
Scritto da Gianni Biffi il 08 Gennaio 2026 .
Già a Luglio 2025 avevamo avuto l’ occasione di provare brevemente la Velduro Rogue in anteprima – potete leggere quelle impressioni qui – rimanendo favorevolmente impressionato dalla Rogue prototipo che aveva una sospensione posteriore veramente eccezionale come reattività . Quindi quando Luka mi ha contattato per farci avere una Rogue in prova ho ovviamente accettato con grande entusiasmo . Prima di Natale un Lunedì ecco arrivare in Pro-M Luka e la Rogue che purtroppo mi accorgo subito essere in taglia Large e quindi troppo lunga per me che amo le E-MTB piccole e raccolte 🙁 Luka mi dice che alla fine non è poi così lunga e mi convince comunque a tenerla per un certo periodo per un test durante il periodo della vacanze Natalizie e di fine anno . Ecco quindi che abbiamo percorso quasi 230 chilometri con circa 8000 Mt +/- su questa Rogue .
Devo subito dire che la taglia Large ha influito negativamente sulle mie sensazioni di guida ma alla fine aveva ragione Luka : la Large non è poi così lunga come altre e la conduzione è sempre risultata facile e intuitiva . Insomma fuori taglia sicuramente ma le impressioni non sono state per nulla negative : chissà quando potrò provare una Medium in ordine assemblata e settata come vorrei io !!!
Dico questo perché oltre alla taglia troppo grande ho avuto problemi con una forcella che secondo me avrebbe bisogno di una bella revisione e che è sempre risultata troppo “gnucca” e frenata . Con un motore che probabilmente è stato probabilmente affogato con lavaggi ad alta pressione o altro da chi l’ ha usata prima di me e che trascinava in modo esagerato in alcune occasioni soprattutto con il freddo del periodo . Con dei dischi freno non sono certo tra i miei preferiti in confronto a ciò che sono abituato e l’ allungamento degli spazi di frenata ha influito non poco e negativamente nella conduzione . Se per ultimo – ma non meno importante in questo periodo invernale – poi aggiungiamo gli pneumatici troppo morbidi di carcassa e con un posteriore ormai consumato Voi capirete che questa prova è stata falsata da troppe negatività che alla fine hanno condizionato non poco le mie impressioni generali .
Ecco perché ho interrotto il test anzitempo e non sono riuscito ad avere impressioni complete per un test più approfondito . Ciò nonostante devo confermare anche in questo caso il cinematismo della sospensione posteriore lavora in maniera veramente eccezionale con una fluidità , una reattività e una progressione degni veramente di nota . Ottima in pedalata e molto buono l’ anti rise in frenata . Il carro rimane sempre ben attaccato a terra e garantisce trazione e fluidità di funzionamento veramente molto, ma molto buone ! Se a questo aggiungiamo un’ ottima stabilità sul veloce grazie soprattutto al lavoro del carro appunto e una rigidità dell’ assieme più che buona ecco che anche se con tutte le problematiche di misura e di setting questa Velduro Rogue ci ha confermato ancora una volta le ottime impressioni che avevamo percepito nel Luglio scorso .
Per il resto come detto preferisco rimandare il giudizio finale sulla Rogue a quando potremo avere una Medium settata come da nostre preferenze di guida 😉
Insomma dopo più di 300 chilometri di prove in tutte le condizioni non sono ancora soddisfatto dalle sensazioni avute in generale : mi sembra sempre che mi manchi qualche informazione in più per giudicare definitivamente questa Rogue … Ma in ogni caso se il buon giorno si vede dal mattino direi che non dovremmo restare per nulla delusi nel prossimo futuro da questo prodotto 🙂
Ora non resta che aspettare le prime Velduro Medium di produzione finale per completare la prova : stay tuned !
Scritto da Gianni Biffi il 07 Gennaio 2026 (Chilometri percorsi 728 – Periodo di prova 84 giorni)
Quando ho scritto la nostra first ride della Druid – che potete facilmente leggere qui – sono persino stato attaccato da un lettore che manipolando quanto da noi scritto mi ha accusato di capire poco di un carro che secondo lui va benissimo nella versione muscolare pur non avendo lui mai usato la Druid Cor E . Peccato che la versione muscolare usi un cinematismo del carro completamente diverso da quello della versione elettrica che oltretutto noi abbiamo testato per più di 700 chilometri … Inizio questo mio test con questa riflessione perché ritengo perlomeno vergognoso il manipolare i miei scritti e del tutto infantile il tentare di creare flames su un forum mentendo spudoratamente !!! Penso che il nostro amico avesse dormito male quella notte 🙂 🙂 🙂
A questo punto Vi confermo la mia impressione che il carro , pur lavorando molto bene ed essendo molto rigido , ha un high pivot (fulcro alto) sul giro catena che dovrebbe avere la funzione di ridurre il pedal kickback – come è molto di moda oggi – ma che io personalmente non percepisco più di tanto all’ atto pratico se non per l’ eccessiva rumorosità in pedalata … Anche il sistema sospensivo , denominato Trifecta V3 dagli uomini di Forbidden , che nulla ha a che vedere con il Trifecta usato sulle muscolari e che dovrebbe provocare un allungamento del carro durante la corsa della sospensione mi è sembrato altrettanto poco avvertibile per un biker di bassa / media capacità quale ritengo io essere . Inoltre il carro per il mio modo di guidare risulta sempre molto controllato in pedalata e quindi addirittura sin troppo rigido . Ora come detto sopra non è che il carro non funziona ma personalmente mi sembra che siano più evidenziazioni di caratteristiche tecniche che pochi possono percepire e quindi le ritengo semplicemente degli spot pubblicitari e nulla più per la maggior parte dell’ Utenza . Fatto questo preambolo veniamo alle nostre impressioni finali come segue che come potrete leggere sotto sono tutto fuorché impressioni negative :
Estetica : personalmente la trovo piuttosto massiccia nella zona centrale in confronto ad altre realizzazioni con sistema Avinox . Inoltre il colore verdino della parte anteriore non è esattamente di mio gradimento ma devo però ammettere che molti bikers incontrati sui sentieri la trovano molto bella . Voto 8 .
Posizione di guida : nulla da eccepire . Si sale e ci si trova subito a proprio agio a parte un angolo sella molto accentuato come su tutte le E-MTB moderne . Voto 9 .
Sospensioni : la forcella Rock Shox ZEB Ultimate dotata di cartuccia Charger 3.1 RC2 Debonair+ è veramente una forcella facilissima da settare e con prestazioni almeno al pari delle più agguerrite concorrenti presenti sul mercato . Impressiona sin da subito per la sua grande capacità di copiare i piccoli urti e per la corretta progressione verso il fondo corsa : in due parole una delle migliori forcelle con steli da 38mm per uso enduro attualmente disponibili . Purtroppo il discorso non è esattamente lo stesso se parliamo invece dell’ ammortizzatore Rock Shox Vivid Ultimate accoppiato ad un carro a quattro punti infulcro con giunto Horst . Infatti il Vivid ci è stato fornito con l’ IFP completamente scarico , è comunque secondo noi – anche una volta sistemato a dovere – è un ammortizzatore che non ha una fluidità di funzionamento pari ad altri ammortizzatori ad aria top di gamma e risulta sempre e comunque abbastanza pigro . Se poi a questo aggiungiamo che gli ingeneri di Forbidden hanno scelto di avere un carro che è sicuramente molto controllato / fermo la Druid non brilla certo per comfort e predilige una guida molto attiva . Una volta sostituito con un Fox Float X2 factory il rendimento del carro è cambiato in meglio , come sensibilità iniziale e fluidità in generale , ma non tanto da giustificare l’ acquisto dello X2 stesso . Voto 10 per la forcella 8 per l’ ammortizzatore = Media 9 (Media 10 con Fox Float X2) .
Salita scorrevole : il sistema Avinox è , ad oggi , il vero riferimento dell’ attuale mercato e quindi la Druid , molto rigida e prestante , sale molto bene sullo scorrevole anche grazie ad un anti squat molto presente nel sistema sospensivo . Voto 10 .
Salita tecnica : anche in questa situazione il carro lavora molto bene soprattutto con il Fox Float X2 . Nonostante l’ allungamento del carro la ruota da 27,5″ al posteriore non permette certo una trazione da riferimento su terreni con poco grip (viscidi come li avevo definiti) per ovvi motivi di minor impronta a terra . Certo se si potesse montare anche una ruota da 29″ … Voto 8 con Vivid (9 con Fox Float X2) .
Single-track : la perfetta distribuzione dei pesi , la rigidità dell’ assieme uniti ad un movimento centrale abbastanza basso rendono la Druid veramente molto divertente con cambi di direzione sempre molto rapidi e precisi . Voto 10 e lode .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sul veloce , pur avendo un peso totale ancora accettabile e inferiore ai 23 chilogrammi , la Druid si comporta veramente in maniera egregia e copia con grande compostezza anche i terreni più impegnativi senza mai perdere contato con il terreno . Voto 10 .
Discesa tecnica e stretta : considerando che siamo di fronte ad una all mountain con vocazione gravity direi proprio che ci siamo . Gira molto bene nello stretto , grazie anche ad un baricentro basso , e scavalca con facilità ostacoli anche impegnativi . Voto 10 .
Frenata : i freni Maven Ultimate montati di serie sono , come detto più volte , i migliori impianti di serie possibili oggi sul mercato . Se poi hai da testare dei prototipi dei dischi BCA Hu4c ecco che hai un incremento di prestazioni sia in termini di forza frenante che di resistenza al fading che nessun altro disco può avere ! Voto 9 (10 e lode con dischi BCA Hu4c) .
Rigidità : sia il triangolo anteriore che il carro sono molto rigidi . Considerando che per il carro si è scelta la soluzione di avere un 4 punti d’ infulcro con giunto Horst siamo probabilmente di fronte ad uno dei carri più rigidi con questo cinematismo dell’ attuale mercato . Voto 10 e lode .
Dotazione : direi che siamo allineati ai prodotti top di gamma anche se avrei preferito unità ammortizzanti Fox anziché Rock shox con particolare riferimento all’ ammortizzatore posteriore . Una pecca della dotazione di serie sono secondo me sono gli pneumatici con spalla troppo morbida che una volta sostituiti con altri con carcassa discesistica ci hanno letteralmente cambiato il modo di guidare la Druid ! Voto 8 .
