
Leggo spesso in rete di percorrenze troppo brevi e di scarsa durata delle batterie delle attuali E-Mtb. Voglio subito esprimere la mia personalissima opinione sulla questione come segue: è un falso problema … di solito mi stanco prima io della batteria 🙂
Premetto che uso le E-Mtb da ormai cinque anni e la mia esperienza di lavoro (siamo concessionari Haibike, Mondraker, Rocky Mountain, Specialized e Thok) mi ha portato ad utilizzare motori Bosch, Rocky Mountain, Shimano, Specialized by Brose e Yamaha con tutte le rispettive batterie nelle diverse configurazioni. Nonostante questo mi capita spesso quando comunico le percorrenze fatte durante un’ uscita – supportate nella grande maggioranza dei casi da foto del risultato rilevato da GPS e foto della batteria rimanente – di essere considerato poco attendibile o addirittura un bugiardo da molti Utenti che con molta probabilità hanno un’ esperienza limitata. A supporto di quanto sopra ho constatato nelle varie discussioni in rete e durante le uscite in montagna che esistono due diverse famiglie di utilizzatori delle E-Mtb: quelli che vogliono usare la E-Mtb come una motocicletta e quelli che invece vogliono usarla come una normale Mtb con un aiuto più o meno importante. A questo poi dobbiamo aggiungere che, come con tutti i mezzi a motore, la variante del peso del Biker, del tipo di gomma, della pressione delle gomme stesse, della tipologia di fondo e altri fattori come il freddo influenzano notevolmente i consumi e/o la durata di una batteria anche a parità di utilizzo della stessa. È chiaro poi che chi vuole utilizzare la E-Mtb ”a tuono” avrà un maggior consumo di batteria e quindi minori percorrenze con una sola batteria ma questo non vuole dire che non si possano ottenere percorrenze maggiori con un’ assistenza inferiore ed alcuni semplici accorgimenti.
Fatte queste doverose premesse vorrei spiegare che non tutti i motori consumano batteria nello stesso modo e quindi alcuni di essi permettono percorrenze molto più ampie se usati diciamo in condizioni di ”economy run” per usare un termine molto usato dalle Case produttrici di automobili sui loro depliant informativi. Quando si passa poi a livelli di assistenza più alti le percorrenze si livellano parecchio tra le varie unità motrici secondo la mia esperienza sul campo. Ora Vi chiederete quali sono gli accorgimenti per avere una percorrenza maggiore su una E-Mtb: usare sempre il motore nel settaggio più basso possibile in considerazione del proprio livello di allenamento, scegliere percorsi e/o linee le più scorrevoli possibile, avere una cadenza di pedalata (le famose RPM) molto tonda e compresa tra le 60 rpm e le 80 rpm. Così facendo anche i più restii a credere di certe percorrenze avranno gradite sorprese sempre che non facciano parte di quelli sempre ‘a tuono’ per cui non c’è speranza alcuna 🙂
A questo punto se Vi interessa questa è, secondo la mia esperienza, la graduatoria dei motori/batterie più parsimoniose nei consumi in condizioni di ”economy run” :
1) Yamaha con batteria da 504Wh > percorrenze sino a 3800 mt+ con anche 150 Km (NON ha possibilità di personalizzare l’ output motore ne sensori di forza – erogazione piatta – e forse proprio per questo consuma meno di altri 🙂 )
2) Rocky Mountain con batteria da 632 Wh > percorrenze sino a 4000 mt+ con anche 130 Km (output motore personalizzabile tramite app)
3) Specialized by Brose V. 1.2 – 2017 con batteria da 504Wh > percorrenze sino a 3600 mt+ con anche 120 Km (output motore personalizzabile tramite app) – La versione 1.3 – 2018 promette consumi inferiori ma non abbiamo ancora avuto il tempo di verificare la veridicità di quanto comunicato.
4) Shimano Step E-8000 con batteria da 504 Wh > percorrenze sino a 2400 mt+ con anche 100 Km (output motore personalizzabile tramite app che doveva già essere rilasciata qualche giorno fa, ma sembra non nell’ assistenza ECO e quindi – se così fosse realmente – non sarà possibile fare meglio di così in nessun caso)
5) Bosch Performance CX con batteria da 504 Wh > percorrenze sino a 2200 mt+ con anche 100 Km (output motore non personalizzabile nemmeno con Nyon a livello di consumo). Non abbiamo ancora verificato se il nuovo modo di assistenza E-Mtb rilasciato a da Bosch a Luglio 2017 ha portato a una riduzione dei consumi anche se per ovvi motivi riteniamo non possa fare meglio del livello ECO.
Chi non si è annoiato nel leggermi e ha prestato la dovuta attenzione a quanto scritto avrà ovviamente capito che tutti i dati esposti – da me verificati sul campo – sono sicuramente molto variabili da 1000 diversi fattori come già detto e quindi non voletemene se farete meglio o peggio di quanto esposto … per favore però non datemi del bugiardo quando pubblico immagini dei dati ottenuti durante un’ uscita perché Vi assicuro che la E-Mtb a spinta in salita non la uso mai per fare più percorrenza come qualche d’ uno si è permesso dì insinuare pur di sostenere la sua tesi 🙂
A Luglio 2016, durante la presentazione Habike dei modelli 2017, mi era stato promesso in prova il nuovo motore Yamaha PW-X che rappresentava allora la più grossa novità Haibike per la stagione in corso. Il cambiamento dei vertici dirigenziali di Haibike durante i primi mesi del 2017 ha poi ritardato non poco la consegna della E-Mtb oggetto della nostra prova e siamo entrati in possesso della NDuro 7.0 solo nell’ estate 2017 . La SDuro NDuro 7.0 è una Enduro con corsa 180 mm su ambedue le sospensioni per un uso Enduro o All Mountain con vocazione gravity equipaggiata appunto dall’ ultima versione del motore Yamaha . Ad oggi abbiamo avuto l’ opportunità di guidarla nelle più svariate condizioni per più di 300 Km su tutti i tipi di terreno ed eccoVi le nostre impressioni come segue .
Estetica : come tutte le Haibike equipaggiate con motore Yamaha il motore abbastanza piccolo (il PW-X è ancora più piccolo del normale PW) si integra perfettamente nel telaio e l’ unica cosa che si nota è la batteria esterna anche se piacevolmente integrata nell’ insieme. Bella la colorazione grigia con fregi verdi secondo il nostro gusto estetico .
Posizione di guida : nulla di nuovo e tutto posizionato come nella tradizione Haibike ad eccezione del display integrato nell’ attacco manubrio che proprio bello o funzionale non sembra essere (nelle versioni 2018 sarà infatti eliminato) e che obbliga ad avere un attacco manubrio perlomeno strano. La posizione di guida non ne risente ma l’ effetto estetico non è certo dei migliori . Per il resto segnalo il comando del reggisella telescopico a destra che mi ha obbligato ad un brevissimo perido di adattamento essendo io abituato ad averlo sul lato sinistro del manubrio ma qui non è possibile per la presenza del telecomando motore e del comando del deragliatore anteriore .
Sospensioni : la nostra Haibike è equipaggiata con una forcella Rock Shox Yari da 180 mm e da un ammortizzatore metrico Rock Shox Super Deluxe anch’ esso con corsa alla ruota di 180 mm. La forcella mi è parsa particolarmente “legnosa” e quindi di difficile settaggio; siamo intevenuti più volte sulle pressioni e sulle regolazione dell’ idraulica per ottenere un funzionamento più scorrevole e fluido ma non siamo mai riusciti ad ottenere un settaggio ottimale tanto da dover pensare, avendo provato altre forcelle Yari su altre realizzazioni anche di Haibike, ad una unità ammortizzante con dei dei problemi di assemblaggio o altro. L’ ammortizzatore Super Deluxe invece è una buona unità anche se avremmo preferito un settaggio in estensione più libero … ma tutti gli ammortizzatori di questo tipo da noi provati sappiamo avere un ritorno molto controllato che gli conferisce un’ ottima controllo del bobbing anche nella posizione tutto aperto.
