stesso per la pulizia interna del vetro stesso.

Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando la bicicletta una bicicletta specifica per enduro con corsa 180 mm il prezzo è tra i più contenuti dell’ attuale panorama E-Mtb e la versione 2018 costerà quasi il 15% in meno arrivando ad offrire un rapporto qualità/prezzo molto favorevole per chi ricerca una MTB full suspended a corsa lunga !

Note finali : il motore Yamaha PW-X si colloca sicuramente tra i più potenti e affidabili del mercato oltre ad offrire nell’ uso con assitenza ECO+ delle percorrenze veramente uniche ed inarrivabili da altre unità motrici ! Le geometrie riviste, coaudivate da un’ otiimo carro posteriore, conferiscono un ottimo comportamento sia in pedalata che nell’ uso discesistico. La forcella come detto non mi ha soddisfatto per nulla ma con molta probabilità si tratta di un’ unità mal riuscita nel senso che altre Yari, pur non raggiungendo i livelli di altre unità anche della gamma Rock Shox, non mi avevano dato questa impressione di poca scorrevolezza e/o capacita di assorbimento limitate. Sul veloce e su singletrack preparati la bicicletta eccelle per precisione e direzionalità mentre per contro non è agilissima nello stretto e nel tecnico guidato ma si sa che questo è un pò il prezzo da pagare per mezzi con escursioni così ampie e più votate all’ uso gravity. Quindi concluderei affermando che poche altre biciclette di questa specifica categoria offrono tali prestazioni con un prezzo altrettanto contenuto. Il motore è sicuramente da collocare tra i più validi dell’ attuale panorama e, anche se privo di raffinati settaggi del motore e dei livelli d’ assitenza, offre comunque potenza, affidabilità e potenziali percorrenze da riferimento.

Per tutte le caratteristiche e geometrie clikkate qui

SDuro NDuro 7.0

E-Enduro Levico Terme (TN) : un successo nonostante i problemi

06 Lug 2017

Levico Terme, località Panarotta : un posto meraviglioso !

Il Pro-M E-Team si presenta al completa già da Venerdì; i percorsi sono fettucciati ma praticamente ancora “da fare” . Il Venerdì servirà quindi solo a rodare le biciclette . Subito abbiamo problemi . Emanuele ha il cambio EX-1 con un bilanciere sfilettato, Il Bona ha un motore “fiacco” e Luca invece ha un rumore sinistro proveniente dalla ruota posteriore … meno male che è solo Venerdì !

Scendiamo dalla zona degli impianti verso gli Hotel e finalmente scopriamo che sono arrivati gli uomini di Specialized Italia : Giorgio, Ledo e Marco (in stretto rodine alfabetico) a cui mi rivolgo per avere assistenza meccanica: certo mi viene risposto, dopo cena ci guardiamo . WOW che fortuna forse abbiamo risolto ! Una bella doccia, una magnifica cena e dopo cena troviamo i 3 “Specy men” a nostra disposizione. Scendiamo in garage e senza nemmeno dover chiedere Giorgio e Marco sono già sul cambio di Emanuele ! In men che non si dica troviamo una soluzione di fortuna e andiamo tutti a nanna .

Sabato mattina tutto è pronto per le prove vere : i nostri 4 atleti partono per una prima ricognizione ma dopo PS1 e PS2 il Bona non è convinto che il motore spinga come il vecchio e decide per la sostituzione completa, il cambio di Ema lo ha riportato al CO ma ormai non tiene più, Luca invece ha rotto la ruota libera e sta tornando a piedi, la Gio è l’ unica senza problemi : siamo in emergenza !!!

Il Bona assistito dal meccanico Atala provvede da solo a sostituire il motore con il vecchio, la ruota di Luca è irrecuperabile e quindi mi rivolgo ancora una volta agli amici di Specy : immediatamente mi offrono una Levo test per la gara di Domenica . WOW, il problema è risolto, rimane il cambio rotto di Ema ma Marco mi suggerisce che se vogliamo possiamo smontarlo dalla bicicletta ormai inutilizzabile di Luca . Accetto e Marco, insieme a Giorgio, sono già con le due biciclette sul cavalletto: meno di 15 minuti e Ema può di nuovo usare la sua Levo con il cambio funzionante !!!