Motore e componenti elettronici : inutile ripeterci , Avinox è ad oggi il sistema motore , batteria e sensoristica più evoluto e prestante del mercato . Voto 10 e lode .
Finiture : ottima verniciatura e costruzione accurata . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : non tra le più economiche del mercato la nostra Druid con kit1 si posiziona comunque come prezzo leggermente al di sotto di alcune sue concorrenti dirette . Voto 8 .
Note finali : oggi come oggi con gli opportuni upgrade fatti alla nostra Druid è una delle E-MTB con motorizzazione Avinox più eclettiche perché si colloca esattamente nel mezzo delle attuali E-MTB con tale sistema motore realmente presenti e disponibile sul mercato Italiano . E’ ovvio che essendo in presenza di una all mountain – come dichiarato da Forbidden stessa – se volete una E-MTB da enduro potrete trovare ancora di meglio di questa Druid ma probabilmente perdereste l’ equilibrio generale che la Druid ci ha dimostrato avere … Insomma una vera all rounder che permette di fare di tutto con facilità e in totale sicurezza . Al limite – se vogliamo spaccare il capello in quattro – possiamo dire che non è esattamente quella che noi definiamo una E-MTB confortevole .
Cosa ci è piaciuto di più :
– Motore con potenza , coppia e sensoristica da riferimento .
– Versatilità di guida che permette ottime prestazioni allround .
– Display touch con funzioni molto complete e modificabili anche durante la pedalata .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Pneumatici con carcassa troppo morbida .
– Ammortizzatore Vivid Ultimate che penalizza un poco il lavoro del carro .
– Estrema rigidità dell’ assieme che , pur permettendo prestazioni eccellenti , non brilla per comfort nell’ uso ludico .
– Colore verde non di nostro gradimento .
– Impossibilità di usare una ruota da 29″ al posteriore .
Voto finale 129 con 3 lodi (131 con 4 lodi con dischi BCA Hu4c e Fox Float X2) su 140 .
Era dal 2016 , anno di introduzione delle Specialized Turbo Levo , che non arrivava sul mercato qualche cosa di rivoluzionario e che ha cambiato veramente la percezione di utilizzo di una E-MTB : il sistema AVinox !
EccoVi le nostre classifiche come segue :
A. Riguardo alle prestazioni percepite (potenza, coppia e spinta):
D. Riguardo a rendimento in salita a basse rotazioni e con poco sforzo :
E. Riguardo ad affidabilità del sistema :
F. Riguardo alla qualità e all’ efficienza del servizio assistenza in base alle risultanze della nostra officina :
G. Riguardo a consumi con parità di gamba e prestazione :
H. Riguardo a settaggi possibili / APP :
Classifica finale tenendo conto dei vari punteggi :
Considerazioni finali : Avinox ha sicuramente sparigliato le carte e oggi è un sistema senza uguali sul mercato . Gli altri produttori avranno la forza di reagire ? Personalmente ho moltissimi dubbi che qualche d’ uno possa raggiungere in fretta il livello di Avinox che del resto ha già annunciato un’ evoluzione del suo sistema per i primi mesi del 2026 …
Noi Occidentali per il momento ci godiamo le feste e beviamo champagne o peggio birra 😉
Meditate gente, meditate
Scritto da Gianni Biffi il 31 Dicembre 2025 .
Anche quest’ anno Vi proponiamo la nostra personale classifica che (escludendo le E-MTB delle “First ride”) scaturisce dai freddi numeri delle prove stesse .
A titolo informativo abbiamo provato 14 E-MTB diverse tra prove complete e first ride e alcune di queste E-MTB sono rimaste in uso anche dopo la prova finale per meglio comprendere sfumature ed eventuali plus / difetti dei prodotti .
In confronto allo scorso anno il valore assoluto delle votazioni si é alzato ancora perché come sostengo da tempo immemorabile “la E-MTB migliore é quella che verrà costruita domani” e quindi il livello si è giustamente alzato anche in quest’ ultima stagione nonostante la crisi del mercato in atto in tutti i Paesi .
Ma eccoVi la classifica dettata dai numeri come segue :
1 –Unno Mith Avinox con una valutazione di 135 (138 con upgrade) su 140 . – Link
2 – Amflow PL Carbon PRO con una valutazione di 130,5 (134,5 con upgrade) su 140 . – Link
3 – Specialized Levo GEN4 (in diverse versioni) con una valutazione di 127,5 (128,5 con upgrade) su 140 . – Link
4 – Raymon Trailray 180 Ultra con una valutazione di 116 (117,5 con upgrade) su 140 . – Link
5 – Mondraker Crafty (in diverse versioni) con una valutazione di 111 (112,5 con upgrade) su 140 . – Link
A queste vanno aggiunte le “First ride” della Whyte Elyte EVO Stag Works – Link , la Santa Cruz Bullit 4 – Link , la Focus Sam2 6.9 – Link , la Orbea Wild M-Team – Link , la Velduro Rogue – Link , la Moterra NEO 1 Carbon – Link , la Teewing Turbo Force PRO – Link , La Yeti LTE – Link e la Forbidden Druid Cor E – Link che purtroppo non hanno ricevuto una valutazione completa dato il poco tempo a disposizione per la prova .
Come già più volte ripetuto la classifica rispecchia quanto valutato sul campo e non ha la pretesa di essere nulla di più che un’ opinione personale ma spero possa aiutare ancor meglio qualche Utente nella difficilissima scelta della E-MTB più adatta alle proprie esigenze …
Enjoy !!!
Ormai ci siamo : il Natale e la fine dell’ anno si avvicinano a grandi passi .
Ecco ciò che ci è piaciuto di più nel corso di questo magnifico anno che sta per finire :
– Sistema Avinox per E-MTB
Sicuramente la vera innovazione in campo E-MTB che ha cambiato letteralmente il modo di andare in montagna con la E-MTB . Riassumendo direi il più potente , il più silenzioso , il più facile , il più piccolo , quello con più autonomia e quindi il più divertente mai provato !
– Dischi freno BCA Hu4c
Completamente diversi da ogni altro disco freno con migliore frenata , migliore resistenza al fading , migliore silenziosità e per noi anche i più belli mai visti su una bicicletta !
– E-MTB Unno Mith PRO
Ad oggi la miglior E-MTB mai provata . Leggera , facile , prestante e bellissima !
– Maglia Pro-M / Guide MTB Val Brembana 2026
La più bella maglia che abbiamo mai avuto la possibilità di indossare !
– Colnago Y1Rs
Una delle più belle e prestanti road bike mai atterrate sul pianeta terra !
In Pro-M siamo certi che abbiamo trascorso un 2025 veramente eccezionale sotto ogni punto di vista e ci auguriamo , come auguriamo a tutti Voi , altrettanta fortuna nel 2026 !!!
AUGURI a tutti 😉
Scritto da Gianni Biffi il 15 Dicembre 2025 (Chilometri percorsi 611 – Periodo di prova183 giorni)
Per molti mesi ho guidato altre E-MTB dopo l’ approccio iniziale e avevo dimenticato quanto fosse prestante la Mith oggetto della nostra prova . Dopo uno stop prolungato , dovuto alla necessità di dover testare altri prodotti , sono tornato sulla Mith e Vi devo dire in tutta sincerità che se avesse anche la possibilità di montare una ruota da 29″ dietro sarebbe probabilmente per me la E-MTB perfetta per il mio modo di guidare e divertirmi in giro per le montagne !
Quando ho scritto la first ride , che potete leggere qui , avevo avuto ottime impressioni con una piccola riserva sulle ruote mullet e sinceramente dopo aver utilizzato per parecchio tempo altre biciclette con la stessa motorizzazione (Avinox M1) sia in versione full 29″ che altre in versione mullet questa chiamamola piccola imperfezione è rimasta , ma molto velatamente in confronto all’ inizio . Infatti in discesa ho imparato a guidare un filino più sporco e quindi ad apprezzare la facilità con cui si spazzola con il posteriore e si inserisce più velocemente in curva , mentre purtroppo in salita la trazione – per quanto ottimizzata dalla sensoristica Avinox – rimane sempre e comunque inferiore ad una full 29″ .
Ecco comunque quello che penso della Mith sottolinenado il fatto che mi considero un biker comune , non molto dotato ne di fisico ne di tecnica e quindi non un campione del mondo 😉
Estetica : io la trovo la più bella E-MTB del mercato e spesso questa mia sensazione è stata confermata sul campo da appassionati che sbavavano nel vederla dal vivo . Posso comprendere che , data la particolarità delle linee , possa anche non piacere ma per noi è sicuramente il meglio attualmente disponibile . Voto 10 e lode .
Posizione di guida : sicuramente particolare con il tubo sella avanzato come su tutte le E-MTB da Enduro moderne . Un brevissimo periodo di assuefazione e poi si parte all’ attacco come su tutte le Unno . Voto 9 .
Sospensioni : forcella Fox 38 Factory e ammortizzatore Fox X2 Factory uniti ad un carro che mi piace parecchio anche se non ha certo l’ anti rise di un carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst . Il carro inoltre è un filino più seduto se comparato alla versione precedente ma questo aiuta non poco le persone normali che non cercano la prestazione assoluta a tutti i costi come me . Voto 9 .
Salita scorrevole : come più volte detto il sistema Avinox è , ad oggi , il vero riferimento dell’ attuale mercato e la Mith sale molto bene sullo scorrevole anche grazie al peso comunque tra i più contenuti del segmento enduro e ad un buon anti squat . Voto 10 .
Salita tecnica : ottima anche in questo caso grazie sempre al peso contenuto e alla facilità con cui si indirizza l’ avantreno dove si vuole ! Sinceramente è quasi una magia che una E-MTB così prestante in discesa sia anche così efficiente in salita anche se la ruota da 27,5″ la penalizza per certo . Voto 10 .