Motore : il nuovo motore Yamaha PW-X ha beneficiato di un aggiornamento verso l’ alto della cadenza supportata che è arrivata ora a 120 rpm contro i 90 rpm del PW. Questo ha tolto quasi totalmente quella sensazione di “muro” che ha il PW quando si raggiunge la cadenza massima supportata e anche grazie all’ ottima spaziatura dell’ assistenza motore nei primi 3 livelli non abbliga ad un uso intenso del cambio come avveniva in passato a favore di una guida più semplice e meno impegnativa. Le modalità di assistenza a disposizione di dita con il telecomando sono ben 5 : ECO+ , ECO, STD, HIGH e EXPM. Le prime tre sono ben spaziate e permettono di usare la E-Mtb nello 80% delle condizioni di utilizzo con percorrenze che in ECO+ sono in assoluto tra le più alte del panorama attuale: si possono raggiungere con facilità – su percorsi scorrevoli con cadenza costante tra le 60 e le 70 rpm – oltre 3500 mt+ con ben più di 100 Km !!! Le ultime due modalità HIGH e EXPM sono invece talmente potenti tanto da risultare molto simili e quasi inutili in moltissimi casi come già detto per un Biker con un allenamento medio.
Salita scorrevole : la SDuro si comporta molto bene ben assistita dal potente motore Yamaha PW-X e dalle sospensioni sin troppo rigide e poco inclini al bobbing sul posteriore. Usando il motore in modalità STD si sale praticamente ovunque e i livelli d’ assitenza HIGH ma soprattutto EXPM – una specie di Super Turbo – sembrano persino superflui .
Salita tecnica : la sospensione posteriore molto rigida e controllata va fatta lavorare anticipando un pochino l’ ostacolo ma il carro abbastanza lungo e la potenza del motore permettono lo scavalcamento di ostacoli anche importanti con ottima sicurezza. L’ avantreno risulta molto preciso e leggero e permette di superare gli ostacoli con facilità senza obbligare a spostamenti del peso evidenti. Insomma la guida risulta abbastanza semplice ed intuitiva in confronto ad altre E-Mtb più maneggevoli ma proprio per questo più nervose sullo sconnesso. Con sospensioni meglio tarate siamo certi che questa NDuro sarebbe veramente inarrestabile su salite tecniche!
Single-track : sul veloce la bicicletta è molto divertente e precisa e permette velocità di percorrenza molto alte e cambi di direzione precisi. Con l’ abbassarsi delle velocità non è tra le E-Mtb più maneggevoli del panorama attuale e obbliga quindi ad una guida un pochino più faticosa.
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : pensiamo sia il terreno dove meglio si esprime anche se le sospensioni dell’ esemplare a noi consegnato non sono risultate fluide come avremmo voluto.
Discesa tecnica e stretta : l’ interasse ed il carro non fra i più contenuti non la fanno certo brillare in queste condizioni per maneggevolezza e/o facilità di guida.
Frenata : equipaggiata con i nuovi Sram Guide RE la frenata risulta sempre all’ altezza della situazione con potenza e progressività della leva da riferimento. Mai rumorosità eccessiva e ottima mdulabilità della frenata danno la sensazione di avere sempre una riserva di potenza frenante sconosciuta ai vecchi Guide R.
Rigidità : il carro a 4 punti d’ infulcro con giunto Horst è comunque molto rigido e non si avvertono flessioni nella guida e anche le sospensioni molto controllate la fanno sembrare una bicicletta con corsa inferiore ai suoi 180 mm. Nell’ insieme direi che risulta come rigidità percepita un prodotto di riferimento nella sua categoria.
Dotazione : la NDuro 7.0 ha una dotazione di tutto rispetto ed inoltre è equipaggiata con una corona anteriore doppia 44/32 e relativo deragliatore. Questa scelta secondo me su una bicicletta molto votata all’ uso gravity è oggi anacronistica ma ben sappiamo quanti Utenti desiderino avere ancora la doppia anche su una E-Bike. Altre versioni della gamma NDuro sono comunque disponibili in versione mono corona anteriore. Cambio Shimano XT, reggisella telescopico XLC, freni Code RE specifici per E-Mtb, ruote in alluminio proprietarie di buon fattura e gomme Schwalbe Magic Mary & Hans Dampf completano la dotazione di ottimo livello.
Finiture : la piacevole vernicitura risulta molto resistente e duratura e la linea è quella a cui Haibike ci ha abituato con le sue tubazioni idroformate. Molto ben fatto ed efficente lo skinplate sotto il motore a protezione dello stesso e forse l’ unica nota negativa è da segnalare nell’ attacco manubrio con display integrato il cui vetro si sporca molto facilmente in presenza di pioggia obbligando allo smontaggio dello stesso per la pulizia interna del vetro stesso.
Valutazione rapporto qualità/prezzo : considerando la bicicletta una bicicletta specifica per enduro con corsa 180 mm il prezzo è tra i più contenuti dell’ attuale panorama E-Mtb e la versione 2018 costerà quasi il 15% in meno arrivando ad offrire un rapporto qualità/prezzo molto favorevole per chi ricerca una MTB full suspended a corsa lunga !
Note finali : il motore Yamaha PW-X si colloca sicuramente tra i più potenti e affidabili del mercato oltre ad offrire nell’ uso con assitenza ECO+ delle percorrenze veramente uniche ed inarrivabili da altre unità motrici ! Le geometrie riviste, coaudivate da un’ otiimo carro posteriore, conferiscono un ottimo comportamento sia in pedalata che nell’ uso discesistico. La forcella come detto non mi ha soddisfatto per nulla ma con molta probabilità si tratta di un’ unità mal riuscita nel senso che altre Yari, pur non raggiungendo i livelli di altre unità anche della gamma Rock Shox, non mi avevano dato questa impressione di poca scorrevolezza e/o capacita di assorbimento limitate. Sul veloce e su singletrack preparati la bicicletta eccelle per precisione e direzionalità mentre per contro non è agilissima nello stretto e nel tecnico guidato ma si sa che questo è un pò il prezzo da pagare per mezzi con escursioni così ampie e più votate all’ uso gravity. Quindi concluderei affermando che poche altre biciclette di questa specifica categoria offrono tali prestazioni con un prezzo altrettanto contenuto. Il motore è sicuramente da collocare tra i più validi dell’ attuale panorama e, anche se privo di raffinati settaggi del motore e dei livelli d’ assitenza, offre comunque potenza, affidabilità e potenziali percorrenze da riferimento.
Per tutte le caratteristiche e geometrie clikkate qui
Levico Terme, località Panarotta : un posto meraviglioso !
Il Pro-M E-Team si presenta al completa già da Venerdì; i percorsi sono fettucciati ma praticamente ancora “da fare” . Il Venerdì servirà quindi solo a rodare le biciclette . Subito abbiamo problemi . Emanuele ha il cambio EX-1 con un bilanciere sfilettato, Il Bona ha un motore “fiacco” e Luca invece ha un rumore sinistro proveniente dalla ruota posteriore … meno male che è solo Venerdì !
Scendiamo dalla zona degli impianti verso gli Hotel e finalmente scopriamo che sono arrivati gli uomini di Specialized Italia : Giorgio, Ledo e Marco (in stretto rodine alfabetico) a cui mi rivolgo per avere assistenza meccanica: certo mi viene risposto, dopo cena ci guardiamo . WOW che fortuna forse abbiamo risolto ! Una bella doccia, una magnifica cena e dopo cena troviamo i 3 “Specy men” a nostra disposizione. Scendiamo in garage e senza nemmeno dover chiedere Giorgio e Marco sono già sul cambio di Emanuele ! In men che non si dica troviamo una soluzione di fortuna e andiamo tutti a nanna .
Sabato mattina tutto è pronto per le prove vere : i nostri 4 atleti partono per una prima ricognizione ma dopo PS1 e PS2 il Bona non è convinto che il motore spinga come il vecchio e decide per la sostituzione completa, il cambio di Ema lo ha riportato al CO ma ormai non tiene più, Luca invece ha rotto la ruota libera e sta tornando a piedi, la Gio è l’ unica senza problemi : siamo in emergenza !!!