Domenica sapete tutti come è andata : 3 primi posti, un secondo posto e un 4 posto di categoria !

Che dire : grazie 1000 ancora ai 3 “Specy men” e a Specialized Italia !!!

Siete stati meravigliosi !!!

Per finire vorrei ricordare anche il caffè di Ledo – che tra un test e l’ altro – ha sempre provveduto a tenerci belli svegli 🙂

Alla prossima ragazzi, grazie,

Ledo è anche l' uomo caffè :-)

 

Thok Mig Limited Edition by Pro-M : long run test

23 Giu 2017

Ad Aprile avevamo avuto l’ occasione di provare brevemente una Thok Mig con l’ amico Stefano Migliorini e a quel punto avevamo richiesto di averne una tutta per noi in colorazione e allestimento personalizzato. Ecco come è nata la Pro-M Limited Edition che tanto ha fatto parlare di se in questo mese di Giugno e che abbiamo avuto modo di testare in moltiplici uscite nelle più varie condizioni percorrendo più di 300 Km in totale : insomma un bel test che ci ha definitavamente chiarito le idee sul prodotto .

Estetica : la normale Thok Mig è normalmente di un bel grigio opaco con il copri batteria in colore rosso. Noi volevamo un colore più vivace e abbiamo quindi optato per l’ arancio in versione con trasparente opaco e scritte rosse : BELLISSIMA secondo il mio gusto personale. Ricordiamo che le Mig possono comunque avere anche il copri batteria in colore nero .

Posizione di guida : la nostra Limited monta un manubrio Renthal in carbonio da 35 mm e attacco Renthal : una volta regolate le angolazioni del manubrio stesso ci siamo trovati subito molto bene e la bicicletta in generale sembra sia stata disegnata per noi ! La taglia Medium è perfetta per me che sono alto mt. 1,76 e non ho mai trovato particolari difficoltà nell’ uso della Mig in tutte le situazioni affrontate ad eccezione di un leggero sfregamento della scarpa sul fodero SX del carro in passaggi molto tecnici ma penso il problema sia imputabile al modello di scarpa (abbastanza larga) usata .

Salita scorrevole : come già avuto modo di dire il primo approccio con il nuovo motore Shimano da l’ impressione di un motore fiacco e che spinga poco. Salendo su asfalto in modalità Eco si ha inizialmente la sensazione che il motore non sia presente . Poi una volta fattaci l’ abitudine e salendo a fianco di e-mtb di Marchi diversi ho potuto constatre che  avere un motore molto fluido e naturale nella pedalata – come è questo Shimano Step E-8000 – permette velocità di ascesa spesso superiori a molti altri motori / prodotti . La modalità Eco poi è praticamente infinita e permette un buon risparmio di consumo in acsese molto lunghe .

Salita tecnica : la geometria della Mig unita a un carro performante (4 punti d’ infulcro con giunto Horst) e a una forcella incredibilmente leggera ed efficiente, come è la MRP Ribbon, permettono alla Mig di salire anche sui percorsi più tecnici scavalcando radici, gradini e tratti rotti con grande facilità grazie anche all’ aiuto del motore sempre fluido e con una spinta addirittura eccezionale nella modalità Boost !

Motore : ho ormai esaurito ogni tipo di lode per questà unità ! In quest’ ultima versione del firmware ho avuto la sensazione che la modalità Boost sia stata ulteriormente migliorata tanto che in più di un’ occasione mi è sembrata addirittura eccessiva la spinta disponibile . Nelle assitenze Eco e Trail il motore è sempre fluido e progressivo e mi ha portato in ogni dove; il Boost come detto è persino eccessivamente potente tanto da doverlo usare sempre e solo con rapporti più lunghi per superare gli ostacoli in velocità e mai in punta di piedi pena la possibilità di mettersi la bicicletta per cappello alla prima pedalata troppo decisa sul ripido a basse velocità 🙂 I consumi della batteria da 504 Wh sono abbastanza allineati anche se devo dire che in confronto a Bosch e Specialized con cui ho pedalato fianco a fianco si riesce ad avere una maggiore percorrenza chilometrica a parita di spinta .  Il display di Shimano è sicuramente il miglior display oggi disponibile al mondo ! In Agosto sembra verrà anche rilasciata una nuova versione del software di gestione dell’ E-8000 con personalizzazione dei settaggi motore che permetterà a Shimano di diventare leader assoluta del mercato secondo la mia opinione .