Single-track : cosa volete che Vi dica . Secondo me numero uno come diceva il coach Dan Peterson !!! Voto 10 e lode .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sarà la geometria azzeccata , saranno le due unità ammortizzanti accoppiate ad un carro vicino alla perfezione , sarà l’ interasse piuttosto lungo per non dire lunghissimo ma anche in questo caso merita il massimo dei voti . Voto 10 .
Discesa tecnica e stretta : con un interasse chilometrico per una taglia S2 (Media) è veramente incedibile come gira nello stretto : una magia ! Voto 10 .
Frenata : sostituiti i freni originali Formula Cura 4 con l’ impianto completo BCA accoppiato ai dischi BCA Hu4c abbiamo ottenuto prestazioni veramente eccezzionali e una resistenza al fading che nessuno altro sistema frenate ci ha mai permesso ! Voto 7 (10 e lode con BCA) .
Rigidità : uno dei prodotti più rigidi e performanti mai provati . Non concediamo la lode perchè ultimamente scendiamo da un’ altra E-MTB che è veramente una rotaia al limite della credibilità . Voto 10 .
Dotazione : ottima come tutti i prodotti top di gamma . Voto 10 .
Motore e componenti elettronici : Avinox ormai è sinonimo del meglio del mercato ! Voto 10 e lode .
Finiture : tutto in ordine con le giuste protezione applicate ai punti più esposti del telaio e del carro . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : nessun altro sul mercato può darvi linea esclusiva , motore al top , guidabilità da riferimento come questa Mith . Voto 10 .
Note finali : siamo di fronte veramente alla E-MTB perfetta ? Sinceramente direi che se fosse possibile montare la ruota posteriore più grande per me lo sarebbe per certo ! Comunque se non è perfetta è sicuramente per me la miglior E-MTB dell’ anno e poi è veramente bellissima e con prestazioni da riferimento : definirla magica non mi sembra azzardato … Chiedetelo a quei pochi fortunati che sono riusciti ad averne un esemplare e che lo stanno usando con immensa soddisfazione e il sorriso stampato in faccia dopo ogni uscita !!!
Cosa ci è piaciuto di più :
– Guidabilità veramente ai massimi livelli di oggi .
– Motore con potenza , coppia e sensoristica da riferimento .
– Linea esclusiva : un’ opera d’ arte su due ruote .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Impossibilità di usare una ruota da 29″ al posteriore .
– Anti rise perfettibile .
– Mancanza di una protezione in spugna antipolvere sulla parte posteriore del triangolo in corrispondenza della zona motore .
Voto finale 135 (138 con upgrade) con 4 lodi su 140 .
Scritto da Gianni Biffi il 10 Novembre 2025 .
Quando finalmente ho saputo che le nuove Druid erano arrivate , essendo io già il valle d’ Aosta per un giro in E-MTB , mi sono precipitato in Tribe Distribution per ritirarle personalmente . Purtroppo non essendo le Druid ancora sdoganate , dopo una lunga chiaccherata con gli uomini di Tribe sono rientrato a Milano con le mani vuote . Il giorno dopo ero invece in Valsassina per un’ altro giro in MTB e , ricevendo la telefonata di Andrea Bruno che le biciclette erano state sdoganate in quel momento , ho finito in fretta e furia il giro e mi sono fiondato di nuovo a Mondovì per il ritiro . Morale della favola circa 1400 chilometri nelle due giornate per ritirare le Druid : la E-MTB che mi ha fatto fare più chilometri in furgone pur di poterla avere e poter iniziare a pedalarla !
Da quanto sopra è evidente che la mia curiosità e l’ aspettativa per questa E-MTB era veramente molto alta e quindi il giorno dopo ero già in sella alla Druid Cor E kit1 il cui equipaggiamento potete trovare al seguente link e , con mio grandissimo stupore , ho subito percepito che l’ ammortizzatore posteriore praticamente non funzionava !!! Rientrato a Milano ho provveduto con l’ amico Oscar a smontare il Vivid Ultimate che risultava “stuck down” e il giorno dopo speravo quindi tutto fosse in ordine ma purtroppo nulla da fare : il Vivid – pur settato con un SAG corretto del 35% e con i registri di compressione e ritorno come suggerito dalla casa madre – risultava ancora poco performante e di conseguenza il carro era ancora troppo pigro , faceva continui fondi corsa e non mi permetteva di condurre la Druid come avrei voluto poiché il posteriore mi risultava sempre troppo basso e poco reattivo . Questa problematica , nonostante i nostri continui interventi sull’ ammortizzatore , non ci ha permesso di guidare la Druid come avrei voluto per almeno 15 giorni sino a che durante una telefonata con Eros T. alla mia risposta alla sua domanda di cosa non mi piaceva nel Vivid Lui mi suggeriva di controllare la pressione dello IFP e , con nostro grande stupore , abbiamo dovuto constatare che lo stesso era completamente scarico di azoto !!! Caricato quindi l’ IFP alla giusta pressione il Vivid di colpo riprendeva vita e , con il suo normale funzionamento , il carro della Druid risultava finalmente funzionante !!!
A questo punto abbiamo tentato di sgombrare il nostro cervello dalle pessime impressioni avute durante i primi 230 chilometri percorsi con l’ ammortizzatore scarico e abbiamo iniziato a provare la Druid perfettamente settata e performante . Sgombriamo subito il campo da una delle leggende metropolitane create sul web : la Druid non è una E-MTB da enduro nel senso stretto del termine ma bensì una all mountain con vocazione gravity , come del resto dichiarato anche da Forbidden stessa , e quindi forse la giusta via di mezzo tra le E-MTB con motore Avinox ad oggi realmente disponibili sul mercato Italiano (4 soli Marchi in totale) . Infatti dei 3 Marchi restanti ad oggi 2 di essi costruiscono E-MTB molto versatili e prestanti anche in discesa ma più orientate all’ all mountain mentre l’ ultimo Marchio costruisce una E-MTB molto votata al gravity / enduro . La Forbidden posso affermare che si colloca esattamente nel mezzo essendo la stessa molto maneggevole , ancora abbastanza leggera – Kg. 22,850.- senza pedali – ma molto ben piantata a terra nelle sezioni gravity veloci forse e soprattutto grazie alla forcella ZEB Ultimate , alle ruote mullet e al peso ben bilanciato .
Il carro posteriore dotato di sistema Trifecta V3 con High pivot funziona veramente molto bene e conferisce all’ assieme una rigidità da riferimento assoluto che se da un lato non risulta così confortevole come altre realizzazioni , dall’ altro le permette precisione di linee da riferimento . L’ high pivot dovrebbe ridurre il pedal kickbak come tutti i giri catena con fulcro alto o come promette anche Ochain ma in in tutta sincerità personalmente non percepisco nessuna differenza plausibile e/o vantaggio con sistemi di trasmissione privi di ciò : sarò io ormai poco sensibile a tali “magheggi” ma come sapete mi piace scrivere sempre quello che realmente percepisco nell’ utilizzo che facciamo del prodotto . La stessa cosa vale per il movimento del carro che , formando un arco all’ indietro nella sua rotazione , si allunga leggermente durante la compressione della sospensione stessa e dovrebbe quindi favorire lo scavalcamento dell’ ostacolo . Personalmente ritengo che la minor trazione che la ruota da 27,5″permette – se comparata ad una ruota da 29″ – soprattutto sul viscido non sia del tutto compensata da questo allungamento . Su queste sensazioni mi sono anche confrontato con altri utilizzatori che mi hanno confermato di non percepire ne l’ assenza del pedal kickbak ne tanto meno l’ allungamento del carro . Tutto ciò non significa che il carro lavori male o peggio di altri , anzi lavora alla grande e sostiene parecchio con un ottimo anti squat ed anti rise ma forse lasciarsi influenzare da ciò che promettono i cataloghi per un utilizzatore medio non è del tutto importante 😉
Insomma siamo di fronte ad un ottimo prodotto con uno dei migliori motori del mercato , con una versatilità d’ utilizzo molto ampia e con una rigidità da riferimento ! La prova continua : presto pubblicheremo la nostra prova completa più dettagliata ma sappiate sin d’ ora che siamo di fronte ad un prodotto che farà molto parlare di se 😉
Scritto da Mirko P. il 20 Ottobre 2025 .
Grazie ad un allineamento eccezionale dei pianeti 😂, Gianni mi ha messo a disposizione la sua PERSONALE PL PRO: chi lo conosce sa cosa e soprattutto quanto questo significhi… se poi ti dice: “vedi di non distruggermi i cerchi in carbonio”… il senso di responsabilità è alle stelle 😱. Tipo proteggere la bimba a tutti i costi sdraiandocisi sotto in caso di caduta 😂😂😂 .
Allestimento bling-bling, peso incredibilmente basso con gomme gravity. Taglia Large che ricalca la mia Levo S4 Gen3 : normalmente giro in set-up mullet per puro divertimento ma non ho dubbi sulle maggiori performance del set-up full 29. L’attacco BCA reach 14 e rise 63,5 mi incuriosisce perché adoro la risposta diretta e su questa Amflow dovrebbe compensare lo stack anteriore relativamente basso. Posizione al primo contatto positiva e nel range M-L dei vari costruttori per corporature 175-180cm.
L’estetica è estremamente snella facendo pensare ad una certa “elasticità” che comunque non riscontro dalle prime prove “da parcheggio”. Anche la linea con top tube relativamente orizzontale le dona sembianze trail-bike: non mi da sensazione di aggressività nonostante ritengo la bici molto bella e facilmente confrontabile con una SL.
Setting motore in AUTO per concentrarsi sul capire la bici. Inizi a pedalare e noti subito le notevoli differenze, talmente chiaramente che pensi che così debbano comportarsi tutti i motori. La spinta c’è ed è poderosa ma il significato di naturalezza va riscritto: si comporta effettivamente come moltiplicatore della tua forza in maniera così sincronizzata alle tue gambe che non sembra di avere il motore. Se vi sembra un paradosso provatelo.
Risponde in questa maniera partendo da fermo con rapporto sbagliato, a cadenze bassissime, a frequenze altissime ; l’ho spinto da 10 a 140 pedalate al minuto senza un minimo vuoto o strappo o sfasamento tra la mia spinta e la sua. Da provare, gli altri motori sembrano oggetti artigianali che si impegnano per aiutarti al meglio, ne siamo tutti contenti e funzionano, ma qui siamo oggettivamente ad un altro livello.