Il Bona assistito dal meccanico Atala provvede da solo a sostituire il motore con il vecchio, la ruota di Luca è irrecuperabile e quindi mi rivolgo ancora una volta agli amici di Specy : immediatamente mi offrono una Levo test per la gara di Domenica . WOW, il problema è risolto, rimane il cambio rotto di Ema ma Marco mi suggerisce che se vogliamo possiamo smontarlo dalla bicicletta ormai inutilizzabile di Luca . Accetto e Marco, insieme a Giorgio, sono già con le due biciclette sul cavalletto: meno di 15 minuti e Ema può di nuovo usare la sua Levo con il cambio funzionante !!!
Domenica sapete tutti come è andata : 3 primi posti, un secondo posto e un 4 posto di categoria !
Che dire : grazie 1000 ancora ai 3 “Specy men” e a Specialized Italia !!!
Siete stati meravigliosi !!!
Per finire vorrei ricordare anche il caffè di Ledo – che tra un test e l’ altro – ha sempre provveduto a tenerci belli svegli 🙂
Alla prossima ragazzi, grazie,
Ad Aprile avevamo avuto l’ occasione di provare brevemente una Thok Mig con l’ amico Stefano Migliorini e a quel punto avevamo richiesto di averne una tutta per noi in colorazione e allestimento personalizzato. Ecco come è nata la Pro-M Limited Edition che tanto ha fatto parlare di se in questo mese di Giugno e che abbiamo avuto modo di testare in moltiplici uscite nelle più varie condizioni percorrendo più di 300 Km in totale : insomma un bel test che ci ha definitavamente chiarito le idee sul prodotto .
Estetica : la normale Thok Mig è normalmente di un bel grigio opaco con il copri batteria in colore rosso. Noi volevamo un colore più vivace e abbiamo quindi optato per l’ arancio in versione con trasparente opaco e scritte rosse : BELLISSIMA secondo il mio gusto personale. Ricordiamo che le Mig possono comunque avere anche il copri batteria in colore nero .
Posizione di guida : la nostra Limited monta un manubrio Renthal in carbonio da 35 mm e attacco Renthal : una volta regolate le angolazioni del manubrio stesso ci siamo trovati subito molto bene e la bicicletta in generale sembra sia stata disegnata per noi ! La taglia Medium è perfetta per me che sono alto mt. 1,76 e non ho mai trovato particolari difficoltà nell’ uso della Mig in tutte le situazioni affrontate ad eccezione di un leggero sfregamento della scarpa sul fodero SX del carro in passaggi molto tecnici ma penso il problema sia imputabile al modello di scarpa (abbastanza larga) usata .
Salita scorrevole : come già avuto modo di dire il primo approccio con il nuovo motore Shimano da l’ impressione di un motore fiacco e che spinga poco. Salendo su asfalto in modalità Eco si ha inizialmente la sensazione che il motore non sia presente . Poi una volta fattaci l’ abitudine e salendo a fianco di e-mtb di Marchi diversi ho potuto constatre che avere un motore molto fluido e naturale nella pedalata – come è questo Shimano Step E-8000 – permette velocità di ascesa spesso superiori a molti altri motori / prodotti . La modalità Eco poi è praticamente infinita e permette un buon risparmio di consumo in acsese molto lunghe .
Salita tecnica : la geometria della Mig unita a un carro performante (4 punti d’ infulcro con giunto Horst) e a una forcella incredibilmente leggera ed efficiente, come è la MRP Ribbon, permettono alla Mig di salire anche sui percorsi più tecnici scavalcando radici, gradini e tratti rotti con grande facilità grazie anche all’ aiuto del motore sempre fluido e con una spinta addirittura eccezionale nella modalità Boost !
Motore : ho ormai esaurito ogni tipo di lode per questà unità ! In quest’ ultima versione del firmware ho avuto la sensazione che la modalità Boost sia stata ulteriormente migliorata tanto che in più di un’ occasione mi è sembrata addirittura eccessiva la spinta disponibile . Nelle assitenze Eco e Trail il motore è sempre fluido e progressivo e mi ha portato in ogni dove; il Boost come detto è persino eccessivamente potente tanto da doverlo usare sempre e solo con rapporti più lunghi per superare gli ostacoli in velocità e mai in punta di piedi pena la possibilità di mettersi la bicicletta per cappello alla prima pedalata troppo decisa sul ripido a basse velocità 🙂 I consumi della batteria da 504 Wh sono abbastanza allineati anche se devo dire che in confronto a Bosch e Specialized con cui ho pedalato fianco a fianco si riesce ad avere una maggiore percorrenza chilometrica a parita di spinta . Il display di Shimano è sicuramente il miglior display oggi disponibile al mondo ! In Agosto sembra verrà anche rilasciata una nuova versione del software di gestione dell’ E-8000 con personalizzazione dei settaggi motore che permetterà a Shimano di diventare leader assoluta del mercato secondo la mia opinione .
Single-track : pochissime altre e-mtb sono così facili, agili ed intuitive come la nostra Limited Edition . Gira in un fazzoletto, sempre rigida e precisa, coaudiuvata da sospensioni super efficienti e le ruote 27,5″ PLUS passa su tutto e dona una sensazione di sicurezza e controllo perfetti. Il motore molto fluido è poi la ciliegina sulla torta .
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : rigida con sospensioni al top e un carro molto progressivo permette linee precise e velocità di percorrenza molto alte : gran mezzo !
Discesa tecnica e stretta : come sopra, sempre precisa e facile, copia ogni cosa e la forcella molto precisa insieme alle ruote Alchemist X7-40 molto rigide permettono una guida eccezionalmente precisa e efficiente .
Frenata : i freni scelti per la Limited sono i Formula Cure in versione per E-bike – uniti alle pastiglie Billet com mescola specifica per E-Bike – che conferiscono alla bicicletta una frenata incredibile e potentissima . Forse chi ama un freno molto modulabile si troverà inizialmente in difficoltà ma un breve periodo di rodaggio gli permetterà comunque spazi d’ arresto altrimenti sconosciuti e una qualità della frenata anche in condizioni di frenate prolungate che nessun altro fremo mi aveva mai concesso !!!
Rigidità : pur avendo un carro a 4 punti d’ infulcro l’ assieme è comunque molto più rigido di altre realizzazioni e permette sempre una guida facile ma precisissima; anche le ruote in carbonio contribuiscono probabilmente ad aumentare questa mia sensazione di rigidità e precisione .
Dotazione : è una Limited Edition ed è stata assemblata come piaceva a me senza badare troppo al costo finale . Direi che non cambierei nulla di quello che ho scelto 🙂
Finiture : la bicicletta nella sua colorazione arancio opaco con decals rosse è piaciuta moltissimo ai più ma soprattutto è piaciuta tantissimo a me ! La verniciatura è abbastanza ben fatta e robusta anche se ho dovuto constatare un leggerissimo distacco del trasparente in una posizione dove avevo lasciato appoggiato il tubo ad una pianta .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : come sopra, trattandosi di una Limited Edition non è significativo il prezzo finale .