Single-track : pochissime altre e-mtb sono così facili, agili ed intuitive come la nostra Limited Edition . Gira in un fazzoletto, sempre rigida e precisa, coaudiuvata da sospensioni super efficienti e le ruote 27,5″ PLUS passa su tutto e dona una sensazione di sicurezza e controllo perfetti. Il motore molto fluido è poi la ciliegina sulla torta .

Discesa scorrevole e fluida (veloce) : rigida con sospensioni al top e un carro molto progressivo permette linee precise e velocità di percorrenza molto alte : gran mezzo !

Discesa tecnica e stretta : come sopra, sempre precisa e facile, copia ogni cosa e la forcella molto precisa insieme alle ruote Alchemist X7-40 molto rigide permettono una guida eccezionalmente precisa e efficiente .

Frenata : i freni scelti per la Limited sono i Formula Cure in versione per E-bike – uniti alle pastiglie Billet com mescola specifica per E-Bike – che conferiscono alla bicicletta una frenata incredibile e potentissima . Forse chi ama un freno molto modulabile si troverà inizialmente in difficoltà ma un breve periodo di rodaggio gli permetterà comunque spazi d’ arresto altrimenti sconosciuti e una qualità della frenata anche in condizioni di frenate prolungate che nessun altro fremo mi aveva mai concesso !!!

Rigidità : pur avendo un carro a 4 punti d’ infulcro l’ assieme è comunque molto più rigido di altre realizzazioni e permette sempre una guida facile ma precisissima; anche le ruote in carbonio contribuiscono probabilmente ad aumentare questa mia sensazione di rigidità e precisione .

Dotazione : è una Limited Edition ed è stata assemblata come piaceva a me senza badare troppo al costo finale . Direi che non cambierei nulla di quello che ho scelto 🙂

Finiture : la bicicletta nella sua colorazione arancio opaco con decals rosse è piaciuta moltissimo ai più ma soprattutto è piaciuta tantissimo a me ! La verniciatura è abbastanza ben fatta e robusta anche se ho dovuto constatare un leggerissimo distacco del trasparente in una posizione dove avevo lasciato appoggiato il tubo ad una pianta .

Valutazione rapporto qualità/prezzo : come sopra, trattandosi di una Limited Edition non è significativo il prezzo finale .

Note finali : che dire : la Thok ha soddisfatto appieno le mie aspettative ed esigenze permettendomi di divertirmi come con pochissime altre E-Mtb che ho avuto la possibilità di provare. Motore, forcella, cinematismo della sospensione posteriore, ruote, cambio elettronico Shimano Di2, freni e quant’ altro hanno sempre fornito prestazioni eccezionali. Fatte le dovute lodi alla Thok devo segnalare una piccola problematica di regolazione del cambio che sinceramente penso sia attualmente legata ad un problema di compatibilità del mozzo ruota posteriore con il range di regolazione del Di2 Shimano ma ho dovuto constatare mio malgrado una poca fruibilità del programma E-Tube di Shimano che in questo caso non permette una regolazione fine di accoppiamento cambio / ruota / carro posteriore come su altri prodotti Di2 … un bug del programma o altro ? Secondo il mio modestissimo parere gli ingeneri Giapponesi hanno dimenticato di permettere questo tipo di regolazione che invece esiste in altri gruppi Di2 in assenza dell’ accoppiamento al motore E-8000 . Un ‘ altra piccola pecca del sistema è che senza la batteria accesa il cambio è praticamente bloccato su un solo rapporto e non funziona : perchè non mettere una piccola batteria tampone per alimentare il solo cambio senza obbligare all’ accensione dell’ intero sistema ?  Un’ altra piccola nota da segnalare è la rumorosità non indifferente del motore soprattutto se comparata al motore Specialized by Brose e infine dei comandi cambio / assistenza motore non proprio ergonomici o meglio a cui bisogna abituarsi poichè diversi da tutti gli altri presenti sul mercato . Termino elogiando la funzione Walk del motore che aiuta tantissimo a far salire la bicicletta anche in punti molti ripidi … siamo sicuri però che questa funzione rispetti la normativa di legge che non permette di muovere la bicicletta con una persona seduta sopra senza l’ ausilio della pedalata ?

LTD MIG