Quelli meccanicamente sensibili ed attenti a trattare con delicatezza catena, cambio e cassetta rimarranno piacevolmente sollevati dall’efficacia dell’accoppiamento software tra cambio elettronico e motore con riduzione automatica della coppia in cambiata. Veloce e silenziosissimo, non ci pensi più in nessuna situazione. Anni di vita risparmiati 😋.
Se passi a situazioni più impegnative hai ulteriori conferme. In passaggi tecnici tra scale e rock garden in salita appare evidente che la trazione è impareggiabile: mai uno slittamento anche quando sbagli ed alleggerisci la ruota posteriore sul dente del gradino o in piedi sui pedali tra le rocce bagnate mentre cerchi lo spazio per girare. Il software di gestione unito alla sensoristica sofisticata realizzano qualcosa che è difficile spiegare. Di nuovo, sembra una muscolare con te super-dopato.
Concludo la parte sul motore semplicemente dicendo che nonostante la sua spinta elevatissima è il motore più facile e meno “pericoloso” che abbia mai provato. Con gli altri, nei passaggi tecnici, ho spesso usato il freno posteriore anche preventivamente “appoggiato”, qui basta dosare le gambe, esattamente come una muscolare e la bici non “scappa” mai avanti… Qualsiasi speculazione o polemica politicizzata (se ne solo scritte e lette molte) non è basata su fatti, ne su prestazioni, ne su comportamenti: tutto peraltro facilmente verificabile con una semplice prova, quindi in molti ci fanno una gran brutta figura mostrando il “non rispetto per gli utenti”. Se sono troppo diretto meglio addolcire con l’AI… 🤗
Passiamo alla parte che più mi interessava, scoprire il comportamento in discesa. La Terza dell’Avaro non la conosco bene quindi guido praticamente a vista, ma racchiude comunque moltissime situazioni che sono ideali per capire il DNA di una bici. Si va dal triallistico, al veloce passando per il “croccante” (devo tradurre?), in questa occasione molto asciutto con foglie: tipo FBL (traduco: Fá Balá Löch) o slippery when extra-dry. Specifico che dover guidare a vista aumenta l’intensità del test in quanto la sintonia è messa continuamente alla prova da continui “imprevisti”.
Iniziamo con ripido stretto e nose-press per affrontare tornanti che si affacciano nel vuoto. Il peso aiuta moltissimo ma il bilanciamento ed il carro ben sostenuto fanno il resto. Un gioco da ragazzi dove la rigidità dell’insieme appare già ottima.
Passiamo quindi al “croccante”: rocce e radici ovunque e di dimensioni ragguardevoli. Due strategie possibili, rotolarci sopra o saltare. Il full 29 ovviamente aiuta a scavalcare ed addolcire qualsiasi cosa, il carro funziona bene e non scalcia, non è uno schiaccia sassi ma scorre bene con ottima capacità di assorbimento. Sdoppiare con bunny-hop o semplicemente droppare i gradini è fantastico anche a velocità bassa o media la bici è super reattiva e facilita enormemente una conduzione leggera e saltellante. Amore !!!
La 36 all’anteriore funziona bene (escursione 170) e la definirei assolutamente adeguata. L’attacco manubrio fa quello che mi aspettavo, super diretto e porta il manubrio alla giusta altezza, forse sperimenterei un +10 o +20mm… tuning comunque secondo gusti personali. Solo nella guida “salterina” direi che una forcella più strutturata, 38 o ZEB, aumenterebbe la confidenza negli atterraggi infestati da rocce e radici. Indirettamente aumenterebbe anche un pò la quota di stack, quindi penso possa essere un buon upgrade per uso spinto decisamente verso l’enduro.
Passiamo al veloce, qualche salto, sponde, canali, rock garden a fuoco, foglie e terreno friabile, canali, contro pendenze, what else ?
Ottimo il comportamento, carro ben sostenuto anche senza token nel mono, assorbente sulle piccole sconnessioni, ottima capacità di scavalcare gli ostacoli, ben sostenuto a metà corsa ed ottima resistenza ai fondo corsa (che non ho mai raggiunto. Gianni stai tranquillo… 😅). La rigidità d’ insieme è la cosa che mi ha positivamente impressionato, non le manca nulla. Che si tratti di contro pendenze o inserimenti in curva da film (senza distruggere i cerchi in carbonio del Gianni) o perdite di aderenza improvvise non ho riscontrato reazioni elastiche. La bici è sicuramente scattante ma non è assolutamente “nervosa”. Inoltre (…e la cosa mi è piaciuta moltissimo) é sempre bilanciata e sensibile allo spostamento del peso consentendo correzioni fulminee, tutto coadiuvato da una grande capacità di tramettere al rider cosa sta succedento. Direi quindi grande sensibilità e sincerità nel trasmettere feedbacks, ma mai nervosamente o con vibrazioni fastidiose. Facilissimo fare bunny-hop con altezze importanti per una e-bike. Grazie all’insieme, coadiuvato dai pedali liberi, ho intimamente interagito con bici e terreno. Mi ripeto, ma voglio essere sicuro che venga capito, è super reattiva e sensibile. Se arrivate da uno schiaccia sassi letargico oltre i 25 chili probabilmente la considererete erroneamente nervosa, ma attenzione alla semantica… é un gran bel giocattolo “poppy”.
Entusiasmante rilanciare la velocità in piedi sui pedali: sia per il carro sostenuto che non affonda, che per la rigidezza d’insieme, Gggggaaaassss!!!
Super freni…bellissime pedivelle: passando da 160 (le mie abituali) a 155 qui montate, la differenza in discesa si sente tanto, rendendo tutto più naturale. Il piacere e la facilità di guida sono di altissimo livello.
Tuning tips: forcella se vi serve (ma siate sinceri… 😉), appoggi secondo i gusti come su qualsiasi bici ma qui direi che serve alzare più del consueto il manubrio.
Per concludere, leggera, rigida, reattiva e scattante, super motore. Per me una riscoperta del piacere di guida che non provavo da tempo con mezzi sempre più “pesanti“. Sottolineo l’estrema facilità di conduzione ed il pochissimo sforzo anche in discesa. Ruote in aria… sempre !!! Full fun per intenditori !!!
Gianni… GRAZIE ancora per il divertimento. Però devo per forza fare prova comparativa con Unno Mith
Scritto da Gianni Biffi il 17 Ottobre 2025 .
Vecchio, vuoi provare la bici più bella del 2026 ? Così esordiva il buon Davide Bonandrini per tentarmi nella solita prova di pochissimi giorni della nuova E-MTB Yeti con motore Bosch CX-R . Ovviamente contestavo come sempre il fatto che non è logico provare un prodotto di corsa e quindi senza il tempo necessario ma la curiosità era tantissima e quindi accettavo mio malgrado . Giusto il tempo di ritirare la LTe nel classico colore Turchese di Yeti , sistemare gli appoggi , aggiornare il firmware , – chissà poi perché chi ha usato la LTe prima di noi non l’ aveva fatto – settare le assistenze in maniera a noi più confacente e siamo in sella !
Partiamo dall’ analisi statica della LTe : il turchese è sicuramente il suo colore , un pò un marchio di fabbrica , la forcella Fox Podium a steli rovesciati la rende aggressiva e fa capire subito a cosa sia destinata questa E-MTB , il tubone contenente la batteria da 800 Wh è grosso tanto quanto altre realizzazioni sul mercato attuale e la grafica è perlomeno vecchia e discutibile . Insomma dire che è bella lo lascerei ai fanboys di Yeti 😉 .
Ma veniamo alla breve prova vera e propria che si è svolta in 6 giorni con ben 5 uscite per un totale di 158 chilometri percorsi con un dislivello di più di 6000 Mt+/- . Amore e odio semplicemente perché la LTe è magnifica da usare se la si fa correre su percorsi anche molto rotti grazie alla Podium anteriore e all’ ammortizzatore Fox X2 che lavora insieme al noto cinematismo Sixfinity di Yeti . Le due unità ammortizzanti e il cinematismo del carro conferiscono alla LTe una capacità di assorbire piccoli e grossi urti indotti dal terreno in maniera incredibile : sembra in alcuni casi di essere su un tappeto magico che assorbe tutto con una facilità disarmante ! A tal proposito porto ad esempio la mia seconda uscita in val Varrone dove ho avuto la sensazione di aver percorso quei tratti in discesa molto rotti e a me ben conosciuti a velocità incredibili e in tutta sicurezza e quindi amore viscerale ! Se invece ci si trova sul tecnico lento in discesa sia il peso non proprio contenuto (siamo sopra i 24 Kg. in ordine di marcia) , sia la forcella a steli rovesciati pesante e con il peso spostato in alto non contribuiscono certo a rendere la E-MTB facile e/o maneggevole … Anzi io ho avuto l’ impressione di avere una E-MTB molto lunga e impacciata in queste situazioni e quindi : odio !
Riguardo al sistema motore / batteria Bosch CX-R GEN5 aggiornato a 100 Nm e 750 W direi che vale quanto già scritto in altre nostre prove come segue : personalmente non trovo reali vantaggi ma anzi lo trovo in E-MTB+ , piuttosto scattoso e poco fluido . In pratica si è persa la grande fluidità che si era guadagnata con la vecchia release a tutto svantaggio della conduzione per la maggior parte degli Utenti . Forse c’è un quasi impercettibile vantaggio di spinta e di coppia a bassissime rotazioni – che peraltro era già più che buona nella vecchia versione da 85 Nm – ma come detto la percezione generale personalmente non mi fa gridare al miracolo , anzi forse la vecchia release è ancora la più fluida e fruibile e in questo caso la scattosità e difficoltà di conduzione è addirittura aumentata nell’ assistenza RACE . Siamo sicuramente in presenza di un buon motore ma molto lontani dalle prestazione di altri sistemi oggi presenti sul mercato .
In salita le ruotone da 29″ anche al posteriore le conferiscono buona trazione generale e buona capacità di scavalcare gli ostacoli anche se il motore scattoso e scorbutico non aiuta di certo … Insomma molto buona la trazione conferita dal sistema Sixfinity ma purtroppo penalizzata oggi dalla scelta del motore .