Note finali : che dire : la Thok ha soddisfatto appieno le mie aspettative ed esigenze permettendomi di divertirmi come con pochissime altre E-Mtb che ho avuto la possibilità di provare. Motore, forcella, cinematismo della sospensione posteriore, ruote, cambio elettronico Shimano Di2, freni e quant’ altro hanno sempre fornito prestazioni eccezionali. Fatte le dovute lodi alla Thok devo segnalare una piccola problematica di regolazione del cambio che sinceramente penso sia attualmente legata ad un problema di compatibilità del mozzo ruota posteriore con il range di regolazione del Di2 Shimano ma ho dovuto constatare mio malgrado una poca fruibilità del programma E-Tube di Shimano che in questo caso non permette una regolazione fine di accoppiamento cambio / ruota / carro posteriore come su altri prodotti Di2 … un bug del programma o altro ? Secondo il mio modestissimo parere gli ingeneri Giapponesi hanno dimenticato di permettere questo tipo di regolazione che invece esiste in altri gruppi Di2 in assenza dell’ accoppiamento al motore E-8000 . Un ‘ altra piccola pecca del sistema è che senza la batteria accesa il cambio è praticamente bloccato su un solo rapporto e non funziona : perchè non mettere una piccola batteria tampone per alimentare il solo cambio senza obbligare all’ accensione dell’ intero sistema ? Un’ altra piccola nota da segnalare è la rumorosità non indifferente del motore soprattutto se comparata al motore Specialized by Brose e infine dei comandi cambio / assistenza motore non proprio ergonomici o meglio a cui bisogna abituarsi poichè diversi da tutti gli altri presenti sul mercato . Termino elogiando la funzione Walk del motore che aiuta tantissimo a far salire la bicicletta anche in punti molti ripidi … siamo sicuri però che questa funzione rispetti la normativa di legge che non permette di muovere la bicicletta con una persona seduta sopra senza l’ ausilio della pedalata ?
Stefano Migliorini (in arte il Miglio) mi manda un SMS : “noi la montiamo domani mattina, quando vieni ?” Detto fatto,il giorno seguente mi organizzo e alle 13:30 parto da Milano in direzione Alba . Poco meno di un’ ora e mezza di furgone e raggiungo l’ indirizzo inviatomi da Stefano: la Thok E-Bikes.
La giovanissima azienda si trova all’ interno del gruppo di aziende denominato TCN group e occupa un’ interi piano con uffici, show room, officina e magazzino nello stabile del gruppo. Il gruppo TCN detine tra le altre un’ officina per lavorazioni meccaniche di precisione che produce particolari di altissima qualità per molte aziende di rinomanza mondiale. Stefano è partito circa 12 mesi fa da questa realtà e in brevissimo tempo e riuscito a progettare, prototipare, provare e infine mettere in produzione la Mig: la prima E-Bike della casa Piemontese .
Durante la nostra visita abbiamo potuto visitare la fabbrica rendendoci subito conto dell’ enorme potenziale che Thok può avere nel mondo delle E-Mtb grazie all’ esperienza in questo settore di Stefano e alla magnifica struttura del gruppo TCN. In un angolo all’ interno dello show roon abbiamo anche trovato il primo prototipo (vedi foto) che è servito a Stefano per provare geometrie, il posizionamento migliore della batteria (che poi è stato spostato in basso per garantire un miglior baricentro) e quant’ altro quando non era nemmeno stato definito ancora il motore da montare e che oggi fa già parte della storia di questa piccola realtà . Molto più che le parole per quanto riguarda la Thok direi che parlano le foto che abbiamo potuto scattare durante la nostra visita e che potete trovare nella photogallery sulla nostra pagina Facebook . Insomma un’ azienda giovanissima che grazie anche alle sinergie di gruppo ha un futuro molto roseo davanti a se e di cui sono certo sentiremo paralre nel prossimo futuro .
Visitata la fabbrica, chiaccherato a lungo con Stefano e i suoi collaboratori, ritirata la nostra “magnifica” Mig Pro-M Ltd di colore arancio appena terminata siamo tornati a Milano certi che l’ avventura Thok appena iniziata sarà un successo: grazie Stefano, grazie Thok !
L’ officina TCN
Il primo prototipo a pedali (il motore non era ancora stato definito) con cui il Miglio ha iniziato a sistemare geometrie e quant’ altro : la storia Thok è solo all’ inizio 🙂
Eccomi di nuovo a riflettere e a raccontare di un magnifico weekend passato con i miei amici e atleti dell’ E-Team sui sentieri di Massa Marittima . Un percorso creato ad arte per le E-Mtb che ha fatto divertire ogni partecipante come in pochi altri casi, con PS che prevedevano tanta fatica e salite con tecnicità al punto giusto : bravi i Builder di Trail Brothers !
L’ E-Team ha ottenuto i seguenti risultati :
1° Team classificato
1° classificato categoria Men Over 46 con Gianluca Bonanomi (4° nella classifica assoluta)
2° classificata categoria Women con Giovanna Bonazzi
2° classificato categoria Junior Men con Emanuele Biscaldi
7° posto finale nella classifica assoluta con Luca Fusani che, pur partendo con un numero alto (il 64) che lo ha costretto a sorpassi multipli in ogni PS, ha ottenuto un risultato eclatante: grandissimo Luca !!!
Quindi come potete ben immaginare sono estremamente felice e contento dei ragazzi 🙂 Grazie 1000: siete fantastici !!!
Veniamo ora alle note dolenti : come al solito ho ancora moltissime cose da imparare !!! Non sono contento del mio lavoro di Team Manager e Vi spiego in due parole il perchè. Potevo portare il Bona ad un podio nella classifica assoluta e invece, per troppa educazione e – permettetemi di dirlo – troppa signorilità, non ho presentato un sacrosanto reclamo agli Ufficiali di gara . Questa scelta se come uomo e persona mi rende orgoglioso, come professionista, nelle sue funzioni appunto di responsabile del Team, invece mi sottolinea un grosso errore perchè ho mancato di rispetto ai miei ragazzi ed alle Aziende che in qualche modo rappresento !!! Chiedo scusa ancora una volta e assicuro a tutti che la prossima volta – augurandomi che non ce ne sia mai la necessità – farò quanto dovuto sino alla fine perchè se le regole ci sono vanno rispettate e fatte rispettare da tutti : nessuno escluso !!! Potrei dilungarmi in altre considerazioni e dire che forse spetta prima ad altri questo compito ma questa è un’ altra storia …
Grazie 1000 ancora tutti : ai miei ragazzi, ai Trail Brothers, all’ organizzazione del circuito, agli uomini del cronometraggio, agli Ufficiali di gara e al mio amico Oscar … siete stati tutti magnifici 🙂
Circa 15 anni fa mi avevano invitato ad una gita al M.te Guglielmo, ovviamente in Mtb, ed avevo accettato con gioia poichè ero ancora giovane e curioso di vedere nuove mete e nuove montagne. Ricordo ancora oggi che una volta entrato – completamente stravolto – al rifugio Almici mi sono letteralmente sdraiato su un tavolo per riprendere fiato e in quel momento giurai a me stesso che non sarei mai più risalito a quel rifugio tanta era stata la fatica fatta in quell’ occasione.
Gli amici che erano con me ricordano con allegria la mia faccia stravoltissima all’ arrivo e quindi hanno provato a invitarmi di nuovo per una salita al Guglielmo . Detto fatto: oggi posso permettermi di salire anche tre volte al Guglielmo ho risposto tanto ho la E-Mtb !
Organizzata la gita per oggi, Domenica 28 Maggio 2017, ci siamo ritrovati a Zone (BS) al parcheggio delle piramidi di terra e con buon passo siamo risaliti ancora una volta al M.te Guglielmo per pranzare al rifugio Almici. E’ stata una bellissima giornata coronata da un buon pranzo ma sopra ogni cosa da amici con cui non pedalavo da tempo !!!
Grazie a Paola, Angelo e Babi per avermi riportato indietro nel tempo : Vi voglio bene !
E grazie alla mia “badante” Tedesca di nome Bosch che mi ha permesso tutto ciò 🙂
Ore 07:02 squilla il cellulare : se vuoi mi hanno detto che si può provare ! Parto in fretta e furia, farò in totale 426 Km di furgone per provarla su sentieri a me conosciuti e avere quindi un responso veritiero, anche se in bici percorrerò in totale meno di 40 Km, e alla fine eccoVi la mia prova in anteprima della Rocky Mountain E-Altitude 70 🙂
Estetica : Le prime fotografie che avevo visto mi avevano lasciato perplesso ma una volta avuto la E-Mtb davanti agli occhi i dubbi sono scomparsi. Nella versione Nera e Grigia che ho provato la bicicletta è gradevole, anzi alla fine è da considerare tra le più belle e riuscite del mercato .
Posizione di guida : La Medium che ho provato è risultata praticamente perfetta per me che sono alto 1,76 mt. Sinceramente con poche altre E-Mtb mi sono trovato subito a mio agio come in questo caso !
Salita scorrevole : Il motore proprietario spinge in maniera molto naturale anche se si percepisce una certa ruvidità e rumorosità dovuta principalmente al tenditore e al guidacatena. Infatti il motore è praticamente applicato ad un telaio Mtb tradizionale e il moto arriva tramite una puleggia che ingaggia la catena al di sopra della corona anteriore. Comunque sia è molto naturale nella pedalata con 3 livelli d’ assistenza (in futuro diventeranno anche personalizzabili tramite app) ben distinti tra loro: 1 Livello poco invasivo per salite lunghe su asfalto e sterrate, 2 Livello più sostenuto ma non troppo per uso sui trail ed infine 3 Livello con assistenza per salire ovunque. Ottima la trazione e la naturalità del motore stesso che permette in ogni occasione una pedalabilità praticamente da muscolare !
Salita tecnica : La perfetta geometria (carro da 423 mm) unita ad un motore mai troppo invasivo permettono di salire in ogni dove con una naturalezza sconosciuta alla maggior parte delle altre E-Mtb !
Motore : Come detto non sembra nemmeno di averlo se non fosse per la ruvidità e la rumorosità imputabile però al particolare giro catena (guida e tendicatena).
Single-track : Facile, facile, facile : sembra di avere una Mtb tradizionale. L’ avantreno piantato per terra e le geometrie da Mtb tradizionale fanno di questa E-Mtb un vero e proprio riferimento.
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Le ottime sospensioni (anche se della serie Fox Evolution) accoppiate alla geometria da riferimento ed a una sospensione posteriore che ben asseconda l’ ottimo baricentro la fanno sembrare una macchina quasi perfetta !
Discesa tecnica e stretta : Gira in pochissimo spazio ed è anche molto ben attaccata al terreno grazie alla sospensione posteriore molto confortevole ed efficiente .
Frenata : I freni Sram Guide sono come sempre ottimi e potenti .
Rigidità : Non è rigidissima nell’ insieme ma questo probabilmente è uno dei motivi per cui è così facile ed intuitiva. Non sempre la rigidità paga e in questo caso i tecnici Canadesi hanno trovato il migliore compromesso possibile.
Dotazione : Una 27,5″ con triangolo anteriore in carbonio e gomme tradizionali (Maxxis DSF e DHR II da 2,5″) con tutto quello che serve realmente senza eccedere troppo. Non manca nulla e sono da segnalare il sistema di regolazione delle geometrie riveduto e corretto che si chiama Ride 9, il reggisella telescopico Fox Transfer che non sbaglia mai un colpo e le ottime unità ammortizzanti oltre ovviamente alla batteria (purtroppo non estraibile) da ben 632 Wh !!! Il comando remoto al manubrio che permette di controllare l’ assitenza motore ha led bianchi che sono poco visibili al sole e comandi non proprio ergonomici come altri ma diciamo che stiamo proprio cercando il pelo nell’ uovo 🙂
Estetica e finiture : Bella ! Il triangolo anteriore è veramente ben fatto con la batteria completamente nascosta nel tubo obliquo : non sembra nemmeno ci sia ! Per contro i carter di copertura motore non sono piccoli ma comunque ben integrati nel tutto almeno in questa versione Nera e Grigia; quella Gialla sinceramente ha bisogno di un wrapping – IMHO – dei carter motore .
Valutazione rapporto qualità/prezzo : Non costa pochissimo ma per avere una E-Mtb in carbonio con queste prestazioni è comunque abbastanza allineato alla concorrenza di pari livello.
Note finali : Direi di aver già detto quasi tutto : posso solo aggiungere che il livello prestazionale e di divertimento che raggiunge questa E-Altitude è veramente da riferimento e solo pochissime altre E-Mtb sul mercato sono così facili e divertenti !!! Insomma sino ad oggi avevo delle certezze ben precise che da oggi hanno cominciato a vacillare … appena ne avremo una tutta nostra tra le mani potremo valutare al meglio i tanti pregi e gli eventuali difetti 🙂 I valori e le quote geometriche non le abbiamo ancora ricevute e non ho sinceramente avuto il tempo di rilevarle e quindi Vi rimando alle varie presentazioni che si susseguiranno questa mattina . Comunque vada la E-Altitude è sicuramente facile da condurre, ha prestazioni al di sopra della media attuale, un motore molto naturale e poco invasivo come piace a me, è bella e risulta molto leggera nella guida : cosa volere di più ? Forse averne di più disponibili per la Clientela visto che si vocifera saranno veramente pochissimi gli esemplari importati …
Da ormai parecchio tempo (in pratica da quando uso le E-Mtb) sono sempre alla ricerca di avere meno cose possibili da portare con me nelle uscite E-Mtb. Infatti spesso e volentieri l’ uscita E-Mtb è molto più veloce e rapida di una normale uscita Mtb e quindi anche il materiale da usare eventualmente è psicologicamente meno utile .
In questa ricerca dell’ oggetto – zaino o altro – più comodo e utile dove contenere la camera d’ aria, la pompa, il multitool e il portafoglio mi è capitata l’ occasione di provare l’ ennesimo marsupio e per di più completo di sacca idrica (i maggiori concorrenti non hanno la sacca compresa nel prezzo). Di cosa parlo : dell’ Hipster di Source !
Posso sicuramente affermare dopo la prova che è l’ oggetto che meno ho percepito avere con me in tutti questi anni di Mtb ! E’ abbastanza leggero, non si percepisce la sua presenza perchè grazie alla bretella fornita in dotazione non si muove minimamente, è della giusta dimensione e contiene – nell’ apposita sacca idrica – 1,5 litri di liquidi . Oltre a questo la sacca è costruita in un materiale che è quanto di più simile al vetro e quindi ha caratteristiche veramente uniche di praticità e pulizia !
Posso solo consigliarlo vivamente a tutti coloro sono in cerca di un prodotto piccolo e funzionale per brevi uscite . Per onestà intellettuale devo confermare che vendiamo anche marsupi di altre Marche …
Oggi abbiamo avuto modo di provare per la prima volta il PTN (Pepi tyres noodles) che altro non è che un salsicciotto di colore rosso da posizionare tra il cerchio e la gomma con funzione di anti stallonamento e protezione del cerchio da eventuali urti .
Il PTN va montato con valvola tubeless (fornita in dotazione nel kit) opportunamente modificata per permettere di gonfiare poi la gomma ed inserire il lattice nel quantitativo che riterrete più opportuno .
Siamo partiti con la gomma anteriore (Vittoria Martello 29″ 4c – prototipo) gonfiata a 1,5 bar e la posteriore (Vittoria Goma 29″ 4c) a 1,8 bar . Il primo tratto su asfalto ci ha fatto apprezzare la scorrevolezza delle gomme e non abbiamo avvertito nessuna reale differenza con una gomma dotata di camera d’ aria. Quando siamo arrivati su strade bianche e sentieri abbiamo invece subito avuto l’ impressione di un grip ottimale e di una conduzione parecchio precisa senza per questo avvertire perdite di aderenza sulle pietre e sulle radici rese viscide dalla tempesta notturna (parecchia grandine era ancora accumulata ai lati dei sentieri) .
Arrivati all’ alpe Terrabiotta, il punto più alto della dorsale del Triangolo Lariano, abbiamo sgonfiato la gomma anteriore a 1,3 bar e la posetriore a 1,5 bar . Immediata la maggior sensazione di maggior assorbimento degli urti e di migliore conduzione (non che prima scivolassero queste gomme Vittoria) : insomma direi che sembra di avere una ruota 27,5″ Plus ma con la conduzione di una gomma stretta di quelle che funzionano in DH !