Vorrei ora spendere due parole sulla tanto osannata e discussa forcella Fox Podium che sicuramente entusiasma a livello di assorbimento dei piccoli urti dato il suo carico di stacco inferiore ad altre realizzazione del Marchio Fox stesso e a un’ idraulica molto controllata e progressiva che sostiene molto bene ma che poi come già scritto sul lento diventa pesante e impacciata . Insomma se la trovate montata sulla Vostra MTB consiglio di settarla per benino e di godere dei vantaggi sopra citati ma non Vi venga mai in mente di comprarla in aftermarket visto anche il prezzo ingiustificato e ingiustificabile dell’ oggetto in questione secondo il mio modestissimo parere . La Podium funziona e funziona anche benissimo in molte situazioni ma non farei un upgrade ad essa se avessi sulla mia MTB una 38 o una Zeb …
La Yeti LTe infine mi ha dato grande soddisfazione sino a che stavo nella mia zona di confort con una conduzione facile e sicura ma come per molte altre delle Yeti provate appena cercavo di andare un filino più veloce diventava scorbutica e di difficile controllo per le mie pur scarse capacità di guida . E’ una sensazione difficile da spiegare che purtroppo mi capita solo con MTB e E-MTB di questo Marchio : amore e odio 😉
Tanto per gioco eccoVi anche la versione addolcita dalla AI del nostro scritto 🙂 🙂 🙂
A Voi la scelta 😉
Yeti LTe: amore e carattere su due ruote .
«Vecchio, vuoi provare la bici più bella del 2026 ?»
Così mi ha provocato il buon Davide Bonandrini, sapendo che difficilmente avrei resistito.
Come sempre ho protestato — “non ha senso testare una bici in pochi giorni” — ma alla fine la curiosità ha avuto la meglio.
Tempo di ritirare la Yeti LTe nel classico turchese di casa Yeti, sistemare gli appoggi, aggiornare il firmware (che chissà perché non era stato fatto da chi l’aveva usata prima) e regolare le assistenze secondo le mie preferenze… ed eccoci pronti a partire.
Design e prime impressioni : il turchese Yeti resta un’icona: o lo ami o lo odi, ma di certo non passa inosservato.
La forcella Fox Podium a steli rovesciati le dona subito un look aggressivo e racing, lasciando intuire il tipo di utilizzo per cui è nata.
Il tubo obliquo, che ospita la batteria da 800 Wh, è imponente quanto quello di altre E-MTB di pari categoria.
La grafica, invece, resta in linea con lo stile classico del marchio: non modernissima, ma coerente con l’identità Yeti.
Sul campo: sei giorni intensi : la prova si è svolta in sei giorni, con cinque uscite, 158 km percorsi e oltre 6.000 metri di dislivello.
Un test breve ma sufficiente per capire che la LTe è una bici dalle due anime: da un lato stabilità, trazione e comfort eccezionali; dall’altro una richiesta costante di attenzione e decisione alla guida.
Nei tratti veloci e sconnessi è una vera regina.
Il cinematismo Sixfinity lavora in perfetta sinergia con l’ammortizzatore Fox x2 e la forcella Podium, offrendo una capacità di assorbimento sorprendente: piccoli e grandi urti vengono digeriti con naturalezza, e la bici sembra letteralmente galleggiare sul terreno.
In discesa, su percorsi conosciuti e molto rotti, la sensazione è quella di scorrere più forte e più sicuri del solito.
Quando però il ritmo cala e si entra nel tecnico lento, la LTe mostra il suo carattere più racing: il peso non proprio contenuto (oltre 24 kg in ordine di marcia) e il baricentro alto dovuto alla forcella rovesciata la rendono meno agile e più impegnativa nei passaggi stretti.
Non un difetto in senso assoluto, ma una caratteristica tipica delle bici pensate per la velocità.
Motore Bosch CX-R GEN5 : il sistema Bosch di quinta generazione, aggiornato a 100 Nm e 750W, è una delle novità più attese. L’ erogazione è più decisa e sportiva rispetto alla versione precedente, con una risposta pronta già a basse cadenze. Chi cerca un supporto energico lo apprezzerà sicuramente, mentre chi predilige la fluidità della vecchia mappatura potrà percepire un comportamento più “nervoso”, soprattutto in modalità Race.
In salita, la combinazione di ruote da 29” e cinematismo Sixfinity garantisce ottima trazione e capacità di superare gli ostacoli, anche se il carattere brillante del motore richiede un po’ di sensibilità nel dosare la potenza. Nel complesso, un’unità prestazionale, che si sposa bene con l’impostazione sportiva della bici.
Forcella Fox Podium: tecnologia da intenditori : molto discussa e molto particolare, la Fox Podium rappresenta una scelta tecnica precisa. il suo carico di stacco molto basso e l’idraulica progressiva regalano una scorrevolezza notevole e un sostegno impeccabile nei tratti veloci.
Nel guidato stretto, invece, il peso maggiore e la diversa distribuzione delle masse richiedono un po’ di adattamento.
E’ una forcella che premia chi ama andare forte e sfruttare tutto il suo potenziale, ma non è necessariamente l’ upgrade ideale per chi cerca la massima leggerezza o agilità.
Conclusioni: la Yeti LTe è una E-MTB che sa emozionare. E’ potente, stabile e costruita con grande cura tecnica, ma chiede di essere guidata con decisione per esprimere tutto ciò che ha da offrire. Nei tratti veloci e scassati regala sensazioni uniche di controllo e sicurezza; sul tecnico lento richiede un po’ più di mestiere. Non è una bici “per tutti”, ma per chi ama la guida sportiva e la qualità costruttiva Yeti, è una compagna capace di entusiasmare e coinvolgere a ogni uscita.
Amore e carattere: due parole che descrivono perfettamente la Yeti LTe.
Scritto da Gianni Biffi il 13 Ottobre 2025 .
Potrei tranquillamente copiare e incollare la nostra first ride della Amflow PL Carbon PRO (che potete leggere qui) dato che le due E-MTB Cinesi sono praticamente sovrapponibili essendo le quote delle due E-MTB praticamente uguali eccezion fatta per pochissimi millimetri di differenza su reach , stack , passo e BBdrop . Il risultato pratico , per bikers normali come ritengo essere , è che le differenze nella conduzione delle due E-MTB è veramente quasi innavertibile e la più grande differenza è forse data dalle due unità sospensive che sono Rock Shox per la Teewing e Fox per la a Amflow .
Comunque sia con la nostra Teeewing abbiamo già percorso circa 380 Km con almeno 16.000 Mt+/- e ancora una volta abbiamo potuto constatare che il sistema Avinox è – a nostro personale parere – il sistema motore , batteria e firmware più prestante , più silenzioso , più svincolato da attriti nella pedalata oltre i 25 Km/h , con più fluidità della spinta , con più trazione , con più facilità dei settaggi (che per altro sono anche i più completi e flessibili del mercato) e con più autonomia nell’ attuale panorama dei motori E-MTB del mercato . Non mi dilungherò oltremodo a descrivere il sistema Avinox perché ritengo ormai di avere detto e scritto di tutto su questa unità motrice .
Sul campo tutto ciò si traduce in ottime prestazioni della nostra Turbo Force PRO sia in salita che in discesa dove la forcella Lyrik Ultimate mi sembra addirittura più prestante della Fox 36 Factory della Amflow . Sono piccolissime differenze ma la facilità nei settaggi e una idraulica leggermente più sostenuta mi hanno dato l’ impressione di avere una forcella leggermente superiore … Per l’ ammortizzatore posteriore invece le impressioni si invertono preferendo io il Fox Float Factory al Rock Shox Super Deluxe Ultimate che mi è sembrato leggermente meno plush del Fox . Comunque stiamo parlando di differenze veramente minime e che sono anche frutto di una first ride abbastanza breve di questa Teewing . La differente posizione dei due ammortizzatori poco influisce sulle prestazioni delle due E-MTB che alla fine adottano ambedue come schema sospensivo il solito quadrilatero a quattro punti d’ infulcro con giunto Horst .
In pedalata mi sembra di poter dire che la Teewing bobba un filino di più della Amflow ma anche questo è probabilmente dovuto più all’ ammortizzatore che alla costruzione / posizione dell’ ammortizzatore delle due E-MTB . In salita le due E-MTB sono pressoché perfette e quasi imbattibili dalle altre concorrenti presenti sul mercato grazie a un peso contenuto – anche se la Teewing pesa circa 1 Kg. in più della Amflow – alle due ruote da 29″ che conferiscono una miglior trazione e un miglior superamento degli ostacoli se confrontate con le ruote da 27,5″ delle mullet e all’ elettronica di controllo presente nel sistema . Come detto anche in salita preferisco leggermente la Amflow perché più leggera ma soprattutto perhè forse sono più assuefatto alla conduzione della PL Carbon PRO …
Se invece si valutano le prestazioni in discesa sono praticamente equivalenti e faccio veramente fatica a preferire l’ una o l’ altra . Sono ambedue molto leggere e quindi per molti potranno risultare un filino nervose ma Vi assicuriamo che alla lunga è solo una questione di abituarsi al peso inferiore agli schiaccia sassi presenti sul mercato e al dover modificare leggermente il posizionamento in sella .
Esteticamente piacevole nelle due colorazioni disponibili abbiamo qualche dubbio sulle scritte fluorescenti di gusto decisamente orientale che fanno un pò sorridere su una E-MTB di questo livello ma in definitiva non possiamo che promuovere questa Teewing come avevamo già fatto per la Amflow : una trail bike che alza l’ asticella di queste E-MTB a livelli mai visti prima !!!
Scritto da Gianni Biffi il 03 Ottobre 2025 (Chilometri percorsi 546 – Periodo di prova186 giorni)
Quando a fine Marzo 2025 siamo stati invitati a Barcellona per la presentazione e prova della nuova Levo GEN4 la curiosità era tantissima (puoi leggere il nostro resoconto qui) ma siamo rientrati dalla Spagna con molti dubbi tanto da dovere effettuare un’ulteriore first ride estesa della nuova Levo S-Works GEN4 in patria durante il mese di Aprile che potete leggere qui . Molti dei nostri dubbi erano stati già fugati in questa seconda presa di contatto con la S-Works ma come spesso ci accade non ci siamo fermati e abbiamo proceduto con ulteriori test di una Comp ALU prima (la Topona 🙂 ) e quindi di una Comp Carbon addirittura a Moab nello Utah insieme a altri 5 amici tutti dotati di Levo GEN4 !
Quindi tre diversi modelli di GEN4 veramente su ogni tipologia di terreno : dalla neve in Val Brembana sino al deserto freddo di Moab ! Insomma volevamo avere impressioni le più veritiere possibili vista l’ inusuale campagna di screditamento della nuova Levo in atto sul nostro mercato su molti social media . Ma veniamo a chiarire quanto scritto nel titolo come segue : se fosse stata presentata due anni fa sarebbe divenuta subito l’ assoluta regina del mercato E-MTB ma purtroppo il ritardo nella presentazione ha dovuto poi fare i conti con l’ arrivo sul mercato di altri attori nel settore ed ecco quindi che noi Italiani sempre attenti all’ estetica più che alla sostanza abbiamo iniziato a sentenziare che era goffa , pesante e che consumava troppo . Altre E-MTB altrettanto goffe , pesanti e che consumano almeno quanto questa , ma presentate solo un anno prima , non hanno ricevuto queste critiche fatte da gente senza nessuna cultura specifica ma semplicemente basate sul fatto estetico principalmente secondo il mio modesto parere !
La mia riflessione purtroppo non servirà a far cambiare idea a nessuno ma perlomeno chiarirà a molti del perché questa GEN4 è nata vecchia e quindi – forse ingiustamente – maltrattata da molti . Eccoci quindi alle nostre impressioni finali come segue :
Estetica : il tubone obliquo che contiene la batteria da 840 Wh è sicuramente grosso (come del resto quello di molte altre E-MTB) e quindi per molti non piacevole alla vista . Io come detto sopra ritengo sia solo arrivato sul mercato nel momento sbagliato e non lo trovo molto più grosso o brutto di altri (eccezion fatta per il nuovo attore del mercato) e quindi non così brutto . Per il resto la GEN4 ricalca in toto le Levo precedenti che sono sempre piaciute al nostro mercato … Insomma non bellissima ma nemmeno bruttissima . Voto 8 .
Posizione di guida : come spesso accade quando si sale su una Specialized sembra Ti sia stata cucita addosso e anche questa Levo non fa eccezione . Direi perfetta . Voto 10 .
Sospensioni : le unità ammortizzanti sono forcella Fox Factory Kashima 38 e ammortizzatore Fox Genie Float X2 Factory Kashima sulla S-Works e forcella Fox 36 Float Rhithm Grip e Genie Float X Performance sulle due Comp ; tutte accoppiate con il solito sistema FSR a quattro punti infulcro con giunto Horst che in questa GEN4 ci è sembrato ancora una volta migliorato per anti squat e anti rise mentre l’ ammortizzatore Genie ci è sembrato sin troppo lineare anche se un setting , per altro abbastanza complesso , può migliorare la curva di compressione . Insomma ritengo il tutto sia troppo complicato per la normale Utenza e quindi riservato a pochissimi utilizzatori con il palato fino o a chi ha sempre il meccanico sotto mano … Comunque nell’ insieme nulla da eccepire . Voto 8 .
Salita scorrevole : il nuovo motore , sia nella versione S-Works 3.1 (720W e 111 Nm) che nella versione 3.1 normale (666W e 101 Nm) , sarebbe stato sicuramente il miglior motore del mercato attuale se non ci fosse quel nuovo attore con il sistema di cui tutti parlano . Quindi si sale con grande facilità , velocità e spinta non comune . Voto 10 .
Salita tecnica : il perfetto bilanciamento dei pesi unito questo gran motore la rendono un’ ottima arrampicatrice senza dimenticare il lavoro fatto sul sensore di coppia/spinta che le conferisce una trazione quasi da riferimento e quindi direi una delle migliori E-MTB del mercato in questo ambito . Voto 10 .
Single-track : solo il peso non da record non le consente il massimo dei voti ma come detto è molto facile, bilanciata al meglio e quindi molto prestante e divertente per chiunque . Voto 8 .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : sul veloce il peso aiuta e la perfetta geometria le conferisce la possibilità di fare velocità inusuali in totale sicurezza . Voto 9 .
Discesa tecnica e stretta : il peso aiuta non poco i bikers “normali” sul rotto tenendo la GEN4 ben attaccata al terreno . Una specie di schiacciasassi insomma ma però lo stesso peso poi sul tecnico lento si fa sentire in modo negativo Voto 8 1/2 .
Frenata : i freni Maven montati sono i migliori impianti di serie possibili oggi sul mercato . Se poi a qualche d’ uno non dovessero bastare due dischi BCA incrementano ancora di più la potenza frenate e la resistenza al fading . Voto 9 (10 con dischi BCA) .
Rigidità : sempre meglio come già detto sopra . Il nuovo telaio e il nuovo carro FSR sono al momento lo stato dell’ arte di questo sistema sospensivo in fatto di rigidità . Voto 10 .
Dotazione : nulla da eccepire . Voto 10 .
Motore e componenti elettronici : se non ci fosse il nuovo attore meriterebbe il massimo dei voti con la lode . Le personalizzazioni possibili sono ampissime e molto simili in alcune funzione al nuovo sistema arrivato sul mercato tanto da farmi pensare a una possibile collaborazione nello sviluppo tra le Aziende … In alternativa hanno forse trovato ispirazione dalla concorrenza … Riguardo ai tanto discussi consumi è vero che se settata al massimo delle prestazioni consuma come un aereo ma basta semplicemente usare il settaggio proposto come “battery saving” nell’ APP ed ecco che i consumi e la relativa autonomia tornano ad essere allineati al mercato .Voto 9 1/2 .
Finiture : è una Specialized e quindi molto ben costruita e rifinita . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo è uno dei talloni d’ Achille della nuova Levo ma si sa che che chi desidera avere una S-Works in Italia è sempre disponibile a spendere più che da altri . Voto 7 1/2 .
Note finali : se fosse arrivata due anni fa … Personalmente la trovo facile , giocosa e intuitiva con un gran sistema motore , batteria e elettronica super personalizzabile . La E-MTB per tutti , come la Stumpjumper 15 e la MTB per tutti , che permette a chiunque di divertirsi come con poche altre E-MTB sin dal primo momento e se non fosse che è arrivata tardi sarebbe stata probabilmente la regina incontrastata del mercato elettrico . A personale conforto di quanto sopra posso assicurare ai più scettici che gli amici che mi hanno accompagnato durante la settimana nello Utah mi hanno confermato all’ unanimità la facilità di guida e il grande divertimento che la Levo GEN4 ha permesso loro … Insomma una bellissima E-MTB che soddisfa le esigenze del 99% dell’ utenza – secondo noi – ma che è stata oggetto di una campagna di mala informazione sui social che ha generato una valutazione generale spesso poco veritiera falsando la percezione del grande pubblico su questa Levo GEN4 . Se non ci fosse quel nuovo prodotto oggi la GEN4 sarebbe sicuramente la nostra prima scelta nel mercato E-MTB con tutti i suoi pregi (e sono molti) e i suoi difetti 😉
Cosa ci è piaciuto di più :
– Facilità di guida che permette grande divertimento a chiunque in totale sicurezza .
– Motore con potenza e coppia da riferimento .
– Display molto ben costruito e leggibile .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Ammortizzatore Genie di difficile taratura .
– Complessità nei settaggi del sistema elettronico .
– Impossibilità pratica di usare una ruota da 29″ al posteriore .
Voto finale 127,5 (128,5 con dischi freno BCA) su 140 .
Scritto da Gianni Biffi il 23 Agosto 2025 .
Dopo una lunga e travagliata attesa – ci hanno consegnato per ben due volte una Moterra 1 in taglia Large anziché una Medium – nel mese di Giugno finalmente entriamo in possesso di questa nuova Moterra 1 con il motore Bosch CX5 che poi a Luglio è stato aggiornato con la nuova release da 750 W e 100 Nm di potenza e coppia tanto attesa . Prima di aver installato l’ aggiornamento Bosch abbiamo effettuato diverse uscite con la Moterra 1 (le cui caratteristiche di montaggio e quote geometriche trovate qui) apprezzando sin da subito la grande maneggevolezza e perfetto bilanciamento dei pesi anche se alla fine il peso totale non è dei più contenuti per questa tipologia di prodotti .
L’ unica cosa che sin dal primo approccio con la nuova Moterra 1 mi ha lasciato perplesso è la posizione in sella che con un angolo di sella molto “in piedi” e con un motore posizionato piuttosto arretrato (chissà poi perhé non l’ hanno ruotato verso l’ alto come fatto ad esempio da Whyte Bikes tanto per capirci) mi da la sensazione di pedalare su una vecchia bicicletta da camera . Questa sensazione è abbastanza scomoda ed evidente soprattutto se si scende da E-MTB meglio proporzionate secondo me …
Parliamo ora brevemente dell’ aggiornamento – tanto sbandierato e atteso – del software Bosch sul motore GEN5 della Moterra 1 . Personalmente non trovo reali vantaggi ma anzi lo trovo , soprattutto in E-MTB+ , piuttosto scattoso e poco fluido . In pratica si è persa la grande fluidità che si era guadagnata con la vecchia release a tutto svantaggio della conduzione per la maggior parte degli Utenti . Forse c’è un quasi impercettibile vantaggio di spinta e di coppia a bassissime rotazioni – che peraltro era già più che buona nella vecchia versione da 85 Nm – ma come detto la percezione generale personalmente non mi fa gridare al miracolo , anzi come detto forse la vecchia release è ancora la più fluida e fruibile anche se forse un piccolo miglioramento dell’ autonomia è stato ottenuto . Però questo è un approccio con la Moterra e quindi torniamo a parlare della Moterra 1 stessa .