Anche nella fanghiglia e sulle roccie piantate dei sentieri che conducono a Bellaggio abbiamo sempre guidato con tanta sicurezza e precisione tanto da pensare che forse questa sia la soluzione attualmente più prestazionale che abbiamo mai provato …
Per fortuna – o purtroppo – non abbiamo bucato o altro e quindi non siamo in grado di dirVi come si sarebbe comportato il PTN in quell’ eventualità . Le prossime uscite ci diranno di più : per adesso direi che il prodotto vale perlomeno tutti i soldi che costa 🙂
Oggi mi sono scontrato telefonicamente con un Cliente che ritengo essere lo stereotipo del famoso detto “voglio, pago, pretendo” ! Ma veniamo con ordine al racconto di questa incredibile vicenda come segue :
Buongiorno, sono “Pinco Pallino” ho comprato da Voi una Mtb X.Y.Z. e avendo un problema di regolazione del cambio sono andato da un professionista (concessionario X.Y.Z.) il quale mi ha detto che la cassetta montata non è quella orginale per quel modello . A questa affermazione mi sono permesso di chiedere il nome del professionista ricevendo come risposta “lasciamo stare” . A quel punto ho controbattuto che avrei lasciato stare anch’ io e che non intendevo rispondere senza prima aver avuto il nome del collega . Lei mi deve dare i soldi o cambiare la cassetta che non è quella che doveva essere montata sulla bicicletta che vale svariate migliaia di Euro, questa è una cosa tra me e lei, se non mi da soddisfazione mi rivolgerò all’ Associazione consumatori ! A questo punto – chi mi conosce sa che ho un carattere almeno “spigoloso” – ho invitato il Sig. Pinco Pallino a fare ciò che riteneva più giusto ma l’ ho anche informato che senza il nome del collega non avevo intenzione di proseguire nella conversazione … a quel punto il nome è improvvisamente saltato fuori !
Conclusa quindi la chiamata con il Cliente, confermandogli che gli avrei dato una risposta quando avessi accertato l’ accaduto, ho proveduto a chiamare l’ amico collega che mi ha confermato non fosse vero quanto asserito dal Cliente !!!
Richiamato il Cliente ho confermato allo stesso che – come ritenevo sin dall’ inizio – il montaggio della Mtb era del tutto corretto e rispondente alle specifiche di montaggio e a quel punto mi sono permesso di consigliare al Cliente un altro negoziante perchè se non ha fiducia in noi è inutile che continui a venire da noi ! Non contento il Sig. Pinco Pallino mi ha minacciato ancora una volta dicendomi che mi avrebe fatto pubblicità in giro … ho risposto che di persone “tutte chiacchere e distintivo” come Lui ne conosco tante e che poteva dire, scrivere e fare ciò che riteneva giusto 🙂
Morale della favola: non è che perchè entro in un negozio e pago un prodotto che voglio acquistare divento di colpo onnipotente e posso chiedere qualsiasi cosa con toni da “mafioso” o peggio da padrone del mondo … almeno io non lo farò mai !
Poi per finire c’ è la versione internet che recita più o meno : “voglio, NON pago, pretendo” ma questa è un’ altra storia 🙂 🙂 🙂
ZEUS Settings , ovvero dei settaggi per Specialized Levo che la fanno sembrare una quasi muscolare 🙂 Lo scopritore dei settaggi in questione – Cataldo Zeus Leo – ci spiega il tutto :
Riassunto (un po’ lunghetto, ma spero chiarificatore)
Prima di tutto, funziona SOLO ed esclusivamente con aggiornamenti motore 4.0 e firmware batteria 4.22 (2.22 e 10.22 pure, almeno sembra, 6.22 e 8.22 boh, non ne sento parlare, sembrano più leggende metropolitane)
Un minimo di storia, per quanto ne possa sapere io, dato che sono partito da un 4.18
Fino al precedente firmware, l’X.9, la Levo si differenziava dalle altre ebike per la tipologia di assistenza. Era “progressiva”, cioè l’erogazione della potenza motore era proporzionata alla spinta sui pedali. Ma la percentuale di spinta non era calcolata sulla potenza totale del motore, bensì sulla potenza del ciclista. Quindi poteva succedere che, con una pedalata “possente”, che le tre modalità eco, trail e turbo potessero sovrapporsi. Molti erano contenti, perché sembra potessero fare qualunque cosa impostando il motore in eco.
Con l’aggiornamento firmware batteria Specialized vuole evitare che questo succeda, quindi studia un sistema di gestione del motore per cui la corrente motore venga automaticamente limitata nelle modalità eco e trail rispettivamente al 30 ed al 60%, pur se impostate a 100, lasciando libera solo la modalità turbo, utilizzabile da corrente 20 a 100.
A detta della casa madre il funzionamento è più logico e i consumi ne risentono positivamente. Tutto vero, ma molti utenti si lamentano che in questa nuova modalità sia andata persa la miglior qualità della Levo, la progressività.
Si scatenano i dibattiti, meglio prima, meglio dopo, con l’inevitabile confusione creata dal “mezzano” fw X.18 con cui sono uscite le biciclette 2017…
Dopo aver aggiornato io da 4.18 a 4.22 mi sono messo d’impegno per capirne qualcosa. Quindi iPhone sul manubrio e pagina personalizzata per vedere potenza ciclista, potenza motore, consumi medi, consumo istantaneo, cadenza.
Tira, molla, sposta…. casualmente con eco al minimo mi scappa il cursore della corrente motore al minimo. Sorpresa, la bici scatta in avanti come se avesse messo il turbo….
Necessita immediato approfondimento, quindi i giorni successivi li ho passati a cercare di capire bene che succedesse.
Cercherò di riassumere più chiaramente possibile il tutto, forse non semplicissimo. Così ad occhio sembrerebbe un bug,peró se ben osserviamo, il tutto segue uno schema complesso, ma assolutamente rigoroso nella sua logica. Insomma, sembra più una “seconda modalità” di funzionamento della bici, quella tanto cara ai levisti della prima ora.
Settaggi di default, consigliati dalla casa madre.
Eco 30
Trail 60
Turbo 100
corrente motore 100 accelerazione normale
In questo settaggio tutto segue la corretta matematica. Se 100 è la corrente motore, in questo caso verrà interamente erogata solo con Turbo. Eco darà il 30% e trail il 60. Se la corrente viene dimezzata a 50 anche la potenza verrà tagliata di conseguenza, quindi avremo 15, 30 e 50% di potenza erogata. Questa potenza viene erogata nel nuovo firmware piuttosto violentemente. Se teneste sott’occhio il display di mission control vedreste subito che in turbo 100 la potenza massima viene raggiunta in un lampo, senza particolare necessità di spingere sui pedali. E’ sufficiente farli girare. Se da un lato questo dà l’impressione di essere seduti su un razzo, dall’altro vi è un enorme spreco di energia anche in momenti in cui non sarebbe necessario. Non che non si possa trovare un buon settaggio, ma bisognerebbe avere ben chiaro il funzionamento in ogni modalità con ogni percentuale di assistenza impostata. In caso contrario ci si trova invece sempre con l’assistenza sbagliata. Se impostate in eco 15 motore 100, mission control vi farà vedere 100/105 watt…. buoni per passeggiare, ma se doveste salire sui pedali per superare una salita di 30 metri, probabilmente le vostre gambe e il vostro peso spingeranno sui pedali ben più di quei 100 watt. Il risultato è che a momenti vi potrà sembrare che la bici vi freni anziché aiutarvi. E’ solo un impressione, perché comunque la bici vi regala quei 100 watt “in più”, ma a volte non è piacevole, per lo meno per chi usava il superprogressivo 4.9
Allo stesso modo, se mettete turbo 100 cm 100 e dovete superare una rampetta di 1 metro, quel minimo di spinta in più che imprimerete sui pedali vi provocherà la sensazione di ribaltarvi. In effetti non vi siete alzati sui pedali, non ne sentite la necessità, ma non appena spingete un po’ di più il motore sfodera il 100% della potenza, 530 watt dichiarati, ben 700 watt indicati da MC… voi magari avete spinto per 100 e vi arriva una bordata da 5/700 WATT, non si tratta più solo di sensazioni…..