In salita si comporta bene fatto salvo per la posizione in sella che come detto non mi soddisfa totalmente . Buona la trazione della ruota da 29″ coadiuvata da un’ ottimo cinematismo della sospensione posteriore con uno schema a quattro punti d’ infulcro con giunto Horst . Anche in discesa buonissimo il comportamento della sospensione in frenata che svincola quasi totalmente la ruota dall’ effetto frenante . Il peso poi , non irrilevante , della E-MTB la tiene ben attaccata al terreno anche in considerazione del fatto che questa è la versione trail / all mountain della gamma e permette quindi ottime velocità sul rotto e una stabilità molto buona per una trailbike . Per chi ama un utilizzo ancora più gravity oriented poi ricordiamo che in gamma è disponibile anche la versione LT con angoli più aperti e ruote mullet .
Comunque la Moterra ci è sicuramente piaciuta non poco per la facilità di guida e la sicurezza che trasmette nella conduzione soprattutto sul rotto veloce . Il fatto poi che giri con facilità , anche se il peso si sente e affatica su percorsi molto lunghi , è un’ altro punto a favore di questa E-MTB che consigliamo a chi fa un uso a 360° della E-MTB .
Buona la dotazione di serie anche se i freni Magura MT7 proprio non riesco a farmeli piacere . In ogni caso l’ accoppiamento ai dischi 220/203mm MDR-P migliora un po la situazione rendendo la frenata perlomeno più potente e immediata se comparata ai dischi normalmente usati su questi impianti .
Insomma una buona E-MTB a tutto tondo con cui potrete affrontare percorsi di tutti i tipi in sicurezza totale e con una grande facilità di guida in ogni frangente come ci hanno dimostrato i più di 300 chilometri che abbiamo percorso durante questa nostra first ride in ogni condizione del terreno e tipologia di sentieri .
Scritto da Gianni Biffi il 04 Agosto 2025 (Chilometri percorsi 1258 – Periodo di prova 133 giorni)
Quando sul mercato arriva un prodotto veramente innovativo il mercato cambia come è stato nel 2016 con l’ arrivo della Levo . A mia memoria da quell’ ormai lontano 2016 non ricordo un’ aspettativa così forte come quella per questa Amflow ! Migliaia di commenti – spesso inutili e campati in aria – tantissimi detrattori del prodotto anche solo per sentito dire o per paura o interesse personale , insomma un’ aspettativa senza uguali . Bravissimi poi gli uomini DJI / Amflow a creare gruppi e pagine dedicate ai proprietari di Amflow in tutto il mondo con il risultato che senza investire nemmeno un Dollaro in pubblicità o altro sui media hanno fatto un lavoro di marketing ritengo senza uguali !!!
Ora la domanda sorge spontanea : è stato creato un hype così forte per nulla oppure la nuova Amflow è veramente un game changer ? Personalmente , fugando ogni dubbio sin d’ ora , Vi posso confermare che la PL carbon PRO è veramente un game changer se non la migliore E-MTB che io abbia mai provato !!!
Eccoci quindi alla mia personale valutazione che sono certo molti non condivideranno (almeno leggendo i commenti sui social sul prodotto) ma che per me è esattamente ciò che ho riscontrato nella nostra lunga prova sul campo e che anche i pochi che hanno avuto la voglia e il tempo di venire a provare le nostre Amflow in test mi hanno tutti del resto confermato !
Estetica : all’ inizio mi aveva lasciato indifferente ma poi una volta digerita la sua linea snella e avendola impreziosita con i particolari BCA che sicuramente si sposano cromaticamente con la PL carbon PRO mi è piaciuta veramente tantissimo e ogni giorno mi piace ancora di più ! Voto 10 .
Posizione di guida : ho scelto una Large , forse anche influenzato da una prima prova che avevo fatto a Gennaio e dai soliti commenti in rete che dicevano fossero taglie piccole , su cui ho montato un’ attacco manubrio BCA da soli 14mm. ottenendo così un assetto “molto reattivo” ma a me confacente . Oggi se dovessi scegliere opterei per una Medium con attaco manubrio da 35 mm. dato che alla fine la differenza non è così marcata e io prediligo le biciclette piccole essendo alto Mt. 1,76 . Voto 8 .
Sospensioni : Fox Factory 36 all’ anteriore e Fox Float Factory al posteriore unito ad un ottimo carro a quattro punti d’ infulcro con giunto Horst di ottima fattura e con un buon sostegno della sospensione posteriore stessa . Dopo una fase iniziale della nostra prova abbiamo provveduto ad alzare la corsa della nostra 36 a 170 mm alzando ancora così di 1 cm. il manubrio e aprendo quindi l’ angolo di sterzo di circa 0,6 gradi per avere una migliore conduzione nella parte gravity delle nostre uscite . Voto 9 .
Salita scorrevole : impressionante è dire poco ! Sembra di salire normalmente ma se sei con amici dotati di altre motorizzazioni capisci di che cosa stiamo parlando . Provare per credere !!! Voto 10 e lode .
Salita tecnica : in questo frangente è ancora più impressionante !!! L’ ottimo carro posteriore unito a una specie di controllo di trazione le conferiscono una capacità di fare velocità sul rotto che nessun altra E-MTB attualmente può avere ! Anche nel tecnico stretto basta saper mantenere le rotazioni a livelli molto bassi e lei ti porta su dappertutto ! Insomma ancora una volta provare per credere !!! Voto 10 e lode .
Single-track : molto divertente e agile grazie ai suoi 20 chilogrammi di peso . Voto 10 .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : con le modifiche apportate alla forcella e di conseguenza all’ assetto direi ottima per il 99% dell’ utenza . Certo che con una forcella da 38 e magari la ruota da 27,5″ al posteriore potrebbe essere ancora meglio . Voto 9 .
Discesa tecnica e stretta : il peso contenuto e le ottime unità ammortizzanti permettono di fare passaggi impegnativi con poca fatica . Se poi fossi bravo (ma non lo sono) voleè e nose press sarebbero il suo pane . Voto 10 .
Frenata : i freni Magura MT7 con i dischi originali sono veramente poco performanti secondo il mio modesto parere . Noi li abbiamo subito sostituiti con i BCA EL02 completi di dischi BCA HP e penso di non aver mai avuto una E-MTB così ben frenata . Voto 6 (10 con impianti e dischi BCA) .
Rigidità : ottima anche in considerazione dell’ utilizzo Trail , Enduro a cui è destinata la Amflow PL carbon PRO . Non si percepiscono flessioni del telaio/carro grazie anche alle ottime ruote in carbonio proprietarie . Voto 9 1/2 .
Dotazione : ottima per il tipo di utilizzo e per il prezzo di vendita fatto salvo per i freni Magura . Voto 9 .
Motore e componenti elettronici : solo provandola a lungo si può capire come il sistema DJI Avinox sia veramente unico per la fluidità , il controllo , la potenza e la coppia di questo sistema . Se a questo volete aggiungere un’ elettronica super sofisticata ma facilissima da usare , una silenziosità da riferimento , un’ autonomia almeno il 15/20% superiore alle altre motorizzazioni a parità di prestazioni / velocità ascensionale e un motore completamente svincolato da attriti sopra i 25 Km/h direi che forse hanno fatto bingo ! Se inoltre si riscontra , a circa un anno dall’ inizio della commercializzazione in Europa , che non abbiamo ancora sentito di un motore o di una batteria sostituita direi che il capolavoro è completo !!! Voto 10 e lode .
Finiture : costruita e rifinita molto bene e con ottima verniciatura . Voto 10 .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : il prezzo probabilmente più basso dell’ attuale mercato che speriamo faccia da calmiere al mercato stesso vista l’ eccelenza del prodotto . Voto 10 e lode .
Note finali : sicuramente la migliore E-MTB all mountain / trail del mercato attuale e anche in discesa – per le mie scarsissime capacità – si difende molto bene . I detrattori che salgono su quella dell’ amico per un breve tratto restano solitamente spiazzati dalla leggerezza del mezzo che risulterà per loro troppo nervoso e difficile . Ma è solo un’ impressione iniziale facilmente cancellabile con un utilizzo più attento e con le modifiche apportate ove si ritengano necessarie . Insomma avrete forse capito che personalmente non cambierei oggi questa PRO nemmeno con una Unno Mith che comunque , pur risultando pressoché perfetta come ho scritto , è forse troppo al di sopra delle mie necessità / capacità .
Cosa ci è piaciuto di più :
– Peso bassissimo per una full power con prestazioni eccezionali del sistema motore / batteria .
– Fluidità e controllo della trazione .
– Imbattibile in salita .
– Autonomia eccezionale se paragonata al mercato .
– Prezzo corretto per equipaggiamento e finiture .
Cosa ci è piaciuto di meno :
– Freni Magura MT7 di serie .
– Per uso enduro andrebbe cambiata la forcella e modificato l’ assetto .
Voto finale 130,5 con 4 lodi (134,5 con dischi freno BCA) su 140 .
Scritto da Gianni Biffi il 28 Luglio 2025 .
“Ce ne sono solo quattro esemplari in tutto il mondo . Vuoi essere il primo a provare questa ? ”
Con questa domanda un amico che desidera rimanere anonimo per scaramanzia , mi ha contattato ad inizio settimana per provare la Velduro Rogue . Ovviamente la cosa mi ha fatto molto piacere e in men che non si dica la Rogue era nel nostro magazzino per poter effettuare questa first ride che è a tutti gli effetti un’ anteprima mondiale ! Regolazione degli appoggi , settaggi delle due unità ammortizzanti , inversione dei freni che erano montati da moto e quant’altro e sono pronto per questa breve prova che alla fine risulterà essere di 95 chilometri con circa 3000 Mt+/-
Ci siamo subito recati sul Lago Maggiore a percorrere sentieri che ben conosciamo e che sin dal primo approccio ci possono dare un’idea precisa sul funzionamento della E-MTB Velduro . La prima sorpresa appena salito è stata l’estrema fluidità della sospensione posteriore . Sembra di avere davvero un tappeto magico che passa sopra ad ogni cosa con una reattività oltretutto inusuale a molti altri sistemi sospensivi . Sarà merito del fulcro altro? Sarà merito del sistema sospensivo che praticamente è molto simile ad un quattro punti d’ infulcro con giunto Horst ? Noi non siamo ingegneri ma Vi posso assicurare che questa sospensione posteriore è veramente eccellente .