Chiaro che a questo punto, chi ha ancora il 4.9 e sente i pareri di chi ha aggiornato, sia nel dubbio se fare o meno il grande passo
Settaggi “Zeus”, come simpaticamente li ha battezzati qualcuno (o Bug20 o Italian Settings o The Italian Bug su pagine estere)
Eco liberamente settabile da 5 a 35
Trail liberamente settabile da 10 a 40
Turbo liberamente settabile da 15 a 45
corrente motore 20 (se alzato, max fino a 30 causa la perdita delle modalità trail e/o turbo)
accelerazione liberamente settabile
Stranamente i valori descritti sopra corrispondono “esattamente” ai valori doppi nel settaggio di default. Quindi un eco 15 in Zeus corrisponde a eco 30 in default, trail 30 corrisponde a trail 60 e così via…
Ma c’è una differenza sostanziale. Nei settaggi di default le potenze sono quelle erogate. Trail 50 cm 100 sono il 50% della potenza del motore, 265 watt sul dichiarato, 350 visualizzati da MC…
Basta girare i pedali e quella potenza viene erogata. Invece nei settaggi Zeus la potenza erogata va “da zero a”, non per come giriamo i pedali, ma in base alla potenza che imprimiamo sui pedali.
Il settaggio più naturale è risultato il 15/30/45. Da quanto visualizzato su MC il 15% corrisponde più o meno alla nostra spinta. Se noi spingiamo per 50 watt la bici dà 50 watt, se spingiamo per 100 la bici dà 100. La sensazione di naturalezza che ne deriva è incredibile, anche perché questa modalità spinge fino ai 210 watt visualizzati, quanto basta per giri in relativo relax. E’ come viaggiare avendo due gambe in più che spingono la bici. Non due gambe qualunque, sono le gemelle delle nostre… Ma se serve potenza perché la salita si fa ripida, trail 30 e turbo 45 donano un’altra coppia o altre due coppie di gambe, sempre “progressivamente”. Potremmo impostare in turbo 45 e cm 20 e ci troveremmo il 90% della potenza totale del motore, ma solo se dovesse servire. Se invece pedaliamo in relax con un gruppo di amici, vedremmo sul display che la potenza del motore oscilla sempre tra i 100 e i 200/240 watt. Se dovesse servire vedremmo anche i 5/600 e oltre, a differenza del turbo 100 (o 90, giusto per fare pari e patta…) cm 100, con cui vedremmo “sempre” quei 5/600 watt….
In questi casi sono due le differenze importanti tra i settaggi di default e gli Zeus. La prima è nella piacevolezza della pedalata. Con gli Zeus non si ha mai e poi mai la sensazione di essere su una ebike, piuttosto ci fa sentire dei ciclisti da gara anche se non lo siamo. La fatica è ovviamente maggiore a parità di impostazioni, ma, seconda differenza, i consumi ne risentono in meglio, mostruosamente in meglio. Dai test fatti in piano, purtroppo non ho salite a portata di mano ogni giorno, si parla di un incremento delle percorrenza dal 50 al 100%. E’ chiaro che con dislivelli più o meno accentuati questi valori sono destinati a crollare drasticamente, ma non è detto che dobbiamo scalare l’Everest tutte le domeniche.
In quel caso però i settaggi di default sono forse più indicati, dando un assistenza più costante e i consumi non sono più così differenti…
Concludendo qui, ma ci sarebbe parecchio da approfondire, mi piacerebbe sentire che dice la casa madre. Un utente di un forum dice di aver scritto a Specy che sembra abbia risposto “è un bug, lo sistemeremo nelle prossime release”
Personalmente mi chiedo se non possa essere interessante implementare “in chiaro” questa modalità. Come alternativa alla modalità principale, non “sostitutiva”….. Non è un settaggio miracoloso, non inventa energia dal nulla, semplicemente risparmia dove possibile e, in cambio di un po’ di fatica in più, regala una sensazione impagabile a chi ama l’idea di non sentirsi a cavallo di un motore con batteria…
Aggiungerei che nell’utilizzo tranquillo “costringe” il ciclista ad utilizzare tutti e 11 i rapporti del cambio, anche utilizzando il turbo45 (fino al 90% di tutta la potenza). Ho sentito più di una volta persone che usano 2/3 rapporti e basta, lamentandosi poi di consumi abominevoli. In effetti, a meno di non usare un eco15 corrente 50/100, ci si trova spesso a frullare con i pedali, proprio a causa della “troppa” potenza, che magari in quel preciso momento non sarebbe necessaria…
Quindi perché, cara Specialized, non pensare a sviluppare una simile modalità, che in ogni caso non entra in conflitto con la filosofia dei nuovi aggiornamenti? Tecnicamente è fattibile, se c’è si può fare, anche se forse adesso è solo un bug, e credo che più d’un levista della prima ora ne sarebbe felice, ma pure io che sono uno di quelli dell’ultima….
Infatti ho già chiesto al concessionario di conservare il fw 4.22, metti caso che mi cambiano tutto… 🙂
Dal blog “Brianza tour”
” … Lucky e’ un martello 
insiste, devo troppo provare una e-bike. Me lo ripete a nastro “…. No No Nonno non puoi non provarne una!!!” Io sono restio perche, essendo quello della bici elettrica gia un pallino, non voglio esaltarmi e farmi scattare la scimmia.
Alla fine cedo e testiamo insieme la Levo Specialized.
Lo sapevo che non lo dovevo fare! 
Spettacolo!
Ho subito capito che facevo un errore, quello di paragonare il mondo della bici elettrica e quello della muscolare. Sono due mondi diversi, due sport cugini tra loro (tipo il beach volley e il volley). Basi comuni, ma ambienti, reazioni, comportamenti, caratteristiche completamente diversi….si direi praticamente un altro sport. La cosa che mi ha colpito di piu e che con l’elettrica la salita, che per me con la muscolare e’ pallosa e monotona, ora pur spingendo sui pedali (quindi faticando) e’ divertente. Ti a fai linee diverse, usi trick per superare gli ostacoli, giochi salendo ecc. Fantastico! Non cadete nel tranello comune di dire, l’elettrica e’ per gli sfaticati che non vogliono pedalare. Un errore, secondo me l’elettrica non e’ da usare come una muscolare, e’ da usare in modo diverso. Per divertirti devi fare percorsi ad hoc in cui sforzi sempre (in modo diverso) e godi tecnicamente portando la bici sia in salita che in discesa (ti devi studiare percorsi con le caratteristiche giuste ovviamente). L’elettrica non e da usare assieme a gente che ha la muscolare per sfruttarla bene fai cose diverse. In discesa l’ho trovata piu performante di quanto prevedevo, altrettanto divertente, molto stabile. Abbastanza maneggevole ma il maggior peso si sente un po…
Ho capito a differenza di quanto pensavo che l’E-Bike non sostituisce la muscolare ma e’ in piu. Mannaggia a te Lucky … un altra bici in box ….. mhaaa vedremo per il momento rimane la scimmiaaaa 
”
Insomma in due parole : non provatela !!! 
Primo test di circa 40 Km / 1400 mt. + con la nuova Mondraker Crusher RR+ .
Venerdì 28 Aprile 2017 ore 20:00 scade l’ embargo e finalmente la Mondraker Crusher è di pubblico dominio ! Grazie a Davide di DSB e Miguel di Mondraker Sabato mattina alle ore 09:00 la belva è a mia disposizione !!!
La bicicletta non è mia e quindi dopo aver controllato la forcella e la pressione delle gomme controllo il SAG dell’ ammortizzatore posteriore che mi segna un 25% : pochino per i miei gusti ma dato che il tempo è tiranno e non so se è stata tarata per il Proprietario mi accontento e parto . EccoVi le mie impressioni dopo la prova .
Estetica : Sicuramente molto, ma molto personale e aggressiva . Il tubo obliquo con la batteria da 504 Wh di Shimano è molto grosso e caratterizza tutta la bicicletta. Almeno avremo spazio per future personalizzazione adesive anche se non a tutti piace … io la trovo sgraziata con quel tubone ma particolarmente aggressiva e spigolosa. Una vera macchina racing : mi piace !
Posizione di guida : Non ho controllato e regolato gli appoggi ma nonostante tutto mi sono trovato subito a mio agio. Conosco ed apprezzo la Forward geometry ® da molti anni e quindi mi sono sentito subito a casa .