Eccoci quindi in sella alla nostra Rogue e sin dalle prime pedalate la sensazione è di avere una bicicletta che grazie all’ormai già noto e conosciuto motore DJI Avinox si pedala con estrema facilità e con poco sforzo in AUTO ma anche in ECO se Vi trovate in piano o su salite leggere . La rumorosità del rinvio alto devo dire che risulta comunque ben presente e abbastanza fastidiosa. A parte questo iniziale problema di trascinamento della catena sul pignone alto direi che comunque la bici si pedala in maniera più che buona anche se avevo il dubbio che ci sia un attrito maggiore e un conseguente maggior utilizzo della batteria . A tal proposito mi sono rifatto lo stesso giro che avevo fatto con la Velduro con una Amflow e sorpresa delle sorprese ho consumato esattamente la stessa percentuale di batteria !!! Non fidateVi mai delle prime sensazioni o di quanto leggete in rete da “ammiocuggino” ma se potete verificate sempre quanto Vi sembra una certezza e magari invece non lo è proprio !!!
Appena affrontiamo le prime salite la rumorosità della catena aumenta … Ma comunque la pedalata risulta abbastanza gradevole. Percorsi i primi dieci chilometri con piccoli strappetti iniziamo la nostra prima discesa su un sentiero ben conosciuto . Qui le prime impressioni di grande facilità di guida in discesa, grazie anche a una bici molto ben piantata per terra , due ottime unità ammortizzanti e ha una sospensione posteriore che come detto impressiona dall’ efficienza che trasmette a chi è sopra la sella ! Percorsi circa 45 chilometri con 1200 metri di dislivello a fine giornata . E come prima uscita vi devo dire che la Rogue mi ha veramente impressionato a livello di sospensione posteriore. Forse mi ripeto, ma veramente è difficile oggi trovare una sospensione posteriore di tale efficienza . Basta, come direbbe un giovane, pompare un pochino e la ruota posteriore decolla con una facilità difficilmente trovata in altre realizzazioni.
Vedremo, abbiamo tempo ancora per portare la Rogue sui sentieri della Valsassina a noi ancor più conosciuti e valutare ancora al meglio le sue capacità sia in salita che in discesa. Ed eccoci in Valsassina, a Casargo per la precisione, dove inizieremo la risalita verso la Baita Artino , i Laghitt per poi ridiscendere sino al rifugio Ombrega e portarci poi al rifugio Ariaal . Sarà sicuramente interessante vedere come si comporta in salita la Rogue sui tornantini molto stretti che portano ai Laghitt . Prima di arrivare nella sezione dei tornantini, iniziamo a pedalare lungo la Val Varrone, usufruendo della già conosciuta e notevolissima spinta del sistema DJI Avinox. In un batter d’occhio ci ritroviamo nella località Forni e ci alziamo fino al bivio per baita Artino . Da qui inizia il divertimento puro . Nei su e giù che portano appunto a baita Artino la bici è velocissima, stabilissima e si comporta in maniera veramente entusiasmante . Affrontiamo ora i tornantini di cui si parlava prima . E anche qui, sorprendentemente, la bici gira praticamente da sola, coadiuvata dall’ enorme facilità di spinta anche a bassissime rotazioni del motore DJI Avinox . Penso di non aver mai percorso così facilmente questo tratto a me ben conosciuto . E in men che non si dica mi ritrovo a 2000 metri d’ altitudine con estrema soddisfazione , tanto da sembrare più bravo di quello che in realtà io sono . Insomma, questa Rogue mi sta veramente dando impressioni super favorevoli . Pochissime altre volte ai primi contatti ho avuto questo entusiasmo . È vero, la rumorosità del giro catena è veramente facile da percepire e alcune volte anche fastidiosa … ma che libidine ! Breve sosta alla cappella Barconcelli e poi giù verso il rifugio Ombrega su un sentiero abbastanza facile e largo . Qui la Rogue mostra tutte le sue capacità discesistiche restando molto ben incollata al terreno e con una grande facilità di conduzione . Nonostante il suo peso in bilancia che è di Kg. 23,600.- (è leggermente alto considerando altre realizzazioni con DJI) dato che si tratta di un prototipo non definitivo, ma non è mai rilevante e/o fastidioso .
La bici è bilanciatissima e come detto si guida con grande facilità. La sospensione posteriore poi è sempre attaccata al terreno in frenata, sui piccoli drop è veramente qualcosa che ha pochi paragoni oggi nel panorama mondiale . Molto , molto sensibile , molto comoda , molto progressiva ed estremamente efficace . Insomma, è inutile che vi dica che la sospensione posteriore è secondo me la parte migliore della bici, senza per questo dover svalutare tutto il resto , perché la bici è sicuramente fantastica da guidare sia in salita sia in discesa .
Da notare che la Rogue è dotata di due flip-chips che servono rispettivamente per variare la progressività della sospensione posteriore (sull’ attacco basso dell’ ammortizzatore stesso) e per poter mettere una ruota da 29” (sul fodero alto del carro posteriore) in caso di scelta in tal senso . Avremmo dovuto avere più tempo per poter verificare le varie possibilità di setting ma purtroppo non è stato possibile e in ogni caso la Rogue è già tantissima roba così come l’ abbiamo testata !!!
Particolarità che mi hanno impressionato negativamente? Mi ripeto : la rumorosità del-del fulcro alto , il peso che però potrebbe anche essere un vantaggio e gli adesivi applicati un po’ in maniera arrangiata , ma si tratta , come detto , di un prototipo non definitivo del prodotto che andrà poi in produzione .
Spero vivamente di avere un esemplare definitivo al più presto per avere conferma di queste mie prime impressioni e trovarmi tra le mani magari la E-MTB più performante del pianeta …
Scritto da Gianni Biffi il 09 Luglio 2025 .
In questi ultimi mesi stiamo provando parecchie E-MTB con le varie motorizzazioni disponibili sul mercato e tra queste i primi modelli di E-MTB equipaggiati con il sistema DJI Avinox tra cui la nuovissima Unno Mith PRO appunto . La domanda contenuta nel titolo è una provocazione perché personalmente ritengo che la E-MTB perfetta non possa esistere viste le variabili di capacità di guida , tipologia di sentieri , diversità delle condizioni atmosferiche e quant’ altro . In ogni caso posso dire che il lavoro fatto da Cesar Rojo – ascoltando i suggerimenti arrivati dal mercato in questi anni , nessuno escluso – che ha completamente rivoluzionato la Mith con il nuovo sistema di DJI ha prodotto un risultato a dir poco stupefacente !!!
Abbiamo avuto la possibilità di percorrere circa 350 chilometri con la nuova Mith PRO in tutte le possibili condizioni e a questo punto personalmente posso tranquillamente affermare che pochi altri prodotti mi hanno dato tanta prestazione sia in salita che in discesa come questa Mith . Il sistema Avinox – di cui abbiamo già parlato dettagliatamente anche nella first ride della Amflow – è probabilmente il più grande artefice di queste mie sensazioni perché è fluidissimo , potente , silenzioso , con tanta coppia ben sfruttabile , con un’ APP veramente completissima e tutto ciò porta ad un utilizzo molto , proficuo , divertente e poco faticoso in salita con il risultato che poi una volta in cima possiamo goderci anche la parte di discesa molto più freschi e concentrati di quanto sia possibile con altri sistemi / motori .
Detto del sistema motore / batteria passiamo alle caratteristiche del telaio e dell’ equipaggiamento delle Mith stessa . Fornita con freni Formula (che abbiamo sostituito con i nostri adorati BCA) , con gomme radiali Schwalbe (che abbiamo prontamente sostituito al posteriore per evitare di rimanere incollati al terreno visto la bassissima scorrevolezza dei radiali) , con attacco manubrio da 33 mm (al posto del vecchio Deux quasi a zero montato sulla Mith precedente) , con unità ammortizzanti Fox 38 Factory e Fox X2 Factory e con tutto in ordine per un uso trail / gravity . La Mith in questa configurazione pesa all’ incirca Kg. 21,200.- e anche il peso molto contenuto per una E-MTB da superenduro con corsa 170 mm all’ anteriore e 160 mm al posteriore aiuta non poco ad affaticare meno anche in considerazione della buona efficienza del cinematismo del carro (anche se il precedente mi sembra poter dire fosse leggermente più performante e “spingeva” di più in accelerazione e rilanci) e della pur sempre valida Fox da 38 mm all’ anteriore .
In salita poi il sistema Avinox , come già detto , permette di salire in ogni dove con facilità e prestazioni veramente eccezionali e anche la trazione della ruota da 27,5″ – purtroppo – al posteriore è sicuramente la migliore mai provata a livello di mullet data la ruota fonica del sistema e alla gestione software delle informazioni rilevate dai vari sensori presenti nel sistema stesso . In discesa invece la Mith risulta molto piacevole ed efficiente e risulta più facile da gestire della precedente versione con motore Bosch . Con molta probabilità la cinematica della sospensione posteriore meno “race oriented” , l’ attacco manubrio più lungo e alcune piccole variazioni nelle quote geometriche hanno fatto un mezzo miracolo rendendo la Mith – che resta pur sempre un prodotto molto esclusivo e dedicato alla parte gravity del nostro gioco – più utilizzabile da un pubblico più ampio e magari meno smaliziato di prima .
Perché quindi non la posso considerare la E-MTB perfetta per il mio utilizzo è presto detto : in primo luogo è mullet e io non apprezzo molto il fatto che si intraversi facilmente in discesa mentre avverto pur sempre una minor trazione e un peggior approccio all’ ostacolo della ruota piccola . La cinematica posteriore mi sembra prestazionalmente inferiore alla precedente ma mi riservo di provare ancora attentamente il tutto prima di dare un giudizio definitivo e infine il sistema motore DJI Avinox ha un difetto veramente colossale : non riuscirete più a pedalare altri sistemi dopo aver provato questo 🙂
Ora a parte gli scherzi avrete capito che personalmente considero la Mith una E-MTB tra le più prestanti ed efficienti E-MTB che io abbia mai provato ma come sempre mi riservo di appronfondire ancor di più la prova nel tempo dopo queste impressioni iniziali . Stay tuned !!!