Salita scorrevole : Come già detto in altre occasioni lo Shimano Steep E 8000 è un motore molto fluido e naturale nella pedalata: sembra quasi non ci sia ma in fianco agli amici con le Specialized Levo ho avuto l’ ennesima conferma che spinge tantissimo pur sembrando di non esserci . Super !
Salita tecnica : Il motore non mette mai in difficoltà e la sospensione posteriore Zero ® (anche se dotata di un Rock Shox Deluxe R – che non sarà comunque l’ ammortizzatore definitivo sulla bici che monterà un nuovo Fox – proprio non mi ha convinto e che magari con un setting sarebbe migliorato) mette in mostra tutte le sue buone caratteristiche tenendo sempre la ruota ben attaccata al terreno . Anzi un ammortizzatore così mal regolato e rigido avrebbe dovuto causarmi molti problemi che invece sono stati annullati dalla magnifica sospensione “dual link full floater” che risponde al nome di Zero Suspension System ® !!!
Motore : Un’ efficienza da riferimento !!! I consumi però mi sono apparsi – in questa prova – allineati a Bosch ma leggermente superiori allo Specialized / Brose con i nuovi firmware … Per finire l’ ennesima conferma sul display di Shimano : lo vorrei su ogni E-Mtb che posseggo, anche se con altri motori, tanto è piccolo, bello e funzionale !!! Ultima nota sul cambio Shimano XT Di2 che viene integrato con il motore : la cambiata non è così morbida come con uno Sram EX-1 che sfrutta il disegno della catena e degli ingranaggi; qui si tratta di catena ed ingranaggi normali e quindi abbastanza rumorosi nella cambiata ma il lavoro svolto dall’ elettronica fa si che si possa cambiare sempre senza curarsi troppo del fatto che si è su una E-Bike poichè il motore viene gestito dal sistema. Insomma cambiate precisissime (anche se rumorose) senza necessità di pensarci troppo : finalmente si può cambiare come con un EX-1 senza pensieri !
Single-track : Veramente un bisturi ! La rigidità dell’ assieme uniti alla sospensione Zero ® danno una confidenza nei repentini cambi di direzione sconosciuta ad altre e-bike ! Poi la Forward geometry ® fa il resto !
Discesa scorrevole e fluida (veloce) : Telaio molto rigido, Forward geometry ® e sospensione Zero ® la rendono una macchina precisa come nessun altra ! Una vera arma letale nelle mani giuste ! Per contro affatica più di altre E-Mtb meno votate alla parte gravity e perdona molto meno gli eventuali errori di conduzione .
Discesa tecnica e stretta : Basta farla scorrere e Lei passa in ogni dove anche se necessità di essere guidata con molta forza . Molto precisa ma sicuramente non facilissima nello stretto .
Frenata : I freni Shimano Saint sono un riferimento nel settore e anche questa volta non mi hanno deluso .
Rigidità : Una putrella ! Come detto penso che nelle mani giuste sia veramente l’ arma definitiva per correre in gare E-Enduro .
Dotazione : La prima vera E-Enduro full carbon, forcella provvisoria Fox Float FIT4 (visto che le nuove forcelle 36 Evol non sono ancora state commercializzate), un nuovissimo ammortizzatore Fox Evol X2 (che arrivera come detto solo a fine Giugno), gruppo Shimano XT Di2 sincronizzato con il motore, ruote Mavic E-XA plus, gomme Maxxis 27,5 plus x 2.80, reggisella telescopico Fox Transfer : difficile fare meglio !
Estetica e finiture : Ben fatta . Avrei scelto grafiche più caratterizzanti e più aggressive soprattutto per mettere in risalto l’ enorme obliquo mentre Mondraker ha scelto di tentare di mascherare con grafiche poco visibili il tubone … Ognuno esteticamente ragiona come crede … ma sarà comunque oggetto di customizzazione appena arriverà nelle nostre mani !
Valutazione rapporto qualità/prezzo : sicuramente il prezzo richiesto non è basso ma è il prezzo da pagare per avere un E-Mtb esclusiva e “Race Ready” come questa .
Note finali : Come già detto il motore è veramente un riferimento in fatto di fluidità di erogazione e risulta sempre poco invadente assecondando la pedalata del Biker come pochi altri ! Il telaio rigidissimo è veramente un riferimento per chi desidera far correre la E-Mtb e raggiunge livelli di precisione sconosciuti a molti altri prodotti . Solo poche note negative : il carbonio fa da cassa di risonanza al motore (veramente fastidioso nei boschi) e la bicicletta risulta un poco rumorosa su ogni asperità o peggio sasso che rimbalza sulla struttura . In Mondraker ci hanno però assicurato che le versioni definitive avranno della schiuma o dei ripari fonoassorbenti all’ interno della struttura per eliminare in toto questo problema ! La seconda problematica è più un discorso di adattarsi alle leve del cambio posteriore Di2 che sono praticamente al contrario dei comandi tradizionali ed in una prima fase della prova mi hanno causato varie cambiate al contrario: volevo salire di rapporto e invece scendevo e viceversa . Dopo un breve periodo di assuefazione al comando il problema è però praticamente sparito .
Lo scorso weekend – 22 e 23 Aprile – si sono svolti a Tavernerio (CO) i Campionati Italiani Enduro 2017 e Lorenzo Suding ha vinto la classifica assoluta con una Santa Cruz Hightower . In teoria non ci sarebbe nulla di strano che un professionista come Lorenzo vinca un campionato Italiano Enduro se non che la Santa Cruz Hightower che ha usato aveva ruote da 29” e, se non vado errato, è la prima volta che una 29” vince un campionato Italiano di una disciplina fuoristrada gravity come l’ Enduro.
Domenica prossima poi inizierà la Coppa del Mondo DH a Lourdes (FR) e molti dei top Team hanno annunciato almeno un prototipo 29” da downhill all’ interno dei propri Team. Vedremo il prossimo weekend se questo accadrà o meno … (proprio in queste ore Santa Cruz ha annunciato la sua V10 29″ 🙂 NDR)
Tutto questo per confermare che lo sviluppo delle 29” nelle discipline gravity del fuoristrada è cosa ormai matura e necessaria (nel lontano 2006 / 2007 quando lo dicevamo noi siamo stati insultati e presi per dei pazzi visionari 🙂 ) se vogliamo che questi sport possono progredire . Le ruote grosse sono una parte dello sviluppo di questi sport. Sembrerebbe una progressione naturale per le biciclette gravity di poter essere sviluppate dall’ industria con ruote da 29” . Una bicicletta con ruote da 29” in ambito gravity ha maggior grip, può mantenere più alta la velocità tra le rocce e nei passaggi più sconnessi, ha maggiore stabilità e inoltre può allungare la distanza nei salti mantenendo sempre molta più velocità . L’ incremento della velocità in generale è facilmente palpabile. Questo dovrebbe essere una buona cosa per le discipline gravity .
Insomma in linea generale tutti dovrebbero essere felici di questo ulteriore sviluppo tecnologico delle nostre MTB gravity e invece molti si oppongono all’ innovazione come se fosse la fine delle discipline gravity . Normalmente sono bikers che mai hanno provato o voluto provare una 29” gravity per preconcetti iniziali e diffidenza verso l’ innovazione ma purtroppo per loro dovranno adattarsi o cambiare sport poiché, come in tutti i settori, l’ innovazione non si può fermare !
Concludo con una provocazione : e se domani dovessimo trovare anche delle ruote con gomme 27,5” plus sulle biciclette dei top riders in gare Enduro o DH 🙂 Ma Vi ripeto – IMHO – questa vuole essere solo una provocazione perchè allo stato attuale le 27,5″ Plus (high volume – lower pressure) servono solo ai “fermoni” come me, i top riders non possono guidare con pressioni così basse e avere vantaggi perchè le gomme sono troppo poco precise 😉
Ma lo sviluppo e la conseguente innovazione non possono e non devono fermarsi !
Lorenzo Suding – Santa Cruz Hightower 29″ (photo MTBcult.it)